L’Amministrazione di Sciacca invisibile anche sull’argomento Carnevale

Dov’è la “terapia d’urto” tanto decantata dalla sindaca Valenti? Dov’è il “cambiamento” da lei promesso in campagna elettorale?

Anche quest’anno il bando è pressoché identico a quello degli anni precedenti. Nessuna innovazione viene data a questa manifestazione dall’altissimo potenziale turistico e artigianale. Forse il problema è che per poter “cambiare”, occorre non cambiare i visi sulle poltrone, ma la “mentalità” di chi vi siede.

Il Carnevale non è e non può essere solo “salsiccia, festa, balli e musica”. Il Carnevale per Sciacca è “opportunità di sviluppo”. Oggi purtroppo è solo una risorsa non sfruttata. Occorre migliorarsi ed innovare.

Ad oggi, non abbiamo un comitato/fondazione/associazione del Carnevale con cui l’amministrazione possa trovare una sinergia per la crescita culturale di questa manifestazione. Non abbiamo capannoni, fulcro essenziale per le nostre maestranze che attualmente lavorano in condizioni precarie senza le più elementari dotazioni di sicurezza. Eppure, nonostante ciò, riescono a realizzare opere meravigliose; figuriamoci cosa riuscirebbero a produrre se dotati di strutture idonee. Capannoni che potrebbero, tra l’altro, diventare luoghi di attrazione durante la costruzione dei carri e volendo anche per tutto l’anno per dare impulso alla destagionalizzaione del Turismo saccense.

Così come assurdo appare che si tenga marginale alla festa il Museo del Carnevale nonostante si siano spesi di recente circa 700.000 euro. Non abbiamo promozione, marketing e merchandising. Non abbiamo infopoint e neppure un sito Internet ufficiale all’altezza di questa manifestazione.

Mancano tante cose, ma l’amministrazione Valenti, impegnata per la seconda volta ad organizzare la manifestazione, dimostra ancora tanta inesperienza, con zero idee e zero contributi innovativi, come si evince dal bando appena emesso. A parte l’assessore di turno, sembra non sia cambiato nulla.

Il Sindaco Valenti si ripete spendendo ancora più del 40% della nostra imposta di soggiorno, frutto del lavoro di chi ha investito nel turismo a Sciacca negli anni, per una manifestazione senza alcun ritorno economico reale per la città.

Siamo esattamente come 30anni fa. Occorre dire BASTA!

Occorre smettere di ragionare con la becera mentalità dei “politici” che negli anni hanno visto nel Carnevale semplicemente una golosa possibilità di raccogliere consensi (secondo l’antico e discutibile metodo del panem et circenses), e iniziare ad abbracciare una mentalità imprenditoriale. Ovvero trasformare il Carnevale da intrattenimento paesano a vera risorsa turistica per un’intera città.

Fino a quando ciò non accadrà, fino a quando l’amministrazione comunale NON sarà in grado di generare introiti col Carnevale, o quantomeno fare in modo che il Carnevale si autofinanzi da solo, Sciacca non si potrà più permettere “feste” dal costo di 350mila euro.

Del resto, non abbiamo nulla da “inventare”. Basterebbe semplicemente guardare alle realtà carnascialesche virtuose e già esistenti e lasciarsi ispirare. O semplicemente copiare. Ma a Sciacca, non siamo in grado di fare neanche quello. E il Carnevale, e la città tutta, ne pagano puntualmente le conseguenze.

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