Vertenza Terme di Sciacca, questa mattina l’audizione all’Ars convocata dal deputato M5S Mangiacavallo alla presenza dell’assessore Baccei

Il parlamentare Cinquestelle: “Le Terme devono urgentemente cambiare proprietario passando dalle mani della Regione direttamente ai cittadini saccensi”.

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Si è svolta questa mattina, in III commissione Attività produttive all’Ars, l’audizione convocata dal deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo avente come oggetto la vertenza Terme di Sciacca.

Così il parlamentare Cinquestelle a margine dell’audizione di oggi: “Il nostro intento nel convocare la seduta odierna era quello di ottenere un momento di confronto tra i cittadini saccensi e i funzionari della Regione Siciliana che si stanno occupando della questione Terme di Sciacca. Abbiamo trovato al tavolo anche un altro interlocutore principale, ovvero l’assessore Baccei”.

“Soluzioni? – continua Mangiacavallo – Come al solito nessuna. Ci troviamo di fronte una Regione che ha chiuso le Terme per non appesantirne il bilancio e che adesso vuole vendere parte del patrimonio per far cassa e ripianarne i debiti. L’Asp di Agrigento, che doveva gestire lo stabilimento, è ferma al palo perché chiede all’assessore alla Sanità di essere autorizzata a sforare il proprio bilancio. Il mini bando per l’affidamento del Grand Hotel congelato fin quando le sorti dello stabilimento non siano definite, e il bando principale bloccato da una serie di procedure che vorrebbero che la Regione tornasse dapprima nella disponibilità totale dei beni, oggi gestiti dalle Terme di Sciacca S.p.A in liquidazione. Insomma, per chi non se ne fosse accorto, le terme di Sciacca sono finite nel pantano della burocrazia regionale”.

L’assessore Baccei ha preso quindi atto di due proposte pervenute al tavolo: il sindaco di Sciacca che ha offerto la sua disponibilità per la stesura del bando e il comitato cittadino che ha rilanciato l’azionariato popolare per l’acquisizione delle Terme.

“Adesso aspettiamo un cenno, lo stesso atteso ormai da mesi. Nel frattempo – conclude il deputato M5S – abbiamo chiesto, nell’immediato, di provvedere alla tutela dei beni per non farne perdere il valore”.

E così in chiusura Mangiacavallo afferma: “Rimango convinto che le Terme debbano urgentemente cambiare proprietario; passare dalle mani di una Regione siciliana che le considera un peso, un problema, ai cittadini saccensi, che invece, come me, lo ritengono un patrimonio da valorizzare e salvaguardare. Come gruppo parlamentare faremo di tutto affinché questo avvenga”.

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“Acqua agli agricoltori, un imperativo categorico”. Dal M5S all’Ars due emendamenti al Bilancio per ripristinare i fondi ai consorzi di bonifica

Mangiacavallo e Cancelleri: “Occorre rilanciare l’economia siciliana ripartendo dall’agricoltura”.

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“Riformare i consorzi di bonifica per renderli più efficienti e ampliare la platea di competenze e servizi destinati ai produttori agricoli”. Passano da queste esigenze, condivise un po’ da tutti nel settore agricoltura, i due emendamenti presentati all’assestamento di Bilancio dal M5s all’Ars, che mirano a ripristinare i fondi per i consorzi.

“Occorre tornare indietro immediatamente – afferma Matteo Mangiacavallo – e restituire il ‘maltolto’. Per questo motivo abbiamo presentato atti che puntano ad abrogare le norme che recentemente aveva introdotto Baccei. Sia quella che toglie risorse ai consorzi di bonifica, in maniera indiscriminata e senza alcuna programmazione, sia quella che impedisce di erogare l’acqua per uso irriguo, oltre i servizi consortili, in tutti i casi di morosità. La Sicilia deve ripartire dall’agricoltura, troppo penalizzata in questi anni di governo Crocetta”.

“Il tema dei consorzi – afferma Giancarlo Cancelleri – era un discorso che avevamo avviato circa due anni fa. Il governo, non solo non ha messo mani alla riforma ma ha proceduto a tagliare i fondi destinati agli stessi. Tutto ciò è assurdo. Se prima non riformiamo i consorzi di bonifica, non regolamentiamo le spese e tagliamo gli sprechi, come facciamo a stabilire di quanto ridurre i finanziamenti? Invece, in una Regione amministrata al contrario avviene il contrario di tutto. Prima si tagliano i finanziamenti ai consorzi e poi, forse, si farà una riforma. Il risultato? La ricaduta sul mondo agricolo, che appare vessato dai consorzi che finiscono per aumentare i costi ai produttori agricoli e non erogare l’acqua agli utenti morosi”.

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Ars, dove “le interrogazioni non servono a nulla”

La denuncia del M5S.

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Interrogazioni? Stiamo pensando seriamente di non presentarne più, le risposte sono spessissimo inutili, aleatorie o addirittura assurde. Così non servono a nulla. Ardizzone strigli il governo e pretenda risposte serie e il rispetto del parlamento. Continuare così non serve a nulla”.
E’ rabbia a 5 stelle o quasi dopo la tornata di risposte su Formazione e istruzione di martedì scorso a sala d’Ercole.

“Alcune volte – affermano i deputati Matteo Mangiacavallo e Valentina Zafarana – si ha quasi la sensazione che vogliano prenderci per i fondelli. La quasi totalità delle risposte mira a scaricare a terzi la responsabilità dell’oggetto della richiesta, oppure sono palesemente assurde”.

E’ il caso, ad esempio, della risposta data a Matteo Mangiacavallo che interrogava il governo “sulle sule sorti dell’istituto superiore statale musicale Toscanini di Ribera. A Crocetta il deputo chiedeva “nelle more della statizzazione degli istituti pareggiati musicali, quali azioni si intendano adottare per evitare la chiusura immediata ed immeritata dell’ISSM ‘Toscanini’, la lesione del diritto allo studio di centinaia di studenti e la perdita del lavoro dei 10 docenti di ruolo”.

“Mi è stato risposto – afferma Mangiacavallo – che la Regione Siciliana non ha competenze in ordine alla statalizzazione. Che è cosa che sapevamo e che non era certo quello a cui mirava l’interrogazione. Delle due, quindi, l’una: o le interrogazioni alla Regione non le leggono nemmeno, o chi la fa ha seri problemi con la lingua italiana”.

Interpellanza forse neanche letta quella di Valentina Zafarana, che chiedeva la verifica dei requisiti di legge di enti di formazione professionale coinvolti troppo spesso in ruberie e cosa intendesse fare l’assessorato nei confronti di enti che non risultassero no profit e che, quindi, per per legge, dovrebbero essere esclusi dall’erogazione dei finanziamenti .

“Ci è stato data una non risposta – dice la deputata – e cioé che l’albo dei lavoratori fa riferimento alle persone fisiche e non agli enti, quando è ormai noto come molti degli enti siano società Spa o Srl. Ed era questo il nodo su cui intendevamo ottenere documentata risposta, ma evidentemente il governo della rivoluzione preferisce nascondersi dietro ai giri di parole”.

Fonte: palermo.blogsicilia.it

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Mangiacavallo (M5S): “Occorre rilanciare l’economia siciliana ripartendo dall’agricoltura”

Presentati due emendamenti all’assestamento di bilancio per ripristinare i fondi destinati ai consorzi di bonifica e garantire l’acqua agli agricoltori.

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Si è svolta mercoledì 16 settembre, presso la commissione Attività produttive all’Ars, l’audizione dei soggetti interessati alle problematiche del consorzio di bonifica AG 3, richiesta dal deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo.

Queste le sue dichiarazioni circa le richieste di pagamento della differenza dei canoni dell’acqua per uso irriguo, avanzate dall’ente nei confronti degli agricoltori: “L’assessorato regionale all’agricoltura aveva assunto verbalmente, in più occasioni, impegni precisi nei confronti del consorzio di bonifica AG3 per il finanziamento  della somma necessaria a coprire la differenza tariffaria introdotta nel 2009 – dichiara Mangiacavallo – ma questi impegni sono stati disattesi dopo i primi anni. I consorzi, dunque, nelle ultime settimane si sono regolati di conseguenza per non restare le vittime sacrificali dei tagli imposti dall’assessore al bilancio durante la finanziaria”.

 “Su questi ultimi vorrei puntare l’attenzione – continua il deputato del M5S – perché dimostrano la cecità politica, ben più di grave di una classica miopia, di questa giunta regionale. Come si può pensare di rilanciare l’economia siciliana se si sottraggono risorse al suo asse portante, ovvero l’agricoltura? E lo hanno fatto non certo una ma diverse volte. Ad ogni finanziaria tolgono risorse ai coltivatori per dirottarle su forestali e precari. Una vera e propria guerra tra poveri”.

 “Occorre tornare indietro immediatamente – conclude Mangiacavallo – e restituire il “maltolto”. Per questo motivo abbiamo presentato, già in assestamento di bilancio, un emendamento che punta ad abrogare le norme che recentemente aveva introdotto Baccei. Sia quella che toglie risorse ai consorzi di bonifica, in maniera indiscriminata e senza alcuna programmazione, sia quella che impedisce di erogare l’acqua per uso irriguo, oltre i servizi consortili, in tutti i casi di morosità. La Sicilia deve ripartire dall’agricoltura, troppo penalizzata in questi anni di governo Crocetta”.

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Terme di Sciacca, il deputato regionale Matteo Mangiacavallo (M5S): “L’unica soluzione e’ quella proposta dal M5S, tutte le altre portano al fallimento della società”

Il parlamentare Cinquestelle risponde alla richiesta dell’associazione L’AltraSciacca impegnando tutto il gruppo parlamentare M5S nella lotta per la salvezza delle terme: “L’intento di Crocetta, la totale distruzione delle Terme di Sciacca”.

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Sono trascorsi sei mesi dalla delibera dell’assemblea dei soci della Terme di Sciacca Spa che decretava la chiusura delle attività dello stabilimento termale e del Grand Hotel. Da quel 6 marzo 2015 la già buia vicenda della società termale in liquidazione ha registrato momenti che hanno sfiorato il ridicolo, come la telefonata del ministro Alfano per sollecitare un incontro, svoltosi poi tra il presidente della regione Crocetta e il sindaco di Sciacca, alla presenza dei deputati regionale La Rocca Ruvolo e Mangiacavallo (M5S). Ma qual è lo stato dell’arte: la totale assenza di risposte da parte dell’Asp di Agrigento che, secondo l’infausto piano governativo, avrebbe dovuto assumere la gestione dello stabilimento; l’inizio delle procedure di vendita dell’ex Motel Agip, uno dei beni di proprietà delle Terme di Sciacca Spa in liquidazione. Su questi argomenti torna il deputato Matteo Mangiacavallo per fare un punto della situazione.

“Si troveranno tutte le soluzioni alla vicenda Terme di Sciacca – dichiara il deputato saccense – solo quando si metterà la parola fine a questo governo regionale e andranno a casa anche coloro che lo sostengono. Mi auguro che i sostenitori di Crocetta presenti a Sciacca facciano un mea culpa e non abbiano l’ardire di difenderne l’operato per poi presentarsi ad un elettorato che è stato preso fin troppo in giro in questi 33 mesi di esperienza crocettiana. Crocetta ha portato a compimento l’opera, già iniziata da diversi anni, di tutti i partiti e i governi che lo hanno preceduto, nessuno escluso: la totale distruzione delle Terme di Sciacca”.

“Il Motel Agip è stato messo in vendita? Era previsto nel piano di risanamento del debiti della S.p.A. – continua Mangiacavallo – era il bene meno pregiato ed era logico che venisse aggredito per primo. Nessuno, però, tocchi gli altri perché sarebbe davvero la rivoluzione, altro che quella ‘farlocca’ annunciata da Crocetta. Faremo le barricate per difenderli. Poi, se fossi Turriciano avrei rimesso l’incarico fin da subito”.

Sulla possibilità che l’Asp prenda in carico la gestione dello stabilimento: “Stiamo perdendo il nostro tempo ad assistere al nulla dettato da una classe dirigente regionale che, nella migliore delle ipotesi, riesce soltanto ad improvvisare. Quando hanno creato la S.p.A., alla quale venivano trasferiti non solo i beni ma anche i debiti dell’Azienda Autonoma, era sin troppo prevedibile che la gestione non potesse andare avanti, soprattutto se frutto di una lottizzazione politica. Quando la stessa società è stata posta in liquidazione era altrettanto prevedibile che le attività sarebbero state portate alla chiusura. Senza ricapitalizzazione o finanziamenti e con debiti che aumentano di mese in mese, era solo questione di tempo”.

“Che soluzioni per evitare il fallimento, dopo la chiusura? – conclude Mangiacavallo – Sono quelle che propone il M5S da tempo, attraverso emendamenti e disegni di legge che il governo regionale non vuole prendere in considerazione e sono le stesse che aveva avanzato Raffaello Pilotto in commissione Bilancio più di un anno fa. Prima o poi, ne sono convinto, se non si vuole assistere al fallimento, spero di essere ascoltato. Occorre che vengano ammessi gli errori del passato e si corregga immediatamente la rotta. Che venga ripristinata l’Azienda Autonoma delle Terme di Sciacca, che debiti e beni vengano ritrasferiti dalla Terme di Sciacca S.p.A. all’Azienda e che la Regione venga messa cosi nelle condizioni di risanarli e pareggiare i bilanci. Dopo di ciò la proprietà dovrebbe essere ceduta al Comune di Sciacca che, in piena autonomia, potrebbe pensare ai bandi per l’affidamento della gestione. Finché tutto rimane alla Regione e all’incapacità dei suoi burocrati e dei suoi amministratori, le nostre Terme non vedranno lustro. La politica deve sanare i debiti, e le malefatte andare via dalle Terme di Sciacca”.

Sull’invito de L’AltraSciacca a coinvolgere l’intero gruppo parlamentare del M5S: “Il gruppo è sempre stato compatto sulle proposte che abbiamo portato avanti in commissione e in aula. Le sostiene e continuerà a sostenerle. Posso assicurare il nostro impegno assiduo e continuo. Raccolgo l’invito degli amici de L’AltraSciacca e cercherò di far fissare un incontro a Palermo al più presto. Il territorio ha bisogno di risposte e non certo di chiacchiere, di proclami elettorali, di becere passerelle e di spartizioni politiche. Quel tempo è tramontato da un pezzo e la gente ne è stanca quanto noi”.

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