Trivellazioni off-shore. Il senatore Marinello (M5S): Difendiamo il Canale di Sicilia dall’ennesimo scempio ambientale, ripercussioni anche su turismo e pesca

“Bisogna scongiurare il pericolo di nuove trivellazioni nei nostri mari, il Canale di Sicilia deve essere difeso dall’ennesimo scempio ambientale. I pilastri della nostra economia devono restare la pesca e il turismo, mentre petrolio e perforazioni dei nostri fondali, e tutte quelle attività che vanno contro il nostro Ambiente e la Salute dei cittadini, non possono più essere tollerati”, lo dice il senatore del Movimento 5 Stelle Rino Marinello che intende portare il caso direttamente dentro il Senato.

“La paventata possibilità di trivellazione petrolifera nell’area di mare del Canale di Sicilia ed in particolare nella zona compresa tra Sciacca e Pantelleria, denominato ‘Campo petrolifero Nilde’ – continua Marinello – preoccupa moltissimo associazioni ambientali e gli stessi cittadini che, a ragione, temono per le conseguenze devastanti sull’ecosistema marino e per la la salute della popolazione. Sono molti anni che permane questa grave minaccia ambientale e nessun Governo ha mai fatto nulla per salvaguardare il Canale di Sicilia, è arrivato il momento di dire basta”.

“Farò tutto il possibile – conclude il senatore 5 Stelle – per difendere i nostri mari e le nostre coste, bisogna scongiurare il rischio di concessioni connesse allo sfruttamento petrolifero. Infine, è indispensabile informare la popolazione relativamente allo stato dei fatti, all’insegna della doverosa trasparenza che deve caratterizzare il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadinanza”.

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Domenica anche a Sciacca l’evento “Alberi per il futuro”, il senatore Marinello: La forestazione urbana è indispensabile per combattere l’inquinamento e i cambiamenti climatici

“Crediamo fortemente che la forestazione urbana sia una delle misure principali di mitigazione necessarie per combattere l’inquinamento e i cambiamenti climatici”. Lo dice il senatore del Movimento 5 Stelle Rino Marinello che ha deciso di donare parte del suo stipendio a favore dell’iniziativa che si terrà a Sciacca e in altri comuni d’Italia, domenica 18 novembre, dalle ore 10.30, e realizzata anche grazie al prezioso contributo logistico del Movimento 5 Stelle di Sciacca.

“Si tratta di un’azione civica senza bandiere politiche o simboli politici perché gli alberi, come l’aria, sono di tutti, – continua Marinello – e prevede la messa a dimora di nuove piante in aree incolte. Nel nostro comune valorizzeremo un sito di proprietà comunale, oggi incolto e abbandonato, ubicato nella contrada Ferraro e adiacente alla via Arciprete Giuseppe Vento, mediante la piantumazione di alberi, piante e arbusti autoctoni. Nel dettaglio: ginestre, pittosporo, palma nana, falso pepe, alberi di Giuda, olivastro e bignonie”.

“Alberi per il futuro” si inserisce nell’ambito della “Giornata Nazionale degli Alberi” che si celebra ogni 21 novembre. Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha già dato il proprio sostegno politico a questa iniziativa di volontariato ambientale aperta a tutti.

“Tale intervento, – dicono in coro dal Movimento 5 Stelle di Sciacca – intende dare al nostro territorio e a coloro che vivono quei luoghi un ambiente decoroso, caratterizzato da spazi verdi e da una migliore qualità dell’aria.

A supportare l’iniziativa anche le associazioni “Con i Piedi per Terra”, “Ritrovarsi” e il Comitato del quartiere Ferraro, con il patrocinio non oneroso del Comune di Sciacca e della Regione Siciliana.

L’appuntamento è per DOMENICA 18 NOVEMBRE alle ORE 10:30.

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Festa dell’Albero a Sciacca il prossimo 18 novembre

“ALBERI PER IL FUTURO – Chi pianta un albero mette radici nel futuro”

Il 18 Novembre anche Sciacca aderirà all’evento nazionale denominato “Festa dell’Albero”, un’iniziativa che ha l’intento di promuovere le politiche di riduzione delle emissioni, la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell’aria, la valorizzazione delle tradizioni legate all’albero e la vivibilità degli insediamenti urbani.

La Festa dell’Albero si inserisce nell’ambito della “Giornata Nazionale degli Alberi” che si celebra ogni 21 novembre, così come riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente con legge n.10 del 14 gennaio 2013.

Nell’ambito di tale iniziativa sarà valorizzato un sito di proprietà comunale, oggi incolto e abbandonato, ubicato nella contrada Ferraro e adiacente alla via Arciprete Giuseppe Vento, mediante la piantumazione di alberi, piante e la creazione di un percorso olfattivo.

Nello specifico l’evento prevede la piantumazione delle seguenti essenze: arancio amaro, pittosporo, ginestra, falso pepe, alloro, mirto, olivastro, e altre specie autoctone .

L’obiettivo è quello di provvedere a una sistemazione a verde dell’area a fine di riqualificarla, nelle more di una definitiva sistemazione coerente con le previsioni di piano e compatibilmente con gli investimenti disponibili.

Tale intervento intende dare al nostro territorio e a coloro che vivono quei luoghi un ambiente decoroso, caratterizzato da spazi verdi e da una migliore qualità dell’aria.

Il Movimento 5 Stelle di Sciacca organizzerà tale giornata con il supporto dell’associazione con i “Piedi per Terra”, dell’associazione culturale “>>>ritrovarsi”, del locale comitato di quartiere e con il patrocinio del Comune di Sciacca.

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Dissesto idrogeologico, Marinello e Mangiacavallo (M5S): Alcuni comuni dell’Agrigentino ammessi a finanziamento UE

“Tra i comuni ammessi a finanziamento UE per dissesto idrogeologico ce ne sono alcuni anche nell’Agrigentino, si tratta di Ravanusa, Porto Palo, Menfi e Lampedusa”. Lo comunica il senatore del Movimento 5 Stelle Rino Marinello dopo aver preso visione del DDG n. 393 del 27 giugno scorso, pubblicato dal Dipartimento regionale dell’ambiente, relativo all’Azione 5.1.1 A “Interventi di messa in sicurezza e per l’aumento della resilienza dei territori più esposti a rischio idrogeologico e di erosione costiera”. “Tra questi, come possiamo notare, – afferma Marinello – manca il comune di Sciacca, peraltro gravemente colpito anche dagli eventi alluvionali degli ultimi giorni. Scopriamo che Sciacca aveva il progetto pronto ma non lo ha mai presentato. Chiederemo le ragioni”. Sulla vicenda interviene anche il deputato 5 Stelle all’Ars Matteo Mangiacavallo: “I fondi europei – conclude il parlamentare – sono un’importantissima risorsa per la Sicilia. I nostri comuni dovrebbero investire maggiormente nella euro-progettazione in modo da riuscire ad intercettare questo fondi comunitari e spenderli per il territorio”.

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Il senatore Marinello (M5S) alla VII edizione del Blue Sea Land: “La plastica sta distruggendo le nostre coste e i nostri mari”

Mazara del Vallo, 7 ottobre 2018 – “Conosciamo molto bene le problematiche che vive il comparto dell’agricoltura, quello della marineria e i drammi legati all’inquinamento del mare”, lo dice il senatore del Movimento 5 Stelle Rino Marinello, intervenuto alla settima edizione del Blue Sea Land, l’Expo dei Cluster del Mediterraneo, dell’Africa e del Medio Oriente che si avvia alla chiusura con gli ultimi intervento in programma oggi a Mazara del Vallo.

“Ho parlato dell’impegno del Governo del Cambiamento – continua Marinello – per contrastare l’inquinamento ambientale, partendo dalla bonifica dei fondali e litorali delle nostre coste, un’attività che porto avanti da anni con un’associane ambientalista del mio territorio, quello di Sciacca. La plastica sta distruggendo le nostre coste, si stima che nei prossimi decenni nel mare potrebbero esserci più bottiglie di plastica che pesci”. Il senatore 5 Stelle parla anche di cooperazione nel Mediterraneo e sostegno dell’UE per quanto riguarda l’accoglienza migranti.

E Infine, tema infrastrutture, “sono indispensabili interventi in tutta Italia, anche nella nostra terra mancano infrastrutture primarie, le strade provinciali ormai ridotte a colabrodo richiedono interventi urgenti e bisogna avviare la immediatamente lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria per tutta la rete viaria nazionale. Insieme agli altri portavoce del Movimento 5 Stelle abbiamo consegnato numerosi report direttamente nelle mani del Ministro Toninelli, contenenti degli interventi da realizzare nel breve periodo”.

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Alessandria della Rocca, ieri attivisti e portavoce del M5S dell’Agrigentino hanno discusso di viabilità, sanità, ambiente e molto altro

Ieri e’ stata una bellissima giornata ad Alessandria della Rocca. Insieme ai portavoce e agli attivisti della provincia di Agrigento abbiamo parlato di viabilità, di sanità, di ambiente, di reddito di cittadinanza e molto altro ancora.

Proprio Alessandria della Rocca fa parte di un territorio dove le infrastrutture versano in una situazione disastrosa. Basti pensare alla strada che la collega a Ribera, a San Biagio Platani o a Cattolica Eraclea. Un territorio dove oltre al problema viabilità è grave anche l’assenza di un punto nascite, venuto meno due anni fa a causa del decreto Lorenzin.

La nostra provincia è stata per troppo tempo fanalino di coda nelle classifiche di vivibilità. Vogliamo invertire la marcia! Noi portavoce continueremo a lavorare senza sosta e a mantenere i contatti con il territorio e i Meetup.

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Emergenza randagismo, M5S Sciacca: esistono strumenti a disposizione di un Comune e l’Amministrazione non li usa

Esistono strumenti a disposizione di un Comune per arginare il problema e non comprendiamo perché la nostra Amministrazione non li voglia usare.

La strage di contrada Muciare, oltre alla gravità del fatto in sé, ha causato un grave danno d’immagine alla nostra città.

Cosa ha fatto quest’amministrazione per superare l’emergenza del randagismo a Sciacca? Sta aspettando che si verifichi un’altra strage Muciare per intervenire? Sta aspettando di finire nuovamente sulle cronache nazionali? Sta aspettando che un nuovo cittadino o turista sia aggredito per strada?

Riteniamo gravi le responsabilità di quest’Amministrazione che dopo quel drammatico evento continua a rimanere in silenzio e immobile.

Il 28 giugno c’è stato un incontro sul tema randagismo durante il quale l’Amministrazione prese l’impegno di intervenire nell’immediato per raggiungere un primo e importante obiettivo: la sterilizzazione di circa 200 cani sul territorio. Anche in questo caso, come ormai consuetudine per I’amministrazione Valenti, si tratta di impegni presi e mai rispettati.

Grazie al nostro deputato regionale Matteo Mangiacavallo siamo venuti in possesso di una nota inviata nel 2015 ai sindaci della provincia di Agrigento in cui si danno precise indicazioni ai Comuni: nei rifugi sanitari, come quello di Sciacca e Santa Margherita Belice, i cani sterilizzati dopo un periodo di osservazione pari a 17 giorni, possono essere reimmessi sul territorio.

Ovvero, se il rifugio sanitario funzionasse per come dovrebbe,sarebbe assicurato il turn-over e ci sarebbe sempre spazio per i cani da sterilizzare!

Crolla cosi la scusa dell’Amministrazione quando dichiara che non può procedere con la sterilizzazione dei cani perché non ci sono spazi disponibili. Lo spazio c’é, e la legge pure. Il decreto presidenziale 7/2007 parla chiaro affermando che il Sindaco può disporre la reimmissione dei cani randagi sul territorio di provenienza dopo la sterilizzazione.

Se da una parte l’Amministrazione non fa nulla per risolvere o arginare il problema del randagismo a Sciacca, dall’altra il Comune continua a pagare ogni anno circa 300.000€ ai canili per non risolvere il problema.

Ci chiediamo allora:

  • Qual è l’interesse dietro a tutto ciò?
  • Qual è la strategia di quest’amministrazione?
  • Perché, pur avendo gli strumenti, non si agisce? Come per esempio è stato fatto nel comune di Pedara?!

Ebbene, mentre il Sindaco Valenti dopo più di un anno di amministrazione s’interroga ancora sulla composizione della sua giunta, noi del M5S ci occupiamo di problemi e di fornire proposte concrete per risolverli, senza ulteriori perdite di tempo, per il bene della città.

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Sciacca, città delle zanzare! Chiediamo intervento immediato dell’Amministrazione

È notizia di ieri dell’intervento del deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo che consentirà la messa in funzione del sistema di disinfestazione contro le zanzare di cui è dotato l’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca, collaudato nel 2013 e poi subito, inspiegabilmente, spento.

Molti quartieri di Sciacca, nel frattempo, tra l’indignazione dei residenti e dei turisti che li frequentano, sono letteralmente invasi da questi simpatici insetti.

Ricordiamo, come se fosse ieri, l’intervento dell’ASP di Agrigento che sollecitava i sindaci, già dal mese di Marzo, a provvedere entro il successivo alla disinfestazione per colpire i cicli biologici dello sviluppo di microrganismi: primi fra tutti le larve della zanzara “Tigre” e quelle delle zanzare trasmettono il virus Zika.

A Sciacca le larve sono diventate un popolo di zanzare assetate di sangue. Da Marzo ad oggi, l’amministrazione comunale ha annunciato almeno due disinfestazioni che, se sono state eseguite a dovere, testimoniano che le zanzare saccensi hanno maggiore resistenza rispetto a quelle di altri paesi. Potrebbe essere l’occasione per invitare entomologi nella nostra città per studiarne il caso.

E’ innegabile che la presenza di numerose zanzare possa essere un servizio aggiuntivo, rispetto ai pochi che la nostra cittadina offre, ma noi, come sicuramente i tanti turisti che affollano Sciacca, ne vorremmo fare piacevolmente a meno.

Mettendo al bando l’ironia, che il sindaco provveda ad una “nuova” disinfestazione di una città amministrata più dalle zanzare che dalla Giunta Valenti, ponendo fine a questa intollerabile e vergognosa situazione.

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Un anno di ARO: nuovi quartieri discarica, mancata estensione del porta a porta e premialità perse. Adesso facciamo i conti!

E’ passato un anno dall’entrata in vigore del piano ARO. La percentuale della raccolta differenziata,  benché aumentata, oggi non raggiunge ancora la soglia del 65% che era prevista sin dal sesto mese di avvio del servizio, né a maggior ragione quella del 86% prevista a conclusione del primo anno.

Questo è un primo fallimento e purtroppo i nodi da sciogliere sono ancora tanti.

Partiamo dal fenomeno della nascita dei nuovi quartieri discarica. Con l’avvio parziale del porta a porta, alcune zone della città, dove invece il porta a porta non è partito, si sono trasformate in discariche a cielo aperto. Diverse le cause di questa situazione, una fra tutte la mancata consegna a domicilio dei mastelli, che, se fosse avvenuta, avrebbe permesso non solo di preparare tutti i cittadini a una corretta differenziata, ma avrebbe inoltre garantito più facilmente di scovare gli evasori della TARI, gli stessi che ora, pur di sfuggire ai controlli, non ritirano i mastelli e gettano l’immondizia dove ancora è possibile.

Ma a conclusione del primo anno di contratto è anche ora di fare i conti. Il tempo dell’attesa è terminato cari Sindaco Valenti e Assessore Mandracchia. E’ giunto finalmente il momento di mettere a conoscenza la città, vessata da un aumento della TARI dell’11%, di come questa Amministrazione intenda compensare un anno di mancanze delle ditte e di come intenda rivalersi su di esse per quegli oneri che abbiamo pagato per intero, anche in presenza di un servizio parziale.

Non basta! I cittadini vogliono anche sapere se il porta a porta verrà esteso come promesso. A sentire l’Assessore Mandracchia l’Amministrazione si sarebbe dovuta presto accordare con le ditte per mantenere il porta a porta in località non fornite dal servizio nel piano ARO, come la Foggia o San Marco.  Si tratterebbe di un baratto di servizi, operazione in cui in cambio del servizio porta a porta  dovremo rinunciare ad altri servizi ritenuti non fondamentali (da chi poi?).

Premesso che siamo assolutamente favorevoli al mantenimento del porta a porta nelle contrade che ormai da anni sono abituate alla differenziata, vogliamo però che l’Amministrazione informi il Consiglio con conti alla mano. Perché le domande sorgono spontanee. Chi ha deciso che per mantenere il porta a porta in alcune località dobbiamo rinunciare a dei servizi compresi nel piano ARO ed eventualmente chi decide quali? Davvero la raccolta porta a porta ha un costo maggiore rispetto a quella di prossimità e di quanto? Siamo sicuri che la raccolta con i mastelli costa di più dell’acquisto e della gestione di nuovi cassonetti che vanno lavati periodicamente e svuotati mediante dei costosissimi autocompattatori?

Ancora poche certezze dunque, tranne una: Sciacca è stata esclusa dalle sovvenzioni previste nella Finanziaria 2018 per i Comuni ricicloni. Vediamo se riusciremo nell’impresa il prossimo anno!

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Ambiente, allarme M5S: progetto Eni per ricerca di idrocarburi con esplosioni in mare tra Gela e Licata

Interpellanza dei deputati della Commissione ambiente all’Ars: “Musumeci non prosegua la svendita avviata da Crocetta. Il progetto Eni è disarmante, tra l’altro la Sicilia riceve meno di 300 mila euro l’anno di royalties, praticamente un piatto di lenticchie”.

“Esplosioni in mare per la ricerca di idrocarburi nel canale di Sicilia davanti alle coste tra Gela e Licata. Musumeci non prosegua la svendita della Sicilia ai petrolieri per un piatto di lenticchie e neghi le autorizzazioni”.

A dichiararlo sono i deputati della Commissione Ambiente del Movimento 5 Stelle all’Ars Giancarlo Cancelleri, Stefania Campo, Giovanni Di Caro, Nuccio Di Paola e Matteo Mangiacavallo, che avendo accolto l’appello di cittadini e dell’associazione Stoppa la Piattaforma con in testa l’ingegnere Mario Di Giovanna, hanno depositato interpellanza urgente con la quale si chiede al governo Musumeci se ha intenzione di opporsi all’istanza dell’Eni.

“La nuova istanza presentata dalla ENI Divisione Exploration & Production – spiegano i deputati – ha riattivato le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale lo scorso 29 novembre. Il programma dei lavori mette i brividi, si prevedono infatti l’acquisizione di circa 120 Kmq nel golfo di Licata e Gela di sismica 3D attraverso la tecnica dell’airgun, una serie di esplosioni in mare che hanno effetti devastanti nella delicata flora e fauna marina, ed una fase finale con la perforazione di un pozzo esplorativo, il tutto finalizzato alla ricerca di gas e petrolio in mare. Quest’ultima istanza è l’ultima di una lunga serie che a varia titolo sono state richieste ed in molti casi ottenute nel Canale di Sicilia, che rischiano in caso di incidente rilevante di distruggere l’ambiente e l’economia Siciliana.

A peggiorare il tutto – sottolineano i deputati – le ricadute economiche per la Regione Siciliana sono praticamente nulle, a titolo d’esempio le Royalty pagate alla nostra Regione per tutte le piattaforme attive nel canale di Sicilia nel 2017 sono ammontate a soli 296.347,75 euro, meno di 6 centesimi a Siciliano, per mettere a rischio di disastro ambientale un’intera Regione”.

“Con la nostra interpellanza – spiegano i deputati – chiediamo al Presidente Musumeci se, nei termini previsti dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale che scadevano lo scorso 3 febbraio, si è opposto a questo ennesimo progetto di ricerca e se più in generale vuole intraprendere un opposizione politica e legale contro lo sfruttamento petrolifero ed industriale del Canale di Sicilia oggetto di numerosissime istanze e permessi di ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare o se vuole come il passato presidente Crocetta, svendere il nostro mare e mettere a rischio il nostro ambiente e la nostra economia – concludono – per pochi centesimi di euro a siciliano”.

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