Legge sull’acqua esitata in IV Commissione Ars. Le dichiarazioni dei deputati Palmeri e Mangiacavallo: “E’ stata una vera e propria corsa ad ostacoli”

A commento della seduta di Commissione Ambiente svoltasi ieri, che ha esitato l’intero testo della legge di iniziativa parlamentare per il riordino del servizio idrico integrato in Sicilia  (legge che adesso passa il vaglio della Commissione Bilancio per un parere rispetto alla copertura delle norme aventi carattere finanziario) queste le dichiarazioni dei due deputati M5S Valentina Palmeri e Matteo Mangiacavallo, la prima componente proprio della IV Commissione.

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Nella norma uscita dalla IV commissione – afferma Valentina Palmeri – sono rimasti molti dei principi che difendiamo tenacemente da più di due anni, come i 50 litri gratuiti giornalieri per cittadino, gli enti di diritto pubblico come scelta gestionale, forme partecipative democratiche dei cittadini, la coincidenza degli ambiti territoriali ottimali con i bacini idrogeografici piuttosto che con le province, il ciclo chiuso dell’acqua nei processi industriali, ecc. Una battaglia, comunque, che purtroppo rischia di essere vanificata dai continui tentativi di stravolgimento del testo operati da altre forze politiche, tentativi, temo, che continueranno sia in commissione bilancio che in aula. Siamo riusciti a fare entrare nuove norme nel testo che spingono fortemente verso una gestione pubblica, come il concetto che l’acqua è bene pubblico “privo di rilevanza economica”, e quello che non si possono fare guadagni sull’acqua ma si deve ottenere il “pareggio di bilancio”: l’equilibrio, ovvero che sul computo della tariffa non deve essere recuperato il capitale investito secondo una visione capitalistica finalizzata al guadagno, ma si devono calcolare i soli costi necessari all’espletamento del servizio. Inoltre abbiamo introdotto la previsione delle protezioni catodiche alle condutture di adduzione in acciaio, allo scopo di prevenire, risparmiando notevolmente, le perforazioni delle stesse dovute ai processi di ossidazione“.

Interviene anche il parlamentare Mangiacavallo: “Usciamo da questa seduta soddisfatti per l’esito ma sconfortati ancora una volta per l’atteggiamento del governo regionale. Abbiamo approvato questa legge, per diversi aspetti innovativa su scala nazionale, col voto contrario dell’assessore all’Energia. Contrario all’impianto normativo di una legge per un ritorno dell’acqua pubblica in Sicilia e contrario finanche ai principi sanciti dallo Statuto siciliano. L’atteggiamento remissivo di Crocetta e dei suoi assessori nei confronti dei dictat renziani e dalle imposizioni che arrivano dal Decreto Sblocca Italia sono disarmanti. Invece che lottare col parlamento che tenta di legiferare in ossequio alla nostra autonomia, tanto declamata, si schiera apertamente con privatizzatori e privati, contro un ritorno alla gestione pubblica dell’acqua. Tutto questo è sconcertante per noi del M5S che certamente non abbiamo votato questo presidente ma lo deve essere anche per tutti coloro che, avendogli dato fiducia, stanno verificando come le tante promesse e i proclami della campagna elettorale si stanno scontrando con l’evidenza dei fatti“.

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Terme di Sciacca, Incontro con Crocetta. Mangiacavallo (M5s): “L’improvvisazione al Governo della Regione”

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Si è svolto ieri, presso Palazzo d’Orleans, un incontro tra il sindaco di Sciacca Fabrizio di Paola e il presidente della Regione Rosario Crocetta per fare il punto della situazione sulla questione relativa alle Terme di Sciacca. Fra gli altri, era presente anche il deputato regionale del M5S, Matteo Mangiacavallo: “Avevo mal digerito il rinvio della riunione con la deputazione locale organizzata dal sindaco – commenta Mangiacavallo – ma ho accolto con piacere il suo invito a presenziare all’incontro col presidente. Poi, l’episodio spiacevole, condiviso con la collega La Rocca Ruvolo, di sentirsi respingere dalla segreteria di Crocetta perché la riunione era “tecnica”, salvo poi constatare che i soggetti presenti erano esclusivamente politici. L’unico tecnico a mio avviso, che poteva e doveva partecipare, ovvero il commissario delle Terme, non era stato neppure invitato”.

Ma tralasciando la nota polemica sull’incontro di ieri – continua il deputato regionale – ciò che lascia basiti è come, con due telefonate, il presidente Crocetta pare abbia fatto un passo avanti. Dopo aver ricevuto la prima, che sembrava quasi attendere prima di muoversi, ha fatto la seconda, chiamando il direttore dell’ASP di Agrigento Ficarra. Decisamente poco visto che abbiamo perso mesi, oltre che gli ultimi anni e anche l’attuale stagione turistica. Non possiamo credere che nessuno aveva avuto il tempo di telefonarsi prima di questi ultimi giorni. Un po’ di colore che sa di farsa a condimento dell’improvvisazione e della superficialità con la quale viene gestita la vicenda Terme dal governo regionale”. “Alfano è stato determinante – ironizza Mangiacavallo rispetto alla prima telefonata effettuata da Crocetta – perché è venuto a Sciacca proprio per telefonare al presidente, visto che a Roma non prendevano i telefoni”.

Le soluzioni messe sul piatto, anche se arrivano con estremo ritardo, hanno il loro fascino, – conclude Matteo Mangiacavallo – l’idea di chiudere la situazione debitoria della Terme di Sciacca Spa, e con essa il fallimento della politica regionale degli ultimi anni, sarebbe come una liberazione per la nostra città. E’ auspicabile che l’usufrutto sui beni di cui gode la Terme di Sciacca Spa si riunisca alla nuda proprietà di cui è titolare la Regione. A quel punto, visto che mi piace sognare, vorrei che la Regione cedesse i beni termali ai cittadini saccensi e che la politica andasse via, definitivamente, da quello che è il nostro patrimonio più grande”.

Tornando a ieri, la soluzione avanzata da Ncd per l’affidamento della gestione dello stabilimento all’ASP sembra essere stata accolta con favore dal direttore Ficarra ma assisteremo vigili alla sua realizzabilità nei prossimi giorni. E’ dura avere ancora un minimo di fiducia verso una svolta che non arriva mai e non se ne comprende neppure il motivo. O forse si, quando a governarci sono gli umori del momento e le telefonate dell’ultima ora”.

In chiusura, il deputato saccense risponde agli stessi esponenti locali di Ncd: “Invito il gruppo Ncd a verificare quanto da me proposto riguardo le Terme; le azioni consigliate magari non saranno percorribili per Ncd ma sono di certo proposte di buon senso che né loro né il governo regionale hanno mai voluto prendere in considerazione“.

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La proposta del M5s per salvare le Terme di Sciacca

“I lavoratori stagionali alzino il tiro su chi ha utilizzato la struttura termale come bacino elettorale e poi ne ha favorito la chiusura”.

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Alla nota del comitato “Salviamo le terme di Sciacca” e dei lavoratori stagionali della strutturale termale saccense, risponde il parlamentare del M5S Matteo Mangiacavallo.

Sono stato chiamato in causa in un passaggio della lettera dei lavoratori stagionali delle Terme – commenta il deputato regionale – a cui ribadisco la mia vicinanza e la mia solidarietà. Un passaggio, a onor del vero, ingeneroso nei miei confronti, visto che grazie ad un emendamento a firma del sottoscritto e del mio gruppo parlamentare si era riusciti a garantire le assunzioni stagionali e, di conseguenza, a salvare le ultime due stagioni lavorative, prima che avvenisse il disastro, sicuramente annunciato. Sarebbe più giusto alzare il tiro su tutti quei soggetti politici che, dopo aver generato il risultato che è sotto gli occhi di tutti e dopo aver utilizzato le Terme come bacino elettorale, adesso si defilano sotto l’ombra degli stessi lavoratori drizzando le antenne solo se bisogna boicottare soluzioni diverse da quelle che mirano a mantenere o peggiorare l’attuale stato delle cose”.

Parlare della salvaguardia dei livelli occupazionali significa spostare l’asse del problema, – continua Mangiacavallo – il vero obiettivo, infatti, deve rimanere quello di salvaguardare in primo luogo il patrimonio e le risorse naturali. Tutelando i beni, di conseguenza, si genera occupazione e dunque vengono conservati anche i posti di lavoro. Sarei ben felice di partecipare in prima linea a tutte le azioni extraparlamentari a sostegno delle Terme di Sciacca se solo venissi avvertito in tempo invece che, insolitamente e sistematicamente, dimenticato. Sarò presente lunedì mattina all’incontro organizzato dal sindaco Di Paola perché ho ricevuto il suo gentile invito ma non sempre ho avuto notizie dei tavoli tecnici nelle private stanze, anche se molti di questi si sono rilevati inutili”.

Sulle Terme – conclude il deputato Cinquestelle Matteo Mangiacavallo – le mie idee sono note a tutti. Sostengo il ritorno ad una gestione pubblica, anche se transitoria, in attesa dell’affidamento ad un soggetto esperto e capace attraverso una manifestazione di interesse degna di tale nome. Ma siccome sappiamo quali siano i tempi biblici di questo governo regionale e della sua burocrazia, prima ancora di sperare in un bando che, se fatto male, può avere effetti devastanti sul bene Terme di Sciacca, occorre liberare il patrimonio dalle mani di una società in liquidazione e ritrasferirlo all’azienda pubblica che un tempo riusciva a farla funzionare. Per questo motivo ho continuato a presentare atti parlamentari e proposte normative che mirano a revocare lo stato di liquidazione dell’Azienda Autonoma delle Terme di Sciacca che la classe politica, la stessa che ha generato il problema,  decide sistematicamente di far cadere nel vuoto. Forse tutti si accorgeranno che era l’unica soluzione percorribile solo quando lo stato di abbandono delle Terme diverrà una condizione irreversibile”.

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Il Liceo E. Fermi di Sciacca approda in Parlamento

NAPOLITANO HA GIURATO

DI GIUSEPPE PATTI

Alle 10.00 di questa mattina (14 Maggio 2015), presso Palazzo Montecitorio, si è svolto l’attesissimo iter parlamentare riguardante il Disegno Di Legge (DDL) “La Buona Scuola”. La nuova riforma dell’Istruzione è stata aspramente contestata sin dall’uscita dei famosi “12 punti”, che non hanno convinto il mondo scolastico, attuando diverse misure di sicurezza a favore del diritto allo studio. Occupazioni, scioperi, cortei e il blocco delle INVALSI sembra non fermare l’inarrestabile avanzata del gigante Golia, nutrito e aizzato dal Premier Renzi e dal Ministro Giannini. Stamani il “piccolo  Davide”, interpretato dal Liceo Scientifico E. Fermi di Sciacca, ha sfidato Golia nella sua tana. Letteralmente. Infatti, tramite la voce dell’On. Maria Marzana del Movimento 5 Stelle, il piccolo eroe ha avuto modo di attaccare direttamente il più grande e attuale nemico della nazione.  “Renzi, risponda almeno ai ragazzi dell’istituto Fermi di Sciacca. Simbolo degli studenti italiani che più di tutti sanno interpretare il futuro della nostra scuola”. L’Onorevole ha così cominciato il proprio discorso in Parlamento, portando realmente le proteste dei cittadini fra le mura in cui tutto si decide. Ovviamente, i ragazzi del Liceo Scientifico si dicono entusiasti di questa opportunità data, e dell’accoglienza da parte di Marzana, la quale non ha esitato ad accettare il ruolo da prestavoce, oltre a fare da filologo per fare chiarezza su un DDL incomprensibile e incompleto. Adesso gli alunni del Fermi, e di tutta Italia, aspettano che il gigante si possa ammansire e capire il danno prossimo a compiersi, altrimenti saranno costretti, insieme ai rinforzi dei professori e del personale ATA, a bloccare e uccidere il mostro con altre armi. Nel frattempo, gli studenti del Liceo Scientifico ringraziano di cuore l’On Mangiacavallo, l’On. Marzana e i suoi collaboratori (fra cui Giuseppe Ricchi), i quali hanno dedicato, e stanno dedicando, tempo e fatica  per la lotta a favore della vera Buona Scuola e per averci permesso di manifestare il nostro dissenso lì, dove nessuno si aspettava di poter arrivare.

GRAZIE!

Fonte: fermi24ore.com

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Girgenti Acque Spa, “Società assumificio”. Il M5S chiede l’intervento della Regione a seguito delle dichiarazioni rese dal procuratore aggiunto Fonzo

Girgenti-AcqueAncora una volta un atto parlamentare M5S investe la società gestore del servizio idrico nell’Agrigentino, la Girgenti Acque Spa. Oggetto dell’Interpellanza, rivolta all’assessore all’Energia, sono le dichiarazioni rese dal procuratore aggiunto di Agrigento, il dott. Ignazio Fonzo, nel corso di un’audizione in Commissione parlamentare nazionale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti e su illeciti ambientali del 12 marzo 2015. In quell’occasione, il Procuratore Fonzo riferiva circostanze che gettano un’ombra pesantissima sulla attività di gestione della Girgenti Acque ed, in particolare, in relazione alle procedure di assunzioni del personale della società stessa. Adesso il deputato Cinquestelle Matteo Mangiacavallo vuole vederci chiaro, considerando che già tre mesi fa chiedeva alla società privata di prendere visione proprio della pianta organica, ovvero l’elenco dei nomi dei dipendenti, dell’azienda. Richiesta negata, dato che i criteri di assunzione ed i nomi degli assunti, secondo la Girgenti acque, devono rimanere un “segreto”.

Che Girgenti Acque fosse un ‘assumificio’, così definito dallo stesso Fonzo il 12 marzo scorso in sede di audizione – afferma Mangiacavallo – potevamo immaginarlo, ma le parole del Procuratore oggi non lasciano spazio all’interpretazione”. Nello specifico, il Procuratore aggiunto ha espressamente riferito: “Mi perdonerete se dico quello che sto per dire, senza alcun intento polemico. Mi sento di dirlo. Poi, se lo vogliamo segretare, lo segretiamo. E’ chiaro che questo tipo di società diventa anche un assumificio”.

Il Movimento 5 Stelle all’Ars chiede ora al governo regionale di assumere una posizione netta, chiara, immediata, risolutiva. “L’assessorato costituisca una commissione ispettiva – continua il deputato – al fine di accertare le gravi circostanze che sono state denunciate”. “Questa situazione – conclude il parlamentare M5S – si inserisce in una consolidata mala gestione da parte della società caratterizzata da numerose e gravi inadempienze, disservizi, errate fatturazioni e da azioni al limite del vessatorio sull’intera popolazione della provincia agrigentina”. Il deputato chiede da tempo la stessa risoluzione della convenzione in essere con l’ente gestore, e ancora una volta chiede, quindi, la sua interruzione urgente.

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Marcia per il redditto di cittadinanza, ad Assisi i deputati M5S siciliani

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C’erano anche i deputati M5S dell’Ars Cancelleri, Mangiacavallo, Ciancio, e Cappello, oltre a tantissimi attivisti e simpatizzanti M5S siciliani alla marcia Perugia-Assisi per invocare il reddito di cittadinanza.

In Umbria sono arrivati in modo diverso: Cappello, Mangiacavallo e 50 attivisti isolani sono arrivati a Perugia in pullman dalla Sicilia in mattinata per partecipare alla marcia di 24 chilometri che separa le due città. Un viaggio reso interminabile dalle pessime condizioni delle strade siciliane e da una eterna fatiscente Salerno-Reggio Calabria a cui non mancano lunghe deviazioni.

Volevamo esserci a tutti i costi – commenta Mangiacavallo – e abbiamo scelto di arrivarci tutti insieme sullo stesso mezzo. Chiediamo da tempo al governo, nonché al parlamento nazionale, di adottare la nostra proposta di legge che istituisce un reddito di cittadinanza e pensioni minime non inferiori ai 780 euro. Ma invece di occuparsi di questa, che sarebbe la soluzione ai veri problemi della gente, preferiscono approvarsi leggi elettorali e finte riforme per garantirsi le proprie poltrone”.

Noi del M5S non ci stiamo – conclude Matteo Mangiacavallo – e siamo qui per manifestarlo. Deputati, senatori, sindaci, consiglieri regionali, comunali e innumerevoli cittadini abbiamo fatto 24 chilometri di marcia per far concentrare l’attenzione mediatica e politica sull’argomento. Sono queste le riforme di civiltà di cui la popolazione italiana ha bisogno e le risorse per attuarla ci sono”.

Mangiacavallo, assieme a Francesco Cappello, sarà a Roma la settimana prossima per sollecitare la discussione in Senato di un’altra proposta di legge già approvata dall’ARS che stabilisce l’impignorabilità della prima casa.

Fonte: palermo.blogsicilia.it

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Infografica: Il vero #EXPO2015

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“1 maggio, Milano. L’Italia protagonista dell’Esposizione Universale. Ma alla fine, avete capito cos’è davvero Expo 2015?
Expo è nutrire il pianeta: con due sponsor ufficiali come Coca Cola e Mc Donald’s, multinazionali del junk food portavoce di sana e corretta alimentazione.
Expo è una gita in famiglia: un picnic tra cemento e terreni agricoli diventati parchi artificiali, mentre in città centinaia di alberi VERI vengono abbattuti perché “incompatibili” con la nuova linea della Metro.
Expo è lavoro per i giovani: quello di oltre 10.000 volontari pagati con un panino, gli unici che in questo evento non faranno alcun affare.
Expo è eccellenza italiana: la Cupola degli appalti che ha sfamato imprese “riconducibili a tutti i partiti” da destra a sinistra, per spartirsi una torta da 12 miliardi di euro di soldi pubblici, quindi tuoi! Angelo Paris, il direttore pianificazione e acquisti di Expo 2015 arrestato in un’intercettazione agli atti, parlando con alcuni componenti dell’associazione per delinquere, disse: “Vi do tutti gli appalti che volete, basta che favorite la mia carriera“.
14 illustri personaggi sono stati trovati con le mani nella marmellata per un sistema di corruzione globale che, secondo la magistratura, dal padiglione Italia si estende a tutte le grandi opere italiane. Perché Expo è appena iniziato ma molte strutture non saranno finite in tempo con 1 milione di denaro ingoiato per camuffare circa 10mila metri quadrati di fallimento. E se Expo sarà un successo, lo sarà solo grazie agli operai che in questi ultimi mesi hanno lavorato giorno e notte per dare una buona immagine del nostro Paese. Anche per loro il Movimento 5 Stelle e il Gruppo EFDD continueranno a battersi a Milano, in parlamento e in Europa, fino a quando l’ultimo responsabile del magna-magna non sarà perseguito. Noi, con la consueta dieta dello stipendio e il digiuno completo dai rimborsi elettorali. Sì al prosciutto ma non sugli occhi.” M5S e Gruppo EFDD al Parlamento Europeo

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