Mangiacavallo e Di Caro (M5S): “Dopo interdittiva antimafia si commissari Girgenti acque in attesa di risoluzione del contratto”

“Commissariamento di Girgenti acque in attesa della risoluzione del contratto”.

È quanto chiedono i deputati M5S all’Ars dell’Agrigentino, Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro, alla luce dell’interdittiva antimafia disposta dal prefetto di Agrigento.

“L’ATI di Agrigento– dicono i due parlamentari – non perda tempo e proceda alla definizione dell’iter di risoluzione del contratto o alla immediata revoca della concessione, alla luce di quanto previsto dall’articolo 94 dal codice antimafia”.

“Da anni – concludono i parlamentari – chiediamo la risoluzione del contratto per le reiterate e gravi inadempienze di Girgenti Acque, ma la politica ha sempre fatto orecchie da mercante e non ha mai prodotto un atto concreto. Ora non ci sono più scuse. È ora di dire basta”.

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PRESENTATO IL REGISTRO TUMORI DI AGRIGENTO. M5S: “UN OTTIMO LAVORO MA PUNTIAMO ANCORA PIU’ IN ALTO. VOGLIAMO UN REGISTRO UNICO REGIONALE, CON DATI GEOREFERENZIALI E OPEN”


Si è svolta ieri la presentazione del Registro Tumori di Agrigento, già certificato nell’aprile 2018. Presenti anche i deputati regionali del M5S Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro, autori di diversi atti parlamentari e iniziative legislative per l’istituzione dello stesso e per la riforma della normativa regionale sulla gestione dei Registri Tumori. I due parlamentari si dichiarano abbastanza soddisfatti del risultato che premia il lavoro del M5S nell’arco della scorsa e dell’attuale legislatura. Durante l’ultima finanziaria era stato inoltre approvato un emendamento, che vedeva come primo firmatario proprio Giovanni Di Caro, per l’implementazione del Registro Regionale Integrato e Georeferenziato dei Tumori e delle Patologie di interesse sanitario.

“Nel giugno 2016, dopo innumerevoli sollecitazioni, avevamo ottenuto un report che analizzava i dati su basi provinciale o distrettuale – commenta Matteo Mangiacavallo – un primo passo che giudicammo però insufficiente. I cittadini hanno la necessità di comprendere l’incidenza dei fattori ambientali sulle cause tumorali e, per avere una risposta adeguata, avevamo bisogno di un quadro a livello comunale. Per questo, oggi, possiamo dire che grandi passi in avanti sono stati fatti”.

“Grazie all’implementazione dei dati sull’incidenza tumorale, sollecitata diverse volte dal M5S – continua Giovanni Di Caro – i rilievi relativi agli anni 2011-2013 sono stati “certificati” e i sono stati classificati su base comunale. Di questo risultato siamo certamente entusiasti, ma ancora non siamo del tutto soddisfatti. L’obiettivo finale sarà dotare i territori di un registro georeferenziale dove le medie contano poco e dove le incidenze di eventuali fattori ambientali sono più evidenti. Ulteriore step sarà quello di avere un Registro Tumori gestito a livello unico per tutta la Regione e, soprattutto, con dati open. Tutto già previsto da una norma approvata in ARS e non ancora attuata”.

“Se un Comune ha un’incidenza di tumori più elevata della media – concludono i due deputati – si dovrà poter accedere ai dati, per approfondire la ricerca, suddivisi per zona, per quartiere, ed eventualmente individuare possibili fattori ambientali determinanti per lo sviluppo della patologia, al fine di eliminarne le cause e fare la giusta prevenzione. Per questo non ci fermeremo dopo questo importante risultato ottenuto.”

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TERME DI SCIACCA, IL CENTRO ACCUMULO ACQUE NON ERA STATO TRASFERITO ALLA REGIONE – M5S: “I TEMPI PER IL BANDO SI DILATANO ANCORA. SIAMO SICURI CHE QUESTA SIA LA SOLUZIONE GIUSTA?

Il 6 agosto scorso il M5S aveva presenziato alla costituzione del gruppo di lavoro tra Regione Siciliana, Comune di Sciacca e Società “Terme di Sciacca” in liquidazione. Da allora, quando per la verifica della consistenza dei beni era stata fissata la scadenza del 30 settembre, l’intera città di Sciacca è rimasta all’oscuro di tutto, salvo sapere, per bocca della sindaca Francesca Valenti, che tale scadenza era stata postergata poiché la Regione stava provvedendo alla regolarizzazione catastale degli immobili.

Per fare luce sullo stato dell’arte dei lavori di questo tavolo e sulla stesura del bando, il deputato regionale Matteo Mangiacavallo ha interpellato nelle scorse settimane l’Assessorato Regionale dell’Economia. Dalla risposta ottenuta qualche giorno fa abbiamo scoperto che la nostra città non era stata adeguatamente informata su due punti molto importanti:

  • Non è vero che il Comune di Sciacca aveva “terminato i suoi compiti”, al contrario avrebbe dovuto completare la documentazione tecnica relativa ad ogni singolo immobile e agli impianti presenti negli stessi con la certificazione urbanistica ed ambientale, oltre la sicurezza ed idoneità dei locali, unitamente all’elenco di quelli eventualmente mancanti. L’Amministrazione comunale era in ritardo su questo punto, tanto che per l’invio di tale documentazione è stata sollecitata in data 25 ottobre 2018. Non sappiamo se ad oggi abbia ancora provveduto.
  • Il Centro Accumulo Acque, essenziale per il funzionamento degli impianti termali, non era stato trasferito dalle Terme di Sciacca Spa alla Regione Siciliana e, di conseguenza, non è stato ancora oggetto della concessione al Comune di Sciacca. Come dire, viene concessa la Ferrari senza il motore.

Per superare quest’ultimo nodo la Regione dovrà acquisire il “centro accumulo acque”, previa la stima immobiliare del bene chiesta all’Agenzia dell’Entrate in data 10 ottobre 2018. E tale problema ritarderà ancora di qualche mese la pubblicazione del bando, tenuto conto del tempo richiesto per la valutazione dell’immobile e di quello che trascorrerà affinché la Regione lo acquisisca. Ricordiamo inoltre che il bando non comprenderà il complesso presente sul Monte San Calogero (piccolo e grande albergo e le stufe vaporose).

“Siamo davvero sicuri che il bando sia la soluzione giusta? – torna a chiedersi oggi il parlamentare saccense Matteo Mangiacavallo – E se questo bando, monco delle stufe, visto da Regione e Comune come la panacea di tutti i mali, o forse come la soluzione più breve per scaricare il “problema a terzi”, dovesse andare deserto, quale piano alternativo è stato previsto? Il rischio concreto è che tutto venga lasciato al caso, come sempre”.

“Il M5S sollecita la sindaca sin dal suo insediamento – conclude la consigliera comunale Teresa Bilello – e chiede a gran voce, da sempre, quali idee abbia l’Amministrazione saccense per il futuro delle Terme di Sciacca. Anche questo non ci è dato saperlo”.

E il dubbio legittimo è che queste idee non vengano esposte perché non ci sono.

QUI LA DOCUMENTAZIONE CITATA

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DANNI DA MALTEMPO – M5S DI SCIACCA: “PER PREVENIRE I DISASTRI I SOLDI CI SONO DA DUE ANNI E NON SONO STATI SPESI PER MANCANZA DI PROGETTISTI”


Per Sciacca, oggi è stato un brutto risveglio. Dopo l’alluvione, che quasi due anni fa aveva colpito la nostra città, oggi contiamo i nuovi danni provocati dalle piogge torrenziali delle ultime ore e da fanghi e detriti trasportati dal torrente Cansalamone verso il mare.

Ma quanti di questi potevano essere evitati?

Quanti cittadini saccensi sanno che in realtà, già dopo i fatti del Novembre 2016, il Dipartimento Regionale della Protezione Civile aveva stanziato 490.000 euro per la “Pulizia del torrente Cansalamone e la realizzazione di una vasca di calma a servizio dello stesso”, ma che i lavori non sono mai stati eseguiti semplicemente perché manca il progetto esecutivo?

In questi due anni infatti, gli uffici della Protezione civile di Agrigento avevano interpellato il Comune di Sciacca per tale intervento, chiedendo la nomina del R.U.P., e la sindaca Francesca Valenti, rispondendo che la mancanza di personale interno all’Amministrazione non consentiva tale nomina, aveva chiesto al Dipartimento di sostituirsi al Comune di Sciacca.

Conclusione: i fondi per prevenire disastri ci sono, ma per mancanza di progettisti tutto rimane immobile. Tutto tranne i danni provocati dal maltempo che aumentano di anno in anno.

La nomina del R.U.P. è arrivata infatti nel luglio scorso ma le piogge non hanno atteso i tempi, lunghi e dilatati della burocrazia, e quelli, persi da Comune di Sciacca e Protezione Civile, e sono arrivate, provocando danni. Del resto 23 mesi di attesa sono anche troppi, qualcosa andava fatta prima.

Che senso ha chiedere fondi alla Regione o allo Stato se poi non si sanno spendere?” – si chiede la consigliera comunale del M5S, Teresa Bilello che denuncia: “i soldi per mettere in sicurezza il torrente Cansalamone ci sono da due anni ma anche per colpa del Comune di Sciacca ancora devono essere utilizzati. Si perde del tempo prezioso, mesi a volte, per rispondere e poco si fa per sollecitare chi di dovere”.

Ho chiesto invano interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico sui fiumi Verdura, Magazzolo e Platani e ho seguito l’iter per l’assegnazione dei fondi per l’intervento di pulizia del Torrente Cansalamone tra Protezione Civile e Comune di Sciacca – dichiara il deputato regionale saccense del M5S, Matteo Mangiacavallo – oggi è tanta l’indignazione nel vedere che nulla è stato fatto e che nel frattempo sono arrivati nuovi danni. Chiederemo nuovi stanziamenti, come è giusto che sia, ma pretenderemo che vengano accertate le responsabilità del caso. E’ un dovere nei confronti dei cittadini ai quali noi del M5S, oggi, con rabbia, esprimiamo la nostra solidarietà”.

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PONTE CANSALAMONE – M5S : “LA SINDACA PERCORRA LA SOLUZIONE DEFINITIVA INVECE CHE SPERPERARE DENARO PUBBLICO”


Una soluzione tampone, la solita pezza, dal costo di 400.000 euro, per aprire il ponte Cansalamone SOLO due anni per poi richiuderlo nuovamente. E’ questo ciò che vorrebbe fare il Sindaco. A che scopo? Forse per riscuotere subito un consenso politico che dalle elezioni ad ora è pari a zero?

In maniera miope, si continua ad inseguire l’effimero, il provvisorio che in Sicilia e a Sciacca in particolare è stato il “modus operandi” delle passate amministrazioni. Ci siamo illusi pensando che tale metodo fosse ormai appartenente al passato, ma purtroppo non è così e si continua a perpetrare l’ennesima beffa nei riguardi di tutta la cittadinanza che rimane all’oscuro delle decisioni e delle scelte fatte alle sue spalle.

Al fine di fare luce sulla vicenda, il nostro deputato regionale Matteo Mangiacavallo, la deputata alla Camera Caterina Licatini (componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici), coadiuvati dall’ingegnere Matteo Accardi hanno incontrato il commissario per la prevenzione al dissesto idrogeologico Maurizio Croce.

Ricordiamo che da oltre due anni (era il 10 Settembre del 2016) sono stati assegnati con il “Patto per la Sicilia” circa 2.9Mln di euro alla Struttura Commissariale Dissesto Idrogeologico per provvedere all’adeguamento statico e sismico del ponte Cansalamone.

Tuttavia, l’amministrazione Valenti preferisce inseguire un’ipotetica soluzione “temporanea” ma altamente “insicura” di una riapertura, piuttosto che occuparsi di restituire alla città un’importante arteria di collegamento, sicura e affidabile.

Abbiamo scoperto, infatti, che la relazione dei tecnici incaricati per la valutazione delle condizioni statiche e sismiche del ponte Cansalamone, lautamente retribuiti prelevando circa 40.000,00€ dalle casse comunali, certifica in maniera inequivocabile la presenza di numerose criticità di natura STATICA e SISIMICA.

Dunque, la relazione ribadisce, qualora ce ne fosse bisogno, che il ponte Cansalamone necessita di un intervento esteso e globale prima di poter essere riutilizzato in normali condizioni di sicurezza e per un transito regolare. Gli stessi tecnici, inoltre, rilevano ulteriori vulnerabilità rispetto a quelle presenti o a quelle note, la cui risoluzione richiederà, probabilmente, altre somme rispetto a quelle disponibili presso il Commissario di Governo.

Lo stesso commissario Croce, ha manifestato preoccupazione per le criticità del ponte e dubbi fondati su un’apertura temporanea, ma ha affermato che esistono nuovi fondi per finanziare una soluzione per la riapertura definitiva dello stesso.

Alla luce di quanto emerso chiediamo:
1) perché il Sindaco, considerata la disponibilità economica della Struttura Commissariale Dissesto Idrogeologico, non ha sollecitato l’esecuzione dei lavori per una soluzione definitiva di riapertura del ponte Cansalamone?

2) E’ vero che il Sindaco vuole spendere circa 400.000,00€ (pari a 550,00€/g) per aprire il ponte ad una sola corsia per soli due anni, non risolvendo le vulnerabilità sismiche, allo scadere dei quali si dovrà nuovamente richiudere e durante i quali l’utilizzo del ponte sarebbe comunque rischioso?

3) E’ intenzione dell’amministrazione continuare a sperperare denaro pubblico attingendo alle casse comunali per pagare professionisti incaricati ed erodendo l’importo di 2.9Mln di euro per l’esecuzione di opere, probabilmente, non funzionali ad una soluzione definitiva?

4) Il sindaco Valenti, considerati i numerosi studi commissionati da questa e dalle precedenti amministrazioni, conosce i costi per l’esecuzione di un intervento definitivo sul ponte?

Il gruppo tecnico e politico del M5S di Sciacca è ancor una volta a disposizione della città e di quest’amministrazione nel caso servano ulteriori chiarimenti per il bene e la sicurezza di tutti.

Ancora una volta, purtroppo, dobbiamo rilevare la mancanza di una progettualità a lungo termine della giunta Valenti e il continuare a perseguire, invece, il becero consenso politico calpestando i diritti dei suoi cittadini e sperperando denaro pubblico.

disallineamento tra foro centrale e campate
(Disallineamento tra foro centrale e campate)
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Università: Governo nomini presidente Cda consorzio universitario Agrigento

Da due anni il consorzio universitario di Agrigento è senza guida. Per questo il M5S con un’interpellanza urgente, a firma dei deputati regionali Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro, chiede al Governo Musumeci quali provvedimenti intenda adottare per garantire in tempi brevi la nomina del presidente del Cda del consorzio universitario di Agrigento e rilanciare l’offerta formativa sul territorio agrigentino.

“A maggio 2017 – dicono Mangiacavallo e Di Caro – è stato approvato un protocollo di intesa, che ridefiniva le modalità di concessione dei contributi ai consorzi universitari, i criteri di riparto e i rapporti economico-finanziari tra università e consorzi, stabilendone la governance e gli obiettivi dell’offerta formativa. L’intesa è stata siglata dall’allora assessore regionale per l’istruzione e la formazione professionale, dall’assessore regionale per l’economia e dai rettori delle università di Catania, Palermo e Messina”.

“A maggio di quest’anno – proseguono – quel protocollo è stato modificato da un decreto dell’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla che attribuiva espressamente le funzioni di presidente del consiglio di amministrazione dei medesimi consorzi ad un componente di nomina della Regione”. “Con le modifiche avvenute, dunque, le università non decidono più la governance dei consorzi, ma deve farlo il Governo, che però non lo ha fatto. Chiediamo – concludono – a Lagalla di procedere in tempi rapidi alla nomina, perché i consorzi universitari non possono restare senza una guida”.

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OGGI ENNESIMA INUTILE SEDUTA DI COMMISSIONE TERME. DA QUESTA AMMINISTRAZIONE COMUNALE IL NULLA COSMICO SUL FUTURO DELLE TERME DI SCIACCA

Il ruolo della deputazione regionale è stato importante, nel recente passato, per l’approvazione di tutte quelle norme che hanno consentito alle Terme di Sciacca di tirarsi fuori dal pantano in cui erano finite, soprattutto dopo il tentativo di privatizzazione avvenuto prima dell’avvento di Crocetta, reo col suo PD, di averle chiuse definitivamente. Durante la scorsa legislatura, infatti, grazie anche al lavoro di Matteo Mangiacavallo e di tutto il M5S, sono state approvate quattro norme:

  • la prima sbloccava le assunzioni dei dipendenti termali stagionali,
  • la seconda apriva la possibilità per i Commissari liquidatori di emettere bandi di affidamento a terzi,
  • la terza favoriva la liquidazione attraverso la vendita di beni tra società e Regione Siciliana,
  • la quarta consentiva alla Regione di concedere i beni al Comune per ulteriori affidamento a terzi.

Oggi il ruolo della deputazione regionale è limitato alle semplici azioni di controllo e verifica di una partita che si sta giocando tra Regione Siciliana e Comune di Sciacca. Per questo motivo, la presenza della deputazione regionale ad una seduta della Commissione speciale Terme, fortemente voluta da questa amministrazione comunale e dalla maggioranza che la sostiene, oggi risulta praticamente una inutile passerella.

Dobbiamo constatare, purtroppo, da cittadini saccensi, che si sta perdendo soltanto tempo. Sono trascorsi 14 mesi di amministrazione Valenti e 9 mesi di governo Musumeci e le soluzioni alla questione sono sempre le stesse, si parla esclusivamente di un bando di affidamento a terzi che sarà fatto dalla Regione Siciliana.

Nel frattempo per scrivere questo famoso bando ci si accorge che manca la documentazione necessaria. Il Comune di Sciacca assume l’onere di occuparsi della verifica della consistenza dei beni. Lavoro che viene effettuato e che richiede mesi, ma che viene bocciato dall’assessore Armao. Lo stesso assessore, il 6 agosto, allora, costituisce un tavolo di lavoro tra Terme di Sciacca, Comune e Regione per completare la ricognizione dei documenti, dando come scadenza dei lavori il 15 settembre (30 con proroga). Il 4 settembre emerge che occorre superare alcune problematiche di carattere catastale e il Comune di Sciacca annuncia che, terminata anche questa fase, si procede con il bando. Si parla di fine anno. Tempo su tempo mentre le Terme sono chiuse ormai da 3 anni e mezzo.

In tutto questo, quello che manca è capire quale sia la visione sul futuro delle Terme di Sciacca di questa amministrazione comunale. Sollecitata più volte dal M5S, la sindaca non si è mai rivolta alla città illustrando la propria idea per la riapertura e il rilancio di tutto il patrimonio.
Ha promosso la costituzione di un tavolo politico, la Commissione Terme, che non è sede operativa dove si discute di progetti e vengono esaminati documenti e in cui non si parla neppure di come debba essere scritto quel famoso bando. Una commissione praticamente e totalmente inutile, e lo aveva capito Cinzia Diliberto quando si è dimessa da presidente, che serve soltanto a fare melina e a prendere, perdere tempo. Tempo che non ci possiamo più consentire di perdere. Se n’è già perso troppo.

Si guarda a quel bando come la panacea di tutti i mali ma se quel bando, che, ricordiamo, non comprenderà, allo stato attuale, le stufe di San Calogero, il piccolo e il grande albergo di San Calogero, dovesse andare deserto, quali soluzioni alternative metterà in campo la Regione e il Comune di Sciacca? Comune di Sciacca che insiste per la concessione, dopo la farsa messa in atto nel mese di Ottobre 2017, ma che non esprime alcuna idea su come intende, eventualmente, gestire, anche in via temporanea, i beni termali che gli potrebbero essere affidati.

Il nulla cosmico. La giunta comunale, con la sua maggioranza, boccia le proposte del M5S e non ci è dato di sapere quale idee abbia, e abbiamo il dubbio che ce le abbia, per il futuro delle nostre Terme. L’unica speranza che possiamo coltivare per il futuro delle Terme di Sciacca e per il futuro di Sciacca, è che amministrazioni come quella attuale non abbiano molto futuro davanti.

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Niente soldi per le strade agrigentine, Di Caro e Mangiacavallo: “Musumeci intervenga”

L’ira dei deputati regionali Di Caro e Mangiacavallo: “Strade in quasi totale stato di abbandono nonostante le nostre reiterate segnalazioni, rimaste lettera morta. Musumeci intervenga”.

“Assurdo, ignorate le nostre interrogazioni, mentre qui si rischia la vita” denunciano i parlamentari regionali. “Manti stradali quasi inesistenti, pieni di buche e avvallamenti, con sieri rischi per
l’incolumità degli automobilisti. Lo stato delle strade dell’Agrigentino è, per usare un
eufemismo disastroso. Ma La Regione sembra non accorgersene tant’è che, a dispetto
delle numerose interrogazioni dei deputati regionali M5S, non sembra assolutamente
volere correre ai ripari”.

“La prova lampante – affermano, visibilmente contrariati, i deputati regionali Giovanni Di
Caro e Matteo Mangiacavallo – è il fatto che le strade della nostra provincia sono state
del tutto escluse dagli stanziamenti annunciati nei giorni scorsi dalla Regione per la
viabilità secondaria. Dei 45 milioni stanziati non arriverà nemmeno un euro
nell’Agrigentino per cercare di mettere quantomeno in sicurezza alcuni degli importanti
assi viari che da anni versano in totale stato di abbandono. Le tantissime nostre
interrogazioni con cui abbiamo denunciato i vari casi di pericolosità sono state
completamente ignorate”.

“Dalle nostre parti si rischia la vita ogni giorno – sottolinea Di Caro – e abbiamo potuto
constatarlo de visu nel corso del nostro recentissimo tour sulle incompiute siciliane.
Musumeci intervenga e riveda gli stanziamenti”. L’elenco delle strade pericolose e fortemente malmesse nell’Agrigentino è quasi infinito. Di seguito i due deputati indicano le situazioni più gravi, finite negli atti parlamentari indirizzati all’assessore Falcone, ma rimasti lettera morta.

“Penosa – dicono i due portavoce – è la situazione delle strade che servono i comuni di
Cianciana, Alessandria della Rocca, San Biagio Platani, Bivona, Santo Stefano Quisquina
e che permettono di arrivare in poco tempo alla costa zona Eraclea Minoa, Montallegro,
Realmonte (scala dei Turchi), Siculiana e Porto Empedocle. La strada provinciale 32
Cianciana – Ribera da tempo immemore permane in uno stato di di quasi totale
abbandono; idem o quasi per la strada provinciale 45 Montevago – Salaparuta, e per la
provinciale 3 Crocca – Sant’Anna. Pessima anche la situazione della SP 75 Siculiana –
Montallegro, della SP 14 Racalmuto – Montedoro e della strada provinciale 19 San
Biagio Platani – Raffadali”.

“Si tratta – affermano Di Caro e Mangiacavallo – di strade quasi impercorribili,
pericolosissime e che spesso costituiscono le uniche vie di accesso ai paesi della
provincia sempre più isolata e dimenticata da questo governo regionale”.

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Trasporto pubblico su gomma. La denuncia M5S: In Sicilia, mai una gara d’appalto e affidamenti diretti dagli anni ‘30

La deputata regionale Stefania Campo incalza Musumeci. La Sicilia regala 157 milioni ad alcune ditte e fa concorrenza a se stessa. Mettere subito ordine al comparto.

Stefania Campo, portavoce all’ARS del M5S

“In Sicilia non si sono mai svolte gare ordinarie per il rilascio delle concessioni alle ditte che si occupano del trasporto pubblico su gomma per conto della Regione Siciliana. Le ditte che gestiscono tali servizi hanno ricevuto le concessioni addirittura negli anni ‘30. Una situazione tutt’altro che normale”. A denunciarlo è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo che annuncia una serie di azioni parlamentari per incalzare il governo regionale a mettere ordine nel comparto. “Ho voluto approfittare della pausa lavorativa di questo mese – spiega la deputata Campo – per fotografare nel dettaglio una questione di grande interesse e che merita grande attenzione da parte di una politica che invece è rimasta sempre sorda. Mi riferisco al trasporto pubblico, regionale e locale, che scontenta abitualmente tutti i pendolari ed è ancora peggiore nei mesi estivi, quando scontenta anche i turisti che vorrebbero andare da una parte all’altra dell’Isola, ma che giocoforza, sono costretti a fare i conti con tutta una serie di disagi derivanti da tempi d’attesa e di percorrenza di tratte che, altrove, vengono coperte in tempi assolutamente minori”.

“Prendendo i bus di mezza Sicilia – spiega Campo – cercando le coincidenze orarie, ipotizzando normalissimi tragitti turistici e studiando le carte del Piano Integrato delle Infrastrutture e della Mobilità, vigente dal giugno 2017, ci si accorge, con estrema evidenza, che il tutto conduce ad una serie di incredibili e assurde scoperte, prima fra tutte, quella che in Sicilia le tratte del trasporto pubblico su gomma non sono mai state assegnate attraverso gare d’appalto. Sembra incredibile ma è così. Le ditte che gestiscono il trasporto pubblico, hanno ricevuto le concessioni addirittura nel 1939 e nel 1964. Ho scoperto inoltre che in Sicilia non si sono mai svolte gare ordinarie per il rilascio delle concessioni alle ditte che si occupano del trasporto su gomma per conto della Regione Siciliana. Tali concessioni, vecchie rispettivamente di 70 e 55 anni, nel 2005 furono trasformate dal governo Cuffaro in contratti di affidamento provvisorio (quindi ben 14 anni fa). Ebbene, tali contratti di affidamento provvisorio con il ‘sicilianista’ governo Lombardo, nel 2009, sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2015 e che anche il ‘rivoluzionario’ governo Crocetta, come tutti i suoi predecessori, ha prorogato nuovamente i contratti provvisori fino al 31 dicembre 2017. Sempre il governo Crocetta, ancora nel 2017, ri-prorogò servizi e privilegi alle stesse ditte, fino al 3 dicembre 2019”. La deputata regionale, esamina poi i dati del servizio costi e benefici per i passeggeri, mettendoli a paragone con quelli di altre regioni italiane di pari dimensioni.

“La Regione Siciliana – sottolinea Stefania Campo – a fronte di un servizio scarso, inefficiente, antiquato, realizzato con mezzi in gran parte sporchi, malfunzionanti, obsolescenti e da rottamare, ha elargito la somma di ben circa 74 milioni di euro solo per il trasporto pubblico extraurbano (a parte, quindi, altri 82 milioni per il trasporto urbano). La Regione Siciliana garantisce direttamente, tramite l’AST, solo il 24% delle percorrenze, mentre da decenni finanzia profumatamente la SAIS Trasporti, la SAIS Autolinee e l’Interbus che gestiscono, insieme, un ulteriore 24%. Sempre per non farsi mancare nulla, ‘mamma Regione’ mantiene in vita altre ben 79 aziende disseminate in tutto il territorio siciliano, scoordinate fra loro, con tratte non coincidenti, facendo inutile e dannosa competizione alla ferrovia, accavallando orari di partenza dei propri bus con quelli dei treni stessi e costringendo i propri utenti a viaggiare in condizioni, a volte, a dir poco sconvolgenti.

“La Regione – spiega ancora la deputata – nonostante l’enormità della spesa (in totale 157 milioni), del numero di concessionari (83), degli anni passati dalle prime ed ingiustificabili proroghe (14 anni) e della inesistenza di gare dal 1939, comunque, nonostante tutto ciò, riesce scandalosamente a garantire un numero di corse pari solo a meno della metà di quelle della Regione Lombardia, solo un terzo rispetto a quelle di Roma e meno di un terzo rispetto addirittura alla Regione Marche”.

“Altro aspetto non secondario – spiega ancora la deputata –  è che la Regione non ha mai recepito la legge nazionale che impone di parametrare i rimborsi alle aziende private esclusivamente per compensare i bassi ricavi; finora invece le corse vengono pagate dalla Regione (circa un euro a chilometro) e i concessionari, cioè le aziende, incassano anche i biglietti. Fortunatamente tale “sistema” ha una scadenza improrogabile, fissata dalle disposizioni contenute nel Regolamento 1370/2007 dell’Unione Europea. Entro la data del 3 dicembre 2019 infatti si dovrà procedere all’affidamento dei servizi di trasporto su gomma mediante (finalmente) l’espletamento di procedure concorsuali aperte. Quindi niente più proroghe, contratti di affidamento provvisori, concessioni datate 1939 ed altre cose simili. Ma a quella data, non solo a nostro parere, il governo Musumeci dovrà arrivare in tempo ma dovrà anche essere capace di ridisegnare il sistema complessivo della mobilità nella nostra Isola. Stavolta – conclude la portavoce Ars – ne va veramente del nostro futuro, del futuro di un settore economico “strategico” come quello del turismo e del futuro dei tanti giovani che stanno scommettendo sul loro rimanere in Sicilia puntando proprio su questo definitivo decollo”.

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Sanità. Ispezione del M5S all’ospedale di Sciacca. Al sopralluogo di lunedì erano presenti il senatore Marinello, il deputato Mangiacavallo e la direzione strategica dell’Asp di Agrigento

Si è tenuto lunedì scorso un sopralluogo per esaminare le problematiche dell’ospedale di Sciacca, erano presenti il senatore del Movimento 5 Stelle Rino Marinello, il deputato all’Ars Matteo Mangiacavallo e la direzione strategica dell’Asp di Agrigento.

Adesso, da Roma, il senatore dice di essere fiducioso: “Ho avuto rassicurazioni che gli interventi necessari, individuati durante il sopralluogo, verranno eseguiti a stretto giro. Restiamo in attesa di vedere la concretezza e promettiamo fari puntati sulla Sanità di tutto il territorio”, e assicura che relazionerà ai cittadini e agli organi di informazione.

“Siamo preoccupati anche per lo svuotamento del presidio di Ribera – dichiara il deputato regionale Matteo Mangiacavallo – i colleghi della VI commissione Ars hanno chiesto il potenziamento dei DEA di primo livello, come Sciacca, e il superamento delle logiche degli ospedali riuniti per garantire a Ribera un ospedale di base con un pronto soccorso efficiente e funzionante, in quanto punto di riferimenti di diverse realtà della zona montana”.

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