M5S: “Sempre più isolati i Comuni dell’Agrigentino”

Scorrimento veloce Palermo–Agrigento, i lavori si fermeranno a Manganaro, per completare l’opera vanno reperiti nuovi fondi. Stamattina l’audizione a Palazzo dei Normanni chiesta dai Cinquestelle.

“Tagliata fuori la provincia di Agrigento, sempre più isolata e distante dagli altri capoluoghi siciliani. E’ un quadro sconfortante quello che emerge dall’audizione di oggi in IV commissione all’Ars, con oggetto il completamento dello scorrimento veloce Palermo – Agrigento”. Lo dice il deputato del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo che, insieme al collega parlamentare Giampiero Trizzino, aveva chiesto di sentire l’assessore alle Infrastrutture e il dirigente del dipartimento, nonché i vertici dell’Anas, proprio sugli stanziamenti finanziari previsti per il completamento dell’opera e, quindi, sull’esclusione dalla lista delle opere di interesse nazionale.

“Nonostante le rassicurazioni da parte dell’assessorato sul fatto che la fuoriuscita dal piano delle opere strategiche non comprometterà i lavori già in corso, – afferma Mangiacavallo – lascia molte perplessità e molta amarezza, invece, che buona parte del tratto non abbia ancora una storia certa”. “Durante l’audizione di oggi, – continua il deputato – sono state date garanzie soltanto rispetto ai tempi e finanziamenti per il completamento dei lotti da Palermo fino a Bolognetta e da Bolognetta a Manganaro. Invece, nessun finanziamento e nessuna scadenza certa per completare la Palermo-Agrigento di cui si parla ormai da circa 20 anni; sulle carte della Regione leggiamo solamente ‘risorse da reperire’”.

Il parlamentare 5Stelle è critico anche riguardo il tratto che dovrebbe essere completato, quello che va da Palermo a Bolognetta, e che verrà consegnato, comunque, con due anni di ritardo. “Sette anni di lavori, interruzioni continue e strade inutilizzabili, – conclude Mangiacavallo – tutto questo per avere soltanto una corsia in più. L’attuale strada a due corsie, dalla quale passano oltre 22 mila macchine al giorno, passerà infatti a tre corsie. In pratica, anni di vitaccia per viaggiatori, pendolari e turisti, per un’opera che somiglia sempre di più ad un ‘topolino partorito dalla montagna’”.

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TERME DI SCIACCA – MANGIACAVALLO (M5S): “ECCO LA SOLUZIONE”

Il deputato regionale del M5S inoltra una nota all’assessore Baccei presentando la sua proposta di soluzione della vertenza Terme. Chiesta anche un’audizione in Commissione Bilancio all’ARS.

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E’ notizia di questi giorni l’autorizzazione e il finanziamento, da parte della Regione Siciliana, dei lavori di realizzazione dell’allaccio fognario, necessari per la riapertura dello stabilimento e del Grand Hotel delle Terme di Sciacca, nonché per l’emanazione dei mini-bandi relativi all’affidamento temporaneo della gestione di ambedue le strutture. Il deputato saccense Matteo Mangiacavallo non si accontenta e va oltre. Ha inoltrato quest’oggi, infatti, una nota all’assessore Baccei con la quale sottopone all’attenzione del governo regionale la proposta del M5S per risolvere la vertenza Terme. Chiesta anche un’audizione in Commissione Bilancio all’ARS per avere un riscontro immediato.

“Qualcuno, leggendo le mie dichiarazioni, dirà che ho scoperto l’acqua calda – dichiara Mangiacavallo – ma se la soluzione è così semplice, perché non prenderla in considerazione? Sappiamo che le Terme di Sciacca SpA si trovano attualmente in stato di liquidazione e che l’obiettivo finale che noi tutti ci siamo posti è quello di ricongiungere l’intero patrimonio alla Regione Siciliana. Affinché ciò avvenga, la Terme di Sciacca SpA dovrà rinunciare agli anni residuali di usufrutto (dei beni di proprietà della Regione Siciliana), che sono quasi venti. Per procedere in tal senso, si attende dapprima la vendita dei beni di proprietà delle Terme di Sciacca SpA per soddisfare in primis i creditori terzi. Quindi, riepilogando, prima si vende, poi si restituisce l’usufrutto e si procede alla chiusura della procedura di liquidazione. Nel frattempo si fanno i mini-bandi”.

“Noi sosteniamo invece – continua Mangiacavallo – di valutare la possibilità di procedere invertendo i passaggi. Perché la Terme di Sciacca SpA non restituisce subito l’usufrutto residuale, compensando così i debiti contratti con la Regione Siciliana, in attesa di vendere i beni di sua proprietà? In questo modo, non sarebbe il commissario liquidatore a dover fare i bandi (tra l’altro mini-bandi e per un periodo limitato di tempo), ma ad emetterli potrebbe essere direttamente la Regione Siciliana procedendo con una manifestazione di evidenza pubblica per l’affidamento trentennale della gestione dei beni termali”.

“Qualcuno dirà che ciò non è possibile – conclude Mangiacavallo – perché ci sono i creditori che incalzano. Ma sappiamo benissimo che l’usufrutto, anche se parte del capitale e garanzia per i debitori, non rappresenta liquidità utile spendibile per soddisfare i creditori terzi ma potrebbe essere necessario e sufficiente per chiudere la partita coi debiti che riguardano la Regione Siciliana. Quest’ultima, essendo proprietaria, rimane comunque garante della quota residuale debitoria. La parte del capitale, quella di proprietà delle Terme di Sciacca SpA, sarebbe congrua infine a chiudere i conti coi debitori terzi, Comune di Sciacca, Girgenti Acque, Enel e altri fornitori”.

Con la nota inoltrata all’assessore Baccei, si ipotizza anche un diverso scenario per il futuro: le Terme di Sciacca SpA potrebbero concludere la vendita dell’ex Motel Agip al Comune di Sciacca, creditore ed interessato all’acquisto, la Regione Siciliana potrebbe essere autorizzata, con apposita norma, presentata dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’ARS, all’acquisto delle piscine Molinelli e al trasferimento, sempre con legge regionale, dei beni termali dalla Regione Siciliana al Comune di Sciacca. Non si tratta di sogni di un saccense ma di possibilità concrete che il deputato regionale sottopone al governatore Crocetta e al suo assessore al bilancio.

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Resort a Torre Salsa, la Sovrintendenza fa posticipare l’audizione dal 5 al 13 aprile. M5S: “Fare chiarezza con urgenza”

Giallo sulle autorizzazioni. I Cinquestelle: “ Un giornale on line parla di ritiro”.

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Una cosa è certa, la Sovrintendenza di Agrigento ha già chiesto, proprio questa mattina, di posticipare l’audizione richiesta dal Movimento 5 Stelle, dal 5 aprile al 13 dello stesso mese. E’ dell’ultima ora, invece, l’indiscrezione emersa su una testata giornalistica regionale on line: pare che la stessa Sovrintendenza abbia già ritirato l’ autorizzazione concessa alla società che dovrebbe realizzare il Resort e la motivazione sarebbe da ricercare nell’approvazione del Piano paesaggistico della provincia di Agrigento; l’approvazione del Piano, ad opera degli uffici della Regione, bloccherebbe, infatti, automaticamente le autorizzazioni concesse. Così intervengono i deputati all’Ars del Movimento 5 Stelle che avevano presentato diverse richieste di accesso agli atti, un atto ispettivo parlamentare e avanzato la richiesta di audizione. “E’ bastato portare la questione a Palazzo dei Normanni per bloccare tutto?” – chiedono i parlamentari Cinquestelle. “Adesso – concludono – attendiamo ulteriori sviluppi di cronaca e quindi l’audizione del 13 aprile per fare chiarezza sulla vicenda”.

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Vertenza Terme di Sciacca, questa mattina l’audizione all’Ars convocata dal deputato M5S Mangiacavallo alla presenza dell’assessore Baccei

Il parlamentare Cinquestelle: “Le Terme devono urgentemente cambiare proprietario passando dalle mani della Regione direttamente ai cittadini saccensi”.

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Si è svolta questa mattina, in III commissione Attività produttive all’Ars, l’audizione convocata dal deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo avente come oggetto la vertenza Terme di Sciacca.

Così il parlamentare Cinquestelle a margine dell’audizione di oggi: “Il nostro intento nel convocare la seduta odierna era quello di ottenere un momento di confronto tra i cittadini saccensi e i funzionari della Regione Siciliana che si stanno occupando della questione Terme di Sciacca. Abbiamo trovato al tavolo anche un altro interlocutore principale, ovvero l’assessore Baccei”.

“Soluzioni? – continua Mangiacavallo – Come al solito nessuna. Ci troviamo di fronte una Regione che ha chiuso le Terme per non appesantirne il bilancio e che adesso vuole vendere parte del patrimonio per far cassa e ripianarne i debiti. L’Asp di Agrigento, che doveva gestire lo stabilimento, è ferma al palo perché chiede all’assessore alla Sanità di essere autorizzata a sforare il proprio bilancio. Il mini bando per l’affidamento del Grand Hotel congelato fin quando le sorti dello stabilimento non siano definite, e il bando principale bloccato da una serie di procedure che vorrebbero che la Regione tornasse dapprima nella disponibilità totale dei beni, oggi gestiti dalle Terme di Sciacca S.p.A in liquidazione. Insomma, per chi non se ne fosse accorto, le terme di Sciacca sono finite nel pantano della burocrazia regionale”.

L’assessore Baccei ha preso quindi atto di due proposte pervenute al tavolo: il sindaco di Sciacca che ha offerto la sua disponibilità per la stesura del bando e il comitato cittadino che ha rilanciato l’azionariato popolare per l’acquisizione delle Terme.

“Adesso aspettiamo un cenno, lo stesso atteso ormai da mesi. Nel frattempo – conclude il deputato M5S – abbiamo chiesto, nell’immediato, di provvedere alla tutela dei beni per non farne perdere il valore”.

E così in chiusura Mangiacavallo afferma: “Rimango convinto che le Terme debbano urgentemente cambiare proprietario; passare dalle mani di una Regione siciliana che le considera un peso, un problema, ai cittadini saccensi, che invece, come me, lo ritengono un patrimonio da valorizzare e salvaguardare. Come gruppo parlamentare faremo di tutto affinché questo avvenga”.

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Mangiacavallo (M5S): “Occorre rilanciare l’economia siciliana ripartendo dall’agricoltura”

Presentati due emendamenti all’assestamento di bilancio per ripristinare i fondi destinati ai consorzi di bonifica e garantire l’acqua agli agricoltori.

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Si è svolta mercoledì 16 settembre, presso la commissione Attività produttive all’Ars, l’audizione dei soggetti interessati alle problematiche del consorzio di bonifica AG 3, richiesta dal deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo.

Queste le sue dichiarazioni circa le richieste di pagamento della differenza dei canoni dell’acqua per uso irriguo, avanzate dall’ente nei confronti degli agricoltori: “L’assessorato regionale all’agricoltura aveva assunto verbalmente, in più occasioni, impegni precisi nei confronti del consorzio di bonifica AG3 per il finanziamento  della somma necessaria a coprire la differenza tariffaria introdotta nel 2009 – dichiara Mangiacavallo – ma questi impegni sono stati disattesi dopo i primi anni. I consorzi, dunque, nelle ultime settimane si sono regolati di conseguenza per non restare le vittime sacrificali dei tagli imposti dall’assessore al bilancio durante la finanziaria”.

 “Su questi ultimi vorrei puntare l’attenzione – continua il deputato del M5S – perché dimostrano la cecità politica, ben più di grave di una classica miopia, di questa giunta regionale. Come si può pensare di rilanciare l’economia siciliana se si sottraggono risorse al suo asse portante, ovvero l’agricoltura? E lo hanno fatto non certo una ma diverse volte. Ad ogni finanziaria tolgono risorse ai coltivatori per dirottarle su forestali e precari. Una vera e propria guerra tra poveri”.

 “Occorre tornare indietro immediatamente – conclude Mangiacavallo – e restituire il “maltolto”. Per questo motivo abbiamo presentato, già in assestamento di bilancio, un emendamento che punta ad abrogare le norme che recentemente aveva introdotto Baccei. Sia quella che toglie risorse ai consorzi di bonifica, in maniera indiscriminata e senza alcuna programmazione, sia quella che impedisce di erogare l’acqua per uso irriguo, oltre i servizi consortili, in tutti i casi di morosità. La Sicilia deve ripartire dall’agricoltura, troppo penalizzata in questi anni di governo Crocetta”.

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Esondazione Platani – Il M5s chiede Audizione di agricoltori e governo regionale. Si terrà il 5 marzo all’Ars

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Dell’ennesima inondazione che ha colpito in questi giorni le campagne dell’agrigentino, in particolare quelle del riberese e i suoi aranceti, se ne discuterà all’ARS il prossimo 5 marzo.

Il deputato regionale M5S Matteo Mangiacavallo ha chiesto e ottenuto un’audizione in III commissione Attività produttive, alla presenza delle Istituzioni locali, degli agricoltori e del governo regionale.

Alla ribalta della cronaca c’è ancora il fiume Platani e gli altri torrenti che, in più parti, hanno rotto gli argini inondando non solo gli agrumeti ma anche i vigneti, gli uliveti e i pescheti. Il tavolo tecnico servirà a fare un punto della situazione sulle conseguenze dei violenti nubifragi che si sono abbattuti sulla provincia di Agrigento e sulle procedure inerenti al potenziale stato di calamità naturale.

Commenta Matteo Mangiacavallo: “Siamo vicini agli agricoltori che stanno vivendo il disagio delle piogge stagionali anche perché molti dei danni che oggi lamentano potevano essere evitati agendo in tempo, come anche noi avevamo richiesto. Mi viene da dire che “piove sul bagnato” dei terreni tassati dall’IMU agricola voluta dal governo Renzi. La Regione siciliana, che non è riuscita a prevenire quanto accaduto, si faccia adesso carico di fronteggiare il problema“.

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Trasporti. I disservizi sulla tratta Palermo-Sciacca-Palermo al centro di un audizione all’Ars. M5s: pendolari affidati alla fortuna. Il gestore Autolinee Gallo Sais attivi il sistema di prenotazioni

Anche una multa di 6mila euro inflitta alla ditta trasporti a seguito di controlli effettuati dall’assessorato per problemi di efficienza dei mezzi.

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“Sulla tratta Palermo-Sciacca-Palermo continuano i disservizi per pendolari e non. I passeggeri della linea, gestita dalle Autolinee Gallo Sais in regime di monopolio, sono affidati alla fortuna; trovare un posto e riuscire a beneficiare del servizio dipende solo dal caso”. Sono queste le principali problematiche segnalate dai fruitori del servizio, discusse durante l’Audizione richiesta dal deputato M5s Matteo Mangiacavallo, tenutasi in sottocommissione Trasporti all’Ars la scorsa settimana. “Nonostante le numerose interlocuzioni, – afferma Mangiacavallo – avvenute nel corso degli scorsi mesi, e degli ultimi anni, tra i dirigenti del dipartimento regionale ai Trasporti e i rappresentanti del comitato spontaneo dei pendolari della tratta, l’associazione di promozione sociale L’AltraSciacca ed i rappresentanti della politica, ed i responsabili dell’azienda Autolinee Gallo Srl, i disservizi segnalati dagli utenti permangono all’ordine del giorno. Diversi punti posti all’attenzione del gestore, peraltro assente durante l’ultima audizione, infatti, non sono ancora stati risolti”.

I tecnici dell’assessorato, durante il confronto al quale mancava però l’interlocutore principale, hanno riferito d’aver inflitto addirittura una multa di circa 6mila euro nello scorso mese di novembre alla ditta trasporti, a seguito dei controlli effettuati a Sciacca e al bivio Gulfa, per problemi di efficienza dei mezzi. Sulla vicenda della prenotazioni dei posti, hanno comunicato d’aver sollecitato più volte la ditta che gestisce il servizio, al fine di attivare il sistema automatico ma, non essendo tale prerogativa prevista dal contratto in essere, questi non si ritengono obbligati a farlo.

“Nel prossimo bando di concessione – assicurano dall’assessorato, dopo aver accolto l’invito del comitato pendolari – verrà introdotto, oltre al sistema di prenotazione dei posti anche il cosiddetto “pacchetto corse”, attraverso un carnet di ticket da spendere a discrezione dell’utente. I mezzi saranno, inoltre, dotati di dispositivi di telecontrollo, per essere monitorati dall’assessorato in tempo reale e avere la situazione sottomano i termini di disservizi e numero di corse effettuate dallo stesso mezzo”.

“Mi ritengo soddisfatto dai nuovi impegni assunti dal dipartimento ai Trasporti davanti ai cittadini – conclude il deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo – è chiaro che non lo sono per nulla dell’atteggiamento delle Autolinee Gallo che non solo non hanno ancora attivato il sistema di prenotazioni, che sappiamo essere l’unica soluzione alle problematiche riscontrate soprattutto dai pendolari sulla fondovalle Palermo-Sciacca, ma che hanno deciso non presentarsi alla convocazione di questa audizione. E’ necessario aprire, in fase di discussione del nuovo Piano regionale dei trasporti, la possibilità di garantire un regime di concorrenza sulle tratte maggiormente remunerative, e tra queste ci sono quelle che collegano la costa sud con la nord della nostra Sicilia“.

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Audizione Ponte Verdura in IV commissione, le rassicurazioni dell’Anas e il commento M5s

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Si è svolta ieri mattina in sottocommissione trasporti della IV commissione all’Ars un’audizione alla presenza dei vertici dell’Anas; c’erano anche il governo regionale ed un comitato spontaneo di cittadini riberesi. Oggetto dell’audizione le problematiche afferenti il ponte Verdura e la realizzazione di una nuova arteria sulla SS115 per rendere più sicuro il transito nei pressi dello svincolo per Ribera e verso i comuni limitrofi.

La seduta, richiesta dal deputato regionale M5s Matteo Mangiacavallo, ha puntato l’attenzione sui recenti problemi di “stabilità” del ponte. “L’Anas – riferisce Matteo Mangiacavallo – rassicura sull’elevata attenzione che verrà mantenuta sul ponte Verdura. Hanno precisato che non esistono problemi di stabilità e che i cedimenti del manto stradale sono fisiologici rispetto alla natura dei diversi materiali utilizzati per costruire le due corsie dello stesso ponte”.

“Era necessario questo confronto – aggiunge Mangiacavallo – così da rassicurare i cittadini che sentono ancora vivo l’incubo della chiusura di quel tratto”. “A proposito del nuovo ponte – conclude Mangiacavallo – i lavori saranno appaltati martedì prossimo (10 Febbraio), data in cui saranno aperte le buste, ed inizieranno entro la fine del 2015. Terminata la costruzione del nuovo ponte, l’attuale sarà distrutto per consentire un deflusso migliore del fiume Verdura“.

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Confindustria: “Acqua minerale gratis per le aziende che la esportano fuori dalla Sicilia”. M5S: “Un affronto per tutti i siciliani alle prese col caro bolletta”.

I rappresentanti degli industriali, ieri, in commissione Attività produttive, hanno tirato fuori dal cilindro l’idea del mega regalo alle imprese del settore. Mangiacavallo e La Rocca: “La nostra isola non è terra di conquista”.

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“Acqua minerale gratis per le aziende che la esportano fuori dalla Sicilia, e a canoni quasi inesistenti per chi la estrae (‘emunge’) e la distribuisce nell’isola”. E’ la proposta shock tirata fuori dai rappresentanti di Confindustria ieri al tavolo della commissione Attività produttive dell’Ars. Nel dettaglio la ricetta degli industriali per aiutare le imprese, una sorta di regalo di Natale anticipato, prevede l’azzeramento dei canoni per chi estrae ed esporta l’acqua e un netto taglio dei canoni per chi commercializza nell’isola. In questo secondo caso i canoni precipiterebbero dagli attuali 2 euro al metro cubo, previsti dalla legge regionale 9/2013, fino a 30 centesimi al mc. E tutto ciò a fronte di un’intera popolazione che continuerebbe a pagare l’acqua carissima.

“Trovo assurda la proposta di Confindustria – dichiara il deputato M5S Matteo Mangiacavallo – e oltremodo offensiva per i cittadini siciliani, che pagano l’acqua, quasi sempre non potabile, in media a oltre 1,50 euro al mc, mentre quella migliore, quella minerale, dovremmo cederla a 30 centesimi o addirittura regalarla se i concessionari riescono a venderla fuori dalla Sicilia. Tutto ciò è ridicolo e pure inaccettabile. Dobbiamo smetterla di pensare alla Sicilia come terra di conquista e ai siciliani come gli ultimi cittadini d’Europa“.

“Facciamo un appello di buonsenso a Confindustria – dice la deputata del Movimento Claudia La Rocca – ricordando che anche la norma antecedente al 2013 prevedeva un canone di 1,03 €/mc: Se proprio si deve rivedere la legge vigente per esigenze delle imprese, pretendiamo comunque che la nostra acqua non venga svenduta. La proposta portata in terza commissione infatti è ben al di sotto della media italiana, cosa che si evince chiaramente dai dati portati dalla stessa Confindustria in sede di audizione, e inoltre non tiene conto dell’accordo previsto dalla conferenza tra regioni del 2006, che prevede canoni da 1 a 2,50 €/mc per l’acqua imbottigliata e da 0,50 a 2,00 €/mc per l’acqua emunta non imbottigliata“.

“Chiediamo – continua La Rocca – un atto di responsabilità e di etica nei confronti della nostra terra, già abbastanza saccheggiata per spietate logiche di mercato. La nostra controproposta è quella di adottare una normativa che si avvicini a quella della regione Calabria, che mantiene canoni in linea con le altre regioni, ovvero 60 euro per ettaro, 1 euro per l’acqua emunta, 50 cent per l’acqua imbottigliata in vetro, incentivando così meccanismi virtuosi in materia di riduzione a monte dei rifiuti“.

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Matteo Mangiacavallo: “La chiusura di Riscossione Sicilia di Sciacca è una scelta inopportuna e immotivata”

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Scegliere di chiudere diversi sportelli destinati all’utenza, tra cui quello di Sciacca, è una scelta tanto inopportuna quanto immotivata. La direzione di Riscossione Sicilia non può, infatti, giustificarla adducendo esigenze di carattere economico perché l’eventuale risparmio generato dalla soppressione di questo servizio corrisponde ad un conseguente ed ovvio aggravio di spese sia per la collettività che per gli operatori che dovranno necessariamente spostarsi, percorrendo diversi chilometri su strade notoriamente pericolose, per raggiungere gli uffici più vicini. Non possiamo consentire, con la chiusura di questi sportelli, un ulteriore dispendio di risorse economiche e sociali mascherato col classico ritornello della “spending review”.

Nelle scorse settimane ho preso coscienza del problema, visitando gli uffici di Riscossione Sicilia di Sciacca. Ho, di seguito, incontrato il nuovo assessore regionale al Bilancio per avere ragguagli in proposito ricevendo risposte evasive e insoddisfacenti. Con il mio collega Francesco Cappello abbiamo dunque inoltrato, in data 11/07, una richiesta di audizione immediata (vedi immagine) in II Commissione legislativa all’ARS dove attendiamo di sentire, in pieno esame della legge finanziaria ter 2014, i vertici di Riscossione Sicilia, a confronto con il governo regionale, per meglio intendere e chiarire le motivazioni che stanno alla base della scelta che non possiamo che contestare. Nell’attesa ho inoltrato un’interpellanza con risposta urgente (sotto riportata) invitando l’assessore Agnello, a cui è affidata la vigilanza di questo Ente, ad intervenire contro la soppressione dello sportello. Se non riceveremo una risposta in tempi brevi, interverremo in aula con un ordine del giorno al fine di ottenere un impegno ben preciso.

Matteo Mangiacavallo (M5S)

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XVI Legislatura ARS

ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
INTERPELLANZA

N. Iniziative in merito alla chiusura degli uffici di Riscossione Sicilia S.p.A di Sciacca (Ag) prevista per il 15 settembre 2014.

Al Presidente delle Regione
All’Assessore per l’economia

PREMESSO CHE:

* con decreto dell’Assessore per l’economia del 28 settembre 2011, in seguito al processo di riforma del sistema della riscossione in Sicilia, è stato disposto l’incorporazione della SERIT Sicilia S.p.A. con la controllante Riscossione Sicilia S.p.a;
* la stessa Riscossione Sicilia S.p.A. ha adottato un piano industriale che prevede, fra l’altro, la chiusura dello sportello di Sciacca a far data dal 15 settembre 2014 ed il contestuale trasferimento delle 14 unità lavorative presso altre sedi;

CONSIDERATO CHE:
* l’ufficio Riscossione Sicilia di Sciacca serve un territorio estremamente vasto garantendo un servizio ad un bacino di utenza di circa 140 mila abitanti di ben 15 Comuni che distano dalla sede provinciale di Agrigento della Riscossione Sicilia S.p.A. diverse decine di chilometri;
* che anche l’alternativa avanzata, relativa ad una trasformazione dell’ufficio ad un mero sportello polifunzionale, appare oltremodo insufficiente a garantire un servizio completo ed efficiente alla popolazione interessata;
* la chiusura dell’ufficio di Riscossione Sicilia S.p.A. di Sciacca rappresenta l’ennesimo atto di lungo e costante processo di depauperamento dei servizi di un vasto comprensorio già notevolmente colpito da scelte politiche nefaste;
* detta soluzione non trova fondamento neanche nel più generale principio costi/benefici poiché il costo dei locali (affitto e utenze in genere) ammonta a circa 20.000,00 euro a fronte dei 5.000.000,00 di euro annui che si registrano in entrata nell’ufficio de quo;
* il Comune di Sciacca ha manifestato, inoltre, la propria volontà di mettere a disposizione di
Riscossione Sicilia S.p.A. dei locali adeguati a costi irrisori.

PER CONOSCERE

se non ritengano di dovere intervenire presso il Consiglio d’amministrazione della Riscossione Sicilia S.p.A., impartendo allo stesso precise direttive circa il mantenimento dell’Ufficio di Sciacca, con lo stesso organico e le medesime attuali funzionalità, considerando non condivisibile il ridimensionamento deliberato, sia sotto il profilo economico che in considerazione dei conseguenti gravi disagi che si arrecherebbero a danno delle migliaia di utenti di un comprensorio di circa 140 mila abitanti di 15 diversi Comuni.

(Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)

16 luglio 2014

MANGIACAVALLO (M5S)
CAPPELLO (M5S)
CANCELLERI (M5S)
TRIZZINO (M5S)
ZITO (M5S)
CIACCIO (M5S)
SIRAGUSA (M5S)
TANCREDI (M5S)
CIANCIO (M5S)
FOTI (M5S)
FERRERI (M5S)
PALMERI (M5S)
LA ROCCA (M5S)
ZAFARANA (M5S)

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