Intervista in streaming dei consiglieri comunali del M5S di Menfi e Ravanusa. Martedì 26 Novembre 2013, ore 21:30

L’evento vedrà la partecipazione dei consiglieri comunali Giuseppe Corso del M5S di Menfi e Giusy Coniglio del Gruppo di Ravanusa, di Lillo Chiarenza, del M5S di Grotte, esperto di TARES e di Matteo Mangiacavallo di Sciacca, portavoce deputato all’ARS.

Lillo Chiarenza chiederà ai due consiglieri comunali, come si sta svolgendo l’approvazione della TARES nei rispettivi comuni.

Introduce e modera Eugenio Agnello dei Grilli di Agrigento.

Potrete seguire l’evento in diretta streaming su www.grilliagrigento.it e www.sciacca5stelle.it.

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Ddl acqua pubblica esitato dalla quarta commissione. Soddisfazione M5S: dentro molti criteri del Movimento

Il disegno di legge va ora alla commissione Bilancio per un parere, prima del voto finale in commissione. Tra gli ultimi articoli approvati quello sul quantitativo minimo di acqua gratuita pro capite.

Esitato dalla quarta commissione dell’Ars il ddl sull’acqua pubblica. Tra gli articoli approvati oggi quello sul quantitativo minimo pro capite di acqua gratuita di 50 litri al giorno, particolarmente a cuore ai deputati del Movimento 5 stelle “con il quale – sostengono i parlamentari – si afferma un principio di universalità del diritto all’acqua per ogni cittadino e si persegue il duplice obiettivo del risparmio idrico e del contrasto all’evasione. Forniture che potrebbero limitarsi solo al pagamento di cifre molto vicine a quelle dei soli costi fissi, infatti, potrebbero disincentivare gli allacciamenti abusivi”.

Il ddl può contare anche su altri capisaldi voluti dal Movimento, quali la tariffa unica regionale, che mette fine alla distinzione tra cittadini di serie A e di serie B, che prevedeva tariffe diverse nei vari comuni e la gestione pubblica del servizio idrico.

“Il disegno di legge – afferma Valentina Palmeri, che ha presieduto la sottocommissione acqua durante il travagliato iter del disegno di legge – si è dato anche un indirizzo chiaro verso la gestione pubblica del servizio idrico, con la scelta, fortemente voluta dal Movimento Cinque Stelle, degli enti di diritto pubblico come modello di affidamento. Siamo particolarmente contenti, inoltre, di aver fatto inserire nel ddl strumenti che contemplano la partecipazione diretta dei cittadini alla gestione del servizio, nell’ottica della massima trasparenza e democrazia”.

“Il M5S – afferma il presidente della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino – sì è battuto con ferrea determinazione affinché la figura chiamata a gestire il sistema rispondesse ai criteri del diritto pubblico. La gestione privatistica ha fallito e non rispecchia più il volere dei cittadini, che si sono espressi in modo chiaro col referendum del 2011”.

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M5S sull’incompatibilità degli incarichi alla Regione: “Vogliamo sapere quanti sono i casi attualmente esistenti”

Un nuovo siluro per i piani alti della Regione? Potrebbe arrivare dall’Ars, dove il M5S ha appena depositato un’interpellanza sulle incompatibilità per gli incarichi nella pubblica amministrazione, sulla scorta di quanto stabilito dal decreto legislativo numero 39 dell’8 aprile del 2013, che ha introdotto numerosi divieti al conferimento ed al mantenimento di incarichi presso l’amministrazione regionale, gli enti pubblici, gli enti di diritto privato in controllo pubblico e per gli incarichi amministrativi di vertice, dirigenziali e di amministratore di enti pubblici e di enti privati in controllo pubblico.

Il decreto – afferma il deputato 5 Stelle Matteo Mangiacavallo, primo firmatario dell’atto – avrebbe dovuto essere operativo anche in Sicilia. Ma così non ci risulta, anche a dispetto di una nota del Presidente della Regione del giugno scorso, che sollecitava specificamente l’applicazione della parte riguardante gli incarichi amministrativi di vertice e dirigenziali nella pubblica amministrazione”.

Con l’interpellanza i parlamentari chiedono di conoscere quanti e quali siano, a diversi mesi dalla disposizione presidenziale, i casi di incompatibilità in atto esistenti presso l’amministrazione regionale e presso gli enti sottoposti al controllo o alla vigilanza della Regione e se vi siano dipendenti interni od esterni all’amministrazione regionale che ricoprano ancora incarichi in violazione delle disposizioni del decreto legislativo 39 e, in caso affermativo, perché non si sia provveduto ancora alla loro sostituzione.

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M5S: depurazione reflui, legittimità permessi, oneri concessori ad Agrigento

In una interrogazione con risposta scritta rivolta all’Assessore per l’energia e servizi di pubblica utilità, all’Assessore per la salute e all’Assessore per il territorio e l’ambiente, Matteo Mangiacavallo chiede di conoscere lo stato dell’arte sulla depurazione dei reflui, sulla legittimità dei permessi di costruire e oneri concessori ad Agrigento. Una volta per tutte si vuole fare la pesatura del problema che viene sistematicamente eluso con il metodo del rimbalzo di responsabilità. E così il sindaco si difende e accusa Girgenti Acque, quest’ultima accusa e si difende dal sindaco, intanto il territorio va in rovina. Ad essere minacciata non è solo la salute dei cittadini, il cambiamento che non c’è travolge tutto ad iniziare dall’economia. Restiamo al palo e nessuno è responsabile. Il M5S sta provando seriamente a fare la pesatura sulla dannata questione dei reflui ad Agrigento e si inizia con una interrogazione che pubblichiamo, quasi, integralmente per la sua precisa e dettagliata analisi. E’ una iniziativa destinata a fare rumore assordente e ad aprire un percorso di legalità, oggi, quasi del tutto assente.

Villaggio Mosè – scrive nella sua interrogazione il deputato del M5S – è un popoloso quartiere di Agrigento, cresciuto a dismisura negli ultimi decenni, limitrofo alla Valle dei Templi – patrimonio dell’UNESCO – e a pochi chilometri dalla costa. Oltre agli edifici residenziali in tale località si trovato le grandi strutture turistico-ricettive della città e lungo i suoi due assi viari principali, la S.S.115 e viale Cannatello, si è sviluppato il nuovo polo commerciale della città. L’originario piccolo villaggio di zolfatai degli anni ‘50÷’60 del secolo scorso ha subito pesantemente le conseguenze dell’abusivismo edilizio degli anni ‘70÷’80 e, nell’ultimo decennio, quelle di una programmazione edificatoria assentita dall’amministrazione pubblica ma senza alcuna valenza di sviluppo urbanistico scientifico e pertanto miope e deleteria per le popolazioni, il territorio e la vocazione turistica della città e dell’intera fascia costiera.

Ad esclusione del nucleo antico dell’abitato, il quartiere è privo di vere e proprie opere di urbanizzazioni primarie (strade, fogne, depuratore, reti tecnologiche…). L’acqua distribuita con discontinuità, con turnazioni da terzo mondo, ormai non fa notizia perché tutti gli edifici sono dotati di cisterne private; le strade, nella migliore delle ipotesi sono nastri di asfalto senza opere d’arte che si trasformano in fiumi alle prime gocce di pioggia e in fogne a cielo aperto in occasione di scrosci più intensi; fosse biologiche Imhoff o pozzi stagni (anche per grossi edifici commerciali) surrogano la fognatura; reti tecnologiche a sviluppo caotico che perdono la funzionalità al primo accenno di temporali; il vecchio depuratore di fatto non depura più niente perché  progettato per una portata di circa 1,00 l/s riceve una portata mediamente di circa 13,00 l/s (dati citati dal gestore del servizio idrico integrato).

Tutto ciò è di pubblico dominio come testimoniato non solo dalle quotidiane cronache degli organi di informazioni locali ma anche dalle varie associazioni ambientalistiche, di categoria e dai pubblici amministratori.

Nella GURS n°46 del 13.09.2013 è stata pubblicata la disposizione, dell’Assessorato per l’Energia e Servizi di Pubblica Utilità, di “Diniego alla società Girgenti Acque S.p.A., soggetto gestore del servizio idrico di Agrigento, dell’autorizzazione allo scarico del refluo depurato da un impianto sito nel comune di Agrigento in località Villaggio Mosè”;

– considerato che di fatto i reflui del Villaggio Mosè non vengono più depurati e arrivano nel vicino mare di San Leone – quartiere turistico-balneare della città – tali e quali;

– rilevato che tale provvedimento ha innescato un rimbalzo di responsabilità tra il Sindaco di Agrigento e Girgenti Acque s.p.a. (gestore del servizio idrico integrato) con quest’ultima che attribuisce alle modalità di rilascio delle concessioni edilizie al Villaggio Mosè da parte del Comune, nonostante quest’ultimo fosse a conoscenza del sottodimensionamento del depuratore, la principale causa del diniego in argomento;

– rilevato che il sindaco, in conferenza stampa, ha dichiarato che dovrebbe evacuare il Villaggio Mosè per salvaguardare e tutelare la salute dei cittadini;

– considerato che a distanza di oltre un mese dalla citata conferenza stampa, il sindaco non ha intrapreso alcuna seria e concreta iniziativa cautelativa per risolvere il problema;

– considerato che analoga situazione di deficit di depurazione dei reflui si verifica in diversi altri quartieri della città (Quadrivio Spinasanta, Calcarelle, San Leone,….);

– visto il verbale della – “Conferenza dei servizi relativa alla nota del Dirigente dell’Urbanistica – Prot. n°8169/i del 25.11.2010.” dell’Ufficio di staff e Gabinetto del sindaco di Agrigento del 29.11.2010 con la quale si danno indicazioni di autorizzare gli scarichi anche su vasche a tenuta stagna;

– visto il Regolamento Edilizio Comunale di Agrigento il quale nella parte quarta – Norme particolari – TITOLO I – TUTELA DELL’AMBIENTE – all’art. 54 “Regolamentazione delle acque reflue” c.2 stabilisce “L’autorizzazione allo scarico è rilasciata dal responsabile del servizio unitamente alla concessione o autorizzazione edilizia.”.

– vista la legge regionale 27 dicembre1978, n.71 “Norme integrative e modificative della legislazione vigente nel territorio della Regione Siciliana in materia urbanistica”, che all’art.21 “Attuazione degli strumenti urbanistici nelle zone A e B” sancisce che “…l’attuazione degli strumenti urbanistici generali, relativamente alle zone territoriali “B”, può effettuarsi a mezzo di singole concessioni, quando esistano le opere di urbanizzazione primaria (almeno rete idrica, viaria e fognante) e risultino previste dallo strumento urbanistico generale quelle di urbanizzazione secondaria….”;

– visto il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n.152 “Norme in materiale ambientale” che al CAPO III – “Tutela qualitativa della risorsa disciplina degli scarichi” – art.100 “Reti fognarie” c.1. esplicita “Gli agglomerati con un numero di abitanti equivalenti superiore a 2.000 devono essere provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane.”;

– vista la Legge 28 gennaio 1977, n.10 “Norme per la edificabilità dei suoli” che all’art.12 “destinazione dei proventi delle concessioni” recita “I proventi delle concessioni e delle sanzioni di cui agli artt.15 e 18 sono versati in conto corrente vincolato presso la tesoreria del comune e sono destinati alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento dei complessi edilizi compresi nei centri storici, all’acquisizione delle aree da espropriare per la realizzazione dei programmi pluriennali di cui all’art.13, nonché, nel limite massimo del 30%, a spese di manutenzione ordinaria del patrimonio comunale.”;

– ritenuto che non si può mettere a rischio la salute dei cittadini e la salvaguardia del territorio e dell’ambiente in una città dalla storia millenaria e dalla vocazione turistica;

per sapere se non ritengano opportuno:

conoscere le motivazioni che hanno determinato il diniego dell’autorizzazione allo scarico dei reflui dall’impianto di depurazione sito in Agrigento in località Villaggio Mosè e se tale impianto fino alla data della revoca dell’autorizzazione era in regola con la normativa vigente;

individuare e segnalare alle autorità preposte alla tutela della salute pubblica e della tutela dell’ambiente e del territorio i responsabili che hanno autorizzato a scaricare i reflui nel depuratore di Villaggio Mosè nonostante fosse noto che la portata in ingresso era già superiore alla potenzialità di trattamento dello stesso e quali provvedimenti cautelativi sono stati intrapresi al fine di evitare il protrarsi di tale pratica;

conoscere lo stato autorizzativo degli scarichi nei corpi idrici recettori negli altri quartieri della città di Agrigento (Quadrivio Spinasanta, Calcarelle, San Leone, …) e se sono in regola con la normativa vigente;

verificare se ad Agrigento, ed in particolar modo al Villaggio Mosè, alla luce della mancata depurazione dei reflui confluiti nel depuratore ed in presenza all’interno dell’area abitata di sistemi statici di trattamento dei reflui – fosse biologiche tipo “Imhoff” o “stagne” -, la salute dei cittadini è salvaguardata e tutelata come previsto dalla normativa vigente;

appurare se nei centri abitati è consentita la pratica, ad uso presso il Comune di Agrigento – Villaggio Mosè -, di autorizzare gli scarichi in fosse biologiche tipo “Imhoff” o “stagne” in alternativa alla fognatura;

verificare se le concessioni edilizie rilasciate dal Comune di Agrigento dal 2008 ad oggi, in aree prive di opere di urbanizzazione primaria e senza autorizzazione allo scarico – adempimento propedeutico previsto dall’art. 54 del vigente Regolamento Edilizio Comunale -, sono legittime o meno;

conoscere se gli oneri di urbanizzazione incassati dal Comune di Agrigento dal 2008 ad oggi per il rilascio delle citate concessioni edilizie siano state utilizzate per tale fine”.

Articolo scritto da Franco Pullara

Fonte: siciliaonpress.com

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Girgenti acque. La Regione (finalmente) convoca i dirigenti a Palermo

Tutti attorno ad un tavolo per affrontare le problematiche della gestione Girgenti Acque. La risoluzione presentata all’Ars dal parlamentare saccense Matteo Mangiacavallo ha prodotto come risultato la convocazione di un tavolo tecnico da parte dell’assessore regionale Nicolò Marino al quale parteciperanno i vertici di Girgenti Acque, il commissario dell’Ato idrico, i sindaci della provincia ed i rappresentanti dei movimenti e associazioni per l’acqua pubblica. La riunione è in programma martedì prossimo. L’assessore Marino ha prospettato già la possibilità di inviare degli ispettori per verificare la congruità del piano tariffario. Al di là delle iniziative che i sindaci e il commissario dell’Ato idrico stanno portando avanti, la questione acqua va risolta dalla Regione, con l’approvazione della legge che consenta realmente di sancire il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua.

Fonte: rmk.it

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