L’acqua dei petrolieri

“Il MoVimento 5 Stelle inizia un percorso partecipato per una legge speciale a tutela delle risorse idriche e contro l’inquinamento di acqua, aria e terra. I petrolieri e i loro amici politici perforano fino a 7 km di profondità. Usano sostanze chimiche, spappolano la roccia di scisto e con essa la serenità di intere comunità. Perforano senza alcun limite e controllo, vicino a ospedali, corsi d’acqua, aree di ricarica dei bacini idrici e sorgenti, centri abitati, lungo le faglie sismiche o nelle aree coltivate. Sceglie Scaroni, decide Passera, permette Clini, promulga Romani, conferma Zanonato e il cittadino subisce senza essere ascoltato o risarcito. È tempo di una legge speciale che abolisca le royalties in ambito petrolifero (sono l’obolo di distrazione di massa), e che fermi gli effetti che l’attività estrattiva provoca su aria, suolo, sottosuolo. Il cammino verso questa proposta di legge partecipata vedrà insieme esperti, Comitati di cittadini e portavoce nelle Istituzioni. Si inizia mercoledì 26 giugno alle 9.30 alla Sala Tatarella della Camera dei Deputati. Si confronteranno i portavoce M5S Vito Petrocelli e Mirella Liuzzi, la professoressa Maria Rita d’ Orsogna (California State University), il professor Franco Ortolani (Università di Napoli), il professor Massimo Civita (Politecnico di Torino), la professoressa Albina Collella (Università della Basilicata), il professor Enzo di Salvatore (Università di Teramo), Luca Pardi presidente di ASPO-Italia, Felice Santarcangelo e Giuseppe Macellaro dei Comitati No Scorie Trisaia e No Triv e Giulio Melegari e Gianni Franzoni, tecnici del petrolio ed ex dipendenti Eni.” M5S Camera e Senato

Fonte: beppegrillo.it

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Isole ecologiche, in Sicilia un fallimento. Il 70% è out. Interrogazione M5S

Deludente anche la riuscita dei centri comunali di raccolta. Per cercare di conoscere le intenzioni del governo regionale e lo stato degli impianti nell’isola i parlamentari del Movimento hanno presentato un’ interrogazione. Fatta pure una richiesta di accesso agli atti.

Angela Foti

Un fallimento, o quasi. Il 70% delle isole ecologiche per la raccolta differenziata realizzate in Sicilia non è in funzione. Poco più fortunata la sorte dei centri comunali di raccolta, dei quali “solo” il 35% è fermo.

La mappa che fotografa l’impiantistica della Regione siciliana, realizzata dal Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti, è impietosa e racconta di un sistema di trattamento rifiuti in Sicilia scadente.

Delle 259 isole ecologiche esistenti, infatti, ben 183 sono out, mentre solo 63 dei 98 centri comunali di raccolta siciliani sono in attività.

Dati per nulla incoraggianti, che hanno indotto il Movimento Cinque Stelle a capirci di più con una interrogazione rivolta al Presidente della Regione e all’assessore all’Energia, che vede tra le prime firmatarie le deputate Claudia La Rocca e Angela Foti.

Ai rappresentanti del governo regionale i parlamentari chiedono il perché del mancato funzionamento degli impianti e se è in programma la loro attivazione. I Parlamentari chiedono inoltre di sapere quali misure il governo stia portando avanti per prevenire la produzione dei rifiuti ed innalzare il livello di raccolta differenziata, che vede la Sicilia ancora agli ultimi posti in Italia con una percentuale pro capite annua del 9,4 per cento, a fronte della media nazionale del 35,5 per cento.

Dal governo La Rocca, Foti e gli altri 12 parlamentari a sala d’Ercole vogliono sapere anche se sono stati predisposti interventi per affrontare le problematiche legate al riutilizzo dei rifiuti e lo stato d’attuazione del programma per l’incremento del sistema impiantistico destinato alla frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti.

Per raccogliere altri dati in merito alla gestione dei rifiuti in Sicilia i parlamentari siciliani del Movimento hanno fatto anche una richiesta di accesso agli atti all’assessorato all’Energia per avere l’elenco completo degli impianti per il recupero e trattamento dei rifiuti pubblici e privati.

“I rifiuti – afferma Claudia La Rocca – sono una risorsa, sono oro, e solo quando lo capiremo la Sicilia farà sul serio un passo avanti. Qui non si parla soltanto di tutela dell’ambiente e della salute, già comunque importanti, si parla di economia reale, di lavoro. L’Europa ci chiede il rispetto di una precisa gerarchia nella gestione dei rifiuti e ricordo che ai primi 3 posti sono previsti la prevenzione, il riutilizzo ed il riciclo”.

“Il 90 per cento dei rifiuti prodotti in Sicilia – aggiunge Angela Foti – oggi finisce in discarica con un danno enorme per l’economia e per  l’ambiente. Un terzo di questi sono definiti frazione organica e andrebbero a compostaggio (il processo biologico/aerobico che porta alla produzione di una miscela di sostanze umidificate, il compost) se non fosse che l’impiantistica in Sicilia è sottodimensionata o inutilizzata”.

“Questa situazione – continua Foti – è inaccettabile, a maggior ragione se si è consapevoli del fatto che a pesare, puzzare e rendere inservibili tutti gli altri materiali è proprio ” l’umido” che finisce nel sacchetto e comporta costosi pretrattamenti. Il rimedio è sbloccare immediatamente i centri di compostaggio il cui iter autorizzativo è fermo in assessorato da mesi. E’ fondamentale, poi,  incentivare e promuovere il compostaggio domestico, possibilmente predisponendo un albo dei compostatori con delibera comunale, specialmente nei piccoli comuni e in tutte le zone rurali. Il fertilizzante naturale ottenuto  sarebbe utilissimo per il crescente ritorno all’agricoltura biologica”.

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La corruzione travolge la Regione siciliana

Bruxelles taglia dirigenti immobili

di Carlo Alberto Tregua

Gli scandali della Formazione e del Turismo sono finalmente emersi, dopo dieci anni di inchieste serrate che abbiamo sviluppato senza guardare in faccia a nessuno. Il vaso di Pandora è stato scoperchiato e il verminaio è venuto alla luce, perché non c’è fumo senza arrosto, nonostante i tentativi di giustificazione e le smentite dei presunti colpevoli. Tutti hanno utilizzato le risorse pubbliche: deputati, dirigenti, imprenditori, senza limiti e senza vergogna.
Saranno individuate le responsabilità penali, ma non è questo che importa ai siciliani. Importa individuare le responsabilità di assessori e dirigenti regionali che hanno consentito questi comportamenti e i relativi reati, eventualmente appurati. La responsabilità di assessori e dirigenti è evidente quando si guarda l’altra questione che ha ridotto in miseria la Sicilia: la mancata utilizzazione dei fondi europei.
Ciò è accaduto, in primo luogo, per l’incuria e l’incapacità degli stessi; in secondo luogo, perché le Giunte regionali di Cuffaro e Lombardo non avevano risorse per co-finanziare i progetti cantierabili e non hanno effettuato i doverosi controlli.

Ma a questa analisi manca la parte finale: la Giunta Crocetta non ha insediato una Commissione d’inchiesta indipendente, composta da persone di alta levatura morale, per portare alla luce dell’opinione pubblica i responsabili, ripetiamo, non dei reati penali, che hanno creato i disastri: Formazione e Turismo e mancata spesa dei fondi Ue.
Cosicché Bruxelles comincia a tagliare i rimborsi, a cominciare dai 60 milioni di euro di fondi per i grandi eventi. Nessuno venga a dire che le difficoltà risiedono nei regolamenti comunitari complessi, perché vi sono state Regioni che li hanno utilizzati fino all’ultimo euro.
C’è un ulteriore rilievo da fare: giornali e televisioni regionali non si sono occupati di questi gravissimi fatti se non quando la Magistratura ha aperto le inchieste, mentre erano a tutti noti il marasma, il disservizio e la corruzione presenti alla Regione.
Crocetta ha fatto un turn over di dirigenti, spostandoli dalla vecchia alla nuova posizione, ma non ha messo nessuno di essi sotto inchiesta amministrativa.

Si dice che la criminalità organizzata abbia una grave responsabilità nella corruzione della Regione e dei Comuni, nonché di altri Enti. Questo fatto è stato ben delineato dalla Corte dei Conti. E così sarà nel prossimo Giudizio di parificazione che essa presenterà in Sicilia venerdì prossimo.
E’ inutile continuare a pensare alla mafia con la coppola, perché non esiste più. Oggi agisce mediante professionisti e imprenditori apparentemente incensurati che entrano in combutta con i dirigenti pubblici di vario livello. è inutile nasconderlo, se questi ultimi fossero integerrimi, la corruzione nella Pubblica amministrazione non potrebbe attecchire.
Fra le sirene della corruzione ora sono state inserite anche le escort, presenti un po’ ovunque, persino nel regno di Matteo Renzi, vale a dire il Municipio di Firenze.
Occorre pulizia, netta e radicale. Crocetta risulta essere persona onesta e, dunque, non può esimersi dall’impugnare la frusta e andare fino in fondo per fare pulizia. Egli sa che la corruzione è anche sostenuta dalla lentezza delle procedure che obbligano i richiedenti a cercare scorciatoie.

Il presidente della Regione deve capire se i fascicoli rimangono sui tavoli di dirigenti e dipendenti più del tempo necessario. Lo può appurare soltanto se i fascicoli sono totalmente digitalizzati e se può verificarne l’andamento attraverso una traccia che indichi giorno e ora dei loro spostamenti, nonché l’intervento dei dirigenti e dei dipendenti. Il controllo è essenziale e va affidato a persone integerrime, possibilmente esterne all’amministrazione.
Sappiamo che in Regione la situazione è magmatica, volutamente per evitare che la trasparenza vinca. Ma senza l’inserimento dei quattro valori fondamentali di una Comunità, merito, responsabilità, crescita e solidarietà, la Sicilia è destinata a competere col Terzo Mondo.
L’Etna è diventata Patrimonio Unesco dell’Umanità, ma su questo ci torneremo. Ora ci preme sapere dal presidente della Regione se intenda utilizzare questo importantissimo riconoscimento per attirare in Sicilia almeno 5 milioni di turisti, e come intenda farlo.

Articolo pubblicato il 25 giugno 2013

Fonte: qds.it

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M5S Sicilia irremovibile sulla gestione pubblica dell’acqua: non sosterrà ddl contro l’esito del referendum

Il gruppo Parlamentare del Movimento 5 Stelle ribadisce fermezza nel difendere la gestione pubblica dell’acqua, anche nel rispetto della volontà popolare espressa con il referendum del giugno del 2011.

Giampiero Trizzino, Valentina Palmeri, Matteo Mangiacavallo

Giampiero Trizzino: “Cinque mesi di lavoro della sotto-commissione sul servizio idrico non possono essere cancellati con un colpo di spugna. A gennaio abbiamo scelto il disegno di legge di iniziativa popolare sull’acqua pubblica. La commissione Ambiente ha lavorato alacremente per conoscere la situazione siciliana, ascoltando i soggetti gestori e i comitati. L’ultimo giorno utile per il deposito degli emendamenti, il governo Crocetta, anziché presentare modifiche al testo di iniziativa popolare, ha presentato un nuovo disegno di legge. Ci rendiamo conto della delicatezza della materia e del fatto che il governo voglia partecipare attivamente al processo di riforma, ma in questo modo si tagliano fette di potere all’organo legislativo”.

Valentina Palmeri: “In qualità di presidente della sottocommissione ho proceduto all’audizione dei commissari liquidatori degli Ato di tutta la regione, dei vari enti che hanno in mano attualmente la gestione dell’acqua, come Amap, Siciliacque, EAS, di alcuni rappresentanti del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, di esperti del settore ecc. Abbiamo verificato che la gestione privata dell’acqua è stata fallimentare, molti comuni non hanno provveduto a consegnare gli impianti idrici all’ATO, gestendo con molte difficoltà le acque autonomamente. La maggior parte dei gestori privati non ha adempiuto agli obblighi contrattuali, le multigestioni sono disastrose, il prezzo dell’acqua all’ingrosso di Siciliacque e’ sovraccaricato e quindi incide pesantemente sulle tariffe. Ci sono sprechi enormi e inquinamento nel comparto agricolo e industriale, tecnologie obsolete e infrastrutture incomplete e mancanza di visione d’insieme. Ci siamo battuti da sempre e, alla luce di tutti gli elementi raccolti, ci batteremo per una gestione pubblica e basata sul principio del risparmio, della partecipazione dei cittadini e della solidarietà tra i diversi territori”.

Matteo Mangiacavallo: “Noi del M5S proveniamo da anni di lotta per l’acqua bene comune a fianco del Forum italiano dei Movimenti per l’acqua e non intendiamo buttarli al vento adesso. Non sosterremo alcun DDL che vada contro l’esito referendario che attende da ben due anni d’essere ancora rispettato. Le convenzioni con gli attuali gestori privati devono essere rescisse e non deve in alcun modo essere prevista la gestione con società di capitali. Su queste basi possiamo cominciare a parlare di gestione pubblica dell’acqua senza offendere l’intelligenza dei cittadini siciliani”.

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Il M5S regionale presenta mozione per l’ospedale di Ribera

Il portavoce regionale del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo: “Il governo deve mantenere i 118 posti letto”

Il 12 Giugno, il portavoce regionale Matteo Mangiacavallo (M5S) – insieme a tutto il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’ARS – ha presentato una mozione per l’ospedale di Ribera a seguito delle segnalazioni di numerosi operatori sanitari e medici che lavorano nel nostro nosocomio, i quali, attraverso Ribera 5 Stelle, si sono potuti rivolgere al deputato agrigentino. I reparti della struttura versano in una situazione di sofferenza che non può più essere ignorata, come hanno dimostrato le testimonianze degli addetti ai lavori, nonostante le innumerevoli promesse (nel recente passato) dei dirigenti e della politica che per anni hanno governato in regione e nonostante il silenzio e gli inviti alla calma da parte di alcuni politici Riberesi (negli ultimi due mesi), stranamente coincidenti con l’entrata in scena della fondazione “Maugeri” e del suo polo riabilitativo.

Con questa mozione si vuole impegnare il governo al mantenimento dei 118 posti letto complessivi indicati dal decreto assessoriale 0745 del 2010 affinché vengano garantiti i livelli essenziali di assistenza (i cosiddetti LEA). L’ospedale di Ribera è il primo punto di riferimento, oltre che ai comuni del distretto di Ribera, dei comuni della zona pedemontana (Cianciana, Bivona, Alessandria della Rocca, Santo Stefano di Quisquina ecc.). Il Movimento 5 stelle continuerà ad impegnarsi finchè il governo non si farà carico di questa direttiva e mantenga gli impegni presi dall’Assessorato Regionale Sanità.

Ribera 5 Stelle

Francesco Zambuto
Antonio Zagra
Roberto Lino

 Fonte: ripost.it

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Istituto Toscanini: successo di partecipazione all’assemblea di sabato scorso

Successo di partecipazione all’Assemblea plenaria svoltasi sabato scorso alle 17,30 presso la Sala Diplomi dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Toscanini” con sede a Ribera (Agrigento). Di fronte ad un numeroso pubblico formato da studenti e loro familiari provenienti da tutta la provincia di Agrigento, docenti, Consiglieri comunali di vari centri (Ribera, Burgio, Ravanusa, Sciacca), sono intervenuti il Sindaco di Ribera Carmelo Pace, il Senatore Giuseppe Ruvolo, il Deputato della Repubblica on.le Maria Iacono, i Deputati della Regione Siciliana Totò Cascio, Enzo Fontana e Matteo Mangiacavallo.

Hanno partecipato altresì il Segretario provinciale CGIL Gaetano Bonvissuto, il dott. Nenè Mangiacavallo, riberese già Deputato nazionale e Sottosegretetario di Stato, attualmente Commissario straordinario all’Ospedale San Raffaele “Giglio” di Cefalù (Palermo), l’Associazione Politico Culturale “Libera Sciacca”. Hanno portato il saluto all’Assemblea il Senatore Giuseppe Marinello, il Deputato nazionale on.le Tonino Moscatt, i Deputati regionali on.li Michele Cimino, Margherita La Rocca Ruvolo,Salvo Lo Giudice e Giovanni Panepinto, il Segretario Provinciale del “Movimento Megafono Lista Crocetta” Gaetano Montalbano, i Segretari Nazionali dei Sindacati UIL RUA ed UNAMS. Oggetto di dibattito l’improvvisa sospensione da maggio scorso del finanziamento al Toscanini da parte dell’Ente istitutore Provincia Regionale di Agrigento e conseguenze sull’erogazione della pubblica offerta di alta formazione musicale.

Il Direttore prof. Claudio Montesano, dopo aver salutato e ringraziato gli intervenuti, ha stigmatizzato l’assenza del Direttore Generale e del Direttore del Settore Ragioneria dell’Ente principale: “Li avevamo doverosamente invitati – ha affermato il Direttore Montesano incaricato dal Ministro dell’Università e Ricerca – per un sereno confronto sulle motivazioni della loro decisione di sospendere il finanziamento all’Ente strumentale Conservatorio Toscanini, certamente avallata dal Presidente della Provincia uscente D’Orsi. Invece prendiamo atto dell’ ingiustificata assenza e del mancato riscontro alle nostre richieste ufficiali di chiarimento. Supponiamo che abbiano deciso così per mancanza di liquidità dovuta ai tagli statali e regionali ma dissentiamo sul metodo e nel merito, atteso che poi a fine maggio hanno sbloccato più di 500 mila euro per indennità di posizione ai dirigenti, provvedimento rinviabile per senso di responsabilità istituzionale. Il Conservatorio di Musica parastatale Toscanini è parte integrante della Provincia Regionale di Agrigento, falso farlo apparire come un Ente estraneo, quindi il finanziamento di questo Ente strumentale non è di tipologia contributiva rientra tra le “spese correnti” dell’Ente principale: era doveroso adottare diverse misure per evitare il dissesto come ad esempio rinviare le suddette indennità, straordinari o diminuire gli stipendi a tutti i dipendenti gravando di più sui vertici, compreso me, in attesa che la Regione Siciliana provvedesse ad integrare le risorse necessarie a ristabilire equilibrio finanziario.

A questo punto confidiamo nella serietà istituzionale del Commissario straordinario esortandolo ad intervenire tempestivamente per sanare l’anomalia ed evitare l’avvio del contenzioso. Nel frattempo la prossima settimana presenteremo, quale atto dovuto, diffida all’Ente istitutore.” Deputati e Sindacati hanno condiviso pienamente la critica del Direttore Montesano atteso che la Convenzione di finanziamento costituisce un’obbligazione per l’Ente istitutore, fino alla statizzazione del Toscanini, da cui non si può prescindere: occorreva procedere diversamente. Ingiustificato anche il taglio unilaterale di 91 mila euro del 2012 deciso dall’amministrazione attiva che ha ritardato la nomina dei docenti supplenti di due mesi a danno degli studenti. In particolare l’on.le Iacono ha informato l’assemblea sulla presentazione del Disegno di Legge n.888 per la statizzazione dei 20 Conservatori parastatali come il Toscanini, l’on.le Moscatt sull’intervento parlamentare a sostegno del Ddl presso il Presidente della VIIa Commissione Istruzione della Camera Galan, il Senatore Ruvolo sul proprio impegno a sottoscrivere il Ddl anche al Senato per darne un taglio bipartisan.

I Deputati Regionali Totò Cascio, Enzo Fontana e Matteo Mangiacavallo hanno tuttavia sottolineato l’esigenza di presentare subito un Disegno di Legge Regionale di finanziamento transitorio, nelle more della statizzazione che avrà un lungo iter parlamentare, in cui nell’immediato la Regione Siciliana avrà un ruolo determinante per il salvataggio dei Conservatori parastatali di Ribera, Catania e Caltanissetta: in pratica il progetto di Legge prevede il subentro della Regione Siciliana alla prossima cessazione delle Provincie per provvedere al finanziamento diretto dei predetti Istituti con un procedimento di compensazione, quindi senza maggiore pubblica spesa. Nel frattempo occorre ripristinare il finanziamento al Toscanini e tutti si sono impegnati a sollecitare in tal senso il Commissario straordinario che lunedì subentrerà al governo della Provincia di Agrigento.

ISTITUTO SUPERIORE DI STUDI MUSICALI “Arturo Toscanini”

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Il gruppo M5S all’Ars sullo scandalo alla Regione

I politici coinvolti si autosospendano, è questione di etica

I politici coinvolti nel nuovo scandalo alla Regione facciano un passo indietro e si autosospendano. È un atto etico dovuto per restituire dignità alle Istituzioni”.

Il gruppo del Movimento Cinque Stelle all’Ars commenta duramente i provvedimenti della magistratura, emessi nell’ambito cosiddetto “sistema Giacchetto”, che registra numerosi indagati e l’emissione di alcuni provvedimenti di custodia cautelare.

Restando fermo il fatto che la legge debba fare il suo corso – affermano i deputati M5S – ci sembra doveroso che anche chi è semplicemente indagato si faccia momentaneamente da parte”.

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Caso Gela, Trizzino: “I controlli degli organi preposti quasi assenti, l’Arpa denuncia carenza di personale”

Il presidente della commissione Ambiente dell’Ars, in terra nissena per l’audizione sullo sversamento in mare: “L’Eni dichiara di avere proceduto al risanamento. Attendiamo l’esito dei controlli di Arpa, Asp e Capitaneria. Il problema non è questo, ma 23 anni di crisi ambientale“.  Valentina Palmeri: “I fatti incresciosi vanno denunciati e fa bene la Lipu a farlo”. Angela Foti: “Grande partecipazione della gente. E’ la prova del mutamento culturale in atto”.

A  Gela la vigilanza sull’impianto dell’Eni sarebbe ridotta al minimo. “Sono stati lo stesso sindaco e l’Arpa ad ammetterlo nel corso dell’Audizione di oggi”, afferma il presidente della commissione Ambiente dell’Ars, Giampiero Trizzino, oggi in trasferta in terra nissena con la commissione per ascoltare l’azienda, le associazioni ambientaliste e le istituzioni sul caso dello sversamento in mare di greggio  dal petrolchimico.

Gli onorevoli Arancio e Federico – dice Trizzino – mi hanno accusato di creare sfiducia nelle istituzioni, ma come faccio a fidarmi se sono le stesse istituzioni a dichiararsi inaffidabili, ammettendo candidamente la quasi totale assenza di controlli.  Il problema non è lo sversamento di qualche giorno fa, ma quello che è stato fatto negli ultimi 23 anni, da quando, cioè, la zona è stata dichiarata a rischio ambientale dal Ministero prima e dalla Regione poi. Per quanto riguarda, poi,  le operazioni fatte dopo l’ultimo incidente, possiamo solo parlare di messa in sicurezza, primi  interventi  di recupero, ma non di bonifica, che è ben altra cosa”.

Torneremo a Gela  – aggiunge Trizzino – e in quell’occasione vorremo avere conto di cosa è stato fatto con i 40 miliardi di lire e gli 8 milioni di euro stanziati per il piano di risanamento,  per il quale è stato pure costituito un ufficio speciale che ha chiuso i battenti il 31 dicembre scorso”.

Denunciare i fatti, come bene ha fatto la Lipu –   afferma  la deputata 5 Stelle Valentina Palmeri – non è fare allarmismo, la ricerca di verità significa vero amore per il territorio. Vogliamo sapere cosa è successo e  quali sostanze chimiche sono state usate per rimediare al danno. Abbiamo anche chiesto di farci avere i dati sull’incidenza delle malformazioni nella zona”.

L’audizione di oggi ha visto la presenza di tantissimi cittadini.

E’ la prova – dice la deputata 5 Stelle Angela Foti  – del mutamento culturale in atto. La gente ora partecipa, vuole essere informata ed entrare anche nella programmazione degli interventi. Noi faremo di tutto per non lasciarla sola. E’ per questo che torneremo a Gela al più presto”.

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Online il quarto numero di Cittadini5stARS: il modello Sicilia per una Sicilia modello

Fatti, non parole. Pragmatismo al potere all’Assemblea regionale siciliana, dove tace il gossip e parlano, anzi urlano, gli atti parlamentari. Ddl, interrogazioni e interpellanze continuano dopo la sbornia della Finanziaria, che ha visto assestare ai “novizi” a 5 Stelle colpi perfino più numerosi ed importanti dei più “navigati” parlamentari degli altri partiti. Un’azione di squadra a tutto campo che comincia a passare anche lo Stretto, per manovre “avvolgenti” che coinvolgono pure i parlamentari a 5 Stelle di Roma.

E ‘ il caso, ad esempio, della battaglia per portare al cantiere navale di Palermo la carcassa della Costa Concordia, che sembrava ormai destinata a far rotta verso Piombino. Un ordine del giorno targato M5S, approvato al Senato, ha invece, ha rimescolato le carte e impegnato il governo nazionale a valutare con grande attenzione la destinazione da far prendere alla nave. Risalgono quindi, le azioni di Palermo, una delle strutture più idonee a lavorare sulla Concordia, anche se, forse, non per la totale rottamazione. La battaglia è iniziata, e si prevede senza esclusione di colpi. I prossimi saranno targati ancora 5 Stelle: a palazzo Madama, entro la fine del mese, una interpellanza dei senatori del Movimento riaccenderà nuovamente i riflettori sulla Concordia e sui cantieri di Palermo, mentre attende la calendarizzazione la mozione presentata all’Ars da Tancredi e dagli altri 13 cittadini a Palazzo dei Normanni.

Per il resto una frenetica attività sul fronte dell’energia, del demanio marittimo, dell’ eolico, dell’acqua, della sanità, della scuola. E’ questo il vero modello Sicilia, quello che prova, in nome della concretezza, a disegnare una Sicilia modello. E che questo giornale prova a raccontarvi.

Scarica il quarto numero di Cittadini5stARS!

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Canoni concessione del demanio marittimo. Mozione M5S all’Ars per revocare il decreto

Presentato all’Ars l’atto che mira ad impegnare il governo alla retromarcia e ad adottare ogni misura affinché le concessioni tengano conto del rispetto dell’ambiente e della proporzionalità tra lo spazio occupato dagli stabilimenti e quello di libera fruizione.
Cancelleri: “Non si può affossare un settore che invece va rilanciato”.

No al decreto che aumenta del seicento per cento i canoni per la concessione del demanio marittimo”.

Per sbarrare la strada all’atto, il Movimento 5 stelle ha presentato una mozione all’Ars.

Il ritiro del decreto – afferma il capogruppo Giancarlo Cancelleri, primo firmatario della mozione – è un atto semplice, ma doveroso. Non si può affossare un settore che ha invece bisogno di aiuto. Nelle prossime settimane avvieremo un tavolo tecnico con gli operatori del settore per rivedere la legge regionale”. “È insensato – afferma il deputato M5S, Angela Foti – fare un provvedimento del genere senza tenere in considerazione le parti in causa. Si faccia una legge organica che tenga conto delle peculiarità devi vari soggetti coinvolti, ai quali lo stesso assessore Lo Bello ha fatto riferimento nel corso del suo intervento in aula di qualche giorno fa. Il decreto, tra l’altro, arriva nel momento sbagliato, quando le imprese sono già boccheggianti per la crisi”.

Il provvedimento governativo, secondo la mozione, rischierebbe di cancellare centinaia di micro e piccole aziende e posti di lavoro, spazzando via un’offerta turistica di qualità che non riguarda solo stabilimenti balneari, ma anche alberghi, ristoranti, campeggi, e tante altre realtà imprenditoriali.

Secondo una tabella riportata nella mozione i canoni applicati in Sicilia sono perfettamente in linea con quelli nazionali.

Nel rispetto dei principi del Movimento, la mozione mira a salvaguardare l’ambiente, impegnando il governo “ad adottare ogni utile iniziativa affinché la disciplina delle concessioni tenga conto dei principi di tutela ambientale e paesaggistica, anche in considerazione del rispetto della proporzionalità tra spazio liberamente fruibile e spazio utilizzato dagli stabilimenti balneari, nonché del rispetto delle norme sulla concorrenza, così come stabilito dalla direttiva Bolkenstein”.

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