Il rifiuto dei grillini: “No al rimborso elettorale”. Ecco quanto incasseranno gli altri partiti.

Giancarlo Cancelleri
Giancarlo Cancelleri

Mercoledì 14 Novembre 2012 – di Accursio Sabella

Il Movimento cinque stelle ha deciso che non chiederà il rimborso elettorale di oltre 1,4 milioni di euro. E formalizzerà questo rifiuto con una raccomandata alla Presidenza della Camera. Per gli altri partiti, invece, Montecitorio staccherà un assegno da circa 7 milioni di euro.

PALERMO- Un milione e quattrocento mila euro. Un assegno virtuale, e sopratutto una promessa: “Restituiremo quei soldi”. Il Movimento cinque stelle comincia a scardinare le prerogative del Palazzo. E per farlo, si recherà proprio “sotto” il palazzo. Quello del Parlamento siciliano. A donare quella cifra. Anzi, non si tratterà di una restituzione, ma di un “gran rifiuto”. “Noi ovviamente – spiega l’ultimo candidato alla Presidenza, Giancarlo Cancelleri – non abbiamo ricevuto quell’assegno che goliardicamente porteremo sotto l’Ars. Ma invieremo una raccomandata al Presidente della Camera, con la quale rinunceremo a quella somma”. Una cifra frutto della legge sui rimborsi elettorali. Una legge a sua volta frutto, fino all’ultima modifica del luglio scorso (che ha dimezzato i fondi), della stratificazione di leggi diverse. Ma che ha sancito due principi cardine. Intanto, che il rimborso elettorale per i partiti corrisponde a cinque euro per ogni voto conquistato. E che a entrare nella suddivisione dei fondi sono solo quelle forze politiche che hanno conquistato almeno un seggio nella competizione elettorale di riferimento.

Già, perché il rimborso delle spese elettorali dei partiti che partecipano alle Regionali è il frutto della normativa che regola anche quelle per la Camera, il Senato e il Parlamento Europeo. Anzi, è proprio Montecitorio a scucire quei soldi che vanno ai partiti. Come si evince dal secondo comma della legge numero 157 del 1999. “L’erogazione dei rimborsi è disposta, secondo le norme della presente legge, – recita la norma – con decreti del Presidente della Camera dei deputati, a carico del bilancio interno della Camera dei deputati, per quanto riguarda il rinnovo della Camera dei deputati, del Parlamento europeo e dei consigli regionali, nonché per i comitati promotori dei referendum”. E’ per questo motivo che il “rifiuto” dei grillini verrà recapitato direttamente a Montecitorio.

La ripartizione delle somme, come detto, segue una regola matematica: un euro a voto, moltiplicato per il numero degli anni di legislatura previsti. Per intenderci, (non ce ne vogliano i nuovi parlamentari) anche se la legislatura si concludesse in maniera anticipata, quell’euro verrebbe sempre moltiplicato per cinque. E pagato ai partiti con cadenza annuale, entro il 31 luglio di ogni anno. Da questo calcolo, insomma, è venuto fuori il milione e 426 mila euro del Movimento cinque stelle. Frutto, appunto, della moltiplicazione dei cinque euro per le 285.202 preferenze ottenute dal partito.

Quanto incasseranno, allora, i partiti che hanno partecipato alle Regionali e che  terranno per sé i rimborsi elettorali? Fermo restando quanto detto prima, cioè che i partiti rimasti fuori da Sala d’Ercole non vedranno un euro (tra questi Fli, Idv e Sel), ecco quanto spetterà a tutti gli altri. Intanto, va detto che il rimborso non è automatico. Ma i partiti dovranno richiederlo ufficialmente al presidente della Camera dei deputati entro trenta giorni dalla proclamazione del nuovo presidente della Regione.

Il partito che riceverà di più è proprio quello che ha deciso di rinunciare al contributo. Il Movimento cinque stelle, insomma, non farà fruttare, almeno in termini di rimborso, il proprio successo elettorale. Riceveranno un po’ meno dei “grillini”, invece, il Pd e il Pdl. I democratici, capaci di ottenere 257.274 preferenze totali, infatti, avranno diritto a un rimborso pari a 1.286.370 euro. Un po’ di meno toccherà agli “azzurri”, fermatisi a 247.351 preferenze: a loro spetterà un rimborso di 1.236.755 euro. A superare l’asticella del milione di euro solo un altro partito: l’Udc, capace di ottenere 207.827 preferenze, e il diritto a un rimborso da 1.039.135 euro. Appena sotto la cifre a sei zeri invece si fermerà il Partito dei siciliani: per gli autonomisti in fibrillazione ecco 912.980 euro. Soldi arriveranno anche a due delle liste che facevano capo agli aspiranti governatori. Alla lista “Crocetta presidente” infatti ecco 591.730 euro (118.346 le preferenze totali), mentre a quella di “Musumeci presidente” arriveranno 536.985 euro (107.397 preferenze). In mezzo a queste due liste, ecco Grande Sud (115.444 preferenze e un rimborso da 577.220 euro) e Cantiere popolare (112.169 preferenze e 560.845 euro di rimborso). Insomma, la Camera dei deputati, per le elezioni regionali siciliane staccherà un assegno da circa 7 milioni di euro. Che verserà sul conto dei partiti in cinque, comode, rate annuali.

Fonte: livesicilia.it

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