Matteo Mangiacavallo risponde alla nota odierna diramata dal Comitato Civico Sanità di Sciacca

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Leggo con enorme dispiacere dell’attacco nei miei confronti da parte del “Comitato Civico Sanità Sciacca” nonché, di conseguenza, dei tanti cittadini e dalle associazioni che vi hanno aderito con entusiasmo e buone intenzioni anche se non credo che ciascuno di loro sia stato preventivamente contattato, né abbia assegnato deleghe in bianco ai coordinatori del Comitato, per la sottoscrizione di una nota stampa dai toni prettamente politici e della cui matrice sto qui ad interrogarmi.

Non ho mai detto, infatti, che “non sia necessario un intervento ispettivo” né, tantomeno, “che non vi sia nulla di anormale” nella gestione dell’ospedale di Sciacca. Basterebbe infatti, anche solo per un attimo, soffermarsi ad analizzare, con spirito obiettivo, il mio costante impegno in favore dell’ospedale di Sciacca per convincersi del contrario. In occasione dell’incontro tenutosi presso la sala Blasco del Comune di Sciacca, coi sindaci del comprensorio saccense, ho cercato di rappresentare quanto potesse essere maggiormente incisivo insistere nella visita dell’Assessore regionale alla sanità – come peraltro dallo stesso promesso in occasione dell’incontro tenutosi a Palermo in presenza mia, del Comitato e dello stesso Sindaco – al fine di consentire la verifica dello stato di degrado in cui versa la struttura ospedaliera saccense, quanto piuttosto insistere su un’ispezione che poteva rivelarsi improduttiva.

Negli scorsi mesi ho svolto attività ispettive di diverso livello in tutte le strutture sanitarie gestite dall’ASP di Agrigento e delle criticità dell’ospedale di Sciacca sono pienamente consapevole, e per queste m’impegno in silenzio, quasi giornalmente. Sono sempre presente in ogni occasione tranne in quelle in cui si tratta di tagliare nastri. Tuttavia mi premeva far rilevare come una “ispezione”, tanto richiesta quanto annunciata, potesse sortire come unico effetto quello di danneggiare l’immagine di un ospedale che rappresenta invece un’eccellenza da un punto di vista umano e professionale. Le ispezioni vanno fatte, non annunciate né sbandierate alla stampa solo per sollevare polveroni.

Alla mia proposta, in quella sede, ha fatto seguito l’intervento di qualche consigliere comunale che non solo ho trovato decisamente fuori luogo ma ho ritenuto tipico di una “passerella politica”. A tale intervento mi sono riferito elevando una critica che non era di certo rivolta al Comitato, ai sindaci o ai cittadini che hanno deciso di prendere parte sia alla lodevole iniziativa che alla discussione generale.

Rimango a fianco del Comitato per tutte le azioni che intenderà intraprendere, anzi sarò perfino un passo avanti, come ho sempre fatto, nel dare seguito con dignità, coerenza e onestà tutte le istanze che arrivano direttamente dalla cittadinanza e dal territorio. Al contempo auspico che la politica possa, un giorno, restare fuori dalla sanità ed evitare bieche strumentalizzazioni delle giuste battaglie condotte dai comitati civici.

Matteo Mangiacavallo

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Arresti eccellenti in provincia di Agrigento. Mangiacavallo: “E’ la punta dell’iceberg di un sistema che va smantellato”

Il Movimento 5 Stelle Sicilia si complimenta con magistratura e forze dell’ordine.

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E’ un silenzio surreale ed assordante quello del mondo politico e delle Istituzioni a commento di un’operazione, denominata “Duty Free” che ieri, nella mattinata, ad Agrigento, si è conclusa con 13 ordinanze di custodie cautelari per un giro di reati che includono truffa, corruzione e falso.

Interviene il M5S Sicilia per complimentarsi con le forze dell’ordine, con la Procura e gli inquirenti per l’ottimo lavoro svolto.

“Possiamo definirla come la risposta del mondo giudiziario a chi dubitava che tutto fosse fermo. – dichiara Matteo Mangiacavallo, deputato regionale del M5S – Quanto avvenuto oggi rappresenta un’iniezione di fiducia per tutti coloro i quali, come noi, continuano ad avere massima fiducia nel sapiente lavoro, bistrattato e poco remunerato, svolto dalle forze dell’ordine ogni santo giorno. A loro vanno i nostri ringraziamenti e la nostra riconoscenza”.

Tra gli “arresti eccellenti” anche quello dell’imprenditore Marco Campione, presidente della Girgenti Acque e quello di Pietro Pasquale Leto, direttore dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento. “Ci lascia sgomenti il coinvolgimento dei vertici dell’Agenzia delle Entrate, Istituzione che dovrebbe controllare e far applicare la legalità e che invece, nel caso specifico, faceva il contrario. – continua Mangiacavallo – E’ l’indice negativo che esiste un sistema marcio, totalmente marcio, marcio fino all’osso. Se quanto rappresentato dall’accusa sarà confermato ci aspettiamo una pulizia degna di tale nome, a tutti i livelli. Quella pulizia che il mondo politico, assente e stranamente silente in questa vicenda, non ha ancora voluto fare. Tutti i partiti, Movimento 5 Stelle escluso, tengono dentro indagati e condannati e questi poi, in Parlamento, fanno pure le leggi che i cittadini dovrebbero osservare. Tutto assurdo”.

Il deputato regionale Matteo Mangiacavallo ha prodotto oltre 25 atti parlamentari per un ritorno alla gestione pubblica dell’acqua nel libero consorzio di Agrigento e più volte, col gruppo del M5S Sicilia, è entrato in conflitto con il presidente della Girgenti Acque. “Non ci stupisce che tra le accuse rivolte a Marco Campione possa trovarsi anche quella d’aver assunto la figlia del direttore dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento in cambio di favori. Sarebbe una prova provata di quanto affermato dal procuratore Fonzo, ovvero che la Girgenti Acque si comporta come un “assumificio”. Su questo aspetto abbiamo chiesto di tutto e di più e restiamo fiduciosi, oggi meglio che ieri, nell’ottimo lavoro che sta svolgendo e saprà svolgere la magistratura. Siamo convinti, quanto loro e più di loro, che quanto accaduto in questa operazione rappresenti la punta dell’iceberg di un sistema che va smantellato dalla base”.

“Le ricadute di questo sistema marcio pesano esclusivamente sui cittadini e sulle famiglie del nostro libero consorzio – conclude Mangiacavallo – che con le fatture dell’acqua, giusto per citarne una, pagano probabilmente anche le spese di tanti “favori” al politicante di turno. Vorrei invitare i “complici” di questo sistema a ritornare sui loro passi e a lasciare il campo. Quanto accaduto ieri deve farli riflettere e ricredere. Vorremmo tornare alla gestione pubblica dell’acqua, ora e subito, e con l’acqua pubblica anche ad una gestione sana dei beni comuni”.

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