Esondazione Platani – Il M5s chiede Audizione di agricoltori e governo regionale. Si terrà il 5 marzo all’Ars

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Dell’ennesima inondazione che ha colpito in questi giorni le campagne dell’agrigentino, in particolare quelle del riberese e i suoi aranceti, se ne discuterà all’ARS il prossimo 5 marzo.

Il deputato regionale M5S Matteo Mangiacavallo ha chiesto e ottenuto un’audizione in III commissione Attività produttive, alla presenza delle Istituzioni locali, degli agricoltori e del governo regionale.

Alla ribalta della cronaca c’è ancora il fiume Platani e gli altri torrenti che, in più parti, hanno rotto gli argini inondando non solo gli agrumeti ma anche i vigneti, gli uliveti e i pescheti. Il tavolo tecnico servirà a fare un punto della situazione sulle conseguenze dei violenti nubifragi che si sono abbattuti sulla provincia di Agrigento e sulle procedure inerenti al potenziale stato di calamità naturale.

Commenta Matteo Mangiacavallo: “Siamo vicini agli agricoltori che stanno vivendo il disagio delle piogge stagionali anche perché molti dei danni che oggi lamentano potevano essere evitati agendo in tempo, come anche noi avevamo richiesto. Mi viene da dire che “piove sul bagnato” dei terreni tassati dall’IMU agricola voluta dal governo Renzi. La Regione siciliana, che non è riuscita a prevenire quanto accaduto, si faccia adesso carico di fronteggiare il problema“.

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Ars – Approvata risoluzione che blocca le diffide a consegnare le reti a Girgenti acque

Matteo Mangiacavallo (M5s): “Un atto che ripristina la dignità del nostro Parlamento”.

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Approvata oggi all’unanimità in IV Commissione all’Ars la risoluzione a firma dei deputati regionali Panepinto, Mangiacavallo, La Rocca Ruvolo, Cirone, Cascio e Palmeri che impegna il governo regionale a procedere alla revoca immediata delle note inviate dall’assessorato all’Energia a 17 Comuni della ex provincia di Agrigento.

Con tali note si diffidano i suddetti Comuni, autorizzati alla gestione delle risorse idriche con la legge regionale n. 2 del 2013, a provvedere alla consegna delle reti e degli impianti alla Girgenti Acque s.p.a., pena il loro commissariamento.

La risoluzione impegna, inoltre, l’assessore all’energia Contraffatto, a verificare se sussistano le condizioni per rimuovere dall’incarico il dirigente generale Armenio, che, secondo una personale interpretazione della normativa nazionale relativa al Dl “Sblocca Italia”, aveva firmato ed inviato i provvedimenti di diffida, illegittimi per i firmatari dell’atto parlamentare approvato oggi.

Abbiamo cercato di tutelare il Parlamento siciliano – afferma il deputato saccense M5S Matteo Mangiacavallo – e le competenze specifiche in materia di acqua potabile della nostra Regione, a statuto speciale. E’ assurdo che possa essere consentito ad un burocrate finanche di interpretare le norme. La nostra richiesta è precisa, vanno revocate le diffide e verificate le condizioni per rimuovere quel dirigente generale, responsabile di un atto che, di fatto, sbeffeggia la nostra Assemblea“. “Adesso – conclude Mangiacavallo – attendiamo la risposta del governo, assente anche qualora ci fosse stato. Vogliamo capire se il dirigente ha agito in difformità con l’assessore e il presidente Crocetta. Se non fosse stato così, il suo gesto sarebbe ancora più grave poiché espliciterebbe, ancora una volta, il concetto che il governo regionale promuove l’acqua pubblica solo a parole”.

Questa la risoluzione approvata.

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Ribera, ennesima esondazione del fiume Platani. Due settimane fa il M5S aveva chiesto di “costruire urgentemente gli argini”

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Al centro dell’attenzione del M5s all’Ars, in collaborazione con il Meetup Ribera a 5 Stelle, l’ennesima inondazione che ha colpito ieri le campagne dell’Agrigentino, in particolare quelle del riberese, e i suoi aranceti. Alla ribalta della cronaca c’è il fiume Platani ma anche il “cugino” Verdura, che scorre sotto il “famigerato” ponte, dove la viabilità rimane a rischio. Anche questa volta, i torrenti si sono talmente ingrossati che, in più parti, hanno rotto gli argini inondando non solo gli agrumeti ma anche i vigneti, gli uliveti e i pescheti.

“Dispiace dover intervenire ancora, a distanza di sole due settimane, e dover dire “l’avevamo detto” – commenta il deputato Cinquestelle Matteo Mangiacavallo – la situazione è sotto gli occhi di tutti. I terreni agricoli inondati rappresentano il danno più evidente per gli agricoltori e l’economia agrigentina e siciliana”.

“Avevamo chiesto un intervento e lo avevamo detto pubblicamente, presentando un nostro atto parlamentare che chissà quando, e se, soprattutto, otterrà una risposta. E’ un governo, questo, sordo e cieco di fronte alle richieste dei cittadini, soprattutto quelli più bisognosi – continua Mangiacavallo – la situazione è chiara, accade ogni anno, e ogni anno aspettiamo le piogge incrociando le dita. Non si può continuare ad improvvisare ancora. Oltre agli interventi di manutenzione ordinaria occorrerebbe intervenire in maniera straordinaria costruendo vasche di espansione per raccogliere le acque e ridurre il flusso di portata”.

“Sono lavori, questi – conclude Matteo Mangiacavallo – che può svolgere benissimo l’ESA, che ha uomini e mezzi per farlo. Lo avevamo chiesto un anno fa, nel rispetto della Convenzione sottoscritta con l’assessorato ma quest’ultimo, da come ci fa capire dalle risposte, attende le proposte del Genio civile di Agrigento. In questi giorni ci accerteremo se c’è qualcuno che ha ‘dormito’ sopra il Platani e il Verdura e chi è”.

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“Acqua pubblica? Si, grazie!” Grande successo per il convegno organizzato dal gruppo parlamentare all’Ars del M5S

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Si è tenuto sabato 21 febbraio, presso la Sala Cerere ad Enna, l’atteso convegno dal titolo “Acqua pubblica? Si, grazie!”, organizzato dal Gruppo parlamentare all’Ars del Movimento 5 Stelle. Dinnanzi ad una sala colma di cittadini desiderosi di informarsi e di tutti i meetup della provincia ennese, sono intervenuti con ricchezza e qualità di contenuti diverse personalità influenti in materia, tra cui la deputata all’Ars Valentina Palmeri e il Prof.re Riccardo Petrella, presidente dell’Istituto europeo di ricerca sulla politica dell’acqua e fondatore del Comitato internazionale “Contratto mondiale dell’Acqua” nonché autore del “Manifesto dell’Acqua”.

Dopo una breve introduzione del Movimento 5 stelle di Enna che ospitava l’evento, l’intervento di apertura ha visto un referente del gruppo Cinquestelle di Pietraperzia che ha illustrato brevemente alcune delle “falle” nelle gestione del servizio idrico da parte di Acqua Enna, tra cui le voci in bolletta delle “partite pregresse” e gli oneri di deposito cauzionale non dovuti alla stessa società.

Al suo intervento ha fatto seguito quello del deputato dell’Agrigentino all’Ars Matteo Mangiacavallo che ha illustrato come ad Agrigento si sia operato concretamente contro la Girgenti Acque, società che gestisce il servizio nella provincia di riferimento, con apposita interrogazione parlamentare chiedendo spiegazioni sul distacco forzato ai contatori di famiglie morose per piccole somme, sulle piante organiche della stessa società, e sulle condizioni per risolvere i contratti con gestori morosi verso gli enti comunali.

Interessante e chiarificatore l’intervento della deputata all’ars Valentina Palmeri la quale, dopo una breve introduzione storico-giuridica sulle tappe che ci hanno condotto nell’attuale situazione in materia di privatizzazioni del bene acqua, ha illustrato il disegno di legge che consentirebbe di tornare ad una gestione pubblica del servizio idrico ed a una equiparazione delle tariffe tra i comuni della Sicilia. Tra le proposte menzionate quella che prevede l’erogazione di 50 lt di acqua giornalieri pro capite gratuiti, come quantitativo minimo assicurato, a tutela di tutte quelle famiglie che versano in condizioni economiche di disagio e delle apposite interrogazioni a fini chiarificatori sulle diverse gestioni fallimentari delle società d’ambito, nonché sull’opera di controllo degli Ato di competenza.

A sostegno tecnico del convegno è intervenuto il Prof.re Riccardo Petrella che in un interessante intervento ha illustrato possibili modelli nazionali di gestione dell’acqua pubblica specificando l’importanza del finanziamento pubblico per la gestione del servizio idrico che deve essere partecipato da un soggetto pubblico e fondato sui comuni, così come la necessità di capire che nessuno può essere proprietario del bene “acqua”. Il Professore  ha inoltre tenuto a sottolineare l’importanza dell’educazione al risparmio di una risorsa che da tempo non si può considerare rinnovabile e la gravità nella concezione del “chi inquina paga”, mentre afferma “chi inquina finisce in galera” in quanto priva altri di una risorsa che va sempre più scarseggiando e che non si potrà ovviamente riprodurre con il denaro ricavato da una possibile multa per inquinamento.

Unica pecca del convegno è stata l’assenza di tutti i sindaci facenti parte dell’Ato idrico ennese, che nonostante l’invito a partecipare hanno declinato senza alcun avviso, ad eccezione del comune di Calascibetta, che ha delegato il Vice Sindaco, e di due consiglieri comunali ennesi.

Ha infine chiuso il dibattito Davide Solfato attivista del gruppo di Enna che ha rivolto apprezzamenti sull’iniziativa del M5S Sicilia e sulla nuova voglia di onestà e trasparenza che il Movimento garantisce ai cittadini assicurando che da questo momento a Enna è apparsa una nuova ventata di legalità che porterà la città ad una rinascita culturale ed economica.

Le medesime tematiche saranno affrontate in un ciclo di convegni che il Movimento 5 Stelle all’Ars predisporrà in tutta la Sicilia.

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Il gruppo parlamentare M5S all’Ars interviene a seguito della questione sollevata da un gruppo di sedicenti attivisti denominati “Grilli” in merito alla possibilità o meno di svolgere le elezioni primarie cittadine nel Comune di Agrigento

logo_5_stelle_perfetto“Preferisco non alimentare quella che potrebbe solo rappresentare una squallida polemica tra me e non meglio precisati componenti o sedicenti tali di un Meetup che parlano, senza averne titolo, a nome del Movimento e che ottengono, inspiegabilmente credito attraverso la stampa – commenta Matteo Mangiacavallo, il deputato dell’Agrigentino all’Ars – desidero, piuttosto, ritornare sul merito delle prossime elezioni amministrative ad Agrigento”.

“Come riferito diverse volte agli organi di informazione, – aggiungono tutti e 14 i parlamentari all’Ars Cinquestelle – il Movimento 5 Stelle ha avviato da tempo, anche in quell’importante Comune, un percorso che punta all’obiettivo finale della presentazione di una lista e di un candidato a sindaco alle prossime consultazioni amministrative. Essendo presenti diversi gruppi di lavoro sul territorio, che noi denominiamo Meetup, è stata costituita un’assemblea congiunta che li racchiude tutti. Come in ogni partito, o forza politica, o Movimento, o gruppo di persone, l’assemblea è l’unico luogo democratico in cui avviene il confronto e vengono prese le decisioni. Non è una regola del Movimento, è una regola di sana convivenza civile tra persone che possono anche non pensarla allo stesso modo”.

“Ad Agrigento esiste un’assemblea – conclude Mangiacavallo – alla quale non è stata sottoposta la candidatura del dott. Aurelio Bruno, non è stato proposto un metodo di scelta dei candidati e non è stato chiesto se svolgere o meno le primarie cittadine. Fin quando ciò non avverrà e l’assemblea non ratificherà le decisioni prese al suo interno in maniera collegiale, ogni tentativo di “imporre” scelte diverse attraverso comunicati stampa, verrà rigettato al mittente. Ciò premesso, non escludiamo altri candidati che non siano Emanuele Dalli Cardillo, ma desideriamo che qualunque proposta, proveniente anche dai singoli cittadini, sia sottoposta alle valutazioni dell’assemblea”.

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Lotta alla corruzione versione 2.0: da oggi denunce a portata di click grazie al M5S

On line il sito che permetterà ai cittadini di segnalare episodi illeciti nella pubblica amministrazione e in sanità. L’iniziativa, presentata a palazzo dei Normanni a Palermo, è una ‘coproduzione’ Camera ed Ars. I parlamentari Di Vita, Grillo e Zito: “E’ la nostra risposta all’inazione della Regione. I portali pubblici? Non funzionano. La gente si fida di noi, per questo siamo ottimisti. Se va bene la lanciamo in tutta Italia”. Presente Trasnparency International e il giudice Imposimato che dice: “Iniziativa importante, le conseguenze della corruzione le pagano i cittadini. Colpevole la politica, il 95 per cento dei processi va in prescrizione”.

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illeciti_amministrazioneCorruzione e malaffare, parte la guerra 2.0 del Movimento 5 stelle . Da oggi le denunce di mazzette e traffici loschi in sanità e nella pubblica amministrazione sono a portata di click e senza la necessità per i cittadini di esporsi più di tanto. Basta compilare un form in rete, anche in maniera anonima, indicare ambito e caratteristiche della vicenda che puzza di marcio e allegare eventuali pezze d’appoggio per fare scattare tutte le verifiche del caso, accessi agli atti compresi, e, se è il caso, l’intervento della magistratura.

E’ stato presentato oggi alla stampa, nel corso di una conferenza tenuta all’Ars, www.segnalazioni5stelle.it, il sito “antimazzette” del M5S che da oggi mira a scavare dietro le quinte della pubblica amministrazione e delle sanità, là dove scorre a fiumi il denaro per ungere le pratiche e proliferano le mazzette e i comportamenti illeciti per ottenere appalti o favori. Al sito, che si propone come esperimento pilota in Sicilia, pronto ad essere esteso in tutta Italia, si può accedere anche da www.Sicilia5stelle.it cliccando nel banner in alto.

“E’ un po’ la nostra risposta – ha detto la deputata alla Camera Giulia Di Vita – all’inazione della Regione, che inconcepibilmente ha evitato di costituirsi parte civile contro un suo funzionario, perché ‘le mazzette non costituiscono un fattore di particolare allarme sociale’. Per noi, invece, l’allarme c’è, ed è enorme. Anzi non mi pare di essere l’unica a definire la corruzione uno dei cancri della nostra società”.

Il sito ‘anticorruzione’ è una ‘coproduzione’ Camera ed Ars. E nei pronostici della vigilia dovrebbe produrre frutti abbondanti, a differenza di quelli messi in pista dalle amministrazioni pubbliche “che sono dei bluff o poco più’.

‘Non mi pare, infatti, – ha detto la Di Vita – che quei pochi che ci sono abbiano fatto sconquassi. Il motivo è molto semplice. La gente non si fida del pubblico, mentre noi siamo visti come coloro che vogliono smantellare il marcio e i sistemi incancreniti e per questo ci viene accordata fiducia. Non c’è banchetto o occasione di confronto in cui la gente non voglia metterci al corrente di qualcosa di strano o di losco. Ebbene ora il mezzo c’è, si faccia sotto”.

illeciti_sanitaAssieme alla Di Vita alla conferenza stampa hanno partecipato la deputata alla Camera Giulia Grillo, il deputato all’Ars Stefano Zito, Davide Del Monte, direttore di Transparency International-Italia ed il magistrato Ferdinando Imposimato, che ha lodato l’importante iniziativa che “va supportata per combattere la corruzione, che è una tassa occulta che paga il cittadino, che si vede privato di risorse importanti per servizi e opere pubbliche“. “Finora – ha detto Imposimato – si sono fatte leggi propaganda, ma di concreto non si è fatto nulla, anzi quando si è operato lo si è fatto per peggiorare la situazione, come nel caso della legge Severino, dove le pene per la concussione fraudolenta sono state ridotte da 12 a 8 anni“.

Per il magistrato è imprescindibile fare qualcosa dal punto di vista legislativo per cambiare le cose, visto “che il 95 per cento dei processi finisce in prescrizione“.

L’idea dei sito-sentinella era nata in origine per contrastare la corruzione in Sanità, che ingoia grossissime fette di denaro pubblico.

“Gli ultimi episodi di cronaca e gli ultimi arresti in Sicilia – dice Stefano Zito – ci hanno convinto ad allargare il campo d’azione. La corruzione non è solo di tipo macro, come quella relativa alla spesa farmaceutica, ma è anche micro e si estrinseca nel dipendente infedele che chiede un telefonino nuovo o nella banconota da 100 euro per velocizzare una pratica. La corruzione potrebbe annidarsi anche nella mancata trasparenza delle pubbliche amministrazioni, nei bandi scritti male o cuciti su misura”.

“I numeri – ha proseguito Zito – stanno diventando impressionanti, come testimonia un recente studio realizzato dall’università di Goteborg che vede la Sicilia quasi in fondo (148° posto su 172 regioni) in una classifica che piazza più in basso chi registra più episodi di corruzione”. Secondo lo stesso studio ancora peggiore la situazione in sanità (159° posto su 172).

Anche il direttore di Transparency International- Italia, Davide Del Monte, ha salutato con piacere l’iniziativa, che potrebbe spingere i cittadini alla denuncia, visto che la propensione a farlo in Sicilia non sembra spiccata.

“Per una nostra recente iniziativa in tal senso – ha detto – sono arrivate 40 denunce. Nessuna dalla Sicilia. Probabilmente la vicinanza del Movimento al territorio, dove Transparency probabilmente è poco conosciuta, potrebbe innescare meccanismi diversi e incentivare le segnalazioni“.

Ad ostacolare le denunce di episodi di corruzione è una questione culturale, ma anche la paura che delle ritorsioni, o addirittura del licenziamento.

“I medici – ha affermato Giulia Grillo – sono imbavagliati addirittura da norme contrattuali che li espongono a pesanti provvedimenti disciplinari che possono arrivare anche a licenziamento. Mi riferisco ai punti B e C del comma 8 dell’articolo 5 del contratto collettivo nazionale per le professioni mediche e veterinarie, che condanna le diffamazioni verso il pubblico. Dove per diffamazione può essere facilmente intesa la denuncia di un episodio corruttivo o di mala gestio all’interno dell’azienda sanitaria”.

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I tagli alla sanità uccidono

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“Una neonata, a seguito di gravi crisi respiratorie, è deceduta prima di giungere all’ospedale di Ragusa, dopo che ben tre ospedali di Catania l’hanno respinta per mancanza di posti disponibili. Ora sarà la magistratura a indagare sui responsabili di questa morte inaccettabile, e il M5S presenterà un’interrogazione al ministro Lorenzin, ma non ci sono dubbi sul fatto che questo possa considerarsi un caso concreto degli scellerati tagli del governo sulla Sanità, tagli alle Regioni di circa 4 Miliardi di euro effettuati con la Legge di Stabilità.

Renzi ha giustificato la stretta parlando di sprechi. Il problema è che i tagli sono lineari. In questo modo le Regioni, già in difficoltà per la crisi, dovranno tagliare senza pietà nel settore che più le riguarda: il sistema sanitario. Ticket più cari, tagli al personale medico e infermieristico, sforbiciata ai posti letto e alla spesa per macchinari. Un declino della sanità che parte dal Governo Monti ed è proseguito con Matteo Renzi.

La spesa sanitaria è calata del 2,8% dal 2010 al 2013 e questi nuovi 4 miliardi di tagli alle regioni, se interamente scaricati sulla sanità, significano perdita di posti letto per decine di migliaia di unità. Da questo assalto alla salute e alla qualità della vita quindi non c’è via di fuga. Il modello renziano fondato sul rigore e sulla fedeltà all’euro moltiplicherà già nei prossimi mesi casi di malasanità e di tragedie imperdonabili, come quello di oggi. Il Governo sempre più inefficiente e irresponsabile, anziché recuperare i miliardi di euro dalla lotta alla corruzione, all’evasione e al malaffare politico – economico, gioca con la vita dei cittadini. L’Italia di Renzi ha innestato la retromarcia. Dobbiamo tornare padroni di noi stessi e riprendere un percorso di sviluppo economico e sociale. La salute non si tocca. Solo un Governo di folli può sacrificarla sull’altare dell’euro e dell’austerità”.

M5S Senato

Fonte: beppegrillo.it

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“Girgenti Acque mente sapendo di mentire”, il deputato M5s Matteo Mangiacavallo risponde alla società che gestisce il servizio idrico nell’Agrigentino

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In merito alla questione sollevata dal deputato regionale M5S Matteo Mangiacavallo sul diniego da parte di Girgenti Acque di fornire l’elenco del proprio personale, ed a seguito della risposta dell’Ente gestore che manifesterebbe “ampia disponibilità a tutte le richieste formulate dall’onorevole Mangiacavallo”, questa la replica del parlamentare saccense all’Ars: “Prendendo atto della risposta di Girgenti Acque alla mia denuncia pubblica mi sono subito chiesto se fossi io ad avere problemi di comprendonio o se l’azienda, a mezzo stampa, mentiva sapendo di mentire. Ho contattato il legale del gestore del servizio idrico citato nella nota che mi ha confermato, anche a voce, quanto mi avevano scritto in precedenza (e che consegno alle testate giornalistiche in allegato al presente comunicato), ovvero che non sono disponibili a fornirmi l’elenco del personale. Si tratta dell’ennesima caduta di stile da parte della Girgenti Acque che attraverso un comunicato ambiguo cerca di mescolare le carte della menzogna di fronte all’evidenza dei fatti. Come già anticipato nel mio precedente intervento, il loro diniego non fermerà nè la mia azione nè quella del mio gruppo parlamentare di fronte alla necessaria acquisizione di atti necessari allo svolgimento dell’esercizio delle nostre funzioni politico ispettive“.

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Dimissioni di massa, decade il Consiglio comunale di Agrigento. Esulta il M5S: “Vince la Buona Politica”

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L’inchiesta, giunta alla ribalta della cronaca nazionale, è scaturita da una serie di richieste di accesso agli atti del M5S presso il Comune di Agrigento. “Scoperte” 1133 sedute di commissioni consiliari solo nell’anno 2014 (contro le 109 del Comune di Trento) per una spesa complessiva vicina ai 400 mila euro (comprensiva dei rimborsi spese, oltre il gettone di presenza). Uno scandalo al quale i cittadini agrigentini hanno risposto, indignati, riversandosi nelle piazze.

Dopo le dimissioni di alcuni consiglieri negli scorsi giorni, arriva adesso l’annuncio, l’intero Consiglio comunale è decaduto, oltre la metà dei consiglieri ha rinunciato. Esulta il Movimento 5 Stelle: “E’ la vittoria della buona politica – così i 14 deputati del M5S all’ARS – se non ci fosse stato il nostro gruppo, degnamente rappresentato da diversi cittadini, simpatizzanti ed attivisti, nel Comune di Agrigento, quella che viene vista oggi come una vergogna a livello nazionale, non avrebbe mai visto la luce e quanto avvenuto nelle ultime ore non sarebbe stato possibile commentarlo. Le dimissioni in massa del Consiglio Comunale di Agrigento, è l’unico atto di dignità che i cittadini, stanchi, potevano accettare, anche se, a onor del vero, è arrivato con estremo ritardo”.

“Una politica per la collettività si può ancora portare avanti – aggiunge il deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo – basta credere nel cambiamento e ricordarcene al momento del voto. Per il Movimento 5 Stelle la coerenza e l’onestà sono valori che nessuno potrà mai toccare. Anche ad Agrigento ci proponiamo come alternativa allo sfascio provocato dai partiti e siamo pronti a dare il buon esempio anche in quella piazza importante. La buona politica parta dal nostro buon esempio”.
Conclude Mangiacavallo “Quanto accertato nel Comune di Agrigento si tratta di un “campione” preso a caso, perché abbiamo contezza che in altri civici consessi si è addirittura superato tale limite. Sarà cura dei cittadini scoprire queste ed altre magagne. Nel frattempo, però, il “caso agrigentino” si è rivelato come l’occasione propizia per “sensibilizzare” ed invitare i consiglieri degli altri consigli comunali, qualora non lo fossero, a “ritornare” sulla retta via. Non servono altri atti eclatanti, basta il “fiato sul collo dei cittadini” sulle pubbliche amministrazioni e il buon esempio di chi ama la politica per il bene comune”.

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Agrigento, Girgenti Acque Spa nega accesso agli atti al M5S. Impossibile conoscere criteri di assunzione e nomi degli assunti

Il deputato che ne aveva fatto richiesta, Matteo Mangiacavallo: “Si appellano alle normative sulla privacy per tenere in piedi il “segreto di pulcinella”.

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E’ successo in Assemblea regionale siciliana. Matteo Mangiacavallo, deputato M5S, nell’esercizio delle proprie funzioni, ha chiesto alla società privata che gestisce un servizio pubblico essenziale come quello della distribuzione idrica in provincia di Agrigento, la Girgenti Acque Spa, (partecipata, fra l’altro, coi soldi pubblici dei comuni appartenenti alla Voltano Spa), di prendere visione della pianta organica dell’azienda. Richiesta negata. I criteri di assunzione ed i nomi degli assunti, secondo la Girgenti Acque, devono rimanere un “segreto”.

“Si appellano alle normative sulla privacy per tenere in piedi un “segreto di pulcinella” – commenta il deputato Mangiacavallo – la loro risposta è la conferma di cosa accade quando la politica affida la gestione di un bene essenziale ad una società privata che guarda esclusivamente ai propri profitti. Secondo il loro, ‘sindacabile’, giudizio nessuno può rendere conto di come, quando e chi avrebbe assunto per svolgere tale servizio. E’ ovvio che questa risposta non ci convince e, col mio gruppo, non ci fermeremo qui“.

Conclude il deputato regionale: “Quante volte abbiamo visto aziende private utilizzare i propri dipendenti come “scudi umani”, presentandosi alla politica per chiedere il “mantenimento dei livelli occupazionali”? Spero che quella politica si ricordi, un domani, che laddove non sono chiari i criteri di assunzione del personale, anche presso aziende private, e laddove non possono essere fugati i dubbi che tali assunzioni rappresentano il frutto di “scambi clientelari”, occorre “mantenere il segreto” fino in fondo e disinteressarsi dei stessi livelli occupazionali. La politica non può tutelare segreti; chi svolge un servizio primario dovrebbe essere obbligato a rendere conto pubblicamente delle proprie scelte, soprattutto quando il servizio non viene svolto secondo livelli accettabili di economicità, efficienza, efficacia“.

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