TAVOLO POLITICO-TECNICO BOCCIATO DALLA MAGGIORANZA SULLA SCELTA DEI TECNICI, MA I TECNICI SI PROPONGONO SPONTANEAMENTE!

La nostra proposta di istituire un tavolo politico-tecnico non ha convinto la maggioranza che sin da subito ha voluto vedere, nella scelta dei tecnici che avrebbero dovuto farne parte, solamente un problema piuttosto che un’opportunità di coinvolgimento della società civile e di quelle competenze necessarie per il raggiungimento di scelte sagge e condivise.

Tuttavia è sicuro che la proposta 5 stelle ha raggiunto la sensibilità di alcuni noti professionisti saccensi che in forma spontanea in questi giorni hanno dato la disponibilità per effettuare in maniera gratuita quel lavoro di analisi e studio preliminare che il M5S aveva individuato come fondamentale per la riapertura e il rilancio dei beni termali chiusi ormai da ben 3 anni.

Dunque da un lato abbiamo una maggioranza sorda, che in continuità con la politica portata avanti in questi anni dai propri colleghi alla Regione, antepone gli interessi dei partiti a quelli dei cittadini e propone come soluzione una commissione speciale assolutamente inconcludente, senza obiettivi precisi, utile a buttare fumo negli occhi.

Dall’altro lato, con la proposta di un tavolo di lavoro avente carattere decisionale perché presieduto dal Sindaco e chiaramente orientato al raggiungimento di obiettivi concreti, ci sono il M5S e la società civile che, con una visione comune, vedono nella partecipazione e nel coinvolgimento delle giuste competenze tecniche e politiche la soluzione per risollevare le Terme e la città tutta.

Lasciamo ai nostri concittadini il compito di trarre le dovute conclusioni.

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TERME DI SCIACCA – M5S: “BOCCIATA LA NOSTRA MOZIONE. AMMINISTRAZIONE E MAGGIORANZA SCELGONO LA POLITICA INVECE CHE I CITTADINI”

Ieri è stata discussa e bocciata la mozione del gruppo consiliare del M5S di Sciacca che puntava all’istituzione di un tavolo tecnico-politico per discutere e risolvere la questione “Terme”, dalla stesura del bando ai termini di affidamento e gestione. Si sarebbe trattato di un tavolo decisionale che avrebbe visto la presenza di tecnici incaricati alla redazione della manifestazione di interesse pubblico, dei cittadini, ovvero della società civile e delle associazioni, e infine dell’amministrazione, nelle persone del sindaco e dell’assessore al ramo. Il sindaco avrebbe dovuto presiedere il tavolo, assumersi le responsabilità declamate in campagna elettorale ed effettuare le scelte alla luce del sole e in piena trasparenza, davanti alla cittadinanza.

La nostra proposta però non è piaciuta al Sindaco e alla sua maggioranza che, aggrappandosi alla scusa che “il metodo di selezione dei tecnici non era precisato”, hanno scelto di proseguire con l’idea, ancora parecchio vaga, di costituire una commissione di studio, formata da soli consiglieri comunali (scelti come e sulla base di quali competenze nel settore non è dato sapere), senza alcun potere decisionale e pertanto non produttiva. La maggioranza sceglie la melina e l’Amministrazione sceglie di non assumersi le proprie responsabilità.

Prendiamo atto che anche stavolta la politica viene preferita ai cittadini. Vigileremo perché non abbiamo più tempo da perdere e vogliamo le Terme aperte e subito, perché non vogliamo passare da una politica regionale, distratta, improvvisata e inconcludente ad una politica locale priva di idee e per giunta confuse.

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Chiediamo di sostituire il tappetino del parco giochi del museo del Carnevale

Nei giorni scorsi un gruppo di attivisti insieme ai nostri portavoce al consiglio comunale, Alessandro Curreri e Teresa Bilello e al portavoce alla regione Matteo Mangiacavallo, ha potuto constatare il particolare stato di degrado e abbandono in cui versa l’area giochi per bambini presente all’interno del museo del Carnevale della Perriera. In particolare si è rilevato lo stato di precarietà del tappetino sopra il quale sono installati i giochi che pur si presentano in buono stato.
Il tutto è documentato dalle immagini seguenti.

Il parco giochi del Museo del Carnevale è l’unico parco giochi presente all’interno del territorio comunale, rappresentando così un importante spazio di aggregazione per i più piccoli e per i loro genitori.

In virtù di ciò Il Movimento 5 Stelle intende rendere nuovamente fruibile tale parco sostituendo a
proprie spese il tappetino attualmente danneggiato.

E’ per tale motivo che oggi i nostri portavoce hanno presentato una richiesta al sindaco Valenti e agli assessori Alongi e Settecasi per autorizzare  il Movimento 5 Stelle di Sciacca ad effettuare l’intervento di sostituzione del tappetino di cui sopra senza gravare sulle casse comunali.

Attendiamo adesso fiduciosi la risposta dell’amministrazione.

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LETTERA APERTA ALLA SINDACA DI SCIACCA FRANCESCA VALENTI SULLA VICENDA TERME DI SCIACCA

Molti dubbi, poche certezze e, soprattutto, l’ombra che l’improvvisazione con la quale il governo Crocetta ha gestito tutta la questione “Terme di Sciacca” possa transitare, insieme ai beni in concessione, all’amministrazione comunale saccense. Ovviamente ci auguriamo di no, ma le dichiarazioni sull’argomento della nostra prima cittadina non ci lasciano ben sperare e l’assenza di programmazione sul futuro della gestione non sono un buon segnale. I cittadini sono stanchi dei giochi di certi politicanti e vogliono conoscere la verità.

Pochi giorni fa, a Palermo, è stato sottoscritto un atto davanti al Notaio tra Terme di Sciacca Spa e Regione Siciliana per la restituzione dell’usufrutto residuo e il ricongiungimento dei beni, tra i quali però non risultano annoverati alcuni elementi pregiati, tra i quali le stufe di San Calogero. Pertanto, ammesso che la Regione abbia l’intenzione di concedere al Comune di Sciacca anche le stufe, si dovrebbero attendere circa due mesi, tempo necessario per l’accatastamento degli immobili mancanti, per poi redigere un nuovo inverosimile atto notarile tra Terme di Sciacca Spa e Amministrazione regionale.

La verità è che il governo Crocetta, l’amministrazione Valenti e la maggioranza che la sostiene non possono lasciar trascorrere questi due mesi di attesa per un motivo ben preciso. Il 5 Novembre si svolgeranno le elezioni regionali e il testimone passerà al nuovo governo e, nel caso di attesa, la giunta Crocetta, l’amministrazione Valenti e i partiti che le sostengono non potranno intestarsi la concessione di parte dei beni termali al Comune di Sciacca come risultato da potersi vendere in campagna elettorale.

E’ questa la verità che bisogna dire ai saccensi. La sindaca non ha nulla da attendere, come invece dichiara. Le stufe non faranno parte della concessione tra Regione Siciliana e Comune di Sciacca perché la volontà dei partiti, ancora una volta, prevale su quella dei cittadini.

Noi del M5S, in linea di continuità con quanto hanno fatto i nostri rappresentanti all’Assemblea Regionale Siciliana, Matteo Mangiacavallo in primis, durante questi 5 anni fallimentari di governo Crocetta, lotteremo affinché anche i beni termali, che rimarranno esclusi dalla concessione per “esigenze elettorali” dei partiti di maggioranza che sostengono Crocetta e Valenti, possano essere inclusi all’insediamento del nuovo governo regionale per diventare parte integrante di un’offerta che oggi si presenta tristemente e incredibilmente monca.

Intanto, oggi, il M5S di Sciacca, con la speranza di ottenere risposte basate integralmente su verità, sincerità e trasparenza, chiede al Sindaco di Sciacca, Prof.ssa Francesca Valenti, quanto segue:

  • se ritiene opportuno comunicare, per necessaria trasparenza nei confronti dei cittadini che ricordano ancora lo slogan elettorale “con me il sindaco sei tu”, quali saranno i termini della concessione che il Comune di Sciacca sottoscriverà con la Regione Siciliana nei prossimi giorni;
  • se non ritiene alquanto improbabile avere fede nelle dichiarazioni in salsa elettorale dell’assessore regionale Baccei sulla riapertura delle Terme di Sciacca prima della prossima estate, visto che le stufe rimarranno sicuramente chiuse, che gli impianti dello stabilimento termale richiedono investimenti per una seria manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • se ha idea di come ottenere le risorse economiche necessarie per la gestione e la manutenzione degli impianti del complesso termale;
  • se non ritiene inoltre inopportuno festeggiare in pompa magna, come peraltro già ha annunciato, la firma della concessione di solo una parte dei beni termali dato che il pezzo più pregiato, le stufe di San Calogero, non ne farà parte e riaprire il solo albergo delle Terme con piscina annessa non vorrà dire “riaprire le Terme”.

Il M5S di Sciacca

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Imposta di soggiorno: il M5S chiede all’Amministrazione come intende spenderla e quale sia la sua “vision” della città

Con l’approssimarsi della terza scadenza per il versamento dell’imposta di soggiorno, prevista per ottobre, il M5S intende riaprire il dibattito su un tema di capitale importanza per la città che è stato al centro, più di altri, della recente campagna elettorale a Sciacca e sul quale anche l’attuale amministrazione si è più volte espressa: l’imposta di soggiorno.

Premesso che per legge lo scopo del gettito derivante dall’imposta di soggiorno è quello di “finanziare interventi a sostegno delle strutture ricettive, interventi di manutenzione, fruizione di beni culturali ed ambientali nonché dei relativi servizi pubblici locali” è d’obbligo evidenziare che, nell’ultimo bilancio, rispetto al gettito totale dell’imposta, pari a 656.000 euro, 302.000 euro ossia una quota pari al 46% del totale, sono stati impegnati soltanto nel finanziamento del Carnevale trascurando tanti, tantissimi, aspetti degni di attenzione, connessi al turismo.

Il M5S ha più volte manifestato di essere assolutamente favorevole alla realizzazione di un evento come il Carnevale di Sciacca ma la manifestazione, tuttavia, non può gravare per tali importi sulle casse comunali specialmente se si considera che 302.000 euro è la solo parte di costo gravante sull’imposta di soggiorno mentre l’evento nel suo complesso ha avuto un costo addirittura superiore, di circa 377.000 euro.

A fronte di ciò il bilancio previsionale 2017 dell’imposta di soggiorno, redatto in base al rendiconto del 2016, destina alla cultura appena 5.000 euro e solo 2.000 euro alle manifestazioni sportive mentre restano fuori tutta una serie di servizi connessi al turismo, al decoro ed alla fruibilità della città, del suo patrimonio artistico-monumentale e ceramico che sono assolutamente imprescindibili per una città che voglia definirsi turistica o comunque ambire ad esserlo.

Ci chiediamo quindi quale sia la vision dell’amministrazione Valenti su questo fronte: operare in continuità con il passato oppure imboccare la strada del cambiamento, attraverso una pianificazione diversificata, lungimirante e partecipata del gettito dell’imposta, rispettando quanto detto in campagna elettorale? Quale è la politica di sviluppo turistico che questa amministrazione vuole portare avanti? Che ruolo e che peso avrà il Carnevale nell’impegno di spesa di questa imposta, cruciale per lo sviluppo economico della città?

Inoltre, poiché la scelta della destinazione di spesa dell’imposta è condizionata per legge alla concertazione ed alla consultazione delle “associazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive”, ci chiediamo se l’amministrazione Valenti abbia provveduto a convocare ed ascoltare gli operatori del settore e in che modo intenda gestire nel tempo il dialogo con gli stessi.

Con la conversione in legge del decreto 24 aprile 2017 n. 50, l’imposta di soggiorno è stata inoltre esclusa dal novero dei tributi sottoposti al blocco degli aumenti. Ci chiediamo, dal momento che questa amministrazione ha reso noto di voler aumentare la tariffa, se abbia sul punto raccolto i pareri degli operatori di settore.

Ci pare appena il caso di ricordare, infine, che gli interventi finanziabili con il gettito dell’imposta di soggiorno vanno previsti nel bilancio di previsione del Comune in materia di turismo e che dunque ne seguono le sorti e i tempi.

 

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TERME DI SCIACCA – A BREVE IL PASSAGGIO TRA REGIONE E COMUNE? MANGIACAVALLO (M5S): “NESSUNO PARLI DI VITTORIA FINCHÉ LE TERME NON SARANNO RIAPERTE”

Le Terme di Sciacca sono l’argomento caldo di questi giorni. Se n’è parlato durante la campagna elettorale delle amministrative e se ne parlerà ancora, anche perché a breve dovrebbe avvenire il processo di riunificazione del patrimonio termale presso la Regione Siciliana e successivamente la concessione dei beni al Comune di Sciacca. Il condizionale è d’obbligo quando si parla di governo Crocetta. Se ne parlerà anche in Consiglio comunale dove sarà discussa una mozione presentata dal M5S di Sciacca che punta all’istituzione di un tavolo tecnico-politico per arrivare, in tempi brevi, alla stesura di un bando per l’affidamento della gestione. Sulla questione interviene anche il deputato regionale Matteo Mangiacavallo.

Ho sentito i funzionari della Regione che dicono di avere tutto pronto – dichiara Mangiacavallo – anche se, a mio avviso, prima di chiudere la partita del ricongiungimento dei beni termali, ci sono diverse carte da mettere a posto, soprattutto se si vogliono fare le cose per bene. Ho l’impressione che l’Amministrazione regionale, che ha visto sempre le Terme di Sciacca come un problema e mai come una risorsa e che le ha chiuse a Marzo 2015, ora se ne voglia liberare per intestarsi un tanto ridicolo quanto squallido risultato politico.

I cittadini di Sciacca non si fanno prendere in giro – continua il deputato saccense – e sanno benissimo che questo passaggio, per il quale ho lavorato anch’io da anni, non sarà quello conclusivo. Se la Regione dovesse tener fede, per una volta, ai tempi che si è data, sarà una “palla avvelenata” che Baccei lancerà dritta al Comune. Ma il Comune è pronto a gestire le sorti del patrimonio termale? Non si sa. Noi del M5S abbiamo presentato una proposta che segna un percorso che può essere portato avanti e che speriamo possa essere votata in Consiglio comunale. Nel frattempo nessuno gridi vittoria finché le Terme non saranno riaperte”.

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L’Amministrazione si attivi sin d’ora per prevenire possibili danni causati da piogge e alluvioni

Abbiamo imparato che ogni anno, con l’avvicinarsi dell’autunno, si presentano eventi atmosferici avversi caratterizzati da temporali e abbondanti precipitazioni che possono causare danni ingenti a diverse strutture pubbliche e private. Ricordiamo in particolare la violenta alluvione che lo scorso 25 novembre ha devastato il nostro territorio causando, oltre che danni alle cose, anche un morto e diversi feriti. Di certo non possiamo rimanere inerti aspettando le prossime piogge. Abbiamo imparato sulla nostra pelle che il cattivo funzionamento delle caditoie stradali, non manutenute, può causare allagamenti e fenomeni di ruscellamento con conseguenti danni per persone e cose e che l’ostruzione dei sifoni di scarico può provocare, in caso di notevoli precipitazioni, anche disagi di tipo igienico-sanitario.

Sappiamo che la pulizia delle caditoie stradali e delle condotte fognarie pubbliche è uno dei tanti servizi previsti dal piano ARO che dunque deve essere garantito dalla ditta affidataria. Sappiamo anche che è necessario mettere in atto tutti quegli interventi strutturali e non strutturali atti a mitigare il rischio idrogeologico che comprendano sia opere di ingegneria (pianificazione territoriale, interventi strutturali di messa in sicurezza dei centri abitati e delle infrastrutture, etc.) che opere di manutenzione del territorio (come la pulizia di valloni), piani di emergenza, attività conoscitive (valutazioni della pericolosità e del rischio da frana), piani di comunicazione e diffusione delle informazioni ai cittadini e quant’altro.

Per questo motivo noi del M5S, tramite i nostri portavoce, abbiamo presentato un’interrogazione al fine di sollecitare l’Amministrazione ad operare sia programmando nel medio periodo i dovuti interventi strutturali per ridurre i rischi idrogeologici sia mettendo in atto sin da subito gli interventi manutentivi necessari a dare ai cittadini saccensi la giusta tranquillità secondo un principio di prevenzione dei rischi, piuttosto che dover poi dover rimediare con somme ingenti a danni talvolta irreparabili.

L’Amministrazione pertanto non attenda oltre.

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ARO, molto cARO e poco chiARO

Mentre l’emergenza rifiuti grava come un pesante macigno sulla nostra città, in un’estate calda, afosa, nel pieno dell’alta stagione, con le vie del centro che pullulano di visitatori e turisti, con un’amministrazione che affannosamente cerca risposte e soluzioni all’esterno, ovvero da un governo regionale PD che pur ha un grosso margine di responsabilità nella vicenda rifiuti, c’è una grande e sconcertante verità di cui nessuno parla e che i cittadini devono sapere: non è stato stipulato alcun contratto tra il Comune di Sciacca e l’impresa aggiudicataria del servizio ARO.

Ebbene sì, la città deve sapere che, pur essendo trascorsi ben oltre sei mesi dall’aggiudicazione definitiva del servizio ARO all’ATI – SEA Servizi Ecologici Ambientali Srl e Bono SLP Srl (Determinazione dirigenziale N. 08 Del 09/01/ 2017 del 3° SETTORE UFFICIO ECOLOGIA URBANA), ad oggi non c’è alcuna traccia della stipula del contratto. Eppure si tratta di un appalto della “modica” cifra di 24.529.671,03€ che impegna il Comune di Sciacca e quindi i suoi cittadini a versare quasi 3.5 milioni di euro all’anno per sette anni. Si tratta dei denari di onesti cittadini saccensi che non possono essere tenuti all’oscuro di ciò che accade e per quale servizio stanno pagando, considerati gli innumerevoli disagi e disservizi cui abbiamo assistito negli ultimi mesi.

E’ legittimo allora chiedersi:

  • perché tenere i cittadini all’oscuro di questa sconcertante verità, cosa è successo?
  • perché, nonostante siano abbondantemente scaduti i tempi previsti dalla legge, il contratto non è stato ancora firmato?

Secondo quanto appreso dall’esame della documentazione agli atti e direttamente dagli uffici comunali, non potendo, per motivi ancora ignoti alla città, procedere con la firma del contratto, il Comune ha voluto scongiurare il pericolo di un’emergenza sanitaria affidando a maggio alla stessa ditta aggiudicataria dell’appalto (Determinazione dirigenziale N. 189 Del 04/05/ 2017del 3° SETTORE UFFICIO ECOLOGIA URBANA), in via d’urgenza, il servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani differenziati e indifferenziati compresi quelli assimilati e altri servizi di igiene pubblica nel territorio del Comune di Sciacca.

Ci chiediamo allora:

  • perché la precedente amministrazione non ha provveduto nel maggio 2017 direttamente, e come previsto dalla legge, alla stipula del contratto invece di ricorrere ad un affidamento in via d’urgenza?
  • quali sono i servizi che la ditta con l’affidamento in via d’urgenza è tenuta ad erogare tra quelli proposti nell’offerta tecnica e previsti nel Capitolato Speciale d’Appalto?
  • in mancanza del contratto, com’è garantito oggi il servizio alla città e chi vigila sulla sua corretta applicazione?
  • e soprattutto, quale prezzo stanno pagando i cittadini saccensi?

Altra cosa che alla maggior parte dei cittadini sarà sfuggito o avranno dimenticato è che il Comitato civico per la trasparenza dei costi per la raccolta dei rifiuti ha presentato nei confronti del Comune un ricorso di merito, ancora pendente al TAR, per l’annullamento della delibera del 15 marzo 2016 con la quale il Consiglio comunale approvava il Piano ARO evidenziando numerose e palesi contraddittorietà, illogicità e incoerenze al suo interno. Tali criticità, e possibilmente altre ancora, furono rilevate dagli stessi 13 consiglieri dell’ex minoranza, tra cui diversi presenti ancora nell’attuale amministrazione, che votarono contro quella delibera nel consiglio del 15 marzo 2016.

In questa vicenda il Movimento 5 Stelle reclama assoluta trasparenza e chiede all’attuale Amministrazione, ora che la minoranza è diventata maggioranza, un immediato chiarimento dei dubbi e delle contraddizioni legate al corretto avvio del servizio, nonché la risoluzione delle criticità evidenziate per il bene della città e dei suoi cittadini.

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La proposta sulla ZTL del M5S Sciacca

Leggi lo studio preliminare del M5S sulla ZTL nel centro storico di Sciacca

Il M5S intende intervenire con concretezza e metodo su un argomento di grande importanza per una città, come Sciacca, che vuole puntare sul turismo: la definizione e la regolamentazione di una zona a traffico limitato.

La ZTL dev’essere vista, prima di tutto, come una scelta culturale per limitare i danni dell’inquinamento atmosferico, salvaguardare il centro storico e renderlo più fruibile a saccensi e turisti. Si tratta di un progetto che non può essere improvvisato o approcciato per tentativi come fatto fino ad oggi.

Per venire incontro alle esigenze di commercianti, residenti, turisti e visitatori in generale, non è possibile individuare come soluzione del problema la semplice chiusura al traffico per fasce orarie, ma va predisposto un insieme di azioni coordinate che conducano tutte verso l’obiettivo finale: l’istituzione di una ZTL che sia un vantaggio per la città e non più un “problema”.

Il nostro tavolo di lavoro si è pertanto riunito in queste settimane insieme a tecnici e alcuni commercianti del centro storico ed ha eseguito un approfondito studio sulla tematica ZTL, valutato diverse soluzioni, elaborato proposte concrete e soprattutto un’adeguata metodologia di applicazione di queste per non creare disagi alla città.

La proposta del M5S nei riguardi della ZTL si può riassumere nei seguenti punti:

  1. Suggeriamo all’Amministrazione la creazione di un “tavolo di confronto ZTL” costituito dalla giusta rappresentanza di forze dell’ordine, residenti, commercianti le cui esigenze devono essere ascoltate e prese in considerazione al fine di trovare una soluzione condivisa e negli interessi di tutti.
  2. Mettiamo a disposizione del tavolo di confronto un documento contenente:
    • uno studio sui servizi a corredo della ZTL che vanno previsti al fine di garantire il successo del progetto (individuazione aree nuovi parcheggi, pass residenti, istituzione di nuovi collegamenti con mezzi pubblici…);
    • una metodologia da seguire per l’attivazione graduale della ZTL. (Una ZTL che racchiuda l’intero centro storico attivata prima ancora che si riesca ad offrire ai cittadini tutti i servizi a corredo, creerebbe un disservizio tale da generare caos tra residenti, commercianti e visitatori del centro storico. Indichiamo e illustriamo, pertanto, un metodo di intervento per step successivi);
    • L’individuazione di un’area del centro minimale da trasformare in ZTL permanente che possa essere da punto di partenza per un’estensione futura a tutto il centro storico.

Le nostre proposte sono state raccolte e pubblicate sul nostro sito www.sciacca5stelle.it. Trattandosi di un documento aperto a modifiche e/o integrazioni, chiediamo ai cittadini di partecipare con idee e commenti scrivendo all’indirizzo email movimento5stellesciacca@gmail.com.

Ancora una volta, l’obiettivo del M5S Sciacca è quello di collaborare negli interessi della Città. Noi siamo pronti.

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Terme, la solita politica degli annunci. Noi del M5S siamo pronti a collaborare ma con onestà e trasparenza.

Era l’8 giugno 2017 quando, in piena campagna elettorale, il candidato sindaco del centrodestra Calogero Bono dichiarava alla città “Tra poche settimane i beni delle Terme verranno affidate al Comune […] Noi non facciamo chiacchiere!

L’11 luglio è il turno della coalizione di centrosinistra: per mezzo di comunicato stampa il sindaco Francesca Valenti comunica alla città che entro il 31 luglio le Terme torneranno in concessione al Comune di Sciacca.

Oggi, 3 agosto, le Terme sono ovviamente chiuse, non sono ancora state date in concessione al Comune di Sciacca, i tempi non sono stati rispettati, anzi ulteriormente dilatati, e nessuno ne parla: né il centrodestra né il centrosinistra!

Sembra che il modo di agire di certa politica sia sempre lo stesso: si preferiscono gli annunci pomposi ai fatti concreti.

Noi non chiediamo “bacchette magiche” per risolvere i problemi, ma prima di tutto trasparenza e lealtà nei confronti dei cittadini saccensi che non possono essere più tenuti all’oscuro sul reale stato delle cose.

Ebbene, per poter riaprire il complesso termale i tempi sono ancora lunghi. Questa è la realtà. I passi da seguire, alcuni dei quali incompleti, altri neanche avviati, sono principalmente tre:

  • Ricongiungimento dei beni in usufrutto alla Società Terme Spa alla Regione;
  • Atto di concessione dei beni termali al Comune di Sciacca;
  • Pubblicazione dei bandi di affidamento per la gestione degli stessi.

Nell’esclusivo interesse della nostra città, il M5S ha già avviato un’iniziativa concreta, presentando una mozione, che verrà probabilmente discussa in aula nel prossimo Consiglio, per la costituzione di un tavolo tecnico e politico, il cui primo obiettivo sarà definire un “metodo” di lavoro adeguato, affrontando la questione della definizione dei bandi d’affidamento con competenza e professionalità e, soprattutto, lontano dai giochi di spartizioni politiche del passato.

Tante sono le proposte che leggiamo sui giornali o sui social network in questi giorni sul futuro delle Terme, alcune elaborate solo sulla base di opinioni personali; noi crediamo che sia assolutamente necessaria la programmazione degli obiettivi e la definizione degli strumenti di controllo dei risultati, lo sviluppo di un business plan che dimostri con numeri e fatti concreti quale sia la soluzione migliore per la futura gestione del complesso termale.

Basta con la politica degli annunci, è ora di mettersi al lavoro. Noi siamo pronti.

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