ARS, via libera in commissione al taglio delle auto blu. Esultano i 5 Stelle: “Senza di noi argomento tabù”

Dimagrisce il parco auto blu e di servizio della Regione. E’ scattato sostanzialmente il via libera, in Commissione Finanze all’ARS,  per l’emendamento proposto dai deputati del Movimento 5 Stelle. Il verde per il momento è provvisorio. La commissione, infatti, si è impegnata a riscrivere il provvedimento in termini  un po’ meno rigidi di quanto proposto dai deputati 5 Stelle, che puntavano  all’azzeramento totale del  parco macchine (442 auto blu e 2562 di servizio), lasciando in vita solo quelle a disposizione del presidente della Regione e dell’ARS.
Il taglio del parco macchine non sarà solo a carico della Regione e dell’ARS, ma interesserà anche le partecipate  a maggioranza  dalla Regione e degli altri enti collegati.“L’emendamento – afferma Giorgio Ciaccio, componente della commissione Bilancio del gruppo 5 stelle – sarà portato in Aula con qualche correttivo, per garantire alcuni servizi essenziali, ma la ratio non sarà snaturata. E questa per noi è una grandissima vittoria. Senza il Movimento 5 Stelle, infatti, l’argomento auto blu non sarebbe stato nemmeno oggetto di discussione”.

Il segnale che arriva oggi dall’ARS – afferma il deputato Cinque Stelle, Salvatore Siragusa –  è importantissimo.  Dimostra che anche qui ci si comincia a rendere conto che il tempo dei privilegi è definitivamente tramontato”.

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MUOS, Trizzino sul ricorso statale al Tar contro la Regione: “Governo contraddittorio: prima appoggia i siciliani, poi li colpisce”

Il presidente della commissione Ambiente stupito dalle decisioni di Roma, prepara le contromosse.

“Questa è contraddizione in termini: il Governo nazionale, prima distende la mano alle istanze dei siciliani, poi sferra un pugno proponendo ricorso avverso la revoca del MUOS. Revoca chiesta a gran voce da tutto il popolo siciliano, approvata all’unanimità dai suoi 90 deputati e recepita dal suo Governatore.

Apprendo con amarezza del ricorso già depositato al tar di Palermo. Si tratta del nr. 808 la cui prima udienza sarà celebrata fra pochi giorni. Questo è l’ennesimo colpo di una battaglia che sembra infinita. Una cosa è certa: ora la Sicilia è sola e deve trovare ulteriori forze per combattere a difesa del suo territorio e della sua salute.

Il governo regionale adesso ha un compito delicato: deve integrare con urgenza la documentazione a favore della sua posizione per difendersi in giudizio. Penso alla illegittimità della conferenza di servizi, ai numerosi divieti violati: piano paesaggistico e regolamento della riserva. Penso al superamento dei limiti di emissione, così come è emerso dai documenti dell’Arpa. Penso alla copiosa produzione scientifica che abbiamo acquisito durante le due audizioni che ho tenuto in commissione ambiente.

La contro-commissione che ho deciso di avviare con il Prof. Zucchetti è già pronta per lavorare sui dati. Adesso è importante che l’Ass. Lo Bello la faccia propria, perché al suo interno abbiamo raccolto i massimi esperti della materia.

La battaglia è ancora lunga”.

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Ex tabella H. Chiesto varo di criteri oggettivi per i contributi. Via libera al microcredito e all’ampliamento competenze forestali

“Sulla ex tabella H nessun intento di finanziamenti a pioggia, ma il varo di criteri oggettivi che spazzino via la vecchia logica dei contributi diretti agli Enti, che l’ha sempre fatta da padrona in questo settore”.

Il Movimento 5 Stelle all’Ars tiene a puntualizzare la sua posizione sulla ex tabella H. “E’ vero – dice il deputato Claudia La Rocca – che abbiamo presentato un emendamento che aumenta i contributi, riportandoli ai livelli totali – peraltro diminuiti costantemente negli ultimi anni – dello scorso anno, ma solo a fronte di rigorosi criteri oggettivi che puntano a scongiurare il pericolo di finanziamenti diretti e a mettere all’angolo eventuali padrini”.

Intanto alcuni degli emendamenti proposti dai parlamentari del Movimento hanno avuto il via libera. Sul fronte dei forestali è arrivato l’ok all’ampliamento delle competenze che mira ad utilizzare il personale su parecchi fronti, come, ad esempio, per la cura dei siti delle zone Sic. Il relativo emendamento è stato infatti accolto e fatto proprio dal governo. Semaforo verde dalla quinta commissione anche sull’istituzione del Fondo per il microcredito per le imprese, un cavallo di battaglia del Movimento, per il quale la dotazione delle somme a corredo sarà decisa in Aula.

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Finanziaria, la scure del M5S sugli stipendi dei dirigenti regionali e dei deputati

Per il bilancio regionale risparmi fino a quasi 50 milioni di euro. Proposta una sforbiciata pure ai rimborsi dei consiglieri comunali.

Una sforbiciata agli stipendi regionali per dare una grossa boccata d’ossigeno all’asfittico bilancio della Regione.

Il Movimento Cinque Stelle all’Ars punta ad alleggerire le buste paga dell’esercito dei circa 1.900 dirigenti regionali di prima, seconda e terza fascia e dei componenti dei Cda delle società partecipate dalla Regione per puntellare il disastrato bilancio regionale e trovare risorse per il reddito di dignità, il microcredito e altri provvedimenti a favore dei cittadini.

L’emendamento passerà oggi (26-04-2013) al vaglio della commissione Finanze, e sulle buste paga dei dirigenti regionali potrebbe abbattersi la scure di tagli che variano da 20 al 30 per cento dei loro emolumenti per garantire alla Regione un flusso di denaro in entrata valutabile dai 32 ai circa 50 milioni di euro.

Il taglio viene proposto oltre che per gli stipendi anche per le indennità di posizione e di risultato.

Questo è il momento – afferma Stefano Zito, uno dei deputati che ha curato l’emendamento – in cui chi ha di più deve dare di più: non si possono più aumentare le tasse alle imprese o ai lavoratori. Quando una squadra va male il primo a saltare è l’allenatore, qui invece oltre a perdere spesso le partite (ed i soldi della Comunità Europea ne sono l’esempio) si prendono pure i “premi” per i risultati. Agli occhi della povera gente tutto questo inizia a diventare incomprensibile”.

A libro paga dell’amministrazione regionale siciliana sono circa 1900 i dirigenti a fronte di circa 18.000 dipendenti, praticamente più di un generale ogni 10 soldati semplici, un’abnorme mole di “graduati” non solo se raffrontata con le altre regioni italiane di pari dimensione e con proporzionale popolazione, ma anche se comparata con le amministrazioni centrali di molti paesi europei.

E tutto ciò – dice Zito – a fronte di risultati molto spesso scadenti e ad una qualità e ad un’efficienza dei servizi non certo proporzionale all’ingente dispiego di forze in campo”.

La spending review del Movimento Cinque Stelle punta ad alleggerire anche rimborsi ai consiglieri comunali che passerebbero dagli attuali due terzi della retribuzione del sindaco ad un quarto e, soprattutto, mira a ridurre gli stipendi dei deputati dell’Ars per i quali il Movimento propone tagli dal 30 al 50 per cento.

Da segnalare – commenta amaramente Zito – che quello del Movimento Cinque Stelle è l’unico emendamento che propone tagli ai parlamentari”.

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Grande successo della campagna contro le trivellazioni nel mare dell’agrigentino

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO STOPPA LA PIATTAFORMA

Esprimiamo grande soddisfazione per i risultati della campagna che abbiamo lanciato assieme a Greenpeace, L’AltraSciacca, ItaliaNostra, LegaNavale, CGIL, Cittadinanza Attiva, Legacoop Pesca Sicilia, AGCI Agrital Sicilia, contro i permessi di ricerca d29-d30-d347 che incombono di fronte Menfi, Sciacca, e Agrigento.

Un estenuante lavoro di gruppo ha permesso la redazione di 13 pagine di nuove osservazioni che si vanno ad aggiungere alle 27 che avevamo già presentato a suo tempo per gli stessi permessi di ricerca (a questo link potete leggere una versione integrale delle due opposizioni, che abbiamo redatto per facilitare la partecipazione delle Pubbliche Amministrazioni).

Come al solito abbiamo rilevato gravi errori e omissioni degli studi presentati al Ministero dell’Ambiente (pubblicizzazione su giornali quasi inesistenti, registrazione sotto falso nome di un permesso di ricerca, documenti non firmati, riferimenti a dati mareometrici pugliesi etc.).

E, dato più sconfortante, gli errori e le irregolarità più grossolane si trovano su un permesso di ricerca che ha già ottenuto il parere favorevole da parte degli uffici del Ministero dell’Ambiente.

Tali osservazioni sono tate inviate al Comune di Sciacca, a tutte le Amministrazioni Comunali costiere, alla Regione Siciliana, e una versione sintetica è stata pubblicata sul web per la partecipazione di ogni singolo cittadino.

I risultati di tale campagna sono stati buoni.

Il nostro appello e le nostre osservazioni sono state adottate:

  • dalla Regione Siciliana, che per la prima volta nella storia recente ha presentato formale opposizione ai Ministeri competenti;
  • dalle Amministrazioni comunali a noi vicine, in particolare dai Comuni di Sciacca e Menfi;
  • dal gruppo dei deputati regionali del Movimento 5 Stelle.

Dobbiamo puntualizzare che però non abbiamo avuto riscontro da altre amministrazioni comunali interessate.

Ma il dato che più ci sta a cuore è stata la risposta dei cittadini.

Nonostante il pochissimo tempo a disposizione e la farraginosità delle procedure, più di 400 persone si sono presi la briga di inviare, attraverso il Comitato Stoppa La Piattaforma, le opposizioni al Ministero dell’Ambiente contro le ricerche petrolifere.

Questa partecipazione ci dà maggiore forza per continuare il lavoro che portiamo avanti da anni e rappresenta una concreta speranza per il futuro.

Invitiamo inoltre gli Amministratori che non hanno manifestato il loro dissenso a farlo comunque, anche se i termini per la presentazione delle istanza è scaduto. Anche se in ritardo sarebbe un segnale politico importante da presentare al Ministero.

Chiediamo a tutte le amministrazioni coinvolte, inoltre, che si avvi una richiesta di revoca in autotutela del permesso di ricerca d347, che ha già ottenuto il parere favorevole da parte degli uffici del Ministero dell’Ambiente.

Grazie ancora a tutti, cittadini e istituzioni, che ci sono stati affianco in questa importante battaglia per la salvaguardia del nostro Mare.

Sciacca 24 aprile 2013

Il Comitato Stoppa La Piattaforma

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I grillini rompono con Crocetta: “Rivoluzione finita prima di cominciare”

Ieri giornata di tensione e musi lunghi all’Ars. Ormai è rottura totale tra il Movimento 5 Stelle e la vecchia e clientelare politica siciliana. La vecchia partitocrazia usurata dal clientelismo – Pd, Pdl, Udc e lo stesso Governo di Rosario Crocetta – hanno fatto quadrato sul bilancio. Va in frantumi il “Metodo Sicilia” sbandierato dal presidente della Regione e trionfa il metodo delle vecchie clientele.

Al di là delle chiacchiere, ieri il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha chiamato ad uno ad uno i parlamentari della “sinistra” per verificare la tenuta del suo Governo. Io do una cosa a te, tu dai una cosa a me e vissero tutti felici e contenti. Della serie: “Compagni, la Rivoluzione è sospesa. Prima ci facciamo i cavoli nostri con la Finanziaria, poi si vedrà”.

Gli unici che puntano sul vero cambiamento sono i deputati del Movimento 5 Stelle. Ma per la vecchia partitocrazia siciliana gli emendamenti grillini sono fumo negli occhi. Così la Commissione Finanze taglia tutti gli emendamenti al bilancio targato M5S.

La cosa che più stupisce è che il taglio degli emendamenti è avvenuto in pochissimo tempo e senza che gli stessi emendamenti siano stati esaminati e discussi. La scusa adottata è che il bilancio, quest’anno contiene solo spese di funzionamento della ‘macchina’ regionale. Cosa in parte vera, perché tutte le cose di peso sono state piazzate in Finanziaria.

In ogni caso, il segnale è preciso: quando la Commissione Finanze aprirà il dibattito sulla Finanziaria gli emendamenti dei grillini non avranno vita facile. Alla vecchia partitocrazia siciliana e al Governo Crocetta dà molto fastidio la freschezza dei giovani deputati innovatori e picconatori del Movimento di Grillo. I giorni in cui il governatore si vantava del “Metodo Sicilia” da portare avanti con i grillini è morto e sepolto. E’ il prezzo che Crocetta deve pagare al Pd e al Pdl che a Roma si accingono a governare insieme e sono, alla fine, gli unici che potranno allargare i cordoni della borsa per dare ‘ossigeno’ al bilancio asfittico della Sicilia?

Per i tanti parlamentari che frequentano da varie legislature il Parlamento siciliano, infastidisce avere intorno giovani che viaggiano a doppia velocità e hanno le idee chiare. Si verifica , quindi, che a seguito di un lavoro intenso e certosino il M5S ha rastrellato circa 330 milioni di euro dalle pieghe truffaldine del bilancio regionale, colpendo sprechi e spese inutili. Clientele che, da anni, si dividono Governo e parlamentari di “comodo”.

Una somma cospicua recuperata e utilizzabile per l’avvio di concrete politiche di rilancio economico, sostegno sociale ed equità tra diverse fasce di cittadini. Ecco perché il Movimento 5 Stelle dà fastidio. Il taglio ai “tagli di bilancio” è figlio di una Commissione Finanze a guida democristiana: come dire, cambiano i tempi ma restano incancreniti meccanismi da Prima Repubblica.

Cosa avrebbero fatto i grillini di queste risorse? Sicuramente una parte, circa 110 milioni, sarebbero andati a sostegno del sistema Piccole e medie imprese; una parte per finanziare il reddito di dignità (circa 440 euro per qualche migliaio di siciliani “poverissimi”), riduzione Irap, finanziamento della legge regionale n.24 del 6 marzo 1976 in favore dei lavoratori della formazione professionale. Risorse che avrebbero potuto dare sostegno a politiche finalizzate al rispetto dell’ambiente e del territorio come il disincentivo all’estrazione di idrocarburi o a quella praticata nelle cave.

O, ancora, iniziative come quella volta alla riduzione della commercializzazione dell’acqua in bottiglie di plastica e molto altro.

In tarda serata di ieri, dopo una lunga riunione di gruppo, i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno elaborato un pensante comunicato stampa di denuncia sulla conduzione dei lavori in Commissione Finanze sul taglio “politico” dei loro emendamenti. Iniziativa poi stoppata dai “saggi” parlamentari di un partito – l’Udc – che non esiste a Roma e che non si spiega come possa ancora reggere in Sicilia.

Ieri sera il Parlamento siciliano ha perso l’ennesima occasione di mostrarsi rinnovato, gli emendamenti presentati dai deputati del Movimento 5 stelle miravano a fare “cassa” e, senza aggiungere nuove spese, puntavano a scelte volte al rilancio dell’economia siciliana e all’attuazione di politiche sociali eque e di contrasto al disagio sociale.

La verità è che sono stati diversi gli “interessi” messi a rischio dai tagli praticati nei capitoli di bilancio dai “ragazzi” siciliani di Beppe Grillo. Uno per tutti, una quota interessante di risorse si potrebbe liberare ponendo fine ai contratti per la dirigenza esterna, uno scandalo di regime che va avanti da anni nel silenzio generale. O il taglio di una parte delle’indennità dei dirigenti regionali. Quindi i soldi per pagare consulenze d’oro spesso ingiustificate, ma che rispondono a precise evidenze clientelari. O, ancora, l’eterno scandalo della sede della Regione a Bruxelles, un “Carrozzone mangiasoldi” difeso dal presidente della Regione in persona per motivi ancora tutti da chiarire. E la sede di Roma, sempre della Regione, altra fonte di sprechi. Scandali vecchi e nuovi coperti e avallati da un Governo – il Governo Crocetta – che mostra con sempre maggiore chiarezza il volto del clientelismo da vecchia Sicilia tardo democristiana.

di Giuseppe Messina (23/4/2013)

Fonte: linksicilia.it

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Tasse e royalties su idrocarburi, cave e acque minerali:il M5S prova a disincentivare il saccheggio della Sicilia

Petrolieri, proprietari di cave e di industrie di imbottigliamento dell’acqua nel mirino degli emendamenti del Movimento Cinque Stelle all’Ars. I deputati  M5S di Palazzo dei Normanni hanno presentato alcuni emendamenti alla Finanziaria che puntano a far cassa e al contempo a disincentivare l’estrazione di idrocarburi  o dalle cave e a ridurre la commercializzazione dell’acqua in bottiglie di plastica.

Il blitz in casa degli “intoccabili” frutterebbe  quasi trentadue milioni di entrate aggiuntive, che arriverebbero tassando o aumentando  le royalties su idrocarburi, acque, cave  e combustibili.

“Finora – dice il deputato Claudia La Rocca – la Sicilia è stata saccheggiata praticamente senza contropartita o con contropartite misere. Si pensi, ad esempio, all’attività di estrazione dalle cave, che finora ha prodotto zero entrate a fronte di ben 557 cave attive, o al pet-coke (una sorta di combustibile) per l’uso del quale finora non è stata prevista alcuna tassa o sanzione”.

Una mini rivoluzione è prevista dagli emendamenti a Cinque Stelle anche sul fronte acque minerali, la cui estrazione ha finora prodotto un attivo per la Regione di soli 900 mila euro, a fronte dei 2 milioni e mezzo previsti dagli emendamenti dei 5 Stelle.

L’emendamento presentato da La Rocca e dagli altri quattordici parlamentari stellati prevede infatti un aumento del canone relativo sia agli ettari utilizzati che all’acqua estratta, con sconti per chi imbottiglia in vetro o per chi pratica la politica del vuoto a rendere.

“Quest’ultimo – sottolinea Claudia La Rocca – è un aspetto importantissimo, se si pensa che in Italia l’acqua in bottiglie di plastica comporta l’uso di 365 mila tonnellate di PET, che comportano enormi  costi di smaltimento, considerando che in regioni come la nostra non esiste un sistema di riciclo dei rifiuti efficiente”.

E’ sul fronte degli idrocarburi, però, che si avrebbero i maggiori vantaggi dai correttivi alla Finanziaria. L’emendamento preparato in casa 5 Stelle prevede infatti il raddoppio delle royalties (che passerebbero dal 10 al 20 per cento) e l’eliminazione della franchigia.

Se dovesse arrivare il via libera, le entrare per la Sicilia in quest’ultimo ambito raddoppierebbero, passando dagli attuali quasi 19 milioni di euro a circa 38 milioni.

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MUOS: I deputati del M5S all’ARS sollecitano l’applicazione della revoca disattesa dagli americani

“Si fermino subito i lavori del Muos, come stabilito dalla Regione. Non si costringa la gente disperata a farsi giustizia da sé”. Intanto è stata scelta la rosa dei nomi che dovrebbero far parte della controcommissione che studierà l’impatto della struttura americana sulla salute.

Si fermino subito i lavori per il Muos e si ripristini immediatamente la legalità a Niscemi”. Il gruppo Parlamentare del Movimento Cinque Stelle all’ARS a muso duro contro  l’amministrazione americana, rea di non rispettare il decreto di revoca, emanato dalla Regione, delle autorizzazioni  per il completamento dell’impianto satellitare.

L’episodio di oggi – affermano i parlamentari  del Movimento – rappresenta una grave perdita di credibilità e sancisce la sconfitta della politica, che costringe cittadini disperati a farsi giustizia da sé”.

Tuttavia – proseguono i deputati – non bisogna aggiungere all’illegalità della prosecuzione dei lavori altra illegalità. Esortiamo i manifestanti ad abbandonare la base e Crocetta a pretendere il rispetto dei propri  provvedimenti”.

Sulla vicenda vigilano anche i deputati Cinque Stelle di Roma: Azzurra Cancelleri, Gianluca Rizzo, Claudia Mannino e Loredana Lupo assicurano che faranno di tutto  perché sul fronte Muos i riflettori rimangano sempre accesi.

Intanto proseguono i lavori per la costituzione della controcommissione sul Muos, studiata dal presidente della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino e dall’esperto in protezione delle radiazioni Massimo Zucchetti, per vigilare sulla correttezza delle rilevazioni sull’impatto delle parabole sulla salute dei cittadini.

Al varo della controcommissione si era pensato dopo che gli esperti proposti dalla Commissione Ambiente e dalla Regione erano stati esclusi dal pool di tecnici dell’Istituto superiore della Sanità, già al lavoro a Roma.

Questi gli esperti indicati, candidati a lavorare gomito a gomito col professore  Massimo Zucchetti:  Angelo Levis, università di Padova, uno dei massimi esperti nel settore delle radiazioni non ionizzanti; Ernesto Burgio, presidente dell’Ufficio scientifico dell’ISDE (International Society of Doctors for the Environment); Massimo Coraddu, fisico, esperto in radiazioni non ionizzanti, consulente del Comune di Niscemi; Maria Brai, professore ordinario di fisica, Università di Palermo; Fabio La Spina, fisico, esperto in campi elettromagnetici;  Gioacchino Genchi, chimico; Alberto Lombardo,  docente di statistica dell’Università di Palermo; Valerio Gennaro, epidemiologo dell’istituto tumori di Genova; Cirino Strano, medico epidemiologo.

Saremmo contenti  – afferma Trizzino – che anche la Regione contribuisse al lavoro della controcommissione, affiancando esperti di sua fiducia”.

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Invito all’assemblea pubblica “L’acqua è un bene di tutti” a Siculiana

Il Meetup Movimento 5 Stelle – Siculiana è lieto di invitarvi all’assemblea pubblica “L’acqua è un bene di tutti che si terrà domenica 21 aprile alle ore 15 nei locali del Centro Sociale di Siculiana.

L’assemblea è convocata per discutere delle problematiche legate alla gestione privata dell’acqua nella provincia di Agrigento. In particolare, i relatori affronteranno i temi dell’illegittimità di talune voci di bolletta (canone di depurazione) e del nuovo sistema tariffario (introdotto con delibera del commissario ad acta nel giugno 2012); della necessità e della modalità di fuoriuscita immediata dall’ATO Idrico e dal contratto (a tratti vessatorio) con la società privata di gestione del servizio Girgenti Acque s.p.a. Sarà anche trattata la responsabilità dei sindaci nella gestione dell’autorità d’ambito. Infine, l’intervento del deputato all’ARS Matteo Mangiacavallo ci darà contezza di come l’Assemblea Regionale e, più nel particolare, il gruppo parlamentare del M5S stanno operando sul fronte legislativo, affinché i problemi connessi ai servizi idrici siano una volta per tutte risolti e non facciano più apparire la Sicilia, specialmente la provincia d’Agrigento, la solita anomalia.

Nell’ambito della politica di trasparenza adottata dal Movimento, l’assemblea pubblica ci è sembrata un’ottima iniziativa tanto per consentire ai meetup di confrontarsi e definire una strategia unitaria quanto per mostrare alla cittadinanza il metodo e la validità della proposta politica del Movimento 5 Stelle. Fattori, questi, che debbono necessariamente assumere una grande importanza alla luce delle prossime elezioni amministrative e del comportamento del Movimento nella crisi politica nazionale in corso (che mette molti elettori in apprensione e vi instilla il dubbio).

Scopo finale dell’assemblea è la sottoscrizione di due documenti: uno, rivolto al gruppo parlamentare M5S dell’ARS, richiedente la ripubblicizzazione dei servizi idrici ed il superamento del sistema di concessione a società private; l’altro, rivolto al Presidente della Regione per la risoluzione del contratto con Girgenti Acque spa.

La sottoscrizione dei due documenti sarà una facoltà personale dei partecipanti e prescinderà dall’appartenenza ad uno specifico meetup, onde consentire anche alla cittadinanza intervenuta di esprimere la sua adesione ed il suo sostegno all’iniziativa.

Come raggiungere i locali del Centro Sociale.

Il Centro Sociale si trova a Siculiana in via Graceffo. Giunti in via Roma (il corso principale della città) all’altezza delle scuole e dell’ufficio postale, svoltare a destra (se si viene da Agrigento) o a sinistra (se si viene da Sciacca) e proseguire diritto. Dopo pochi metri, sulla vostra destra riconoscerete senz’altro la struttura.

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Reddito di dignità e microcredito. Possiamo dare ossigeno a imprese e famiglie

Trovati 110 milioni in bilancio per garantire un reddito a oltre 20 mila persone. Approvato in Commissione l’emendamento che rimpolpa il fondo prestiti alle aziende

Il gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle all’Ars prova a dare una spallata alla crisi con il finanziamento del reddito di dignità e con nuove risorse per il Fondo per il microcredito. I deputati 5 stelle hanno trovato tra le pieghe del bilancio quasi 110 milioni di euro che potrebbero consentire a oltre 20 mila disoccupati, precari e inoccupati di usufruire di un reddito mensile di circa 440 euro al mese, pari all’importo dell’assegno sociale minimo dell’Inps.

Sul fronte imprese, invece, è arrivato in commissione Attività produttive il via libera all’emendamento che dirotta i 3 milioni previsti per la comunicazione istituzionale al Fondo per il microcredito, inserito in Finanziaria per volontà del M5S e che già può contare su circa 350 mila euro, derivanti dalla restituzione di gran parte dello stipendio fatta da inizio legislatura dai parlamentari M5S.

La partita si sposta ora in Commissione Bilancio, prima, e in Aula poi, anche se i parlamentari del Movimento si dicono fiduciosi per un positivo esito della battaglia.

“Non pensiamo – afferma Giorgio Ciaccio, componente della commissione Bilancio – che qualcuno possa essere sordo alle richieste che arrivano giornalmente dalla società. Bisogna pensare anche agli ultimi, che purtroppo, oggi sono tantissimi. Anche loro devono avere mezzi minimi di sostentamento”.

I fondi per il reddito di dignità verrebbero reperiti con l’abrogazione di articoli già presenti in Finanziaria per per i cantieri scuola, per il reddito minimo di inserimento, dal rastrellamento di parecchie delle indennità accessorie previste per la Giunta regionale (spese per comunicazione, viaggi e consulenze) e per parecchi dirigenti di vario livello. Sette milioni arriverebbero anche dal taglio proposto ( in netto contrasto con le direttive del governo, che ha previsto un incremento degli organici) delle sedi di rappresentanza delle sedi di Roma e Bruxelles. Quest’ultimo taglio, da solo, potrebbe garantire un reddito mensile a oltre 1300 persone.

I beneficiari dell’assegno di dignità sarebbero disoccupati, inoccupati, precari che percepiscono un reddito che non determina la perdita dello status di disoccupati e lavoratori in aspettativa non retribuita per gravi e documentate ragioni familiari. Per accedere al fondo sono previsti la residenza in Sicilia da almeno 12 mesi, l’iscrizione alle liste di collocamento, un reddito imponibile pari od inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale determinato dall’Inps e non avere maturato i requisti per la pensione.

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