Ddl acqua pubblica, all’Ars pioggia di telegrammi dai Comuni. Giampero Trizzino: “Li rispedirò tutti a Crocetta”

A decine arrivano giornalmente alla commissione Ambiente per sollecitare l’approvazione del progetto popolare.

Il vero destinatario di queste lamentele non è la commissione, che lavora alacremente da gennaio, ma il presidente della Regione. E’ a lui che devono essere inviate queste richieste: se il ddl governativo non fosse arrivato in commissione all’ultimo momento, probabilmente saremmo alla fine del cammino e non in mezzo al guado. Non è a me, pertanto, che i Comuni devono scrivere, ma a Crocetta”.

Il presidente della commissione Ambiente dell’Ars, Giampiero Trizzino, si riferisce alle decine di telegrammi che quotidianamente gli arrivano da quasi tutti i Comuni dell’isola.

Standard la frase, frutto, evidentemente, di un copia e incolla concordato.

Approvazione legge ripubblicizzazione acqua senza consentire ai comuni di decidere il modello di gestione è un tradimento ai referendum e alla rivoluzione di Crocetta”.

La commissione Ambiente – afferma Trizzino – lavorava da mesi al testo da portare in aula ed è incredibile che, anziché favorire l’iter di approvazione, la solita vecchia politica faccia il possibile per rallentarlo. Al M5S, come ad ogni cittadino, non interessa quale bandiera di partito sventola dietro una norma. Esiste solo una legge giusta, ed è quella che è riconosciuta come tale da tutti i cittadini, a prescindere da chi la presenta. Su questa cosa alcuni politici dovrebbero riflettere. L’acqua è, e deve essere, di tutti”.

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“Ddl sull’Albergo diffuso boicottato in Aula. Basta ipocrisie, ci si dica cosa c’è dietro”

Il deputato M5S Claudia La Rocca spara a zero conto l’immobilismo dell’Assemblea e le pretestuose argomentazioni che hanno impedito di approvare una delle pochissime leggi di questo poverissimo scorcio di legislatura.

Basta con le ipocrisie, sul ddl sull’albergo diffuso c’è un vero e proprio boicottaggio. Vorremmo capire cosa c’è dietro”.

È un fiume in piena Claudia La Rocca, il deputato che ha messo la prima firma su quella che dovrebbe essere la prima legge targata Movimento Cinque Stelle e una delle pochissime di questo poverissimo scorcio di legislatura.

La rispedizione in commissione del ddl per pretestuose argomentazioni che non tengono in alcun conto le esigenze dei siciliani ha lasciato l’amaro in bocca al deputato e dato la stura al suo sfogo contro “l’immobilissimo dell’Assemblea”.

Quanto è accaduto ieri in aula – dice La Rocca – è un fatto gravissimo, poiché è l’emblema dell’immobilismo dell’Assemblea. Il disegno di legge ha percorso un iter regolare, i problemi sollevati non esistono. Il disegno di legge si attiene perfettamente alle caratteristiche basilari dell’Albergo diffuso, quali la distanza breve fra le unità abitative e l’edificio centrale, o come la collocazione in centri e borghi abitati e di valore. Non ci sono problemi “urbanistici” o “fiscali”, non c’è nulla di diverso dalle altre leggi regionali o rispetto alle altre strutture extra-alberghiere. Cosa c’è dietro al boicottaggio avvenuto in Aula? Noi abbiamo già un’idea, basta con le ipocrisie”.

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Approvata in commissione Affari Istituzionali la modifica proposta dal M5S

Ddl anti-corruzione, emendamento 5 Stelle che disinnesca potenziali truffe nella formazione

Con questa legge – afferma il deputato M5S Salvatore Siragusa – si vuole affermare il principio della trasparenza e della pulizia delle Istituzioni affinché vicende come quelle di cui si legge in questi giorni non si abbiano più a ripetere. E’ vero che tutto deve essere ancora accertato e che ogni singolo fatto deve essere dimostrato in fase giudiziaria, ma è altrettanto vero che troppo spesso la Formazione ha fatto parlare di sé per fatti che nulla hanno a che fare con i suoi scopi istituzionali”.

Di seguito l’emendamento approvato che, tra l’altro, viene esteso all’intera categoria dei dirigenti regionali e non solo a quelli generali.

E’ fatto divieto all’amministrazione regionale di affidare appalti, concessioni di lavori, forniture di beni e servizi e di stabilire rapporti di natura finanziaria o autorizzativa in favore di deputati regionali, componenti della Giunta regionale o dirigenti generali o non generali dell’amministrazione regionale o del loro coniuge non legalmente separato o convivente, il cui stato sia accertato giudizialmente o comprovato da atti della pubblica amministrazione, di loro ascendenti o discendenti, parenti o affini sino al secondo grado, che ricoprano il ruolo di rappresentante legale, di amministratore o di dirigente, o siano soci, anche occulti, la cui qualità sia accertata giudizialmente, in enti o imprese, anche in forma societaria, operanti nel settore della formazione professionale”.

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Acqua pubblica, ddl ancora fermo in commissione

Nulla di fatto oggi all’Ars per l’importante progetto di legge. “Palmeri: basta con le strumentalizzazioni, si guardi al bene della Sicilia”. Giampiero Trizzino: “Troppi politici fanno ostruzione”

Una valanga di telegrammi in arrivo dai comuni siciliani ha sommerso la commissione Ambiente dell’Ars per chiedere che l’acqua sia pubblica. E questo nel giorno in cui il ddl sulla gestione dell’acqua non è riuscito a fare un passo avanti. “Anche oggi – afferma il presidente della commissione, il cinque stelle Giampiero Trizzino – c’è stata una seduta di fuoco. Quello che sconcerta è che ancora si guardi al colore politico del disegno di legge e non al suo contenuto. La commissione ambiente lavora da mesi al testo da portare in aula ed è incredibile che anziché favorire l’iter di approvazione, i politici facciamo il possibile per rallentarlo. Al Movimento Cinque Stelle non interessa la bandiera politica che sventola dietro una norma. Una buona legge è quella che è riconosciuta come tale da tutti i cittadini. L’acqua deve essere pubblica, punto”.

Per noi – afferma il deputato M5S, Valentina Palmeri – acqua pubblica vuol dire un servizio che abbia condizioni uguali per tutti, a prescindere da chi presenta il ddl. Basta con le personalizzazioni e i personalismi. E’ ora di guardare solo al bene della Sicilia

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Il M5S denuncia i piani segreti della Regione – “Crocetta come Lombardo: lavora a un inceneritore a Bellolampo”

Una richiesta di accesso agli atti fatta dai parlamentari di sala d’Ercole fa luce sui piani del governo per la gestione rifiuti. Giorgio Ciaccio: “Nemmeno Orlando sapeva nulla”.

La Regione starebbe lavorando ad un inceneritore a Bellolampo. E’ quanto risulta dalle carte che i parlamentari all’Ars hanno ottenuto grazie ad una richiesta di accesso agli atti fatta al dipartimento regionale della Protezione civile.

In un verbale del 3 gennaio scorso relativo alla “realizzazione degli impianti e delle infrastrutture di completamento della piattaforma integrata di Bellolampo” il responsabile unico del procedimento “rappresenta la necessità di determinare un quadro planimetrico dell’intera piattaforma di Bellolampo…individuando anche un’area per la localizzazione di un impianto di valorizzazione termica del rifiuto residuale da TMB” (le note ecoballe ndr).

In un verbale di qualche giorno prima il responsabile unico del procedimento precisa che “l’impostazione progettuale…produrrà una frazione residuale secca che…dovrà essere inviata ad un impianto di valorizzazione energetica (es pirolisi o altro) da prevedere anche nell’ambito della medesima piattaforma di Bellolampo per il completamento del ciclo”.

La volontà della Regione – afferma il deputato Giorgio Ciaccio – appare evidentissima da questi documenti e mostra una netta continuità col governo Lombardo. Crocetta non può continuare a dire che non vuole l’inceneritore e demandare ai suoi sottoposti di procedere sottobanco nella realizzazione del primo step che invece porta in quella direzione: il TMB, cioè l’Impianto di trattamento meccanico biologico che servirà a produrre le famose ecoballe”.

Quando si parla di parte residuale – continua Ciaccio – ci si riferisce alla parte residua dopo la raccolta differenziata. Se a Palermo la raccolta differenziata è pari al 6% circa, vuol dire che tutto sarà trattato per produrre ecoballe. Ci diranno che l’impianto è pulito che le ecoballe possono essere esportate… Sono frottole. Non si capirebbe perché, allora, prevedere la realizzazione di un impianto del genere in montagna e non vicino al porto o ad una stazione, per ridurre i costi di trasporto. La verità è che vogliono accatastare le ecoballe per farle finire, alla prossima emergenza, nell’inceneritore”.

Dei progetti delle Regione sarebbe all’oscuro pure il sindaco Orlando che recentemente ha tenuto un incontro all’Ars con i responsabile del gruppo Ambiente del Movimento Cinque Stelle di Palermo.

Sia il sindaco che l’assessore alla vivibilità Barbera – sostiene Ciaccio – si sono mostrati sorpresi nel prendere visione dei verbali che abbiamo avuto tramite la nostra richiesta di accesso agli atti. Una cosa è certa: noi non permetteremo mai la realizzazione di un inceneritore. Piuttosto ci incateniamo a Bellolampo”.

Il governo – afferma il deputato Claudia La Rocca – deve fare chiarezza. Chi parla di raccolta differenziata non può parlare, al contempo, di distruzione termica della materia. Ci chiediamo perché si pensa alla costruzione di “impianti di valorizzazione energetica”, invece di impianti di estrusione a freddo per il recupero di gran parte dell’indifferenziato. E tutto ciò contrariamente a quanto previsto nelle direttive europee, che vedono recupero energetico e discariche agli ultimi due posti nella gerarchia della gestione dei rifiuti. Evidentemente la Sicilia è partita dall’ultimo gradino, ampliando le discariche e paventando la costruzione di inceneritori e simili”.

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Credito di imposta, 1180 imprese in difficoltà per blocco fondi. Il M5S chiede convocazione del Governo all’Ars

Un guasto ad un server impedirebbe la fruizione degli sgravi fiscali a numerosissime aziende che hanno assunto lavoratori svantaggiati fidando sulle agevolazioni.
Cancelleri: “È assurdo che un intoppo informatico blocchi tutto. Chiesta la convocazione del governo in Aula ed una audizione in commissione Lavoro.

Convocazione immediata del presidente della Regione per riferire in Aula ed audizione del governo in commissione Lavoro”.

Il Movimento Cinque Stelle scende a fianco delle quasi 2000 imprese finite nelle maglie della burocrazia. O meglio, di un intoppo ad un canale telematico che permetterebbe all’assessorato al Lavoro di sbloccare le somme che garantirebbero a 1.184 imprese lo sgravio fiscale assicurato dalla legge 106 de 2011. In base ai benefici annunciati da questa legge le imprese, ora in affannosa attesa, hanno assunto 5.000 lavoratori svantaggiati e si trovano in gravissima difficoltà a reperire le somme per pagare le imposte.

Cosa che potrebbe innescare gravi ripercussioni anche per il resto del personale alle dipendenze della aziende in difficoltà, mettendo in ansia circa 20.000 persone.

È assurdo – afferma il capogruppo del Movimento Cinque stelle Giancarlo Cancelleri – che per un semplice guasto telematico 1.184 imprese e 20 mila lavoratori siano messi in ginocchio. Non si può fermare l’economia di una regione per un guasto ad un server. Rimango basito davanti a questa notizia che ho appreso dal Quotidiano di Sicilia”.

“La burocrazia spesso – prosegue Cancelleri – è uno dei nemici peggiori per le aziende. E’ un nemico subdolo difficilissimo da combattere. E nell’attesa di attrezzarci per farlo, quantomeno, è nostro dovere provare a limitarne i danni, cosa che cercherà di fare il ddl per il ristoro delle vittime delle burocrazia su cui stiamo lavorando alacremente”.

Intanto per cercare di dare immediata risposta alle 1184 aziende in ansia e per capire le motivazioni all’origine del blocco degli sgravi fiscali Cancelleri si è subito attivato in nome del Movimento. Due lettere sono partite alla volta dell’ufficio del presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone e di quello dell’onorevole Marcello Greco, presidente della commissione Cultura, Formazione e Lavoro. Al primo viene richiesta la convocazione urgente in Aula del presidente della Regione, al secondo quella del governo in commissione.

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M5S chiede chiarezza al Governo regionale sul piano rifiuti

Dopo il botta e risposta tra Regione e Confindustria scende in campo il Movimento 5 Stelle, che nelle ultime settimane ha denunciato il flop degli impianti con tre atti parlamentari. La Rocca: “Troppe ipocrisie nel gestire il sistema”. Trizzino: “Chi gestisce pezzi del sistema dovrebbe essere super partes”. Foti: “Qual è la differenza tra questo governo e quelli che lo hanno preceduto?”.

Sulla gestione rifiuti la Regione faccia subito chiarezza”.

Il gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle fa sentire la sua voce dopo la querelle Marino-Confindustria e pretende che “la Regione dichiari subito e chiaramente la sua pozione in merito, sgombrando il campo da qualsiasi ipocrisia”.

In Sicilia – dicono i parlamentari 5 Stelle – ci sono una legge ed un piano rifiuti abbastanza recenti. Il governo deve avere il coraggio di rispettarli. Dal canto suo Crocetta deve mantenere fede a quanto detto in campagna elettorale non avvalorando l’idea dell’ampliamento delle discariche o della costruzione di impianti di valorizzazione energetica, che non è altro che un modo elegante per definire gli inceneritori. Il presidente deve soprattutto dimostrare di voler muoversi nella direzione indicata dalle direttive europee, che fissano precise gerarchie nelle distruzione dei rifiuti”.

Per la parlamentare Claudia La Rocca il tema rifiuti è sempre stato trattato con ipocrisia.

La raccolta differenziata – dice La Rocca – non arriva al 10 per cento, e, prima di parlare di distruzione della materia, si dovrebbe cominciare a farla funzionare davvero, sempre che ce ne sia la volontà politica. Altrimenti dovremmo cominciare a chiederci cosa c’è dietro il flop delle isole ecologiche e alle gare per gli impianti di compostaggio che vanno sistematicamente deserte o che vengono rinviate. Noi ce lo chiediamo, tanto che nello spazio di pochi giorni abbiamo presentato ben tre atti parlamentari all’Ars. Speriamo che il governo non li faccia marcire”.

Per esprimere giudizi o suggerire indirizzi – afferma il presidente della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino – si dovrebbe essere super partes. Ci lascia molto perplessi, ad esempio, che arrivino indicazioni da chi detiene pezzi delle gestione dei rifiuti in Sicilia”.

Quale sia il vero progetto di questo nuovo governo e, soprattutto, quali siano le differenze con i precedenti governi se lo chiede il deputato Angela Foti.

La Sicilia – dice – brancola nel buio. Dopo l’ingresso delle SRR i Comuni, nella confusione dettata dalla novità, cominciano a bandire gare senza che sia chiaro quali siano i principi da seguire, a partire dall’esclusione delle ditte che sono anche proprietarie di discariche, alla scelta del porta a porta come unico metodo di raccolta, solo per citare qualche esempio. Si sta procedendo solo ad autorizzare impianti a biomasse e discariche mentre sugli impianti di compostaggio c’è il nulla di fatto, mentre nessuna pianificazione è stata fatta sugli impianti per la frazione secca, che porterebbero migliaia di posti di lavoro. Il M5S è convinto che l’unica strada da seguire sia la strategia rifiuti zero che non è,come per qualcun altro uno slogan elettorale, ma un percorso concreto ed applicabile della normativa vigente”.

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No del Tar alla prosecuzione dei lavori del Muos

Non proseguiranno i lavori del Muos”. La sentenza del Tar di Palermo è accolta con grande soddisfazione dal gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle all’Ars, che della lotta all’impianto satellitare di Niscemi ha fatto uno dei suoi punti cardine.

Questa sentenza – afferma il presidente della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino – è l’ennesima voce di un coro ormai unanime contro la struttura. Tutti gli studi presentati nel corso delle nostre sedute di commissione, i rilievi dell’Arpa e la relazione della Sapienza sbarrano la strada alla struttura. Ci meraviglieremmo tantissimo, a questo a punto, di un parere dissonante e solitario dell’Istituto Superiore di Sanità, cui passa ora la palla”.

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Gare per impianti di compostaggio in Sicilia deserte o rinviate – Interrogazione M5S all’Ars per capire i motivi del flop


Tre gare deserte e due rinviate a data da destinarsi: impiantistica per lo smaltimento rifiuti ferma al palo. Il Movimento 5 Stelle chiede spiegazioni al Governo

Tre gare deserte e due rinviate a data da destinarsi: è un flop, o quasi, il programma di rinnovo del sistema degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti in Sicilia fatto nel 2011, che prevedeva la costruzione di 19 impianti di compostaggio.

Le gare andate deserte sono quelle previste per l’assegnazione degli appalti di Noto, S. Cataldo, e Capo D’Orlando. Altre due (Augusta e Casteltermini) sono state rinviate a data da destinare.

Non tanto meglio è andata agli altri impianti previsti, di cui solo pochi hanno visto la luce.

Gli impianti di compostaggio – dice Claudia La Rocca, prima firmataria dell’interrogazione – sono indispensabili per il trattamento della frazione organica, che costituisce il 35 per cento dei rifiuti e sono inoltre indispensabili per un corretto avvio della raccolta differenziata”.

Al presidente della Regione e all’assessore per l’energia, La Rocca e gli altri 13 parlamentari 5 Stelle chiedono di sapere quali siano misure che intende avviare il governo per verificare le motivazioni che hanno portato al fallimento delle gare in oggetto e quali siano le azioni che intende attuare per la messa in opera degli impianti.

Quella degli impianti di compostaggio non è che l’ultimo, in ordine cronologico, dei problemi del ciclo di smaltimento dei rifiuti. Appena qualche giorni fa i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars avevano presentato un’altra interrogazione per fare luce sul disastro delle isole ecologiche per la raccolta differenziata, delle quali il 70 per cento non è in funzione.

Solo quando capiremo che i rifiuti sono una risorsa – afferma Claudia La Rocca – la Sicilia farà sul serio un passo avanti. Qui non si parla soltanto di tutela dell’ambiente e della salute, già comunque importanti, si parla di economia reale, di lavoro”.

Sugli impianti di compostaggio fermi nel Ragusano (comuni di Vittoria e Ragusa) sempre i parlamentari Cinque Stelle (prima firmataria Vanessa Ferreri) hanno presentato una interrogazione al presidente della Regione e all’assessore al Territorio ed Ambiente per sapere se non ritengano opportuno sollecitare gli uffici competenti e i comuni di Vittoria e Ragusa al fine di fare entrare al più presto in funzione le strutture di Pozzo Bollente e Cava dei Modicani.

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M5S: “Parte dei fondi dell’ex tabella H a musica e teatro”

Una mozione per impegnare il governo regionale a correre in soccorso delle associazioni musicali e teatrali.

Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, chiede all’esecutivo di utilizzare parte dei fondi  originariamente impegnati per l’ ex tabella H, impugnata commissario dello Stato, per impinguare i capitoli  relativi alle leggi regionali 44/85 e 25/2007 di importanza strategica per il settore e “figlie – afferma il deputato Gianina Ciancio, prima firmataria dell’atto parlamentare – di un’alta sensibilità culturale e di un’intensa collaborazione tra gli operatori del settore e il legislatore di allora. Esse, infatti, sono leggi care a chi, per sfuggire all’arbitrarietà della politica, rivendica l’esistenza di norme oggettive e funzionanti“.

I fondi andrebbero quantificati al netto di quelli che servono (anzi, sarebbero serviti, data l’impugnativa del commissario dello Stato) alle associazioni che svolgono servizi nel sociale. O ancora di quelli destinati a fondazioni, musei e strutture virtuose che ancora vivono nel limbo post finanziaria, per le quali si sta discutendo un apposito disegno di legge in quinta commissione.

«La Regione siciliana – continua Gianina Ciancio – trascura da anni le associazioni musicali e teatrali, che costituiscono la vera spina dorsale del settore culturale isolano. Ha diminuito drasticamente, negli anni, i fondi destinati ai capitoli di bilancio in questione e inserito quello relativo alle associazioni concertistiche nella tabella H che, notoriamente, si è caratterizzata per rappresentare un sistema di finanziamenti a pioggia senza nessun criterio oggettivo. In un momento di crisi economica ed occupazionale, si rischia di vedere la cultura come qualcosa di “non prioritario”, ma dobbiamo ricordarci sempre del posto in cui viviamo, del clima che abbiamo e delle potenzialità che un singolo evento può avere sul territorio, se organizzato per tempo e in maniera oculata. Insomma con la cultura  si può ottenere tanto con poco, creando benessere e crescita morale, oltre che economica.»

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