I liberi consorzi dei Comuni saranno nove, non di più. I livelli occupazionali non saranno scalfiti.

A Caltanissetta i capigruppo di PD, PDL e UDC insieme a M5S per fare il punto sulla riforma delle Province.

Caltanissetta, 26 luglio 2013 – “I liberi consorzi saranno nove, e saranno aderenti agli attuali assetti di contiguità territoriale tra i capoluoghi ed i relativi comuni. Fuori discussione la creazione di consorzi quali quello di Gela, Messina o ancora di atri carrozzoni“. Così’ il capogruppo all’Ars, Giancarlo Cancelleri, in occasione del dibattito sulla riforma dell’abolizione delle province, tenutosi poche ore fa a Caltanissetta.

Al dibattito hanno preso parte anche il capogruppo dell’Udc Firetto, quello del Pd, Gucciardi e quello del Pdl, D’Asero. “I sindaci – ha aggiunto Cancelleri – sono l’avamposto di quello che deve diventare una bella e nuova realtà. Saranno infatti chiamati a rappresentare le istanze dei propri territori, dialogando quotidianamente con gli amministratori ed i cittadini di un’area che conoscono già, potendo però intervenire direttamente. È una riforma che fa paura – ha proseguito il capogruppo M5S – ma apre una stagione di discussione e confronto che fa solo bene. Non ci devono spaventare i cambiamenti. A livello nazionale stanno cominciando a svuotare di competenze le Province alla luce di una riforma costituzionale ben più netta di quella che parte dal nostro Parlamento“.

Sul fronte personale i 4 deputati hanno insistito sul fatto che le competenze delle Province nelle Province sono una risorsa da mantenere: morale i livelli occupazionali non subiranno flessione. “Forse la nostra riforma – ha aggiunto Cancelleri – cade in un momento sfortunato, dato che mancano all’appello oltre 110 milioni di trasferimenti da parte dello Stato, trasferimenti che poco hanno a che fare con la nostra riforma, ma per i quali chiediamo al presidente Crocetta di andare a Roma a reclamare tali somme”.

Il confronto tra le forze politiche, e quindi iniziative come quella odierna ed ancor di più il confronto in Parlamento – ha dichiarato il deputato M5S Salvatore Siragusa – sono sicuramente il metodo migliore per raggiungere l’obiettivo di una riforma dell’ente di area vasta che sia realmente funzionale ed al servizio dei cittadini“.

Share

Greenways, deputati 5 stelle al lavoro per salvare il progetto

Fermi nei cassetti della Regione 17 progetti. I parlamentari 5 stelle studiano soluzioni per sollecitare l’azione dell’assessore alle Infrastrutture. “Si può creare un indotto di 120 milioni di euro l’anno coinvolgendo 13 milioni di utenti”. Zafarana – La Rocca: “A rischio 17 milioni di finanziamenti europei”.

A rischio i 17 milioni di euro per le Greenways.

Le somme previste dal piano operativo del fondo europeo per lo sviluppo regionale per il periodo 2007/2013 sono ormai appese ad un filo.

Gli stanziamenti sarebbero serviti a finanziare la creazione di percorsi naturalistici o piste ciclabili recuperati dalla riconversione di ferrovie dismesse e abbandonate. Un tracciato non indifferente, che in Sicilia avrebbe potuto distendersi per circa 1.000 km.

Nei cassetti della Regione sono fermi 17 progetti che avrebbero potuto ricoprire un quinto del tracciato totale (200 km) e che ad oggi rischiano di diventare carta straccia.

Per cercare di evitarlo i deputati M5S all’Ars Valentina Zafarana e Claudia La Rocca stanno studiando le possibili soluzioni per sollecitare l’azione dell’assessore alle Infrastrutture Nino Bartolotta, col quale si sono già incontrate. Un nuovo incontro è in programma la prossima settimana.

Dobbiamo continuare a puntare – afferma Claudia La Rocca – sul turismo sostenibile. Secondo l’analisi condotta nel 2004, relativamente al potenziale della presenza di Greenways in Sicilia, si rileva che si creerebbe un indotto di 120 milioni di euro annui, ovvero 40 mila €/km. Riteniamo che dovremmo puntare su un turismo sano e di qualità, prima di pensare alla realizzazione di casinò”.

Intendiamo sollecitare l’azione degli assessori Bartolotta e Stancheris – sostiene Valentina Zafarana – perché prendano in considerazione quelle che sono le varie prospettive del turismo, anche nel senso della valorizzazione della mobilità dolce. Si stima che l’offerta di nuovi percorsi naturalistici da percorrere in bici o a piedi coinvolgerebbe oltre 13 milioni di utenti all’anno. All’interno di una progettazione sistematica e di lungo periodo, l’obiettivo del Movimento 5 Stelle è quello di permettere a siciliani e non di poter passare da un capo all’altro della Sicilia in bici”.

 

Share

Ddl all’Ars: “Vaccini solo per scelta consapevole”. Ferreri: “Si evitano rischi inutili e si risparmia”

Il progetto di legge del Movimento Cinque Stelle. Numerosi studi mettono in correlazione le inoculazioni obbligatorie per le età evolutiva con gravi malattie. Somministrazioni attualmente imposte solo in due paesi europei oltre all’Italia.

Stop ai vaccini obbligatori per l’età evolutiva. Lo prevede un disegno di legge presentato all’Ars dal Movimento Cinque Stelle. L’atto parlamentare mira ad ottenere inoculazioni consapevoli ed informate effettuate solo su richiesta.

La scomparsa di malattie, quali il vaiolo, la poliomielite, la difterite e altre malattie infettive e l’alto livello di copertura raggiunto nella Regione – afferma Vanessa Ferreri, prima firmataria del ddl – permette oggi di pensare in ad una somministrazione diversa dei vaccini, cosa che farebbe risparmiare la Regione e, soprattutto, eviterebbe ai cittadini di correre inutili rischi, visto che importanti studi ravvisano un collegamento tra la somministrazione di vaccini in età neonatale e gravi malattie, quali patologie autoimmuni, allergie e morti improvvise in culla”.

Lo stop all’obbligatorietà permetterebbe anche un risparmio notevole per le casse dello Stato, visto che le vaccinazioni informate sarebbero molto meno di quelle attuali e perché attualmente i vaccini disponibili in commercio sono quasi esclusivamente, di tipo esavalente, cioè per la copertura contro sei patologie a fronte delle quattro per le quali oggi è prevista la vaccinazione obbligatoria (difterite, tetano, poliomielite, epatite virale di tipo B)

La vaccinazione – sostiene Vanessa Ferreri – dovrebbe essere effettuata con una scelta consapevole, col consenso dei genitori ampiamente informati sui tipi di vaccini da inoculare ai propri figli, sulla composizione molecolare e sulle percentuali di rischio connesse”.

Lo stop alla vaccinazione obbligatoria avvicinerebbe la Sicilia a gran parte degli stati europei dove l’inoculazione dei vaccini viene effettuata solo su base volontaria.

Solo in Francia e Belgio – dice Ferreri – attualmente ne è prevista l’obbligatorietà”.

All’indomani dell’eventuale entrata in vigore della legge il progetto prevede l’istituzione di un comitato tecnico scientifico che elabori periodicamente un documento di monitoraggio sull’andamento delle vaccinazioni in Sicilia al fine di garantire la tutela della salute pubblica”.

Share

Cordoni ombelicali inutilizzabili a Sciacca. Mangiacavallo: “Situazione nota, tirata fuori ad arte”

Matteo Mangiacavallo, deputato del Movimento 5 Stelle all’Ars, scende a fianco della banca cordonale di Sciacca, finita in questi giorni nell’occhio del ciclone per la notizia “nota, ma fatta circolare ad arte” dei 20 mila cordoni ombelicali inutilizzabili perché conservati male.

La cosa è nota da tempo – afferma il deputato – mi chiedo perché sia venuta fuori solo ora. Evidentemente ci sono interessi dietro che rischiano solo di screditare una struttura che oggi, invece, funziona benissimo”.

La notizia del cattivo stato di conservazione infatti risalirebbe addirittura al 2008.

Se è vero – si chiede il deputato – quanto dichiarato dal dottor Attilio Mele in seguito ad una ispezione, che le sacche conservate nella banca del sangue cordonale non sono idonee neanche all’uso di ricerca e che dunque devono essere eliminate, mi chiedo come mai lo stesso non abbia rilevato questo problema durante l’ispezione del 2008, durante i due anni in cui era stato commissario ad acta della banca, oppure nell’ispezione del luglio del 2012, in seguito alla quale era stato imposto il trasferimento nella nuova area di stoccaggio”.

In tutte quelle occasioni – continua Mangiacavallo – Mele avrebbe potuto e dovuto osservare le condizioni delle unità in modo da ridurre i costi di consumo di azoto che occorre per la loro conservazione ed eventualmente evitare il trasferimento nella nuova area di stoccaggio, costata alla sanità siciliana 9 milioni di euro”.

Share

“Acqua pubblica senza se e senza SpA”. Movimento 5 stelle irremovibile sulla gestione

Tenuta all’Ars una conferenza stampa per chiarire i dubbi fatti circolare da altri partiti sui lavori della commissione Ambiente.

“Acqua pubblica senza se e senza SpA”.

La conferenza stampa odierna del Movimento Cinque stelle all’Ars spazza via ogni dubbio che “comunicazioni fatte circolare artatamente nei giorni scorsi da altri gruppi politici, Pd, in primis” hanno sollevato sul tema cercando di far passare la notizia che il M5S spingesse per la gestione privatistica dell’acqua.

“Nulla di più falso”, afferma Giampiero Trizzino, il presidente della commissione Ambiente che sta portando avanti i lavori sul ddl, “noi siamo e saremo sempre a favore della gestione pubblica dell’acqua”.

Per sgomberare il campo dagli equivoci Trizzino – che ha partecipato alla conferenza stampa assieme al deputato M5S Valentina Palmeri e Salvatore La Spisa, dell’associazione Libera acqua onlus” – ha ripercorso la storia dei lavori in commissione.

“Siamo partiti – ha detto – con 4 disegni di legge (quello di iniziativa consiliare, quello di iniziativa popolare e due parlamentari, tra cui quello dell’On. Panepinto (Pd), optando a maggioranza di lavorare su quello di Panepinto. Dopo sei mesi di lavoro il governo Crocetta, anziché depositare emendamenti al ddl, ha depositato un disegno di legge ex novo, spiazzando la commissione e i deputati che la compongono, soprattutto quelli del Pd”.

“A questo punto – ha proseguito Trizzino – la soluzione migliore per il Pd per uscire indenne dal pantano era una sola: fare credere che il ddl governativo sarebbe stato scelto discrezionalmente dal presidente della commissione. Cosa totalmente falsa, visto che il ddl è stato scelto scelto con votazione a maggioranza dei suoi componenti. Anzi, e i verbali parlano, con il voto favorevole dell’onorevole Cirone”.

“A noi – ha chiuso Trizzino – non interessano le polemiche, né tantomeno la bandiera politica che sventola dietro una norma. Una buona legge è quella che è riconosciuta come tale da tutti i cittadini. L’acqua deve essere pubblica, punto”.

“Siamo stati vittime – ha detto Valentina Palmeri – dei giochi di partito e della corsa a rivendicare la paternità dei lavori. Cosa che a noi non interessa. Noi vogliamo solo che la politica rimanga fuori dalla gestione dell’acqua, la gestione deve essere tecnica e non politica. Solo così si può consentire una gestione ottimale che consenta di contemperare i costi di gestione e ottenere larghe economie di scala che possano riverberarsi direttamente sui cittadini con notevole contenimento delle tariffe”.

“In ogni caso – ha aggiunto Palmeri – incalzeremo il governo perché Siciliacque ritorni in mano pubblica e sia di fatto superata. Noi non vogliamo gestioni in house, né enti di diritto privato”.

Sintetica la “ricetta” di Salvatore La Spisa che può essere riassunta in pochi punti: gestione pubblica tramite enti di diritto pubblico, tariffa unica regionale e 50 litri gratuiti giornalieri a persona.

Avv. Giampiero Trizzino

presidente Commissione Ambiente Ars
Share

Sì dall’Ars all’albergo diffuso. Arriva dalla Sicilia la prima legge in Italia del M5S

Dopo aver fatto il pieno di parlamentari regionali il Movimento 5 Stelle firma una legge autonoma. La Rocca: “Faremo rinascere i centri storici”. Trizzino: “Dai giovani «inesperti» arriva la prima legge di iniziativa parlamentare”.

Dopo numerosi rinvii e un nuovo passaggio in commissione, arriva finalmente il “sì” dall’Aula all’albergo diffuso. Con questa legge la Sicilia scrive un’altra pagina di storia del Movimento Cinque Stelle. E’ nell’isola, infatti, che, norme della Finanziaria a parte, si “battezza” la prima legge targata M5S. Dopo aver eletto il più grosso numero di parlamentari regionali e “brevettato” il modello Sicilia, l’isola fa registrare un altro primato: la prima legge “italiana”del Movimento.

La legge, che arriva dopo le importanti norme inserite nella legge di stabilità, quali le royalties petrolifere, le tariffe sulle acque minerali e il micro-credito, è pure la prima legge di iniziativa parlamentare di questa legislatura e vede come prima firmataria Claudia La Rocca.

L’albergo diffuso è un nuovo modo di concepire l’ospitalità, complementare al turismo tradizionale, che rilancia la fruibilità dei centri storici delle città e dei paesi e pone le basi per nuova occupazione.

La legge punta a dislocare gli alloggi per i turisti nelle abitazioni del centro storico e dei borghi marinari e rurali, garantendo a pochi metri da essi la presenza di locali adibiti a spazi comuni per gli ospiti (ricevimento, sale comuni, bar, punto ristoro).

I vantaggi principali dell’albergo diffuso – afferma Claudia La Rocca – sono il recupero del patrimonio edilizio dei centri storici per ricavarne degli alloggi per i turisti e l’argine allo spopolamento dei piccoli comuni, spesso lontani dai circuiti turistici tradizionali. La nascita degli alberghi diffusi punta inoltre a creare nuove opportunità occupazionali”.

In un difficile momento storico come questo – continua La Rocca – è necessario dare un segnale di novità, di idee che guardino sia allo sviluppo, sia alla sostenibilità. Inoltre il nostro territorio deve puntare sul turismo per la sua rinascita. Come Movimento promuoviamo l’ospitalità diffusa, espressione del concetto di turismo sostenibile. L’iter di questa legge, proposto in maniera trasversale anche da altre forze politiche, dimostra che in parlamento si può lavorare bene su progetti che guardano il bene comune. Colgo l’occasione per ringraziare il dott. Giancarlo Dall’Ara, promotore in Italia dell’albergo diffuso, nonché presidente dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi, il dott. Michele Esposto, i responsabili degli alberghi diffusi di Scicli e Modica e tutti gli attivisti che hanno messo a disposizione le loro professionalità per il miglioramento del testo”.

L’albergo diffuso – si legge nella premessa dell’atto parlamentare – accoglie il turista facendolo immergere nelle atmosfere autentiche della vita dei piccoli borghi e centri storici, aiutandolo a conoscere abitudini e usanze originarie, a vivere la quotidianità locale e a degustare prodotti enogastronomici tipici. Inoltre guarda alla salvaguardia dell’ambiente, al recupero urbanistico, alla valorizzazione delle tradizioni, dando al tempo stesso opportunità occupazionali e imprenditoriali, con ricadute positive sulle attività commerciali esistenti, nonché sui centri commerciali naturali”.

Nella stesura del ddl, come avviene per tutti gli atti presentati dal gruppo parlamentare M5S, sono stati coinvolti cittadini ed attivisti.

Questa legge – afferma Giampiero Trizzino, presidente della commissione che ha incardinato il ddl (la commissione Ambiente che ha la delega al Turismo) – non è importante solo perché norma l’albergo diffuso, ma perché il riconoscimento giuridico di questo istituto consente di attingere ai fondi europei, cosa sui cui focalizzeremo la nostra attenzione. Un’altra cosa che tengo a far notare è che i giovani «inesperti» della politica sono i primi, e finora gli unici – tra tutti e 90 i deputati dell’Ars – ad aver fatto una legge parlamentare in questa legislatura. Non è auto-celebrazione, ma i fatti parlano da soli”.

Questo – afferma il capogruppo M5S Giancarlo Cancelleri – è un provvedimento che favorisce la creazione dei posti di lavoro attraverso lo sviluppo del turismo e delle buone pratiche di decrescita. Servirà a far ripartire l’economia anche nelle piccole realtà che, grazie a questa legge, potranno dotarsi di veri e propri impianti di ricezione senza però dover spendere enormi capitali per la costruzione di mastodontici hotel. La ricchezza sta nei centri storici e riscoprirla e valorizzarla è un dovere di chi fa le leggi”.

Share

“Acqua, PD ipocrita: vota per il ddl governativo e scarica le colpe sul M5S”

Lettera aperta del presidente Trizzino sul ddl sull’acqua.

Se l’ipocrisia avesse valore il Pd avrebbe risolto i suoi problemi economici.

Giano bifronte al suo cospetto è l’ultimo dei dilettanti, specie per quanto i suoi deputati hanno fatto vedere sul fronte del ddl sull’acqua, dove il partito si è esibito in pubbliche dichiarazioni che fanno a cazzotti con le sue carbonare manovre.

Morale, la confusione che hanno artatamente creato sul tema è tantissima, con l’unico, malcelato, scopo di scaricare le colpe sulla commissione Ambiente e sul Movimento Cinque Stelle.

Fare chiarezza, pertanto, su quello che i siciliani, in questi giorni, stanno subendo in materia di acqua è fondamentale. Far conoscere la verità di quello che accade dentro le stanze di palazzo dei Normanni è una delle nostre prerogative, tanto più se si tratta di temi delicati come quello sulla gestione del servizio idrico, e soprattutto, quando l’unica verità che i vecchi partiti sanno dare è quella utile alla loro bandiera.

Il ddl di iniziativa popolare sulla riforma del servizio idrico è parcheggiato da anni dentro i cassetti del parlamento siciliano. Il precedente governo Lombardo non è stato in grado di trattarlo, eppure il partito che sosteneva quel governo, oggi, lo invoca a gran voce. C’è da chiedersi perché non lo abbia fatto prima! Ma soprassediamo.

Durante l’ultima campagna elettorale Crocetta, affiancato dai fedeli del Pd, sbandiera l’acqua pubblica come punto fondamentale del suo programma. Vince le elezioni. Si insedia, con la maggioranza del Pd, e inizia il nuovo governo all’insegna della rivoluzione…

La commissione che presiedo, all’indomani dell’insediamento all’Ars, decide unanimemente di incardinare i disegni di legge in materia di servizio idrico. Ce ne sono ben quattro: quello di iniziativa consiliare, quello di iniziativa popolare e due parlamentari tra cui quello dell’On. Panepinto (Pd). La commissione, a maggioranza, opta per quest’ultimo.

Siamo a gennaio e già da subito la commissione avvia una serie di tavoli tecnici per studiare la situazione in cui versano gli ATO e i relativi soggetti gestori. Si tratta di un lavoro che dura circa sei mesi, al temine dei quali la commissione e il governo Crocetta vengono chiamati a depositare gli emendamenti al ddl.

Il governo Crocetta, anziché depositare emendamenti al ddl, deposita un disegno di legge ex novo, spiazzando la commissione e i deputati che la compongono, soprattutto quelli del Pd!

A questo punto entra il gioco il caos! Il Pd non sa come difendere il SUO governo, che in barba allo stesso Pd presenta un disegno di legge completamente diverso dal suo. E non sa come difendere il SUO assessore (Dottor Marino) che si scontra con il primo firmatario del vecchio ddl, l’On. Panepinto, anche lui del Pd! Insomma, la solita storia alla quale assistiamo da anni: il Pd è incapace di governare anche se stesso, dimostrando di non riuscire ad avere dialogo nemmeno con il SUO governo!

Qual è la soluzione migliore per il Pd per uscire indenne dal pantano? Scaricare il barile, sic et simpliciter! Il Pd rilascia dichiarazioni dalle quali si evince che il ddl del SUO governo sarebbe stato scelto discrezionalmente dal presidente della commissione!

Alibi perfetto? No! Basta, infatti, consultare i verbali della commissione e, soprattutto, basta leggere il regolamento interno del parlamento siciliano, per capire che Il ddl del governo Crocetta, così come qualunque altro disegno di legge, non è scelto dal presidente della commissione discrezionalmente, ma è scelto con votazione a maggioranza dei suoi componenti. Così è stato fatto per il ddl governativo sull’acqua.

Dai verbali si legge chiaramente che la maggioranza dei componenti della commissione (deputati del Pd compresi!) hanno optato per il ddl del governo.

Dai verbali si legge anche che il suo presidente (cioè io!), così come Valentina Palmeri (M5S), si sono espressi contro, a difesa dei lavori precedentemente svolti dalla commissione.

Un presidente di commissione non si può arrogare il diritto di scegliere in autonomia. Il ruolo del presidente non è quello del dittatore che si impone sugli altri. Il presidente coordina il lavoro della commissione, mantenendo un ruolo super partes.

Insomma se il Pd voleva fare confusione c’è proprio riuscito! Peccato che questa volta la confusione è a scapito dei siciliani, anche di quelli che ad ottobre l’hanno votato.

Ma non finisce qui. Oggi l’ultimo capitolo della telenovela: in commissione il Pd, non contento della confusione creata, chiede l’ennesimo rinvio per parlare col SUO governo. Siamo alla frutta.

 

Giampiero Trizzino
Presidente Commissione Ambiente all’Ars
Share

Muos, Crocetta annulla le revoche alle autorizzazioni. “Vergognoso dietrofront, venga a riferire in Aula”

Con nota indirizzata in data odierna al Ministero della Difesa, apprendiamo della decisione del Presidente della Regione Crocetta di revocare i provvedimenti (nota n.15513 e 15532 del 29.03.2013) con i quali la Regione aveva revocato le autorizzazioni già rilasciate per la costruzione del Muos.

Tale scellerata decisione interviene successivamente al rilascio del parere dell’ Istituto Superiore di Sanità e sull’erroneo assunto che non siano più sussistenti i presupposti per l’applicazione del principio di precauzione.

Suddetta decisione si pone in netto contrasto con quanto statuito recentemente dal TAR che, proprio in virtù del suddetto principio di precauzione, aveva bocciato la richiesta di sospensiva avanzata dal Ministero della Difesa, dei provvedimenti oggi revocati unilateralmente dalla Regione siciliana.

La scelta operata dal governo della Regione, senza nemmeno attendere l’udienza del 25.07.2013 innanzi al CGA adito dal Ministero della Difesa, rappresenta un grave violazione dei diritti dei siciliani ed è assolutamente irrispettosa del pronunciamento dell’Autorità giudiziaria amministrativa.

Con questo atto – dice Francesco Cappello – è iniziata ufficialmente la svendita della Sicilia in favore del Ministero della difesa e degli americani! Da isola più bella del mondo a piattaforma militare, è questo il nostro destino? Se Crocetta rappresenta ancora i siciliani torni indietro sui suoi passi e venga immediatamente a riferire in Aula, perché il Muos non è una questione privata tra governo e Ministero della difesa, ma riguarda tutti i siciliani. In caso contrario ne tragga le debite conseguenze”.

Share

Trizzino: “Il M5S è per l’acqua pubblica, il ddl è del governo. I deputati Pds-Mpa mettono in giro false notizie”

Trizzino: “Figuccia, Greco e Lo Sciuto abbiano il coraggio di dire le cose come stanno: il disegno di legge lo ha presentato il Governo e lo hanno firmato l’onorevole Crocetta e l’assessore Marino. Non porta né il mio nome né quello di nessun altro componente del M5S, che, tra l’altro, ha da sempre difeso il disegno di iniziativa popolare. Per il futuro invito i tre deputati, se lo vorranno, ad essere più presenti in commissione in modo che possano conoscere i reali sviluppi dei lavori parlamentari, evitando così di mettere in giro notizie false”.

Share

Mancano i bandi: 130 milioni fermi nei cassetti della Regione. Cancelleri: “Qualcuno paghi per questo, non gli imprenditori”

Il Movimento Cinque Stelle chiederà subito conto al governo delle notizie apprese dalla stampa. Ma intanto le imprese boccheggiano. Caltanissetta, fuori dalle zone franche urbane, dovrebbe avere 50 milioni. “Sapere che è tutto bloccato dalla burocrazia indigna e provoca rabbia”.

Imprese alla canna del gas e soldi, tanti soldi, fermi nei cassetti della Regione,

L’ennesima notizia beffa rimbalzata sui media fa sobbalzare dalla sedia i deputati del Movimento Cinque Stelle che si sono attivati subito per scrivere una interpellanza e convocare l’assessore alle attività produttive a riferire in Aula sulla vicenda.

Secondo quanto riportato oggi da una testata on line, infatti, la Regione avrebbe pronti da spendere 80 milioni di euro per i cosiddetti contratti di sviluppo finanziati con fondi comunitari e finora rimasti solo sulla carta. E questo perché non sarebbero mai stati approntati i relativi bandi. A fare le ragnatele in un cassetto, secondo la testata, sarebbero pure 50 milioni di euro destinati alla zona franca di legalità della Sicilia centrale, ovvero di Caltanissetta e delle aree limitrofe.

I ritardi burocratici – afferma il capogruppo M5S, Giancarlo Cancelleri – stanno ammazzando le nostre imprese. Oramai fare l’imprenditore, il commerciante, l’agricoltore, l’allevatore o in generale buttarsi nel mondo del fare impresa, assomiglia più ad un atto eroico che ad una semplice possibilità di crearsi e garantirsi un futuro. Indigna però sapere che chi mette i bastoni fra le ruote delle aziende siciliane è proprio chi dovrebbe garantirle e supportarle e cioè l’amministrazione regionale, la diabolica burocrazia che blocca tutto e lascia 130 milioni di euro in un cassetto mentre le aziende affannano e muoiono, chiudendo e mettendo in strada i lavoratori”.

Per il capogruppo Cinque stelle è assurdo che episodi del genere si ripetano con preoccupante continuità senza che nessuno paghi. Appena una settimana fa il Movimento 5 Stelle aveva raccolto l’allarme lanciato da 1184 imprese, cui un banale guasto informatico aveva bloccato i fondi del credito di imposta.

E’ la solita storia.”, osserva Cancelleri. “Non è possibile che chi non opera per garantire futuro e appoggio alle imprese non rischi mai nulla. Chi ha responsabilità paghi. E’ inammissibile che a pagare siano sempre e solo cittadini ed imprese”.

I ritardi della Regione rischiano di creare sconquassi soprattutto per la zona di Caltanissetta, l’unica area rimasta fuori dalle zone franche urbane.

La settimana scorsa – racconta Cancelleri – sono state ufficializzate le zone franche urbane che erano state definite nel 2008 sulla base di parametri che avevano individuato alcune località in difficoltà. Caltanissetta, in virtù di quei parametri, era stata esclusa perché virtuosa. Oggi, purtroppo, le cose sono cambiate, e di parecchio. La zona centrale della Sicilia sta annaspando con fortissime difficoltà e le aziende chiudono per mancanza di soldi. La zona franca della legalità, sbandierata come la possibilità di uscire dalla crisi per le aziende operanti nella zona del nisseno, è di fatto ferma al palo, ma sapere che non parte perché i soldi sono bloccati per un intoppo burocratico e sarebbero immediatamente utilizzabili fa gridare allo scandalo, oltre ad alimentare un’enorme rabbia”.

Share