PONTE CANSALAMONE. IL M5S SI CONFRONTA CON I COMITATI DI QUARTIERE

Chi fa politica ha il compito di fornire soluzioni.
Ma una soluzione può diventare REALTÀ UTILE alla società, solo quando viene condivisa e ragionata INSIEME alla città.
Solamente con il confronto e con la condivisione, le idee possono essere capite, migliorate e infine realizzate.
È questo il modus operandi del M5S di Sciacca: studio, proposta, condivisione, invito alla partecipazione.
Ecco perché, già ieri sera, abbiamo iniziato la discussione della nostra proposta sul Ponte Cansalamone con la parte civica della città.
Ovvero, con quegli organismi fatti di cittadini che lavorano per la città senza alcuna appartenenza politica e che la politica invece spesso ignora. Il loro giudizio libero e oggettivo è per noi fondamentale. Così come fondamentali sono le critiche costruttive che da questi confronti possono giungere.
Il M5S di Sciacca, unitamente ai portavoce Teresa Bilello e Matteo Mangiacavallo, ha incontrato rappresentanti dei primi comitati: Perriera, Foggia, Carbone, Rocca dei Fiori.

Nei prossimi giorni incontreremo anche gli altri.
Tutti d’accordo sui seguenti punti:
1) Il Ponte Cansalamone va messo in SICUREZZA in maniera definitiva e dunque non ha senso investire somme per soluzioni temporanee e insicure che prevedano aperture parziali dello stesso;
2) è opportuno trovare vie alternative che rimangano per sempre alla città e che possano ripristinare la viabilità interrotta dalla chiusura dal ponte;
3) cerchiamo le soluzioni all’interno degli strumenti urbanistici esistenti.
Su queste basi andiamo avanti con determinazione e nel rispetto delle idee e del confronto, confidando nella volontà di collaborare per il bene comune da parte di tutte le forze politiche.
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ECCO LA NOSTRA PROPOSTA: PONTE CANSALAMONE APERTO DEFINITIVAMENTE E VIABILITA’ ALTERNATIVA


I fatti degli ultimi giorni testimoniano quanto il nostro territorio possa essere fragile e come scelte errate del passato possano essere pagate prima o poi dalla città. Se si è sbagliato nel passato, non possiamo permetterci di sbagliare ancora per il futuro.

Il Ponte Cansalamone va messo in SICUREZZA in maniera definitiva, utilizzando la giusta progettazione e tutte le somme necessarie a garantirne l’affidabilità strutturale e sismica.

La città non si può permettere di scegliere una soluzione frettolosa e dettata probabilmente dalla necessità dell’Amministrazione attuale di recuperare consensi elettorali.

Se il terreno su cui poggia i piedi il Ponte Cansalamone è ad elevato rischio idrogeologico e il nostro territorio è ad elevato rischio sismico, appare evidentemente errata la scelta che questa amministrazione vorrebbe portare avanti di erodere per 400.000 euro il finanziamento della Commissario di Governo per aprire il viadotto ad una sola corsia, per soli 2 anni e senza risolvere le criticità sismiche dello stesso.

A questo “spreco di somme” per una riapertura temporanea del ponte invece vogliamo rilanciare offrendo una “visione differente”, o, più semplicemente, una “progettazione sensata”. Vogliamo che queste somme vengano utilizzate in maniera proficua per realizzare opere permanenti, sicure, già in programmazione e che realmente possano servire ora e sempre alla città.

E’ per questo motivo che il “laboratorio infrastrutture” del M5S avanza oggi una proposta di utilizzo di parte dei soldi del finanziamento già disponibile, per la realizzazione di due vie alternative, cantierabili in tempi brevi e già presenti nel PUMS e nel PRG.

Si tratta di:
– un collegamento tra la SP79 (la cosiddetta variante) e corso Miraglia alla Perriera;
– un collegamento tra la Via Ovidio e il corso Miraglia.

Il primo realizzato mediante la costruzione di due rampe di accesso e uscita da corso Miraglia, il secondo mediante la realizzazione di una strada che percorre la “trazzera” esistente che con un piccolo sforzo verrebbe collegata alla via Ovidio.

Nulla di inventato, ma solo ciò che i nostri strumenti di programmazione del territorio prevedono già.

Due opere di realizzazione relativamente semplice che dunque ripristinerebbero i collegamenti tra le zone di S.Marco, Carbone, Renella, Foggia e la Perriera, e ancora tra la Perriera e la Via Verona e Via Cappuccini andando così finalmente a soddisfare l’esigenza di creare delle vie d’accesso alternative al popoloso quartiere della Perriera.

Questa è la visione del M5S che in questi giorni stiamo già sottoponendo ai comitati di quartiere e che vogliamo discutere riunendo tutte le forze politiche, portando avanti un’idea condivisa per la città nel rispetto della sicurezza e della vivibilità.

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DANNI DA MALTEMPO – M5S DI SCIACCA: “PER PREVENIRE I DISASTRI I SOLDI CI SONO DA DUE ANNI E NON SONO STATI SPESI PER MANCANZA DI PROGETTISTI”


Per Sciacca, oggi è stato un brutto risveglio. Dopo l’alluvione, che quasi due anni fa aveva colpito la nostra città, oggi contiamo i nuovi danni provocati dalle piogge torrenziali delle ultime ore e da fanghi e detriti trasportati dal torrente Cansalamone verso il mare.

Ma quanti di questi potevano essere evitati?

Quanti cittadini saccensi sanno che in realtà, già dopo i fatti del Novembre 2016, il Dipartimento Regionale della Protezione Civile aveva stanziato 490.000 euro per la “Pulizia del torrente Cansalamone e la realizzazione di una vasca di calma a servizio dello stesso”, ma che i lavori non sono mai stati eseguiti semplicemente perché manca il progetto esecutivo?

In questi due anni infatti, gli uffici della Protezione civile di Agrigento avevano interpellato il Comune di Sciacca per tale intervento, chiedendo la nomina del R.U.P., e la sindaca Francesca Valenti, rispondendo che la mancanza di personale interno all’Amministrazione non consentiva tale nomina, aveva chiesto al Dipartimento di sostituirsi al Comune di Sciacca.

Conclusione: i fondi per prevenire disastri ci sono, ma per mancanza di progettisti tutto rimane immobile. Tutto tranne i danni provocati dal maltempo che aumentano di anno in anno.

La nomina del R.U.P. è arrivata infatti nel luglio scorso ma le piogge non hanno atteso i tempi, lunghi e dilatati della burocrazia, e quelli, persi da Comune di Sciacca e Protezione Civile, e sono arrivate, provocando danni. Del resto 23 mesi di attesa sono anche troppi, qualcosa andava fatta prima.

Che senso ha chiedere fondi alla Regione o allo Stato se poi non si sanno spendere?” – si chiede la consigliera comunale del M5S, Teresa Bilello che denuncia: “i soldi per mettere in sicurezza il torrente Cansalamone ci sono da due anni ma anche per colpa del Comune di Sciacca ancora devono essere utilizzati. Si perde del tempo prezioso, mesi a volte, per rispondere e poco si fa per sollecitare chi di dovere”.

Ho chiesto invano interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico sui fiumi Verdura, Magazzolo e Platani e ho seguito l’iter per l’assegnazione dei fondi per l’intervento di pulizia del Torrente Cansalamone tra Protezione Civile e Comune di Sciacca – dichiara il deputato regionale saccense del M5S, Matteo Mangiacavallo – oggi è tanta l’indignazione nel vedere che nulla è stato fatto e che nel frattempo sono arrivati nuovi danni. Chiederemo nuovi stanziamenti, come è giusto che sia, ma pretenderemo che vengano accertate le responsabilità del caso. E’ un dovere nei confronti dei cittadini ai quali noi del M5S, oggi, con rabbia, esprimiamo la nostra solidarietà”.

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PONTE CANSALAMONE: SCELTA IRRESPONSABILE DELL’AMMINISTRAZIONE. CON DATI ALLA MANO VI SPIEGHIAMO PERCHE’

 

Sicurezza per i cittadini e utilizzo corretto dei soldi pubblici.

Sono questi i due principali aspetti sui quali noi del M5S intendiamo porre la dovuta attenzione.

Ci aspettavamo, in risposta al nostro intervento, una ragionata analisi delle problematiche del ponte, ma purtroppo l’assessore Segreto fa prevalere la propaganda politica alle argomentazioni tecniche per giustificare un’operazione scellerata che:
non risolve i problemi del ponte in maniera definitiva;
sperpera i fondi destinati all’adeguamento del ponte per raccogliere consenso;
trascura evidenti problemi di sicurezza dei cittadini.

Se queste sono le premesse, dopo appena un mese dall’insediamento dei nuovi assessori, vi preghiamo: “ridateci i vecchi…” o suggeriamo al Sindaco di procedere con un altro “giro di valzer”.

Riteniamo opportuno informare i cittadini e spiegare le nostre ragioni, #tecniche e #politiche, sulla base delle informazioni disponibili e degli approfondimenti compiuti che per ragioni di spazio affidiamo ad un altro articolo disponibile sulla nostra pagina (http://www.sciacca5stelle.it/ponte-cansalamone-a-t/), in modo che ognuno possa maturare una propria idea sulla questione che riguarda un’importante infrastruttura del nostro territorio.

– Il M5S boccia la SCELTA TECNICA di una eventuale riapertura temporanea del ponte in quanto questo non possiede alcuna sicurezza sismica, come si evince dalla stessa relazione dei tecnici incaricati; ci meraviglia come la ricerca del consenso possa essere barattata con l’incolumità dei propri cittadini.

– Il M5S boccia anche la SCELTA ECONOMICA di eseguire un intervento temporaneo in quanto le opere non riguardano lavori propedeutici a quelli previsti nel progetto preliminare, ma vanno a finanziare sostanzialmente una nuova “stampella” nella pila 8 (un nuovo traliccio analogo a quello esistente nella pila 7) e altri studi sul ponte. Sono pertanto da considerarsi opere diverse rispetto a quelle già finanziate e non parte di esse.

– Il M5S boccia infine la SCELTA POLITICA proposta in quanto l’apertura temporanea richiede tempi amministrativi e tecnici analoghi alla soluzione definitiva. In entrambi i casi, infatti, bisognerà procedere alla redazione di un progetto e acquisire tutte le autorizzazioni da parte degli enti coinvolti per bandire, infine, la gara per i lavori. Le maggiori incertezze tra le due strade, come manifestatoci dallo stesso Commissario Croce, saranno legate agli enti chiamati ad autorizzare un’apertura temporanea di un ponte che non possiede alcuna sicurezza sismica.

Cosa fare invece?

E’ necessario sollecitare il Commissario di Governo per bandire immediatamente la gara di progettazione, considerato che sono già trascorsi oltre due anni dal finanziamento, per determinare finalmente i reali costi dell’intervento, valutando se conviene procedere ad un adeguamento o ad una demolizione/ricostruzione.

Ma Sciacca non può aspettare oltremodo. Servono soluzioni alternative per ripristinare la viabilità interrotta dalla chiusura del ponte.

Pertanto il M5S, come discusso con il Commissario Croce, sottoporrà nei prossimi giorni proposte finalizzate a migliorare la viabilità esistente e/o a creare dei percorsi alternativi, sicuri e permanenti per servire i quartieri e le contrade del nostro territorio che più degli altri risentono degli errori passati e attuali di chi ha amministrato e amministra la città.

Approfondisci il tema:

Ponte Cansalamone. Approfondimento tecnico.

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PONTE CANSALAMONE – M5S : “LA SINDACA PERCORRA LA SOLUZIONE DEFINITIVA INVECE CHE SPERPERARE DENARO PUBBLICO”


Una soluzione tampone, la solita pezza, dal costo di 400.000 euro, per aprire il ponte Cansalamone SOLO due anni per poi richiuderlo nuovamente. E’ questo ciò che vorrebbe fare il Sindaco. A che scopo? Forse per riscuotere subito un consenso politico che dalle elezioni ad ora è pari a zero?

In maniera miope, si continua ad inseguire l’effimero, il provvisorio che in Sicilia e a Sciacca in particolare è stato il “modus operandi” delle passate amministrazioni. Ci siamo illusi pensando che tale metodo fosse ormai appartenente al passato, ma purtroppo non è così e si continua a perpetrare l’ennesima beffa nei riguardi di tutta la cittadinanza che rimane all’oscuro delle decisioni e delle scelte fatte alle sue spalle.

Al fine di fare luce sulla vicenda, il nostro deputato regionale Matteo Mangiacavallo, la deputata alla Camera Caterina Licatini (componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici), coadiuvati dall’ingegnere Matteo Accardi hanno incontrato il commissario per la prevenzione al dissesto idrogeologico Maurizio Croce.

Ricordiamo che da oltre due anni (era il 10 Settembre del 2016) sono stati assegnati con il “Patto per la Sicilia” circa 2.9Mln di euro alla Struttura Commissariale Dissesto Idrogeologico per provvedere all’adeguamento statico e sismico del ponte Cansalamone.

Tuttavia, l’amministrazione Valenti preferisce inseguire un’ipotetica soluzione “temporanea” ma altamente “insicura” di una riapertura, piuttosto che occuparsi di restituire alla città un’importante arteria di collegamento, sicura e affidabile.

Abbiamo scoperto, infatti, che la relazione dei tecnici incaricati per la valutazione delle condizioni statiche e sismiche del ponte Cansalamone, lautamente retribuiti prelevando circa 40.000,00€ dalle casse comunali, certifica in maniera inequivocabile la presenza di numerose criticità di natura STATICA e SISIMICA.

Dunque, la relazione ribadisce, qualora ce ne fosse bisogno, che il ponte Cansalamone necessita di un intervento esteso e globale prima di poter essere riutilizzato in normali condizioni di sicurezza e per un transito regolare. Gli stessi tecnici, inoltre, rilevano ulteriori vulnerabilità rispetto a quelle presenti o a quelle note, la cui risoluzione richiederà, probabilmente, altre somme rispetto a quelle disponibili presso il Commissario di Governo.

Lo stesso commissario Croce, ha manifestato preoccupazione per le criticità del ponte e dubbi fondati su un’apertura temporanea, ma ha affermato che esistono nuovi fondi per finanziare una soluzione per la riapertura definitiva dello stesso.

Alla luce di quanto emerso chiediamo:
1) perché il Sindaco, considerata la disponibilità economica della Struttura Commissariale Dissesto Idrogeologico, non ha sollecitato l’esecuzione dei lavori per una soluzione definitiva di riapertura del ponte Cansalamone?

2) E’ vero che il Sindaco vuole spendere circa 400.000,00€ (pari a 550,00€/g) per aprire il ponte ad una sola corsia per soli due anni, non risolvendo le vulnerabilità sismiche, allo scadere dei quali si dovrà nuovamente richiudere e durante i quali l’utilizzo del ponte sarebbe comunque rischioso?

3) E’ intenzione dell’amministrazione continuare a sperperare denaro pubblico attingendo alle casse comunali per pagare professionisti incaricati ed erodendo l’importo di 2.9Mln di euro per l’esecuzione di opere, probabilmente, non funzionali ad una soluzione definitiva?

4) Il sindaco Valenti, considerati i numerosi studi commissionati da questa e dalle precedenti amministrazioni, conosce i costi per l’esecuzione di un intervento definitivo sul ponte?

Il gruppo tecnico e politico del M5S di Sciacca è ancor una volta a disposizione della città e di quest’amministrazione nel caso servano ulteriori chiarimenti per il bene e la sicurezza di tutti.

Ancora una volta, purtroppo, dobbiamo rilevare la mancanza di una progettualità a lungo termine della giunta Valenti e il continuare a perseguire, invece, il becero consenso politico calpestando i diritti dei suoi cittadini e sperperando denaro pubblico.

disallineamento tra foro centrale e campate
(Disallineamento tra foro centrale e campate)
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OGGI ENNESIMA INUTILE SEDUTA DI COMMISSIONE TERME. DA QUESTA AMMINISTRAZIONE COMUNALE IL NULLA COSMICO SUL FUTURO DELLE TERME DI SCIACCA

Il ruolo della deputazione regionale è stato importante, nel recente passato, per l’approvazione di tutte quelle norme che hanno consentito alle Terme di Sciacca di tirarsi fuori dal pantano in cui erano finite, soprattutto dopo il tentativo di privatizzazione avvenuto prima dell’avvento di Crocetta, reo col suo PD, di averle chiuse definitivamente. Durante la scorsa legislatura, infatti, grazie anche al lavoro di Matteo Mangiacavallo e di tutto il M5S, sono state approvate quattro norme:

  • la prima sbloccava le assunzioni dei dipendenti termali stagionali,
  • la seconda apriva la possibilità per i Commissari liquidatori di emettere bandi di affidamento a terzi,
  • la terza favoriva la liquidazione attraverso la vendita di beni tra società e Regione Siciliana,
  • la quarta consentiva alla Regione di concedere i beni al Comune per ulteriori affidamento a terzi.

Oggi il ruolo della deputazione regionale è limitato alle semplici azioni di controllo e verifica di una partita che si sta giocando tra Regione Siciliana e Comune di Sciacca. Per questo motivo, la presenza della deputazione regionale ad una seduta della Commissione speciale Terme, fortemente voluta da questa amministrazione comunale e dalla maggioranza che la sostiene, oggi risulta praticamente una inutile passerella.

Dobbiamo constatare, purtroppo, da cittadini saccensi, che si sta perdendo soltanto tempo. Sono trascorsi 14 mesi di amministrazione Valenti e 9 mesi di governo Musumeci e le soluzioni alla questione sono sempre le stesse, si parla esclusivamente di un bando di affidamento a terzi che sarà fatto dalla Regione Siciliana.

Nel frattempo per scrivere questo famoso bando ci si accorge che manca la documentazione necessaria. Il Comune di Sciacca assume l’onere di occuparsi della verifica della consistenza dei beni. Lavoro che viene effettuato e che richiede mesi, ma che viene bocciato dall’assessore Armao. Lo stesso assessore, il 6 agosto, allora, costituisce un tavolo di lavoro tra Terme di Sciacca, Comune e Regione per completare la ricognizione dei documenti, dando come scadenza dei lavori il 15 settembre (30 con proroga). Il 4 settembre emerge che occorre superare alcune problematiche di carattere catastale e il Comune di Sciacca annuncia che, terminata anche questa fase, si procede con il bando. Si parla di fine anno. Tempo su tempo mentre le Terme sono chiuse ormai da 3 anni e mezzo.

In tutto questo, quello che manca è capire quale sia la visione sul futuro delle Terme di Sciacca di questa amministrazione comunale. Sollecitata più volte dal M5S, la sindaca non si è mai rivolta alla città illustrando la propria idea per la riapertura e il rilancio di tutto il patrimonio.
Ha promosso la costituzione di un tavolo politico, la Commissione Terme, che non è sede operativa dove si discute di progetti e vengono esaminati documenti e in cui non si parla neppure di come debba essere scritto quel famoso bando. Una commissione praticamente e totalmente inutile, e lo aveva capito Cinzia Diliberto quando si è dimessa da presidente, che serve soltanto a fare melina e a prendere, perdere tempo. Tempo che non ci possiamo più consentire di perdere. Se n’è già perso troppo.

Si guarda a quel bando come la panacea di tutti i mali ma se quel bando, che, ricordiamo, non comprenderà, allo stato attuale, le stufe di San Calogero, il piccolo e il grande albergo di San Calogero, dovesse andare deserto, quali soluzioni alternative metterà in campo la Regione e il Comune di Sciacca? Comune di Sciacca che insiste per la concessione, dopo la farsa messa in atto nel mese di Ottobre 2017, ma che non esprime alcuna idea su come intende, eventualmente, gestire, anche in via temporanea, i beni termali che gli potrebbero essere affidati.

Il nulla cosmico. La giunta comunale, con la sua maggioranza, boccia le proposte del M5S e non ci è dato di sapere quale idee abbia, e abbiamo il dubbio che ce le abbia, per il futuro delle nostre Terme. L’unica speranza che possiamo coltivare per il futuro delle Terme di Sciacca e per il futuro di Sciacca, è che amministrazioni come quella attuale non abbiano molto futuro davanti.

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RIFIUTI. TERESA BILELLO (M5S) SCRIVE AL DIRETTORE ESECUTIVO (DEC). LA CITTA’ VUOLE TUTTI I SERVIZI PREVISTI DAL CONTRATTO. NESSUNO ESCLUSO.


(foto fonte: http://www.corrieredisciacca.it)

Teresa Bilello: “Il Piano ARO e il contratto con le ditte va fatto rispettare. Per questo motivo ho scritto ieri all’ Ing. Giuseppe Di Martino , il neo nominato Direttore Esecutivo del Contratto, segnalandogli alcuni dei servizi dei quali i cittadini ad oggi non hanno traccia ma che già hanno pagato “

Sciacca 27 Luglio 2018 – Il M5S oggi torna sull’argomento e lo fa questa volta non rivolgendosi più soltanto all’amministrazione, che da sempre si dimostra sorda a consigli e proposte da parte dell’opposizione, ma indirizzando direttamente una nota al Direttore Esecutivo del Contratto, nella speranza di trovare finalmente un interlocutore più attento e disponibile a accogliere degli  input precisi e puntuali.

Ricordiamo, infatti che il “laboratorio ARO del M5S”, composto da diversi attivisti del movimento e dallo stesso consigliere Teresa Bilello, da oltre un anno lavora sul contratto di affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti e in questo anno ha rilevato moltissime incongruenze  denunciandole agli organi competenti (senza ricevere risposte) e rendendole pubbliche a mezzo stampa al fine di informare i cittadini che dimostrano di apprezzare il nostro lavoro.

Il M5S di Sciacca ritiene che non si tratti più solamente di elevare eventuali penali alle ditte; si tratta, piuttosto, di ragionare a lungo termine mettendo in atto un programma  di azioni (alcune già previste dal contratto) che incentivino la raccolta differenziata e riducano al massimo la quantità di rifiuti prodotta.

Per questo motivo chiede al DEC:
  •  dove sia quella campagna di sensibilizzazione che le ditte avrebbero dovuto attuare sin dall’inizio del servizi.
  •  dove siano le postazioni di telecamere mobili che dovrebbero monitorare lo stato di abbandono dei rifiuti.;
  •  dove siano alcuni importanti servizi: gli eco-point, la piattaforma ecologica, il potenziamento del servizio estivo di raccolta, i contenitori per la raccolta di rifiuti particolari (pile, farmaci, oli esausti, etc.), i contenitori dotati di calotta con controllo degli accessi e tanto altro;
E’ lampante:  occorrono sanzioni per chi ancora si dimostra restìo a rispettare le regole e premialità, invece, che incoraggino i cittadini a differenziare e a ridurre la quantità di rifiuti prodotta.

L’assessore Mandracchia aveva promesso che, dopo l’approvazione del bilancio, si sarebbe stipulata la convenzione con le Guardie Ambientali. Bene, il bilancio è stato approvato, dove sono le guardie?
Oggi” – continua il consigliere – “i cittadini si organizzano da soli sostituendosi all’amministrazione. Alcuni effettuando autonomamente la scerbatura (anche questa prevista nel contratto), altri annunciando gesti irragionevoli: in mancanza di controlli da parte degli organi preposti, alcuni cittadini esasperati vorrebbero munirsi di pietre per frenare l’abbandono incontrollato dei rifiuti.
Alla luce di questi fatti chiediamo all’amministrazione se si stia preoccupando del fatto che i cassonetti di prossimità così organizzati non incentivano affatto a differenziare. Se si sia accorta che attorno ad essi venga accumulata solo spazzatura indifferenziata che al momento stiamo conferendo a Lentini con un aumento dei costi a discapito dei contribuenti. Perché non pensare, allora, come già fatto nella virtuosa Menfi, a creare delle isole ecologiche nei diversi quartieri della città, non serviti dal porta a porta, con controllo degli accessi e con orari di conferimento ben precisi ?
Le azioni da intraprendere sono molteplici e molte di esse non richiedono neppure troppa fantasia visto che sono state già previste e offerte dalle ditte, ma mai fatte attuare.
E’ il momento che questa amministrazione si svegli e inizi a far rispettare per come si deve il contratto, insieme agli organi di controllo preposti, a cominciare dal DEC.

Sia ben chiaro, i cittadini sono esasperati e la nostra amata Sciacca è sfregiata dai rifiuti per le strade e“ – chiude Bilello – “vorrei sottolineare che non siamo solo noi cittadini saccensi a notarlo, ma quei turisti che quest’anno avevano deciso di trascorrere le loro vacanze a Sciacca per mai più ritornare. Il danno di immagine è incalcolabile. Abbiamo scritto al DEC. Questa volta vogliamo risposte.
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LA CITTA’ VUOLE I FATTI. BASTA CLEMENZA CON LA GIUNTA VALENTI

Nello stesso giorno in cui  un editoriale del giornale online “Risoluto” ipotizza un azzeramento della giunta Valenti, un consigliere di maggioranza tenta grottescamente di salvare la faccia agli attuali amministratori con una lettera STRAPPA LACRIME, purtroppo per lui, non si è dimostrata STRAPPA LIKE su facebook.

E il modo con cui il consigliere di maggioranza tenta di difendere il suo Sindaco NON è parlando di risultati ottenuti, perché evidentemente ammette anche lui che di risultati non si può parlare, ma chiedendo “clemenza”.

Eppure, vorremmo ricordare al consigliere Di Paola, che in campagna elettorale non si chiedeva “clemenza”, si parlava di “cambiamento ”.

Non si chiedeva di supportare una donna per il suo “grande cuore”, ma si invitava a dare fiducia ad una grande professionista, dall’importante curriculum, ad una squadra di persone competenti, con esperienza, che avrebbero portato il tanto decantato “cambiamento”.

Oggi, dopo aver ricevuto la fiducia della maggioranza dei cittadini saccensi e averla puntualmente tradita ormai da un anno, si è arrivati all’assurdo.

La città riceve la lettera disperata di un consigliere di maggioranza che invita a “rispolverare un programma”, “trasformarlo in cose fatte”, “renderlo concreto”.

Ovvero, a chiedere di trasformare il programma in “realtà realizzate”, non è piu solo l’opposizione, ma addirittura uno stesso consigliere di maggioranza.

Un consigliere che nel tentativo grottesco di difendere una squadra indifendibile rende ormai chiara a tutti l’idea di fallimento totale della giunta Valenti.

Una giunta che fa “rumore” invece che comunicare.  Che “parla” di risultati invece che attuarli. Che chiede “clemenza” invece che amministrare. Che appare “sorda” e mai “collaborativa” davanti a proposte concrete come quelle avanzate dal Movimento 5 Stelle.

E’ vero, l’azzeramento è necessario.

Ma l’unico azzeramento possibile, oggi, sono le dimissioni.

Ormai del resto è palese:  lo slogan “Con me il Sindaco sei TU” non è mai stato riferito ai cittadini saccensi.

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RANDAGISMO. FINORA SOLO PROMESSE E L’EMERGENZA RIMANE.

Anni fa le fiabe iniziavano con “C’era una volta…”. Oggi sappiamo che iniziano con “Se sarò eletto…” e, purtroppo, non hanno più un lieto fine.
“Se sarò’ eletta, porterò il cambiamento”.
“Se sarò eletta, con me il Sindaco sarai tu”.
Frasi che pesano oggi come macigni su un’Amministrazione Valenti che, non solo non è riuscita a mantenere neanche una delle promesse fatte in campagna elettorale, perché se di “cambiamento” si tratta di certo non è in positivo, ma sembra non riuscire neanche a mantenere i “piccoli” e necessari impegni presi con le istituzioni, con le associazioni e con quella parte di società civile che si presta a collaborare per il bene della città.
Un esempio tra tanti, l’impegno preso da quest’Amministrazione, e tutt’oggi ancora non rispettato, sull’emergenza randagismo.
Era il 28 giugno, nel corso dell’incontro sul tema randagismo svoltosi al Palazzo di Città, su proposta del Dott. Antonio Salina direttore generale dell’ASP, si era deciso di mettere in atto un intervento IMMEDIATO per evitare che i circa 200 cani presenti attualmente sul territorio saccense potessero riprodursi e moltiplicarsi. Ovvero, si era deciso di recuperarli, sterilizzarli, microchipparli, segnalarli ed immetterli nuovamente per strada con l’aiuto e la collaborazione delle associazioni animaliste.
L’amministrazione comunale aveva dichiarato ampia disponibilità affermando persino che il comune sarebbe stato pronto poiché in possesso di tutti gli strumenti per intervenire in maniera efficace sin da subito.
Ebbene, l’emergenza c’è, le risorse ci sono, il comune “è pronto”, le disponibilità da parte delle istituzioni e delle associazioni animaliste ci sono, tuttavia sono passate già 3 settimane e nulla è stato fatto.
Cosa manca allora?
Ci viene da pensare che ciò che manca è un’amministrazione in grado di assumere degli impegni e portarli a termine per il bene della città.
Ancora una volta, le promesse di quest’amministrazione valgono il vuoto che lascia la mancata attuazione delle stesse.
Il tempo passa e l’emergenza randagismo rimane, insieme a tante altre emergenze che l’Amministrazione Valenti sta dimostrando di non essere in grado di risolvere.
Chiediamo a quest’Amministrazione se ha infine intenzione di intervenire, o se le soluzioni proposte e condivise durante quell’incontro al Palazzo di Città rimarranno lettera morta.
Se lo chiede il M5S di Sciacca e se lo chiedono i cittadini saccensi.
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AMMINISTRAZIONE VALENTI: UN ANNO DI FALLIMENTI E NESSUNA APERTURA ALLE NOSTRE PROPOSTE.

Peggio di una squadra che non sa amministrare, è una squadra che non si apre nemmeno alle proposte concrete, ragionate, dotate persino di progetti tecnici, che arrivano dall’opposizione.
Il risultato è una città allo sbando, non amministrata, alla quale manca non solo una visione per il futuro, ma anche un’idea di presente.

E’ accaduto con le #Terme, il #M5S aveva messo a disposizione della città le professionalità del suo gruppo e preparato un cronoprogramma con fasi ben distinte, per non arrivare impreparati davanti alla Regione e prendere, anzi, in mano la situazione. L’amministrazione boccia la proposta e dopo un anno ci ritroviamo col solo ricordo di vuote promesse elettorali e il nulla di fatto: Terme chiuse, grotte di San Calogero non trasferite, bando preparato dalla Regione.

  • E’ accaduto con il tappetino del Parco giochi alla Perriera; il #M5S aveva messo a disposizione le competenze del proprio gruppo e regalato all’amministrazione un progetto tecnico per la realizzazione di una pavimentazione anti-trauma per rendere il parco giochi prima di tutto un luogo sicuro. In questo caso il #M5S si era anche messo a disposizione per finanziare per intero i lavori. L’amministrazione puntualmente boccia la proposta e le pessime condizioni in cui versa ancora oggi il parco giochi è ahinoi sotto gli occhi di tutti e, peggio ancora, sotto i piedi dei nostri bambini.
  • E’ accaduto con tantissimi altri problemi per i quali il #M5S aveva trovato soluzioni, o comunque sicuramente risposte studiate, fattibili e concrete, ma rimaste del tutto inascoltate dall’amministrazione Valenti, come randagismo, rifiuti, acqua, parco vita e non per ultima la proposta sulla #ZTL. Proposta che fu lanciata 1 anno fa e che è rimasta inascoltata lasciando spazio al vuoto, alla totale mancanza di organizzazione, al caos di clacson e motori rombanti che coprono la musica di artisti locali che si esibiscono, o tentano di farlo, come piccoli eroi nel centro storico della città per allietare le calde serate di turisti e saccensi.

Ci chiediamo allora, è questo ciò che “gli esperti della politica” sanno fare?

Dopo un anno di amministrazione Valenti:
 ponte chiuso;
 Terme chiuse;
 teatro chiuso;
 stadi chiusi;
 biblioteca chiusa;
 piscina chiusa;
 casa albergo per gli anziani chiusa;
 spiagge inaccessibili;
 non un euro speso per la cultura;
 un piano #ARO del tutto insoddisfacente per il quale è stato applicato il metodo “forte con i deboli e debole con i forti”;
 tasse aumentate;
 l’acqua che continua a mancare in case abitate da bambini e anziani nonostante il nostro sindaco sia diventato il presidente dell’ATI;
 #ZTL e segni di “città turistica” sono diventati ormai un lontano ricordo.

Eppure un anno fa i cittadini avevano affidato la propria fiducia agli “esperti della politica”. Ma forse, più che di discutibile “esperienza”, Sciacca ha bisogna di concreta “competenza”.

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