RIDURRE LA QUANTITA’ DI RIFIUTI SI POTEVA, ANZI SI PUO’. ECCO COSA POTEVA E PUO’ ANCORA FARE L’AMMINISTRAZIONE A COSTO ZERO.

Nuova estate, nuova emergenza rifiuti.

Le principali colpe sono da imputare alla Regione, non c’è dubbio; su questo i nostri portavoce regionali stanno intervenendo con forza.

Tuttavia, ci sono azioni che devono essere portate avanti anche a livello locale e che quest’Amministrazione sembra ignorare completamente da ormai un anno.

Dallo scorso agosto, infatti, sollecitiamo perché si faccia rispettare in piena regola quanto previsto nel piano Aro; da mesi ormai ci sentiamo rispondere che bisognava aspettare il primo anno a conclusione del quale sarebbero stati valutati i servizi resi e quelli non resi ed emesse, se necessario, le conseguenti penali.

Ma la questione non può esaurirsi qui.
L’obiettivo principale, infatti, in una situazione come quella in cui ci troviamo, è ridurre al massimo la quantità di rifiuti che ogni giorno produce il singolo cittadino.

Come? Ancora una volta utilizzando gli strumenti già in possesso di questa amministrazione e compresi nel contratto di affidamento del Piano ARO che prevede diverse iniziative per ridurre la produzione di rifiuti biodegradabili mediante campagne specifiche di comunicazione e sensibilizzazione come:
• la promozione del doggy shop presso i ristoranti per favorire il consumo a casa di quanto non consumato al ristorante;
• la promozione della distribuzione gratuita o fortemente sottocosto di cibi ed alimenti in scadenza presso rivendite di generi alimentari;
• la sottoscrizione di accordi di programma per l’utilizzo presso i canili di scarti della produzione di mense e simili;
• il sostegno dell’auto-compostaggio della frazione verde;
• un progetto, denominato Buon Samaritano, che coinvolge le grandi distribuzioni commerciali, le mense e i ristoranti per il recupero delle derrate alimentari o pasti non consumati, per destinarli ad enti assistenziali ONLUS, che gestiscono mense per indigenti;

Ma non basta. Il piano ARO prevedeva anche che, sin dal quarto mese di avvio dello stesso, venissero distribuite 500 compostiere al fine di promuovere il compostaggio domestico. Se questo fosse stato fatto, ben 500 famiglie oggi non vivrebbero l’emergenza e avremmo ridotto la quantità di umido da dover conferire.

Di tutto questo nemmeno l’ombra ad oggi. Per questo abbiamo chiesto con una nota indirizzata al Direttore Esecutivo del Contratto (il neo nominato DEC) di vigilare e verificare quanto da noi oggi evidenziato.

Nel frattempo il M5S di Sciacca continuerà a denunciare i fatti, ma anche ad informare i cittadini con delle campagne di informazione mirate che presto presenteremo.
#vediamocichiaro

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