RANDAGISMO. IL M5S SOLLECITA CON UN’INTERROGAZIONE LA VERIFICA DELLE PROCEDURE DI IMMISSIONE DEI CANI SUL TERRITORIO E IL CONTROLLO DEI CANI PADRONALI

Sul fronte randagismo nei giorni scorsi sono giunte al M5S diverse segnalazioni che meritano delle azioni da parte dell’amministrazione. Tutte provengono dai volontari delle associazioni animaliste che operano nel territorio saccense.
In particolare ci è stato segnalato che alcuni degli animali liberati nei giorni scorsi presentavano, subito dopo la reimmissione sul territorio, uno stato di denutrizione e di condizioni di salute precarie.

Questo fatto ci lascia perplessi e ci appare come la conseguenza di un altro fatto a noi evidenziato. Ci viene riferito, infatti, che la procedura seguita durante la fase di reimmissione sul territorio dei primi cani, non era perfettamente regolare, non essendo stati presentati alle associazioni animaliste coinvolte i documenti necessari per:
– la valutazione della compatibilità ambientale (verbale di ritrovamento, tempo di permanenza del cane all’interno del canile, caratteristiche comportamentali, etc.);
– la valutazione dello stato di salute (esami effettuati prima del reinserimento sul territorio).
Infine ci arriva un grido di allarme da parte delle associazioni che segnalano il continuo abbandono di cucciolate provenienti con una certa probabilità da cani padronali. Tale fenomeno non può che rendere il problema del randagismo ancora più vasto e va opportunamente fermato.

Per questo motivo oggi il M5S ha presentato un’interrogazione per:
– sollecitare l’amministrazione ad una VERIFICA delle PROCEDURE di immissione dei cani del territorio suggerendo anche la sottoscrizione di un PROTOCOLLO D’INTESA con le associazioni animaliste al fine di individuare insieme ad esse le figure competenti di riferimento.

– porre in essere delle AZIONI DI CONTROLLO DEI CANI PADRONALI con particolare riferimento ai cani posseduti da agricoltori e allevatori, utilizzando le forze della locale polizia municipale e, se non sufficienti, chiedendo il supporto delle guardie ambientali con le quali va stipulata opportuna convenzione.

Riteniamo che, per porre rimedio al fenomeno, l’azione amministrativa non debba mai arrestarsi e l’unico modo per evitare il ripetersi di fatti gravissimi come quelli accaduti in C.da Muciare è rimanere attenti e vigili sul problema.

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