Grande Sud, dilettanti allo sbaraglio in ‘cattedra’…

Da qualche settimana a questa parte i vertici, le basi, i rettangoli e i triangoli di un Partito pesantemente ‘azzoppato’ dai risultati delle ultime elezioni regionali non perdono occasione per attaccare i grillini. Si tratta di Grande Sud, la forza politica che, nella campagna elettorale che si è appena conclusa, ha sbagliato praticamente tutto. Che non ha ancora fatto autocritica per avere sacrificato alcuni tra i propri uomini migliori nel nome di un progetto politico sbagliato e di un approccio elettorale demenziale. Una forza politiche che, nonostante gli errori che ha commesso, non perde occasione per salire in cattedra e impartire lezioni.

I grillini sbagliano nel non volere prendere i rimborsi elettorali perché la legge dice questo e dice quell’altro. Sbagliano perché il Governo regionale non avrà bisogno del voto di fiducia in Aula eccetera, eccetera.

A questi professori della politica del nulla mescolato col niente ricordiamo che molto di loro, nel 1996, quando per la prima volta hanno messo piede all’Ars, non sapevano nemmeno dove si trovava Sala d’Ercole. Della squadra del primo Governo, retto allora da Giuseppe Provenzano, l’unico che si raccapezzava con le delibere e con gli atti amministrativi era lo stesso Provenzano, mentre gli assessori regionali in quota Forza Italia – il partito dal quale provengono molti degli attuali esponenti di Grande Sud – erano in totale balìa dei direttori regionali dell’epoca, che gli facevano firmare tutto e il contrario di tutto. Scene tragicomiche.

Erano così bravi che sono persino riusciti a farsi ‘soffiare’ il Governo regionale dagli ex comunisti di quegli anni, perché non si erano nemmeno accorti che, a Roma, Francesco Cossiga ‘chiudeva’ l’operazione Udeur con Massimo D’Alema.

Si sono galvanizzati un po’ quando, grazie alla divisioni e alla minchioneria politica del centrosinistra siciliano di quegli anni, hanno vinto le elezioni nazionali con il celebre ’61 a zero’. Dimenticando che avevano vinto solo perché i loro avversari erano divisi e quindi deboli: un po’ quello che è avvenuto lo scorso 28 ottobre, visto che Rosario Crocetta a la sua coalizione hanno vinto solo perché il centrodestra si è presentato diviso.

Per non parlare del fatto che il leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè, ha regalato ai palermitani, per dieci lunghi anni, il peggiore Sindaco della millenaria storia di Palermo: Diego Cammarata.

“Diego Cammarata vi stupirà”, disse nel novembre del 2001 Miccichè. E infatti ci ha stupito: ci ha regalato la questione Gesip, oltre mille e 800 persone che non si sa come pagare, e ha incasinato i conti del Comune lasciando un ‘buco’ di oltre un miliardo di euro. Senza dimenticare il ‘tennis’, ‘Palermo città più cool d’Italia’ e le gita in barca con il ‘mozzo’ in ‘fuga’ dal suo posto di lavoro…

Vogliamo parlare delle ultime elezioni regionali? Dell’alleanza con il peggiore presidente della Regione della storia dell’Autonomia siciliana, al secolo Raffaele Lombardo? Delle tre liste in sostegno della candidatura di Miccichè? Del fatto che due parlamentari uscenti di Grande Sud – Titti Bufardeci e Toni Scilla, oltre 8 mila voti di preferenza a testa – sono rimasti fuori da Sala d’Ercole proprio a causa di scelte politiche ed elettorali demenziali?

Vogliamo parlare degli altri ‘geni’ di Futuro e libertà, che per andare dietro a Miccichè sono riusciti a perdere il cavallo con tutta la carrozza, restando fuori dalla nuova Assemblea regionale siciliana? Vogliamo ricordare che questi errori di ‘sintassi’ politica ed elettorale hanno fatto perdere all’asse Lombardo-Miccichè-Fli da sei a otto deputati regalati ad altre forze politiche?

La verità è che, prima di guardare la ‘gobba’ degli altri bisognerebbe guardare la propria ‘gobba’. Si legge nel Vangelo di San Matteo:

“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello…

di Brasil (15/11/2012)

Fonte: linksicilia.it

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