NONOSTANTE LA PROMESSA DI SETTECASI IL CAMPO ALTERNATIVO RIMANE CHIUSO

Dopo le vane promesse dell’ass. Settecasi, le associazioni sportive, ancora oggi, quasi al termine della stagione sportiva per i loro allievi, attendono che il campo di calcio alternativo “Giuffrè” venga messo a loro disposizione.
E’ proprio da queste associazioni che parte il grido di allarme. Le stesse che a causa della carenza delle strutture pubbliche sportive, cercano, con difficoltà, di garantire un servizio che ha dei ritorni importanti sulla vita sociale dei nostri giovani.
Era il 10 novembre 2017 quando la Giunta comunale approvava il progetto esecutivo per i lavori di manutenzione straordinaria del terreno di gioco del campo di calcio alternativo “ Giuffrè” e per interventi all’impianto sportivo “Pallone tenda”.
Con l’approvazione del progetto esecutivo, l’assessore Settecasi, si impegnava a far partire i lavori immediatamente e garantiva alle associazioni sportive la riapertura del campo alternativo entro gennaio 2018.
I lavori si sarebbero dovuti concludere dunque già 3 mesi fa, ma ad oggi 30 aprile 2018 non vi è traccia nemmeno dell’inizio dei lavori !
La verità è che i lavori non sono ancora iniziati perché è impossibile spendere i 22 mila euro, senza che il bilancio sia approvato, poiché non sussistono motivi di urgenza ed estrema necessità.
Quindi da gennaio l’assessore promette alle associazioni calcistiche ciò che non avrebbe potuto mantenere.
Questo vecchio e anacronistico  modo di fare politica, quello delle promesse che si scontrano con i fatti, ha ormai stancato i cittadini che al contrario chiedono trasparenza e risposte concrete.
Purtroppo, ci dispiace dirlo, il metodo Settecasi alimenta la disaffezione alla politica.
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Mangiacavallo (M5S): “Bene decisione Ati contro Girgenti acque, è quello che vogliono gli agrigentini. Ora barra dritta verso la rescissione”

Bene decisione Ati contro Girgenti acque, è quello che vogliono gli agrigentini. Si prosegua su questa strada”. In soldoni è questo il commento del deputato regionale M5S all’Ars, Matteo Mangiacavallo, sulla decisione dell’Ati (Assemblea territoriale idrica) di avviare l’iter di contestazione delle inadempienze a Girgenti acque, il primo passo, in sostanza, sulla strada della risoluzione del contratto dei comuni del’Agrigentino con l’ente.

Avevo esortato i sindaci, negli scorsi giorni, a compiere un atto di coraggio, – dice il deputato – oggi plaudo alla volontà, espressa in maniera unanime dai presenti, di agire verso la risoluzione anticipata del contratto con la Girgenti Acque. È un importante passo avanti al quale ne dovranno seguire altri e d’ora in avanti sarà necessario un polso decisamente fermo. In questi dieci anni di battaglie per l’acqua pubblica le ho viste e le ho sentite veramente tutte”.

Non ho preso visione dell’atto sottoscritto dall’ATI di Agrigento – prosegue Mangiacavallo – ma ho capito che si tratta di una sorta di diffida ad adempiere, l’avvio di un iter serio di contestazione della gestione privata del servizio Idrico. Mi auguro che i tempi siano brevi e che si possa giungere al risultato che tutta la popolazione agrigentina spera. In alternativa, ricordo che rimangono sempre in piedi tutti i presupposti per applicare la clausola risolutiva espressa prevista dalla Convenzione. Disservizi, disagi all’utenza e inadempienze sono il mix che Girgenti Acque ha prodotto in questi anni e il grande numero di depuratori sequestrati in provincia sono la certificazione che la parola “fine” deve essere scritta al più presto. Nessuno pensi ad altre gestioni private nella nostra provincia per il dopo Girgenti Acque”.

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M5S All’Ars: “Girgenti acque-Comuni agrigentini, subito la rescissione del contratto”

I deputati 5stelle Mangiacavallo e Di Caro invitano l’ATI a stoppare il rapporto, in ragione delle gravi inadempienze del gestore. Presentata pure una risoluzione a sala d’Ercole per sollecitare l’istituzione della commissione tecnica ispettiva prevista dalla legge del 2015 in materia di risorse idriche prevista dalla legge.

“Subito la rescissione del contratto tra Girgenti acque e i Comuni dell’Agrigentino”. A sollecitare lo stop del rapporto sono i deputati all’Ars Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro, a fronte delle ormai croniche inefficienze del gestore, in vista della riunione dell’assemblea territoriale idrica (ATI) calendarizzata per il prossimo 27 aprile.

“Ho appreso della seduta da fonti giornalistiche – afferma Mangiacavallo – e purtroppo non potrò essere presente perché impegnato con l’approvazione della finanziaria in ARS, ma attendo e auspico un atto di coraggio da parte dei sindaci dell’ex provincia di Agrigento, tanto auspicato dai nostri concittadini, stanchi di una gestione inadeguata ormai da troppo tempo”.

In attesa della decisione dell’Ati i due deputati dell’Agrigentino sono tornati a chiedere, con una interpellanza rivolta a Musumeci e all’assessore Pierobon, l’istituzione della commissione tecnica con fini ispettivi, prevista dalla legge regionale n. 19/2015 in materia di risorse idriche, impugnata dal Consiglio dei Ministri, ma che rimane valida ed efficace soprattutto nella parte che riguarda l’istituzione di questo organismo, previsto dall’articolo 12 e fortemente voluto dal Mangiacavallo.

La commissione attende di essere istituita da quasi tre anni, nonostante le reiterate sollecitazioni di Mangiacavallo al governo durante la scorsa legislatura.

“Questa commissione speciale – dichiara Giovanni Di Caro – sarebbe un ulteriore strumento di democrazia partecipata attraverso il quale i rappresentanti dei cittadini, ovvero gli utenti finali, avrebbero la possibilità di manifestare il proprio giudizio sull’operato dal gestore privato del servizio idrico integrato in Provincia di Agrigento”.

La commissione, infatti, sarebbe presieduta dal legale rappresentante dell’assemblea territoriale idrica e composta da tre sindaci dei comuni appartenenti all’ambito territoriale ottimale, da un rappresentante delle organizzazioni sindacali, da un rappresentante dei comitati cittadini per l’acqua pubblica e da un funzionario del dipartimento acque e rifiuti dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità.

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Il M5S ESPRIME APPREZZAMENTO PER L’INIZIATIVA DEL COMITATO PER LA SANITÀ: “UNITI RESTITUIAMO CENTRALITÀ E AUTONOMIA ALL’OSPEDALE DI SCIACCA”

Accogliamo con piacere l’iniziativa del Comitato per la Sanità di Sciacca di coinvolgere le Istituzioni, a partire dalla Sindaca Valenti, in una battaglia che ci deve vedere uniti, a prescindere dal colore politico, nell’obiettivo di restituire finalmente al presidio ospedaliero di Sciacca centralità e autonomia organizzativa e di gestione dei servizi sanitari.

Nel mese di marzo, il nostro deputato all’ARS Matteo Mangiacavallo ha presentato in VI Commissione legislativa “Sanità” il DDL n. 207 intitolato “Norme istitutive delle aziende ospedaliere territoriali” chiedendo l’istituzione di Aziende Ospedaliere Territoriali, non più coincidenti con gli ambiti territoriali delle ex province.

Si tratta di un’iniziativa che viene richiesta dal territorio, Sciacca è distante da Agrigento quanto da Palermo e Trapani e, visto il bacino di utenza del nostro ospedale, che abbraccia parti di tre province diverse, deve aspirare a un ruolo maggiormente centrale.

Come affermato questa mattina dall’avvocato Cucchiara, presidente del Comitato per la Sanità di Sciacca, la battaglia per una buona sanità pubblica è una battaglia di civiltà e non deve avere colore politico.

La salute è un diritto di tutti, tuteliamolo!

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INCONTRO TRA VENUTI (ASP), MARINELLO E MANGIACAVALLO. IL M5S: IMPEGNI PRECISI E PROPOSTE CONCRETE.

 
(foto da http://fattieavvenimentisciacca.altervista.org)
I problemi della sanità agrigentina al centro di un incontro svoltosi ieri tra il Senatore Rino Marinello membro della commissione “Sanità” a Roma, il deputato regionale Matteo Mangiacavallo, il commissario dell’ASP di Agrigento Ing. Gervasio Venuti e il dottor Giovanni Di Vita, dirigente medico presso l’ospedale di Sciacca.
Molti gli argomenti trattati durante la riunione richiesta dai due parlamentari del M5S, a seguito di una recente visita effettuata con il deputato Giovanni Di Caro e il vicepresidente della VI commissione legislativa ARS “Sanità” Francesco Cappello presso il presidio ospedaliero Barone Lombardo di Canicattì.
Oltre le annose criticità, come quelle relative alla carenza di personale medico, infermieristico e ausiliare, sono stati richiesti impegni precisi e sono state offerte chiare soluzioni riguardo a:
1)    potenziamento dei presidi di guardie mediche sparse in tutta la ex provincia e attivazione della telemedicina a supporto dei medici in servizio presso queste strutture. Attraverso la telemedicina, per esempio, sarebbe possibile trasmettere un elettrocardiogramma e riceverne immediatamente il referto dall’unità operativa di riferimento senza far spostare il paziente.
2)    Attivazioni delle astanterie, ma solo dopo avere adeguato il personale medico, paramedico ed ausiliario e le apparecchiature bio-medicali (linea di monitoraggio ECG, PA, SO2, ecc., ).
3)    Potenziamento dei “Punti di Primo Intervento” con implementazione telemedicina (radiologia, laboratorio analisi, unità operative)
4)    Potenziamento Oncologia.
5)    Completamento e sorveglianza accessi ospedalieri.
Per quanto riguarda il nosocomio saccense Giovanni Paolo II, è stato richiesto:
1)     l’attivazione del sistema di disinfestazione che porrebbe fine al problema delle zanzare, già collaudato e mai messo in funzione;
2)    la verifica delle condizioni per l’alienazione o la cessione in usufrutto del vecchio ospedale di Sciacca di Via Figuli, oggi in stato di abbandono.
Concludiamo con la buona notizia: in arrivo 1 milione di euro per il PO di Sciacca e 1 milione e mezzo di euro per il PO di Canicattì, in attesa di progetti.
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MELQART. DUE INTERROGAZIONI A LIVELLO LOCALE E REGIONALE PER PORTARE A SCIACCA LA PREZIOSA STATUETTA


Cinque anni fa, su sollecitazione dell’Associazione L’AltraSciacca, il deputato regionale M5S Matteo Mangiacavallo presentò un’interrogazione per chiedere la restituzione della statuetta raffigurante il dio fenicio Melqart alla città di Sciacca (AG).

La richiesta è rimasta del tutto inascoltata da parte del precedente Governo regionale e oggi quell’importante reperto, che potrebbe costituire una grande attrattiva turistica per la nostra città con ovvie ricadute dal punto di vista economico, giace lontano dalla sede del suo rinvenimento.

Il M5S di Sciacca non si rassegna a questa condizione e intende sollecitare il nuovo Governo affiche la statuetta sia restituita definitiva alla città di Sciacca, sua legittima custode. Per tale ragione, grazie a Matteo Mangiacavallo, giorno 16/04/2018 è stata presentata una nuova interrogazione rivolta al nuovo Presidente della Regione e all’Assessore regionale per i beni culturali e l’identità siciliana, per sapere se intendano assumere, ed in tal caso quali, iniziative legali, burocratiche, amministrative con il coinvolgimento della Sovrintendenza ai Beni Culturali della Provincia di Agrigento, per risolvere la controversia in merito alla restituzione del Melqart alla città di Sciacca.

Contestualmente, il M5S di Sciacca chiede al Sindaco Francesca Valenti e all’Assessore Filippo Bellanca quali iniziative questa Amministrazione intenda intraprendere al fine di riportare a casa questo importante gioiello dei nostri mari che diventerebbe una vera attrazione culturale per la nostra città.

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PRESENTATO DAL M5S UN DDL CHE ISTITUISCE L’AZIENDA OSPEDALIERA DI SCIACCA – MANGIACAVALLO E MARINELLO: “COSÌ SI PUÒ GARANTIRE UN’OFFERTA SANITARIA MIGLIORE E UN RUOLO PIÙ CENTRALE DEL NOSTRO TERRITORIO”

Si comincerà presto a parlare di AOT, ovvero di Aziende Ospedaliere Territoriali, in VI commissione legislativa ARS. E’ stato presentato infatti, nello scorso mese di Marzo il DDL n.207, intitolato “Norme istitutive delle aziende ospedaliere territoriali”, su iniziativa del vice presidente della Commissione salute ed affari sociali, Francesco Cappello, dei deputati regionali Matteo Mangiacavallo e Nunzio Di Paola e di tutto il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’ARS.

A 9 anni dall’approvazione della riforma del sistema regionale sanitario, appare necessario e non più differibile una revisione della legge 5/2009 ed in particolare della parte che riguarda l’organizzazione delle aziende sanitarie provinciali (ASP), oggi, assolutamente, inadeguate ad offrire una risposta alla domanda di sanità dei Siciliani. La proposta, pertanto, è quella di istituire le Aziende Ospedaliere Territoriali non più coincidenti con gli ambiti territoriali delle ex provincie.

Da anni il territorio e le popolazioni dell’hinterland saccense rivendicano nei confronti dell’ex capoluogo di provincia, Agrigento, un ruolo più centrale e non più periferico attraverso il riconoscimento di una propria autonomia nella gestione dei servizi sanitari. L’idea è quella di istituire un’Azienda Ospedaliera Territoriale che comprenda il PO Giovanni Paolo II di Sciacca e l’Ospedale di Ribera, come il PO Gravina di Caltagirone ed il PO Basso Ragusa di Militello nonché il PO Vittorio Emanuele di Gela e gli Ospedali di Niscemi e Mazzarino.

I suddetti presidi ospedalieri condividono tutti la medesima condizione di “perifericità” nell’ambito delle rispettive ASP di Agrigento, Catania e Caltanissetta e solo in questo modo possono legittimamente ambire ad ottenere una propria autonomia organizzativa e gestionale essendo in particolar modo Sciacca, come Gela e Caltagirone per i servizi sanitari offerti ed omogeneità territoriale assolutamente complementari. L’ambizione è quella di riportare al centro della politica sanitaria l’Ospedale ed il territorio e ciò può essere conseguito solo attraverso la istituzione delle aziende ospedaliere territoriali.

E’ una iniziativa che viene richiesta dal territorio – afferma il deputato Matteo Mangiacavallo. – Sciacca è distante da Agrigento quanto da Palermo e Trapani e, visto il bacino di utenza del nostro Ospedale, che abbraccia parti di tre province diverse, deve aspirare ad un ruolo maggiormente centrale. Dopo l’avvio della discussione in commissione, verificheremo se ci sono margini per estendere dell’AOT su Castelvetrano”.

Non mancherà anche il mio impegno – dichiara il neo senatore del M5S Rino Marinellocome, spero, non mancherà quello dei parlamentari degli altri schieramenti politici. E’ una battaglia che non deve vederci contrapposti ma per la quale, speriamo, ci sia massima convergenza tra le forze politiche presenti nel territorio agrigentino”.

Nelle prossime settimane il M5S avvierà una campagna di sensibilizzazione dei cittadini delle città interessate dalla proposta riforma sul tema.

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Spiagge libere siciliane, fondi azzerati per servizio di salvataggio. M5S: “Follia, emendamento per correre ai ripari”

Presentano un emendamento dai deputati 5 stelle per stoppare un articolo del collegato alla finanziaria. Mangiacavallo:”Governo inqualificabile, si continua a tagliare sui servizi e sulla cultura”.

Spariranno questa estate i bagnini delle spiagge libere siciliane? La prospettiva è più che concreta e poggia sulle solide basi di una norma stralciata dalla Finanziaria e finita nel cosiddetto collegato alla manovra che abroga l’articolo 5 della legge regionale 17 del 1998 che assegna ai comuni il “50 per cento degli oneri retributivi per il personale addetto alla vigilanza e al salvataggio”.

L’azzeramento del contributo metterebbe in crisi parecchi Comuni già alle prese con enormi problemi finanziari e che pertanto sarebbero costretti ad alzare bandiera bianca o a ridurre al minimo i giorni di effettuazione del servizio, come annunciato dal comune di Sciacca con una lettera inviata a Musumeci e a tutti i gruppi parlamentari dell’Ars.

“È una follia – dice il deputato M5S Mangiacavallo, primo firmatario di un emendamento che abroga la norma del governo –  si continua a tagliare sui servizi e sulla cultura e questo è inaccettabile”.

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RANDAGISMO. IL M5S SOLLECITA CON UN’INTERROGAZIONE LA VERIFICA DELLE PROCEDURE DI IMMISSIONE DEI CANI SUL TERRITORIO E IL CONTROLLO DEI CANI PADRONALI

Sul fronte randagismo nei giorni scorsi sono giunte al M5S diverse segnalazioni che meritano delle azioni da parte dell’amministrazione. Tutte provengono dai volontari delle associazioni animaliste che operano nel territorio saccense.
In particolare ci è stato segnalato che alcuni degli animali liberati nei giorni scorsi presentavano, subito dopo la reimmissione sul territorio, uno stato di denutrizione e di condizioni di salute precarie.

Questo fatto ci lascia perplessi e ci appare come la conseguenza di un altro fatto a noi evidenziato. Ci viene riferito, infatti, che la procedura seguita durante la fase di reimmissione sul territorio dei primi cani, non era perfettamente regolare, non essendo stati presentati alle associazioni animaliste coinvolte i documenti necessari per:
– la valutazione della compatibilità ambientale (verbale di ritrovamento, tempo di permanenza del cane all’interno del canile, caratteristiche comportamentali, etc.);
– la valutazione dello stato di salute (esami effettuati prima del reinserimento sul territorio).
Infine ci arriva un grido di allarme da parte delle associazioni che segnalano il continuo abbandono di cucciolate provenienti con una certa probabilità da cani padronali. Tale fenomeno non può che rendere il problema del randagismo ancora più vasto e va opportunamente fermato.

Per questo motivo oggi il M5S ha presentato un’interrogazione per:
– sollecitare l’amministrazione ad una VERIFICA delle PROCEDURE di immissione dei cani del territorio suggerendo anche la sottoscrizione di un PROTOCOLLO D’INTESA con le associazioni animaliste al fine di individuare insieme ad esse le figure competenti di riferimento.

– porre in essere delle AZIONI DI CONTROLLO DEI CANI PADRONALI con particolare riferimento ai cani posseduti da agricoltori e allevatori, utilizzando le forze della locale polizia municipale e, se non sufficienti, chiedendo il supporto delle guardie ambientali con le quali va stipulata opportuna convenzione.

Riteniamo che, per porre rimedio al fenomeno, l’azione amministrativa non debba mai arrestarsi e l’unico modo per evitare il ripetersi di fatti gravissimi come quelli accaduti in C.da Muciare è rimanere attenti e vigili sul problema.

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Rifiuti, M5S Sciacca presenterà mozione perché l’Amministrazione si impegni a controllare che le ditte Bono-Sea paghino con puntualità gli stipendi


l M5S interviene oggi sulla difficile situazione dei netturbini a Sciacca che non ricevono regolarmente il proprio meritato stipendio.

Ci sono cinque punti da chiarire – dicono dal laboratorio ARO/Ambiente/Rifiuti del M5S- sugli scioperi dei netturbini e sulla società SRR:
1. È fondamentale garantire ai lavoratori uno stipendio puntuale, perché è nel rispetto del lavoratore che si offre un importante servizio alla città prima di tutto, e perché eventuali scioperi provocherebbero disagi notevoli all’intera cittadinanza.
2. È definitivamente possibile garantire almeno la mensilità base, senza straordinari e contributi.
3. È impossible che le ditte coinvolte non assicurino le mensilità nascondendosi dietro ad un mancato trasferimento del Comune, dato che il Comune è in regola avendo 30 giorni per sanare la fatturazione di Gennaio. E anche ammesso, per ipotesi, che il Comune sia in ritardo con i trasferimenti, ci chiediamo dove risieda il rischio d’impresa che possa impedire l’anticipo delle somme ai lavoratori.
4. Il Comune deve definitivamente farsi garante dei diritti dei suoi cittadini e intervenire presso la SRR, sulla velocità/modalità delle fatturazioni per garantire puntualmente la mensilità base ai lavoratori calati nel Piano Aro.
5. Il Sindaco non deve chiedere ausilio e vicinanza agli altri comuni della SRR, per le seguenti ragioni:
• il Comune possiede il 31% della società SRR;
• il Sindaco ha 40 voti (1 voto ogni 1.000 abitanti);
• finora abbiamo fatto controllare la SRR(e la Sogeir) ai piccoli comuni, che hanno scelto un presidente che attualmente è stato coinvolto in una indagine pesantissima.
I giochi di Sogeir, Sogeir Impianti, SRR e dei commissari alle spalle dei lavoratori e della nostra città devono cessare.
Il M5S non si ferma alla denuncia. Nei prossimi giorni presenterà una mozione per impegnare l’amministrazione comunale ad accertarsi che la ditta, che gestisce un servizio di pubblica utilità, sia puntuale nei pagamenti verso i propri dipendenti, i cui scioperi hanno ricadute importanti su tutta la cittadinanza.
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