Solo i portavoce eletti nelle istituzioni sono legittimati a parlare per conto del M5S

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Ad eccezione dei deputati e dei consiglieri eletti e presenti nelle istituzioni, si ricorda che non esistono altre figure di portavoce del M5S legittimate a parlare per nome e per conto del Movimento, fatta eccezione per i candidati alle elezioni, ma solo limitatamente al periodo in cui la competizione elettorale per la quale questi corrono è in corso.

La precisazione è fatta a tutela dell’immagine del Movimento, anche alla luce di vecchie e nuove uscite pubbliche di individui che al buon nome del M5S non hanno certamente fatto bene.

Quanto sopra esposto non è assolutamente una novità. I fatti, però, costringono spesso a tornare sull’argomento per evitare di dover piazzare, a posteriori, improponibili toppe che rischiano di essere anche peggiori del buco che vogliono coprire.

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Più chiaro di così! Lo dice il Presidente del Consiglio Europeo in carica negli ultimi 5 anni

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Indovinate chi ha protetto sinora l'”Unione Europea”? Non siete in grado di farlo? La risposta ci è fornita da Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio Europeo degli ultimi 5 anni che, pertanto, parla con cognizione di causa.

L’Europa cambi rotta: protegga i lavoratori e non solo gli affaristi.

Aquisgrana, 29 maggio 2014

L’Europa deve proteggere i lavoratori di tutti i paesi e di tutti i gradi di istruzione. L’appello al ‘cambiamento di rotta’ viene dal presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy che riceve oggi il premio Carlo Magno.

E’ urgente e essenziale – ha continuato – che l’Unione europea sia anche protettiva, non solo degli affaristi, ma anche degli impiegati e dei lavoratori, non solo quelli con i diplomi e che sanno le lingue, ma di tutti i cittadini“.

Il Carlo Magno è un premio annuale che viene conferito dalla città tedesca di Aquisgrana a persone che si sono distinte per meriti particolari in favore dell’integrazione e dell’unione in Europa.

Fonte: rainews.it

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Coerenza vorrebbe…

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I giorni successivi a quella che definiamo una Caporetto elettorale dell’NCD saccense, forza che governa la nostra città, sono stati contraddistinti dal tentativo, talvolta maldestro, di prendere le distanze dal risultato delle europee. Il NCD infatti, Sindaco in testa, ha tenuto a precisare che il voto per le europee e’ qualcosa di diverso rispetto alle altre competizioni, che non si può trattare di una sorta di referendum sull’operato dell’amministrazione attualmente in carica e che nessuna influenza può avere a livello locale.

Comprendiamo la difficoltà del sindaco Di Paola nel cercare di tenere distinti i piani di riflessione, perché diversamente non potrebbe che ammettere di governare una città dove due elettori su tre hanno preferito indirizzare la loro preferenza verso forze contrapposte all’amministrazione attualmente in carica, Movimento 5 Stelle in primis, con il 30,43% dei consensi ottenuti a Sciacca.

Se, come ritiene il nostro primo cittadino, il risultato delle elezioni europee non può avere conseguenza sull’andamento dell’amministrazione, coerenza vorrebbe che il posto di Vice-Sindaco e di Assessore al Bilancio, tenuto in caldo per tutto il periodo pre-elettorale, non
sia assegnato a Forza Italia, uscita vincente dalle urne rispetto all’NCD. Diversamente la richiesta avanzata nei giorni scorsi dal Movimento 5 Stelle sarebbe legittimata dalle stesse manovre post-elettorali del Sindaco e poco varrebbe giustificare la scelta come tra quelle possibili prima del 25 maggio, date le chiare affermazioni degli esponenti locali del partito di Berlusconi che si sono resi pure disponibili ad assumere la carica assessoriale.

Prendiamo atto dell’apertura del Sindaco verso le nostre proposte e, proprio per tale motivo, gli suggeriamo di essere coerente con quanto ha affermato mettendo da parte certi equilibri tipici della vecchia politica.

Meetup Sciacca 5 Stelle – Movimento 5 Stelle

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M5S: “Ardizzone non è super partes, si dimetta. Sulla Corte dei conti avevamo ragione. Chi vuole beccarci con le mani nella marmellata resterà deluso in eterno”.

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Non ha la serenità e l’imparzialità per presiedere questo Parlamento, presidente si dimetta”.
Il gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle all’Ars chiede la testa di Ardizzone dopo “il violento e scomposto attacco” a Cancelleri, che il numero uno dell’Ars ha fatto successivamente all’intervento di quest’ultimo a sostegno dell’emendamento anti vitalizi. L’attacco ad Ardizzone è arrivato per bocca del capogruppo Francesco Cappello, nel corso di un vigoroso intervento in aula, nel quale il capogruppo ha anche attaccato Crocetta per le numerose retromarce fatte sulle norme targate Movimento 5 Stelle.

La norma che mirava ad abolire il vitalizio per coloro che sono stati condannati per reati legati alla mafia, è stata bocciata a grandissima maggioranza dall’Ars.

E’ un verdetto vergognoso, – affermano i deputati Cinquestelle – che manda un brutto messaggio alla gente. E la gravità del gesto è ingigantita dal plebiscito contro l’emendamento”.

Intanto è arrivato il parere della Corte dei Conti, che promuove le spese del gruppo parlamentare 5 Stelle, e che invece boccia tantissimi altri partiti all’Ars: Pid, Grande Sud, Pd, Udc, Partito dei Siciliani, Pdl, Drs.

Lo abbiamo sempre detto – affermano i deputati – che avremmo chiarito tutto. A noi, del resto, venivano contestate cose veramente insignificanti, a dispetto dell’enorme e incredibile rilievo che la cosa ha avuto sui giornali. Capiamo che sono tantissimi quelli che aspettano di beccarci con le mani nella marmellata, ma temiamo che rimarranno delusi in eterno. Ora ci aspettiamo che coloro che hanno titolato con grande trasporto ed enfasi su di noi facciano lo stesso con chi, secondo la Corte dei conti, ha tantissime cose da chiarire”.

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I 17 eletti del M5S al Parlamento Europeo

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I dati definitivi del Ministero dell’interno dicono che il MoVimento 5 Stelle è stato votato da 5.807.362 di italiani, il 21,15% dei voti validi che valgono un totale di 17 seggi al Parlamento Europeo.
Non era mai successo che una forza politica che si presenta alle elezioni europee per la prima volta ottenesse un risultato così importante.
Gli eletti sono 17, hanno un’età media inferiore ai 36 anni e sono 9 donne e 8 uomini. Siamo oltre le quote rosa. Sono giovani, laureati, imprenditori e liberi professionisti, c’è chi ha il master, chi un PHD, chi ha due lauree, chi parla due lingue e chi ne parla tre o quattro. Tutti sono incensurati e sconosciuti alla procure.

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La beffa di Piazza S. Friscia

Fonte della foto: http://sciaccaunavolta.altervista.org/piazza-friscia-viale-della-vittoria/

Lo scorso 23 maggio 2014 si è concluso il termine ultimo per presentare le domande di accesso alle agevolazioni previste per la zona franca urbana di Sciacca.

Tante sono le aspettative per questo provvedimento riservato alle aziende che si trovano all’interno dei centri storici, in territori economicamente depressi. Sfortunatamente non è stata data uguale opportunità a tutti, infatti molti titolari di attività presenti nei pressi della centralissima Piazza S. Friscia, nella cosiddetta zona di “Porta Bagni”, sono stati esclusi, a quanto pare, a causa di un errore dell’Ufficio comunale per lo Sviluppo Economico.

Nei mesi scorsi il Meetup Sciacca 5 Stelle ha denunciato la problematica all’amministrazione, sotto segnalazione dei commercianti della zona interessata che lamentavano l’impossibilità di reperire informazioni in merito a questo presunto errore. L’unica risposta ufficiale pervenuta dall’amministrazione Di Paola invitava a non presentare le istanze per accedere al bando: “temporeggiate – si legge – in attesa di ulteriori comunicazioni”.

Il Meetup Sciacca 5 Stelle considera questa discriminazione inaccettabile e torniamo così a chiedere adeguate spiegazioni in merito al Sindaco e al dirigente dell’Ufficio comunale per lo Sviluppo Economico, Nando Rapisardi.

È opportuno che, se responsabilità vi sono state, queste siano accertate, dando seguito ad eventuali provvedimenti.

Ad oggi l’unica cosa certa è che i commercianti delle zone censuarie 13, 37 e 38 avranno bisogno di tanto bicarbonato per digerire una beffa così insopportabile.

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Punto 7 programma elettorale M5S: referendum per la permanenza nell’Euro

Il Movimento 5 Stelle, al momento, è l’unica organizzazione politica strutturata italiana, tra quelle partecipanti alla competizione elettorale europea, ad avere un programma, proprio perché è l’unica formazione davvero europeista: esattamente il contrario di ciò che affermano i professionisti al soldo della cupola mediatica. Infatti il Pd, Forza Italia, Lega Nord, agitano solo slogan demagogici generici, basati sui trend correnti, tentando di cavalcare il disagio sociale. Ecco che cosa intendono portare avanti i candidati Cinque Stelle quando andranno a Bruxelles, come portavoce europei a nome degli italiani pensanti.

Referendum per la permanenza nell’Euro
Analisi e spiegazione del punto 7 del programma a cura di Sergio Di Cori Modigliani.

Non avendo una dottrina, non essendo sorretto da alcuna ideologia, non dovendo rispondere a interessi terzi legati al destino dei colossi della finanza speculativa, la posizione del movimento cinque stelle è molto chiara e duttile in proposito: si rimane nell’euro e lo si difende oppure si rompe e si esce a seconda dell’interesse nazionale. Questa è la motivazione di base che ha determinato la scelta del referendum. Esso non ha alcun valore decisionale, al momento non è legalmente possibile. Ma ha un valore consultivo di enorme importanza.
L’obiettivo è una consultazione informata tra gli aderenti e i sostenitori, perché anche all’interno del movimento esistono opinioni diverse, inoltre è auspicabile che possa diventare occasione di un dibattito sul tema, esteso a tutti i cittadini italiani. Basti pensare che Beppe Grillo, personalmente, ha espresso la sua opinione individuale di contrarietà a mantenere l’euro mentre Gianroberto Casaleggio ha manifestato una posizione maggiormente dubitativa. Queste due posizioni rappresentano i due grandi tronconi, all’interno del Movimento, che ogni giorno si confrontano, dibattono, discutono sulla questione.
Non è casuale il fatto che il referendum consultivo sull’euro sia stato deciso di lanciarlo dopo la consultazione europea, proprio per sottrarla alla retorica della campagna elettorale.
Inoltre, è possibile che l’esito delle elezioni europee possa cambiare il punto di vista su questo argomento. Se il movimento cinque stelle avrà una grande affermazione e avrà quindi la possibilità e l’opportuniutà storica di imporre in Italia e in Europa i primi tre punti del proprio programma, è probabile che aumenteranno di molto i sostenitori dell’euro, perché una volta cancellato il fiscal compact, una volta eliminato il teorema del pareggio di bilancio, una volta lanciati gli eurobond, la moneta unica si trasforma nello strumento di una comunità, sintesi di interessi condivisi fra tutte le nazioni e i popoli, non più al servizio del capitale finanziario di pochi.
La questione va affrontata, combattuta e risolta in sede politica, poiché l’attività politica consiste nel trovare un accordo di compromesso tra forze contrastanti –a condizione, si intende, che non obblighi alla rinuncia della propria progettualità- allora si apre la strada verso una potenziale soluzione pragmatica intermedia.

*Dal libro #VinciamoNoi di Sergio Di Cori Modigliani (edito da Chiarelettere e in versione ebook da Adagio), con l’introduzione diGianroberto Casaleggio e Beppe Grillo – Disponibile dal 23 maggio

Vai al Punto 1 programma elettorale M5S: Abolizione Fiscal Compact
Vai al Punto 2 programma elettorale M5S: Adozione degli Eurobond
Vai al Punto 3 programma elettorale M5S: Alleanza fra i Paesi mediterranei per una politica comune
Vai al Punto 4 programma elettorale M5S: Investimenti in innovazioni e attività produttive escluse dal 3% del deficit annuo
Vai al Punto 5 programma elettorale M5S: Investimenti per il rilancio dell’attività agricola
Vai al Punto 6 programma elettorale M5S: Abolizione del pareggio di bilancio

Fonte: beppegrillo.it

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Punto 5 programma elettorale M5S: investimenti per il rilancio dell’attività agricola

Il Movimento 5 Stelle, al momento, è l’unica organizzazione politica strutturata italiana, tra quelle partecipanti alla competizione elettorale europea, ad avere un programma, proprio perché è l’unica formazione davvero europeista: esattamente il contrario di ciò che affermano i professionisti al soldo della cupola mediatica. Infatti il Pd, Forza Italia, Lega Nord, agitano solo slogan demagogici generici, basati sui trend correnti, tentando di cavalcare il disagio sociale. Ecco che cosa intendono portare avanti i candidati Cinque Stelle quando andranno a Bruxelles, come portavoce europei a nome degli italiani pensanti.

Investimenti per il rilancio dell’attività agricola 
Analisi e spiegazione del punto 5 del programma a cura di Sergio Di Cori Modigliani.

Un piano di finanziamento, sia comunitario europeo che nazionale, finalizzato al rilancio della produttività agricola e di allevamento, per rilanciare i consumi interni a salvaguardia dei prodotti ortofrutticoli e zootecnici italiani, anche a costo di immettere dei dazi su prodotti concorrenziali provenienti da zone di produzione extra-comunitaria.
Questo punto comporta un cambiamento culturale di mentalità, il cui scopo consiste nel riportare i contadini alla Terra, sottraendoli alla burocrazia, per combattere i furbi che sfruttano la normativa vigente godendo di sovvenzioni a pioggia che non arricchiscono il territorio, non rilanciano i consumi, ma servono esclusivamente a foraggiare clientele locali che ricambiano con voti elettorali e spiananano la strada all’imperialismo delle multinazionali dell’alimentazione che impongono i loro ogm, le loro sementi, a totale detrimento della grande cultura agricola italiana. Si incentivano i giovani che quindi decideranno di rimanere nel proprio territorio, e si rilancia l’occupazione producendo un immediato allargamento del consumo interno.
Il prodotto agricolo italiano, in tal modo, si riappropria di una delle più antiche fonti di ricchezza nazionale da tutti sempre invidiata: il valore aggiunto della qualità del nostro cibo. La grande svolta, infatti, consiste nel combattere contro l’ingresso e l’estensione nel territorio italiano delle grandi organizzazioni multinazionali dell’alimentazione che poi si legano (politicamente) alle diverse mafie agricole.
Da cosa nostra a casa nostra (la rivoluzione con una vocale): vogliamo essere liberi di produrre e mangiare i nostri prosciutti, i nostri salami, i nostri pomodori, le nostre arance, le nostre mele.

*Dal libro #VinciamoNoi di Sergio Di Cori Modigliani (edito da Chiarelettere e in versione ebook da Adagio), con l’introduzione diGianroberto Casaleggio e Beppe Grillo – Disponibile dal 23 maggio

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Vai al Punto 3 programma elettorale M5S: Alleanza fra i Paesi mediterranei per una politica comune
Vai al Punto 4 programma elettorale M5S: Investimenti in innovazioni e attività produttive escluse dal 3% del deficit annuo

Fonte: beppegrillo.it

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E’ vero, si sente l’odore di frittura, non è aria ma una panella elettorale

Non comprendiamo quali perplessità abbia potuto generare nelle cooperative marinare di Sciacca il nostro comunicato. Ci sembra che la nostra posizione, favorevole alla soluzione trovata per la questione della pesca del I° Maggio, sia stata espressa con chiarezza. Altrettanto chiaro riteniamo sia stato il nostro disappunto nei confronti di un modus operandi ben consolidato nei partiti tradizionali: risolvere le questioni a ridosso delle elezioni per raccattare consenso elettorale.

Forse le nostre parole sono state state male interpretate, o peggio ancora, volutamente manipolate da chi, ormai da diversi anni, esercita un’evidente influenza sulla gente della marina e delle sue associazioni. Pertanto, se strumentalizzazione c’è stata, il M5S non l’ha messa in atto ma soltanto opportunamente evidenziata.

Ci piacerebbe vedere da parte del senatore Marinello un impegno costante per i comparti in sofferenza non solo durante i periodi interessati dalle campagne elettorali. Se il settore della marineria saccense oggi si trova in grosse difficoltà è a causa del totale disinteresse manifestato dalla politica di qualunque ordine e grado negli ultimi decenni, non certo a causa del M5S o del disfattismo che gli viene imputato. Problemi come l’inesistenza del mercato ittico, il costo eccessivo del carburante, lo sviluppo di una pesca eco-sostenibile, una legislazione chiara e definitiva a tutela dei nostri pescatori e del nostro mare sono ancora in attesa di una soluzione. Piuttosto i rappresentanti delle cooperative stiano attenti all’impegno profuso dai parlamentari “espressioni del territorio” contro le trivellazioni nel nostro mare: si tratta di una situazione che, se dovesse evolvere a favore delle compagnie petrolifere, sul serio rischia di far chiudere i battenti all’intero comparto in modo definitivo.

E’ vero, si sente l’odore di frittura, non è aria ma una panella elettorale.

Meetup Sciacca 5 stelle

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In Europa per l’Italia! MoVimento 5 Stelle alle Elezioni Europee #vinciamonoi

Ciao, siamo quelli che in cinque anni sono passati da zero a otto milioni di voti, gli unici che in parlamento si sono dimezzati lo stipendio, che hanno detto no alle decine di milioni di euro che spettavano loro come rimborsi elettorali, che hanno votato contro il regalo alle banche, che non sono né a destra né a sinistra, ma avanti. Siamo il M5S, l’unica vera opposizione ai partiti che da un ventennio bloccano l’Italia. E questo è il nostro programma: per un’Europa a 5 stelle e 7 punti.

Uno. Referendum sulla permanenza nell’Euro.
10 nazioni dell’Unione Europea hanno mantenuto la propria sovranità monetaria. Sono in Europa ma non hanno l’Euro, eppure vivono, commerciano, prosperano. Perché?  I partiti hanno deciso per te di entrare nell’eurozona. Oggi il M5S vuole che tu possa informarti e scegliere se rimanerci.

Due. Abolire il Fiscal Compact, il trattato che ci impone di ridurre il debito pubblico di 40/50 miliardi di euro all’anno per i prossimi 20 anni. Una misura che 6 premi Nobel per l’economia hanno definito recessiva, sostenibile solo con nuove tasse e tagli alla spesa sociale.
I partiti sono i responsabili del debito pubblico. Il M5S non vuole che sia tu a pagarlo.

Tre. Adozione degli Eurobond.
Abbiamo una moneta unica ma ogni nazione paga interessi diversi sul proprio debito pubblico. La Germania meno, l’Italia di più. Gli Eurobond sono l’unico modo per essere davvero uniti, nella buona e nella cattiva sorte.  Ora con l’Europa condividi solo obblighi, il M5S pretende anche i benefici.

Quattro. Alleanza tra paesi mediterranei per una politica comune.
L’Italia e i paesi del Sud Europa hanno esigenze simili, spesso lontanissime da quelle tedesche. Portare avanti le stesse azioni è fondamentale per far valere le proprie ragioni. Abbiamo un mare di idee in comune, il M5S vuole renderlo navigabile.

Cinque. Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% di deficit di bilancio.
Secondo il Fiscal Compact ci si può discostare dal limite del 3% in caso di grave crisi economica. E noi, stiamo aspettando la fine? Il M5S vuole ridiscutere oggi i parametri per dare slancio alle imprese bloccate dalla politica del rigore.

Sei. Finanziamenti per attività agricole e di allevamento finalizzate ai consumi nazionali interni.
L’Italia produce solo il 70% degli alimenti che consuma. Il resto è importato dall’estero, magari con marchio made in Italy. Per difendere i lavoratori e il territorio, il M5S chiede di favorire le produzioni locali. La filiera corta allunga la vita, anche all’Europa.

Sette. Abolizione del pareggio di bilancio.
Con la modifica dell’articolo 81 della Costituzione, qualsiasi investimento pubblico fatto nel nostro paese è conteggiato come debito, anche se dovuto a calamità naturali. Per l’Europa è un pareggio, per lo stato sociale una sconfitta.

Se vuoi vincere vota M5S alle elezioni europee del 25 Maggio. Fai una X sul nostro simbolo e indica da 0 fino a 3 preferenze. Uomini e donne che credono nell’onestà, cervelli che non fuggono ma partono per l’Europa per cambiare l’Italia.

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