Mangiacavallo (M5S): “Le Terme di Sciacca usate ancora una volta per scopi elettorali”

Le Terme di Sciacca diventano un tema caro alla politica soprattutto in prossimità di scadenze elettorali. In questi giorni Panepinto e Lo Bello, esponenti e candidati del PD per le prossime elezioni regionali, che con Crocetta chiusero le Terme nel 2015, tornano sull’argomento per annunciare un imminente decreto per la concessione dei beni al Comune di Sciacca. Lo Bello annuncia che lunedì prossimo consegnerà personalmente in giunta l’atto che trasferisce le Terme al Comune di Sciacca, Panepinto afferma che mercoledì prossimo l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei, consegnerà le Terme di Sciacca al Sindaco.

Peccato che ad oggi, nonostante sia trascorso più di un mese dalla sottoscrizione di un atto notarile che ha sancito il transito di una parte del patrimonio termale dalla Terme di Sciacca Spa alla Regione Siciliana, concretamente non sia ancora avvenuto alcun passaggio formale previsto dal predetto atto. Pertanto è più che lecito il dubbio che si tratti di annunci con finalità meramente elettorali.

“E’ una mancanza di rispetto verso l’intelligenza di tutti i Saccensi – dichiara Mangiacavallo, deputato regionale del M5S – ed è chiaro pure ai bambini che, per l’ennesima volta, le Terme di Sciacca sono utilizzate con finalità meramente elettorali. C’è chi si ricorda della loro esistenza solo nei periodi antecedenti le elezioni, diffondendo annunci dall’inconfondibile carattere propagandistico”.

“Siamo in balia di smanie elettorali. – continua Mangiacavallo – Questi frenetici stati di agitazione degli esponenti di governo regionale prima hanno fatto perdere al Comune di Sciacca le stufe, che sono rimaste alla società in liquidazione, e adesso faranno pervenire i beni restanti al Comune sulla fiducia, dato che ancora il passaggio di consegne tra Regione Siciliana e Terme di Sciacca Spa non si è concluso. Inoltre rimangono del tutto poco chiari quali saranno l’oggetto e i termini del decreto di concessione che sarà sottoscritto in fretta e furia prima del 5 novembre”.

“Si tratta dunque dell’ennesima colossale operazione propagandistica del governo Crocetta e dei suoi interlocutori locali – conclude il parlamentare saccense – che con ‘grande esperienza’ e ‘abilità’ cacciano fuori l’argomento Terme durante la campagna elettorale per le regionali, così come avevano fatto qualche mese fa durante quella per le amministrative. La competenza di questi stessi signori invece sparisce come neve al sole nel momento in cui si comincia a parlare di riaprire gli stabilimenti termali”.

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Inaugurazione sede del M5S a Sciacca il prossimo 23 ottobre, alle ore 18.30

Sarà inaugurata lunedì 23 ottobre, con un meeting aperto al pubblico e a tutti i cittadini interessai, la nuova sede di Piazza Marconi del M5S di Sciacca.
I pentastellati hanno messo a disposizione di attivisti e non questo spazio di incontro e confronto in vista delle elezioni regionali fissate per il prossimo 5 novembre, per fornire informazioni sul programma regionale del M5S, sulle modalità di voto, ecc.
“Sarà l’occasione – afferma Matteo Mangiacavallo, deputato saccense uscente, in corsa per la riconferma all’Ars – per incontrarsi e tornare sui punti salienti del programma del M5S di particolare interesse per Sciacca e per la Regione, cari a Giancarlo Cancelleri e allo staff siciliano del Movimento.”
L’appuntamento è in Piazza Marconi a Sciacca, lunedì 23 ottobre, alle ore 18.30.

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TUTTE LE TAPPE DEL TOUR IN #SICILIA #SCEGLIETEILFUTURO #M5S #CANCELLERIPRESIDENTE

PASSATE PAROLA E RAGGIUNGETECI!

20 ottobre 

  • Ore 15:30 Mazara del Vallo
  • Ore 18:00 Partanna
  • Ore 21:00 Ribera

21 ottobre

  • Ore 9:30 Sciacca
  • Ore 12:00 Valle dei Templi
  • Ore 18:00 Gela
  • Ore 21:00 Ragusa

22 ottobre

  • Ore 12:00 Vittoria
  • Ore 15:30 Francofonte
  • Ore 18:00 Priolo
  • Ore 21:00 Siracusa

23 ottobre

  • Ore 15:30 Misterbianco
  • Ore 18:00 Paternò
  • Ore 21:00 Acireale

24 ottobre

  • Ore 18:00 Caltagirone
  • Ore 21:00 Enna

27 ottobre 

  • Ore 15:30 Villafranca Tirrena
  • Ore 18:00 Milazzo
  • Ore 21:00 Messina

28 ottobre 

  • Ore 16:00 fino alle 23:00 Catania Day – Pomeriggio a Catania in compagnia dei portavoce regionali, nazionali ed europei
  • Ore 18:00 Augusta
  • Ore 21:00 comizio a Catania

29 ottobre

  • Ore 9:00 fino alle 22:00 Palermo Day – Intera giornata a Palermo in compagnia dei portavoce regionali, nazionali ed europei

30 ottobre 

  • Ore 21:00 Trapani

31 ottobre

  • Ore 18:00 Alcamo
  • Ore 21:00 Sciacca

1 novembre 

  • Ore 21:00 Agrigento

2 novembre 

  • Ore 18:00 Caltanissetta
  • Ore 21:00 comizio a Caltanissetta

3 novembre 

  • Ore 21:00 comizio finale a Palermo
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Zero fondi per i trasporti: così i partiti massacrano la #Sicilia – #M5S #CANCELLERIPRESIDENTE #SCEGLIETEILFUTURO

Dei 24 miliardi stanziati per i trasporti europei, zero è destinato alla Sicilia che però è una delle regioni più povere d’Europa e una di quelle più bisognose di infrastrutture.

I politici bussano alla porta dei siciliani solo per chiedere il voto durante la campagna elettorale. Poi, una volta chiuse le urne, di loro se ne fregano. Un esempio? Dei 24 miliardi stanziati per i trasporti europei, zero è destinato alla Sicilia che però è una delle regioni più povere d’Europa e una di quelle più bisognose di infrastrutture.

Il Connecting Europe Facility (CEF), il meccanismo per collegare l’Europa, è un programma di finanziamenti diretti della Commissione Europea attraverso il quale vengono finanziate le infrastrutture di trasporti europee. La programmazione 2014-2020 prevede stanziamenti per 24 miliardi di euro (di cui già assegnati circa 22,5 miliardi) destinati interamente al settore dei trasporti, (marittimo, stradale, ferroviario, aviazione). Alla Sicilia, che fa parte del corridoio scandinavo-mediterraneo, nessun fondo è stato assegnato.

La selezione avviene su base competitiva dei progetti che presentino un elevato valore aggiunto europeo. Possono presentare i progetti imprese private, enti pubblici, società a capitale misto. Gli Stati Membri coordinano e approvano preventivamente la presentazione dei progetti prima di inviarli alla Commissione. Se il Sud è abbandonato la colpa è soprattutto dei partiti di centrodestra e centrosinistra che (mal)governano da anni il nostro Paese.

Ecco una panoramica di quello che la Sicilia ha perso finora:

CEF trasporti 2014
Pubblicata l’11 settembre 2014, stanziati 11,93 miliardi di euro ripartiti sia sul programma di lavoro multi-annuale (11 miliardi) che su quello annuale (930 mil €).
Nessun progetto presentato in Sicilia.

CEF trasporti 2015
Pubblicata il 5 novembre 2015, stanziati 7,6 miliardi di euro per progetti di interesse comune (Bandi di Coesione e Bandi Generali). Risultati annunciati l’8 luglio 2016.
Nessun progetto presentato in Sicilia.

CEF trasporti 2016
Pubblicata il 13 ottobre 2016, stanziati 1,9 miliardi di euro per progetti di interesse comune. Risultati annunciati l’8 luglio 2017 (Bandi di Coesione e Bandi Generali).
Nessun progetto presentato in Sicilia.

CEF trasporti 2017

Pubblicata l’8 febbraio 2017 (scadenze 14 luglio 2017 e 30 novembre 2017). Stanziato 1 miliardo di euro. In attesa dei risultati.

Fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/

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Riforma totale della sanità in #Sicilia: tempi certi per visite e esami #M5S #CANCELLERIPRESIDENTE #SCEGLIETEILFUTURO

di Giancarlo Cancelleri

La Sanità in Sicilia va riformata completamente. Va rivista la rete ospedaliera, vanno riviste le piante organiche, e abbiamo bisogno di più personale. Però c’è una cosa che mi indigna particolarmente, ovvero le lunghe attese da parte dei cittadini per delle visite o degli esami, in questo modo si costringono i siciliani a rivolgersi al settore privato, e con grande sacrificio devono dare fondo ai propri risparmi pur di avere immediatamente esami importanti che dovrebbero essere garantiti dalla Regione.

Questa è un’ingiustizia, io non voglio vivere in una Regione del genere, io non voglio essere il Presidente di una Regione del genere, allora l’idea è questa: chiunque dovrà fare una visita dovrà farla in tempi certi e ragionevoli all’interno delle strutture pubbliche o convenzionate con il sistema sanitario regionale, altrimenti potrà anche rivolgersi alle strutture private a pagamento, ma a pagare questa volta dovrà essere la Regione Siciliana.

Garantire la salute dei cittadini dovrebbe essere la priorità per chi si candida alla Presidenza della Regione, e per me questa è una priorità.

Il 5 novembre dobbiamo scegliere di cambiare la nostra terra, il 5 novembre dobbiamo scegliere una regione che inizia a preoccuparsi della salute dei cittadini, dobbiamo scegliere la vita, dobbiamo scegliere il cambiamento, in sintesi: dobbiamo scegliere il futuro.

#SceglieteilFuturo #CancelleriPresidente

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Merkel ordina, Berlusconi esegue: prima muoia la #Sicilia, poi l’#Italia

di MoVimento 5 Stelle Europa

Il copione è sempre il medesimo: Merkel ordina, Berlusconi esegue. Con un voto shock Forza Italia e PD, uniti più che mai, hanno rafforzato il Regolamento di Dublino (che assegna oggi al primo Paese di approdo le responsabilità legate all’accoglienza). Chiunque affermi il contrario vi sta prendendo in giro. Nessun migrante economico sbarcato in Italia verrà ricollocato negli altri Paesi membri. Merkel e Macron lo avevano detto e oggi Forza Italia e PD con il loro voto eseguono. La commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni ha votato la riforma del regolamento che altro non è, per l’Italia, una gabbia dalla quale i migranti molto difficilmente potranno uscire.

La Sicilia paga il prezzo più alto. Con 70.671 migranti sbarcati dall’inizio dell’anno si è superato ogni limite. I centri di accoglienza sono nel caos più totale. I sindaci di alcuni Comuni più esposti come Lampedusa e Pozzallo hanno lanciato degli allarmi, finora rimasti inascoltati. Sono molti i casi denunciati di migranti scomparsi, soprattutto fra i minori. Il piano di Minniti siglato con la Libia è fuffa: ha tentato di mettere il problema sotto un tappeto con un accordo siglato con la Libia ma il risultato è stato solo quello di spostare la rotta più a ovest, verso la Tunisia. I siciliani sanno bene di chi sono le responsabilità di tutto questo.

Quella di oggi è quindi una stretta di mano che vale più di mille parole. L’intesa tra Angela Merkel e il centrodestra italiano non è mai mancata nel corso di questo decennio: ma attenzione, non stiamo parlando di accordi politici bilaterali che giovano alle reciproche economie e società. Tutt’altro, la storia ci ha insegnato che la propensione alla genuflessione dell’era berlusconiana ha consegnato l’Italia al macello macroeconomico, con i tedeschi liberi di produrre export senza limite a danno delle piccole e medie imprese italiane. Quelle che il “grande imprenditore di Arcore” avrebbe dovuto difendere (essendo il self-made man che tutti conosciamo).

E poi, abbassamento delle tasse e alleanza con Merkel sono due concetti che non stanno insieme, lo sanno anche i muri. A Bruxelles l’Italia è considerata uno Stato “impantanato” – per usare un eufemismo -, e la Sicilia una regione allo sbando economico, sociale e politico. Alla stregua della Grecia, bisognosa delle cure che i falchi dell’austerità (guidati dagli alleati europei del centrodestra) non vedono l’ora di confezionare. Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, infatti, Forza Italia in Europa è alleata, nello stesso gruppo politico e convergente nei voti con i falchi dell’austerità tedeschi del PPE. Berlusconi sta alla Merkel come Musumeci sta a Berlusconi.

Del leader del centrodestra non interessano più i molteplici processi giudiziari in cui è coinvolto, ma il modo e il menefreghismo con cui ha consegnato l’Italia alla serie B del Continente. Nel corso dei suoi Governi in Europa si prendevano decisioni fondamentali, ciecamente avallate a livello nazionale e mai realmente discusse in sede di Consiglio, dove il Cavaliere e i suoi ministri erano seduti. Dall’immigrazione col regolamento di Dublino, con cui proprio oggi si è scritta l’ennesima beffa per l’Italia, all’economia con il Fiscal Compact. Votato e voluto dal Governo Berlusconi-Lega rischia entro la fine dell’anno di entrare nel quadro giuridico UE grazie alla miopia del centrosinistra, al potere praticamente dal 2012 in poi. Gli stessi che oggi vogliono sembrare euroscettici sono stati complici consenzienti del disastro odierno.

Ma a far ridere ancor più della stretta di mano tra Silvio Berlusconi e Angela Merkel sono però gli alleati del Cavaliere. La Lega Nord come può giustificare un’alleanza a livello nazionale quando il suo segretario, Matteo Salvini, è seduto all’estrema opposizione di tutto ciò che rappresenta oggi Forza Italia al Parlamento europeo? Per non parlare di Giorgia Meloni e dei suoi Fratelli d’Italia… Stiamo parlando di un corto circuito politico che non desta scalpore solo perché l’Italia è totalmente disabituata a considerare l’Unione Europea come strategicamente rilevante. Proprio Salvini, almeno a livello mediatico (perché le sue presenza nelle commissioni parlamentari si contano su una mano) si è battuto contro ogni decisione presa dal Parlamento europeo in questi anni: partendo dalla concessione del MES alla Cina, arrivando all’olio tunisino, passando per le crisi bancarie, alla riforma della governance degli istituti di credito, la concessione del glifosato e, naturalmente, la gestione della crisi migratoria. Temi che il PPE (quindi Forza Italia) ha spinto in direzione tedesca.

Le eccellenze italiane, anche nei settori agroalimentari, sono state martoriate dalle folli scelte fatte da questi signori del nulla. Pensiamo solo all’ultimo caso, quello eclatante del pesticida glifosato. Noi crediamo che debba essere bandito da subito anche per l’effetto che ha avuto sulle attività produttive dei nostri agricoltori, quelli che dovevano essere tutelati dai grandi statisti del Governo. Sono loro le vittime silenziose di queste scelte. Il glifosato usato in preraccolta consente a paesi come il Canada di esportare i loro prodotti a prezzi estremamente competitivi che distruggono il settore produttivo in paesi come l’Italia. Negli ultimi dieci anni più della metà delle aziende che producevano grano duro sono sparite nel Sud.

Siamo schifati dinanzi a una così grande nullità politica e alla totale mancanza di dignità a livello umano. Le mosse della vecchia politica sulla legge elettorale, assieme alle manovre a livello europeo confermano che il sistema politico italiano è ancora totalmente marcio alle fondamenta. Starà solo ai cittadini italiani, che mantengono ancora pochi diritti, spezzare le catene che ci relegano alla serie B della storia. Noi possiamo continuare a lottare e a informarvi ogni giorno, ma solo voi avete il diritto di rivendicare la libertà. Potete iniziare a farlo dalla Sicilia, il 5 novembre, quando sarete chiamati a scegliere tra Giancarlo Cancelleri e il vecchio centrodestra che vi abbiamo descritto. Tra il futuro e un passato che ci ha distrutto, ridotto in macerie ma che ancora non ci ha tolto la speranza.

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In #Sicilia è corsa all’ultimo voto #M5S #CANCELLERIPRESIDENTE #SCEGLIETEILFUTURO

di Giancarlo Cancelleri

In Sicilia fino al 5 novembre sarà una corsa all’ultimo voto. Sto girando la Sicilia ormai da anni, ma in questi giorni da quando è iniziato il nostro #SceglieteIlFuturo Tour sento un’aria diversa. Le piazze che ci hanno accolto mi hanno sorpreso. Sono arrivate tantissime persone fin dalla prima e cittadini con cui ho parlato mi hanno detto che ora credono in noi, che questa volta è il momento per cambiare. O ora o mai più. Ce la possiamo fare e loro lo sanno. Anche i sondaggi non riescono più a nascondere quello che sta succedendo. Oggi ne è uscito uno che ci dà in testa, per la prima volta (è stato realizzato da Kleix per Marketing in Politica). Io non credo ai sondaggi, ma credo alle piazze che vedo e credo alle persone che incontro. I siciliani hanno capito il gioco di Musumeci, che è solo una foglia di fico dietro cui si nascondono impresentabili arrestati e condannati e tutti quei politici che hanno già governato e davastato la Sicilia: Miccichè, Cuffaro, Genovese, Lombardo and co.

Dobbiamo impegnarci tutti. La lotta è ardua e impari. Abbiamo contro una schiera di impresentabili che sono stati imbarcati nelle liste di centro destra e centro sinistra solo perché sono i classici portatori di voti. Io e Luigi abbiamo chiesto l’intervento di monitoraggio dell’OSCE, ma il governo si è rifiutato con delle scuse risibili di richiedere ufficialmente che venissero in Sicilia. Abbiamo un sistema mediatico nazionale che non parla degli impresentabili, che hanno relegato la notizia di un candidato arrestato al livello dell’invasione delle zanzare. Noi dobbiamo reagire e l’arma che abbiamo è il voto libero e pulito. Ognuno di voi avrà parenti, amici o conoscenti in Sicilia. Chiamateli, scrivetegli, incontrateli! Raccontate loro quanto è importante il voto del 5 per liberare la Sicilia e proiettarla finalmente nel futuro.

Questa elezione potrebbe essere decisa per una manciata di voti e non possiamo permetterci il lusso di non fare tutto quanto è nelle nostre disponibilità, perché poi lo rimpiangeremo per sempre. La lista del MoVimento 5 Stelle è l’unica linda e pulita come la mia camicia. Siamo gli unici ad avere un programma (qui puoi scaricare il pdf completo e qui trovi le pillole di sintesi). Siamo gli unici ad avere la credibilità per portarlo a termine perché abbiamo dimostrato che facciamo quello che diciamo. Abbiamo detto che ci saremo tagliati lo stipendio e che avremmo rinunciato al vitalizio e lo abbiamo fatto. Siamo stati gli unici ad averlo fatto!

Io continuo ad andare in giro per incontrare i cittadini. Voi dateci una mano per come riuscite. Abbiamo bisogno del vostro aiuto in questa corsa all’ultimo voto. #SceglieteIlFuturo!

Ps: sostienici con una donazione —> http://www.giancarlocancelleri.it/donazioni/

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#Sicilia, ti voglio bene. Ma adesso svegliati! – #M5S #CANCELLERIPRESIDENTE #SCEGLIETEILFUTURO

di Luigi DI Maio

Negli ultimi due mesi e mezzo ho passato la maggior parte del mio tempo in Sicilia.
Me ne sono innamorato. Ho percorso almeno 7000 km insieme a Giancarlo Cancelleri e ho incontrato i cittadini di almeno 150 comuni. Ho conosciuto migliaia di persone e l’ho girata veramente tutta, per farci conoscere e raccontare il nostro programma. Quando ti innamori di una persona, impari ad amare le sue qualità ma anche i suoi difetti, ami la sua personalità con anche tutte le sue contraddizioni. Ti ci arrabbi quando fa sempre gli stessi errori, perché gli vuoi bene.

Per la Sicilia è lo stesso. I Siciliani sono un popolo di un ottimismo inossidabile e una accoglienza ineguagliabile, ma anche un popolo che non ha saputo riconoscere i suoi aguzzini politici riconsegnandogli incautamente per decenni la loro Regione e il suo Statuto speciale, vera arma usata contro di loro.

Quando percorro le strade Siciliane, resto sempre incantato dalla bellezza del suo paesaggio: è come se rivedessi in una sola isola tutte le cose belle che avevo visto in giro per il mondo, dopo anni ed anni di viaggi.

In ogni dove c’è uno spettacolo da ammirare e per cui restare incantati. Ma mentre ne resto incantato, mi chiedo pure come sia possibile che sia l’ultima regione per occupazione giovanile, la prima per rischio povertà, l’ultima per tasse riscosse e da sola non mette insieme i turisti della città di Rimini.

La colpa è sicuramente della politica che ha usato quella Regione come un bancomat, ma la responsabilità è anche di chi ha scelto quella classe dirigente per troppo tempo.
Non punto il dito contro nessuno. Tutti facciamo errori. In primis io.

Ma adesso è il momento di rialzarsi e soprattutto smetterla con le scuse.

Vi voglio bene e ve lo dico da Campano (regione subito dopo la vostra per indici negativi): essere disoccupati non è una buona scusa per cedere al voto di scambio. Avere un figlio senza lavoro non è un buon motivo per dire “votiamo tutti l’onorevole perché mi ha promesso che lo sistema”. Avere avuto un favore perché non potevate vantare un diritto in ospedale per un vostro caro, non è un buon motivo per svendersi il diritto al voto. “Non ho mai avuto niente dalla politica” non è una buona ragione per astenersi e non votare. Continuando così otterrete solo e sempre lo stesso risultato: stare sempre peggio.
È il momento di destarsi.

Siciliani, il 5 novembre avete una grande occasione di riscatto. Mandiamo a casa i nostri aguzzini politici e iniziamo la rimonta di una regione che sta precipitando. Non lasciamo la Sicilia da sola con gli impresentabili: ANDATE A VOTARE IN MASSA E SCEGLIETE IL FUTURO!

Sicilia, ti voglio bene ma adesso svegliati!

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La Sicilia può diventare il faro d’Europa per la produzione di energia solare

di MoVimento 5 Stelle Europa

In Sicilia produrre energia con fotovoltaico dovrebbe essere la norma. Invece, la Regione Siciliana si appoggia al carbon fossile per soddisfare i propri fabbisogni elettrici. Sembra un ossimoro, ma è la cruda realtà di oggi. L’elettricità che arriva nelle case dei siciliani viene prodotta per il 74% bruciando combustibili fossili, contro una media nel resto d’Italia del 61,5%. La cosa è non solo paradossale ma quasi ridicola se ci soffermiamo su questo grafico, che indica l’irraggiamento solare in Italia nel 2015. Anche i dati lo confermano poiché il rendimento di un fotovoltaico in Sicilia è superiore dell’8,2% rispetto alla media italiana.

La Sicilia produce energia attraverso l’olio esausto, le centrali di turbogas e tre impianti di petrolchimica (quello di Gela, di Augusta e di Milazzo), che stanno inquinando e continuano a inquinare. Questo perché chi l’ha governata non ha mai avuto una reale visione di futuro sostenibile. Ovviamente la Sicilia avrebbe tutte le possibilità per diventare un faro nella produzione di energia elettrica tramite le rinnovabili, anche se l’Europa non ci aiuta come dovrebbe: basta guardare cosa sta succedendo con i finanziamenti europei CEF-Energy che sono mirati allo sviluppo di infrastrutture energetiche all’avanguardia. A oggi l’unico paese d’Europa che non ha ancora ricevuto la sua parte dei fondi, oltre 5 miliardi di Euro, da poter investire in nuove infrastrutture è proprio l’Italia. Tuttavia, la Sicilia ha tutte le carte in regola per farcela da sola, perché le rinnovabili sono la sfida del futuro. Una sfida che dev’essere raccolta e affrontata.

Dal conto nostro, stiamo cercando di spingere le istituzioni europee a considerare il problema energetico non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale. Durante la discussione della proposta di regolamento per la governance dell’Unione dell’energia abbiamo chiesto che gli Stati UE siano tenuti a fissare obiettivi nazionali vincolanti, da raggiungere entro il 2030, sui benefici sociali connessi all’energia. Questo obiettivi dovranno riguardare:

– riduzione della povertà energetica;
– aumento della produzione energetica da fonti rinnovabili attraverso le collettività dell’energia, gli autoconsumatori, e l’autoproduzione da imprese, municipalità;
– diminuzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 conseguente all’efficienza comportamentale;
– diminuzione degli impatti sanitari (compresi gli aspetti economici) legati alle minori emissioni di inquinanti in atmosfera ottenute grazie alla diffusione delle fonti rinnovabili e agli interventi di efficientamento energetico;
– diminuzione della quota di reddito procapite destinato agli usi energetici;
– aumento della quota di reddito procapite derivato dall’autoproduzione energetica.

A Bruxelles nei prossimi mesi saranno discussi molti pacchetti riguardanti il regolamento della governance energetica europea ed il risultato dei voti su queste problematiche potrebbero cambiare la mappa energetica dell’Europa. Tra i documenti più importanti troviamo:

– Revisione della direttiva sull’efficienza energetica verso il 2030;
– Revisione della direttiva sulle prestazione energetica nell’edilizia;
– Revisione della direttiva sulle energie rinnovabili verso il 2030;
– Regolamento per la governance dell’unione dell’energia;
– Revisione del regolamento sul mercato interno dell’elettricità;
– Revisione della direttiva sulle regole comuni del mercato interno dell’elettricità;
– Nuovo regolamento sulla preparazione al rischio nel settore dell’energia elettrica;
– Piano di lavoro per l’eco-design 2016-2019.

Questi testi ora sono nelle mani di Parlamento europeo e Consiglio per un processo legislativo intenso e pieno di sfide, che durerà almeno un paio di anni. È fondamentale che continuiamo a far sentire la nostra voce forte e chiara anche a livello europeo, poiché qui si decideranno le sorti del panorama energetico italiano.

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Non lasciamo la Sicilia da sola con gli impresentabili di sempre: andiamo a votare #CANCELLERIPRESIDENTE

di Giancarlo Cancelleri

Il voto del 5 novembre è un voto fondamentale, per la mia regione e per tutta l’Italia. I siciliani hanno la possibilità di cacciare quelli che l’hanno devastata per anni (i vari Miccichè, Cuffaro, Genovese) e che ora si nascondono dietro foglie di fico come Musumeci che non fa nulla se non quello che gli viene detto: non può neppure scegliersi gli assessori! E sarà fondamentale il voto dei siciliani perché se succederà qua, potrà succedere in tutta Italia.

Siamo molto preoccupati per la regolarità di queste elezioni, come abbiamo già detto. Nelle liste di Musumeci e Micari ci sono ‘impresentabili’, indagati e condannati e, da ultimo, anche un arrestato. Fra questi ci sono personaggi che si sarebbero macchiati proprio di reati legati al voto. Penso, ad esempio alla condanna per corruzione elettorale o al processo per voto di scambio di due dei candidati che appoggiano Musumeci. Queste premesse possono pregiudicare il voto e i diritti dei siciliani.

Per questo abbiamo chiesto la presenza di osservatori dell’Osce alle elezioni del 5 novembre in Sicilia. Abbiamo scritto al direttore dell’ufficio Osce per le istituzioni democratiche e i diritti umani. Il nostro portavoce alla commissione esteri alla Camera, Emanuele Scagliusi, ha interrogato in merito il ministro dell’Interno nel question time di oggi. Il ministro Marco Minniti ha fatto spallucce, sostenendo che gli osservatori Osce non vengono inviati per elezioni locali ma solo per quelle a carattere generale, che siano, quindi, parlamentari o presidenziali. Al ministro però ha risposto il nostro Alessandro Di Battista e l’ha inchiodato alle sue ‘balle’: gli osservatori Osce, infatti, sono stati inviati in Albania e in Ucraina per le amministrative del 2015. Non solo, è impegno degli osservatori quello di vigilare su procedimenti elettorali svolti a un livello inferiore a quello nazionale come si evince dal “Documento di Copenaghen“.

Dunque, prendiamo atto che al Governo non interessa nulla del regolare svolgimento delle elezioni in Sicilia, nonostante le terrificanti premesse che abbiamo illustrato e che denunciamo da giorni. Quasi ci viene da pensare che per loro va tutto bene così. Di quello che succede qua non interessa neppure ai media nazionali, che complici dei partiti, non hanno neppure riportato la notizia del candidato arrestato. Ai siciliani non resta che un’unica possibilità per difendersi dal voto controllato e dall’indifferenza del Governo italiano e non lasciare la Sicilia da sola con gli impresentabili di sempre. Bisogna andare a votare in massa e scegliere chi ha le mani libere per portare la Sicilia nel futuro: il MoVimento 5 Stelle.

Di seguito trovate il testo del Question Time che abbiamo presentato al governo e della magistrale risposta di Alessandro Di Battista al ministro Minniti. Diffondete il più possibile!

Question Time di Emanuele Scagliusi per chiedere all’OSCE di monitorare le elezioni del 5 novembre in Sicilia

Al Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale

Premesso che:
– le elezioni regionali siciliane del 5 novembre sono un momento di vitale importanza per la comunità territoriale interessata e per l’intera Nazione;
– la presenza di diversi candidati “impresentabili” – ricompresi nelle liste che sostengono gli aspiranti presidenti della giunta regionale sia della coalizione di centrodestra che di centrosinistra – desta particolare preoccupazione ai fini della regolarità del voto;
– vi sono personaggi colpiti da accuse gravissime. Solo per citare le più eclatanti: un notaio sotto processo con l’accusa di aver rogato atti pubblici falsi per favorire una organizzazione criminale; adulterazione delle acque; frode nell’esercizio del commercio; falsa testimonianza; estorsione. Nei giorni scorsi un candidato è stato addirittura arrestato;
– l’aspetto più preoccupante è che vi sono anche numerosi casi di candidati sotto inchiesta per reati legati specificamente al procedimento elettorale: molti sono colpiti da accuse come truffa aggravata, corruzione elettorale e voto di scambio. Si tratta di situazioni che tipicamente conducono a una atmosfera di intimidazione nei confronti della cittadinanza che turba il regolare svolgimento della competizione elettorale;
– casi preoccupanti di inquinamento del procedimento elettorale si verificano da tempo in Italia e nulla lascia presagire che le imminenti elezioni siciliane, data la loro primaria rilevanza anche dal punto di vista nazionale, saranno libere da inquinamenti estranei alle logiche proprie di una competizione in un Paese democratico;
– soprattutto alla luce di quanto sino ad ora esposto, l’attività di monitoraggio elettorale costituisce una componente fondamentale della politica dell’Unione europea ed essa ha avuto e ha a oggetto eventi elettorali di tutti i Paesi, a prescindere dal loro tasso di sviluppo democratico, come avvenuto recentemente in Stati Uniti e in Gran Bretagna;
– preme segnalare, infine, che a luglio 2016 con decisione unanime, i 57 Paesi membri dell’Osce hanno conferito all’Italia la presidenza per l’anno 2018. Sarebbe importantissimo anche in vista dell’anno di presidenza italiana dare l’esempio e far monitorare le elezioni siciliane, visto che il nostro paese sarà già impegnato ad ospitare il 24 e 25 ottobre, proprio a Palermo, una conferenza OSCE che avrà come tema il Mediterraneo.

Si chiede:

se il Governo non ritenga di adottare tempestivamente iniziative, anche normative, per avanzare all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) la richiesta di invio di osservatori elettorali in occasione delle prossime elezioni regionali siciliane del 5 novembre, al fine di assicurare la loro presenza presso gli uffici elettorali di sezione

Risposta di Alessandro Di Battista al ministro Minniti

Ministro Minniti lei non può scaricare tutta la responsabilità sulla Regione Sicilia, lei è ministro dell’Interno è responsabile della legalità della sicurezza sul nostro Paese, e non può ignorare quello che sta avvenendo in Sicilia e in tutta Italia. Nello specifico in Sicilia voglio ricordare che gli ultimi due presidenti della regione prima del presidente Crocetta sono stati Cuffaro e Lombardo. Cuffaro è stato condannato in via definitiva per favoreggiamento aggravato all’associazione mafiosa, Lombardo è stato condannato a 2 anni di carcere per voto di scambio. Il voto di scambio è un cancro enorme e nelle liste che sostengono il candidato Musumeci ci sono una serie di impresentabili tra cui il sindaco di Priolo che è stato da poco arrestato e fa campagna elettorale dagli arresti domiciliari. E’ qualcosa di vergognoso. Se ci fosse volontà politica e ci fosse reale certezza del pericolo di inquinamento delle prossime elezioni siciliane, lei come Ministro dell’Interno potrebbe parlare, potrebbe chiedere anzi dovrebbe chiedere una missione di monitoraggio da parte dell’OSCE. Lei poc’anzi ha detto che l’OSCE non si occupa di elezioni inferiori alle nazionali, mi duole smentirla esiste il documento di Copenhagen del 1990attraverso il quale gli stati membri dell’OSCE si sono impegnati, leggo testualmente, a promuovere la presenza di osservatori, di monitoraggio delle elezioni anche ad un livello inferiore a quello nazionale. Tanto è vero che recentemente sono state monitorate le elezioni amministrative in Albania e Ucraina nel 2015.
Quindi è soltanto questione di volontà politica, ministro. Noi siamo estremamente preoccupati, il voto di scambio è un dramma, cambiano soltanto le tariffe tra nord e sud. Ci sono cittadini costretti, purtroppo la povertà non dovrebbe giustificarlo mai ma spinge alcuni cittadini a vendersi il proprio voto per un pacco di pasta, un buono spesa di 50 euro. E’ suo dovere riuscire ad adottare qualsiasi misura necessaria per far sì che le elezioni, che sono elezioni amministrative regionali ma sono estremamente importanti anche su scala nazionale, le ultime elezioni prima delle prossime elezioni politiche, siano al riparo da inquinamenti. Gli ultimi due presidenti condannati e anche arrestati, uno finito in carcere per reati gravissimi, dimostrano la possibilità che c’è di inquinamento delle prossime elezioni siciliane, e lei come ministro responsabile della legalità sul territorio ne deve tenere conto.

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