ECCO LA NOSTRA PROPOSTA: PONTE CANSALAMONE APERTO DEFINITIVAMENTE E VIABILITA’ ALTERNATIVA


I fatti degli ultimi giorni testimoniano quanto il nostro territorio possa essere fragile e come scelte errate del passato possano essere pagate prima o poi dalla città. Se si è sbagliato nel passato, non possiamo permetterci di sbagliare ancora per il futuro.

Il Ponte Cansalamone va messo in SICUREZZA in maniera definitiva, utilizzando la giusta progettazione e tutte le somme necessarie a garantirne l’affidabilità strutturale e sismica.

La città non si può permettere di scegliere una soluzione frettolosa e dettata probabilmente dalla necessità dell’Amministrazione attuale di recuperare consensi elettorali.

Se il terreno su cui poggia i piedi il Ponte Cansalamone è ad elevato rischio idrogeologico e il nostro territorio è ad elevato rischio sismico, appare evidentemente errata la scelta che questa amministrazione vorrebbe portare avanti di erodere per 400.000 euro il finanziamento della Commissario di Governo per aprire il viadotto ad una sola corsia, per soli 2 anni e senza risolvere le criticità sismiche dello stesso.

A questo “spreco di somme” per una riapertura temporanea del ponte invece vogliamo rilanciare offrendo una “visione differente”, o, più semplicemente, una “progettazione sensata”. Vogliamo che queste somme vengano utilizzate in maniera proficua per realizzare opere permanenti, sicure, già in programmazione e che realmente possano servire ora e sempre alla città.

E’ per questo motivo che il “laboratorio infrastrutture” del M5S avanza oggi una proposta di utilizzo di parte dei soldi del finanziamento già disponibile, per la realizzazione di due vie alternative, cantierabili in tempi brevi e già presenti nel PUMS e nel PRG.

Si tratta di:
– un collegamento tra la SP79 (la cosiddetta variante) e corso Miraglia alla Perriera;
– un collegamento tra la Via Ovidio e il corso Miraglia.

Il primo realizzato mediante la costruzione di due rampe di accesso e uscita da corso Miraglia, il secondo mediante la realizzazione di una strada che percorre la “trazzera” esistente che con un piccolo sforzo verrebbe collegata alla via Ovidio.

Nulla di inventato, ma solo ciò che i nostri strumenti di programmazione del territorio prevedono già.

Due opere di realizzazione relativamente semplice che dunque ripristinerebbero i collegamenti tra le zone di S.Marco, Carbone, Renella, Foggia e la Perriera, e ancora tra la Perriera e la Via Verona e Via Cappuccini andando così finalmente a soddisfare l’esigenza di creare delle vie d’accesso alternative al popoloso quartiere della Perriera.

Questa è la visione del M5S che in questi giorni stiamo già sottoponendo ai comitati di quartiere e che vogliamo discutere riunendo tutte le forze politiche, portando avanti un’idea condivisa per la città nel rispetto della sicurezza e della vivibilità.

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DANNI DA MALTEMPO – M5S DI SCIACCA: “PER PREVENIRE I DISASTRI I SOLDI CI SONO DA DUE ANNI E NON SONO STATI SPESI PER MANCANZA DI PROGETTISTI”


Per Sciacca, oggi è stato un brutto risveglio. Dopo l’alluvione, che quasi due anni fa aveva colpito la nostra città, oggi contiamo i nuovi danni provocati dalle piogge torrenziali delle ultime ore e da fanghi e detriti trasportati dal torrente Cansalamone verso il mare.

Ma quanti di questi potevano essere evitati?

Quanti cittadini saccensi sanno che in realtà, già dopo i fatti del Novembre 2016, il Dipartimento Regionale della Protezione Civile aveva stanziato 490.000 euro per la “Pulizia del torrente Cansalamone e la realizzazione di una vasca di calma a servizio dello stesso”, ma che i lavori non sono mai stati eseguiti semplicemente perché manca il progetto esecutivo?

In questi due anni infatti, gli uffici della Protezione civile di Agrigento avevano interpellato il Comune di Sciacca per tale intervento, chiedendo la nomina del R.U.P., e la sindaca Francesca Valenti, rispondendo che la mancanza di personale interno all’Amministrazione non consentiva tale nomina, aveva chiesto al Dipartimento di sostituirsi al Comune di Sciacca.

Conclusione: i fondi per prevenire disastri ci sono, ma per mancanza di progettisti tutto rimane immobile. Tutto tranne i danni provocati dal maltempo che aumentano di anno in anno.

La nomina del R.U.P. è arrivata infatti nel luglio scorso ma le piogge non hanno atteso i tempi, lunghi e dilatati della burocrazia, e quelli, persi da Comune di Sciacca e Protezione Civile, e sono arrivate, provocando danni. Del resto 23 mesi di attesa sono anche troppi, qualcosa andava fatta prima.

Che senso ha chiedere fondi alla Regione o allo Stato se poi non si sanno spendere?” – si chiede la consigliera comunale del M5S, Teresa Bilello che denuncia: “i soldi per mettere in sicurezza il torrente Cansalamone ci sono da due anni ma anche per colpa del Comune di Sciacca ancora devono essere utilizzati. Si perde del tempo prezioso, mesi a volte, per rispondere e poco si fa per sollecitare chi di dovere”.

Ho chiesto invano interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico sui fiumi Verdura, Magazzolo e Platani e ho seguito l’iter per l’assegnazione dei fondi per l’intervento di pulizia del Torrente Cansalamone tra Protezione Civile e Comune di Sciacca – dichiara il deputato regionale saccense del M5S, Matteo Mangiacavallo – oggi è tanta l’indignazione nel vedere che nulla è stato fatto e che nel frattempo sono arrivati nuovi danni. Chiederemo nuovi stanziamenti, come è giusto che sia, ma pretenderemo che vengano accertate le responsabilità del caso. E’ un dovere nei confronti dei cittadini ai quali noi del M5S, oggi, con rabbia, esprimiamo la nostra solidarietà”.

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PONTE CANSALAMONE: SCELTA IRRESPONSABILE DELL’AMMINISTRAZIONE. CON DATI ALLA MANO VI SPIEGHIAMO PERCHE’

 

Sicurezza per i cittadini e utilizzo corretto dei soldi pubblici.

Sono questi i due principali aspetti sui quali noi del M5S intendiamo porre la dovuta attenzione.

Ci aspettavamo, in risposta al nostro intervento, una ragionata analisi delle problematiche del ponte, ma purtroppo l’assessore Segreto fa prevalere la propaganda politica alle argomentazioni tecniche per giustificare un’operazione scellerata che:
non risolve i problemi del ponte in maniera definitiva;
sperpera i fondi destinati all’adeguamento del ponte per raccogliere consenso;
trascura evidenti problemi di sicurezza dei cittadini.

Se queste sono le premesse, dopo appena un mese dall’insediamento dei nuovi assessori, vi preghiamo: “ridateci i vecchi…” o suggeriamo al Sindaco di procedere con un altro “giro di valzer”.

Riteniamo opportuno informare i cittadini e spiegare le nostre ragioni, #tecniche e #politiche, sulla base delle informazioni disponibili e degli approfondimenti compiuti che per ragioni di spazio affidiamo ad un altro articolo disponibile sulla nostra pagina (http://www.sciacca5stelle.it/ponte-cansalamone-a-t/), in modo che ognuno possa maturare una propria idea sulla questione che riguarda un’importante infrastruttura del nostro territorio.

– Il M5S boccia la SCELTA TECNICA di una eventuale riapertura temporanea del ponte in quanto questo non possiede alcuna sicurezza sismica, come si evince dalla stessa relazione dei tecnici incaricati; ci meraviglia come la ricerca del consenso possa essere barattata con l’incolumità dei propri cittadini.

– Il M5S boccia anche la SCELTA ECONOMICA di eseguire un intervento temporaneo in quanto le opere non riguardano lavori propedeutici a quelli previsti nel progetto preliminare, ma vanno a finanziare sostanzialmente una nuova “stampella” nella pila 8 (un nuovo traliccio analogo a quello esistente nella pila 7) e altri studi sul ponte. Sono pertanto da considerarsi opere diverse rispetto a quelle già finanziate e non parte di esse.

– Il M5S boccia infine la SCELTA POLITICA proposta in quanto l’apertura temporanea richiede tempi amministrativi e tecnici analoghi alla soluzione definitiva. In entrambi i casi, infatti, bisognerà procedere alla redazione di un progetto e acquisire tutte le autorizzazioni da parte degli enti coinvolti per bandire, infine, la gara per i lavori. Le maggiori incertezze tra le due strade, come manifestatoci dallo stesso Commissario Croce, saranno legate agli enti chiamati ad autorizzare un’apertura temporanea di un ponte che non possiede alcuna sicurezza sismica.

Cosa fare invece?

E’ necessario sollecitare il Commissario di Governo per bandire immediatamente la gara di progettazione, considerato che sono già trascorsi oltre due anni dal finanziamento, per determinare finalmente i reali costi dell’intervento, valutando se conviene procedere ad un adeguamento o ad una demolizione/ricostruzione.

Ma Sciacca non può aspettare oltremodo. Servono soluzioni alternative per ripristinare la viabilità interrotta dalla chiusura del ponte.

Pertanto il M5S, come discusso con il Commissario Croce, sottoporrà nei prossimi giorni proposte finalizzate a migliorare la viabilità esistente e/o a creare dei percorsi alternativi, sicuri e permanenti per servire i quartieri e le contrade del nostro territorio che più degli altri risentono degli errori passati e attuali di chi ha amministrato e amministra la città.

Approfondisci il tema:

Ponte Cansalamone. Approfondimento tecnico.

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PONTE CANSALAMONE – M5S : “LA SINDACA PERCORRA LA SOLUZIONE DEFINITIVA INVECE CHE SPERPERARE DENARO PUBBLICO”


Una soluzione tampone, la solita pezza, dal costo di 400.000 euro, per aprire il ponte Cansalamone SOLO due anni per poi richiuderlo nuovamente. E’ questo ciò che vorrebbe fare il Sindaco. A che scopo? Forse per riscuotere subito un consenso politico che dalle elezioni ad ora è pari a zero?

In maniera miope, si continua ad inseguire l’effimero, il provvisorio che in Sicilia e a Sciacca in particolare è stato il “modus operandi” delle passate amministrazioni. Ci siamo illusi pensando che tale metodo fosse ormai appartenente al passato, ma purtroppo non è così e si continua a perpetrare l’ennesima beffa nei riguardi di tutta la cittadinanza che rimane all’oscuro delle decisioni e delle scelte fatte alle sue spalle.

Al fine di fare luce sulla vicenda, il nostro deputato regionale Matteo Mangiacavallo, la deputata alla Camera Caterina Licatini (componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici), coadiuvati dall’ingegnere Matteo Accardi hanno incontrato il commissario per la prevenzione al dissesto idrogeologico Maurizio Croce.

Ricordiamo che da oltre due anni (era il 10 Settembre del 2016) sono stati assegnati con il “Patto per la Sicilia” circa 2.9Mln di euro alla Struttura Commissariale Dissesto Idrogeologico per provvedere all’adeguamento statico e sismico del ponte Cansalamone.

Tuttavia, l’amministrazione Valenti preferisce inseguire un’ipotetica soluzione “temporanea” ma altamente “insicura” di una riapertura, piuttosto che occuparsi di restituire alla città un’importante arteria di collegamento, sicura e affidabile.

Abbiamo scoperto, infatti, che la relazione dei tecnici incaricati per la valutazione delle condizioni statiche e sismiche del ponte Cansalamone, lautamente retribuiti prelevando circa 40.000,00€ dalle casse comunali, certifica in maniera inequivocabile la presenza di numerose criticità di natura STATICA e SISIMICA.

Dunque, la relazione ribadisce, qualora ce ne fosse bisogno, che il ponte Cansalamone necessita di un intervento esteso e globale prima di poter essere riutilizzato in normali condizioni di sicurezza e per un transito regolare. Gli stessi tecnici, inoltre, rilevano ulteriori vulnerabilità rispetto a quelle presenti o a quelle note, la cui risoluzione richiederà, probabilmente, altre somme rispetto a quelle disponibili presso il Commissario di Governo.

Lo stesso commissario Croce, ha manifestato preoccupazione per le criticità del ponte e dubbi fondati su un’apertura temporanea, ma ha affermato che esistono nuovi fondi per finanziare una soluzione per la riapertura definitiva dello stesso.

Alla luce di quanto emerso chiediamo:
1) perché il Sindaco, considerata la disponibilità economica della Struttura Commissariale Dissesto Idrogeologico, non ha sollecitato l’esecuzione dei lavori per una soluzione definitiva di riapertura del ponte Cansalamone?

2) E’ vero che il Sindaco vuole spendere circa 400.000,00€ (pari a 550,00€/g) per aprire il ponte ad una sola corsia per soli due anni, non risolvendo le vulnerabilità sismiche, allo scadere dei quali si dovrà nuovamente richiudere e durante i quali l’utilizzo del ponte sarebbe comunque rischioso?

3) E’ intenzione dell’amministrazione continuare a sperperare denaro pubblico attingendo alle casse comunali per pagare professionisti incaricati ed erodendo l’importo di 2.9Mln di euro per l’esecuzione di opere, probabilmente, non funzionali ad una soluzione definitiva?

4) Il sindaco Valenti, considerati i numerosi studi commissionati da questa e dalle precedenti amministrazioni, conosce i costi per l’esecuzione di un intervento definitivo sul ponte?

Il gruppo tecnico e politico del M5S di Sciacca è ancor una volta a disposizione della città e di quest’amministrazione nel caso servano ulteriori chiarimenti per il bene e la sicurezza di tutti.

Ancora una volta, purtroppo, dobbiamo rilevare la mancanza di una progettualità a lungo termine della giunta Valenti e il continuare a perseguire, invece, il becero consenso politico calpestando i diritti dei suoi cittadini e sperperando denaro pubblico.

disallineamento tra foro centrale e campate
(Disallineamento tra foro centrale e campate)
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OGGI ENNESIMA INUTILE SEDUTA DI COMMISSIONE TERME. DA QUESTA AMMINISTRAZIONE COMUNALE IL NULLA COSMICO SUL FUTURO DELLE TERME DI SCIACCA

Il ruolo della deputazione regionale è stato importante, nel recente passato, per l’approvazione di tutte quelle norme che hanno consentito alle Terme di Sciacca di tirarsi fuori dal pantano in cui erano finite, soprattutto dopo il tentativo di privatizzazione avvenuto prima dell’avvento di Crocetta, reo col suo PD, di averle chiuse definitivamente. Durante la scorsa legislatura, infatti, grazie anche al lavoro di Matteo Mangiacavallo e di tutto il M5S, sono state approvate quattro norme:

  • la prima sbloccava le assunzioni dei dipendenti termali stagionali,
  • la seconda apriva la possibilità per i Commissari liquidatori di emettere bandi di affidamento a terzi,
  • la terza favoriva la liquidazione attraverso la vendita di beni tra società e Regione Siciliana,
  • la quarta consentiva alla Regione di concedere i beni al Comune per ulteriori affidamento a terzi.

Oggi il ruolo della deputazione regionale è limitato alle semplici azioni di controllo e verifica di una partita che si sta giocando tra Regione Siciliana e Comune di Sciacca. Per questo motivo, la presenza della deputazione regionale ad una seduta della Commissione speciale Terme, fortemente voluta da questa amministrazione comunale e dalla maggioranza che la sostiene, oggi risulta praticamente una inutile passerella.

Dobbiamo constatare, purtroppo, da cittadini saccensi, che si sta perdendo soltanto tempo. Sono trascorsi 14 mesi di amministrazione Valenti e 9 mesi di governo Musumeci e le soluzioni alla questione sono sempre le stesse, si parla esclusivamente di un bando di affidamento a terzi che sarà fatto dalla Regione Siciliana.

Nel frattempo per scrivere questo famoso bando ci si accorge che manca la documentazione necessaria. Il Comune di Sciacca assume l’onere di occuparsi della verifica della consistenza dei beni. Lavoro che viene effettuato e che richiede mesi, ma che viene bocciato dall’assessore Armao. Lo stesso assessore, il 6 agosto, allora, costituisce un tavolo di lavoro tra Terme di Sciacca, Comune e Regione per completare la ricognizione dei documenti, dando come scadenza dei lavori il 15 settembre (30 con proroga). Il 4 settembre emerge che occorre superare alcune problematiche di carattere catastale e il Comune di Sciacca annuncia che, terminata anche questa fase, si procede con il bando. Si parla di fine anno. Tempo su tempo mentre le Terme sono chiuse ormai da 3 anni e mezzo.

In tutto questo, quello che manca è capire quale sia la visione sul futuro delle Terme di Sciacca di questa amministrazione comunale. Sollecitata più volte dal M5S, la sindaca non si è mai rivolta alla città illustrando la propria idea per la riapertura e il rilancio di tutto il patrimonio.
Ha promosso la costituzione di un tavolo politico, la Commissione Terme, che non è sede operativa dove si discute di progetti e vengono esaminati documenti e in cui non si parla neppure di come debba essere scritto quel famoso bando. Una commissione praticamente e totalmente inutile, e lo aveva capito Cinzia Diliberto quando si è dimessa da presidente, che serve soltanto a fare melina e a prendere, perdere tempo. Tempo che non ci possiamo più consentire di perdere. Se n’è già perso troppo.

Si guarda a quel bando come la panacea di tutti i mali ma se quel bando, che, ricordiamo, non comprenderà, allo stato attuale, le stufe di San Calogero, il piccolo e il grande albergo di San Calogero, dovesse andare deserto, quali soluzioni alternative metterà in campo la Regione e il Comune di Sciacca? Comune di Sciacca che insiste per la concessione, dopo la farsa messa in atto nel mese di Ottobre 2017, ma che non esprime alcuna idea su come intende, eventualmente, gestire, anche in via temporanea, i beni termali che gli potrebbero essere affidati.

Il nulla cosmico. La giunta comunale, con la sua maggioranza, boccia le proposte del M5S e non ci è dato di sapere quale idee abbia, e abbiamo il dubbio che ce le abbia, per il futuro delle nostre Terme. L’unica speranza che possiamo coltivare per il futuro delle Terme di Sciacca e per il futuro di Sciacca, è che amministrazioni come quella attuale non abbiano molto futuro davanti.

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Terme di Sciacca, M5S: la Regione ha completato il primo step il 17 agosto, il Comune a che punto è arrivato?

Terme di Sciacca, la Regione ha completato il primo step il 17 agosto. E il Comune a che punto è? Cosa aspetta la Sindaca ad informare la città?

La città è, come al solito, all’oscuro di tutto. Evidentemente alla Sindaca piace scrivere sui social, ma filtra bene le informazioni da dare.

Noi vogliamo fare luce e mostrare a che punto ci troviamo rispetto al cronoprogramma che già abbiamo mostrato alla città.

Sia noto che il 17 agosto la Regione ha inviato al Comune di Sciacca, in particolare all’assessore Settecasi, e a Terme SpA le schede tecniche per ciascun immobile, allegando la documentazione esistente e chiedendo al Comune di Sciacca e alle Terme SpA di integrare con la documentazione mancante, specificando anche quale fosse.

Dunque il primo step del cronoprogramma è stato completato dalla Regione. È compito del Comune adesso integrare per la sua parte queste schede con informazioni in suo possesso.

Rivolgiamo allora alcune domande alla Sindaca.

  • Come mai l’informazione che la Regione il 17 agosto aveva nuovamente chiesto al Comune di Sciacca della documentazione da integrare non è stata fornita alla città?
  • Come mai le schede tecniche arrivate dalla Regione non sono state mostrate alla Commissione Speciale Terme durante la riunione di fine agosto?
  • Non era forse quella la sede giusta per dare contezza del lavoro da svolgere?
  • Ad oggi il Comune è riuscito a reperire e trasmettere tutte le informazioni richieste dalla Regione?
  • Cosa aspetta, la Sindaca, ad informare la città?
  • Non è forse un diritto dei cittadini conoscere ed essere informati, proprio come lei stessa diceva in campagna elettorale?

Vede, cara sindaca, le Terme sono un bene pubblico e i cittadini, come sa, stanno facendo di tutto per tenere alta l’attenzione su questo importante bene. Perché non tenerli informati?

Risponda alle nostre domande, lo faccia, non solo per noi ma soprattutto per i cittadini saccensi.

Risponda presto, vada in TV o se preferisce utilizzi anche Facebook dove la vediamo ultimamente più presente che in città.

Le suggeriamo una citazione: “Anche col silenzio si possono raccontare tante bugie.”

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Emergenza randagismo, M5S Sciacca: esistono strumenti a disposizione di un Comune e l’Amministrazione non li usa

Esistono strumenti a disposizione di un Comune per arginare il problema e non comprendiamo perché la nostra Amministrazione non li voglia usare.

La strage di contrada Muciare, oltre alla gravità del fatto in sé, ha causato un grave danno d’immagine alla nostra città.

Cosa ha fatto quest’amministrazione per superare l’emergenza del randagismo a Sciacca? Sta aspettando che si verifichi un’altra strage Muciare per intervenire? Sta aspettando di finire nuovamente sulle cronache nazionali? Sta aspettando che un nuovo cittadino o turista sia aggredito per strada?

Riteniamo gravi le responsabilità di quest’Amministrazione che dopo quel drammatico evento continua a rimanere in silenzio e immobile.

Il 28 giugno c’è stato un incontro sul tema randagismo durante il quale l’Amministrazione prese l’impegno di intervenire nell’immediato per raggiungere un primo e importante obiettivo: la sterilizzazione di circa 200 cani sul territorio. Anche in questo caso, come ormai consuetudine per I’amministrazione Valenti, si tratta di impegni presi e mai rispettati.

Grazie al nostro deputato regionale Matteo Mangiacavallo siamo venuti in possesso di una nota inviata nel 2015 ai sindaci della provincia di Agrigento in cui si danno precise indicazioni ai Comuni: nei rifugi sanitari, come quello di Sciacca e Santa Margherita Belice, i cani sterilizzati dopo un periodo di osservazione pari a 17 giorni, possono essere reimmessi sul territorio.

Ovvero, se il rifugio sanitario funzionasse per come dovrebbe,sarebbe assicurato il turn-over e ci sarebbe sempre spazio per i cani da sterilizzare!

Crolla cosi la scusa dell’Amministrazione quando dichiara che non può procedere con la sterilizzazione dei cani perché non ci sono spazi disponibili. Lo spazio c’é, e la legge pure. Il decreto presidenziale 7/2007 parla chiaro affermando che il Sindaco può disporre la reimmissione dei cani randagi sul territorio di provenienza dopo la sterilizzazione.

Se da una parte l’Amministrazione non fa nulla per risolvere o arginare il problema del randagismo a Sciacca, dall’altra il Comune continua a pagare ogni anno circa 300.000€ ai canili per non risolvere il problema.

Ci chiediamo allora:

  • Qual è l’interesse dietro a tutto ciò?
  • Qual è la strategia di quest’amministrazione?
  • Perché, pur avendo gli strumenti, non si agisce? Come per esempio è stato fatto nel comune di Pedara?!

Ebbene, mentre il Sindaco Valenti dopo più di un anno di amministrazione s’interroga ancora sulla composizione della sua giunta, noi del M5S ci occupiamo di problemi e di fornire proposte concrete per risolverli, senza ulteriori perdite di tempo, per il bene della città.

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Terme di Sciacca: una vergogna spaventosa. Adesso basta. L’Amministrazione ci ascolti per una volta: ecco come si fa

Strategia, metodo e rigore: è ciò che serve per aprire le Terme, “i soliti ignoti” dell’Amministrazione Valenti.

Dalla nota di una testata giornalistica saccense apprendiamo oggi che la Regione boccia il lavoro svolto (o forse sarebbe meglio dire non svolto) dall’Amministrazione Valenti, affermando che mancano: “La relazione tecnica descrittiva degli interventi da effettuare con la necessaria ed opportuna distinzione fra quelli da effettuare sui corpi di fabbrica e quelli da effettuare sui vari impianti; la quantificazione del costo dell’intervento mediante la produzione di un apposito computo metrico; relazione d’accompagnamento al computo metrico che dia indicazioni della tipologia dell’intervento, delle schede tecniche adottate che hanno portato all’individuazione delle voci di prezzo che formano il computo; l’elenco dei prezzi di computo.”

La risposta della Regione è davvero imbarazzante. Come pensava l’Amministrazione Valenti di andare avanti senza aver portato a termine queste attività di base, senza che nessun tecnico lavorasse con il gruppo che doveva redigere il verbale di consistenza? Nelle mani di chi siamo? Davvero l’assessore Settecasi, ingegnere, e il Sindaco, avvocato, hanno potuto permettere che si inoltrasse alla regione un lavoro così mediocre e approssimativo? Nessuno di loro ha visionato preventivamente la documentazione prima di trasmetterla? Era evidente e non c’era bisogno che ce lo dicesse la Regione: era necessario più di un verbale di consistenza. Erano richiesti dei computi metrici estimativi degli interventi di manutenzione da eseguire. Chi doveva redigerli secondo loro?

I professionisti del gruppo del M5S di Sciacca avevano da subito rilevato le stesse inadempienze evidenziando che la fase di verifica di consistenza degli immobili del patrimonio termale effettuata dal Comune si è limitata esclusivamente ad un reperimento della documentazione catastale e della documentazione archivistica, nonché di un repertorio fotografico di alcuni ambienti e degli arredi in esso contenuto.  Tra le tante, i nostri professionisti hanno anche evidenziato che:

  • E’ stato inserito tra le mappe catastali anche l’albergo di San Calogero, ma dall’esame del parco delle Terme non si riscontra il Teatro (forse perché sempre incompleto?) e alcune strutture accessorie allo stabilimento. Tale circostanza evidenzia superficialità e incompletezza.
  • La documentazione archivistica è incompleta. Essa non è catalogata e ordinata né cronologicamente, né tanto meno geograficamente; mancano inoltre relazioni e/o tavole che segnalano le vicende di trasformazione degli immobili.
  • La relazione fotografica non è completa. Sono state rappresentate soltanto limitate parti, non vi sono i punti di scatto fotografico, né tanto meno un elenco esaustivo de beni mobili ed immobili.

Bisognava invece condurre questa fase con il giusto rigore metodologico con degli step chiari e precisi che già abbiamo individuato e che avrebbe condotto ad un reale censimento dei beni con lo scopo di portare alla luce la reale consistenza quantitativa del patrimonio edilizio e le caratteristiche tecniche degli edifici.

Sono prima di tutto necessari elaborati descrittivi degli interventi da eseguire e computi metrici per la definizione dei costi. Chi li fornisce? E quando?

La Regione dice che spetta al Comune, il Comune gioca a scarica barile con la Regione e da mesi nulla si muove. C’è evidentemente un difetto di comunicazione tra Regione e Amministrazione, forse voluto? Ci auguriamo di no.

Adesso basta con quest’approssimazione, con quest’inefficienza, con questa vergogna.

I nostri tecnici hanno realizzato un crono-programma, dotato di Gantt Chart, con fasi ben definite dalle quali non si può prescindere. Oggi stesso il M5S invia copia di questo lavoro all’Amministrazione Valenti, nella speranza che lunedì il Sindaco ne faccia buon uso, compilando il crono-programma insieme all’assessore Armao e iniziando a trattare l’argomento Terme con la professionalità e competenza che merita.

Nessuno vuole più aspettare.

Se l’Amministrazione non è capace di affrontare l’ argomento Terme con professionalità, si metta da parte, e subito! Le Terme sono un bene pubblico. Non appartengono a questa Amministrazione comunale e neppure a questa Amministrazione regionale, così come non appartengono a nessun partito politico. Le Terme sono dei cittadini e proprio loro rivogliono ciò che la politica gli ha tolto. I cittadini vogliono ritornare a vivere di Terme. Vogliono che attorno alla parola “terme” ci sia il rilancio della città.

Il M5S ha proposto un metodo sin dai primi giorni del suo insediamento in Consiglio. Ha proposto la creazione di un tavolo tecnico-politico che avesse obiettivi precisi e cadenzati. La commissione voluta dall’Amministrazione invece non ha portato a nulla. Non è servita nemmeno da raccordo con la Regione in quanto non riconosciuta. La prima nostra proposta è stata bocciata, ma questo non ci ferma. La posta è alta. Andiamo avanti ancora proponendo un metodo.

Tre attori in gioco: la Regione, il Comune e Terme di Sciacca SpA. Tre attori che devono lavorare attorno ad un unico progetto: la riapertura di tutto il complesso termale.

Noi forniamo oggi lo strumento per coordinare il lavoro di questi 3 attori, in modo trasparente e professionale.

Un metodo per definire in modo chiaro “chi fa cosa e entro quando”, per monitorare lo stato di avanzamento del progetto Terme e da rendere sempre fruibile a tutti i cittadini.

Se non si va avanti così, non si va da nessuna parte. Se l’Amministrazione non vuole, o non è in grado di capire questo, vada via.

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RIFIUTI. TERESA BILELLO (M5S) SCRIVE AL DIRETTORE ESECUTIVO (DEC). LA CITTA’ VUOLE TUTTI I SERVIZI PREVISTI DAL CONTRATTO. NESSUNO ESCLUSO.


(foto fonte: http://www.corrieredisciacca.it)

Teresa Bilello: “Il Piano ARO e il contratto con le ditte va fatto rispettare. Per questo motivo ho scritto ieri all’ Ing. Giuseppe Di Martino , il neo nominato Direttore Esecutivo del Contratto, segnalandogli alcuni dei servizi dei quali i cittadini ad oggi non hanno traccia ma che già hanno pagato “

Sciacca 27 Luglio 2018 – Il M5S oggi torna sull’argomento e lo fa questa volta non rivolgendosi più soltanto all’amministrazione, che da sempre si dimostra sorda a consigli e proposte da parte dell’opposizione, ma indirizzando direttamente una nota al Direttore Esecutivo del Contratto, nella speranza di trovare finalmente un interlocutore più attento e disponibile a accogliere degli  input precisi e puntuali.

Ricordiamo, infatti che il “laboratorio ARO del M5S”, composto da diversi attivisti del movimento e dallo stesso consigliere Teresa Bilello, da oltre un anno lavora sul contratto di affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti e in questo anno ha rilevato moltissime incongruenze  denunciandole agli organi competenti (senza ricevere risposte) e rendendole pubbliche a mezzo stampa al fine di informare i cittadini che dimostrano di apprezzare il nostro lavoro.

Il M5S di Sciacca ritiene che non si tratti più solamente di elevare eventuali penali alle ditte; si tratta, piuttosto, di ragionare a lungo termine mettendo in atto un programma  di azioni (alcune già previste dal contratto) che incentivino la raccolta differenziata e riducano al massimo la quantità di rifiuti prodotta.

Per questo motivo chiede al DEC:
  •  dove sia quella campagna di sensibilizzazione che le ditte avrebbero dovuto attuare sin dall’inizio del servizi.
  •  dove siano le postazioni di telecamere mobili che dovrebbero monitorare lo stato di abbandono dei rifiuti.;
  •  dove siano alcuni importanti servizi: gli eco-point, la piattaforma ecologica, il potenziamento del servizio estivo di raccolta, i contenitori per la raccolta di rifiuti particolari (pile, farmaci, oli esausti, etc.), i contenitori dotati di calotta con controllo degli accessi e tanto altro;
E’ lampante:  occorrono sanzioni per chi ancora si dimostra restìo a rispettare le regole e premialità, invece, che incoraggino i cittadini a differenziare e a ridurre la quantità di rifiuti prodotta.

L’assessore Mandracchia aveva promesso che, dopo l’approvazione del bilancio, si sarebbe stipulata la convenzione con le Guardie Ambientali. Bene, il bilancio è stato approvato, dove sono le guardie?
Oggi” – continua il consigliere – “i cittadini si organizzano da soli sostituendosi all’amministrazione. Alcuni effettuando autonomamente la scerbatura (anche questa prevista nel contratto), altri annunciando gesti irragionevoli: in mancanza di controlli da parte degli organi preposti, alcuni cittadini esasperati vorrebbero munirsi di pietre per frenare l’abbandono incontrollato dei rifiuti.
Alla luce di questi fatti chiediamo all’amministrazione se si stia preoccupando del fatto che i cassonetti di prossimità così organizzati non incentivano affatto a differenziare. Se si sia accorta che attorno ad essi venga accumulata solo spazzatura indifferenziata che al momento stiamo conferendo a Lentini con un aumento dei costi a discapito dei contribuenti. Perché non pensare, allora, come già fatto nella virtuosa Menfi, a creare delle isole ecologiche nei diversi quartieri della città, non serviti dal porta a porta, con controllo degli accessi e con orari di conferimento ben precisi ?
Le azioni da intraprendere sono molteplici e molte di esse non richiedono neppure troppa fantasia visto che sono state già previste e offerte dalle ditte, ma mai fatte attuare.
E’ il momento che questa amministrazione si svegli e inizi a far rispettare per come si deve il contratto, insieme agli organi di controllo preposti, a cominciare dal DEC.

Sia ben chiaro, i cittadini sono esasperati e la nostra amata Sciacca è sfregiata dai rifiuti per le strade e“ – chiude Bilello – “vorrei sottolineare che non siamo solo noi cittadini saccensi a notarlo, ma quei turisti che quest’anno avevano deciso di trascorrere le loro vacanze a Sciacca per mai più ritornare. Il danno di immagine è incalcolabile. Abbiamo scritto al DEC. Questa volta vogliamo risposte.
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LA CITTA’ VUOLE I FATTI. BASTA CLEMENZA CON LA GIUNTA VALENTI

Nello stesso giorno in cui  un editoriale del giornale online “Risoluto” ipotizza un azzeramento della giunta Valenti, un consigliere di maggioranza tenta grottescamente di salvare la faccia agli attuali amministratori con una lettera STRAPPA LACRIME, purtroppo per lui, non si è dimostrata STRAPPA LIKE su facebook.

E il modo con cui il consigliere di maggioranza tenta di difendere il suo Sindaco NON è parlando di risultati ottenuti, perché evidentemente ammette anche lui che di risultati non si può parlare, ma chiedendo “clemenza”.

Eppure, vorremmo ricordare al consigliere Di Paola, che in campagna elettorale non si chiedeva “clemenza”, si parlava di “cambiamento ”.

Non si chiedeva di supportare una donna per il suo “grande cuore”, ma si invitava a dare fiducia ad una grande professionista, dall’importante curriculum, ad una squadra di persone competenti, con esperienza, che avrebbero portato il tanto decantato “cambiamento”.

Oggi, dopo aver ricevuto la fiducia della maggioranza dei cittadini saccensi e averla puntualmente tradita ormai da un anno, si è arrivati all’assurdo.

La città riceve la lettera disperata di un consigliere di maggioranza che invita a “rispolverare un programma”, “trasformarlo in cose fatte”, “renderlo concreto”.

Ovvero, a chiedere di trasformare il programma in “realtà realizzate”, non è piu solo l’opposizione, ma addirittura uno stesso consigliere di maggioranza.

Un consigliere che nel tentativo grottesco di difendere una squadra indifendibile rende ormai chiara a tutti l’idea di fallimento totale della giunta Valenti.

Una giunta che fa “rumore” invece che comunicare.  Che “parla” di risultati invece che attuarli. Che chiede “clemenza” invece che amministrare. Che appare “sorda” e mai “collaborativa” davanti a proposte concrete come quelle avanzate dal Movimento 5 Stelle.

E’ vero, l’azzeramento è necessario.

Ma l’unico azzeramento possibile, oggi, sono le dimissioni.

Ormai del resto è palese:  lo slogan “Con me il Sindaco sei TU” non è mai stato riferito ai cittadini saccensi.

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