Invitiamo i Saccensi ad eseguire scrupolosamente la raccolta differenziata

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L’Assemblea permanente del M5S di Sciacca invita tutta la popolazione ad eseguire scrupolosamente la raccolta differenziata. Differenziare i rifiuti significa rispettare l’ambiente ma anche ridurre i costi della loro raccolta. In questo periodo di emergenza creato da un governo regionale assolutamente incapace di affrontare e risolvere i veri problemi dei siciliani, differenziare i rifiuti significa evitare che la nostra Sciacca sia sommersa dalla spazzatura compromettendo le basilari condizioni di pubblica sicurezza igienico-sanitaria. In questo periodo di massima presenza turistica, effettuare la raccolta differenziata significa evitare che i nostri ospiti abbiano uno sgradevole ricordo della loro permanenza nella nostra città che li induca a parlarne negativamente.

Auspichiamo che la modalità di raccolta multi-materiale scelta dall’amministrazione sia una scelta di brevissimo termine, per permettere alla popolazione di recuperare il grande gap culturale accumulato in quattro anni di totale immobilismo sul fronte ambientale, e che si possa nel più breve tempo possibile arrivare alla raccolta mono-materiale, notoriamente più efficiente e meno costosa.

Nello spirito di servizio che ci contraddistingue, a breve fisseremo un incontro con la cittadinanza, di cui daremo pronta comunicazione, per discutere dell’emergenza rifiuti e condividere le buone pratiche per una corretta raccolta differenziata.

Assemblea permanente M5S Sciacca

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Agricoltura in crisi, il M5S: “Non diremo no all’ennesima pezza, ma urge riforma seria dei consorzi di bonifica”

La proposta del deputato Cinquestelle Mangiacavallo: “I costi per gli agricoltori dovrebbero essere quasi azzerati e i costi dell’acqua per uso irriguo andrebbero parificati con quelli delle altre Regioni”.

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“Cimino, Cascio e Panepinto stanno cercando di mettere una pezza a un danno causato proprio dal governo che sostengono. Di pezza in pezza sono gli agricoltori ad essere rimasti con le pezze nel sedere. Tutti sanno che è stato il governo Crocetta, con tutta la maggioranza che lo sostiene, ad introdurre, in una delle precedenti finanziarie, lo stanziamento incerto di somme destinate ai consorzi di bonifica e poi imporre ai consorzi di rivalersi sulle imprese agricole”. Così il deputato 5Stelle dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo che condanna da tempo questa scelta scellerata, “abbiamo anche proposto più volte emendamenti soppressivi di quel famigerato art.47, sistematicamente bocciato da commissione e Aula”.

La tesi del M5S è che non dovevano essere ridotte le risorse destinate ai consorzi di bonifica prima di aver riformato gli stessi per evitare, cosa poi avvenuta, ricadute dirette sull’asse primario dell’economia siciliana, ovvero l’agricoltura.

“I costi per gli agricoltori – continua il deputato del Movimento 5 Stelle – dovrebbero essere quasi azzerati e i costi dell’acqua per uso irriguo andrebbero parificati con quelli delle altre Regioni direttamente concorrenti. Non si può pensare di favorire l’esportazione dei nostri prodotti gravando i costi di produzione e non si può pensare di far ripartire economicamente la Sicilia affossando l’agricoltura”.

“Fatte queste premesse, – conclude Mangiacavallo – non diremo no a questa ennesima pezza, sostenendo la proposta Cimino, Cascio, Panepinto, in attesa però di una riforma seria dei consorzi di bonifica che porteremo avanti insieme agli agricoltori, nei loro interessi e negli interessi della collettività”.

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Pesca, Governo attui nostre misure anti-crisi

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Roma, 7.07.2016 – “Consentire alle aziende del settore ittico di accedere alle misure assicurative per la pesca, oltre a quelle per l’acquacoltura; usare i finanziamenti anche per le consulenze sulle strategie aziendali e di mercato, e incentivare operazioni di microcredito con garanzia pubblica, anche attraverso l’istituzione di un fondo operante senza la valutazione economico-finanziaria del soggetto beneficiario”. È questo, in sintesi, il contenuto della risoluzione dei deputati del M5S della Commissione Agricoltura sul Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP).
“Le nostre proposte vanno a colmare i gap della risoluzione del Pd a prima firma Vennitelli e a rafforzare le azioni per il sostegno e la tutela delle imprese ittiche. Mentre infatti il testo della maggioranza – spiega la deputata 5stelle Silvia Benedetti, prima firmataria della risoluzione – fa riferimento solo al sostegno all’acquacoltura (previsto dall’articolo 57 del Regolamento CE n. 508/2014 del Parlamento europeo e del consiglio relativo al FEAMP), il nostro provvedimento propone invece anche l’applicazione degli articoli 27 e 35, estendendo dunque il campo delle tutele”. “Le difficoltà economiche che stanno attraversando gli operatori della pesca, in seguito all’impennata dei prezzi del carburante e al deterioramento degli stock ittici, unitamente alle perdite in acquacoltura causate da patologie ittiche per lo più legate al cambiamento climatico, rendono sempre più urgenti misure strutturali concrete che vadano in una doppia direzione: favorire l’accesso al credito introducendo modalità innovative come il microcredito senza valutazione economico-finanziaria”, aggiunge il portavoce M5S Filippo Gallinella. “Chiediamo che il Governo adotti al più presto misure adeguate, come quelle proposte dal M5S, per fronteggiare la crisi della pesca e tutelare gli operatori del settore, a cominciare da un corretto ed efficace utilizzo delle risorse del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e per la Pesca”, concludono i pentastellati.

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Università: consegnate al Miur le vostre firme per abbassare le tasse!

Alla vigilia dell’approdo in Aula della Proposta di legge M5S, che avverrà il 18 luglio, una delegazione di parlamentari M5S si è recata al ministero dell’Istruzione.

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ROMA, 6 luglio 2016 – “Questa mattina abbiamo portato al Miur le oltre 10 mila firme raccolte tra gli studenti universitari italiani che hanno sostenuto la nostra proposta di legge durante l’Unitour, promosso dal MoVimento 5 Stelle negli scorsi mesi. La Pdl prevede tasse più basse fin da subito per le fasce medie di reddito e la “no tax area”, zero tasse, per le famiglie di quegli studenti che non raggiungono i 15 mila euro di reddito all’anno. Abbiamo deciso di compiere ora questa azione perché è nella giornata odierna che in commissione Cultura partirà l’iter conclusivo della nostra Pdl, che approderà in Aula il 18 luglio. Dopo il clima di condivisione e di collaborazione che si è instaurato nelle ultime settimane con governo e maggioranza, auspichiamo che i lavori possano procedere in un clima di accordo e che non ci siano ripensamenti dell’ultimo momento, legati solamente all’opportunità politica”.

Così i parlamentari del MoVimento 5 stelle, che hanno portato una loro rappresentanza davanti al ministero dell’Istruzione guidata dai capigruppo di camera e Senato.

“Avremmo voluto consegnare le firme direttamente al ministro Giannini e avere con lei un breve colloquio per parlare della nostra proposta e dell’approccio che intende avere il Governo ma, nonostante da giorni le chiedessimo un breve appuntamento, ciò non è stato possibile a causa di un continuo cambio di orario da lei proposto per l’incontro. Abbiamo comunque consegnato le firme degli studenti al capo di Gabinetto del ministero.

Adesso è tempo di passare dai buoni propositi alle azioni: il Pd e la maggioranza hanno l’occasione di votare una legge che risponde alle necessità di migliaia di studenti e famiglie italiane, per le quali la voce di spesa “tasse per lo studio” è diventata insostenibile, e rappresenta la soluzione più efficace rispetto al calo di 65 mila matricole in soli 10 anni. Per metterla in pratica sono sufficienti 90 milioni di euro, soldi già accantonati deal governo nel bilancio dello Stato. Dunque a questo punto serve solo una cosa: la volontà politica. Li aspettiamo alla prova dei fatti”.

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CORRUZIONE: ITALIA SUL PODIO EUROPEO. L’INTERVISTA

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L’Italia è, dopo la Bulgaria, il Paese più corrotto d’Europa. A livello mondiale si posiziona al 61esimo posto. Bisogna fare presto con provvedimenti più incisivi, perché gli scandali Mafia Capitale e Trivellopoli, purtroppo, non sono isolati. Il Movimento 5 Stelle ha un piano per il contrasto della corruzione in Italia e in Europa. I corrotti riciclano mazzette e tangenti all’estero, così come fa la criminalità organizzata.

Abbiamo intervistato Sergio Valentini di Transparency International, l’associazione che ogni anno stila la classifica sulla corruzione.

Che cosa è Transparency International?

Transparency International è la più importante organizzazione per il contrasto alla corruzione nel mondo. In Italia è attiva dal 1993 e stila la classifica di percezione della corruzione, ma anche quelle di chi paga le tangenti e l’effettivo livello di corruzione. Il nostro obiettivo è quello di avere una idea di come i Paesi si muovono nel contrasto della corruzione da un anno all’altro. Vogliamo dare consigli e provocare dei miglioramenti.

Come si calcola il livello di corruzione in ogni Paese?

Bisogna distinguere fra l’indice di percezione della corruzione e l’indice di effettivo del pagamento della corruzione stessa. Questa è calcolato per metà sulla base di interviste e commenti di opinion makers, persone che lavorano nel campo amministrativo, per l’altra metà sulla base di analisi che vengono fatte con un metodologia identica in tutto il mondo. Queste due classifiche in Italia non coincidono, ma quello che è peggio in Europa non sono le stesse. Quattro Paesi europei che sono fra i migliori dieci Paesi con il più basso indice di percezione percepita, sono fra i primi 10 posti dei Paesi che pagano più tangenti al mondo. La corruzione è una tassa sulla povertà. Chi paga la mazzetta ha più soldi di chi la riceve. Facciamo dei nomi: Svizzera, Olanda, Germania e Gran Bretagna sono fra i primi posti assoluti per pagamenti di tangenti.

Come si posiziona l’Italia in questa classifica?

Male. È il penultimo Paese dell’Unione europea. È pressoché stabile come posizionamento negli ultimi anni, prima però peggiorava, dunque ci sono segnali di miglioramento. Va sottolineato che, da un punto di vista legislativo, l’Italia è nel contrasto alla corruzione molto avanti. Bisogna fare una differenza fra l’obbligo di legge e quella che è la percezione della corruzione in Italia e dell’Italia nel mondo.

All’Italia serve un piano speciale contro la corruzione?

Probabilmente all’Italia serve una applicazione rigorosa delle leggi esistenti. Che poi ci sia una sottovalutazione della criminalità in tutta Europa è un dato di fatto visto che ogni Paese la misura e la verifica in modo diverso. E devo ammettere che l’iniziativa del Movimento 5 Stelle porta all’attenzione la transazionalità delle filiere criminali.

Cosa bisogna fare?

Quello che manca oggi è un serio sistema di reporting che tuteli chi lancia l’allarme, che in inglese si chiama whisteblowing, i cosiddetti lanciatori di allerta. Chi ha il coraggio di parlare, anche se in passato ha avuto dei problemi, deve essere protetto dalle ritorsioni. Questo oggi in Italia non è credibile.

Come deve essere protetto il whisteblower?

Con l’anonimato assoluto. Con la possibilità di fornire dati oggettivi e inoppugnabili e consentendo di avere un sistema di doppio controllo – il sistema di check and balance britannico – perché a volte chi riceve la segnalazione è implicato. Di norma chi ẻ più in alto conosce meglio le dinamiche corruttive di chi è in basso.
ECCO LE PROPOSTE DEL M5S PER COMBATTERE LA CORRUZIONE E LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA.

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Non inceneriteci il turismo – Lettera aperta alla città dell’Assemblea M5s Sciacca

L’Assemblea del M5S di Sciacca è pronta a coinvolgere i cittadini, le associazioni e i comitati per dire NO all’ennesimo scippo ai danni di Sciacca e quel che rimane della sua “vocazione turistica”. Contro l’idea del governo regionale di Crocetta e le scelte di Renzi, della Contrafatto e di tutto il PD, di installare un inceneritore, alias “tumorificio”, nella città di Sciacca il M5S avvierà una raccolta firme. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare e ad aderire alla protesta.

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Il Governo regionale a guida PD, in balia di un’emergenza rifiuti generata da una miope visione del problema, pensa all’ennesimo sfregio alla nostra cittadina: l’installazione di un termovalorizzatore nel nostro territorio.

Dopo la chiusura delle Terme e il costante depotenziamento dell’Ospedale, Crocetta e i “compagni” Cimino e Alfano continuano a perpetrare una chiara manovra politica a danno di Sciacca. Quest’ultima ipotesi, in fase di definizione presso l’assessorato all’ambiente, deriverebbe dalla “vocazione” territoriale del Comune per la presenza della discarica di Saraceno-Salinella. Della “vocazione” turistica del territorio e della sua evidente incompatibilità con impianti di questo tipo sembra invece non importare a nessuno.

Il M5S all’ARS si opporrà a qualsiasi piano regionale rivolto all’installazione d’inceneritori, e promuoverà l’organizzazione di un sistema virtuoso di gestione, che faccia dei rifiuti una risorsa invece che un problema.

In città porteremo avanti una battaglia decisa contro l’iniziativa del Governo regionale, con una campagna di raccolta firme e di sensibilizzazione della cittadinanza. Non permetteremo a nessuno dei rappresentanti locali di quei partiti che oggi governano la Sicilia, operando scelte scellerate, di cavalcare finte battaglie contro i capi bastone e, allo stesso tempo, mantenere al calduccio la tessera di partito e l’ipotesi di futura “benevolenza politica”.

Assemblea M5S Sciacca

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Dopo un’attesa durata anni, presentato ieri il primo rapporto registro tumori della provincia di Agrigento. Mangiacavallo (M5s): “I cittadini chiedono dati più concreti”

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E’ stato presentato ieri a Racalmuto, presso la sala convegni della Fondazione Leonardo Sciascia, il primo rapporto registro tumori della provincia di Agrigento, alla presenza dei vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento e di Trapani (che congiuntamente gestiscono il registro) e diverse autorità, tra le quali il prefetto di Agrigento Nicola Diomede e il deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo. Quest’ultimo è autore, insieme al suo gruppo parlamentare all’ARS, di svariati atti ispettivi per sollecitare l’attivazione dei registri nei liberi consorzi comunali di Enna ed Agrigento, unici in Sicilia, fino a poco tempo fa, ad esserne sprovvisti. Durante il seminario-conferenza stampa sono stati resi noti i dati elaborati relativi alla diagnosi e mortalità per tumori registrati nell’anno 2012 nella ex provincia di Agrigento, suddivisi per distretti sanitari.

“Dopo mesi di pressioni esercitate da noi del M5S, da associazioni cittadine e dai Meetup – dichiara Mangiacavallo – riconosciuteci peraltro dagli interlocutori regionali, finalmente abbiamo visto qualcosa. I cittadini però non possono ritenersi soddisfatti dall’apprendere che la media provinciale di incidenza tumorale è inferiore a quella regionale, che a sua volta è inferiore a quella nazionale”.“La media – continua ironicamente il deputato Cinquestelle – è quella cosa che, se c’è qualcuno che muore di fame e l’altro si mangia due mele, ambedue avranno mangiato una mela. A cosa servono queste medie?”.

“I cittadini vogliono comprendere se i fattori ambientali – continua Mangiacavallo – risultino determinanti per lo sviluppo della patologia, a prescindere dal fatto che studi effettuati a livello regionale affermano che questi siano inferiori a quelli relativi alla singola predisposizione o meno dei soggetti che si sono ammalati. Per avere una risposta non è sufficiente analizzare le medie provinciali o quelle distrettuali ma è necessario, a mio avviso, fornire un quadro a livello comunale. Il cittadino che nutre la percezione che i fattori di inquinamento dell’ambiente in cui vive stiano contribuendo ad elevare la casistica dei tumori ha bisogno di dati più circoscritti per essere rassicurato”.

“Ho approfittato dell’occasione – conclude Mangiacavallo – per cominciare a chiedere ai responsabili dell’assessorato regionale alla Sanità di prevedere che il personale che si occupa dell’inserimento dei dati nei registri tumori trovi spazio nelle piante organiche. Finora l’ASP di Trapani, con mille difficoltà, ha sopperito in qualche modo a tale carenza ma ciò ha determinato grandi ritardi per l’attivazione e il mantenimento di un servizio che la nostra ex provincia attende ormai da troppi anni”.

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Interdizione alla pesca in due vaste porzioni dello Stretto di Sicilia, Mangiacavallo (M5S): “Subito misure compensative per i pescatori”

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Chiusura della pesca a strascico di tre aree nursery per il nasello e i gamberetti nello Stretto di Sicilia e una chiusura temporale nel Golfo di Gabes. Questa decisione, che riguarderà i periodi compresi tra luglio e settembre, dal 2016 al 2018, è stata sottoscritta lo scorso 3 giugno a St. Julian (Malta) nel corso della 40a riunione del General Fisheries Committee for the Mediterranean (GFCM) della FAO, incaricata di assicurare la gestione sostenibile della pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero.

“Due delle tre porzioni di mare interessate dal provvedimento, essendo antistanti la costa agrigentina, sono sicuramente battute dalla flotta peschereccia saccense che, pertanto, potrebbe avere ripercussioni economiche da tale decisione”. Per questo motivo, il deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo chiede, con una nota indirizzata al Dipartimento regionale alla Pesca, di valutare la possibilità, di concerto con l’assessorato al ramo e il Ministero di riferimento, di adottare misure compensative a tutela dei pescatori saccensi.

“Stiamo verificando l’incidenza della decisione presa dal GFCM sulle aree battute dai nostri pescherecci – dichiara Mangiacavallo – nonché l’impatto economico sulle nostre marinerie.  Contestualmente a tale interdizione, siamo convinti che vadano attivate possibili misure compensative che assicurino il necessario ristoro economico nei confronti degli armatori”.

“Abbiamo inoltrato una nota al Dipartimento regionale alla Pesca mediterranea di modo che possa attivarsi con gli organi competenti – conclude Matteo Mangiacavallo – per ottenere un bilanciamento tra le azioni di tutela dei nostri mari con quelle a favore di un settore ormai in crisi da tempo ma che rappresenta uno degli assi portanti dell’economia siciliana e, in particolare modo, del territorio in cui vivo”.

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#Italia5Stelle 2016: 24 – 25 settembre a Palermo

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Di Roberta Lombardi

Avete un importantissimo appuntamento da fissare nella vostra agenda. Il 24 e 25 Settembre si terrà la terza edizione di Italia 5 Stelle a Palermo.

Italia 5 Stelle è l’incontro nazionale del MoVimento 5 Stelle dove tutti gli eletti, a tutti i livelli istituzionali, i simpatizzanti, gli attivisti, i semplici curiosi passano insieme un weekend di sogni, progetti, allegria, entusiasmo, passione per la politica.

Se non ci siete mai stati è l’occasione buona per sperimentare quest’atmosfera incredibile.
E siccome non vogliamo arrivare in Sicilia a nuoto come fece qualche anno fa Beppe Grillo, stiamo mettendo su un sistema di convenzioni con vettori aerei e marittimi, che verranno illustrati nel mini sito dedicato ad Italia 5 stelle che sarà pronto nei prossimi giorni. Giorno dopo giorno troverete prossimamente indicazioni logistiche.

Come sempre vi chiediamo un piccolo contributo: SOSTIENI ITALIA 5 STELLE CON UNA DONAZIONE -> http://bep.pe/donaperitalia5stelle

Ogni manifestazione, ogni campagna elettorale, ogni sogno targato 5 stelle, dipende dal contributo di ciascuno di noi. Ci vediamo a Palermo il 24 e 25 settembre!

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Rifiuti sulla Palermo-Sciacca, Mangiacavallo (M5S): “Oltre un anno di attesa per sentirsi dire che l’Assessorato non è competente”

La Regione risponde all’atto ispettivo del deputato saccense dopo 14 mesi.

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Nel marzo 2015 il deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo aveva interrogato il presidente della Regione Crocetta chiedendogli di intervenire presso gli enti e le autorità competenti affinché provvedessero a rimuovere le discariche a cielo aperto presenti sulla SS 624 Palermo-Sciacca. A distanza di 14 mesi arriva la “disarmante” risposta dell’assessore all’Ambiente Croce su delega del presidente: “non si ravvedono profili di competenza di questo Assessorato”.

Si tratta dell’ennesima risposta ad una interrogazione della deputazione del M5S che mette in dubbio l’importanza e l’efficacia dell’azione parlamentare di tipo ispettivo. In quasi quattro anni di legislatura, il governo regionale in ARS si è presentato per circa un solo Question Time all’anno.

“Che fossero incompetenti lo avevamo già capito, ma aspettare più di un anno per dircelo ci sembra troppo” – ironizza Mangiacavallo. “A parte gli scherzi, sapevamo che la Regione non avesse competenze nella fattispecie tant’è che avevamo chiesto al presidente di intervenire per far rimuovere i rifiuti e non di rimuoverli in prima persona. Fortuna volle che, nel frattempo, durante questi 14 mesi, chi era di competenza ha provveduto e le discariche abusive non ci sono più”.

“Insomma, – conclude Mangiacavallo – tutto è bene quel che finisce bene, ma siamo di fronte all’ennesima puntata crocettiana della serie “meglio mai che tardi”. Non è la prima volta, dal 2012 ad oggi, che ricevo risposte disarmanti ma visto che ne attendo ancora almeno 80, su oltre 100 atti parlamentari presentati, chissà quale altra chicca ci attende”.

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