Movimento 5 Stelle Sicilia – Sviluppo – Economia

ECONOMIA

[important]Vi ricordiamo che il Programma è in continua evoluzione e costante miglioramento e mira ad essere più esaustivo grazie ai numerosi suggerimenti che ci giungono da tutti voi e che speriamo continuiate a fornirci ai nostri contatti info@sicilia5stelle.it e movimento5stellesciacca@gmail.it.[/important]

Occorre mirare ad una politica di piena occupazione. In economia non è impossibile raggiungere alti livelli di occupazione, considerando che è certamente una delle finalità di ogni comu-nità nel rispetto dell’essere umano. Politica di piena occupazione non vuole dire occupare tutti nel settore pubblico bensì che la Regione incentivi l’occupazione nelle sue varie forme.

1- Riduzione dei costi della macchina amministrativa: le risorse sprecate dall’inefficiente macchina regionale devono essere usate per rilanciare l’economia siciliana.

2- Adeguamento dell’organico: l’organico deve essere rapportato alle reali necessità. È indispensabile instaurare un sistema premiante a tutti i livelli basato sul merito, secondo il quale diri-genti e funzionari di maggiore livello che si dimostrano incapaci di realizzare i programmi poli-tici siano rimossi per essere sostituiti da soggetti capaci.

3- Finalità del lavoro pubblico: il lavoro pubblico deve essere finalizzato alla risoluzione dei problemi collettivi ed essere retto dai principi di efficacia ed efficienza.

4- Partecipazione: tutte le decisioni devono essere prese seguendo criteri di partecipazione diretta della cittadinanza interessata, a partire dalla pianificazione strategica pluriennale relativa ai piani di lungo termine per un periodo che va oltre la durata del governo regionale, fino alla programmazione strategica che invece riguarda le modalità di attuazione di tali piani da parte del governo regionale.

5- Riforma delle società controllate e partecipate dalla Regione: è fondamentale il principio di responsabilità, a livello politico e manageriale, dei risultati delle aziende pubbliche che erogano servizi pubblici, in termini di efficacia, efficienza, qualità dei servizi determinati tramite indici riconosciuti a livello internazionale, processi di feedback attivo, chiarezza e correttezza dei bilanci. Non si devono più effettuare assunzioni politiche bensì solo per necessità di organico in relazione ai servizi dei quali i cittadini hanno bisogno.

6- Semplificazione burocratica: nel rispetto del bene collettivo, la pubblica amministrazione deve facilitare, non ostacolare o penalizzare, l’attività privata.

7- Utilizzo efficiente dei fondi nazionali e comunitari: costituire una task-force attraverso il reclutamento dei funzionari maggiormente preparati e formati nel campo dei finanziamenti comunitari, che renda conto direttamente all’Assemblea Regionale e non alla Giunta. La task-force, integrata da incaricati delle rappresentanze tecniche di categoria nonché dalle associazioni rappresentative degli interessi diffusi (con funzioni propositive e senza potere di veto), pubblicherà periodicamente il risultato della propria attività in rete in un’area del sito istituzio-nale della Regione. Dettagliando sui rapporti con i singoli assessorati e indicando i nomi dei funzionari responsabili. La task-force sarà l’interlocutrice unica degli imprenditori interessati ai progetti da sottoporre a finanziamento comunitario.

8- Sviluppo economico locale: tramite la realizzazione dei punti precedenti e tramite la concessione di prestiti di microcredito a tasso agevolato per lo sviluppo dell’imprenditoria privata.

9- Incentivare l’economia reale per aumentare l’occupazione nel settore dell’artigianato: settore da rilanciare per mantenere e creare posti di lavoro con produzione rivolta sia per il mercato interno siciliano che per quello nazionale ed estero grazie allo sviluppo dell’e-commerce secondo i sistemi e le metodologie più moderne e la creazione di una rete di artigiani grazie ad un apposito ente di sviluppo dell’artigianato.

10- Supporto alle piccole e medie imprese: incentivi per le imprese locali che assumono nuovi dipendenti a tempo indeterminato e per attirare PMI estere (che devono investire una buona parte degli utili nel territorio) anche grazie alle ZFU (zone franche urbane) esistenti in Sicilia. Ridurre il carico fiscale rideterminandolo anche in funzione dei livelli di occupazione. Facilitare l’accesso al credito.

11- Riconvertire la domanda e l’offerta in modo da creare lavoro: la domanda interna deve essere soprattutto soddisfatta dalla produzione interna. Quella non soddisfatta dalla produzione interna deve essere coperta con beni italiani e, se esteri, con beni appartenenti per quanto possibile ai prodotti del mercato equo e solidale, con qualità controllata da enti non-profit, non-governativi internazionali a partecipazione italiana.

12- Attrarre gli investimenti esteri che portano ricchezza reale: le aziende estere che investono in modo reale e duraturo una quota significativa degli utili sul territorio devono godere di mecca-nismi di incentivo quali riduzioni del carico fiscale.

 

13- Realizzare alternative alla grande distribuzione organizzata: creare una filiera siciliana della qualità (anche attraverso l’impiego di un marchio di qualità siciliano che sia riconosciuto in tut-to il mondo) che consideri la produzione e la distribuzione basati sul biologico controllato e sull’acquisto razionale.

14- Sviluppare gli strumenti della cooperazione locale in tutte le fasi: produzione, acquisto, gestione dei rifiuti. L’associazionismo, il cooperativismo, il confederalismo e il federalismo, non sono strumenti per creare profitto privato bensì per creare svliluppo locale. Esempi positivi da sviluppare sono i mercati del contadino (o mercati del produttore), i GAS (gruppi di acquisto solidale), i GAC (gruppi di acquisto collettivo) e in generale qualunque forma di acquisto di gruppo che permetta di ridurre la distanza fra produttore e consumatore; allo stesso modo è necessario sviluppare cultura e strumenti cooperativi fra i produttori.

15- Usare indicatori alternativi al PIL: esempi sono l’HPI (happy planet index), il PIL Verde e il FIL, (felicità interna lorda). Il PIL, giusto per fare un esempio, prevede un aumento di ricchezza an-che con la produzione e vendita di armi, la produzione e vendita di medicine, rimanere bloccati nel traffico (si consuma più benzina) altri indicatori no. Questo passaggio è tra l’altro in linea con quanto sta facendo l’ISTAT col progetto BES (benessere equo sostenibile).

16- Favorire il rientro dei cervelli: i cervelli esportati rappresentano una delle voci più apprezzate del made in Sicily: come invertire il trend? La Regione Siciliana potrebbe vendere la partecipazione che detiene in Unicredit e destinare queste risorse ad attività di ricerca pura ed applicata con sede in Sicilia. Il capitale verrebbe affidato ad un trust che avrebbe il compito di individuare un comitato scientifico di livello internazionale che indichi alcuni settori in cui indirizzare attività di ricerca, approntare le strutture e mettere a contratto a tempo determinato ricercatori siciliani/italiani selezionati solo in base a criteri meritocratici, i quali avrebbero un medio periodo per pubblicare articoli scientifici di livello oppure per proporre brevetti.

[warning]Per finanziare la campagna elettorale del MoVimento 5 Stelle Sicilia
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