La trazzera è servita – #TrazzEraOra – #M5S – #Sicilia

Inaugurata la scorciatoia di Caltavuturo finanziata dal Movimento 5 stelle con le indennità mensili. Permetterà di aggirare la A19. “Certo, ci saranno limitazioni, ma farà risparmiare un sacco di tempo”.

#TrazzEraOra - La Regia Trazzera che unisce la Sicilia - Via dell'Onesta' - #M5s  (8)

E’ stata inaugurata oggi, per essere aperta al traffico domani, la scorciatoia di Caltavuturo (Palermo) che servirà a bypassare l’interruzione della A19, dopo la chiusura di un tratto dell’autostrada a causa del cedimento di due piloni all’altezza di Scillato.

La trazzera è stata finanziata con 300 mila euro devoluti dai deputati regionali del Movimento 5 stelle, che hanno utilizzato le indennità rifiutate mensilmente. Alla cerimonia, in un clima di festa con canti e cibo, parlamentari siciliani e nazionali, attivisti del M5s, i sindaci dei comuni del circondario e semplici cittadini.

“Da Guinness dei primati, o quasi, i tempi per la realizzazione: 50 giorni dall’annuncio, 37 dall’avvio della prima ruspa”, spiegano i grillini. “A un mese dall’avvio dei lavori, l’opera, finanziata con i soldi che mensilmente restituiscono i deputati del Movimento 5 stelle è quindi una realtà e farà tirare un grandissimo sospiro di sollievo alle decine di migliaia di automobilisti che con enorme fatica sono costretti ad inerpicarsi sulle montagne di Polizzi per passare dalla Sicilia orientale a quelle occidentale e viceversa”.

L’arteria finanziata dal Movimento è la sistemazione di una regia trazzera, riportata in vita da due imprese del luogo nei giorni immediatamente successivi al crollo del ponte. Il tratto è lungo circa un chilometro e largo cinque metri e mette in comunicazione la statale 643 con la provinciale 24, che a loro volta immettono agli svincoli di Scillato e Tremonzelli. La scorciatoia è stata realizzata in calcestruzzo, con canali di gronda e guardrail ed un impianto semaforico (il primo nella storia di Caltavuturo) posto a ridosso della trazzera, dove la circolazione avverrà a senso unico alternato.

“Certo – dicono i deputati -, ci saranno delle limitazioni, come il limite di velocità a 20 chilometri orari e l’inibizione alla circolazione ai mezzi pesanti, superiori alla tre tonnellate e mezzo. Da qui a dire che potranno circolare solo trattori e mezzi agricoli, come ha voluto far credere qualcuno, ce ne corre. Questa strada è nettamente più agevole, e meno pericolosa di quella per Polizzi, che attualmente percorre chi si sposta da Palermo verso Catania e viceversa. Non è certo la soluzione definitiva al problema dell’autostrada, questo ci teniamo a sottolinearlo, ma sarà certamente una valvola di sfogo, considerato che consentirà agli automobilisti di risparmiare chilometri e tempi di percorrenza (si prevedono almeno 40 minuti in meno rispetto al giro di Polizzi)”.

Fonte: lasiciliaweb.it

GALLERIA DI FOTO PRELEVATE DA FACEBOOK

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Il ddl per l’Acqua pubblica approda in aula. Grandi Manovre, manovrine, mezzucci e piccolezze del governo e del parlamento siciliano per difendere la gestione privatizzata in Sicilia

Il deputato M5S Matteo Mangiacavallo: “La legge siciliana sull’acqua continua a dar fastidio ai poteri forti e le loro risposte non si sono fatte attendere”.

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Mentre Crocetta si dichiara a favore dell’acqua pubblica e assicura la sua presenza in aula martedì prossimo, l’assessore all’Energia del suo governo, Vania Contrafatto, unitamente al dirigente Armenio hanno espresso parere negativo al ddl 455, insistendo col commissariamento del Consorzio Tre Sorgenti e della Voltano, con l’intento di far cedere le reti al gestore privato Girgenti Acque Spa.

“Stupiscono i tempi, – afferma il deputato M5S Matteo Mangiacavallo – un’accelerazione alquanto sospetta sulla quale aleggia l’ombra di possibili pressioni dall’alto, nonché il comportamento irrispettoso del governo nei riguardi dell’Assemblea Regionale Siciliana che, nel frattempo, concluso l’iter delle varie commissioni, ha incardinato in Aula il testo sulla ripubblicizzazione dell’acqua”.

E il fronte del NO alle norme per l’acqua pubblica sta emergendo anche all’interno dello stesso parlamento siciliano. Interviene anche la deputa Udc Margherita La Rocca Ruvolo. “Parte della maggioranza renziana, – afferma La Rocca – infatti, potrebbe far gruppo con l’opposizione di centro destra affiancando gli onorevoli Fontana (NCD) e Di Mauro (PDS) entrambi di Agrigento (provincia dove l’acqua è più costosa che altrove in Italia) che, dalla prima linea, chiedevano invano, a margine delle scorse sedute d’aula, il rinvio della trattazione del testo a settembre”. Il presidente dell’Ars Ardizzone, infatti, è consapevole che non potrà essere oltrepassata la date del 15 agosto per approvare la legge, sì da scongiurare il commissariamento e la conseguente automatica applicazione dello “Sblocca Italia.

L’azione dell'”ex autonomista” Di Mauro, per posticipare oltre ferragosto l’esame del testo, non si è fermata lì. Infatti, lo stesso deputato, dopo aver chiesto di rimandare di quasi una settimana l’incardinamento del ddl, dopo aver insistito sul rinvio del termine per la presentazione degli emendamenti (ottenendone solo il differimento di qualche ora) ha presentato, tramite l’on. Giovanni Greco una pregiudiziale di incostituzionalità.

“Fa specie – continua Mangiacavallo –  che la pregiudiziale di incostituzionalità sia stata presentata dai componenti dell’ex Mpa; quelli che un tempo erano autonomisti vorrebbero riportare le competenze sulla materia “acqua pubblica” a Roma quando sono e devono rimanere alla Regione siciliana. Finiscono, perfino, per difendere lo “Sblocca Italia” già oggetto di diversi ricorsi per incostituzionalità da parte di numerose regioni italiane, Sicilia esclusa ovviamente. Noi del M5S difenderemo il testo esitato dalla commissione Ambiente che rivendica i principi sanciti dall’art.14 dello Statuto e certamente non ci piegheremo a queste dinamiche alla stregua di altri deputati regionali che stanno difendendo la nefasta gestione privata dell’acqua”.

In conclusione, così la deputata La Rocca: “Se l’assessore Contrafatto parla di profili di incostituzionalità nel ddl, non capiamo come mai difenda così tenacemente gli stessi Aro frutto della frammentazione degli Ato”.

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La Trazzera 5 Stelle che ricuce la Sicilia – #TrazzEraOra

L’inaugurazione della Trazzera 5 Stelle sarà domani 31 luglio alle ore 11.30 a Caltavuturo. Ci sarà anche Luigi Di Maio! Portate amici, parenti, e miscredenti!

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“Si sa, in Sicilia il problema è il “traffico”. Soprattutto da quasi quattro mesi a questa parte, da quando un pilone del viadotto dell’autostrada Palermo-Catania ha ceduto, spezzando letteralmente in due l’Isola. Subito (si fa per dire) il Governo si era fatto vedere, Delrio aveva fatto un sopralluogo e promesso che in tre mesi avrebbero risolto il problema e ridato la principale arteria viaria ai siciliani. A quasi quattro mesi dal cedimento, però, siamo ancora ai nastri di partenza. E, mentre Governo regionale e nazionale si rimpallano, probabilmente cercando l’opzione infrastrutturale che permetta di lucrare il più possibile – guarda caso si insiste su un progetto che prevede l’esproprio di un terreno appartenente all’ex assessore della giunta Orlando, Tullio Giuffrè, a un costo record di 236mila euro (eventuali interessi compresi), ben al di sopra del valore reale – il MoVimento 5 Stelle in Sicilia è stata l’unica forza politica ad aver fatto qualcosa di concreto.

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M5S: “Liberi Consorzi, una legge per conservare il potere e dire a Renzi che il Pd è ancora in vita”

Per i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars, così come è arrivata al traguardo la norma è un pastrocchio. “Persa l’opportunità per l’affermazione del nostro Statuto. Unica nota positiva la fine dell’agonia per i dipendenti”.

Il gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle all’Ars ha detto no alla legge che istituisce i liberi Consorzi, arrivata al traguardo completamente raffazzonata e completamente diversa da quella in cui credeva il Movimento.

“L”unica nota positiva della legge – dicono i deputati – è la fine dell’agonia per i dipendenti. Per il resto è quasi tutto da censurare. La discussione del disegno di legge è partita male sin dalle prime battute, quando la maggioranza di governo ha deciso di disegnare la geografia dei liberi consorzi secondo lo schema delle ex province. Sei liberi consorzi e tre città metropolitane al posto delle nove ex province. E a peggiorare la situazione è stata la norma con la quale si è stabilito che i confini delle città metropolitane coincidessero con quelli delle ex province. Città metropolitane che lungi dal limitare i propri confini con quelli stabiliti dal DPR del 1995 all’area metropolitana mettono insieme pezzi di territorio che già non avevano nulla in comune, quando erano contenuti negli stessi confini delle province, e che a maggior ragione mal si sposano con le ragione dell’istituzione di una città metropolitana. Anche in questo contesto l’istinto di conservazione ha prevalso su quello dell’innovazione”.

“Paradossale – dicono i deputati – appare, peraltro, la condizione posta per l’adesione alla città metropolitana di Catania dei comuni di Gela, Piazza Armerina e Niscemi, che nonostante un referendum popolare, dovranno confermare la loro volontà di permanervi, solo se una delibera del consiglio comunale ratificherà positivamente la volontà già espressa dai cittadini. Ecco, dunque, i giochi politici che il MoVimento, aveva tenuto fuori dalla porta, attraverso l’approvazione della norma che a suo tempo impose sul referendum, adesso rientrano dalla finestra. I giochi politici ora li faranno i soliti partiti al chiuso delle stanze di un consiglio comunale, dal quale dipenderà la sorte di comunità molto grandi come quelle, per esempio, di Gela”.

Numerososissime, secondo i deputati, sono le falle di questa legge. “Perché tanta paura da parte dei deputati regionali nei confronti dei Sindaci? Perché tutta questa opposizione alla trasformazione di un ente di area vasta da ente gestore di servizi a ente erogatore di servizi, secondo i principi basilari di sussidiarietà e coordinamento degli enti stessi? Perché reintrodurre le indennità se doveva essere svolto tutto a titolo gratuito? Quando il governo deciderà di rimpinguare le esigue risorse destinate ai lavoratori delle ex province? Sono tutti interrogativi, cui questa legge, fatta ed approvata solo per dare un senso ad una maggioranza che non esiste più, non dà risposte”.

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Mangiacavallo risponde a Girgenti Acque: “Vogliono incontrarci? Prima rispettino i cittadini e ci forniscano l’elenco del personale che avevamo richiesto”

Interviene il deputato all’Ars del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo in merito alla nota diffusa dalla Girgenti Acque Spa il 28 luglio scorso, in risposta alle azioni parlamentari, regionali e nazionali, del M5S contro la gestione privatizzata dell’acqua in provincia di Agrigento.

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“Prendo atto della formale disponibilità della Girgenti Acque ad incontrare me e il Senatore Mario Giarrusso – commenta Mangiacavallo – per fornirci dati e informazioni sul servizio idrico gestito, al fine di evitare la diffusione, da parte nostra, di notizie fuorvianti e preoccupanti ma tengo a precisare che quanto da noi documentato, attraverso atti parlamentari, non risponde a “dicerie di paese” ma sono inadempienze e disservizi testimoniati da fatti”.

“Se la Girgenti Acque intende riqualificare la propria immagine di fronte ai cittadini – continua il deputato regionale del M5S – sospenda, tanto per cominciare, immediatamente, la pratica barbara e incivile dei distacchi delle utenze e la smetta di far pagare, in maniera indiscriminata, i canoni di depurazione e fognatura anche nelle zone non servite e dove tali servizi sono fatiscenti, a dispetto di quanto falsamente dichiarato attraverso un precedente comunicato stampa”

“Se poi vuole fare la cosa ancora più giusta – conclude Matteo Mangiacavallo – ci fornisca quel famoso elenco del personale, misterioso quanto il segreto di Pulcinella, che continua a negarci. Stia tranquilla che successivamente sia io che il senatore Giarrusso saremo altrettanto disponibili ad incontrarli.”

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Un incubo chiamato Girgenti Acque, il M5S presenta un’interrogazione anche al Senato

17 gli atti parlamentari e decine le richieste di accesso agli atti già presentate all’Ars dal Cinquestelle Mangiacavallo che unitamente al senatore Giarrusso chiede di stoppare definitivamente l’attuale gestione del servizio idrico nella provincia di Agrigento.

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Le inadempienze di Girgenti Acque Spa sbarcano al Senato. Dopo ben 17 atti parlamentari e decine di richieste di accesso agli atti presentati dal deputato regionale M5S Matteo Mangiacavallo a Palazzo dei Normanni, anche il Cinquestelle Michele Giarrusso, senatore della Repubblica, porta il caso dell’ente gestore dei servizi idrici a Palazzo Madama.

Un’azione sinergica – afferma Mangiacavallo – condotta da parlamentari regionali, deputati alla Camera e senatori M5S che darà delle risposte ai cittadini dell’Agrigentino, un modus operandi tipico dei Cinquestelle anche in altri contesti”.

Interviene così il senatore Giarrusso: “Definire pessima la gestione di Girgenti Acque sarebbe riduttivo. Diverse inottemperanze, infatti, sono state segnalate nella procedura di depurazione delle acque; risultano, inoltre, azioni di smaltimento in violazione con quanto disposto contro l’inquinamento dei mari; in aggiunta, si pretende il pagamento del canone fognario e di depurazione anche da parte di cittadini residenti in zone prive di rete fognaria e di depurazione; ed, ovviamente, è stata pure riscontrata la mancanza di regolarità nella distribuzione del servizio”.

Ma le denunce del Movimento 5 Stelle contro la Girgenti non finiscono qui: “La Girgenti Acque SpA – continua Giarrusso – risulta dal 2012 priva della certificazione antimafia; in particolare, occorre sottolineare come il dott. Campione, attuale azionista di maggioranza, nonché presidente e dominus della società, sia stato condannato in via definitiva per truffa in merito all’acquisto di calcestruzzo depotenziato nella costruzione del nuovo ospedale di Agrigento, il “San Giovanni di Dio”; Campione risulta, inoltre, indagato a seguito di denuncia dall’ex amministratore delegato di Girgenti Acque S.p.A., Carmelo Salamone, per presunte truffe del valore di oltre 40milioni di euro relativamente all’acquisto di materiale ed attrezzature, quali 90 mila contatori commissionati direttamente alla società correlata, senza alcuna procedura volta a garantire i principi di economicità, trasparenza, pubblicità, efficacia ed efficienza a tutela del cittadino, cui tutti i gestori di pubblici servizi debbono attenersi. E’ tuttora in corso un’indagine a carico dell’ex amministratore delegato Giuseppe Giuffrida, unico indagato, dal 2013, per fatti relativi all’inquinamento dei mari. Campione, già condannato, risulta inoltre indagato dalla Direzione distrettuale Antimafia per associazione a delinquere di stampo mafioso, a seguito delle dichiarazioni rese da due pentiti, Di Gato e Cacciatore, e sulla base di quanto esposto dal colonnello dei Carabinieri Lucio Arcidiacono durante le udienze del processo a carico dell’allora presidente della Regione Lombardo”.

Ma non appaiono chiari nemmeno i criteri di assunzione del personale”, aggiunge il deputato Mangiacavallo che nei mesi scorsi aveva ricevuto un diniego alla richiesta di prendere visione della pianta organica e degli elenchi del personale.

Quindi il diktat del senatore Giarrusso e del parlamentare regionale Mangiacavallo: “Bisogna mettere un punto a questa esperienza maledetta – affermano ii Cinquestelle – il presidente del Consiglio ed i Ministri di competenza dicano stop definitivamente alla gestione targata Girgenti del servizio idrico nella provincia di Agrigento”.

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Interrogazione M5s (Giarrusso) su Girgenti Acque

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Il sen. Mario Michele Giarrusso (M5s) (insieme ai colleghi Airola, Bottici, Bulgarelli, Cappelletti, Catalfo, Crimi, Endrizzi, Gaetti, Lezzi, Mangili, Martelli, Marton, Montevecchi, Moronese, Morra, Petrocelli, Santangelo, Taverna) ha presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio, e a tre ministri Interno, Ambiente e Infrastrutture sulla Girgenti Acque che gestisce l’adduzione, distribuzione idrica, fognatura e depurazione dei reflui in numerosi Comuni della provincia di Agrigento. Secondo Giarrusso e gli altri senatori ”sono molteplici le inadempienze che si attribuiscono alla Girgenti Acque; inottemperanze sono state segnalate nella procedura di depurazione delle acque, e risultano, inoltre, azioni di smaltimento in violazione con quanto disposto contro l’inquinamento dei mari; in aggiunta, si pretende il pagamento del canone fognario e di depurazione anche da parte di cittadini residenti in zone prive di rete fognaria e di depurazione; altresì è stata riscontrata la mancanza di regolarità nella distribuzione del servizio”. ”La Girgenti Acque – continua – risulta dal 2012 priva della certificazione antimafia; in particolare, occorre sottolineare come il dott. Campione, attuale azionista di maggioranza, nonché presidente e dominus della società, sia stato condannato in via definitiva per truffa in merito all’acquisto di calcestruzzo depotenziato nella costruzione del nuovo ospedale di Agrigento, il “San Giovanni di Dio”; Campione risulta, inoltre, indagato a seguito di denuncia dall’ex amministratore delegato di Girgenti Acque, Carmelo Salamone, per presunte truffe del valore di oltre 40 milioni di Euro relativamente all’acquisto di materiale ed attrezzature”. Nell’interrogazione si chiede di sapere quali provvedimenti si intende adottare per appurare l’osservanza dei principi generali, nonché delle norme di trasparenza, pubblicità, efficacia ed efficienza; quali provvedimenti si intendano adottare al fine di verificare che l’aumento delle tariffe possa configurarsi quale una disposizione di ordinaria amministrazione, ed eventualmente procedere all’annullamento del suddetto aumento, in quanto l’Ato Idrico AG 9 risulta essere un ente soppresso; quali azioni intendano intraprendere per sanzionare la condotta del dirigente generale, il quale, secondo una personale interpretazione della normativa relativa al Dl cosiddetto “Sblocca Italia”, aveva firmato gli illegittimi provvedimenti di diffida dei Comuni della provincia di Agrigento, disponendone, qualora non avessero ottemperato alle note disposte nei provvedimenti, il commissariamento; se i Ministri non intendano attivare procedure ispettive al fine di verificare l’eventuale illegittimità della condotta di Girgenti Acque S.p.A. e di intervenire attraverso gli strumenti di Sua competenza al fine di impedire il ripetersi di eventuali abusi riguardo la gestione e l’erogazione dell’acqua.

Fonte: grandangoloagrigento.it

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No alle trivelle, catene umane nelle spiagge di 4 regioni: tre tappe in Sicilia

Il tour, dal titolo “Giù le mani dal nostro mare”, parte l’otto agosto e prevede anche agorà e banchetti informativi per sensibilizzare la popolazione.

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Con la Conferenza Stampa prevista per il prossimo 1 agosto a Bari (rotonda lungomare), si comunicherà l’inizio ufficiale della terza edizione dell’evento “Giù le mani dal nostro mare”, tour itinerante nelle spiagge per sensibilizzare sul problema delle trivellazioni marine che si svilupperà quest’anno nelle quattro regioni meridionali interessate dalla problematica: Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia.

Il 2 agosto, in attesa dell’inizio del tour previsto per sabato 8 agosto, si terrà il “NoTrivDay”: i diversi gruppi M5S organizzeranno dei banchetti informativi nei propri territori per sensibilizzare la cittadinanza e pubblicizzare il tour che partirà da Licata e terminerà il 6 settembre con una “festa” a Bari, nella rotonda del lungomare.

Come per gli anni scorsi ogni tappa prevederà una “catena umana” sul bagnasciuga delle spiagge coinvolgendo gli stessi bagnanti, si terranno inoltre delle agorà pubbliche a cura dei portavoce del Movimento 5 Stelle presenti.

Di seguito le tappe del tour:

  • 08 AGOSTO: LICATA (Sicilia)
  • 09 AGOSTO: GELA (mattina) (Sicilia)
  • 09 AGOSTO: AGRIGENTO (pomeriggio) (Sicilia)
  • 12 AGOSTO: TORRE CANNE (FASANO) (Brindisi)
  • 13 AGOSTO: SAN PIETRO VERNOTICO (Brindisi)
  • 14 AGOSTO: POLICORO (Basilicata)
  • 16 AGOSTO: ROCCA IMPERIALE (Basilicata/Calabria)
  • 17 AGOSTO: MONOPOLI (Bari)
  • 18 AGOSTO: SQUINZANO/TREPUZZI (Lecce – Puglia)
  • 19 AGOSTO: CASTELLANETA (Taranto- Puglia)
  • 20 AGOSTO: VIESTE (Foggia)
  • 21 AGOSTO: CAMPOMARINO (Taranto)
  • 22 AGOSTO: GALLIPOLI (Lecce)
  • 23 AGOSTO: ROSSANO CALABRO (Calabria)
  • 24 AGOSTO: CROTONE (Calabria)
  • 25 AGOSTO: BISCEGLIE (Puglia)
  • 27 AGOSTO: MANFREDONIA (Foggia)
  • 28 AGOSTO: POLIGNANO/MOLA (Bari)
  • 29 AGOSTO: MOLFETTA (Bari)
  • 30 AGOSTO: BARLETTA (Puglia)
  • 06 SETTEMBRE: TAPPA FINALE NELLA ROTONDA DEL LUNGOMARE A BARI

La locandina dell’evento:

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Ddl Acqua pubblica approvato in Commissione Ambiente, grande la soddisfazione del M5S: “Fuori il lucro, no alla mercificazione dell’acqua”

Il presidente della IV commissione Trizzino (M5S): “Abbiamo chiesto tempi brevi perché il commissariamento è alle porte, il testo andrà in Aula già la prossima settimana”.

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E’ giunto ieri il SI dalla Commissione Ambiente e territorio all’Ars al ddl n.455 – discipline in materia di risorse idriche, col solo voto contrario del deputato di FI Giorgio Assenza. Esprimono grande soddisfazione il presidente della IV Commissione Giampiero Trizzino e le due deputate componenti della stessa commissione Angela Foti e Valentina Palmeri, tutti parlamentari M5S che continuano, senza riserve, a difendere il carattere pubblico del servizio idrico. “Tariffa unica, quantitativo minimo vitale e una disciplina agevolata per i meno abbienti” – interviene così la Cinquestelle Valentina Palmeri che spiega le battaglie su cui il Movimento non intende assolutamente cedere. “Adesso attendiamo il passaggio in Aula – aggiunge il presidente Trizzino – che avverrà già la prossima settimana. Abbiamo chiesto tempi brevissimi per l’approvazione visto il rischio di commissariamento alle porte”. Interviene anche la deputata Angela Foti: “Nonostante il parere negativo da parte degli uffici del dipartimento regionale, – conclude – questo ddl contiene uno dei principi su cui non intendiamo derogare: Fuori il lucro, No alla mercificazione dell’acqua”.

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Siculiana: crollo nella galleria della SS 115. Il deputato Mangiacavallo (M5S) interroga il governo: “Bisogna intervenire urgentemente”

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Ancora un altro crollo, ancora altri disagi per i cittadini siciliani”. Questo il commento a caldo del deputato regionale M5S Matteo Mangiacavallo, a seguito del cedimento, avvenuto ieri sera, di parte del rivestimento in cemento sulla galleria della SS 115, compresa tra Siculiana ed il bivio di Cattolica Eraclea. Il parlamentare Cinquestelle ha già presentato un atto parlamentare ispettivo urgente, interroga così il governo regionale. “Bisogna intervenire immediatamente, – afferma Mangiacavallo – l’opera va ripristinata subito, così da non causare altri rallentamenti alla viabilità di una Regione, e di una strada Statale in particolare, la 115, già al collasso”. La galleria, infatti, sta proprio sulla Statale oggetto di un esposto presentato alla Procura e prodotto dagli stessi Cinquestelle, che affermano: “Si tratta di 383 chilometri di inferno e morte. Pensare che sono più di 4 mila gli atti parlamentari presentati dal 1980 ad oggi e che riguardano la messa in sicurezza della statale. Eppure la strada è ancora a brandelli”.

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