Norme su costi “pubblici” per campagne elettorali: ecco hi ha ragione.

La disputa Grande Sud-M5S sulla restituzione dei rimborsi

16 novembre 2012

di Raffaella Pessina –

Dopo i reiterati attacchi da parte di GS (Grande Sud) verso il movimento di Beppe Grillo per la  decisione di “restituire” i rimborsi elettorali all’amministrazione pubblica e, dato che si sono scritti fiumi di parole riguardo alla materia, sembra giusto ed opportuno chiarire, legge alla mano, come stanno le cose, o meglio cosa prevede la legislazione. Il chiarimento sembra opportuno anche alla luce di una nota scritta dalla coordinatrice nazionale dei club di Grande Sud Costanza Castello, nella quale si sottolinea che “L’intento di Grande Sud non è mai stato quello di screditare il Movimento 5 Stelle, semmai chiedergli di fare chiarezza a fronte di dubbi legittimi sorti dalla scarsezza di informazioni sulla loro natura e forma giuridica reperibili nei siti di riferimento”.

Per chiarezza quindi riportiamo alcuni passi di questa famosa legge sui rimborsi elettorali: l’ultima legge in merito è la n. 96 del 6 /2012, che tratta la materia dei contributi pubblici ai partiti, la relativa trasparenza e la delega al Governo per l’adozione di un testo unico delle leggi concernenti il finanziamento dei partiti e dei movimenti politici e per l’armonizzazione del regime relativo alle detrazioni fiscali. Saltando i primi due articoli (Riduzione dei contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici – Contributi a titolo di cofinanziamento a partiti e a movimenti politici), l’Art. 3 recita testualmente:

“I partiti e movimenti politici che intendono usufruire dei rimborsi per le spese elettorali e dei contributi a titolo di cofinanziamento dell’attività politica ne fanno richiesta, a pena di decadenza, al Presidente della Camera dei deputati o al Presidente del Senato della Repubblica, secondo le rispettive competenze, entro il trentesimo giorno successivo alla data di svolgimento delle elezioni per il rinnovo del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del Parlamento europeo, dei consigli regionali o delle province autonome di Trento e di Bolzano”.

Doveroso sottolineare come non vengano nominate le regioni autonome, e si parla solo di consigli regionali. Solo andando a fare un’altra ricerca in una legge precedente (la 515/93) si trova all’art. 20 il seguente testo: “Per le elezioni dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo e per le elezioni dei consigli delle regioni a statuto ordinario e, in quanto compatibili, delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano si applicano le disposizioni di cui agli articoli da 1 a 6 della legge stessa”, che in pratica trattano la materia dei rimborsi. I rimborsi quindi vanno espressamente richiesti, non si tratta di un atto
automatico. Corretto quindi da parte di Grande Sud chiarire che non si tratta di una spettanza, ma lecito anche da parte del M5S rendere pubblica questa decisione, in linea con il criterio della trasparenza e del risparmio afferameto tante volte in campagna elettorale. Ma tornando alla materia in oggetto, si nota come la legge faccia riferimento ad una precedente, la n.157 del 3 giugno 1999 (“Nuove norme in materia di rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie e abrogazione delle disposizioni concernenti la contribuzione volontaria ai movimenti e partiti politici”) e ne sostituisce un comma dell’art. 1, che riguarda la tempistica di presentazione della richiesta del rimborso (nella vecchia stesura si stabiliva che “la richiesta andava fatta entro dieci giorni dalla data di scadenza del termine per la presentazione delle liste per il rinnovo degli organi.

Nella riscrittura si legge : “entro il trentesimo giorno successivo alla data di svolgimento delle elezioni”). Per quanto riguarda la quantificazione del rimborso, la legge 96 fa riferimento alla passata legge n. 515/93: Le spese per la campagna elettorale di ciascun partito, movimento o lista che partecipa all’elezione….. non possono superare la somma risultante dalla moltiplicazione dell’importo di euro 1,00 per il numero complessivo …dei cittadini … iscritti nelle liste elettorali….”.

Fonte: siciliainformazioni.it

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