Movimento 5 Stelle Sicilia – Sviluppo – Tecnologie

TECNOLOGIE

[important]Vi ricordiamo che il Programma è in continua evoluzione e costante miglioramento e mira ad essere più esaustivo grazie ai numerosi suggerimenti che ci giungono da tutti voi e che speriamo continuiate a fornirci ai nostri contatti info@sicilia5stelle.it e movimento5stellesciacca@gmail.it.[/important]

L’innovazione digitale ha colpito anche la PA la quale ha riconosciuto i vantaggi  ad essa connessa. Dall’elaborazione dei testi, ai fogli di calcolo al web, ogni singolo compito viene svolto mediante programmi informatici. La corsa all’armamento informatico viene fatta spesso in modo sconsiderato e in balia delle grandi major e dei relativi oligopoli. Vengono di continuo acquistati –  con denaro pubblico – sistemi operativi e applicativi a scatola chiusa, spesso del tutto sovradimensionati per gli utilizzi reali. Si realizzano, in questo modo, rapporti di dipendenza verso oligopoli che, difficilmente, si potranno rompere in futuro senza perdere tutto o anche parte dei benefici ottenuti.

L’espressione “software libero” si riferisce alla libertà dell’utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software grazie alla possibilità di conoscere il codice sor-gente . Affinché un software possa definirsi davvero “libero” è necessario che sia in grado di garantire quattro libertà fondamentali: 1) libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo; 2) libertà di studiare e modificare il programma in base alle esigenze; 3) libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo; 4) libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti.

Utilizzando un sistema basato su applicativi liberi si riesce ad abbattere notevolmente la spesa legata all’approvvigionamento informatico nelle Pubbliche Amministrazioni. In questo scenario non solo aumenta la competitività, ma si creano i presupposti per la nascita di attività locali nel settore software, che fino a qualche anno fa erano solo appannaggio delle grandi multinazionali del software proprietario.

Il software libero grazie alle sue licenze e alla possibilità di combinarsi può interagire con altro software libero, permettendo così di allestire agevolmente intere infrastrutture informatiche abbattendo drasticamente i costi delle Pubbliche Amministrazioni.

I grandi marchi dell’informatica tendono a sviluppare software che producono dati secondo formati chiusi difficilmente leggibili da altre applicazioni, ciò espone gli stessi all’obsolescenza informatica. La condivisione delle informazioni riveste un ruolo principale nelle moderne Pubbliche Amministrazioni, ma per parlare di ciò bisogna prima parlare di standard. Grazie agli standard gli utenti di sistemi e piattaforme possono condividere il proprio lavoro, avendo la garanzia che sarà sempre così.

Altro aspetto centrale è l’obsolescenza dell’hardware. Si dismettono computer perfettamente funzionanti solo perché l’ultimo programma di turno sfoggia una grafica da videogame, ag-giungendo funzioni tanto inutili quanto onerose in termini di calcolo. I nostri elaboratori, nel più dei casi, calcolano le stesse cose che calcolava 10 anni fa, ma le attuali interfacce grafiche dimezzano le prestazioni del nostro hardware. Anche qui il software libero può offrire un van-taggio grazie alla propensione alla scalabilità dei sistemi operativi e degli applicativi.

1- Promozione e divulgazione concetti base del software libero.

2- Costituzione di un Osservatorio Informatico per il software libero, ovvero un portale internet che sia di supporto alle Pubbliche Amministrazioni e ai privati nella scelta del loro software libero.

3- Definizione di centri di recupero e ripristino vecchio hardware per il successivo ricondizionamento. Questi centri dovranno poter servire più di una Pubblica Amministrazione.

4- Implementazione della dottrina open government e open data: la Pubblica Amministrazione deve agire con la massima trasparenza. Chiunque dovrà essere in grado di capire che fine fanno i fondi pubblici e a cosa sono destinati. Quindi si propone la creazione di un protocollo standard per rendere subito e universalmente fruibili questi dati.

5- Censimento di tutti gli applicativi e sistemi operativi proprietari utilizzati dalla Regione.

6- Creare i presupposti, nei casi in cui possibile, per il telelavoro. Per telelavoro si intende la possibilità di lavorare dalla propria abitazione, costantemente in contatto con l’ ufficio d’appartenenza. I vantaggi sono immediatamente intuibili: risparmio per la Regione, risparmio e più tempo per il lavoratore, meno inquinamento dovuto ai trasporti.

7- Eliminazione del digital divide: nei limiti e nel rispetto delle precauzioni in materia di effetti delle onde elettromagnetiche sull’uomo così come risultanti dalle ultime ricerche scientifiche, garantire il diritto di accesso alla rete per tutti i cittadini, attraverso infrastrutture localizzate in diversi punti delle città.

8- Trasparenza dell’Assemblea Regionale Siciliana in rete. Ristrutturare il sito ARS alla luce dell’esigenza di un maggiore controllo dei cittadini: 1) sull’operato dei deputati; 2) nonché sul bilancio regionale, in modo da rendere partecipi gli utenti della contabilità pubblica attraverso un sistema completo di monitoraggio dello stato dei conti.

9- Implementazione di canali informativi all’interno dei siti istituzionali, con particolare attenzione alla diffusione di tutti i bandi regionali, spesso poco visibili in rete.

[warning]Per finanziare la campagna elettorale del MoVimento 5 Stelle Sicilia
http://www.kapipal.com/def8bb27c4874c55b3c9b47d87b8a8f6[/warning]

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