INCONTRO TRA MARINELLO (M5S), MANGIACAVALLO (M5S) E SANTONOCITO, NEO MANAGER DELL’ASP DI AGRIGENTO – AVANZATE DIVERSE RICHIESTE PER RISOLVERE I PROBLEMI DELLA SANITA’ AGRIGENTINA.

Si è svolto nella giornata di ieri l’incontro tra il sen. Rino Marinello, il deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo e il neo direttore generale dell’ASP di Agrigento, dott. Giulio Santonocito. Al centro della discussione il grave stato di criticità della sanità agrigentina, sulla quale il manager dice di essere già al lavoro.

È stato chiesto lo sblocco immediato degli incarichi a tempo determinato per le numerose Unità Operative in crisi di personale ed al contempo è stata chiesta, con urgenza, l’attivazione delle procedure per l’espletamento dei concorsi per dirigenti medici delle aree di emergenza (Pronto Soccorso, Cardiologia, Emodinamica, Rianimazione). A ciò è stato aggiunto il completamento, nonché riorganizzazione, di diverse UU.OO. Nello specifico è stato evidenziato che le aree di emergenza di alcuni presidi hanno urgente bisogno di apparecchiature e linee di monitoraggio per l’OBI, per un percorso ottimizzato clinico-strumentale e per ridurre i tempi di attesa.

Oggetto di attenzione anche l’abnorme perdita di risorse (circa 130.000.000 euro) che l’ASP di Agrigento ogni anno è costretta a pagare per prestazioni non erogate. L’obiettivo è il recupero di tali somme dalla mobilità passiva da destinare alla creazione e potenziamento delle UU.OO. e all’aumento della qualità dei servizi erogati. I rappresentanti del M5S saranno vigili affinché la loro idea su una Sanità pubblica di “qualità” si realizzi.

Il dott. Santonocito è stato infine sollecitato alla soluzione dei problemi inerenti il comprensorio sanitario di Sciacca, dagli ospedali riuniti fino ai presidi minori dove è attesa, nei prossimi giorni, la visita del neo manager. Particolare attenzione è stata data alla richiesta di risoluzione dell’annoso problema delle zanzare e degli accessi ospedalieri, alla rivalutazione dei servizi di qualità alla creazione di una Telemedicina che possa coinvolgere i vari presidi ed il territorio, perchè anche dalle guardie mediche i cittadini devono avere risposte immediate e certe. E’ previsto un nuovo punto della situazione tra Rino Marinello, Matteo Mangiacavallo e il dott. Santonocito tra qualche settimana.

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UN THINK TANK PER IL CENTRO STORICO: IN PROGRAMMA PER IL 27 GENNAIO.

Il nostro centro storico vive oggi una situazione di grave crisi.

Se vogliamo valorizzare l’area del Centro Storico come Patrimonio a disposizione dei turisti e dell’intera comunità saccense, allora devono essere incoraggiate, stimolate ed agevolate tutte quelle forze che possono contribuire alla sua animazione e valorizzazione.

Commercio, artigianato, turismo, pubblici esercizi, servizi, associazioni culturali, attività professionali rappresentano risorse fondamentali per lo sviluppo dei centri storici e la rivitalizzazione di quelli in crisi.

“La nostra idea è quella di mettere in rete tali risorse – afferma il consigliere del M5S Teresa Bilello – farle dialogare tra di loro e con le istituzioni, per dare vita ad una moderna forma di aggregazione e cooperazione concreta che abbia come comune obiettivo la valorizzazione del centro storico cittadino. Questo sarà il tema del nostro primo Think Tank, dal nome SoS Centro Storico.”

Il Think Tank non è un convegno, non una riunione fine a se stessa, ma un metodo concreto attraverso il quale vengono riuniti attorno allo stesso tavolo tutte le risorse necessarie per passare dalle IDEE all’AZIONE, dalla Confcommercio, a Spazio Centro, dal piccolo commerciante all’artigiano, dalle attività ricettive al presidente di comitato, al Presidente di Commissione, all’Assessore.

Forniremo loro uno strumento per arrivare ad una visione CONDIVISA e ad un planning di AZIONI/PROPOSTE “SMART”, ovvero realizzabili secondo i tempi e le risorse disponibili: il Political Partecipation Canvas di Alessandro Cacciato.

“A Sciacca esistono piccoli grandi eroi che lottano ogni giorno per il bene di questa città – conclude la Bilello – sono la testimonianza di un lavoro da formica che “paga”. Non occorre cercare risorse lontano. Le risorse le abbiamo. Dobbiamo semplicemente metterle in rete, fare squadra e iniziare a pianificare le azioni INSIEME. Con METODO.”

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PONTE CANSALAMONE – M5S: “L’AMMISTRAZIONE ADOTTA SCELTE IRRESPONSABILI – SE IL PONTE NON E’ SICURO NOI NON CI PASSIAMO”

Sulla questione Ponte Cansalamone, il M5S di Sciacca ribadisce la propria contrarietà alla decisione dell’amministrazione comunale di proseguire con il progetto di apertura temporanea.
Tale scelta non è sicura, poiché non risolve i problemi di natura sismica del Ponte, ed è anche temporanea, visto che potrà essere aperto, a senso alternato, per un periodo massimo di due anni. Adottare tale soluzione è irresponsabile da un punto di vista economico e dal punto di vista della sicurezza di chi lo attraversa. Quale funzionario o amministratore firmerà l’autorizzazione a percorrerlo?
Il M5S di Sciacca ribadisce la necessità di adottare invece la proposta di realizzazione di una viabilità alternativa, che dispone anch’essa della copertura finanziaria necessaria e che non intralcia anch’essa l’iter del progetto definitivo, così come riferito dal commissario Maurizio Croce al deputato regionale Matteo Mangiacavallo, in attesa, ovviamente, della progettazione esecutiva e della messa in sicurezza definitiva del Ponte Cansalamone.
L’amministrazione dimostri un minimo di capacità di programmazione e pianificazione. E agisca nel bene della collettività più che nella ricerca di un effimero comunicato stampa in cui si annuncia l’apertura del Ponte. Noi, se il Ponte non è sicuro, NON CI PASSIAMO.
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PRESENTATO IL REGISTRO TUMORI DI AGRIGENTO. M5S: “UN OTTIMO LAVORO MA PUNTIAMO ANCORA PIU’ IN ALTO. VOGLIAMO UN REGISTRO UNICO REGIONALE, CON DATI GEOREFERENZIALI E OPEN”


Si è svolta ieri la presentazione del Registro Tumori di Agrigento, già certificato nell’aprile 2018. Presenti anche i deputati regionali del M5S Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro, autori di diversi atti parlamentari e iniziative legislative per l’istituzione dello stesso e per la riforma della normativa regionale sulla gestione dei Registri Tumori. I due parlamentari si dichiarano abbastanza soddisfatti del risultato che premia il lavoro del M5S nell’arco della scorsa e dell’attuale legislatura. Durante l’ultima finanziaria era stato inoltre approvato un emendamento, che vedeva come primo firmatario proprio Giovanni Di Caro, per l’implementazione del Registro Regionale Integrato e Georeferenziato dei Tumori e delle Patologie di interesse sanitario.

“Nel giugno 2016, dopo innumerevoli sollecitazioni, avevamo ottenuto un report che analizzava i dati su basi provinciale o distrettuale – commenta Matteo Mangiacavallo – un primo passo che giudicammo però insufficiente. I cittadini hanno la necessità di comprendere l’incidenza dei fattori ambientali sulle cause tumorali e, per avere una risposta adeguata, avevamo bisogno di un quadro a livello comunale. Per questo, oggi, possiamo dire che grandi passi in avanti sono stati fatti”.

“Grazie all’implementazione dei dati sull’incidenza tumorale, sollecitata diverse volte dal M5S – continua Giovanni Di Caro – i rilievi relativi agli anni 2011-2013 sono stati “certificati” e i sono stati classificati su base comunale. Di questo risultato siamo certamente entusiasti, ma ancora non siamo del tutto soddisfatti. L’obiettivo finale sarà dotare i territori di un registro georeferenziale dove le medie contano poco e dove le incidenze di eventuali fattori ambientali sono più evidenti. Ulteriore step sarà quello di avere un Registro Tumori gestito a livello unico per tutta la Regione e, soprattutto, con dati open. Tutto già previsto da una norma approvata in ARS e non ancora attuata”.

“Se un Comune ha un’incidenza di tumori più elevata della media – concludono i due deputati – si dovrà poter accedere ai dati, per approfondire la ricerca, suddivisi per zona, per quartiere, ed eventualmente individuare possibili fattori ambientali determinanti per lo sviluppo della patologia, al fine di eliminarne le cause e fare la giusta prevenzione. Per questo non ci fermeremo dopo questo importante risultato ottenuto.”

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PONTE CANSALAMONE. IL M5S SI CONFRONTA CON I COMITATI DI QUARTIERE

Chi fa politica ha il compito di fornire soluzioni.
Ma una soluzione può diventare REALTÀ UTILE alla società, solo quando viene condivisa e ragionata INSIEME alla città.
Solamente con il confronto e con la condivisione, le idee possono essere capite, migliorate e infine realizzate.
È questo il modus operandi del M5S di Sciacca: studio, proposta, condivisione, invito alla partecipazione.
Ecco perché, già ieri sera, abbiamo iniziato la discussione della nostra proposta sul Ponte Cansalamone con la parte civica della città.
Ovvero, con quegli organismi fatti di cittadini che lavorano per la città senza alcuna appartenenza politica e che la politica invece spesso ignora. Il loro giudizio libero e oggettivo è per noi fondamentale. Così come fondamentali sono le critiche costruttive che da questi confronti possono giungere.
Il M5S di Sciacca, unitamente ai portavoce Teresa Bilello e Matteo Mangiacavallo, ha incontrato rappresentanti dei primi comitati: Perriera, Foggia, Carbone, Rocca dei Fiori.

Nei prossimi giorni incontreremo anche gli altri.
Tutti d’accordo sui seguenti punti:
1) Il Ponte Cansalamone va messo in SICUREZZA in maniera definitiva e dunque non ha senso investire somme per soluzioni temporanee e insicure che prevedano aperture parziali dello stesso;
2) è opportuno trovare vie alternative che rimangano per sempre alla città e che possano ripristinare la viabilità interrotta dalla chiusura dal ponte;
3) cerchiamo le soluzioni all’interno degli strumenti urbanistici esistenti.
Su queste basi andiamo avanti con determinazione e nel rispetto delle idee e del confronto, confidando nella volontà di collaborare per il bene comune da parte di tutte le forze politiche.
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ECCO LA NOSTRA PROPOSTA: PONTE CANSALAMONE APERTO DEFINITIVAMENTE E VIABILITA’ ALTERNATIVA


I fatti degli ultimi giorni testimoniano quanto il nostro territorio possa essere fragile e come scelte errate del passato possano essere pagate prima o poi dalla città. Se si è sbagliato nel passato, non possiamo permetterci di sbagliare ancora per il futuro.

Il Ponte Cansalamone va messo in SICUREZZA in maniera definitiva, utilizzando la giusta progettazione e tutte le somme necessarie a garantirne l’affidabilità strutturale e sismica.

La città non si può permettere di scegliere una soluzione frettolosa e dettata probabilmente dalla necessità dell’Amministrazione attuale di recuperare consensi elettorali.

Se il terreno su cui poggia i piedi il Ponte Cansalamone è ad elevato rischio idrogeologico e il nostro territorio è ad elevato rischio sismico, appare evidentemente errata la scelta che questa amministrazione vorrebbe portare avanti di erodere per 400.000 euro il finanziamento della Commissario di Governo per aprire il viadotto ad una sola corsia, per soli 2 anni e senza risolvere le criticità sismiche dello stesso.

A questo “spreco di somme” per una riapertura temporanea del ponte invece vogliamo rilanciare offrendo una “visione differente”, o, più semplicemente, una “progettazione sensata”. Vogliamo che queste somme vengano utilizzate in maniera proficua per realizzare opere permanenti, sicure, già in programmazione e che realmente possano servire ora e sempre alla città.

E’ per questo motivo che il “laboratorio infrastrutture” del M5S avanza oggi una proposta di utilizzo di parte dei soldi del finanziamento già disponibile, per la realizzazione di due vie alternative, cantierabili in tempi brevi e già presenti nel PUMS e nel PRG.

Si tratta di:
– un collegamento tra la SP79 (la cosiddetta variante) e corso Miraglia alla Perriera;
– un collegamento tra la Via Ovidio e il corso Miraglia.

Il primo realizzato mediante la costruzione di due rampe di accesso e uscita da corso Miraglia, il secondo mediante la realizzazione di una strada che percorre la “trazzera” esistente che con un piccolo sforzo verrebbe collegata alla via Ovidio.

Nulla di inventato, ma solo ciò che i nostri strumenti di programmazione del territorio prevedono già.

Due opere di realizzazione relativamente semplice che dunque ripristinerebbero i collegamenti tra le zone di S.Marco, Carbone, Renella, Foggia e la Perriera, e ancora tra la Perriera e la Via Verona e Via Cappuccini andando così finalmente a soddisfare l’esigenza di creare delle vie d’accesso alternative al popoloso quartiere della Perriera.

Questa è la visione del M5S che in questi giorni stiamo già sottoponendo ai comitati di quartiere e che vogliamo discutere riunendo tutte le forze politiche, portando avanti un’idea condivisa per la città nel rispetto della sicurezza e della vivibilità.

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DANNI DA MALTEMPO – M5S DI SCIACCA: “PER PREVENIRE I DISASTRI I SOLDI CI SONO DA DUE ANNI E NON SONO STATI SPESI PER MANCANZA DI PROGETTISTI”


Per Sciacca, oggi è stato un brutto risveglio. Dopo l’alluvione, che quasi due anni fa aveva colpito la nostra città, oggi contiamo i nuovi danni provocati dalle piogge torrenziali delle ultime ore e da fanghi e detriti trasportati dal torrente Cansalamone verso il mare.

Ma quanti di questi potevano essere evitati?

Quanti cittadini saccensi sanno che in realtà, già dopo i fatti del Novembre 2016, il Dipartimento Regionale della Protezione Civile aveva stanziato 490.000 euro per la “Pulizia del torrente Cansalamone e la realizzazione di una vasca di calma a servizio dello stesso”, ma che i lavori non sono mai stati eseguiti semplicemente perché manca il progetto esecutivo?

In questi due anni infatti, gli uffici della Protezione civile di Agrigento avevano interpellato il Comune di Sciacca per tale intervento, chiedendo la nomina del R.U.P., e la sindaca Francesca Valenti, rispondendo che la mancanza di personale interno all’Amministrazione non consentiva tale nomina, aveva chiesto al Dipartimento di sostituirsi al Comune di Sciacca.

Conclusione: i fondi per prevenire disastri ci sono, ma per mancanza di progettisti tutto rimane immobile. Tutto tranne i danni provocati dal maltempo che aumentano di anno in anno.

La nomina del R.U.P. è arrivata infatti nel luglio scorso ma le piogge non hanno atteso i tempi, lunghi e dilatati della burocrazia, e quelli, persi da Comune di Sciacca e Protezione Civile, e sono arrivate, provocando danni. Del resto 23 mesi di attesa sono anche troppi, qualcosa andava fatta prima.

Che senso ha chiedere fondi alla Regione o allo Stato se poi non si sanno spendere?” – si chiede la consigliera comunale del M5S, Teresa Bilello che denuncia: “i soldi per mettere in sicurezza il torrente Cansalamone ci sono da due anni ma anche per colpa del Comune di Sciacca ancora devono essere utilizzati. Si perde del tempo prezioso, mesi a volte, per rispondere e poco si fa per sollecitare chi di dovere”.

Ho chiesto invano interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico sui fiumi Verdura, Magazzolo e Platani e ho seguito l’iter per l’assegnazione dei fondi per l’intervento di pulizia del Torrente Cansalamone tra Protezione Civile e Comune di Sciacca – dichiara il deputato regionale saccense del M5S, Matteo Mangiacavallo – oggi è tanta l’indignazione nel vedere che nulla è stato fatto e che nel frattempo sono arrivati nuovi danni. Chiederemo nuovi stanziamenti, come è giusto che sia, ma pretenderemo che vengano accertate le responsabilità del caso. E’ un dovere nei confronti dei cittadini ai quali noi del M5S, oggi, con rabbia, esprimiamo la nostra solidarietà”.

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PONTE CANSALAMONE: SCELTA IRRESPONSABILE DELL’AMMINISTRAZIONE. CON DATI ALLA MANO VI SPIEGHIAMO PERCHE’

 

Sicurezza per i cittadini e utilizzo corretto dei soldi pubblici.

Sono questi i due principali aspetti sui quali noi del M5S intendiamo porre la dovuta attenzione.

Ci aspettavamo, in risposta al nostro intervento, una ragionata analisi delle problematiche del ponte, ma purtroppo l’assessore Segreto fa prevalere la propaganda politica alle argomentazioni tecniche per giustificare un’operazione scellerata che:
non risolve i problemi del ponte in maniera definitiva;
sperpera i fondi destinati all’adeguamento del ponte per raccogliere consenso;
trascura evidenti problemi di sicurezza dei cittadini.

Se queste sono le premesse, dopo appena un mese dall’insediamento dei nuovi assessori, vi preghiamo: “ridateci i vecchi…” o suggeriamo al Sindaco di procedere con un altro “giro di valzer”.

Riteniamo opportuno informare i cittadini e spiegare le nostre ragioni, #tecniche e #politiche, sulla base delle informazioni disponibili e degli approfondimenti compiuti che per ragioni di spazio affidiamo ad un altro articolo disponibile sulla nostra pagina (http://www.sciacca5stelle.it/ponte-cansalamone-a-t/), in modo che ognuno possa maturare una propria idea sulla questione che riguarda un’importante infrastruttura del nostro territorio.

– Il M5S boccia la SCELTA TECNICA di una eventuale riapertura temporanea del ponte in quanto questo non possiede alcuna sicurezza sismica, come si evince dalla stessa relazione dei tecnici incaricati; ci meraviglia come la ricerca del consenso possa essere barattata con l’incolumità dei propri cittadini.

– Il M5S boccia anche la SCELTA ECONOMICA di eseguire un intervento temporaneo in quanto le opere non riguardano lavori propedeutici a quelli previsti nel progetto preliminare, ma vanno a finanziare sostanzialmente una nuova “stampella” nella pila 8 (un nuovo traliccio analogo a quello esistente nella pila 7) e altri studi sul ponte. Sono pertanto da considerarsi opere diverse rispetto a quelle già finanziate e non parte di esse.

– Il M5S boccia infine la SCELTA POLITICA proposta in quanto l’apertura temporanea richiede tempi amministrativi e tecnici analoghi alla soluzione definitiva. In entrambi i casi, infatti, bisognerà procedere alla redazione di un progetto e acquisire tutte le autorizzazioni da parte degli enti coinvolti per bandire, infine, la gara per i lavori. Le maggiori incertezze tra le due strade, come manifestatoci dallo stesso Commissario Croce, saranno legate agli enti chiamati ad autorizzare un’apertura temporanea di un ponte che non possiede alcuna sicurezza sismica.

Cosa fare invece?

E’ necessario sollecitare il Commissario di Governo per bandire immediatamente la gara di progettazione, considerato che sono già trascorsi oltre due anni dal finanziamento, per determinare finalmente i reali costi dell’intervento, valutando se conviene procedere ad un adeguamento o ad una demolizione/ricostruzione.

Ma Sciacca non può aspettare oltremodo. Servono soluzioni alternative per ripristinare la viabilità interrotta dalla chiusura del ponte.

Pertanto il M5S, come discusso con il Commissario Croce, sottoporrà nei prossimi giorni proposte finalizzate a migliorare la viabilità esistente e/o a creare dei percorsi alternativi, sicuri e permanenti per servire i quartieri e le contrade del nostro territorio che più degli altri risentono degli errori passati e attuali di chi ha amministrato e amministra la città.

Approfondisci il tema:

Ponte Cansalamone. Approfondimento tecnico.

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PONTE CANSALAMONE – M5S : “LA SINDACA PERCORRA LA SOLUZIONE DEFINITIVA INVECE CHE SPERPERARE DENARO PUBBLICO”


Una soluzione tampone, la solita pezza, dal costo di 400.000 euro, per aprire il ponte Cansalamone SOLO due anni per poi richiuderlo nuovamente. E’ questo ciò che vorrebbe fare il Sindaco. A che scopo? Forse per riscuotere subito un consenso politico che dalle elezioni ad ora è pari a zero?

In maniera miope, si continua ad inseguire l’effimero, il provvisorio che in Sicilia e a Sciacca in particolare è stato il “modus operandi” delle passate amministrazioni. Ci siamo illusi pensando che tale metodo fosse ormai appartenente al passato, ma purtroppo non è così e si continua a perpetrare l’ennesima beffa nei riguardi di tutta la cittadinanza che rimane all’oscuro delle decisioni e delle scelte fatte alle sue spalle.

Al fine di fare luce sulla vicenda, il nostro deputato regionale Matteo Mangiacavallo, la deputata alla Camera Caterina Licatini (componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici), coadiuvati dall’ingegnere Matteo Accardi hanno incontrato il commissario per la prevenzione al dissesto idrogeologico Maurizio Croce.

Ricordiamo che da oltre due anni (era il 10 Settembre del 2016) sono stati assegnati con il “Patto per la Sicilia” circa 2.9Mln di euro alla Struttura Commissariale Dissesto Idrogeologico per provvedere all’adeguamento statico e sismico del ponte Cansalamone.

Tuttavia, l’amministrazione Valenti preferisce inseguire un’ipotetica soluzione “temporanea” ma altamente “insicura” di una riapertura, piuttosto che occuparsi di restituire alla città un’importante arteria di collegamento, sicura e affidabile.

Abbiamo scoperto, infatti, che la relazione dei tecnici incaricati per la valutazione delle condizioni statiche e sismiche del ponte Cansalamone, lautamente retribuiti prelevando circa 40.000,00€ dalle casse comunali, certifica in maniera inequivocabile la presenza di numerose criticità di natura STATICA e SISIMICA.

Dunque, la relazione ribadisce, qualora ce ne fosse bisogno, che il ponte Cansalamone necessita di un intervento esteso e globale prima di poter essere riutilizzato in normali condizioni di sicurezza e per un transito regolare. Gli stessi tecnici, inoltre, rilevano ulteriori vulnerabilità rispetto a quelle presenti o a quelle note, la cui risoluzione richiederà, probabilmente, altre somme rispetto a quelle disponibili presso il Commissario di Governo.

Lo stesso commissario Croce, ha manifestato preoccupazione per le criticità del ponte e dubbi fondati su un’apertura temporanea, ma ha affermato che esistono nuovi fondi per finanziare una soluzione per la riapertura definitiva dello stesso.

Alla luce di quanto emerso chiediamo:
1) perché il Sindaco, considerata la disponibilità economica della Struttura Commissariale Dissesto Idrogeologico, non ha sollecitato l’esecuzione dei lavori per una soluzione definitiva di riapertura del ponte Cansalamone?

2) E’ vero che il Sindaco vuole spendere circa 400.000,00€ (pari a 550,00€/g) per aprire il ponte ad una sola corsia per soli due anni, non risolvendo le vulnerabilità sismiche, allo scadere dei quali si dovrà nuovamente richiudere e durante i quali l’utilizzo del ponte sarebbe comunque rischioso?

3) E’ intenzione dell’amministrazione continuare a sperperare denaro pubblico attingendo alle casse comunali per pagare professionisti incaricati ed erodendo l’importo di 2.9Mln di euro per l’esecuzione di opere, probabilmente, non funzionali ad una soluzione definitiva?

4) Il sindaco Valenti, considerati i numerosi studi commissionati da questa e dalle precedenti amministrazioni, conosce i costi per l’esecuzione di un intervento definitivo sul ponte?

Il gruppo tecnico e politico del M5S di Sciacca è ancor una volta a disposizione della città e di quest’amministrazione nel caso servano ulteriori chiarimenti per il bene e la sicurezza di tutti.

Ancora una volta, purtroppo, dobbiamo rilevare la mancanza di una progettualità a lungo termine della giunta Valenti e il continuare a perseguire, invece, il becero consenso politico calpestando i diritti dei suoi cittadini e sperperando denaro pubblico.

disallineamento tra foro centrale e campate
(Disallineamento tra foro centrale e campate)

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OGGI ENNESIMA INUTILE SEDUTA DI COMMISSIONE TERME. DA QUESTA AMMINISTRAZIONE COMUNALE IL NULLA COSMICO SUL FUTURO DELLE TERME DI SCIACCA

Il ruolo della deputazione regionale è stato importante, nel recente passato, per l’approvazione di tutte quelle norme che hanno consentito alle Terme di Sciacca di tirarsi fuori dal pantano in cui erano finite, soprattutto dopo il tentativo di privatizzazione avvenuto prima dell’avvento di Crocetta, reo col suo PD, di averle chiuse definitivamente. Durante la scorsa legislatura, infatti, grazie anche al lavoro di Matteo Mangiacavallo e di tutto il M5S, sono state approvate quattro norme:

  • la prima sbloccava le assunzioni dei dipendenti termali stagionali,
  • la seconda apriva la possibilità per i Commissari liquidatori di emettere bandi di affidamento a terzi,
  • la terza favoriva la liquidazione attraverso la vendita di beni tra società e Regione Siciliana,
  • la quarta consentiva alla Regione di concedere i beni al Comune per ulteriori affidamento a terzi.

Oggi il ruolo della deputazione regionale è limitato alle semplici azioni di controllo e verifica di una partita che si sta giocando tra Regione Siciliana e Comune di Sciacca. Per questo motivo, la presenza della deputazione regionale ad una seduta della Commissione speciale Terme, fortemente voluta da questa amministrazione comunale e dalla maggioranza che la sostiene, oggi risulta praticamente una inutile passerella.

Dobbiamo constatare, purtroppo, da cittadini saccensi, che si sta perdendo soltanto tempo. Sono trascorsi 14 mesi di amministrazione Valenti e 9 mesi di governo Musumeci e le soluzioni alla questione sono sempre le stesse, si parla esclusivamente di un bando di affidamento a terzi che sarà fatto dalla Regione Siciliana.

Nel frattempo per scrivere questo famoso bando ci si accorge che manca la documentazione necessaria. Il Comune di Sciacca assume l’onere di occuparsi della verifica della consistenza dei beni. Lavoro che viene effettuato e che richiede mesi, ma che viene bocciato dall’assessore Armao. Lo stesso assessore, il 6 agosto, allora, costituisce un tavolo di lavoro tra Terme di Sciacca, Comune e Regione per completare la ricognizione dei documenti, dando come scadenza dei lavori il 15 settembre (30 con proroga). Il 4 settembre emerge che occorre superare alcune problematiche di carattere catastale e il Comune di Sciacca annuncia che, terminata anche questa fase, si procede con il bando. Si parla di fine anno. Tempo su tempo mentre le Terme sono chiuse ormai da 3 anni e mezzo.

In tutto questo, quello che manca è capire quale sia la visione sul futuro delle Terme di Sciacca di questa amministrazione comunale. Sollecitata più volte dal M5S, la sindaca non si è mai rivolta alla città illustrando la propria idea per la riapertura e il rilancio di tutto il patrimonio.
Ha promosso la costituzione di un tavolo politico, la Commissione Terme, che non è sede operativa dove si discute di progetti e vengono esaminati documenti e in cui non si parla neppure di come debba essere scritto quel famoso bando. Una commissione praticamente e totalmente inutile, e lo aveva capito Cinzia Diliberto quando si è dimessa da presidente, che serve soltanto a fare melina e a prendere, perdere tempo. Tempo che non ci possiamo più consentire di perdere. Se n’è già perso troppo.

Si guarda a quel bando come la panacea di tutti i mali ma se quel bando, che, ricordiamo, non comprenderà, allo stato attuale, le stufe di San Calogero, il piccolo e il grande albergo di San Calogero, dovesse andare deserto, quali soluzioni alternative metterà in campo la Regione e il Comune di Sciacca? Comune di Sciacca che insiste per la concessione, dopo la farsa messa in atto nel mese di Ottobre 2017, ma che non esprime alcuna idea su come intende, eventualmente, gestire, anche in via temporanea, i beni termali che gli potrebbero essere affidati.

Il nulla cosmico. La giunta comunale, con la sua maggioranza, boccia le proposte del M5S e non ci è dato di sapere quale idee abbia, e abbiamo il dubbio che ce le abbia, per il futuro delle nostre Terme. L’unica speranza che possiamo coltivare per il futuro delle Terme di Sciacca e per il futuro di Sciacca, è che amministrazioni come quella attuale non abbiano molto futuro davanti.

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