Sciacca, chiusura sportelli Riscossione Sicilia. M5s: “Disarmanti le risposte del governo regionale”

Il deputato Cinquestelle Matteo Mangiacavallo ha incontrato ieri l’assessore Regionale al Bilancio: “La politica non resti a guardare”.

Riscossione-Sicilia

Si è svolto ieri un terzo incontro tra l’assessore regionale al Bilancio e il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo sulla questione relativa alla chiusura degli sportelli all’utenza di Riscossione Sicilia (fra i quali quello di Sciacca e Caltagirone) alla presenza, stavolta, anche di una rappresentanza dei dipendenti dell’ufficio saccense.

Le risposte del governo regionale sono disarmanti – riferisce Matteo Mangiacavallo – l’assessore si è limitato a rassicurare i dipendenti, promettendo loro un incontro con il Presidente del CDA di Riscossione Sicilia al fine di chiarire le peculiarità presenti nel piano industriali e le motivazioni che hanno spinto i vertici ad optare per determinate scelte che appaio irrevocabili. Lo stesso Agnello si limita ad affermare che non interviene sulla questione per non mostrare ingerenze. Tutto ciò è appare oltremodo assurdo poiché, pur trattandosi di un ente di diritto privato, la maggior azionista risulta essere la Regione siciliana“.

E’ chiaro che non possiamo fermarci a queste risposte – continua il Cinquestelle – perché dal governo regionale attendiamo azioni maggiormente concrete e pertanto non abbasseremo la guardia e continueremo con l’impegno sin ora profuso anche successivamente all’approvazione di un atto di indirizzo politico che obblighi il governo all’adozione di tutti i provvedimenti necessari per evitare la chiusura degli uffici voluta dai vertici di Riscossione Sicilia”.

E’ uno di quei momenti in cui la politica ha bisogno di sollecitazioni da parte della società civile. L’azione dei deputati regionali, se non viene supportata dai cittadini che scendono in campo per difendere un loro diritto, rischia di apparire come una mera battaglia per la tutela dei soli lavoratori degli sportelli. Tutti noi sappiamo che non è così e che le chiusure programmate porteranno disagi principalmente ai cittadini di Sciacca e dell’hinterland. Bisogna farlo capire anche ai “sordi” vertici di Riscossione Sicilia e a quella politica che, ancora adesso, rimane alla finestra a guardare“.

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San Giovanni Gemini e Cammarata a rischio isolamento. L’interrogazione del M5s

In pessime condizioni le strade provinciali n.24 e n.26 che collegano i due comuni alla statale 189. L’interrogazione del M5s, primo firmatario Matteo Mangiacavallo: “Entrambe le strade sono soggette ad importanti movimenti franosi, a continui smottamenti e cedimenti. Chiediamo un intervento tempestivo”.

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Ancora in pessime condizioni le strade provinciali dell’agrigentino, la n. 24 e la n.26, che collegano i comuni limitrofi di San Giovanni Gemini e Cammarata alla statale 189 (Pa- Ag), nonché alla scalo ferroviario di Cammarata”. Così il deputato del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo interroga il governo e l’assessorato Infrastrutture e mobilità, affinché venga sollecitato urgentemente l’intervento del commissario della ex provincia. “Entrambe le strade – afferma Mangiacavallo – sono soggette ad importanti movimenti franosi, a continui smottamenti e cedimenti; e tali condizioni determinano un concreto e continuo pericolo per i cittadini nonché il rischio effettivo di isolare i due Comuni”. “Ovviamente – aggiunge – per tale situazione, ad oggi, non è stato posto in essere alcun intervento strutturale che possa eliminare tali criticità”.

Nello stesso atto parlamentare, il deputato saccense denuncia la mancata realizzazione di due importanti progetti strutturali; uno dei quali approvato addirittura nel lontano 1998, con determina presidenziale n.1067, e che prevedeva lavori di ammodernamento della strada provinciale 26. ”Il progetto si arenò circa dieci anni fa, – continua il deputato Cinquestelle – perso dietro lungaggini burocratiche; infatti, a distanza di diversi anni, quando finalmente venne nominato il gruppo di progettazione, quest’ultimo non fu capace di provvedere all’adeguamento del progetto nei tempi dovuti”.

Chiediamo dunque un intervento tempestivo – conclude Mangiacavallo – ritenendo necessario un sistema di investimenti utile a riqualificare, riorganizzare e potenziare il sistema viario della Sicilia ed in particolar modo quello della provincia di Agrigento ormai a brandelli”.

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L’Italia onesta di Di Matteo

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Di seguito parte del discorso del procuratore Nino Di Matteo ieri in via D’Amelio, a Palermo.

“Non si può assistere in silenzio al preminente tentativo di trasformare il magistrato inquirente in un semplice burocrate inesorabilmente sottoposto all’arbitrio del proprio capo, di quei dirigenti degli uffici sempre più spesso, purtroppo, nominati da un Csm che rischia di essere schiacciato e condizionato nelle sue scelte di autogoverno dalle pretese correntizie e politiche e dalle indicazioni sempre più stringenti del suo presidente (Napolitano ndr).

Non si può ricordare Paolo Borsellino e assistere ai tanti tentativi in atto, dalla riforma dell’ordinamento giudiziario, a quella in cantiere sulla responsabilità civile dei giudici, alla gerarchizzazione delle Procure anche attraverso sempre più numerose e discutibili prese di posizione del Csm. Non si può ricordare Paolo Borsellino e assistere in silenzio a questi tentativi finalizzati a ridurre l’indipendenza dei magistrati a vuota enunciazione formale con lo scopo di annullare l’autonomia del singolo pm.

Voglio ringraziare tutti quei cittadini che si pongono a scudo di tanti che, anche nella politica, continuano a calpestare quei valori che furono di Paolo Borsellino, contro l’arroganza dei prepotenti e degli impuniti. Le commemorazioni hanno un senso solo se sostenute dal coraggio che dovremo dimostrare da domani. Rispetto alla strage di via D’Amelio c’è il dovere etico e morale di cercare verità, anche se ci rendiamo conto che quel cammino costi sempre di più lacrime e sangue, per continuare a cercare la verità è necessario innanzitutto con onestà intellettuale rispettare la verità e non avere mai paura a declamarla anche se può apparire sconveniente.

Oggi ci troviamo davanti a un muro di gomma e di indifferenza istituzionale. E c’è il pericolo di un clima di delegittimazione che si nutre di silenzi colpevoli, ostacoli e tranelli disposti per arginare quell’ansia di verità rimasta patrimonio di pochi.

Affermano il falso i tanti che, qualcuno per strumentale interesse, continuano a ripetere che i processi delle stragi hanno portato a un nulla di fatto fingono di ignorare che 22 persone sono state definitivamente condannate per concorso in strage. In molti anche all’interno delle istituzioni sanno ma continuano a preferire il silenzio, certi che quell’omertà continuerà a pagare magari con l’evoluzione di splendide carriere. Il cammino di liberazione dalla mafia è rimasto a metà del guado, mentre ai ladri e ai corrotti si assicura la sostanziale impunità.

In una sentenza definitiva della Corte di Cassazione è accertato che un partito politico, divenuto forza di governo nel 1994, ha poco prima annoverato tra i suoi ideatori e fondatori un soggetto da molto tempo colluso con gli esponenti di vertice di Cosa nostra e che da molti anni fungeva da intermediario consapevole dei loro rapporti con l’imprenditore milanese che di quel partito divenne esponente apicale. Oggi questo esponente politico (Silvio Berlusconi, ndr), dopo essere stato definitivamente condannato per altri gravi reati, discute con il Presidente del Consiglio in carica di riformare la legge elettorale e quella Costituzione alla quale Paolo Borsellino aveva giurato quella fedeltà che ha osservato fino all’ultimo respiro. E’ necessario non perdere la capacità di indignarsi e trovare la forza di reagire, tutti abbiamo il dovere di evitare che anche da morto Paolo Borsellino debba subire l’onta di vedere calpestato il suo sogno di giustizia”.

Nino Di Matteo, Palermo 19 luglio 2014

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Matteo Mangiacavallo presenta un emendamento per salvare il Toscanini

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Riprenderà oggi alle 16 la discussione della manovra finanziaria ter in Commissione Bilancio all’Ars con l’obiettivo di concludere l’esame dell’articolato entro stasera. Terminata questa prima fase si passerà alla rassegna degli emendamenti aggiuntivi tra i quali ve ne sono diversi proposti dal deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo.

Dovrà superare l’esame, oltre ai due presentati a favore delle Terme di Sciacca, anche un emendamento che sostiene i costi per il funzionamento dell’Istituto musicale “Arturo Toscanini” di Ribera.

Come ogni anno la ex provincia di Agrigento taglia i fondi destinati all’istituto riberese che rappresenta una delle poche eccellenze riconosciute del nostro territorio.
E’ assurdo” – dichiara Matteo Mangiacavallo – “che sistematicamente si possa mettere in discussione l’offerta formativa di un istituto importante come il Toscanini. Confido che, oltre al M5S, anche le altre forze politiche vorranno sostenere lo stanziamento necessario previsto dal nostro emendamento“.

Di seguito il testo dell’emendamento.

EMENDAMENTO AGGIUNTIVO AL DISEGNO DI LEGGE GOVERNATIVO N. 782

“Assestamento del bilancio della Regione per l’anno finanziario 2014 – Variazioni al Bilancio di previsione della Regione siciliana per l’esercizio finanziario 2014 e modifiche alla L.R. 28/1/2014 n. 5 – Disposizioni programmatiche correttive per l’anno 2014. Legge di stabilità regionale – Disposizioni varie”.

Al DDL n. 782 è aggiunto il seguente :

ART.___

“1. Al fine di garantirne la prosecuzione dell’attività didattica nonché il funzionamento amministrativo, nelle more della statizzazione prevista dalla Legge 508/99, è trasferita la somma 585 migliaia di euro all’Istituto Superiore di Studi Musicali “Toscanini” di Ribera.”.

Mangiacavallo Matteo (M5S)

Cancelleri Giovanni Carlo
Cappello Francesco
Ciaccio Giorgio
Ciancio Gianina
Ferreri Vanessa
Foti Angela
La Rocca Claudia
Palmeri Valentina
Siragusa Salvatore
Trizzino Giampiero
Tancredi Sergio
Zafarana Valentina
Zito Stefano

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Segnaletica orizzontale in Via Ovidio: urge intervento

sciacca_via_ovidio

Alcuni nostri concittadini hanno segnalato un problema al Meetup Sciacca 5 Stelle che vogliamo girare immediatamente al sindaco, avv. Fabrizio di Paola, affinché si possa trovare una celere soluzione.

Si tratta dei residenti della Via Ovidio che hanno voluto evidenziarci le difficoltà, soprattutto per chi tra loro è più avanti con l’età, di attraversare la strada a causa dell’assenza di strisce pedonali, in particolare nelle ore in cui insiste un maggior traffico veicolare. Ci hanno precisato che l’anno scorso avevano sollevato il problema all’Urp del Comune di Sciacca, ma non hanno avuto più alcun riscontro.

Siamo andati a verificare e, come segnalatoci, ai bordi della carreggiata, all’altezza dei numeri civici 7 e 11, esistono due tracce ormai quasi impercettibili di attraversamenti pedonali che di fatto non possono essere ritenuti tali.

Andrebbe pertanto rifatta la segnaletica orizzontale al fine di garantire maggiore sicurezza per tutti coloro, in particolar modo bambini e anziani, residenti e non, che si trovano ad attraversare la Via Ovidio.

Siamo certi che l’amministrazione comunale vorrà provvedere tempestivamente.

Le immagini sottostanti, prelevate da Street View di Google Maps, risalgono al 2010 e anche all’epoca le strisce pedonali erano ormai sparite.

 

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Matteo Mangiacavallo (M5S): “Cauto ottimismo per la vicenda dell’Ospedale di Sciacca”

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L’ordine del giorno sull’Ospedale di Sciacca, presentato dal deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo durante la seduta dello scorso 2 luglio in aula all’Ars e accettato come raccomandazione dall’assessore al ramo Dott. Lucia Borsellino, ha avuto un primo interessante riscontro.

Lo stesso assessore regionale aveva sentito, nei giorni scorsi, il nuovo direttore generale dell’Asp, dott. Ficarra, per discutere in ordine alle criticità rappresentate nell’atto parlamentare ed oggi il dott. Ficarra, alla presenza del direttore medico del presidio saccense, dott. Migliazzo, ha ricevuto il portavoce del M5S Matteo Mangiacavallo.

Durante l’incontro sono state sviscerate tutte le tematiche riguardanti il nosocomio saccense e sono state concordate diverse soluzioni per tamponare principalmente le urgenze in attesa dell’imminente approvazione del piano sanitario.

In ordine alla mancanza di medici nel reparto di anestesia e rianimazione il direttore Ficarra sta provvedendo all’approvazione della graduatoria relativa all’avviso rivolto ai neo specializzati e già nelle prossime settimane dovrebbero essere sottoscritti i primi contratti. Due medici saranno destinati a sopperire le carenze del reparto di cardiologia, sarà inoltre nominato (anche se per un periodo di 60gg.), il direttore dell’unità complessa di Ortopedia ed è stata altresì garantita la nomina di un primario per il reparto di anatomia patologica.

Al reparto di emodinamica sarà garantito, in attesa della rimodulazione della rete ospedaliera, e quindi della nomina del primario, il supporto del direttore della stessa Unità del San Giovanni di Dio nonché di un medico cardiologo che nella fase di addestramento affiancherà i colleghi per acquisire le specifiche competenze necessarie.

Il deputato regionale del Movimento 5 Stelle ha colto con compiacimento lo spirito fattivo con il quale il direttore Ficarra sta affrontando le problematiche relative all’Ospedale di Sciacca e ha percepito l’interesse, anche dello stesso governo regionale, di porre fine alle criticità che interessano la struttura saccense.

Mangiacavallo è stato rassicurato infine che, rientrate le emergenze, tra cui la carenza del personale infermieristico, si affronteranno altre questioni importanti come la convenzione tra l’Asp e la Fondazione Maugeri e la banca del sangue cordonale di Sciacca. Nelle prossime settimane il portavoce regionale del M5S tornerà ad Agrigento per fare un ulteriore punto della situazione.

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Matteo Mangiacavallo: “La chiusura di Riscossione Sicilia di Sciacca è una scelta inopportuna e immotivata”

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Scegliere di chiudere diversi sportelli destinati all’utenza, tra cui quello di Sciacca, è una scelta tanto inopportuna quanto immotivata. La direzione di Riscossione Sicilia non può, infatti, giustificarla adducendo esigenze di carattere economico perché l’eventuale risparmio generato dalla soppressione di questo servizio corrisponde ad un conseguente ed ovvio aggravio di spese sia per la collettività che per gli operatori che dovranno necessariamente spostarsi, percorrendo diversi chilometri su strade notoriamente pericolose, per raggiungere gli uffici più vicini. Non possiamo consentire, con la chiusura di questi sportelli, un ulteriore dispendio di risorse economiche e sociali mascherato col classico ritornello della “spending review”.

Nelle scorse settimane ho preso coscienza del problema, visitando gli uffici di Riscossione Sicilia di Sciacca. Ho, di seguito, incontrato il nuovo assessore regionale al Bilancio per avere ragguagli in proposito ricevendo risposte evasive e insoddisfacenti. Con il mio collega Francesco Cappello abbiamo dunque inoltrato, in data 11/07, una richiesta di audizione immediata (vedi immagine) in II Commissione legislativa all’ARS dove attendiamo di sentire, in pieno esame della legge finanziaria ter 2014, i vertici di Riscossione Sicilia, a confronto con il governo regionale, per meglio intendere e chiarire le motivazioni che stanno alla base della scelta che non possiamo che contestare. Nell’attesa ho inoltrato un’interpellanza con risposta urgente (sotto riportata) invitando l’assessore Agnello, a cui è affidata la vigilanza di questo Ente, ad intervenire contro la soppressione dello sportello. Se non riceveremo una risposta in tempi brevi, interverremo in aula con un ordine del giorno al fine di ottenere un impegno ben preciso.

Matteo Mangiacavallo (M5S)

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XVI Legislatura ARS

ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
INTERPELLANZA

N. Iniziative in merito alla chiusura degli uffici di Riscossione Sicilia S.p.A di Sciacca (Ag) prevista per il 15 settembre 2014.

Al Presidente delle Regione
All’Assessore per l’economia

PREMESSO CHE:

* con decreto dell’Assessore per l’economia del 28 settembre 2011, in seguito al processo di riforma del sistema della riscossione in Sicilia, è stato disposto l’incorporazione della SERIT Sicilia S.p.A. con la controllante Riscossione Sicilia S.p.a;
* la stessa Riscossione Sicilia S.p.A. ha adottato un piano industriale che prevede, fra l’altro, la chiusura dello sportello di Sciacca a far data dal 15 settembre 2014 ed il contestuale trasferimento delle 14 unità lavorative presso altre sedi;

CONSIDERATO CHE:
* l’ufficio Riscossione Sicilia di Sciacca serve un territorio estremamente vasto garantendo un servizio ad un bacino di utenza di circa 140 mila abitanti di ben 15 Comuni che distano dalla sede provinciale di Agrigento della Riscossione Sicilia S.p.A. diverse decine di chilometri;
* che anche l’alternativa avanzata, relativa ad una trasformazione dell’ufficio ad un mero sportello polifunzionale, appare oltremodo insufficiente a garantire un servizio completo ed efficiente alla popolazione interessata;
* la chiusura dell’ufficio di Riscossione Sicilia S.p.A. di Sciacca rappresenta l’ennesimo atto di lungo e costante processo di depauperamento dei servizi di un vasto comprensorio già notevolmente colpito da scelte politiche nefaste;
* detta soluzione non trova fondamento neanche nel più generale principio costi/benefici poiché il costo dei locali (affitto e utenze in genere) ammonta a circa 20.000,00 euro a fronte dei 5.000.000,00 di euro annui che si registrano in entrata nell’ufficio de quo;
* il Comune di Sciacca ha manifestato, inoltre, la propria volontà di mettere a disposizione di
Riscossione Sicilia S.p.A. dei locali adeguati a costi irrisori.

PER CONOSCERE

se non ritengano di dovere intervenire presso il Consiglio d’amministrazione della Riscossione Sicilia S.p.A., impartendo allo stesso precise direttive circa il mantenimento dell’Ufficio di Sciacca, con lo stesso organico e le medesime attuali funzionalità, considerando non condivisibile il ridimensionamento deliberato, sia sotto il profilo economico che in considerazione dei conseguenti gravi disagi che si arrecherebbero a danno delle migliaia di utenti di un comprensorio di circa 140 mila abitanti di 15 diversi Comuni.

(Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)

16 luglio 2014

MANGIACAVALLO (M5S)
CAPPELLO (M5S)
CANCELLERI (M5S)
TRIZZINO (M5S)
ZITO (M5S)
CIACCIO (M5S)
SIRAGUSA (M5S)
TANCREDI (M5S)
CIANCIO (M5S)
FOTI (M5S)
FERRERI (M5S)
PALMERI (M5S)
LA ROCCA (M5S)
ZAFARANA (M5S)

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Crolla il viadotto “Lauricella” nell’agrigentino. Scatta l’Interrogazione M5s

Il deputato Mangiacavallo: “La regione intervenga con l’Anas e si provveda urgentemente ad interventi di ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture del territorio siciliano”.

ponte_lauricellaChiediamo all’Assessorato Infrastrutture e Mobilità quali interventi intenda intraprendere nei confronti della Direzione regionale ANAS per la Sicilia, per il cedimento strutturale del viadotto “Lauricella” nella Strada Statale 626 nei pressi di Ravanusa (Ag)”. Così recita l’interrogazione urgente a firma del deputato M5s Matteo Mangiacavallo, e che riguarda il crollo del ponte avvenuto ieri nell’agrigentino.

Il crollo del viadotto “Lauricella” di ieri non è il primo cedimento strutturale registrato negli ultimi anni in Sicilia – afferma il deputato Mangiacavallo – e stando allo stato dell’arte delle infrastrutture regionali, potrebbe non essere l’ultimo; ecco perché chiediamo l’intervento urgente del governo regionale affinché intervenga con l’Anas affinché vengano effettuati effettui, in generale, interventi di ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture del territorio siciliano”.

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Resoconto sommario di circa un anno e mezzo di attività

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In cuor mio avevo deciso di non rispondere più ad attacchi diretti alla mia persona nel merito della linea e dell’azione politica che ho deciso di portare avanti in questo primo anno e mezzo di esperienza all’interno dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Noi del M5S non nasciamo “imparati” e non viviamo all’interno di alcuna segreteria politica. Svolgiamo il nostro ruolo nelle istituzioni da cittadini quali siamo, e quali ci sentiamo, e fuggiamo da quelle logiche che hanno distrutto il nostro Paese e che, in fin dei conti, ci hanno costretti a scendere in campo.

Accetto le critiche quando sono costruttive ma non accetto quelle che appaiono esclusivamente provocazioni o strumentalizzazioni, rifiuto le polemiche e cerco di lasciar parlare i fatti.

L’essere indicato da alcune testate giornalistiche della nostra provincia come il regionale agrigentino più attivo stride fortemente con il messaggio di chi a Sciacca parla del mio scarso impegno, tant’è che verrebbe da concludere che lo faccia in buona fede se disinformato, in mala fede se alla ricerca di visibilità e di consenso o in maniera tendenziosa se consapevole che un deputato all’ARS non può occuparsi esclusivamente dei problemi relativi alla propria città di appartenenza.

Fortunatamente non ho bisogno di visibilità per far trapelare la mia attività. Non sono abituato, l’ho detto più volte, alla politica di facciata, alla passerella fine a se stessa, al comunicato stampa diramato con lo scopo di acquisire un determinato spazio mediatico. Chi lo ha fatto a Sciacca, nel recente e nel passato più remoto, è stato prima smentito dalla prova dei fatti e poi è stato punito dai suoi stessi elettori.

Mi sorprende, e credo proprio che non finirò mai di sorprendermi, che la politica saccense, la stessa che ha distrutto sistematicamente tutte le sue risorse migliori, naturali ed economiche, che ha consentito che determinate criticità (quelle che adesso attanagliano noi e i nostri concittadini) divenissero incancrenite (e di queste Terme e Ospedale sono soltanto la punta dell’Iceberg), la stessa politica che ha regalato la nostra acqua ai privati e stava vendendo il nostro Tribunale possa avere la faccia tosta di puntare il dito su chi cerca, in maniera onesta e silenziosa, ma non per questo meno efficace, di portare a casa qualche risultato per la collettività. Non mi sorprendo perché mi ritenga esente da critiche, anzi, se queste aiutano a crescere che ben vengano, ma lo faccio perché sto cercando di risolvere i problemi che quella stessa politica ha creato nel corso degli ultimi anni, e lo sto facendo seguendo lo schema che da semplice cittadino ho sempre desiderato per essa: una politica che non guardi l’origine della proposta ma il merito, una politica che guardi gli interessi di tutta la collettività e non quelli di pochi, una politica di collaborazione e cooperazione per il bene comune e non di scontro e litigiosità, una politica che non ricerca un posto migliore dove sedersi.

Seguendo questo spirito, il deputato regionale assume due funzioni principali, quella ispettiva e quella legislativa, da svolgere nelle sedi opportune. A queste aggiungo quello di essere mediatore tra le parti nella ricerca di soluzioni appropriate ai problemi che coinvolgono la collettività. E ancora denunciare e condannare gli “abusi”.

Giusto per chiarire cosa ho fatto in questo primo anno e mezzo di attività, in cui ho dovuto anche “imparare il mestiere” prima di mettermi a regime, mi preme ricordare alcuni numeri. Ho presentato 2 disegni di legge (anche se numerosi altri ne ho ancora in cantiere e di questi parlerò nei prossimi mesi), 34 interrogazioni parlamentari, 6 interpellanze, 6 mozioni e 3 ordini del giorno. Diversi gli atti di cui ho condiviso forma e sostanza: 87 Disegni di legge, 435 interrogazioni parlamentari, 122 interpellanze, 120 mozioni e 49 ordini del giorno. 864 atti parlamentari presentati negli ultimi 19 mesi per i quali non mi sono limitato alla semplice apposizione della firma ma per i quali esiste una corrispondenza con azioni e linee politiche ben precise, interventi che richiedono impegno e dedizione e per le quali ho sacrificato il mio tempo e quello di chi mi sta accanto.

A questi 864 atti parlamentari, aggiungo un centinaio di richieste di accesso agli atti e numerosi emendamenti presentati a disegni di legge in discussione presso L’ARS.

Ogni atto parlamentare prodotto è il frutto di numerosi incontri ed interlocuzioni con la gente che vive i problemi e che sa anche quali siano le soluzioni. La politica, a mio avviso e ad avviso del M5S, deve solo sapere ascoltare, ma è proprio la stessa politica che, spesso, rimane sorda pur avendo le soluzioni a portata di mano.

Avevo intenzione di relazionare in maniera compiuta e precisa tutta la mia esperienza di parlamentare regionale ma mi scuso, specialmente con la politica locale (che tenta di sfruttare il mio silenzio, il mio basso profilo e la disinformazione della gente per i propri scopi) per non avere avuto ancora il tempo di farlo. E allora colgo l’occasione di questa nota per riassumere le principali attività che mi hanno visto impegnato, in primo luogo all’interno della Commissione legislativa di appartenenza, quella delle “Attività Produttive”, con la quale ho avuto modo di attraversare tutto il territorio regionale per poter dare risposte ai problemi nel campo dell’agricoltura, della pesca, dell’artigianato, del commercio e dell’industria siciliana, e in secondo luogo in soccorso di tutte le realtà del territorio locale e provinciale a cui appartengo, anche se queste riguardano ambiti relativi ad altre commissioni parlamentari.

Sono diverse le tematiche con le quali mi sono dovuto confrontare e in cui mi sono imbattuto seppur provenendo da percorsi di studio ed esperienze professionali molto distanti e differenti da esse. La scelta della commissione “Attività produttive” non era stata comunque casuale ma, al contrario, ben ponderata. Avevo pensato di poter dare un migliore contributo affrontando le problematiche di quei settori che rappresentano l’asse portante dell’economia saccense, di quella agrigentina, di quella regionale tutta. E con spirito di sacrificio ho cominciato a studiare.
Ho incontrato più volte tutte le categorie e più volte ho richiesto e presenziato le audizioni organizzate per esporre, affrontare e risolvere le criticità più sostanziali. I risultati positivi raggiunti come gli insuccessi non sono da imputare alla singola azione parlamentare ma a quella, congiunta, di tutte le forze politiche interessate.

In tema di pesca e marineria, tenendo sempre presente che gran parte degli interventi mirati per la soluzione delle problematiche relative al comparto esulano dalle competenze regionali, ho chiesto, con esito positivo, che non venisse soppresso il Dipartimento regionale alla Pesca. Ho seguito l’iter istruttorio per l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti e delle isole ecologiche nei porti di Sciacca e Porto Palo di Menfi e attendo la sua conclusione, attualmente in fase di stallo presso l’Assessorato regionale all’Energia. Ho portato all’attenzione dell’assessore al ramo tutte le difficoltà affrontate sistematicamente dagli operatori del settore.

In tema di sanità, tralascio le azioni portate avanti per l’Ospedale e la Banca del cordone ombelicale di Sciacca, atte a limitare le possibilità di declassamento delle sue unità operative, un depotenziamento o addirittura la soppressione, le numerose interlocuzioni con l’assessore alla sanità, il commissario e direttore generale dell’ASP di Agrigento e gli incontri con operatori e medici, azioni che si possono tradurre in una decina di atti parlamentari, gli incontri per il raggiungimento di un accordo con il Maugeri per lo svolgimento di terapie ambulatoriali.

Ho avuto ragguagli, a seguito di una precisa e attenta attività ispettiva, sullo stato dell’arte del Registro Tumori della provincia di Agrigento che dovrebbe, finalmente, veder luce in breve tempo. Ho difeso il punto nascite dell’Ospedale di Licata dal rischio soppressione e mi sono schierato contro la soppressione o il depotenziamento di quelli di Ribera e Canicattì.

Ho raccolto notizie in merito al bando pubblico regionale di concorso straordinario per titoli per l’assegnazione delle sedi farmaceutiche in Sicilia e ho abbracciato la battaglia dei laboratori di analisi in conflitto con l’amministrazione regionale. Ho richiesto interventi volti alla trasparenza delle procedure di selezione dei direttori generali delle ASP siciliane.

Per le Terme di Sciacca ho incontrato più volte sindacati, dipendenti, funzionari regionali e il commissario dott. Turriciano. Il frutto di questi incontri è stato, fra le altre cose, un emendamento in finanziaria 2013 per garantire i livelli occupazionali dei lavoratori stagionali del complesso termale. Con atti ispettivi ho acquisito documentazioni sulla gestione commissariale e più volte ho incontrato l’assessore al ramo per capire le reali intenzioni per la sorte delle società per azioni in liquidazione. Sono presente alle concertazioni per il bando pubblico relativo alla manifestazione di interesse che dovrà uscire a breve. Ho richiesto il finanziamento delle somme necessarie per il risanamento dei debiti contratti dalla società e sto cercando di far snellire le procedure per l’aggiunta della dizione “terme” a tutte le città termali regionali.

Riguardo all’agricoltura, ho raccolto notizie in merito al decreto di approvazione della convenzione tra la Regione siciliana e l’Ente di sviluppo agricolo per il coordinamento e potenziamento del sistema regionale di protezione. Seguo da vicino le problematiche relative ai consorzi di bonifica e alla loro riforma, mi sono battuto per l’avvio immediato della stagione irrigua e per la sorte dei numerosi lavoratori.

Sul tema della spesa pubblica regionale e sulle nomine dei funzionari, in particolari modo sull’applicazione della legge regionale n. 10 del 2000 relativamente all’ordinamento della dirigenza, ho chiesto di bandire immediatamente le procedure di selezione concorsuale per esami e di procedere ad una rotazione e ad un avvicendamento dei dirigenti, coinvolgendo nelle nomine coloro che fino a questo momento non siano stati impiegati alla guida delle strutture burocratiche regionali. Ho chiesto, attraverso interrogazioni e risoluzioni da votare in commissione, notizie sulle illegittime promozioni di 43 dipendenti della Cassa regionale per le imprese artigiane e di provvedere a assumere gli opportuni provvedimenti, in primis la rimozione, nei confronti di coloro che, eventualmente, si siano resi responsabili di tale illegittima condotta. Nonostante le richieste avanzate, non ho ancora ricevuto notizie in merito all’applicazione delle prescrizioni e dei divieti previsti dal d.lgs. 8 aprile 2013, n. 39, in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi nelle pubbliche amministrazioni per accertare sotto il profilo della legittimità, legalità, correttezza, trasparenza ed efficienza dei comportamenti dell’amministrazione regionale quanti e quali siano i casi di incompatibilità in atto esistenti, a diversi mesi dalla disposizione presidenziale, presso l’Amministrazione regionale, e perché non si sia ancora provveduto alla sostituzione dei soggetto interessati.

Sul tema dell’acqua pubblica, a prescindere dalla mia condivisione e adesione al comitato provinciale Inter.Co.PA, è risaputo il mio impegno da sempre in questa battaglia di civiltà. Ho più volte rappresentato, nelle sedi opportune, i cittadini che hanno votato SI al referendum del 2011, attraverso una serie di iniziative finalizzate alla risoluzione della convenzione di gestione del S.I.I. tra l’ATO Idrico di Agrigento e la Girgenti Acque SPA,. Ho chiesto di rivedere i confini dell’ATO Idrico di Agrigento al fine di consentire la fuoriuscita dalla gestione Girgenti Acque per tutti quei Comuni, tra cui Sciacca, che ne avessero fatto richiesta, di bloccare il taglio delle utenze idriche per le utenze morose incolpevoli, di sollecitare l’accertamento delle responsabilità.

Senza approfondimenti ulteriori, voglio citare altri temi di cui mi sono già occupato e continuo a farlo.

Ho chiesto il ripristino degli stanziamenti in bilancio dei contributi regionali per il triennio 2013-2015 per le manifestazioni artistiche e turistiche della Sagra del mandorlo in fiore e dei carnevali di Sciacca, Acireale, Termini Imerese, Misterbianco, Barcellona Pozzo di Gotto, Trecastagni e Partanna Mondello, sostenuto con un emendamento nelle precedenti manovre finanziarie.

Ho chiesto chiarimenti in ordine ai decreti del dirigente generale dell’Assessorato delle attività produttive in materia di agevolazioni in favore dei centri commerciali naturali e ho avuto riscontri positivi sulle pratiche presentate dal consorzio saccense.

Ho richiesto notizie in merito alla restituzione del della statuetta raffigurante il dio fenicio Melqart alla città di Sciacca e non ho mai abbandonato l’idea di rivederla a Sciacca, tornando più volte a parlarne con l’assessore di competenza alla ricerca di soluzioni che siano concilianti tra i diversi interessi in campo.

Ho sollecitato l’assessore al Bilancio in merito al recupero dei crediti vantati nei confronti dell’Ente Acquedotti Siciliani (EAS) posto in liquidazione nel 2004, da parte dei numerosi Comuni siciliani, con particolare riferimento alla situazione creditoria del Comune di Sciacca(AG) e, come risaputo, la Regione Sicilia farà di tutto per non sostituirsi all’Ente debitorio e sarà pertanto essenziale l’azione giudiziaria che il sindaco di Sciacca sarà capace di portare avanti per riavere le somme spettanti.

Ho chiesto notizie sulla gestione dell’impianto faunistico sito nel Parco d’Orleans e sul mantenimento delle specie animali presenti al suo interno, in merito all’approvazione del piano del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in merito all’approvazione del Parco dei Monti Sicani, in merito allo SPRINT SICILIA (Sportello regionale per l’internazionalizzazione) e alla nomina del dirigente preposto, in ordine all’Enoteca regionale della Sicilia.

Ho avanzato una richiesta, accolta dall’assessore al Territorio e Ambiente e poi improvvisamente bloccata, per l’immediata chiusura del poligono di tiro di Contrada Drasy (Punta Bianca) sì da restituite il sito alla esclusiva fruizione turistica, nonché garantire la tutela della salute e della sanità pubblica.

Ho chiesto notizie in merito al Piano dei rifiuti del Comune di Favara. Sono stato a fianco degli studenti universitari per la soluzione delle problematiche relative all’erogazione delle Borse di Studio, a fianco dei pendolari per le criticità sollevate in merito ai servizi di trasporto pubblico Ribera-Sciacca-Palermo, a fianco degli operatori del settore contro i limiti imposti dal Piano paesaggistico della provincia di Agrigento, a fianco dei cittadini racalmutesi contro gli aumenti della TARSU nella loro città e per tutte queste questioni ho chiesto e ottenuto un confronto aperto nelle commissioni legislative, ho proposto e fatto votare risoluzioni per impegnare il governo e porre fine alle questioni.

In merito all’applicazione delle norme relative alla trasparenza amministrativa e agli istituti di partecipazione popolare nei comuni della Regione, ho chiesto provvedimenti per rendere immediatamente esecutiva, nei Comuni inadempienti, la normativa vigente e le azioni volte al controllo dell’applicazione della normativa nelle Pubbliche Amministrazioni.

Ho acquisito informazioni in merito alla mancata nomina del Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti.

Ho seguito, e continuo a seguire da vicino, le sorti dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “A.Toscanini” di Ribera. Ho promosso una mozione di indirizzo per bloccare il rigassificatore di Porto Empedocle. Ho chiesto di escludere tassativamente l’impianto di parchi eolici e fotovoltaici di grandi dimensioni nelle zone della Valle del Belice e nell’hinterland saccense.

Due, in fine, sono le norme da me presentate. La prima cerca di mettere fine ai commissariamenti infiniti. Attraverso questa norma, un commissario di enti, aziende e organismi i cui organi siano sciolti, non potrà rimanere in carica oltre i primi sei mesi. Allo scadere di questi, non solo non potrà essere più riconfermato ma dovrà essere sostituito da un altro commissario per un massimo di ulteriore sei mesi. Il presidente della Regione a quel punto dovrà ricostituire gli organi societari.

L’altra norma presentata prevede un sostegno al pagamento delle rate di mutuo e affitto ed è rivolto alle cooperative edilizie che hanno acceso mutui con l’IRCAC negli anni passati e che adesso presentano insoluti di pagamento. Da uno studio del M5S, diverse famiglie dell’agrigentino si trovano in uno stato di sofferenza tale che la sospensione di queste rate fino al 31 dicembre 2015 sarebbe per loro vitale. La norma punta alla rimodulazione delle rate scadute e in scadenza.

Concludo qui la mia rassegna con la quale ho voluto “informare” chi spara a zero, non so se con convinzione di causa, su un deputato regionale di minoranza (è bene ricordarlo) che nel suo piccolo è riuscito a ottenere, insieme al gruppo M5S, anche grandi risultati per il suo territorio.

La restante parte della mia attività, non menzionata, riguarda i grandi temi trattati in aula e nelle commissioni, in giro per la Regione Sicilia e presso il gruppo parlamentare all’ARS, temi che hanno visto il M5S protagonista della vita politica e,aggiungerei, di quella buona politica, scevra da interessi di parte.

Vi invito a considerare questa nota come un’estrema sintesi delle attività svolta e che continuo a portare avanti. Molte di queste necessiterebbe di approfondimenti, e per questo invito tutti coloro che vogliano avere un quadro più completo, chiaro, dettagliato, ma soprattutto veritiero, a ricercare sui canali internet ufficiali.

Il mio lavoro qualifica la carica che oggi, con grande rispetto, rivesto e grazie ad esso ritengo di poter camminare a testa alta. Mi chiedo se lo stesso possa dirsi di certi politicanti saccensi.

Matteo Mangiacavallo (M5S)

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