Da informatico a deputato ARS. “Crocetta? Nessun pregiudizio”

Intervista a Matteo Mangiacavallo

21 novembre 2012 – di Margherita Ingoglia
Non è stata certamente una vittoria semplice quella di Rosario Crocetta. Il 28 ottobre scorso, prima di conoscere i risultati definitivi della candidatura alla presidenza della regione Sicilia, i dati hanno confermato che a fare da padrone in tutta l’Isola è stato l’astensionismo. Solo il 47% degli aventi diritto infatti è andato a votare.

Con sorpresa, il Movimento 5 Stelle capitanato da Beppe Grillo, si è aggiudicato il podio come il primo partito eletto in Sicilia portando a casa il 14,9% dei consensi. Quindici “grillini” siedono attualmente sui banchi di Sala d’Ercole. Giorni fa hanno incontrato i più alti burocrati di Palazzo dei Normanni per avere un impatto meno ‘traumatico’ il giorno dell’insediamento. Con 2.997 voti Matteo Mangiacavallo di Sciacca, (provincia di Agrigento) candidato nel Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, conquista il seggio all’Ars.

Matteo Mangiacavallo è nato e vive a Sciacca, ha 40 anni ed è un tecnico informatico con esperienza ventennale. Lavora da oltre dieci anni, in qualità di sistemista presso gli uffici giudiziari del circondario di Sciacca, Marsala, Caltanissetta e Agrigento. La sua attività nel sociale, inizia fondando, insieme ad un gruppo di amici conosciuti attraverso la rete sul forum www.sciaccaonline.com, l’associazione di promozione del territorio L’Altrasciacca che dal dicembre 2007 è stata impegnata per l’acqua pubblica, contro le trivellazioni petrolifere, contro la mafia e per tutti i beni comuni, ricoprendone il ruolo di segretario dapprima e di vicepresidente poi, e  da poco meno di un mese è deputato all’Ars.

Da tecnico informatico a deputato all’Ars: quale sono le difficoltà di questa svolta? Se ci sono state. Qual è il vostro programma politico, cosa farete all’Ars?

“Beh, ancora è troppo presto per parlare di difficoltà visto che attendiamo a giorni d’insediarci. Diciamo però che è un bel passo avanti, una piccola grande rivoluzione dopo quasi 20 anni. L’importante sarà affrontare tutto con serenità e passione come ho sempre fatto nella mia vita. Il nostro programma politico è stato scritto e rimane sempre aperto ai contributi di tutti i cittadini siciliani e se dovessi sintetizzarlo direi: taglio ai costi della politica, acqua pubblica, rifiuti zero, turismo a 360° e più lavoro per la nostra terra. Cominceremo da i nostri cavalli di battaglia che sono i primi due che ho citato, acqua pubblica e riduzione degli sprechi, legati soprattutto al costo della politica e della macchina amministrativa”.

Perché nasce il Movimento 5 Stelle a Sciacca?

“Dall’esigenza di dar voce a tutti quei cittadini che non si sentono più rappresentati dalla politica partitica e vogliono impegnarsi attivamente per cambiare le sorti della propria vita e di quella dei loro figli perché non dimentichiamoci che, anche se non ci interessiamo della politica, lei si interessa comunque di noi e stravolge, talvolta, la nostra esistenza. Risvegliare le coscienze intorpidite per far sì che le cose possano cambiare nella direzione giusta è uno dei nostri obiettivi primari da raggiungere in qualità di cittadini attivi”.

Da quanti membri è formato?

“A Sciacca ci sono ben due Meetup, la somma totale dei componenti di questi due gruppi di lavoro, sarà circa un centinaio, ma in continuo aumento. Siamo tanti”.

Ci sono anche donne? Quante?

“Quasi la metà degli iscritti sono donne”

Beppe Grillo crea un movimento di protesta che possiamo definire anche un movimento di rottura rispetto ai partiti politici che, nel bene o nel male, hanno una loro consolidata storia alle spalle. Che vuol dire aderire al Movimento 5 Stelle?

“Preferisco la seconda definizione, ovvero movimento di rottura invece che di protesta. Di fatto, partiamo da diverse proposte alternative allo schema imposto dai partiti tradizionali cominciando dal candidare gente incensurata, semplici cittadini. Aderire vuol dire partecipare alla vita politica del tuo territorio, della tua Regione e della tua Nazione offrendo i propri contributi e mettendoli al vaglio di una assemblea all’interno della quale ognuno vale uno ma chi non partecipa è uguale a zero”.

Perchè lei ha aderito?

“Io sono sempre stato uno spirito libero e, specie negli ultimi anni, con il lavoro svolto all’interno di una delle associazioni cittadini saccensi più attive di cui sono stato il co-fondatore, ovvero l’AltraSciacca, ho potuto ‘fare politica’ potendo dire la mia su questioni che riguardano il futuro della mia città, del mio territorio. Partendo da lì, il passaggio successivo era quello di poter riuscire a dare il mio contributo dall’interno piuttosto che da altre angolazioni. E non ho visto, non ritengo ci siano, alternative partitiche al Movimento 5 Stelle, se si vuole rimanere spiriti liberi. Nel Movimento 5 Stelle non esistono gerarchie, vige la totale orizzontalità sulla base di una democrazia partecipata e diretta. Tutto questo, non te lo può garantire nessun altra forza politica. È proprio questo aspetto che mi ha fatto aderire al Movimento 5 Stelle, non avrei mai accettato di stare in un partito dove tutti seguono, come pecore, le decisioni prese da pochi e dove, in aula, si vota ‘contro’ l’altro schieramento politico solo perchè si è di destra o di sinistra. Da noi si ragiona, ci si confronta e si sostengono le buone idee, a prescindere dalla loro provenienza politica. Le idee buone, come quella cattive non sono di destra o di sinistra, sono semplicemente buone idee”.

È d’accordo sulla posizione di Beppe Grillo riguardo la presenza delle donne nei talk show, o meglio alla non presenza?

“Per certi versi sì, anche se quello che vedo come un consiglio piuttosto che un diktat non è rivolto solamente alle donne ma a tutti gli aderenti al Movimento. Il suggerimento di Beppe Grillo ha una sua logica. I talk Show su quali canali informativi si svolgono? Solitamente sono tutti ‘schierati’. Ha mai visto benevolenza nei nostri confronti, oltre a quell’indifferenza, comunque fino a poco tempo fa, prima che il nostro fenomeno esplodesse? Chi frequenta i talk-show? Solitamente si tratta di gente politicamente consumata, esperta in giochi di parole, parolai di professione. Il confronto, da semplici cittadini, non possiamo reggerlo e dunque, visto che lo scopo è finire in trappole mediatiche, meglio rimanere sicuramente a casa”.

Il portavoce del movimento è stato definito un demagogo, un oratore che, più che parlare concretamente alla gente, risulta essere un imbonitore di folle che urla alla pancia degli italiani cioè dice quello che gli italiani vogliono sentirsi dire, fuorviando però a quelle che potrebbero essere le manovre concrete per un risollevamento dell’Italia. Cosa pensa lei in merito a questo? Perché secondo lei la Sicilia in gran numero ha appoggiato il partito di Beppe Grillo? Chi sono i grillini?

“Beppe è il nostro amplificatore e riesce a dire quello che la gente, il popolo, vorrebbe gridare a chi lo governa ma non riesce a fare, vuoi per paura o per altro. Se non ci fosse stato lui a far capire, risvegliando le coscienze, tra una risata amara e l’altra, che esiste un movimento formato da semplici cittadini incensurati in cui riporre le ultime speranze di cambiamento e che esiste dunque un’alternativa al disastro causato dai partiti, noi avremmo avuto poco spazio e poca voce. Non credo che i suoi discorsi siano fuorvianti magari lo potrebbero essere se continuiamo a guardare gli interessi di quei pochi che finora hanno campato calpestando quelli generali, quelli della collettività, e che ci hanno lasciati nello stato in cui siamo, ci troviamo. In Sicilia la gente è ormai disillusa oltre che delusa all’ennesima potenza dai propri amministratori. Ha visto in noi un po’ di luce e non possiamo dar loro torto. Il cambiamento però passa non solo da noi ma dalle coscienze di tutti. E’ importante adesso, diventare, creare, cittadini attivi e dare il proprio contributo di idee e di proposte, in maniera sana e consapevole. Faccio, in coda, un piccolo appunto alla sua domanda. Il nostro non è il partito di Grillo, ma una rete di cittadini, un movimento, e noi non siamo grillini. Questo termine, del quale capisco solo le ragioni giornalistiche, per farci meglio identificare dalla massa mediaticizzata, non lo considero un vezzeggiativo bensì quasi un dispregiativo. È come se definissimo gli altri, bersanini, berlusconini o casinini. Preferisco definirmi cittadino attivo o cittadino a cinque stelle. Stellino? Sarebbe già meglio che grillino. Capisco che alcuni possano essere attratti da Grillo, da quello che i giornalisti definiscono grillismo, ma il movimento 5 stelle va ben oltre la figura di Grillo che più volte ha detto d’essere solamente un aderente. Il movimento 5 stelle è formato da cittadini liberi, pensanti, soprattutto, lo dico ancora una volta, attivi, che si riuniscono settimanalmente, si confrontano e scelgono, all’interno delle loro assemblee, ciò che è meglio per il loro futuro, portandolo soprattutto avanti,mettendoci giornalmente la faccia”.

Avete detto di non essere interessati alla presidenza dell’Assemblea, ma stando alle consuetudini vi spetta una vice presidenza e quindi la partecipazione all’ufficio di Presidenza ed al Consiglio di Presidenza. Avete deciso chi di voi rappresenterà il gruppo negli organismo parlamentari?

“Non sappiamo se la questione legata alla presidenza dell’Ars fosse mera provocazione o pura verità ma ci auguriamo che quel ruolo, come molti di quelli relativi all’ufficio di presidenza, vengano ricoperti, finalmente, da donne. Anche su questo argomento, su eventuali ruoli da far ricoprire ai nostri eletti, ci confronteremo e prenderemo collegialmente una decisione. Ne parleremo nei prossimi giorni, sicuramente”.

Avete messo al primo posto nei vostri programmi la trasparenza nelle istituzioni e la fine dei contributi ai gruppi e dei rimborsi elettorali. Basterebbe che il consiglio di Presidenza, del quale farete parte, scelga di conseguenza. E’ con queste intenzioni che farete parte degli organismi parlamentari dell’Ars?

“Sicuramente. Ovunque saremo porteremo trasparenza, ne potete stare certi”.

Il presidente della Regione dice che il suo sarà un governo a sette stelle. Vi sfida sul vostro terreno. Lo ritenete un atteggiamento positivo? Lo aiuterete? Come ha accolto la notizia del massone Vincenzo Freni all’interno del Movimento 5 Stelle? e èerchè non può essere candidato?

“Lo spero. Spero che il governo Crocetta non sia solo a sette ma anche a dodici stelle. Lo spero per lui e per tutti i siciliani. Le nostre però rimangono 5, e vogliamo una Sicilia a 5 stelle, perché nella scala di classificazione classica, le 5 stelle rappresentano il massimo ottenibile. Se Crocetta dice di voler andare addirittura oltre, non posso che considerarlo un atteggiamento positivo piuttosto che una sfida nei nostri confronti. Non abbiamo pregiudizi politici verso nessuno soprattutto se lui e il suo governo vorranno fare scelte giuste, indirizzate verso il bene comune, a tutta la collettività. Molto spesso, o per meglio dire quasi sempre, i nostri amministratori hanno preferito avvantaggiare pochi, amici, a discapito degli altri, tanti. Già se si cambiasse dapprima questo registro non potremmo che accogliere positivamente il passo in avanti. Come ho detto in precedenza, anche se non facciamo apparentamenti politici, sui programmi e sulle buone idee facciamo alleanze con chiunque. Ben vengano quindi quelle buone idee alle quali noi non faremo mancare il nostro sostegno. Faremo capire finalmente come bisogna e bisognava fare politica perseguendo gli interessi di tutti. Su Vincenzo Freni, che non conosco personalmente, non saprei che dire. Come norma di principio, noi non vogliamo gente appartenente a qualunque “società segreta” e se lui appartiene alla massoneria mi sembra sacrosanto non candidarlo”.

Il programma del Movimento 5 Stelle, si basa su 7 punti fondamentali: stato e cittadini, Energia, informazione, economia, trasporti, salute e istruzione. Ma uno dei problemi della Sicilia e dell’italia, è il lavoro che da voi non viene menzionato. Qual è il vostro programma in merito?

“Il lavoro è la logica conseguenza del riordino di costi e sprechi, dello sviluppo dell’energia alternativa, della riorganizzazione dell’intero ciclo dei rifiuti, di una diversa concezione di turismo basata sulla creazione e il miglioramento delle infrastrutture esistenti, dei trasporti e dei servizi essenziali per consentire a tutti di vivere dignitosamente il proprio quotidiano. Quando trattiamo tutti questi argomenti abbiamo già parlato di lavoro 7 volte, quanti sono i punti fondamentali che lei ha citato, anche se poi, le nostre macroaree di riferimento rimangono simbolicamente 5. La creazione di posti lavoro sarà, come ho detto, la logica conseguenza dell’attuazione dei nostri 5 punti programmatici principali”.

Beppe Grillo dice che il sistema politico oggi è marcio, ma a gestire il sistema sono uomini e in ogni caso anche voi andreste a ricoprire le stesse cariche di chi oggi gestisce quel sistema… Siete voi più umili o considerate migliore il vostro programma politico?

“Rimaniamo cittadini anche ricoprendo cariche elettive, è solo questa la differenza. Non saliamo dunque su piedistalli per guardare la gente dall’alto in basso. Rimaniamo in basso perché siamo parte di quei cittadini con i quali continueremo a confrontarci giornalmente, come abbiamo sempre fatto da attivisti del Movimento 5 Stelle. E questa è cosa che gli appartenenti ai partiti dimenticano talvolta di fare. Non siamo migliori di loro né di nessun altro ma ci contrapponiamo duramente a quell’atteggiamento che ha creato un’incolmabile distacco istituzionale tra i cittadini e la politica partitica”.

A proposito di sistema politico marcio, Beppe Grillo riferendosi ai politici parla di truffa semantica, cioè dice che i politici cambiano i termini per confondere le idee agli italiani ma la truffa persiste: e l’ironia con cui egli agita la folla non potrebbe essere una truffa pragmatica?

“No, dice la verità. Basta leggere l’ultima legge con la quale hanno modificato i rimborsi elettorali spettanti ai partiti per capirlo, se prima si riesce a capire cosa hanno scritto”.

Beppe Grillo è il volto di un’ideologia pensata dall’imprenditore Gianroberto Casaleggio, lei lo ha mai incontrato?

“No, non ho mai avuto il piacere. Però non sarei così certo nell’affermare che Grillo sia il volto della sua ideologia. Il personaggio Grillo non è nato con Casaleggio. Sono di certo amici, questo è consolidato, e si consigliano a vicenda. Se Casaleggio ha delle buone idee e gliele sottopone, è giusto che lui le raccolga ma da qui a pensare che Grillo sia solo un’interfaccia ce ne passa ed è molto riduttivo”.

Non pensa che questa idea di Casaleggio (il voto via web, il controllo virtuale degli individui, della virtualizzazione del tutto) possa risultare pericolosa sopratutto perché a gestirla è un mezzo, quello virtuale, facilmente governabile poichè mosso da fili invisibili e annulla la identità di ognuno, riducendo gli individui a numeri? D’altronde, nche Beppe Grillo ha avuto un pò di timore la prima volta che l’ha incontrato… Lei che pensa?

“Da buon informatico non posso essere che favorevole all’introduzione di semplificazioni, di tipo virtuale nella vita reale. I social network ne sono l’esempio, buono se usati con moderazione. Tutti gli eccessi vanno sempre individuati e calmierati, come il controllo sugli individui, che non è parte del nostro programma. Il sistema che noi proponiamo, liquid feedback, è scevro da possibili controlli, ogni voto ha la sua identità e non è manipolabile. Come tutte le novità sono difficili da accettare all’inizio, soprattutto se ci sono timori da fugare. Sono certo però che, superati quelli, il sistema proposto da noi, e non da Casaleggio, possa rappresentare una vera e propria rivoluzione da un punto di vista della democrazia partecipata, illustre sconosciuta per chi pensa che il cittadino serva solo e soltanto in quei 15 secondi che entra nell’urna ed indica con un segno la propria preferenza, dimenticandosi di lui per 5 lunghi anni”.

Fonte: siciliainformazioni.it

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