Il vero quesito del Referendum costituzionale #iodicono

iovotono-referendum-costituzionale

di Nicola Morra

Il quesito proposto da Renzi per il referendum dice: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?

Una scheda vergognosamente faziosa, mistificatoria e incompleta.

Quindi l’ho riscritta io. Una scheda ONESTA che mette i cittadini davanti alla verità, nella condizione migliore di poter scegliere dovrebbe recitare: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente “l’elezione dei senatori ad opera dei segretari dei partiti anziché dei cittadini, la concessione dell’immunità per consiglieri regionali e sindaci che faranno un doppio lavoro, il mantenimento dei costi sostanziali del senato, l’accentramento di competenze regionali, ma solo per le 15 regioni ordinarie, la triplicazione (da 50mila a 150mila) del numero di firme per le leggi di iniziativa popolare”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n.88 del 15 aprile 2016?”

Condividiamola, facciamola girare. Servirà a contrastare la propaganda che Renzi vuole fare perfino nella cabina elettorale! #IoVotoNo

Fonte: ilblogdellestelle.it

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Nuova rete ospedaliera siciliana: cònzala comu voi, sempri cucuzza è!

Foto prelevata dal sito del Corriere di Sciacca (http://www.corrieredisciacca.it/default.asp?id=39864)
Foto prelevata dal sito del Corriere di Sciacca (http://www.corrieredisciacca.it/default.asp?id=39864)

Leggendo la nota congiunta di PD e Sciacca Democratica non possiamo che prendere atto dell’incapacità manifesta della vecchia politica di chiamare le cose con il loro nome. Nascondersi dietro ai giochi di parole, alla denominazione “documento metodologico”, per opportunismo politico o per conclamata miopia, significa negare l’evidenza dei fatti.

Verba volant, scripta manent. I fatti ci dicono chiaramente quali sono le intenzioni del Presidente Crocetta e del suo braccio operativo Assessore Gucciardi e sono riportati nero su bianco. Le rassicurazioni verbali restano “aria fritta” dinanzi a un documento che “metodologicamente” relega l’ospedale di Sciacca a struttura di base. Nel frattempo si mantengono come spoke la struttura di Agrigento, città di Angelino Alfano, la struttura di Salemi (10.794 abitanti), città natale del caro Assessore alla Sanità, la struttura di Gela, del Presidente Crocetta, affiancata a quella di Mazzarino (12.145 abitanti) e di Niscemi (27.558 abitanti).

La verità è che la gestione della Sanità in Sicilia è ormai legata a interessi politici che nulla hanno a che vedere con le reali esigenze dei territori e soprattutto dei cittadini.

Accusare Matteo Mangiacavallo e il M5S di sciacallaggio politico è un tentativo maldestro e, come testimoniato dall’azione del deputato in questi anni, privo di alcun fondamento.

Allora lasciamo che, insieme a tutte le forze politiche che oggi sono maggioranza di governo alla Regione, il PD e Sciacca Democratica continuino, come loro stessi hanno sostenuto qualche giorno fa, a “lavorare in silenzio”, così non li sentirà nessuno, e “a fari spenti”, così continueranno a non vedere alcunché, aspettando che la bozza diventi definitiva e che sia poi sottoposta a sindacati e sindaci per mera presa d’atto.

Noi riteniamo invece che la cittadinanza vada informata da subito e che questo possa contribuire a una mobilitazione generale a difesa della sanità saccense.

Assemblea M5S Sciacca

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Ponte sullo Stretto, M5S: “Pacco per il sud, Ponte per il nord”

Ponti e pensioni per tutti, così Renzi e Crocetta avviano la fase dei miracoli da referendum. Nella guerra dei numeri, i portavoce fanno un elenco di alcune delle infrastrutture siciliane disastrate.

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100 mila posti di lavoro, un ponte nuovo nuovo per lo Stretto, pensioni maggiorate di 80 euro e tanti altri miracoli numerici da referendum sono già depositati nel cappello magico del presidente del Consiglio Renzi, avallato anche questa volta dal presidente della Regione Siciliana Crocetta che sostiene ‘non ci metteremo di traverso’”. Così, in questa guerra di numeri, come fosse una partita di monopoli, si inseriscono i deputati all’Ars del Movimento 5 Stelle che, invece, hanno chiari altri dati, purtroppo già sotto gli occhi di tutti: “7 miliardi di euro l’anno sono i contenziosi con lo Stato ai quali Crocetta, in totale autonomia, ha rinunciato; 10 miliardi di euro occorrono per completare la rete viaria siciliana, ferma agli anni ’70; rete ferroviaria ferma all’anno zero, nessun investimento e tagli mostruosi. Tanta è la preoccupazione in casa PdRenzi per questo referendum, la si riconosce dal lezzo dalle numerose bugie che il premier sta già mettendo in campo”.

Renzi non ha avuto nemmeno il buon gusto di cambiare mantra rispetto a tutti i suoi predecessori”, afferma il capogruppo all’Ars dei Cinquestelle Matteo Mangiacavallo. Interviene anche la portavoce del Messinese Valentina Zafarana: “E’ chiaro e inequivocabile il NO al Ponte sullo Stretto già costato oltre 600 milioni agli italiani. Come se non bastasse, Renzi, Crocetta e l’intero Pd dimenticano, forse, l’insostenibilità progettuale, tecnica, ambientale ed economica dell’Opera, supportata da diversi studi scientifici”.

E concludono i 14 parlamentari Cinquestelle siciliani, che dispensano persino un suggerimento al presidente del Consiglio: “Adesso vada a fare la sua campagna referendaria al Nord perché le Regioni del sud sono stanche di sentirsi prendere in giro”.

Intanto sull’inutilità del ponte, la deputata Claudia Mannino annuncia una interrogazione alla Camera, nella quale sarà inserita la “fuffa” del patto per il Sud e delle promesse senza copertura finanziaria. “Nel piano delle infrastrutture strategiche – dice – il ponte non c’è più, cosi come nell’ultima legge obiettivo non vi era alcuna copertura finanziaria”. Tra le altre cose che per la deputata dovrebbero avere la precedenza sul ponte ci sono, ad esempio, le obsolete e insufficienti reti ferroviarie siciliane (oggetto di una interrogazione presentata alla Camera dalla Mannino, dalle deputate siciliane Lorefice e Cancelleri e da altri parlamentari nazionali). L’atto parlamentare accende i riflettori sulle enormi carenze delle rete siciliana, che solo nella misura del 13 per cento ha il doppio binario, con svariati chilometri di linee non elettrificate e con treni in servizio molto vecchi.

In conclusione, impossibile sarebbe elencare tutte le strade interrotte, quelle incomplete e i lavori promessi, finanziati e mai iniziati in Sicilia. Ma i deputati M5S fanno, comunque, l’elenco di alcune opere infrastrutturali disastrate e abbandonate. Tra queste, la Pa-Ag, tra semafori, crollo del ponte Scorciavacche e lavori interrotti, percorrerla è un calvario; la Siracusa-Gela doveva essere finita nel ’76. Nel palermitano: sp 2, sp4, sp 4 bis, sp 44, sp 45, sp 107, sp 27, sp 133, sp 24 Caltavuturo-Scillato, sp8 Caltavuturo-Valledolmo, ss120 da Cerda fino a Tremonzelli, Scillato-Collesano, poi da Collesano a Campofelice di Roccella, Sclafani Bagni-Alia, interrotte, franate e in condizioni pietose. Per non parlare della ss 624, la statale Palermo Sciacca, con i suoi innumerevoli dossi sui ponti. E ancora la fantomatica Nord-Sud; la statale 640 Caltanissetta-Agrigento; la Caltanissetta-Mussomeli. Nell’Ennese: la SP4 interrotta tra Valguarnera e Piazza Armerina da una ventina di anni e la ss121 divenuta un colabrodo; e ancora la Palermo-Mazara, con i piloni da consolidare che rischiano di collassare. Nella provincia di AG ci sono state segnalate in dissesto (e conseguentemente abbiamo provveduto ad interrogare) queste strade provinciali: 17, 21, 24, 26, 44, 45, 6, 32 e 34. La strada provinciale 29 Trapani-Salemi; la ss 27 Poggioreale – Santa Margherita Belice; e a Siracusa SP tra Palazzolo e Giarratana.

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Rete ospedaliera siciliana, bozza o non bozza, è comunque arrivata a Roma!

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Tra smentite e rassicurazioni dell’assessore regionale alla Sanità Gucciardi, è confermata l’esistenza di una bozza di rete ospedaliera strutturata in base a linee guida che lo stesso assessore aveva inviato a Roma lo scorso 29 Luglio. In quel documento, disponibile nella versione integrale a questo link, si conferma un “declassamento” del Giovanni Paolo II, che viene inquadrato come ospedale di base rispetto al San Giovanni Di Dio, ed iscritto a DEA di secondo livello.

Tutto ciò suona male, come affermato dal deputato regionale del M5S all’ARS Matteo Mangiacavallo nei giorni scorsi, saremo rassicurati solo da un’altra carta che mette nero su bianco il fatto che Sciacca sia posta sullo stesso piano di Agrigento e il Giovanni Paolo II sia inteso come Spoke.

Con buona pace di chi a Sciacca, riparandosi dietro bandiere dei partiti come NCD e PD, continua a giocare fingendosi oppositore quando nella realtà sostiene Crocetta. A costoro, che si pongono finti oppositori, verrebbe da chiedere se hanno veramente compreso quanto tali scelte stiano facendo veramente male alla nostra città.

Assemblea permanente del M5S di Sciacca

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Sanità, Mangiacavallo (M5S): “Gli ospedali riuniti di Sciacca e Ribera diventino Spoke, solo allora le parole diventeranno fatti”

Il parlamentare saccense interviene a margine di un incontro con l’assessore Gucciardi.

Matteo-Mangiacavallo-M5S

Se davvero si vuole affermare che i nostri ospedali non saranno depotenziati o addirittura potenziati, ci presentino una bozza nella quale Sciacca e Ribera vengano inquadrati come Spoke al pari di Agrigento o siano parte di uno stesso Spoke con Agrigento, cosi come è stato fatto con Trapani e Salemi o con Gela, Mazzarino e Niscemi. Solo allora saremo cittadini tranquilli e prenderemo atto che nessuno vuole toglierci nulla o sta cercando di prenderci in giro”. Questa la proposta del capogruppo all’Ars del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo a margine dell’incontro avvenuto ieri in sala giunta del Comune di Ribera alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Baldo Gucciardi e al quale hanno preso parte anche i sindaci del comprensorio e i rappresentanti politici locali.

In questi giorni continuiamo a sentirne di tutti i colori – continua Mangiacavallo – finanche le rassicurazioni degli esponenti di Sicilia Democratica e del PD di Sciacca che, dopo aver parlato con l’assessore, tranquillizzano i nostri concittadini sulle sorti del Giovanni Paolo II”. “La realtà dei fatti, invece, – aggiunge il deputato Cinquestelle – è che l’assessore, e lo ha fatto anche ieri, ci ha voluto rassicurare che non esiste alcuna rete ospedaliera, che si tratta soltanto di una bozza e che niente è stato ancora deciso. Ciò che però dimenticano tutti è che questa bozza esiste e che su questa bozza è stato scritto che Sciacca diventa ospedale di base mentre Agrigento viene promosso a DEA di secondo livello, ovvero uno Spoke”. “Dall’idea partorita tra assessorato e direzione generale, – conclude il capogruppo M5S – in definitiva e nonostante le distanze dei nostri Comuni dall’ex capoluogo di provincia, Sciacca e Ribera offrirebbero prestazioni di livello inferiore rispetto ad Agrigento. E questo è un dato inconfutabile, visto che se ne parla anche in un documento ricevuto a Roma dalla Regione Siciliana“.

In ultimo, Mangiacavallo ribadisce che “non si può più attendere l’approvazione della rete ospedaliera per avviare le procedure concorsuali e le assunzioni. Abbiamo chiesto di procedere immediatamente coi bandi e colmare le carenze croniche di personale delle nostre strutture sanitarie per le UO della rete delle emergenze urgenze. Si può fare e si deve fare. Troppe parole in questo campo, adesso vogliamo i fatti”.

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Provate a leggere il testo della riforma costituzionale (se ci riuscite) – #IoDicoNo

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L’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, prima di approvarlo, fece rileggere a scrittori e letterati il testo della Costituzione per renderlo semplice, chiaro, comprensibile a tutti gli Italiani, con periodi lunghi in media 20 parole. Il testo della riforma costituzionale Renzi-Boschi ha articoli di oltre 300 e 400 parole, in un caso si passa da 9 a 439 con il punto che arriva dopo oltre 170 vocaboli. La Carta sottoposta a referendum, pur essendo scritta in lingua italiana, ha alcuni articoli di rilevanza notevole che risultano incomprensibili anche dopo ripetute letture.

Ad ogni modo, perché possiate rendervene conto direttamente, riportiamo qui un file con il testo della Costituzione prima e dopo le modifiche. Potete facilmente confrontarli e cogliere da soli i nodi irrisolti, le storture, le conseguenze caotiche di misure che in molti casi non ottengono i risultati cercati (e propagandati) ma anzi peggiorano la qualità delle nostre istituzioni, facendo un pessimo servizio alla democrazia e alla partecipazione popolare.

Buon divertimento! #IoDicoNo

referendumcostituzionale.online

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Renzie usa la Sanità come bancomat

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di MoVimento 5 Stelle Senato

Un miliardo e mezzo di nuovi tagli alla Sanità: uno scherzo? Niente affatto, perché questa potrebbe essere la ‘sorpresina’ che il governo ha in serbo per gli italiani, da inserire dentro la prossima manovra finanziaria. La notizia è apparsa stamattina sulla stampa e il Presidente del Consiglio si è precipitato a smentirla, ma dopo le tante balle raccontate, le sue rassicurazioni non sono più credibili: di Matteo Renzi non ci fidiamo.

La stampa parla di un braccio di ferro in corso all’interno dell’esecutivo, di tagli da 1,5 miliardi di euro più 1 miliardo che dovrebbe venire dall’intervento sulle spese delle Regioni che sappiamo bene dov’è che solitamente vanno a tagliare. Il premier ha negato, consapevole che una notizia del genere, proprio mentre sta per partire la campagna referendaria sulla riforma costituzionale, potrebbe avere effetti devastanti, ma il sospetto è che questo sia solo l’antipasto del solito balletto fatto di dichiarazioni, passi in avanti, indietro e di lato che finisce sempre con il tradursi in vergognosi tagli alla sanità.

Finora questo governo per far quadrare i conti dello Stato ha usato la Sanità come bancomat  invece che combattere l’evasione, tagliare le pensioni d’oro ed eliminare gli sprechi della Pubblica amministrazione e della politica.

Tra il 2015 e il 2016 il presidente del Consiglio e il suo ministro Beatrice Lorenzin hanno tagliato al comparto 4,3 miliardi di euro, oggi oltre 200 visite specialistiche – fino a ieri garantite dal sistema sanitario – sono a pagamento; la spesa farmaceutica continua a crescere senza che il governo intervenga per frenarla e porre un limiti ai già cospicui guadagni delle aziende farmaceutiche; e non c’è traccia dei 7 miliardi di risparmi derivanti dalla digitalizzazione in sanità promessi dal ministro della Salute.

Gli italiani, intanto, rinunciano a curarsi: 11 milioni di persone solo lo scorso anno. Se quando entreremo nella sessione di bilancio, tra meno di un mese, dovessimo trovare tracce dei tagli alla sanità di cui parlano oggi i giornali, faremo di tutto per impedire l’ennesimo scempio sulla salute degli italiani.

Fonte: ilblogdellestelle.it

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Ridiamo speranza alla Sicilia

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di Giancarlo Cancelleri

La Sicilia è la terra più bella del mondo in mano alle persone peggiori del mondo, incapaci amministrativi che la stanno distruggendo.
Ogni giorno combattiamo la politica, anzi la malapolitica dei partiti che, grazie al M5S, hanno gettato la maschera. Non esistono più centro-destra e centro-sinistra, non esistono più PD, Forza Italia, NCD, UCD, non esiste più la loro contrapposizione sui temi, si sono mostrati per quello che sono davvero: correnti all’interno dello stesso partito, quello degli affari e degli interessi personali.
Crocetta e il PD stanno chiudendo oltre 150 fra presidi ospedalieri e pronto soccorso in Sicilia, stanno tagliando l’assistenza e il servizio di trasporto per i disabili, vogliono fare 8 inceneritori nell’isola e hanno sottoscritto mutui per 4 miliardi di euro (da pagare fino al 2045), mentre rinunciano a 7,5 miliardi di euro di contenziosi nei confronti dello Stato, contenziosi con sentenza favorevole della Corte Costituzionale.
Tagliano tutto fuorché i loro stipendi, tagliano tutto fuorché i loro privilegi e mentre i disabili non avranno il servizio di trasporto, Crocetta va in AutoBlu affittata a 10.000 euro al giorno, mentre chiudono gli ospedali pubblici, vengono foraggiate le cliniche private, mentre la gente non arriva alla fine del mese, loro non accettano neanche la nostra proposta di tagliarsi lo stipendio per destinarlo alle famiglie in difficoltà.
I 14 deputati del M5S in 4 anni hanno messo da parte 3 milioni di euro dalle rinunce a parte dello stipendio e altri benefit, se tutti i 90 deputati regionali lo avessero fatto, oggi avremmo un fondo da quasi 20 milioni di euro.
È un dramma ed è targato “partiti” comunque lo si voglia guardare.
La loro voglia di far qualcosa per i siciliani e per la Sicilia è come le presenze dei cittadini alla loro festa dell’Unità a Catania: ZERO!

Il prossimo anno si vota ed il M5S si candida a governare la Regione Siciliana in modo serio e impegnato, vogliamo riportare i cittadini al centro dell’agire politico e vogliamo ridare alla nostra terra dignità e decoro, dobbiamo riuscire a estirpare il concetto che dice “Sicilia=Mafia” e piantarne uno totalmente nuovo “Sicilia=terra di cittadini onesti” e sapete tutti voi che è possibile, i siciliani sono molto meglio di chi li amministra.

Sabato 17 settembre, dalle 16 alle 23, ci vediamo in Piazza Università a Catania per parlare di politica, di idee, di problemi e di soluzioni a quei problemi, nell’attesa di Italia 5 Stelle a Palermo il 24 ed il 25 settembre. Con noi ci saranno anche Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Ferdinando Imposimato. Vi aspettiamo!

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Nuova rete ospedaliera, in provincia di Agrigento penalizzata solo Sciacca. Chiusi diversi reparti e tagliati 50 posti letto

Mangiacavallo (M5S): “Faremo le barricate in commissione. Presentata risoluzione per salvare e potenziare l’attuale struttura”.

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“La bozza della nuova rete ospedaliera è un ‘oggetto misterioso’. Non è mai arrivata ai parlamentari dell’ARS ma i contenuti sono di dominio pubblico. Non si conoscono i dettagli ma i particolari che emergono dalle indiscrezioni sono abbastanza inquietanti”. A commentarli è il deputato regionale, capogruppo del M5S all’ARS, Matteo Mangiacavallo.

“L’assessore Gucciardi è venuto a Sciacca a prenderci in giro – aggiunge il parlamentare 5Stelle – e continua a farlo a distanza. In questi giorni ha parlato di linee guida mentre nella ‘fantomatica’ bozza i tagli ai posti letto e ai reparti sono già precisi e stabiliti”.

Mangiacavallo continua: “Nei nostri ospedali riuniti, a Ribera chiude il pronto soccorso, Sciacca perde 50 posti letto oltre a reparti importanti come quello di rianimazione, urologia e otorinolaringoiatria; mentre altri verranno ridimensionati. Nell’agrigentino sarà penalizzato solo il territorio saccense. Tutto questo è inaccettabile, anche in applicazione del decreto Balduzzi. Si dovrebbe perseguire una sanità de-territorializzata con un’offerta di serie A per tutti i cittadini. Invece avremo zone ben servite e altre, come quelle dell’hinterland saccense, che precipitano indietro di 50 anni. Una vera e propria vergogna”.

“Dove sono i rappresentanti politici saccensi pronti a stendere i tappeti rossi al passaggio di esponenti nazionali e regionali di NCD e PD che con Lorenzin, Alfano, Gucciardi e Crocetta stanno ‘chiudendo’ Sciacca? Con quale bandiera addosso sentiamo ancora il loro coraggio di parlare?  Si vergognino se pensano di candidarsi ancora”. Infine, il capogruppo del Movimento 5 Stelle Mangiacavallo annuncia barricate in commissione Sanità: “Abbiamo già presentato una risoluzione per il mantenimento ed il potenziamento dell’offerta sanitaria negli ospedali riuniti di Sciacca e Ribera, proprio come aveva promesso Gucciardi, smentito dai fatti”.

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