OGGI ENNESIMA INUTILE SEDUTA DI COMMISSIONE TERME. DA QUESTA AMMINISTRAZIONE COMUNALE IL NULLA COSMICO SUL FUTURO DELLE TERME DI SCIACCA

Il ruolo della deputazione regionale è stato importante, nel recente passato, per l’approvazione di tutte quelle norme che hanno consentito alle Terme di Sciacca di tirarsi fuori dal pantano in cui erano finite, soprattutto dopo il tentativo di privatizzazione avvenuto prima dell’avvento di Crocetta, reo col suo PD, di averle chiuse definitivamente. Durante la scorsa legislatura, infatti, grazie anche al lavoro di Matteo Mangiacavallo e di tutto il M5S, sono state approvate quattro norme:

  • la prima sbloccava le assunzioni dei dipendenti termali stagionali,
  • la seconda apriva la possibilità per i Commissari liquidatori di emettere bandi di affidamento a terzi,
  • la terza favoriva la liquidazione attraverso la vendita di beni tra società e Regione Siciliana,
  • la quarta consentiva alla Regione di concedere i beni al Comune per ulteriori affidamento a terzi.

Oggi il ruolo della deputazione regionale è limitato alle semplici azioni di controllo e verifica di una partita che si sta giocando tra Regione Siciliana e Comune di Sciacca. Per questo motivo, la presenza della deputazione regionale ad una seduta della Commissione speciale Terme, fortemente voluta da questa amministrazione comunale e dalla maggioranza che la sostiene, oggi risulta praticamente una inutile passerella.

Dobbiamo constatare, purtroppo, da cittadini saccensi, che si sta perdendo soltanto tempo. Sono trascorsi 14 mesi di amministrazione Valenti e 9 mesi di governo Musumeci e le soluzioni alla questione sono sempre le stesse, si parla esclusivamente di un bando di affidamento a terzi che sarà fatto dalla Regione Siciliana.

Nel frattempo per scrivere questo famoso bando ci si accorge che manca la documentazione necessaria. Il Comune di Sciacca assume l’onere di occuparsi della verifica della consistenza dei beni. Lavoro che viene effettuato e che richiede mesi, ma che viene bocciato dall’assessore Armao. Lo stesso assessore, il 6 agosto, allora, costituisce un tavolo di lavoro tra Terme di Sciacca, Comune e Regione per completare la ricognizione dei documenti, dando come scadenza dei lavori il 15 settembre (30 con proroga). Il 4 settembre emerge che occorre superare alcune problematiche di carattere catastale e il Comune di Sciacca annuncia che, terminata anche questa fase, si procede con il bando. Si parla di fine anno. Tempo su tempo mentre le Terme sono chiuse ormai da 3 anni e mezzo.

In tutto questo, quello che manca è capire quale sia la visione sul futuro delle Terme di Sciacca di questa amministrazione comunale. Sollecitata più volte dal M5S, la sindaca non si è mai rivolta alla città illustrando la propria idea per la riapertura e il rilancio di tutto il patrimonio.
Ha promosso la costituzione di un tavolo politico, la Commissione Terme, che non è sede operativa dove si discute di progetti e vengono esaminati documenti e in cui non si parla neppure di come debba essere scritto quel famoso bando. Una commissione praticamente e totalmente inutile, e lo aveva capito Cinzia Diliberto quando si è dimessa da presidente, che serve soltanto a fare melina e a prendere, perdere tempo. Tempo che non ci possiamo più consentire di perdere. Se n’è già perso troppo.

Si guarda a quel bando come la panacea di tutti i mali ma se quel bando, che, ricordiamo, non comprenderà, allo stato attuale, le stufe di San Calogero, il piccolo e il grande albergo di San Calogero, dovesse andare deserto, quali soluzioni alternative metterà in campo la Regione e il Comune di Sciacca? Comune di Sciacca che insiste per la concessione, dopo la farsa messa in atto nel mese di Ottobre 2017, ma che non esprime alcuna idea su come intende, eventualmente, gestire, anche in via temporanea, i beni termali che gli potrebbero essere affidati.

Il nulla cosmico. La giunta comunale, con la sua maggioranza, boccia le proposte del M5S e non ci è dato di sapere quale idee abbia, e abbiamo il dubbio che ce le abbia, per il futuro delle nostre Terme. L’unica speranza che possiamo coltivare per il futuro delle Terme di Sciacca e per il futuro di Sciacca, è che amministrazioni come quella attuale non abbiano molto futuro davanti.

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