Discariche a cielo aperto sulla Palermo-Sciacca. Interrogazione M5S: “Bonificare le aree e sorvegliarle”

IMG_9077Alla S.S. 624 Palermo-Sciacca non manca più nulla. Sull’importante arteria stradale che collega la costa tirrenica siciliana con quella mediterranea, famigerata per i numerosi incidenti verificatisi e flagellata dagli interminabili “lavori in corso”, sono presenti, anche diverse discariche abusive, specie nel “tratto palermitano”, tra i km.17 e il km.33.

Su queste ultime ha deciso di accendere i riflettori il M5S che, con un interrogazione parlamentare, sottoscritta da tutti i 14 deputati regionali, primo firmatario il parlamentare Matteo Mangiacavallo, si chiede a gran voce un intervento del governo regionale, presso i Comuni proprietari delle aree incriminate e presso l’Anas che le gestisce, affinché venga risolto l’attuale stato di degrado.

“E’ triste percorrere giornalmente questa strada – commenta il deputato Matteo Mangiacavallo – e “riempirsi la vista” di immondizia. Ci sono vere e proprie discariche abusive visibili lungo il ciglio della carreggiata, sulle piazzole di sosta e sulle cunette. Dispiace principalmente perché denotano una sostanziale assenza di senso civico diffuso tra la gente”.

“Sappiamo che Comuni e Anas non c’entrano nulla – continua Mangiacavallo – ma qualcuno deve pure provvedere a bonificare le zone interessate, sia perché rappresentano un grave problema ambientale e un grave pericolo per la salute pubblica, sia perché producono un notevolissimo danno all’immagine complessiva di un’Isola, come la nostra, che trae dal turismo una delle voci più rilevanti della propria economia”.

“Ci auguriamo che la Regione – conclude il Cinquestelle – e, quindi, anche le altre istituzioni, intervengano presto per mettere in atto un’azione di prevenzione, di vigilanza e di repressione del fenomeno, anche sulle altre strade siciliane. Dopo aver rimosso i rifiuti, occorrerebbe dotare le piazzole di sosta, almeno quelle, di sistemi di videosorveglianza e di cartelli indicanti il “divieto di discarica”. So che se manca il senso civico tutto questo serve a poco ma un primo passo potrebbe comunque fungere da deterrente per tutti i potenziali conferimenti futuri oltre che dare maggiore certezza al poter rintracciare e punire i responsabili di tali gesti incivili”.

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La Regione invia gli ispettori all’Ato Idrico di Agrigento e alla Girgenti Acque. La soddisfazione del M5S: “Era ora! Adesso si riducano le tariffe, da tempo insostenibili”

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Era stata presentata, lo scorso mese di novembre, un’interpellanza parlamentare, a firma del parlamentare Matteo Mangiacavallo e degli altri 13 deputati regionali del M5S, con la quale si richiedevano misure urgenti per calmierare le tariffe idriche in tutti quei Comuni che, loro malgrado, in provincia di Agrigento, avevano dovuto consegnare le proprie reti alla Girgenti Acque Spa. Per fronteggiare quella che si rappresenta come una vera e propria emergenza sociale, dovuta ai frequenti distacchi delle utenze morose, con l’atto parlamentare si chiedeva di verificare i conteggi relativi ai costi sostenuti dalla Girgenti, che, di conseguenza, incidono sull’aumento tariffario.

Stavolta, la risposta del governo non si è fatta attendere. Con decreto del dirigente generale del dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti, per quanto contenuto nell’interpellanza n.229, nella giornata di ieri è stata costituita una commissione ispettiva che avrà lo specifico compito di eseguire le verifiche richieste dal M5S e dal deputato saccense.

Sono soddisfatto di questo piccolo risultato – dichiara Matteo Mangiacavallo – e della risposta indiretta ricevuta attraverso questo decreto. Durante questa prima parte del mio mandato, ho prodotto 14 azioni tra atti ispettivi e parlamentari, riguardanti la materia della privatizzazione dell’acqua in provincia di Agrigento. Tra questi anche tre risoluzioni approvate all’unanimità ma sistematicamente disattese. Finalmente, però, le nostre sollecitazioni al governo regionale stanno producendo i loro frutti”.

Adesso non ci resta che attendere che gli ispettori vadano in fondo alla questione – conclude Mangiacavallo – mi auguro che possano riscontrare anomalie tali da determinare un ribasso immediato delle tariffe del servizio idrico, ormai arrivate alle stelle e non più sostenibili per le famiglie agrigentine. Tutto questo nelle more di addivenire alla risoluzione del contratto con la Girgenti Acque, sia per le inadempienze contrattuali e i numerosi disservizi, sia per effetto della legge regionale, adesso in discussione presso la IV Commissione all’ARS”.

Decreto costituzione della commissione ispettiva.

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Mangiacavallo (M5S): “Le Terme di Sciacca tornino ai saccensi”. Il deputato regionale sollecita un incontro in assessorato

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E’ del 7 Marzo la delibera del consiglio di amministrazione delle Terme di Sciacca che dichiara la cessazione di tutte le attività e la messa in vendita dei beni. A questo atto hanno fatto seguito le dichiarazioni del Sindaco, Fabrizio Di Paola, circa la disponibilità del Comune di Sciacca a gestire transitoriamente le Terme. Interviene oggi anche l’associazione di promozione sociale L’AltraSciacca che rivolge un appello a tutti i deputati del Territorio, regionali e nazionali, affinché questa proposta dal Sindaco venga resa attuabile.

Rispondo all’accorato appello de L’AltraSciacca e faccio mie le intenzioni del sindaco Fabrizio Di Paola – dichiara il deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo – non possiamo consentire che i beni in dotazione e il patrimonio dell’azienda termale possano andare dispersi. Sosterrò pertanto le istanze che arrivano dal nostro primo cittadino; ho sollecitato l’incontro in assessorato che era stato richiesto e, in quella sede, insisterò affinché la gestione transitoria venga affidata al Comune di Sciacca“.

Non è la prima volta che lo dico e non sarà l’ultima – continua Mangiacavallo – la Regione ha manifestato la propria incapacità nel saper gestire un bene che era stato “scippato” dalle mani dei cittadini saccensi e in quelle mani, uniche a considerarlo ancora “di importanza strategica”, deve tornare. Non ha senso tenere un’azienda in uno stato di “coma vegetativo”, dettato dalla “messa in liquidazione”. Le Terme meritano una gestione ordinaria ancor prima di quella che sarà determinata dal bando ad evidenza pubblica“.

In attesa che venga individuato il partner che dovrà occuparsi della gestione dei beni e dei servizi termali – conclude il deputato Cinquestelle – la struttura non può essere abbandonata a se stessa, come di fatto è stata, dalla stessa classe politica che prima l’ha volutamente “spremuta”. Non è vero che l’affidamento al Comune ed anche l’eliminazione dello stato di liquidazione “non si possono fare” perché in passato, i nostri rappresentanti politici e i nostri amministratori, hanno “fatto e disfatto” tutto quello che hanno voluto. Sarebbe opportuno che gli stessi lavoratori possano avere un ruolo importante in questa fase; potrebbero ad esempio partecipare, e ne avrebbero le capacità, alla gestione di un’azienda non più tenuta “volutamente” in liquidazione, sotto l’attenta regia del Comune di Sciacca”.

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Enna e Agrigento ancora senza registri tumore. Scatta l’interrogazione M5s all’Ars

Registro_TumoriSette province su nove in Sicilia li hanno già predisposti, eppure nei territori di Agrigento ed Enna i Registri tumore sono tuttora assenti all’appello. Il deputato dell’Agrigentino all’Ars Matteo Mangiacavallo interroga, ancora una volta, il governo regionale. Infatti, già nel 2013, il parlamentare M5s interrogava l’assessore alla sanità sulla medesima questione ottenendo in risposta rassicurazioni circa un’imminente attivazione. Ebbene, sono passati ormai più di 21 mesi da quando il deputato ha ricevuto risposta, protocollata al n. 48543 nel mese di giugno del 2013, ma del Registro tumori nemmeno l’ombra. Ancora un appello, dunque, parte dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle: “Completare urgentemente la realizzazione della rete regionale prevista dalla legge regionale n.5 del 14 aprile 2009, indispensabile per far fronte ad una delle piaghe peggiori del nostro secolo”.

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Platani, Verdura e Magazzolo. Tre interrogazioni M5S approdano in Ars. L’assessore Caleca in audizione rassicura: “Ci stiamo attivando per risolvere il problema causato dalle piogge”

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E’ stata oggetto di discussione, oggi all’ARS, in III commissione Attività produttive, l’ennesima inondazione che ha colpito in questi giorni le campagne dell’Agrigentino, in particolare quelle di Ribera e del suo hinterland.

L’audizione, richiesta dal deputato regionale M5S Matteo Mangiacavallo, ha messo a confronto gli agricoltori con le istituzioni locali e regionali. L’assessore Caleca, intervenuto in risposta alle istanze dei coltivatori dei comuni coinvolti dal recente nubifragio, ha annunciato d’aver indetto un tavolo tecnico per la giornata di martedì prossimo, 10 Marzo, alla presenza di rappresentanti del genio civile, del corpo forestale, dell’ESA e delle amministrazioni locali al fine di programmare interventi straordinari sugli argini dei fiumi per quanto accaduto di recente, e di prevenzione sui rischi idrogeologici della zona per i prossimi mesi. L’assessore regionale all’agricoltura ha inoltre assicurato che i suoi uffici stanno verificando e valutando i danni rappresentati dagli agricoltori e dagli amministratori locali al fine di dichiarare al più presto lo stato di calamità naturale.

“Sono rincuorato dalle parole dell’assessore – ha commentato Matteo Mangiacavallo – la Regione non è riuscita a prevenire quello che ogni anno è un disastro annunciato, adesso, quantomeno, si sta attivando per il presente e per il futuro. Ho presentato, in questi giorni, tre interrogazioni per chiedere notizie sullo stato di Magazzolo, Verdura e Platani. Ho chiesto quali progetti aveva previsto il genio civile di Agrigento per prevenire questi ed altri danni. Stiamo verificando anche le responsabilità di Enel nelle recenti esondazioni dei torrenti. L’acqua non ha estirpato soltanto le colture ma ha fatto danni anche agli impianti. E qualcosa in più, certamente, poteva essere fatto, invece che aspettare di piangerci addosso“.

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Ars, acque minerali: canoni ridotti alle piccole imprese, nessun ‘regalo’ alle multinazionali. Passa la linea del M5S

I deputati Cinquestelle hanno anche inviato un fascicolo alla Procura della Repubblica contenete i dati anomali e le discrepanze tra l’acqua estratta e quella imbottigliata.

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E’ stato discusso e approvato ieri in commissione Attività produttive all’Ars il ddl 878 che regolarizza i canoni della concessione delle acque minerali in Sicilia. Sarà ora trasmesso in commissione Bilancio per il parere, e quindi approderà in sala d’Ercole per l’esito finale. Un testo di legge nuovo, praticamente stravolto, rispetto all’originale che fu bocciato senza mezzi termini a dicembre scorso proprio dal Movimento 5 Stelle, oggi fautore e promotore di una legge più equa. Nella sua stesura iniziale, infatti, il ddl tentava di “regalare” l’acqua minerale alle società multinazionali azzerando l’attuale canone di 2 euro. Ne prevedeva uno di 30 centesimi a metro cubo per l’acqua imbottigliata, uno di 20 centesimi per l’acqua “non imbottigliata ma comunque utilizzata” mentre nessuno per quella “non imbottigliata e non utilizzata”.

La commissione ieri ha accolto e votato all’unanimità due emendamenti presentati dai deputati Cinquestelle Matteo Mangiacavallo e Claudia La Rocca che istituiscono una soglia di 30 mila metri cubi di consumo. Tariffe inferiori, di circa un euro, per le società che si mantengono sotto la soglia, vicine ai due per chi la supera.

“Le logiche industriali, – ha commentato Claudia La Rocca – secondo le quali i costi si riducono a fronte di un maggiore quantitativo prodotto, non si possono applicare all’acqua che è un bene essenziale e non è certo infinito”. “Grazie ai nostri emendamenti, – aggiunge – siamo andati incontro alle esigenze delle piccole aziende siciliane senza fare regalie alle multinazionali dell’acqua, come forse avrebbe voluto Confindustria”.

“Il canone andrà calcolato sull’acqua estratta – continua Matteo Mangiacavallo – chi ne utilizza un quantitativo ridotto deve pagare meno, chi invece sfrutta le nostre risorse deve pagarla senza sconti”. “Abbiamo richiesto dati precisi sull’acqua estratta ed imbottigliata – conclude il deputato M5S – ma non ce li hanno forniti. Quelli parziali di cui siamo in possesso evidenziano come solo una parte dell’acqua estratta venga imbottigliata. Ci siamo chiesti: e l’altra che fine fa? Visto che gli uffici non sanno come risponderci, ci siamo rivolti alla Procura della Repubblica di Palermo. Ci risponderanno loro”.

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M5S: proteggiamo i pescatori siciliani dall’Isis. Presentata mozione all’Ars

PORTO DI SCIACCA (AG)

“Il canale di Sicilia non è più un luogo sicuro per i pescatori siciliani, l’Isis ha ormai varcato i confini della Libia e l’escalation di terrore è ormai alle porte”.

Il Movimento 5 Stelle lancia l’appello e presenta una mozione all’Ars.

“Impegniamo il governo regionale e, quindi, a cascata quello nazionale – afferma il deputato Cinquestelle, primo firmatario dell’atto parlamentare, Matteo Mangiacavallo – affinché venga garantita l’incolumità dei pescatori ma anche degli operatori turistici che svolgono la loro attività nel bacino del Mediterraneo. Le truppe del califfato, infatti, hanno già occupato alcune città costiere della Libia nella zona settentrionale del paese”.

Il presidente del consorzio dei pescatori di Lampedusa e Linosa ha già chiesto lo stato di calamità.

“Non bisogna perdere ulteriore tempo – conclude Mangiacavallo – è necessario un intervento urgente da parte delle autorità italiane. Con questo atto di indirizzo accogliamo la richiesta del presidente del Distretto produttivo della pesca Giovanni Tumbiolo che aveva lanciato un appello alla politica ad intervenire in occasione di un convegno recentemente organizzato dal M5s a Mazara del Vallo”.

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Terme di Sciacca, M5s: stanziare urgentemente i fondi previsti, altro che bando. La Regione tolga subito lo stato di liquidazione

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La situazione critica delle Terme di Sciacca al centro di un nuovo atto parlamentare presentato dal deputato regionale Matteo Mangiacavallo e dai restanti 13 parlamentari del Movimento 5 Stelle all’ARS. Si tratta di una interpellanza con la quale si chiede lo stanziamento urgente delle 800 mila euro previste nell’esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana oltre una gestione ordinaria della società, adesso in stato di liquidazione.

“Un governo che ha perso due mesi di tempo per stanziare le somme che l’Ars aveva previsto per garantire il mantenimento del patrimonio e dei beni assegnati alla società – dichiara il deputato Cinquestelle Mangiacavallo – è un governo che si sta palesemente disinteressando delle Terme di Sciacca, nonostante gli annunci e i proclami. La Regione continua a trastullarsi facendo bere ai saccensi la “favola” del bando, ormai di imminente uscita.”

“Nell’immediato non serve un bando, soprattutto se “fatto male”, come quello che abbiamo visto in bozza – continua Mangiacavallo – servono i soldi per ripianare i debiti e serve ripristinare la società. Con lo stato di liquidazione non andiamo da nessuna parte. Bisogna garantire una gestione ordinaria efficiente fino a quando non arriverà quella definitiva, prevista dalla manifestazione di interesse pubblico.”

“Ho presentato un’interpellanza per la quale non mi attendo neppure risposte visto che con l’assessore all’economia è difficile finanche parlare, e se ne stanno accorgendo a loro spese pure i lavoratori delle Terme. Non ha senso continuare ad ascoltare chiacchiere a cui non seguono fatti. L’interpellanza diventerà presto un atto di indirizzo”.

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