M5S: “600 mila poveri in Sicilia? Andrà ancora peggio. L’accordo sull’Iva Stato-Regione ci ‘ruba’ 800 milioni”

ll deputato 5 stelle Sergio Tancredi: “Le stime del Diste non ci sorprendono. Il governo Musumeci si è dimostrato in continuità con l’esecutivo Crocetta. L’atto firmato a dicembre è incostituzionale e va annullato, altrimenti sarà il disastro”.

“Le stime del Diste illustrate nel report Sicilia ci dicono che ci sono 600 mila poveri in Sicilia? Fa il paio con la recentissima notizia che dice che siamo la regione più povera d’Europa. Non ci meravigliamo, anzi, andrà sempre peggio. L’accordo Stato-Regione Siciliana sull’Iva firmato a dicembre dall’assessore Falcone ci farà perdere ulteriori 800 milioni rispetto all’anno scorso, spingendoci sempre di più verso il baratro. Da Crocetta a Musumeci non è cambiato assolutamente nulla”.

Il Movimento 5 stelle all’Ars alza la voce contro le scelte scellerate dell’esecutivo Musumeci che ‘sono assolutamente da rivedere’, se non si vuole assestare il colpo decisivo alla Sicilia”.

“La modifica del decreto attuativo sulla nostra autonomia finanziaria approvata a dicembre dal consiglio dei ministri determinerà un taglio netto dell’Iva attribuita alla Sicilia di oltre il 65 per cento e ci farà perdere 800 milioni l’anno, una cifra insostenibile per le casse asfittiche della Regione”.

“A nostro avviso, e con noi lo dicono illustri giuristi – afferma il deputato 5stelle Sergio Tancredi, componente della commissione Bilancio – l’accordo è incostituzionale, in quanto va contro lo Statuto siciliano, che è parte integrante della Costituzione. È paradossale, pertanto, che un accordo del genere prevalga sulla Costituzione. Il governo Musumeci deve assolutamente chiedere la nullità di tutti gli atti che vanno contro la Costituzione  e ridiscutere tutto quello che riguarda la materia fiscale nei rapporti tra governo centrale e Regione”.

“Mi stupisce – continua il deputato – che tutto ciò avvenga con un assessore al Bilancio come Armao, da sempre fustigatore di Baccei e che adesso replica pedissequamente la stessa strategia del suo predecessore, a danno della Sicilia. Sarebbe il caso che Musumeci non sottovalutasse la questione delle risorse perdute nei rapporti tra Stato e la Regione. Chieda ad Armao il conto economico dei crediti di spettanza costituzionale vantati dalla Sicilia nei confronti dello Stato: rimarrà allibito. Sono somme che potrebbero salvare la Sicilia”.

Share

Solidarietà al sindaco Francesca Valenti e all’assessore Paolo Mandracchia. Impegniamoci nella ricerca di soluzioni condivise

I consiglieri comunali Teresa Bilello e Alessandro Curreri, il deputato regionale Matteo Mangiacavallo, il candidato al Senato Rino Marinello e tutto il M5S di Sciacca esprimono la propria solidarietà nei confronti del sindaco Francesca Valenti e dell’assessore Paolo Mandracchia. Un gesto ignobile, dettato da inciviltà e ignoranza, che ha prodotto l’uccisione di decine di animali per avvelenamento non deve essere il pretesto per alimentare odio, rabbia e veleno. Anziché cercare capri espiatori, crediamo che l’unico modo perché barbari episodi del genere non si verifichino più sia individuare soluzioni condivise che possono maturare solo da un confronto costruttivo e collaborativo e mai dal rancore e dalle minacce. Auspichiamo che le autorità competenti facciano chiarezza al più presto su questo vile e crudele gesto che colpisce, insieme all’Amministrazione, tutta la città di Sciacca.

Share

La Corte dei Conti boccia gli ex amministratori e evidenzia una grave crisi di liquidità strutturale. L’Amministrazione Valenti si attivi per trovare soluzioni concrete

Venerdì 9 febbraio, nel corso della prossima seduta del Consiglio comunale, verranno analizzati e discussi il DUP e il bilancio di previsione 2017.

Tra i principi che ispirano la redazione del bilancio pubblico, secondo il Testo Unico degli Enti Locali, vi è quello dell’“equilibrio di bilancio”: ovvero il Comune deve rispettare in ogni fase un equilibrio contabile. E’ proprio su questo punto che riteniamo fondamentale fare chiarezza perché è giusto che i cittadini conoscano la grave situazione in cui versa il Comune di Sciacca.

Prima palese anomalia risiede nel fatto che, ancora una volta, ci ritroviamo ad approvare un bilancio di previsione l’anno successivo a quello di riferimento.

Secondo grave fatto da rendere noto alla città riguarda la lunga relazione pervenuta recentemente al Comune di Sciacca dalla Corte dei Conti, la quale, dopo aver esaminato il rendiconto del 2015 e il bilancio di previsione 2016-2018, boccia pesantemente l’operato dei nostri amministratori palesando la grave crisi di liquidità strutturale nella quale versa la nostra città. Secondo la Corte dei Conti, infatti, il Comune di Sciacca:

  • continua a fare anticipazioni di cassa sulle quali paghiamo gli interessi;
  • non riesce a riscuotere tributi; rispetto a quanto dichiarato in bilancio tra le somme evase riscuote meno del 20%;
  • non accantona le dovute somme per far fronte ai contenziosi;
  • ha dei residui attivi esagerati, ovvero, mette in bilancio somme che dice che riscuoterà ma poi non ci riesce;
  • ha troppi debiti fuori bilancio (somme da pagare non preventivate);
  • utilizza entrate straordinarie per chiudere il bilancio; secondo la Corte dei Conti questo non è più sostenibile.

Inoltre la Corte rileva che: “le criticità segnalate già da tempo non siano adeguatamente affrontate al fine di rimuovere le cause ed anzi appaiono essersi, in taluni casi, aggravate negli ultimi esercizi”. In conclusione la Corte dei conti : “…accerta la presenza di talune rilevanti irregolarità contabili e criticità di bilancio che, ove non tempestivamente rimossi, appaiono in grado di generare risultati di amministrazione non veritieri e non corrispondenti a quanto imposto dai vigenti principi contabili ovvero di mettere a repentaglio gli equilibri di bilancio e di incidere sulla sostenibilità finanziaria, in termini di cassa, del bilancio.

E’ evidente che lo stato in cui versano le casse comunali oggi non è da attribuire all’amministrazione attuale, ma è frutto di anni di cattiva gestione finanziaria della cosa pubblica. E pensare che sono proprio quelle parti politiche che accusano il M5S di incompetenza ad averci condotto in questo stato. Ma è anche vero che è l’amministrazione attuale ad avere oggi la responsabilità di mettere in atto soluzioni concrete e definitive per uscire dalla grave crisi finanziaria che attanaglia la nostra città.

D’altronde amministrare significa anche, e soprattutto, far quadrare i numeri. Se ciò non accade, se manca la programmazione per una corretta gestione finanziaria della cosa pubblica, si fanno scelte scellerate che non porteranno a nulla di buono. Prima o poi i nodi verranno al pettine e sarà ancora una volta il cittadino onesto a pagarne le conseguenze.

E questo non deve più accadere.

Share

Terme di Sciacca, il M5S non dimentica! Che fine hanno fatto il ‘ricongiungimento dei beni” e la “commissione speciale”?

Sono trascorsi più di 3 mesi dalla cerimonia in pompa magna per il cosiddetto “successo” dell’amministrazione che era riuscita, almeno così sembrava, a riottenere parte del patrimonio termale (grotte di San Calogero escluse). Il silenzio e l’immobilismo che hanno fatto seguito a quella festa pesano oggi come un grosso macigno sulla città di Sciacca.

Le Terme sono ancora chiuse, i beni non tutti trasferiti, del bando d’affidamento… non se ne parla neppure. Ancora una volta, l’impressione che si ha è che il metodo utilizzato sia stato sempre lo stesso: quello dei grandi slogan da campagna elettorale, per confondere e illudere il cittadino, salvo poi lasciare tutto per com’è.

Gia a luglio 2017 il M5S aveva avanzato una mozione per la costituzione di un tavolo tecnico/politico per la stesura di un business plan e delle linee guida per il bando di affidamento. La maggioranza bocció la mozione a favore di una commissione speciale politica. Ad oggi il risultato è che non è stato fatto alcun passo in avanti. La “commissione speciale” proposta dalla maggioranza non si è mai riunita e il discorso Terme è caduto ancora una volta nell’oblio.

Ma noi non dimentichiamo. Il nostro portavoce alla Regione due giorni fa ha ottenuto un grande risultato dopo un iter durato più di 3 anni. Grazie alla legge Mangiacavallo, infatti, la città di Sciacca può da oggi, con una semplice delibera del Consiglio Comunale, chiamarsi “Sciacca Terme”.

Ebbene, chiediamo al Sindaco Valenti di impegnarsi per aprirle queste Terme. Non ci interessano i festeggiamenti per discutibili “successi” politici in campagna elettorale. Da cittadini chiediamo risultati concreti e definitivi.

Chiediamo inoltre trasparenza e condivisione. Vogliamo capire a che punto siamo con l’iter che porta al ricongiungimento dei beni dalla Regione al Comune di Sciacca. Quanto manca ancora all’apertura degli impianti. Cosa è necessario perché ciò accada. Chi se ne sta occupando. Chi si sta occupando della stesura del bando di gestione.

La città ha bisogno di risposte, al Sindaco l’onore e l’onere di darle.

Share

L’Amministrazione comunale mantenga l’impegno preso e sostituisca rapidamente il tappeto del parco giochi della Perriera

Sono passati 110 giorni dalla proposta del M5S di ripristinare, a proprie spese, il tappetino del parco giochi alla Perriera con una soluzione sicura, rapida e a norma di legge. Tale proposta, supportata da un accurato progetto tecnico, fu snobbata e rifiutata dall’amministrazione per motivi ancora difficili da capire o, più che altro, da condividere.

Quale amministrazione infatti, già in grandi difficoltà finanziarie, rifiuterebbe mai la proposta di alcuni cittadini di intervenire a proprie spese su un problema che mette in pericolo l’incolumità dei nostri bambini? I vari schieramenti e interessi politici dovrebbero essere messi da parte quando si tratta di difendere la sicurezza delle nostre famiglie.

Ciononostante, quando l’amministrazione rifiutò la nostra proposta, accettammo tale decisione, pur non condividendola, senza suscitare alcuna polemica, poiché per noi l’obiettivo era comunque raggiunto: i nostri bambini avrebbero finalmente avuto un luogo al sicuro dove giocare.

Oggi però, ahinoi, siamo costretti a ritornare sull’argomento. E lo facciamo con una maggiore determinazione e amarezza. L’amministrazione non solo non ha permesso che risolvessimo a nostre spese e senza gravare sulle casse comunali un problema urgente che riguardava la salute e l’incolumità dei nostri bambini, ma non ha neanche mantenuto la promessa fatta permettendo che i nostri bambini continuino a giocare in uno spazio non sicuro, con un tappetino non a norma di legge e completamente distrutto per cui è facile inciampare e farsi del male.

L’impressione è che per discutibili motivi politici chi ci rimette ancora una volta sono le famiglie saccensi e, peggio ancora, i loro bambini. E questo non lo possiamo accettare. Chi fa politica non dovrebbe scherzare con la sicurezza dei nostri bambini.

Sollecitiamo pertanto l’amministrazione ad intervenire e a rispettare al più presto l’impegno preso nei confronti delle famiglie saccensi.

Share

Emergenza randagismo: cambia l’amministrazione ma il metodo rimane lo stesso


La città è in piena emergenza randagismo. Si susseguono notizie di cittadini aggrediti da branchi di cani che continuano a riprodursi e a muoversi indisturbati in tutto il territorio. In contrada Muciare, come sul monte San Calogero o nel quartiere Perriera sembra vi siano vere e proprie colonie di randagi che in pochi mesi sono cresciute grazie alle recenti cucciolate. In questa situazione c’è anche il concreto rischio che i cittadini esasperati inizino a compiere gesti ingiustificati nel tentativo di porre rimedio da sé ad un problema che ha assunto dimensioni molto preoccupanti.

Nonostante ciò il comune continua a destinare somme, circa €270.000 all’anno, pubblicando, come già avviene da diversi anni, il solito bando di gara per custodire e mantenere i 230 cani già ricoverati (17 in più rispetto all’anno precedente), senza investire nulla invece per prevenire il fenomeno del proliferare dei cani che rimangono sul territorio.

Per intenderci questo è lo stesso bando al quale vengono invitate e partecipano tutti gli anni le medesime ditte. Le stesse che poi se lo aggiudicano, le quali possono permettersi di applicare percentuali di ribasso irrisorie e dell’ordine dello 0,7%.

Questo modo di operare non ci convince affatto, così come non ci convince l’idea, proposta di recente dall’amministrazione, di investire ulteriori €100.000 euro per creare un canile di proprietà comunale da affidare poi a privati. Riteniamo infatti che i canili, soprattutto quelli tradizionali, vengano di fatto utilizzati per la raccolta e custodia dei cani abbandonati, quale conseguenza delle nascite indesiderate e diventino dei contenitori elastici sempre pronti ad espandersi al solo fine di “ammassare” i cani in grandi quantità.

L’approccio che va adottato secondo noi è differente e prevede il coinvolgimento di serie e accreditate associazioni animaliste e dei loro volontari in primis. C’è bastato contattarne alcune per comprendere che, stipulando delle opportune convenzioni è possibile ottenere risparmi annui consistenti con in più la possibilità di realizzare rifugi di ultima generazione che potrebbero essere ceduti GRATUITAMENTE a fine convenzione al comune. Ancora, queste associazioni potrebbero attivare delle campagne di affido dei cani sia in Sicilia che in UE, garantire assistenza ai possessori dei cani, controllare il territorio con i loro volontari sia per il randagismo canino che felino, occuparsi della sensibilizzazione della popolazione e dare una grossa mano nelle campagne di sterilizzazione.

Chiediamo il coinvolgimento delle associazioni, dunque, ma anche trasparenza. A nostro avviso infatti, vanno rese pubbliche e liberamente consultabili via web, le schede anagrafiche (complete di foto, razza, colore, sesso ed età) degli animali già custoditi nei canili oggetto dell’appalto. Questi dati, sono infatti in possesso dell’Ufficio Randagismo del nostro Comune e renderli pubblici sarebbe un forte segnale di trasparenza amministrativa oltre che agevolerebbe le adozioni da parte di quei cittadini che amano questi animali.

Infine ricordiamo all’amministrazione, considerata l’imminente discussione sul piano di alienazione e valorizzazione dei beni comunali, di individuare l’area destinata all’OASI DOG, ossia a quell’area (attrezzata con panchine, giochi per gli animali, cestini e distributori di sacchetti per le deiezioni) dedicata agli amici a quattro zampe e ai loro padroni e prevista nel piano ARO.

Il M5S rimane dunque aperto al confronto a fa un appello a questa amministrazione, alle altre forze politiche e a TUTTE le associazioni animaliste presenti nel territorio affinchè ci si possa riunire per individuare insieme le giuste soluzioni per la risoluzione di un problema annoso che mette in ansia i nostri concittadini.

Ancora una volta, coinvolgimento, partecipazione e trasparenza rappresentano per noi la ricetta per la risoluzione dei problemi.

Share

Istruzione, “la Regione azzera contributo a quattro Convitti”. Interpellanza M5S a Musumeci

La deputata regionale Stefania Campo: “Inaccettabile decapitazione finanziaria senza preavviso. L’esecutivo faccia marcia indietro”.

“Abbiamo appreso che lo scorso 22 novembre i quattro Convitti di Modica, Caltanissetta, Giarre e Sciacca sono stati esclusi dagli impegni di spesa per il funzionamento amministrativo e didattico delle Istituzioni Scolastiche funzionanti in Sicilia per l’anno scolastico 2017/2018. Una inaccettabile decapitazione finanziaria senza comunicazione preventiva”.

A dichiararlo è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, prima firmataria di una interpellanza del gruppo M5S e sottoscritta anche dal deputato Giorgio Assenza di Diventerà Bellissima. Un’interpellanza urgente al Presidente Musumeci, all’Assessore all’Istruzione Lagalla e all’Assessore all’Economia Armao, per conoscere le motivazioni che hanno condotto ad una simile sciagurata scelta e per chiedere conseguenzialmente il ripristino immediato del suddetto finanziamento.

“A fine novembre – spiega Campo – con un decreto del dirigente generale del dipartimento regionale dell’istruzione, tutto il personale dipendente e gli alunni stessi, ospiti dei Convitti, hanno, improvvisamente, scoperto di non poter più godere del contributo regionale. I Dirigenti Scolastici dei Convitti siciliani, fra l’altro, ci hanno espressamente confermato di non aver ricevuto nessuna comunicazione formale, né tantomeno sono stati contattati per un confronto istituzionale, da cui magari far sorgere orizzonti alternativi di auto-sostegno economico. Risulta evidente che avendolo saputo per tempo – continua Stefania Campo – i Dirigenti Scolastici si sarebbero adoperati per valutare coscienziosamente se offrire o meno il servizio per l’anno scolastico in corso”.

“Che sia questa la grandiosa prospettiva della Buona Scuola, tanto declamata dal fu presidente Renzi e dall’indimenticabile governatore Crocetta? – aggiunge il Deputato nisseno Nuccio Di Paola.

“Sarà necessario – aggiunge il deputato Matteo Mangiacavallo – aprire un confronto serio e ponderato sulle future prospettive di contribuzione da parte della Regione Siciliana, coinvolgendo in primo luogo le direzioni scolastiche dei Convitti”.

Share

Commissione Speciale Terme, il M5S di Sciacca sarà presente come componente semplice

Fonte della foto: corrieredisciacca.it

Ieri sera in Consiglio comunale, dopo quasi due mesi di attesa, è stata approvata l’istituzione della Commissione Speciale Terme. La proposta era stata già avanzata in conferenza dei capigruppo in sostituzione della mozione presentata dal M5S, che proponeva l’istituzione di un tavolo politico-tecnico che si sarebbe dovuto occupare della stesura del bando di gestione delle Terme di Sciacca e dei termini di affidamento. In quell’occasione il M5S rifiutò la proposta perché considerata non una concreta soluzione rivolta alla collaborazione tra le varie forze politiche e apertura alle forze sociali ma esclusivamente una perdita di tempo senza alcuna specifica finalità. Rimanendo coerente con le proprie idee, ieri il M5S, tramite i suoi portavoce Bilello e Curreri, ha espresso la sua contrarietà all’istituzione della commissione speciale. Tuttavia, essendo passata la proposta, il M5S ha ritenuto di dover farne parte per osservarne le modalità di lavoro, ma soprattutto per valutarne l’operato. La presidenza della predetta Commissione spettava all’opposizione, ma per coerenza il M5S ha rinunciato a qualsiasi carica al suo interno e ne farà parte come semplice componente.

Share

Diretta streaming della seduta odierna del Consiglio Comunale di Sciacca

In assenza della diretta televisiva, lo scorso 11 dicembre i nostri portavoce Bilello e Curreri hanno chiesto ed ottenuto dal Presidente del Consiglio Comunale l’autorizzazione per effettuare la diretta streaming dell’odierno civico consesso.

Il live video sara’ trasmesso via Facebook sulla pagina del M5S Sciacca: https://www.facebook.com/moVimento5stellesciacca/

Share

ACQUA PUBBLICA SENZA SE E SENZA (GIRGENTI ACQUE) SPA

Prendiamo spunto dall’editoriale di Filippo Cardinale dal titolo “Poca acqua e tanta demagogia. Ma anche tanta confusione”, pubblicato sul CorrierediSciacca.it per fare opportuna chiarezza.

Alcuni giorni addietro abbiamo proposto al Sindaco di “requisire i pozzi e le condutture alla Girgenti Acque”. Precisiamo che sappiamo benissimo che “i Comuni con la Girgenti Acque non hanno un rapporto contrattuale”, ma sappiamo altrettanto bene che il Comune di Sciacca è rimasto, per legge, proprietario delle reti idriche, dei pozzi e delle strutture presenti sul proprio territorio. Il Comune ne ha solamente affidato le sorti alla Girgenti Acque Spa, nel lontano 2007, sottoscrivendo apposito verbale col gestore. Il sindaco dunque, come già accaduto in altri Comuni d’Italia, può emettere, in virtù dell’art. 54 comma 4 del D.Lvo 267/2000 (Testo unico degli Enti Locali), apposita ordinanza di requisizione in uso per grave necessità pubblica ed urgenza al fine di garantire l’indispensabile approvvigionamento idrico alla città. E’ la stessa legge che prevede che il sindaco, quale ufficiale di Governo, possa adottare con atto motivato provvedimenti, (anche) contingenti e urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana. E di questo stiamo parlando, senza colpire “l’immaginario collettivo, o almeno in quello che assorbe senza fare un minimo di riflessione”. La gente è stufa, è stanca, di sentir parlare senza vedere agire.

Non abbiamo avanzato dunque “proposte inapplicabili” che tendono ad ”alzare le aspettative”. E non è nostra intenzione aizzare “i cittadini contro le istituzioni, immaginando che un sindaco tutto può, e se non lo fa alimenta sospetti”. Siamo vicini al sindaco e apprezziamo quanto sta facendo, tra mille sollecitazioni, incluse le nostre, giusto in questi giorni. Non abbiamo bisogno di alzare “la tensione con ingredienti che poi sfuggono dal controllo” perché basta girare tra la gente per rendersi conto che quel limite è stato già superato. Abbiamo finanche calmierato gli animi di chi voleva protestare vivamente e il “linciaggio”, che abbiamo sempre condannato, si è già rischiato più volte in questi anni, come reazione ai comportamenti di un gestore che procedeva all’emissione di fatture pazze, di distacchi idrici e fognari, di somministrazione di acqua non potabile ma fatta pagare come tale.

Alla domanda su “come immaginiamo “di dare copertura finanziaria alle eventuali ordinanze di requisizione della rete idrica e degli acquedotti” se “da domani il sindaco” ordinasse davvero “la requisizione degli impianti e da domani stesso dovesse essere il Comune a garantire il servizio e sostenere i costi”, rispondiamo con quanto è sotto gli occhi di tutti. La gestione di Girgenti Acque è la dimostrazione che anche un Comune, come quello di Sciacca, che non ha mai gestito il servizio idrico, può riuscire a farlo, basta soltanto dargli il tempo necessario per organizzarsi. Non siamo di fronte ad incapaci, anche perché Sciacca si sostituiva all’EAS nelle manutenzioni della rete idrica, gestiva integralmente le sorgenti e gran parte dei serbatoi comunali e, laddove necessario, può benissimo imparare dai vicini di casa di Menfi, copiando proprio come fanno i cinesi.

E’ giusto ricordare che la mancanza di acqua a Sciacca non è il frutto di una “iattura” o di “una serie” di tragici “accadimenti” ma il frutto di scelte aziendali, nonché politiche, consapevoli. Semmai il gestore tentasse di arrampicarsi sugli specchi della rete colabrodo saccense dovrebbe spiegarci come mai non ha proceduto ad investire denaro su quella rete, in questi dieci lunghi anni durante i quali abbiamo avuto la sfortuna di conoscerlo. La “mancanza di finanziamenti”, non solo per le colpe di una Regione ultima in Italia, è la rappresentazione di uno dei tanti inadempimenti di un gestore che poco o nulla ha fatto per farsi apprezzare dall’utenza, che ha potuto, con la complicità di chi doveva controllare e non lo ha fatto, gestire le risorse idriche non ottemperando agli obblighi descritti nella convezione. Tra quelli più gravi, potenziali oggetto di applicazione della clausola risolutiva espressa, vi era il funzionamento dei depuratori, e tra quelli quotidiani, vi è il ripristino a regola d’arte delle vie della città, a seguito delle continue manutenzioni. Non lamentiamoci, poi, se “non c’è una strada che non sia dissestata, spesso pericolosa per le profonde buche” se chi doveva rimetterle a posto non lo ha fatto.

Non sappiamo quanto “l’ATI (Assemblea Territoriale Idrica), su pressioni di alcuni sindaci”, stia realmente “percorrendo la via della risoluzione contrattuale con la Girgenti Acque” anche se ci auguriamo che dopo anni di chiacchiere si possa finalmente passare ai fatti. Non crediamo affatto che, se ci sarà la concreta volontà di mettere fine a questa annosa vicenda, il “percorso richiederà tanti anni”, proprio perché esiste una clausola risolutiva espressa nel contratto che attende d’essere applicata. E, se le promesse stavolta saranno mantenute, non prevediamo nessuna “lunga e tortuosa lite giudiziaria” che possa “costare tantissimo ai contribuenti”. I cittadini ne hanno subite talmente tante che la Girgenti Acque rischia finanche di pagare i danni se conteggiamo le penali da ambo le parti.

Siamo d’accordo che “demagogia è battersi per l’acqua pubblica e poi gridare allo scandalo se l’acqua di un Comune viene messa a disposizione di un altro Comune a secco perché privo di pozzi” perché, innanzitutto, noi del M5S abbiamo finanche scritto in una legge il principio di solidarietà tra Comuni che hanno l’acqua e tra quelli che non ne hanno. Ma non siamo fessi. Per cui se dovesse venir fuori che il gestore, anziché prendere l’acqua dai pozzi dove la paga più cara, avesse deciso di rifornirsi dai nostri, ben più lontani dai Comuni rimasti a secco, perché l’acqua non la paga e trova così il modo di ripianare parte dei suoi debiti verso i fornitori, ma arrecando disservizi ai nostri concittadini, noi ci incavoleremmo e anche di brutto.

Che gli organi preposti, nel frattempo, accertino la situazione e facciano chiarezza, fornendo le giuste risposte ai cittadini, tenuti sempre all’oscuro di tutto. Noi del M5S staremo sempre dalla parte di questi ultimi e dalla parte degli ultimi, e saremo “populisti” con grande onore, mentre accanto a noi si esibiranno in sfilate grottesche i novelli paladini dell’acqua pubblica che mai, in questi anni di battaglie, tra il referendum, le raccolte di firme, le manifestazioni e le conferenze varie, abbiamo visto spendersi o pronunciarsi. Speriamo che il tempo dei banchetti a base d’acqua stia finalmente per finire.

Share