Enti strumentali, ancora sprechi a carico dei siciliani

Il personale degli Enti sottoposti al controllo della Regione guadagna molto più dei loro omologhi dipendenti dell’Amministrazione Regionale stessa. Il deputato Matteo Mangiacavallo (M5s): ”Gli stipendi vanno equiparati, c’è una legge che lo impone”.

Da una legge regionale, la n. 6 del 7 marzo 1997, all’art. 31, emerge l’obbligo di equiparazione tra il trattamento giuridico ed economico (e quindi degli stipendi) del personale degli enti, aziende ed istituti sottoposti al controllo ed alla vigilanza della Regione, e quelli dei loro omologhi dipendenti dell’Amministrazione Regionale stessa.

Questa legge, – denuncia il deputato M5s Matteo Mangiacavallo – come spesso accade nella nostra terra, non viene rispettata proprio da nessuno”. “Infatti – incalza il parlamentare – nessuno degli enti sopra descritti ha provveduto alla definitiva adozione delle tabelle di equiparazione, continuando ad erogare ai propri dipendenti retribuzioni superiori a quelle degli omologhi regionali”.

Ma le responsabilità sono perlopiù politiche, infatti, gli stessi Assessorati competenti alla vigilanza nei confronti dei predetti enti non hanno effettuato alcuna contestazione, ed in particolare quello alla Funzione pubblica, che avrebbe dovuto istituire uno o più specifici tavoli tecnici per la definizione della questione e, invece, non lo ha mai fatto”.

Mangiacavallo ha già presentato un’Interpellanza rivolta al governo nella quale chiede se intenda obbligare enti ed Assessorati a rispettare definitivamente una legge tanto chiara quanto fondamentale per le casse della Regione.

Infatti, – conclude il deputato – tali differenze incrementali hanno aumentato in dismisura i costi per le finanze regionali. Risulta un obbligo per il Governo, che si è impegnato per ridurre gli sprechi, intervenire in modo definitivo su una materia che anche per una non corretta vigilanza continua a provocare danni per le finanze pubbliche ed immotivate posizioni di privilegio per diversi soggetti”.

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L’#articolo18 non si tocca

Qui, qualcuno deve ancora spiegare le ragioni per cui togliere diritti ai lavoratori come l’abolizione dell’articolo 18 possa far ripartire l’economia. Senza certezze un lavoratore investirà di meno, la banca gli negherà un prestito. Qualcuno ci prende per il culo parlando di “conservatorismi” dopo che è stato mantenuto dagli italiani a fare il “poitico” come deputato dal 1953 (Napolitano, ndr). Una riforma per ricattare i lavoratori che possono essere licenziati senza giusta causa. E perché? Perché ce lo chiede l’Europa… ma l’Europa, con rispetto parlando, può andarsene a fanculo. I lavoratori si sono guadagnati quei diritti minimi con decenni di lotte e non li cederanno alla massoneria o alle banche che hanno distrutto intere economie con la bancarotta della finanza del 2008. L’equazione che vogliono far passare questi pescecani è semplice: chiudere i buchi della finanza internazionale con la sottrazione dei diritti sociali. Trasformare i lavoratori in schiavi. E per farlo, da noi hanno messo lì un vecchio e un bambino. L’articolo 18 non si tocca.

Fonte: beppegrillo.it

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Falsi invalidi ad Agrigento, il M5s chiede controlli a tappeto e invia richieste di accesso agli atti

Apprendo con soddisfazione dagli organi di stampa dell’azione di magistratura e forze dell’ordine in provincia di Agrigento per far luce sul fenomeno dello spropositato aumento di accessi ai benefici della legge 104, per scovare e frenare gli eventuali abusi“. Così il deputato M5s all’Ars Matteo Mangiacavallo a meno di due settimane dall’incontro tenutosi tra lo stesso deputato e un folto gruppo di insegnanti e personale della scuola della provincia di Agrigento.

Il personale, tutti lavoratori fuori sede con la costante speranza di un avvicinamento a casa, nel denunciare un alto numero in provincia di “beneficiari” della legge 104/92, avevano chiesto  opportune verifiche, sulla scorta anche di quanto accaduto nella vicina Calabria dove diversi abusi avevano raggiunto gli “onori” della cronaca.

In quella sede (come anche il M5S già nel 2012), Matteo Mangiacavallo si era impegnato affinché si accendessero i riflettori e si alzasse il livello di interesse sulla questione di modo che la giustizia, a cui erano già pervenute diverse denunce di presunti abusi, facesse il suo corso, col sostegno della buona politica.

Ho abbracciato fin da subito la causa del comitato che lotta contro gli abusi della legge 104 perché la ritengo una causa di civiltà – continua il parlamentare pentastellato – la legge 104 è un’ottima legge che tutela tutti i soggetti svantaggiati e tutti i dubbi che aleggiano su di essa vanno fugati. Non si può rischiare, per colpa dei soliti furbi, fortunatamente pochi, che cercano di approfittare meschinamente di ogni situazione, di criminalizzare e penalizzare chi realmente soffre e che ha la necessità di essere aiutato e sostenuto“.

Conclude il deputato regionale Cinquestelle: “Mentre la giustizia inizia giustamente il suo percorso, abbiamo fatto la nostra parte inviando le richieste di accesso agli atti che avevamo promesso al personale della scuola (docenti e ATA) e nel frattempo avvieremo una discussione coi nostri parlamentari nazionali. Una riflessione sul tema è più che obbligatoria”.

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Un governo sordo e una Spa cieca. M5s: sia mantenuto l’attuale livello dei servizi erogati dagli sportelli di Riscossione Sicilia

Si è appena conclusa l’Audizione in merito a Riscossione Sicilia in commissione Bilancio all’Ars. Governo regionale e Società confermano la decisione di declassare gli sportelli periferici a polifunzionali. Arriva così il duro commento dei deputati del Movimento 5 Stelle: “Abbiamo di fronte un governo sordo che non ascolta le direttive indicate dall’Assemblea regionale e che procede, come un kater pillar, passando sopra il volere espresso dai parlamentari. E poi abbiamo una Società, Riscossione Sicilia, cieca, che porta avanti a testa bassa i propri interessi, dimenticando quelli dei siciliani”. “Insoddisfatti, – concludono i deputati Cinquestelle Matteo Mangiacavallo e Francesco Cappello – chiediamo all’assessore al bilancio e alla dirigenza di Riscossione Sicilia di assicurare l’attuale livello del servizio, risultato a cui noi del M5S continuiamo a puntare”.

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Sportelli periferici di Riscossione Sicilia declassati a polifunzionali

Riscossione Sicilia non chiuderà gli sportelli ma li declasserà a polifunzionali.

Arriva così il duro commento dei parlamentari M5s all’Ars: “Quanto sta avvenendo in buona parte degli sportelli periferici di Riscossione Sicilia non è certamente la risposta alle nostre richieste né a quelle che ciascuno dei partecipanti aveva avanzato durante la seduta di Commissione Bilancio all’ARS dello scorso 3 settembre”.

Rappresenta semmai – aggiunge il Cinquestelle Matteo Mangiacavallo, componente della III Commissione – la dimostrazione che, in quella sede, l’assessore Agnello e la presidente Di Salvo, uniche voci fuori dal coro, avevano fatto “contenti e gabbati” tutti i presenti attraverso le rassicurazioni che gli uffici non avrebbero subito la chiusura preventivata con l’ulteriore “contentino” che sarebbero rimasti aperti per gli stessi giorni a settimana”.

Il declassamento di questi a semplici sportelli polifunzionali non significa, infatti, assicurare l’attuale livello del servizio, risultato a cui noi del M5S avevamo puntato, e censurare i comportamenti dell’assessore di un governo irrispettoso degli indirizzi assegnati dalla deputazione dell’Assemblea regionale siciliana ci sembra un atto quanto mai dovuto”.

Pertanto, – concludono dal Movimento – nell’associarci all’iniziativa dei nostri colleghi (l’atto di censura nei confronti dell’assessore Agnello), parteciperemo alla prossima seduta in programma mercoledì 17 con lo spirito di chi è convinto che se Riscossione Sicilia vuole essere questa, è meglio che chiuda”.

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Le ragioni della città

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L’Assessore Monte qualifica come ‘cattiverie’ le numerose voci levatesi attraverso social e media locali relative all’Azzurro Fest. Il Meetup Sciacca 5 stelle ritiene estremamente semplicistica e superficiale l’analisi, se così si può definire, di un evidente malumore che, se le statistiche tratte dai social non ingannano, riguarda gran parte della cittadinanza.

Gli spunti di riflessione su quanto accaduto sono diversi e riteniamo meritino da parte dell’Assessore Monte in primis, e dell’intera Amministrazione poi, una doverosa attenzione e delle risposte nelle sedi opportune.

Il primo punto di riflessione riguarda la concessione a privati, a fine di lucro, di un bene pubblico comunale. In tempi di ristrettezze economiche potremmo ritenere giustificabile simili concessioni (sia che riguardino l’organizzazione di cerimonie che eventi) laddove queste determinino un equo e chiaro vantaggio economico per le casse comunali e quindi, cosa che non è affatto ovvia, direttamente per i cittadini. Tuttavia, nel caso specifico, si rilevano due grosse anomalie, del tutto incomprensibili per il comune cittadino: la prima è che il contributo versato nelle casse comunali è solamente quello relativo all’occupazione di suolo pubblico, quindi dovuto per legge, senza ulteriori vantaggi economici da parte della nostra Amministrazione; la seconda è che il bene in questione non è un bene qualsiasi, ma si tratta della Piazza A. Scandaliato, vetrina della nostra città, che a memoria di tutti noi non è mai stata concessa per simili iniziative.

La concessione della Piazza in maniera così superficiale, caro Assessore Monte, è stato un errore clamoroso e una singolarità di specie che lascia qualche sospetto. Sarà mica che in questa città esistono ‘figli e figliastri’? Il Meetup Sciacca 5 stelle ritiene che su temi così sensibili l’Amministratore non dovrebbe giocare il ruolo del ‘one man show’ ma coinvolgere, nei modi e nelle forme più opportune, l’intera cittadinanza.

Non ci stupisce, inoltre, la mancanza di qualunque spirito ‘imprenditoriale’ da parte dell’Amministrazione di questa città, basta ricordare in tal senso (Amministrazioni Cucchiara e Turturici) la concessione ventennale di oltre 300 parcheggi pubblici, il cui fatturato annuo potenziale è di oltre 400.000€, a una cooperativa privata senza alcun ritorno per il Comune di Sciacca. L’incapacità di un’amministrazione pubblica di far cassa con le proprie risorse, laddove non in mala fede per favorire gli interessi di qualcuno, oggi è del tutto inaccettabile.

Il secondo punto di riflessione riguarda l’oggetto della manifestazione che chiaramente rappresenta l’aspetto soggettivo della questione. La città di Sciacca, per veicolare il suo ruolo di polo turistico, può aver bisogno anche di eventi come il Carnevale, delle sagre alimentari, dei concerti di Piazza e così via, ma non si può per questo relegare ad un angolo la cultura, che rappresenta, in egual misura, un volano di sviluppo sociale, economico e turistico. Constatiamo, invece, che quando si tratta di trovare i fondi per la sponsorizzazione di certe manifestazioni culturali, nate e sviluppatesi spesso grazie al mecenatismo di pochi volontari e sponsor privati, sembra venir fuori tutto il peso della crisi economica dei Comuni. Più agevole sembra invece il percorso di finanziamento di certi eventi, secondo criteri non immediatamente comprensibili, che sembrano trascendere l’oggetto ma non i soggetti. Ritorniamo a chiedere: sarà mica che in questa città esistono ‘figli e figliastri’?

Il terzo e ultimo punto di riflessione riguarda il ruolo del Consiglio Comunale. Purtroppo dall’esterno non è facile accedere per tempo a certe informazioni, ma ci fa sorridere che chi vive all’interno del Palazzo Comunale, sia che si tratti di maggioranza che di opposizione, salti sulla sedia solo a cose fatte. Chi si stupisce e chiede spiegazioni della gestione di questo evento solo adesso avrebbe invece dovuto farlo a suo tempo pretendendo che la questione, vista la rilevanza, fosse sottoposta almeno al parere del Consiglio Comunale. Ci chiediamo l’utilità del voto che la città ha voluto riservare a certi consiglieri ‘sbadati’.

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