Sciacca, la trovi anche a naso

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A seguito delle lamentele da parte di alcuni residenti di Via Pagani, il Meetup Sciacca 5 Stelle ha effettuato un sopralluogo sotto il cavalcavia che sovrapassa la ‘variante’, all’ingresso di Sciacca.

A prima vista, ma sarebbe meglio dire a ‘primo olfatto’, ci si è presentata una situazione da voltastomaco. Da quello che una volta era un pozzetto di raccolta, oggi completamente scoperchiato a costituire un’originale vasca a cielo aperto, i nostri occhi hanno visto affiorare acque di colore, consistenza e fetore che, per citare un famoso film, “voi umani non immaginate neanche”. Le acque fuoriuscenti si mescolano a quelle provenienti da una canaletta a monte, per proseguire a valle costeggiando la Via Pagani in un canaletta, anch’essa a cielo aperto.

Sperimentando sulla nostra pelle, o meglio sulle nostre narici, quello che i residenti della zona vivono ogni giorno, abbiamo seguito il percorso di questa disgustosa miscela maleodorante, sino a un canalone che costeggia il corso del Cansalamone e che scompare sotto la strada che oggi sorge sul vecchio letto e che conduce direttamente allo Stazzone.

All’Amministrazione comunale chiediamo quale sia la loro meta finale, come mai seguano un percorso a cielo aperto e, soprattutto, quale la sia la loro natura, anche se le nostre narici sembrano gridare la risposta a quest’ultimo interrogativo.

Nell’attesa, non possiamo che constatare il degrado di una delle zone d’ingresso alla città di Sciacca che finisce per riservare ai turisti, inebriandoli d’un rivoltante lezzo, un benvenuto medievale.

Meetup Sciacca 5 Stelle

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PD di Sciacca: il risveglio del bello addormentato nel bosco

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Sotto l’effetto defibrillatore del risultato elettorale conseguito alle ultime elezioni europee il PD saccense sembra voler tornare in vita dall’oblio. Dopo anni di litigiosità interna inconcludente e deleteria, per ben due anni i “democratici” saccensi sono rimasti assopiti in un letargo assoluto, incapaci della minima azione degna di una forza di opposizione in Consiglio comunale. Adesso, illusi da un risultato elettorale (nazionale più che locale) ottenuto malgrado loro, sperano di trovare nel M5S e nei suoi rappresentanti istituzionali, la naturale valvola di sfogo per dare aria alle trombe… ma il risultato è decisamente stonato.

Semplicemente ridicole le accuse di aggressività al deputato regionale Matteo Mangiacavallo, quando lo si costringe a rispondere agli attacchi, quelli sì personali, rivolti nei suoi confronti dal consigliere Deliberto. Confermiamo tra l’altro che Deliberto e, a questo punto, tutto il defibrillato PD saccense, prima di lanciarsi in proclami propagandistici contro la presunta inattività del portavoce saccense, avrebbero fatto meglio a informarsi sul reale stato delle cose, prevenendo le farneticazioni rese.

Il Meetup Sciacca 5 Stelle, i saccensi e gli abitanti del territorio provinciale conoscono bene l’attività svolta costantemente e senza squilli di trombe da Matteo Mangiacavallo, a tutela non solo della sanità saccense, ma di tutte le reali necessità del nostro territorio. Le chiacchiere stanno a zero in tal senso.

Nel PD tanti dirigenti e rappresentanti istituzionali ad ogni livello sono abituati a spendersi insieme o singolarmente per fare ciò che ritengono utile per le loro tasche e quelle dei loro amici e lo fanno pensando di essere in piena libertà. I nomi è facile reperirli informandosi sui recenti scandali di Expo 2015, del Mose di Venezia o dell’uso dei soldi dei gruppi parlamentari all’ARS.

I signori del PD prima di guardare a casa di altri guardino la propria dove di padroni se ne trovano vecchi e nuovi, come dimostra il tanto saputello quanto fastidioso richiamo all’ordine di Debora Serracchiani al Presidente del Senato Piero Grasso di qualche mese fa, gli ordini perentori quotidiani di Maria Elena Boschi e di Anna Finocchiaro o le scelte autoritarie di Matteo Renzi, per ultima la sostituzione del senatore Corradino Mineo in Commissione Affari Costituzionali.

Infine, nonostante le allusioni circa la temporaneità del fenomeno M5S, definito casuale ed estemporaneo, vogliamo ringraziare il PD saccense, tutti i suoi dirigenti e rappresentanti istituzionali, passati e presenti, perché se non avessero rappresentato così male il territorio di cui si illudono essere espressione, forse non ci sarebbe stato bisogno di noi.

Meetup Sciacca 5 Stelle

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Sanità, Matteo Mangiacavallo: “Deliberto farnetica. Io lavoro in silenzio, senza foto e comunicati stampa”

“Il lavoro può anche svolgersi nel silenzio di incontri istituzionali, non sbandierati ai quattro venti, soprattutto quando si crede che vadano documentati i risultati invece che le azioni demagogiche e strumentali”.

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Trovo doveroso replicare a chi decide di svegliarsi un bel giorno dal torpore politico e, evidentemente, senza cognizione di causa, inizia a sproloquiare alla stampa, approfittando di un’occasionale visita del proprio parlamentare nazionale“. Lo afferma il deputato pentastellato Matteo Mangiacavallo in risposta ad una dichiarazione del consigliere comunale Cinzia Deliberto inerente il mancato interessamento alla “battaglia” sulla sanità locale intrapresa dalla Commissione consiliare alla Sanità.

Al consigliere Deliberto, del PD, ricordo che l’attività politica di un parlamentare regionale non si misura dal numero di comunicati stampa o dalle “passerelle” svolte alla ricerca di visibilità.“- continua Mangiacavallo – “Il lavoro può anche svolgersi nel silenzio di incontri istituzionali, non sbandierati ai quattro venti, soprattutto quando si crede che vadano documentati i risultati invece che le azioni demagogiche e strumentali“.

Mangiacavallo cita la sua attività parlamentare: “Ricordo che il sottoscritto ha presentato diversi atti parlamentari che riguardano l’argomento sanità in Sicilia, pur occupandomi prevalentemente dei lavori della commissione “attività produttive” alla quale sono stato assegnato e, nella fattispecie, per quanto concerne le problematiche relative all’ospedale di Sciacca, ha prodotto un’interpellanza, alla quale è stata data una risposta vaga ed elusiva, tipica di un governo delle chiacchiere come quello di Crocetta, ed una mozione di indirizzo che attende da un anno la calendarizzazione. A questi due atti aggiungo numerosi colloqui e partecipazioni a tavoli tecnici e sedute specifiche che trattavano l’argomento“.

La settimana scorsa – continua Matteo Mangiacavallo – senza foto e comunicazioni alla stampa, sono stato, per l’ennesima volta, in visita tra i reparti dell’ospedale di Sciacca per verificarne le criticità coi diretti interessati e giusto domani sarò, sempre per l’ennesima volta, a colloquio con il commissario straordinario dell’ASP di Agrigento per evidenziare le urgenze e proporre le soluzioni del caso. Capirà bene, però, lo stesso consigliere Deliberto che tutte le problematiche vissute attualmente dall’ospedale di Sciacca sono il frutto dell’azione di un governo dalle mille promesse mai mantenute, governo sostenuto dal PD, cui lei fa riferimento, e non certo dal M5S che svolge il proprio ruolo di minoranza propositiva e costruttiva all’interno dell’Assemblea Regionale Siciliana“.

Matteo Mangiacavallo conclude ricordando al consigliere Deliberto che in occasione della “visita” dell’Assessore Borsellino a Sciacca – e della V Commissione legislativa all’ARS, “il Governo regionale, sostenuto dal partito cui appartiene, ha sciorinato anche lì le solite promesse a sostegno dell’ospedale di Sciacca, ovviamente puntualmente disattese. Se critiche vanno ricercate e mosse, queste vanno dunque indirizzate al partito e al governo di cui lei fa parte e non certo al mio movimento che si sta battendo, in tutta la Sicilia, per una Sanità a misura di cittadino“.

Fonte: corrieredisciacca.it

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“Cittadini5StARS” cambia volto

Un nuovo formato per il periodico “Cittadini5Stars”, il giornale targato M5s che racconta l’attività parlamentare all’Ars. Da mensile a quattro pagine, il nuovo formato diventa settimanale a due pagine.

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Contenuti più flessibili, notizie sempre fresche e attuali rispetto all’attività politica e parlamentare del Movimento”. Questi gli obiettivi dichiarati dai 14 portavoce regionali. Cittadini5Stars sarà pubblicato sul sito siciia5stelle.it ogni venerdì, cosicché sarà possibile trovarlo già pronto nei gazebo a 5 stelle che usualmente si organizzano il fine settimana.

Questo formato – assicurano all’Ars – ha il vantaggio di essere più facile da stampare e da distribuire, si riducono infatti i costi di stampa per i Meetup e può essere “volantinato” meglio”.

La prima uscita del nuovo notiziario è già disponibile nell’apposita sezione del sito sicilia5stelle.it.

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Ultima spiaggia (10 giugno 2014)

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Ci siamo, tutto pronto! Spiagge pulite, scerbatura fatta, viabilità sistemata, calendario delle iniziative estive pronto e “pieno di eventi”. Sciacca merita questo e altro. La giunta Di Paola ha fatto tutto quello che era nelle sue corde. Certo, quest’anno ha avuto la possibilità di sfruttare più di 600.000,00 euro provenienti dalla tassa di soggiorno, ma meglio di così non si poteva fare. Il Meetup Sciacca 5 stelle e tutti i cittadini di questa ridente città turistica ringraziano l’amministrazione per aver garantito loro anche quest’anno la possibilità di usufruire di spiagge e luoghi “puliti” . Buona Estate 2014!

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M5S, la mozione all’Ars: “Salviamo il Canale di Sicilia da altre trivellazioni offshore”

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La deputata Cinquestelle Angela Foti: “Le richieste di nuovi permessi di ricerca porteranno le attuali aree soggette a concessioni a più che raddoppiarsi, da 3.105,66 Kmq a 7.153,73 Kmq”. Il presidente della IV commissione Giampiero Trizzino: “Accendiamo i riflettori sul progetto ‘Piano Blu’ ideato con Greenpeace che prevede l’istituzione di una zona di protezione ecologica”.

Stop a nuovi permessi di ricerca di idrocarburi nel Canale di Sicilia”. Così il Movimento cinque stelle all’Ars, da sempre contrario alle trivellazioni offshore e allo scempio delle coste e dei mari italiani, chiede al governo regionale siciliano di predisporre tutte le iniziative necessarie alla salvaguardia dell’ecosistema e delle attività produttive inerenti lo stretto isolano.
La mozione, a firma della deputata Cinquestelle Angela Foti, è già stata depositata all’Ars e richiede il ripristino urgente e la nuova costituzione di Zone a tutela biologica nello Stretto di Sicilia (ZBT). “Il nostro obiettivo, – afferma la deputata Foti – è quello di far ritirare le passate concessioni e, ovviamente, di non concederne di nuove”.

Negli ultimi anni sono state introdotte, ai fini della salvaguardia delle coste e della tutela ambientale, limitazioni alle aree dove possono essere svolte nuove attività minerarie. “Ma non è sufficiente” – aggiunge Foti. Infatti, il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, “Norme in materia ambientale” stabilisce che “sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare”. Questo divieto, però, è valido unicamente per le istanze presentate successivamente all’emanazione del D.Lgs. 128 2010. “Si rappresenta che quasi tutte le istanze che riguardano il Canale di Sicilia sono antecedenti al 2010, buona parte di esse riguardano zone estremamente vicine alla costa”. Continua la parlamentare.

In definitiva, le richieste di nuovi permessi di ricerca porteranno le attuali aree soggette a concessioni a più che raddoppiarsi (da 3.105,66 Kmq a 7.153,73 Kmq). Dobbiamo evitare, a tutti i costi, – conclude Foti – l’aumento del numero di piattaforme presenti nel Canale di Sicilia che potrebbero causare danni incalcolabili soprattutto nel settore turistico e della pesca”.

Si tratta dell’ennesimo atto sostenuto dal Movimento 5 stelle contro le trivellazioni. Lo stesso presidente della commissione Ambiente all’Ars, il Cinquestelle Giampiero Trizzino, ha predisposto nel tempo numerose audizioni in merito alla questione, partecipando inoltre a diverse campagne di sensibilizzazione predisposte da Greenpeace; tra queste “U mari nun si spirtusa”, un appello rivolto ai sindaci e a tutti gli amministratori, per bloccare le trivellazioni. L’appello fu firmato anche dall’allora candidato alla presidenza della Regione Rosario Crocetta. “Semplice, chiediamo al presidente Crocetta di rispettare, almeno questa volta, un patto già firmato”. In chiusura, il presidente Trizzino accende ancora una volta i riflettori su “Piano Blu”, il progetto sviluppato l’anno scorso con Greenpeace, arenatosi poi negli uffici dell’ex assessore Lo Bello. Il Piano prevede la creazione di una zona di protezione ecologica, uno specchio d’acqua esclusivo all’interno del quale la bio diversità diventa l’oggetto principale di tutela, sul modello del Santuario dei cetacei nel mare ligure. “Non è tardi, – conclude Trizzino – chiediamo al neo assessore per l’Ambiente Sgarlata di portare avanti l’istanza e trasmettere tutto al Ministero quanto prima”.

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“Potrebbero innescarsi terremoti. La Regione blocchi tutte le trivellazioni in Sicilia”. Mozione M5S all’Ars

Lo stop per le nuove attività è già avvenuto in Emilia Romagna, dove è stata istituita una commissione di inchiesta dopo il sisma del 2012. La deputata Palmeri, prima firmataria dell’atto: “Le attività estrattive potrebbero essere pericolose in una terra a rischio sismico come la nostra isola”.

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“Potrebbero innescarsi terremoti, la Regione blocchi tutte le trivellazioni in via di autorizzazione, come avvenuto in Emilia Romagna, e pure quelle in corso”. Il Gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars ha presentato una mozione per chiedere al governo regionale di fermare la ricerca e il prelievo di idrocarburi nell’isola, terra ad alto rischio sismico.

In particolare, il Movimento mira ad impegnare il presidente della Regione e la giunta regionale a stoppare tutte le autorizzazioni di ricerca e prelievo di idrocarburi sul territorio regionale in via di rilascio e a revocare quelle già rilasciate.

“Questo tipo di attività – afferma la parlamentare Cinquestelle Valentina Palmeri, prima firmataria della mozione – potrebbe produrre una sismicità indotta o innescata, anche a diversi chilometri di distanza. Le estrazioni e le attività di ricerca potrebbero essere molto pericolose in una terra ad alto rischio sismico come la Sicilia, dove sono ancora vivi i ricordi dei disastrosi sismi di Messina nel 1908 e della Valle del Belice del 1968, e, per andare più indietro nel tempo, quello della Val di Noto del 1693”.

L’atto del Movimento 5 Stelle prende le mosse da quanto successo in Emilia Romagna, dove tutte le attività estrattive in via di autorizzazione sono state bloccate in seguito alle risultanze di una commissione di inchiesta (ICHESE), istituita dopo il sisma del maggio 2012, che sulla base della revisione di una ricca letteratura scientifica e dei rapporti disponibili, ha evidenziato, tra le altre cose, che “estrazioni e/o iniezioni legate allo sfruttamento di campi petroliferi possono produrre, in alcuni casi, una sismicità indotta o innescata”.

La commissione ha concluso i suoi lavori con una serie di raccomandazioni che in Sicilia non trovano applicazione (le nuove attività di esplorazione per idrocarburi devono essere precedute da studi preliminari, devono essere accompagnate da attività di monitoraggio, etc).

Lo stop della attività estrattive e di indagine in Emilia Romagna era stato chiesto invano già nel 2011 (prima del terremoto, quindi) dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea De Franceschi, con un emendamento (bocciato) al piano energetico regionale.

“Fermare le trivellazioni – afferma Valentina Palmeri – è necessario, considerato che la politica europea in materia ambientale è fondata sul principio di precauzione, come strategia di gestione del rischio, quando i dati disponibili non consentono una valutazione completa del rischio per l’ambiente o per la salute degli esseri umani”.

La necessità di fermare le trivellazioni non nasce solo da pericolo terremoti.

“Continuare a discutere di trivellazioni ed estrazione di idrocarburi senza considerare le conseguenze sul territorio – afferma il presidente della commissione Ambiente dell’Ars, Giampietro Trizzino – è fuori da ogni logica. Chiederemo la trattazione d’urgenza della mozione che abbiamo depositato: è necessario votarla il prima possibile per dare modo all’Assemblea di determinarsi su un tema che non può più essere differito”.

“A prescindere dal rischio di eventuali sismi – afferma la deputata Cinquestrelle Angela Foti – la certezza è che questo tipo di trivellazioni danneggia le falde acquifere e ne provoca l’abbassamento . Questo comporta maggiori costi per il raggiungimento delle stesse. Solo questo basta ed avanza ad essere più che cauti con queste attività”.

“L’approvazione da parte dell’ARS della mozione – afferma l’Ing. Mario Di Giovanna, portavoce del comitato ‘Stoppa la Piattaforma’ – è un atto doveroso, occorre puntare decisamente verso forme di produzione di energia alternativa e distribuita nel territorio, che al contrario delle estrazioni petrolifere, non costituiscono un pericolo per l’uomo e che portano un reale sviluppo economico compatibile con l’ambiente”.

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