Scandalo 118, “Assunzioni clientelari e immotivate”. L’atto d’accusa della Corte dei Conti

I giudici hanno considerato legittimo l’incremento delle ambulanze. Ma hanno censurato l’assunzione di 512 autisti-soccorritori. “Non c’era alcuna necessità”. Per quattro ex assessori, una pena inferiore di 130 mila euro: quel giorno erano assenti in giunta. Le reazioni: “Siamo sbalorditi”.

PALERMO – “Logiche clientelari e pressioni lobbystiche”. Sarebbero stati questi i motivi alla base delle assunzioni di 512 autisti-soccorritori delle ambulanze del 118 che avrebbero portato a un danno all’erario di oltre 12 milioni di euro. E alla condanna di 17 politici, tra ex componenti della giunta Cuffaro ed ex membri della commissione Sanità all’Ars.

La Sezione giurisdizionale d’Appello della Corte dei Conti ha così accolto in parte il ricorso della Procura, che aveva contestato ai politici un danno di oltre 37 milioni di euro, per la scelta “inutile e irragionevole” di ampliare il parco ambulanze del 118 e di assumere, contestualmente, nuovi dipendenti. In primo grado, infatti, le accuse della Procura erano state respinte. E i politici “assolti”. Ma l’appello, come detto, ha cambiato le carte in tavola. I magistrati contabili, infatti, hanno confermato la legittimità della scelta degli amministratori di allora di ampliare il numero delle ambulanze. Ma hanno fortemente censurato il ricorso a 512 nuovi autisti-soccorritori. Una decisione giunta senza alcun motivo. Senza, cioè, la presenza di fatti o dati oggettivi che comprovassero la necessità di quelle assunzioni.

Per questo motivo, la richiesta complessiva di risarcimento, rispetto a quella della Procura, è scesa a circa 12 milioni di euro. Una somma da suddivedere “pro-capite” tra i politici. E in particolare tra gli ex componenti della giunta Totò Cuffaro, Innocenzo Leontini, Carmelo Lo Monte, Antonio D’Aquino, Francesco Scoma, Francesco Cascio, Fabio Granata, Michele Cimino, Mario Parlavecchio, Giovanni Pistorio e i componenti dell’allora commissione Sanità dell’Ars: Santi Formica, Nino Dina, Giuseppe Basile, David Costa, Giuseppe Arcidiacono, Giancarlo Confalone, Angelo Stefano Moschetto.

A dire il vero la quota “pro capite” scende di circa 130 mila euro (da 730 a 599 mila) per Leontini, Lo Monte, Granata e Cimino. Il motivo? I quattro politici erano assenti in occasione di una delle giunte di governo in cui si è deliberata una seconda tranche di assunzioni. Mai assenza in giunta fu più “propizia”.

La Sezione d’Appello, però, come detto, ha respinto in parte la richiesta della Procura che parlava di inutile ampliamento del parco ambulanze (cresciute tra il 2005 e il 2006 di 99 unità). “Non può assolutamente dubitarsi – scrivono i giudici – che il parco ambulanze operativo in Sicilia sino al 2005 nell’ambito del “S.U.E.S. 118” fosse notevolmente sottodimensionato e, quindi, obiettivamente inadeguato a soddisfare le crescenti esigenze della popolazione dell’Isola”. E per confermare questa idea, i magistrati fanno riferimento ancha una relazione del Ministero della Salute, secondo cui il rapporto tra ambulanze e popolazione, in Sicilia, era tra il più basso d’Italia. Pertanto, l’incremento delle vetture viene considerato dalla Corte “rispondente ad effettive ed ineludibili esigenze della collettività”. Esigenze confermate, del resto, dagli assessori alla Salute che si sono succeduti.

Quello che non torna, invece, è la scelta di aumentare da 10 a 12 il numero degli autisti-soccorritori addetti per 24 ore a ciascuna delle 256 ambulanze. Quello che non torna, insomma, è l’assunzione dei nuovi dipendenti, da scegliere tra quanti hanno ottenuto la certificazione da un corso di Formazione del Ciapi, ente ormai privo dell’accredimento e finito sotto inchiesta, o tra gli interinali di Seus. Insomma, quell’incremento del personale, scrivono i giudici, deve considerarsi “privo di qualsiasi concreta giustificazione giuridicamente apprezzabile, e quindi foriero di danno erariale. Tale implementazione del personale addetto alle postazioni del “S.U.E.S. 118”, per un totale di 512 nuove unità di autisti-soccorritori, – si legge nella sentenza – risulta, infatti, essere stata autorizzata senza che, all’epoca, fosse mai stata obiettivamente riscontrata né segnalata da alcuno una qualsiasi plausibile esigenza organizzativa e/o funzionale del Servizio”. E i magistrati rincarano la dose: “Non v’era alcun elemento oggettivo che potesse far ritenere inadeguata tale cospicua dotazione di personale né, d’altro canto, risultava che si fossero mai verificati disservizi od anche soltanto transitorie difficoltà operative”.

Fatti da cui non possono essere ritenuti “esenti da colpe” nemmeno gli allora componenti della Commissione parlamentare, che avevano rivendicato il diritto, sancito dall’articolo 6 dello Statuto dell’insindacabilità dei voti e delle opinioni espresse dai deputati nell’esercizio delle loro funzioni. Secondo i giudici, infatti, l’attività della Commissione, è andata oltre la “’funzione di controllo e di direzione (lato sensu) politica’, rientranti nell’alveo dell’insindacabilità”, visto che, attraverso la presentazione e l’approvazione di specifici emendamenti, la commissione “ha preso parte al procedimento amministrativo finalizzato alla definizione delle modalità di gestione di un servizio pubblico”. Così, ecco le condanne anche per i deputati. Dodici milioni “pro quota”. Tranne per i quattro che, “bucando” una giunta, hanno risparmiato oltre centomila euro.

Fonte: livesicilia.it

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ARS, M5S non vota in Commissione. “Il sistema delle nomine deve cambiare”

Salvatore Siragusa

Nessuna complicità con queste logiche spartitorie”.

I componenti del Movimento Cinque Stelle della Commissione Affari Istituzionali dell’ARS non hanno partecipato oggi al voto per la nomina dei commissari straordinari del CAS (Consorzio Autostrade Siciliane), della Camera di Commercio di Ragusa e dell’Ente Parco di Catania.

Francesco CappelloSalvatore Siragusa e Sergio Troisi hanno abbandonato i lavori al momento del voto “per non condividere questo modus operandi da vecchia politica”. “Le nomine proposte per questi enti, infatti – hanno dichiarato i tre esponenti del Movimento – sono chiaramente di natura politica, cosa che non possiamo accettare”.

Per cambiare il sistema delle nomine, il Movimento Cinque Stelle ha già presentato un disegno di legge, primo firmatario Salvatore Siragusa, che mira a riequilibrare il rapporto tra commissione e governo (vedasi link).

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Sulle Province è già scontro. I grillini: “Un errore il rinvio”.

Il governo ha deciso di rinviare di un anno le elezioni provinciali. Gli enti verranno commissariati “nell’attesa di creare i liberi consorzi”, spiega Crocetta. Ma il Movimento cinque stelle insorge: “Chi parla di rivoluzione dovrebbe avere più coraggio e abolire subito questi carrozzoni”.

Giovedì 28 Febbraio 2013 – di Accursio Sabella

Eppure, fino a un paio di settimane fa, le Province sembrava andassero bene a tanti. A cominciare dal presidente della Regione che non solo ha scartato l’idea di abolirle, ma addirittura il 31 gennaio scorso ha deliberato in giunta di anticipare di oltre un mese la data delle elezioni prevista per fine maggio. Decidendo, di fatto, di andare al voto senza nemmeno intervenire sulla riduzione di giunte e Consigli. Prima di accorgersi, però, che in quei giorni l’Assemblea regionale sarà in piena bagarre per l’approvazione del bilancio. E allora, nuova delibera. Del 5 febbraio stavolta. “Abbiamo scherzato: si vota il 26 e il 27 maggio”. Una scelta contro la quale è piombato anche un ricorso al Tar dell’ex assessore Armao: “Illegittimo andare al voto senza prima aver ridotto i costi”, ha denunciato. Ma nemmeno quella decisione della giunta ha messo la parola fine sulla questione. Ieri in prima commissione all’Ars, ecco il colpo di scena: il governo sarebbe intenzionato a votare tra un anno. Nel 2014. Commissariando nel frattempo le nove giunte e i nove consigli provinciali. “Esistono – ha puntualizzato il presidente Crocetta – i liberi consorzi dei comuni che possono essere un riferimento per gli organismi di secondo livello che ne manterrebbero la titolarità. Questa proposta – aggiunge – consentirebbe un risparmio notevole, si potrebbero inglobare nei consorzi Ato, Srr, Iacp etc. La costituzione di nuovi consorzi, consentirebbe ai comuni di rimpinguare tra l’altro un personale che è carente. Su tutto questo credo si possa lavorare con l’Ars ed evitare – ha concluso – di approvare una legge come quella di Monti che non riduce i costi ma burocratizza ulteriormente le province”. “La danza del gambero”, così il capogruppo del Pdl Francesco Scoma ha definito sarcasticamente “la nuova marcia indietro del governo”.

Il “giorno delle Province” sarà il 6 marzo. Quel giorno all’Ars è calendarizzata la discussione sull’ente. E quel giorno potrebbe approdare a Sala d’Ercole il ddl che chiederà la proroga di un anno del voto. Un testo al quale sta febbrilmente lavorando il presidente della prima commissione Marco Forzese, “ma di concerto col governo, ovviamente – spiega – nell’ottica dell’abbattimento dei costi della politica, che è quello che ci chiedono gli elettori. Ma la riforma che noi abbiamo in mente, e che dovrà riguardare soprattutto l’abolizione di enti come gli Iacp o i Consorzi di Bonifica, ha bisogno di tempo. Per questo, sposteremo di un anno il voto. Nel frattempo, le Province verranno commissariate”. Al contrario di quanto richiesto dal Movimento cinque Stelle: “Perché dobbiamo perdere ancora del tempo? – chiede il capogruppo Giancarlo Cancelleri – le scelte sono ormai mature. Abbiamo la grande occasione di essere d’esempio per il resto d’Italia. Daremo battaglia all’Ars. Per noi la discussione non è affatto chiusa”. Una posizione che non preoccupa Forzese, che “di concerto col governo”, come detto, lavorerà alla proroga, nonostante tutto. “La posizione dei grillini? – dice Forzese, che fa parte del gruppo dei Democratici e riformisti a sostegno di Crocetta – la rispetto, ma è una posizione essenzialmente demagogica. Evidentemente, e lo capisco, il Movimento cinque stelle agisce sulla scia del grande consenso elettorale ricevuto alle ultime Politiche”. “Vedremo – replica Cancelleri – chi ha davvero coraggio. È facile riempirsi la bocca della parola ‘rivoluzione’. Se vuoi cambiare davvero le cose, devi dimostrarlo con i fatti. Noi – prosegue Cancelleri – vorremmo sfruttare il successo delle Politiche? Ma se abbiamo deciso, coerentemente con quello che pensiamo delle Province, di non presentarci nemmeno alle prossime elezioni… Invece chi parla – conclude – preferisce che tutto resti in piedi e che per un anno vengano commissariati gli enti, le partecipate, tutti i carrozzoni”.

“E lì piazzeranno tutti i trombati delle ultime elezioni”, incalza l’ex vicepresidente dell’Ars Santi Formica. “Mi sono fatto sentire in Commissione. Questa proposta di proroga – insiste – non ha alcun senso. Noi abbiamo già presentato il nostro disegno di legge, che prevede un abbattimento dei costi del 20%. Ma abbiamo anche avanzato una nuova proposta”. In pratica, l’opposizione si sarebbe detta pronta a cedere al governo la delega per l’abolizione di enti e funzioni che attualmente fanno capo alle Province. “Il vero spreco – spiega Formica – non sono certamente i consigli o le giunte provinciali, che costano 4,5 euro l’anno a cittadino. Bisogna abolire i carrozzoni. E noi abbiamo detto: andiamo a votare, e il governo entro 180 giorni intervenga, su delega del Parlamento, per l’abolizione degli enti collegati alle Province. Anche perché, l’Ars rischia di andare incontro a un rischio evidente”. Il rischio, insomma “che, magari col voto segreto – spiega Formica – possa venire respinto il ddl che prevede la proroga. A quel punto, non ci sarebbe il tempo per cambiare la legge prima dell’indizione dei comizi, che arriverebbe a fine marzo. E la Sicilia finirebbe per tenersi le Province così come sono”.

Fonte: livesicilia.it

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Il M5S presenta all’ARS il DDL per l’abolizione delle province in Sicilia

Il cittadino a 5 stelle Matteo Mangiacavallo spiega in cosa consiste il DDL per l’abolizione delle province.

“Il 13 febbraio 2013 abbiamo presentato il disegno di legge per l’abolizione delle province in Sicilia. Con il decreto legge n. 9 del 6 marzo 1986 venivano istituite le province regionali, mai previste dallo Statuto siciliano. Con l’abrogazione dell’ordine politico, risultato un inutile ‘stipendificio’, noi vogliamo istituire i liberi consorzi di comuni, previsti dall’articolo 15 dello Statuto siciliano, che non incidono sulla spesa pubblica e quindi non gravano nelle tasche dei Cittadini.

Il disegno di legge è visibile sulla pagina personale del cittadino a 5 stelle Matteo Mangiacavallo ospitata sul sito dell’ARS e accessibile tramite questo link.

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Grande soddisfazione in casa M5S per l’esito delle urne

I deputati regionali: “Il nostro è il MoVimento di proposta”. Nuti: “Esporteremo il modello ARS a Roma”.

Clima di grande soddisfazione tra i deputati dell’Ars e neo parlamentari nazionali per il risultato delle urne. Il filo rosso che lega le dichiarazioni è la certezza che si lavorerà bene per il Paese, a dispetto del fantasma dell’ingovernabilità agitato un po’ da tutti, e per portare avanti proposte concrete. E’ quello che sottolineano i  deputati del gruppo parlamentare M5S all’ARS: “I politici non hanno capito che questo non è un movimento di protesta, ma di proposta. Continuano a parlare di protesta ad ogni appuntamento elettorale  e poi si trovano puntualmente spiazzati. La verità è che il nostro è un modo nuovo di fare politica, che – lo dicono i numeri – viene apprezzato tantissimo dalla gente”.

Per Riccardo Nuti, primo degli eletti alla Camera per la Sicilia occidentale, sarà preziosa l’esperienza dei deputati dell’Ars, che potrà essere messa a frutto anche tra gli scranni di  Montecitorio e Palazzo Madama: “Cercheremo di costringere il Parlamento a lavorare su fatti concreti. I nostri deputati a Palazzo dei Normanni  hanno dimostrato con i fatti che con la determinatezza si possono centrare importanti traguardi. Opereremo inoltre senza alcun preconcetto: se le proposte degli altri schieramenti saranno buone troveranno sempre il nostro consenso. L’importante è che il bene del Paese sia sempre al primo posto”.

Per Francesco Campanella, primo dei sei senatori che dalla Sicilia sbarcheranno a Roma, si deve legiferare sulle reali necessità della gente e, se è il caso, facendo sacrifici tutti assieme. “Basta con i provvedimenti che prevedono lacrime e sangue per i cittadini e bagordi per i politici ed i loro amici: la situazione è arrivata ad un’urgenza ed a una gravità che non lasciano più alcuno spazio ai soliti balletti della politica. Noi taglieremo i nostri emolumenti e ci batteremo perché lo facciano anche gli altri parlamentari, per restituire questi fondi alla collettività, insieme ai rimborsi elettorali. Non è abbastanza, ma è un primo passo che si può fare da subito”.

Sul fronte della paventata ingovernabilità sbandierata dai media è chiaro e deciso l’intervento della prima eletta alla Camera per la Sicilia orientale, Giulia Grillo“Sbaglia chi associa l’ingovernabilità ad un movimento di cittadini. Noi governeremo bene nell’interesse del Paese. L’ingovernabilità sarà sicuramente causata dalle azioni delle coalizioni che hanno vinto e che sono abituate  a votare per partito preso. Noi voteremo nel merito delle proposte, così come avviene all’Assemblea Regionale Siciliana. Il messaggio vero è che per la prima volta dei cittadini puliti, senza soldi e senza sponsor rappresenteranno i propri elettori senza distanze”.

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E’ nato Cittadini5StArs, il periodico del gruppo parlamentare M5S

Tutti potranno scaricarlo ogni mese dai siti che fanno capo al Movimento 5 Stelle.

E’ nato Cittadini5StArs, il periodico del gruppo parlamentare Cinque Stelle all’Assemblea regionale siciliana. Il giornalino è un’altra delle frecce all’arco della comunicazione del Movimento, che già con i social networks ha istituito un filo diretto con i cittadini.
Cittadini5StArs mira a traghettare fuori dal palazzo dei Normanni tutte le iniziative, piccole e grandi, portate avanti dai 15 inquilini di sala d’Ercole per raggiungere anche coloro che con il web non hanno grande dimestichezza. Il periodico, infatti, sarà caricato mensilmente nei siti e nei meetup che fanno capo al Movimento per essere scaricato e stampato dai tantissimi attivisti e distribuito nelle piazze e nelle strade delle città e dei paesini siciliani. E proprio per garantirne la massima diffusione a costi minimi, Cittadini5StArs avrà una foliazione contenuta: appena 4 pagine in formato A4. Poche pagine, quindi, ma grandi contenuti (le proposte e le leggi che cambieranno la vita dei siciliani), a dimostrazione del fatto che anche un giornale piccolo può essere una grande iniziativa.

Scarica il primo numero di Cittadini5Stars!

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La rivoluzione culturale è iniziata

Ieri abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione, come non se ne vedevano da secoli nel nostro paese. Cittadini autodeterminatisi che con una matita decretano democraticamente la fine di un sistema politico fallimentare.

Ma non bisogna lasciarsi andare a facili entusiasmi e guardare avanti; perché sbaglierebbe chi pensasse che la soluzione dei problemi di questo paese è semplicemente quella di mandare a casa un’intera classe dirigente. Ricordiamoci che questi signori, nel bene o nel male, rappresentano lo specchio di una società tanto assuefatta alla corruzione e al clientelismo da farne un modello di successo. Lo tsunami politico, se non associato a un’azione educativa su scala sociale, avrebbe lo stesso effetto di un fuoco di paglia. In questa direzione bisognerà puntare lo sguardo.

E ancora – e qui ci rivolgiamo soprattutto a quei cittadini a 5 stelle che avranno l’onore e la responsabilità di sedere, insieme a tutti noi, a Montecitorio e Palazzo Madama – gli Italiani, alcuni per protesta, altri in maniera consapevole, ci stanno affidando un ruolo che va ben al di là di semplici controllori. Il risultato ottenuto ci pone di fronte ai grandi temi del lavoro, della previdenza, della sanità, della scuola, dei rapporti internazionali, dell’economia interna, non più da cittadini passivi ma da propositori di nuovi ed efficaci modelli di sviluppo.

Confidiamo nell’aiuto della società civile e nella capacità dei nostri cittadini a 5 stelle di sostenere, a gran voce nelle opportune sedi, quelle proposte di cambiamento di cui saremo portavoce.

In bocca a lupo.

Gli attivisti del Meetup Sciacca Cinque Stelle

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Risultati elezioni, boom Movimento 5 Stelle. Euforia sul web, è il primo partito alla Camera.

“L’onestà andrà di moda”, scrive a caldo Beppe Grillo sul web, e dichiara: “Faranno il governissimo, ma sono finiti e lo sanno. Sono prove generali”. Situazione ribaltata rispetto ai sondaggi dei primi minuti, risultato straordinario: a Montecitorio il movimento prende più voti di tutti. Gli eletti: “Non chiamateci onorevoli, siamo cittadini”

di TIZIANO TONIUTTI

UN SUCCESSO a cinque stelle nelle elezioni politiche 2013. Prevedibile e previsto, delineatosi subito nelle proiezioni dopo un momento di incertezza. Alla chiusura delle urne, gli instant poll davano il Movimento di Beppe Grillo attorno al 16%: il M5S non sembrava raggiungere il boom previsto dai bookmaker, che lo davano tra il 20 e il 25%. Poi le proiezioni hanno ribaltato la situazione: M5S oltre il 25%, primo partito alla Camera e decisivo in un Senato spaccato, con i suoi 54 senatori.

Beppe Grillo a sera commenta in risultati dal suo blog: “Sono prove generali, sono falliti e lo sanno” (riferendosi genericamente ai partiti). E celebra un’esplosione di consenso trasversale, che pesca anche dal bacino elettorale dei partiti maggiori: “In 3 anni siamo diventati il primo partito. Contro di noi non ce la faranno mai”. Alla domanda “faranno un governissimo Pd-Pdl?” Grillo risponde: “Ma sì, per forza noi siamo il vero ostacolo. Potranno andare avanti 7-8 mesi a fare un disastro, ma noi li terremo sotto controllo e andremo avanti con le proposte su acqua pubblica, scuola e sanità. Se ci seguono, bene, altrimenti la battaglia sarà molto dura per loro”.

Il Movimento ha preso, alla Camera, 8.688.231 voti, 46mila in più del Partito democratico. Anche al Senato risultato ottimo ma complice la demografia (il voto grillino è più giovane) a Palazzo Madama si ‘ferma’ a 7.285.477 voti, un milione e centomila meno del Pd ma quattrocentomila più del Popolo della libertà. Il commento del leader a Cinque stelle: “Un’avventura fantastica, ringrazio tutti questi ragazzi straordinari, meravigliosi”.

VIDEO: FESTA IN CASA GRILLO

Boom tra Rete e piazza. Il M5s porta numeri importanti, con diverse regioni conquistate e ottimi piazzamenti ovunque. Un boom che le piazze piene dello Tsunami Tour lasciavano immaginare, e su cui infatti si poteva scommettere online. E anche un caso unico in Europa: “In nessun altro paese c’è una componente parlamentare così estesa di democrazia diretta”, ha commentato a caldo Enrico Letta del Pd. Il progetto politico Beppe Grillo rappresenta di fatto l’unica novità nella composizione parlamentare, una formazione nata e cresciuta lontano dagli schieramenti tradizionali, sulla Rete e attraverso i gruppi attivi sul territorio.

Alleanze improbabili. Uno dei punti chiave del successo elettorale del M5s appare il distacco totale dalla politica tradizionale. E anche dopo il voto, dal Movimento non arrivano segnali distensivi sulla possibilità di interazione e percorsi condivisi con altre forze che popoleranno il parlamento. A meno che la Rete, quella che i Cinque Stelle considerano la loro anima politica, non si esprima diversamente: ‘Il dialogo con Berlusconi? E’ molto difficile che lui proponga idee utili per la collettività. Non è mai successo finora ma se accade un miracolo, ascolteremo la rete”, dice Alessandro Di Battista, candidato del M5S a Roma. Parole dure anche per il Pd che “quando doveva proporre una legge sul conflitto d’interesse non l’ha fatto. Ora non hanno più scuse”, aggiunge Di Battista.

Palermo e Milano. Festa sobria e per pochi intimi, nella sostanza riservata a chi ha partecipato attivamente alla campagna elettorale per il Movimento a Milano. Nonostante il risultato, gioia decisamente contenuta e nel corso della giornata, più giornalisti che partecipanti. Tre i candidati che hanno commentato la giornata: Vito Crimi, Paola Carinelli e Ferdindando Alberti. Tutti hanno tenuto a precisare: “non chiamateci onorevoli, ma cittadini”. Si festeggia anche in Sicilia. “Palermo si conferma roccaforte del Movimento 5 Stelle. I dati sono assolutamente positivi. A Palermo città  siamo in testa, seguono Pdl e Pd. Anche in provincia i risultati sono buoni”. Lo dichiara Tony Gaudesi, dell’ufficio stampa del Movimento 5 Stelle Sicilia.

(25 febbraio 2013)

Fonte: repubblica.it

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Risultati Elezioni Politiche 2013 per il la Camera in Italia

Italia in complesso

Elettori: 46.906.343 – Votanti: 35.271.540  75,19 % – Sezioni pervenute: Definitivo
Dato aggiornato al 26/02/2013 – 03:48
LEADER LISTE VOTI % SEGGI
PIER LUIGI BERSANI
PARTITO DEMOCRATICO 8.642.700 25,41 292
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ 1.090.802 3,20 37
CENTRO DEMOCRATICO 167.201 0,49 6
SVP 146.804 0,43 5
Totale coalizione 10.047.507 29,54 340
SILVIO BERLUSCONI
IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 7.332.121 21,56 97
LEGA NORD 1.390.156 4,08 18
FRATELLI D’ITALIA 666.001 1,95 9
LA DESTRA 220.312 0,64
GRANDE SUD – MPA 148.570 0,43
MIR – MODERATI IN RIVOLUZIONE 81.972 0,24
PARTITO PENSIONATI 55.050 0,16
INTESA POPOLARE 25.680 0,07
LIBERI PER UNA ITALIA EQUA 3.238 0,00
Totale coalizione 9.923.100 29,18 124
GIUSEPPE PIERO GRILLO
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT 8.688.545 25,55 108
MARIO MONTI
SCELTA CIVICA CON MONTI PER L’ITALIA 2.823.814 8,30 37
UNIONE DI CENTRO 608.292 1,78 8
FUTURO E LIBERTA’ 159.454 0,46
Totale coalizione 3.591.560 10,56 45
ANTONIO INGROIA
RIVOLUZIONE CIVILE 765.054 2,24
OSCAR FULVIO GIANNINO
FARE PER FERMARE IL DECLINO 380.937 1,12
MARCO FERRANDO
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 89.970 0,26
ROBERTO FIORE
FORZA NUOVA 89.832 0,26
GIACINTO MARCO PANNELLA
LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA’ 64.744 0,19
ULLI MAIR
DIE FREIHEITLICHEN 48.317 0,14
SIMONE DI STEFANO
CASAPOUND ITALIA 47.788 0,14
LUCA ROMAGNOLI
FIAMMA TRICOLORE 44.748 0,13
MAGDI CRISTIANO ALLAM
IO AMO L’ITALIA 42.529 0,12
LODOVICO PIZZATI
INDIPENDENZA VENETA 33.274 0,09
RENATA JANNUZZI
LIBERALI PER L’ITALIA – PLI 28.026 0,08
GIOVANNI ANGELO COLLI
PARTITO SARDO D’AZIONE 18.585 0,05
FABRIZIO COMENCINI
LIGA VENETA REPUBBLICA 15.838 0,04
GIUSEPPE CIRILLO
VOTO DI PROTESTA 12.744 0,03
ANTONIO GUADAGNINI
VENETO STATO 11.378 0,03
STEFANIA GABRIELLA ANASTASIA CRAXI
RIFORMISTI ITALIANI 8.223 0,02
PIETRO MURRU
INDIPENDENZA PER LA SARDEGNA 7.598 0,02
FRANCO TORCHIA
PRI 7.143 0,02
SALVATORE MELONI
MERIS 5.901 0,01
ADRIANO LOTITO
PARTITO DI ALTERNATIVA COMUNISTA 5.159 0,01
MARINA PETRINI
MOVIMENTO PROGETTO ITALIA – MID 4.786 0,01
MARCO MARSILI
I PIRATI 4.557 0,01
RAFFAELE BRUNO
RIFONDAZIONE MISSINA ITALIANA 3.178 0,00
ANTONIO POTENZA
POPOLARI UNITI 2.992 0,00
PIERO PUSCHIAVO
PROGETTO NAZIONALE 2.865 0,00
ANTONIO PIARULLI
MOVIMENTO P.P.A. 1.526 0,00
MARIA DI PRATO
UNIONE POPOLARE 1.513 0,00
ANTONIO CORSI
TUTTI INSIEME PER L’ITALIA 1.452 0,00
ERIKA GRACI
STAMINALI D’ITALIA 598 0,00
CARLA CORSETTI
DEMOCRAZIA ATEA 556 0,00
Totale 34.002.523 617
Schede bianche 395.286 1,12 %
Schede nulle 871.780 2,47 %
Schede contestate e non assegnate 1.951 0,00 %

  • E’ ESCLUSA DAL RIEPILOGO LA CIRCOSCRIZIONE VALLE D’AOSTA
I dati si riferiscono alle comunicazioni pervenute dai comuni, tramite le prefetture, e non rivestono, pertanto, carattere di ufficialità. La proclamazione ufficiale degli eletti è prerogativa degli uffici elettorali territorialmente competenti, retti da magistrati. La ripartizione dei seggi e l’individuazione degli eletti non tengono conto di eventuali “opzioni”, incompatibilità e surroghe.

Fonte: Ministero dell’Interno (link)

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Risultati Elezioni Politiche 2013 per il Senato in Italia

Italia in complesso

Elettori: 42.271.957 – Votanti: 31.751.350  75,11 % – Sezioni pervenute: Definitivo
Dato aggiornato al 26/02/2013 – 03:42
LEADER LISTE VOTI % SEGGI
PIER LUIGI BERSANI
PARTITO DEMOCRATICO 8.399.991 27,43 105
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ 912.347 2,97 7
CENTRO DEMOCRATICO 163.425 0,53
IL MEGAFONO – LISTA CROCETTA 138.581 0,45 1
PARTITO SOCIALISTA ITALIANO 57.696 0,18
MODERATI 14.358 0,04
Totale coalizione 9.686.398 31,63 113
SILVIO BERLUSCONI
IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 6.829.135 22,30 98
LEGA NORD 1.328.555 4,33 17
FRATELLI D’ITALIA 590.053 1,92
LA DESTRA 221.225 0,72
PARTITO PENSIONATI 123.458 0,40
GRANDE SUD 122.100 0,39 1
MIR – MODERATI IN RIVOLUZIONE 69.673 0,22
MPA – PARTITO DEI SICILIANI 48.618 0,15
INTESA POPOLARE 25.217 0,08
CANTIERE POPOLARE 21.685 0,07
BASTA TASSE 19.298 0,06
LIBERI PER UNA ITALIA EQUA 6.769 0,02
Totale coalizione 9.405.786 30,72 116
GIUSEPPE PIERO GRILLO
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT 7.285.648 23,79 54
MARIO MONTI
CON MONTI PER L’ITALIA 2.797.451 9,13 18
ANTONIO INGROIA
RIVOLUZIONE CIVILE 549.987 1,79
OSCAR FULVIO GIANNINO
FARE PER FERMARE IL DECLINO 278.597 0,90
MARCO FERRANDO
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 113.936 0,37
ROBERTO FIORE
FORZA NUOVA 81.519 0,26
GIACINTO MARCO PANNELLA
LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA’ 63.149 0,20
LUCA ROMAGNOLI
FIAMMA TRICOLORE 52.106 0,17
MAGDI CRISTIANO ALLAM
IO AMO L’ITALIA 40.811 0,13
SIMONE DI STEFANO
CASAPOUND ITALIA 40.688 0,13
LODOVICO PIZZATI
INDIPENDENZA VENETA 29.696 0,09
FABRIZIO COMENCINI
LIGA VENETA REPUBBLICA 20.381 0,06
OTTAVIO PASQUALUCCI
DIMEZZIAMO LO STIPENDIO AI POLITICI 8.004 0,02
NO ALLA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI 7.547 0,02
VIVA L’ITALIA 4.760 0,01
Totale coalizione 20.311 0,06
GIOVANNI ANGELO COLLI
PARTITO SARDO D’AZIONE 18.602 0,06
ENZO BOSIO
CIVILTA’ RURALE SVILUPPO 13.945 0,04
CARLO MASCI
RIALZATI ABRUZZO 11.817 0,03
DOMENICO SAVIO
P.C.I. MARXISTA-LENINISTA 9.604 0,03
ANTONIO GUADAGNINI
VENETO STATO 8.950 0,02
FRANCO TORCHIA
PRI 8.476 0,02
MARIA CRISTINA SANDRIN
DONNE PER L’ITALIA 7.610 0,02
PIETRO MURRU
INDIPENDENZA PER LA SARDEGNA 7.494 0,02
GIULIO ARRIGHINI
UNIONE PADANA 7.324 0,02
ANTONIO POTENZA
POPOLARI UNITI 6.583 0,02
MARCO MARSILI
I PIRATI 6.265 0,02
STEFANIA GABRIELLA ANASTASIA CRAXI
RIFORMISTI ITALIANI 5.952 0,01
SALVATORE MELONI
MERIS 5.580 0,01
ADRIANO LOTITO
PARTITO DI ALTERNATIVA COMUNISTA 5.176 0,01
ALFONSO LUIGI MARRA
PAS – FLB&LT 4.522 0,01
PIERO PUSCHIAVO
PROGETTO NAZIONALE 3.822 0,01
EFISIO ARBAU
LA BASE 3.386 0,01
ANTONIO CORSI
TUTTI INSIEME PER L’ITALIA 3.155 0,01
RAFFAELE BRUNO
RIFONDAZIONE MISSINA ITALIANA 2.717 0,00
GIOVANNA SORBELLI
MOVIMENTO EUDONNA 2.689 0,00
MASSIMO ROMANO
COSTRUIRE DEMOCRAZIA 2.635 0,00
MARINA PETRINI
MOVIMENTO PROGETTO ITALIA – MID 1.450 0,00
ANDREA BALIA
PARTITO DEL SUD 1.275 0,00
GABRIELE NAPPI
MOVIMENTO NATURALISTA ITALIANO 1.170 0,00
MICHELE SOMMA
COMUNITA’ LUCANA 882 0,00
Totale 30.617.545 301
Schede bianche 369.301 1,16 %
Schede nulle 762.534 2,40 %
Schede contestate e non assegnate 1.970 0,00 %

  • SONO ESCLUSE DAL RIEPILOGO LE REGIONI VALLE D’AOSTA E TRENTINO ALTO ADIGE
I dati si riferiscono alle comunicazioni pervenute dai comuni, tramite le prefetture, e non rivestono, pertanto, carattere di ufficialità. La proclamazione ufficiale degli eletti è prerogativa degli uffici elettorali territorialmente competenti, retti da magistrati. La ripartizione dei seggi e l’individuazione degli eletti non tengono conto di eventuali “opzioni”, incompatibilità e surroghe.

Fonte: Ministero dell’Interno (link)

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