TERME DI SCIACCA, OVVERO “OGGI LE COMICHE”. TUTTO FERMO PER COLPA DEL COMUNE – M5S: ”LA SETTIMANA PROSSIMA INCONTRO CON ARMAO”

Con le Terme di Sciacca siamo ad “oggi le comiche”, se non fosse in ballo il bene più prezioso della nostra città.

Nel giro di poche ore, giusto il tempo di diffondersi la notizia che il Comune aveva completato i compiti assegnati e che la CGIL provinciale rilanciasse l’accusa di immobilismo alla Regione, è arrivata la diffida al sindaco a completare la verifica di consistenza dei beni. Ovvero si scopre che è tutto fermo per colpa del Comune. Dalla Regione attendono la valutazione di consistenza per completare il bando. Ennesima figuraccia che va ad aggiungersi alle altre.

Perfino Nuccio Cusumano, a completare l’autogol politico, è dovuto intervenire per chiedere all’amministrazione, sostenuta dal suo partito, di accelerare le procedure avviate e non completate poiché la chiusura delle Terme rappresenta un danno incalcolabile per la città, per le sue attività ricettive e commerciali. Fortunatamente se ne stanno accorgendo, con ritardo ma se ne stanno accorgendo.

Nel balletto politico odierno, suonano fragorose poi le dichiarazioni dell’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao che in risposta all’invito di presenziare alle sedute della Commissione speciale consiliare sulle Terme di Sciacca, fa sapere che il suo interlocutore è l’amministrazione comunale. Che dire? Che ancora una volta avevamo ragione. Che la nostra proposta di istituire un tavolo tecnico politico presieduto dal sindaco di Sciacca e partecipato da esperti e da cittadini, era la scelta giusta. E a quel tavolo Armao avrebbe potuto partecipare perché la presidenza del tavolo sarebbe stata affidata al suo interlocutore, ovvero l’amministrazione di Sciacca.
Ma, lo sappiamo e lo ripetiamo ancora una volta, quella proposta è stata bocciata dalla giunta e dalla sua maggioranza che ha preferito l’istituzione di una Commissione speciale che oggi non viene riconosciuta come interlocutrice ufficiale dall’assessore.

Ma la cosa importante adesso è uscire fuori da questo pantano politico e continuare a lavorare per la riapertura delle Terme.

La riunione con Armao è necessaria e si farà.

L’assessore regionale è infatti stato contattato dal deputato regionale Matteo Mangiacavallo e dal senatore Rino Marinello e si è detto disponibile ad un incontro a Palermo, durante la prossima settimana, al quale anche i membri della Commissione, oltre l’amministrazione comunale, possono prendere parte.

Noi del M5S, come tutti i cittadini saccensi, siamo stanchi delle chiacchiere e del continuo rimpallo di responsabilità e vogliamo la riapertura delle Terme e il loro rilancio, al più presto.

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Il M5S ESPRIME APPREZZAMENTO PER L’INIZIATIVA DEL COMITATO PER LA SANITÀ: “UNITI RESTITUIAMO CENTRALITÀ E AUTONOMIA ALL’OSPEDALE DI SCIACCA”

Accogliamo con piacere l’iniziativa del Comitato per la Sanità di Sciacca di coinvolgere le Istituzioni, a partire dalla Sindaca Valenti, in una battaglia che ci deve vedere uniti, a prescindere dal colore politico, nell’obiettivo di restituire finalmente al presidio ospedaliero di Sciacca centralità e autonomia organizzativa e di gestione dei servizi sanitari.

Nel mese di marzo, il nostro deputato all’ARS Matteo Mangiacavallo ha presentato in VI Commissione legislativa “Sanità” il DDL n. 207 intitolato “Norme istitutive delle aziende ospedaliere territoriali” chiedendo l’istituzione di Aziende Ospedaliere Territoriali, non più coincidenti con gli ambiti territoriali delle ex province.

Si tratta di un’iniziativa che viene richiesta dal territorio, Sciacca è distante da Agrigento quanto da Palermo e Trapani e, visto il bacino di utenza del nostro ospedale, che abbraccia parti di tre province diverse, deve aspirare a un ruolo maggiormente centrale.

Come affermato questa mattina dall’avvocato Cucchiara, presidente del Comitato per la Sanità di Sciacca, la battaglia per una buona sanità pubblica è una battaglia di civiltà e non deve avere colore politico.

La salute è un diritto di tutti, tuteliamolo!

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PRESENTATO DAL M5S UN DDL CHE ISTITUISCE L’AZIENDA OSPEDALIERA DI SCIACCA – MANGIACAVALLO E MARINELLO: “COSÌ SI PUÒ GARANTIRE UN’OFFERTA SANITARIA MIGLIORE E UN RUOLO PIÙ CENTRALE DEL NOSTRO TERRITORIO”

Si comincerà presto a parlare di AOT, ovvero di Aziende Ospedaliere Territoriali, in VI commissione legislativa ARS. E’ stato presentato infatti, nello scorso mese di Marzo il DDL n.207, intitolato “Norme istitutive delle aziende ospedaliere territoriali”, su iniziativa del vice presidente della Commissione salute ed affari sociali, Francesco Cappello, dei deputati regionali Matteo Mangiacavallo e Nunzio Di Paola e di tutto il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’ARS.

A 9 anni dall’approvazione della riforma del sistema regionale sanitario, appare necessario e non più differibile una revisione della legge 5/2009 ed in particolare della parte che riguarda l’organizzazione delle aziende sanitarie provinciali (ASP), oggi, assolutamente, inadeguate ad offrire una risposta alla domanda di sanità dei Siciliani. La proposta, pertanto, è quella di istituire le Aziende Ospedaliere Territoriali non più coincidenti con gli ambiti territoriali delle ex provincie.

Da anni il territorio e le popolazioni dell’hinterland saccense rivendicano nei confronti dell’ex capoluogo di provincia, Agrigento, un ruolo più centrale e non più periferico attraverso il riconoscimento di una propria autonomia nella gestione dei servizi sanitari. L’idea è quella di istituire un’Azienda Ospedaliera Territoriale che comprenda il PO Giovanni Paolo II di Sciacca e l’Ospedale di Ribera, come il PO Gravina di Caltagirone ed il PO Basso Ragusa di Militello nonché il PO Vittorio Emanuele di Gela e gli Ospedali di Niscemi e Mazzarino.

I suddetti presidi ospedalieri condividono tutti la medesima condizione di “perifericità” nell’ambito delle rispettive ASP di Agrigento, Catania e Caltanissetta e solo in questo modo possono legittimamente ambire ad ottenere una propria autonomia organizzativa e gestionale essendo in particolar modo Sciacca, come Gela e Caltagirone per i servizi sanitari offerti ed omogeneità territoriale assolutamente complementari. L’ambizione è quella di riportare al centro della politica sanitaria l’Ospedale ed il territorio e ciò può essere conseguito solo attraverso la istituzione delle aziende ospedaliere territoriali.

E’ una iniziativa che viene richiesta dal territorio – afferma il deputato Matteo Mangiacavallo. – Sciacca è distante da Agrigento quanto da Palermo e Trapani e, visto il bacino di utenza del nostro Ospedale, che abbraccia parti di tre province diverse, deve aspirare ad un ruolo maggiormente centrale. Dopo l’avvio della discussione in commissione, verificheremo se ci sono margini per estendere dell’AOT su Castelvetrano”.

Non mancherà anche il mio impegno – dichiara il neo senatore del M5S Rino Marinellocome, spero, non mancherà quello dei parlamentari degli altri schieramenti politici. E’ una battaglia che non deve vederci contrapposti ma per la quale, speriamo, ci sia massima convergenza tra le forze politiche presenti nel territorio agrigentino”.

Nelle prossime settimane il M5S avvierà una campagna di sensibilizzazione dei cittadini delle città interessate dalla proposta riforma sul tema.

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M5S Sciacca: “Il silenzio di Musumeci è lo stesso di Crocetta. Il Comune di Sciacca invece interrompa il proprio sul bando di affidamento delle Terme”

Il sindaco Francesca Valenti interviene sulla questione Terme e parla di “silenzio assordante da parte della Regione”. Ma è lo stesso che noi saccensi avevamo percepito durante il governo regionale PD-Crocetta che, silenziosamente appunto, quasi tre anni fa, decideva di chiudere le nostre Terme.

E’ il gioco delle parti di una politica che non ci piace, dove i silenzi, a parti invertite, diventano “silenzi di parte”. E non si muove foglia perché cambia l’ordine dei fattori ma il prodotto non cambia.

Tutti ricordiamo il “rumore da campagna elettorale” prodotto nel mese di ottobre dello scorso anno, quando, a ridosso delle elezioni regionali, l’amministrazione Valenti aveva festeggiato il successo (mai raggiunto) del trasferimento dei beni termali dalla Regione al Comune. E il recente sollecito della prima cittadina saccense rivolto alla Regione per concludere il passaggio (mai avvenuto) è la conferma che era stata tutta un’operazione elettorale. Tanta era la fretta di “festeggiare” che avevano lasciato per strada il pezzo più pregiato: le stufe di San Calogero. Così oggi ci ritroviamo, nel “silenzio”, senza le stufe, senza il resto dei beni e senza neppure l’idea di un bando di affidamento.

In attesa di Musumeci, cosa sta facendo il governo della nostra città per farsi trovare pronta al vero trasferimento del patrimonio termale? A che punto è la stesura del bando di affidamento?

Sono domande che noi del M5S abbiamo rivolto più volte all’amministrazione comunale senza ottenere mai risposte concrete.

Avevamo avanzato una proposta, bocciata dal Consiglio Comunale, di istituire un tavolo tecnico-politico, che avrebbe sicuramente costruito soluzioni concrete soprattutto rispetto al nulla prodotto da una Commissione speciale, fortemente voluta dalla maggioranza consiliare, che si insedierà per la prima volta tra qualche giorno, ma dalla quale non ci aspettiamo alcun risultato. Nessuno si illuda. Perderemo altro tempo prezioso prima di rivedere riaperte le nostre Terme.

Nel frattempo il nostro deputato regionale Matteo Mangiacavallo ha inoltrato una nota indirizzata all’Assessorato regionale al Bilancio per sollecitare le operazioni di verifica della consistenza dei beni oggetto dell’accordo sottoscritto dal Comune di Sciacca nel mese di ottobre scorso. Contestualmente, con una interrogazione, il parlamentare saccense ha chiesto alla Regione di completare l’iter per l’accatastamento dei beni siti sul Monte San Calogero (le stufe vaporose, il piccolo e il grande albergo) per procedere al ricongiungimento di tutto il complesso termale.

In attesa che anche il Comune interrompa il suo silenzio su bando di affidamento dei beni delle Terme.

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Ambiente, allarme M5S: progetto Eni per ricerca di idrocarburi con esplosioni in mare tra Gela e Licata

Interpellanza dei deputati della Commissione ambiente all’Ars: “Musumeci non prosegua la svendita avviata da Crocetta. Il progetto Eni è disarmante, tra l’altro la Sicilia riceve meno di 300 mila euro l’anno di royalties, praticamente un piatto di lenticchie”.

“Esplosioni in mare per la ricerca di idrocarburi nel canale di Sicilia davanti alle coste tra Gela e Licata. Musumeci non prosegua la svendita della Sicilia ai petrolieri per un piatto di lenticchie e neghi le autorizzazioni”.

A dichiararlo sono i deputati della Commissione Ambiente del Movimento 5 Stelle all’Ars Giancarlo Cancelleri, Stefania Campo, Giovanni Di Caro, Nuccio Di Paola e Matteo Mangiacavallo, che avendo accolto l’appello di cittadini e dell’associazione Stoppa la Piattaforma con in testa l’ingegnere Mario Di Giovanna, hanno depositato interpellanza urgente con la quale si chiede al governo Musumeci se ha intenzione di opporsi all’istanza dell’Eni.

“La nuova istanza presentata dalla ENI Divisione Exploration & Production – spiegano i deputati – ha riattivato le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale lo scorso 29 novembre. Il programma dei lavori mette i brividi, si prevedono infatti l’acquisizione di circa 120 Kmq nel golfo di Licata e Gela di sismica 3D attraverso la tecnica dell’airgun, una serie di esplosioni in mare che hanno effetti devastanti nella delicata flora e fauna marina, ed una fase finale con la perforazione di un pozzo esplorativo, il tutto finalizzato alla ricerca di gas e petrolio in mare. Quest’ultima istanza è l’ultima di una lunga serie che a varia titolo sono state richieste ed in molti casi ottenute nel Canale di Sicilia, che rischiano in caso di incidente rilevante di distruggere l’ambiente e l’economia Siciliana.

A peggiorare il tutto – sottolineano i deputati – le ricadute economiche per la Regione Siciliana sono praticamente nulle, a titolo d’esempio le Royalty pagate alla nostra Regione per tutte le piattaforme attive nel canale di Sicilia nel 2017 sono ammontate a soli 296.347,75 euro, meno di 6 centesimi a Siciliano, per mettere a rischio di disastro ambientale un’intera Regione”.

“Con la nostra interpellanza – spiegano i deputati – chiediamo al Presidente Musumeci se, nei termini previsti dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale che scadevano lo scorso 3 febbraio, si è opposto a questo ennesimo progetto di ricerca e se più in generale vuole intraprendere un opposizione politica e legale contro lo sfruttamento petrolifero ed industriale del Canale di Sicilia oggetto di numerosissime istanze e permessi di ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare o se vuole come il passato presidente Crocetta, svendere il nostro mare e mettere a rischio il nostro ambiente e la nostra economia – concludono – per pochi centesimi di euro a siciliano”.

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Cani avvelenati: M5S, ai Comuni servono risorse non commissioni Ars

“Istituire una commissione parlamentare sul randagismo con l’obiettivo di indagare un fenomeno arcinoto sarebbe una perdita di tempo. Occorre agire subito per evitare altre stragi di randagi in Sicilia attraverso maggiori risorse ai Comuni da destinare anche alla realizzazione di rifugi pubblici per i randagi insieme a un maggiore coinvolgimento delle associazioni animaliste di volontariato, private della possibilità di continuare ad occuparsi dei randagi”. Così il gruppo parlamentare del M5S all’Ars, replica alla proposta del presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè di costituire una commissione parlamentare sul fenomeno del randagismo in Sicilia, dopo la strage di cani avvenuta a Sciacca (Ag).

“La legge regionale di contrasto al randagismo è desueta – proseguono i deputati -. Prevede un sistema sanzionatorio per gli enti locali, ma queste risorse finiscono nelle casse della Regione”.

Per il M5S occorre prevedere con una legge regionale affinché “i proventi derivanti dalle sanzioni siano devoluti agli enti locali, solo così si incentivano i Comuni a fare i controlli, e stoppare il business dei canili privati e la tratta degli animali”.

“Nella scorsa legislatura la commissione Sanità – ricordano i parlamentari – ha esitato un disegno di legge, proprio su questo tema, al quale il M5S ha dato un contributo fondamentale; ma si è arenato in commissione Bilancio”.

Il M5S ricorda, poi, che neanche un mese fa è stata istituita in seno alla commissione Sanità, una sottocommissione con il compito di indagare anche il fenomeno del randagismo oltre che quello della tubercolosi, brucellosi e leucosi bovina. “Chiediamo – conclude il M5S – di ripartire dal ddl già esitato dalla commissione Sanità. Se la presidenza dell’Ars intende istituire una nuova commissione lo faccia per indagare il business dei canili privati”.

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Terme di Sciacca, il M5S non dimentica! Che fine hanno fatto il ‘ricongiungimento dei beni” e la “commissione speciale”?

Sono trascorsi più di 3 mesi dalla cerimonia in pompa magna per il cosiddetto “successo” dell’amministrazione che era riuscita, almeno così sembrava, a riottenere parte del patrimonio termale (grotte di San Calogero escluse). Il silenzio e l’immobilismo che hanno fatto seguito a quella festa pesano oggi come un grosso macigno sulla città di Sciacca.

Le Terme sono ancora chiuse, i beni non tutti trasferiti, del bando d’affidamento… non se ne parla neppure. Ancora una volta, l’impressione che si ha è che il metodo utilizzato sia stato sempre lo stesso: quello dei grandi slogan da campagna elettorale, per confondere e illudere il cittadino, salvo poi lasciare tutto per com’è.

Gia a luglio 2017 il M5S aveva avanzato una mozione per la costituzione di un tavolo tecnico/politico per la stesura di un business plan e delle linee guida per il bando di affidamento. La maggioranza bocció la mozione a favore di una commissione speciale politica. Ad oggi il risultato è che non è stato fatto alcun passo in avanti. La “commissione speciale” proposta dalla maggioranza non si è mai riunita e il discorso Terme è caduto ancora una volta nell’oblio.

Ma noi non dimentichiamo. Il nostro portavoce alla Regione due giorni fa ha ottenuto un grande risultato dopo un iter durato più di 3 anni. Grazie alla legge Mangiacavallo, infatti, la città di Sciacca può da oggi, con una semplice delibera del Consiglio Comunale, chiamarsi “Sciacca Terme”.

Ebbene, chiediamo al Sindaco Valenti di impegnarsi per aprirle queste Terme. Non ci interessano i festeggiamenti per discutibili “successi” politici in campagna elettorale. Da cittadini chiediamo risultati concreti e definitivi.

Chiediamo inoltre trasparenza e condivisione. Vogliamo capire a che punto siamo con l’iter che porta al ricongiungimento dei beni dalla Regione al Comune di Sciacca. Quanto manca ancora all’apertura degli impianti. Cosa è necessario perché ciò accada. Chi se ne sta occupando. Chi si sta occupando della stesura del bando di gestione.

La città ha bisogno di risposte, al Sindaco l’onore e l’onere di darle.

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Commissione Speciale Terme, il M5S di Sciacca sarà presente come componente semplice

Fonte della foto: corrieredisciacca.it

Ieri sera in Consiglio comunale, dopo quasi due mesi di attesa, è stata approvata l’istituzione della Commissione Speciale Terme. La proposta era stata già avanzata in conferenza dei capigruppo in sostituzione della mozione presentata dal M5S, che proponeva l’istituzione di un tavolo politico-tecnico che si sarebbe dovuto occupare della stesura del bando di gestione delle Terme di Sciacca e dei termini di affidamento. In quell’occasione il M5S rifiutò la proposta perché considerata non una concreta soluzione rivolta alla collaborazione tra le varie forze politiche e apertura alle forze sociali ma esclusivamente una perdita di tempo senza alcuna specifica finalità. Rimanendo coerente con le proprie idee, ieri il M5S, tramite i suoi portavoce Bilello e Curreri, ha espresso la sua contrarietà all’istituzione della commissione speciale. Tuttavia, essendo passata la proposta, il M5S ha ritenuto di dover farne parte per osservarne le modalità di lavoro, ma soprattutto per valutarne l’operato. La presidenza della predetta Commissione spettava all’opposizione, ma per coerenza il M5S ha rinunciato a qualsiasi carica al suo interno e ne farà parte come semplice componente.

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TERME DI SCIACCA – M5S: “BOCCIATA LA NOSTRA MOZIONE. AMMINISTRAZIONE E MAGGIORANZA SCELGONO LA POLITICA INVECE CHE I CITTADINI”

Ieri è stata discussa e bocciata la mozione del gruppo consiliare del M5S di Sciacca che puntava all’istituzione di un tavolo tecnico-politico per discutere e risolvere la questione “Terme”, dalla stesura del bando ai termini di affidamento e gestione. Si sarebbe trattato di un tavolo decisionale che avrebbe visto la presenza di tecnici incaricati alla redazione della manifestazione di interesse pubblico, dei cittadini, ovvero della società civile e delle associazioni, e infine dell’amministrazione, nelle persone del sindaco e dell’assessore al ramo. Il sindaco avrebbe dovuto presiedere il tavolo, assumersi le responsabilità declamate in campagna elettorale ed effettuare le scelte alla luce del sole e in piena trasparenza, davanti alla cittadinanza.

La nostra proposta però non è piaciuta al Sindaco e alla sua maggioranza che, aggrappandosi alla scusa che “il metodo di selezione dei tecnici non era precisato”, hanno scelto di proseguire con l’idea, ancora parecchio vaga, di costituire una commissione di studio, formata da soli consiglieri comunali (scelti come e sulla base di quali competenze nel settore non è dato sapere), senza alcun potere decisionale e pertanto non produttiva. La maggioranza sceglie la melina e l’Amministrazione sceglie di non assumersi le proprie responsabilità.

Prendiamo atto che anche stavolta la politica viene preferita ai cittadini. Vigileremo perché non abbiamo più tempo da perdere e vogliamo le Terme aperte e subito, perché non vogliamo passare da una politica regionale, distratta, improvvisata e inconcludente ad una politica locale priva di idee e per giunta confuse.

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Terme di Sciacca, M5S: “Solo annunci da campagna elettorale, ennesima vergogna a danno dei cittadini saccensi”

Il deputato 5Stelle all’Ars Mangiacavallo: “L’unico modo per cancellare le loro vergogne non è un comunicato stampa ma andarsene prima possibile, e possibilmente in silenzio”.

Si è svolto ieri a Palermo un incontro tra l’assessore regionale al Bilancio Baccei, il commissario liquidatore delle Terme di Sciacca Carlo Turriciano e i dirigenti generali dei dipartimenti regionali Finanze e Funzione Pubblica. Sugli esiti di tale riunione interviene il parlamentare saccense del M5S Matteo Mangiacavallo.

“Noi saccensi abbiamo sopportato di tutto in questi quattro anni e mezzo – dichiara Mangiacavallo – dal bando non rinnovato ai minibandi che non abbiamo mai visto, dalla sfilata di onorevoli e assessori che volevano rilanciare le terme alla loro definitiva chiusura, dalle soluzioni che non arrivavano mai a quelle last minute, ma farci prendere in giro per l’ennesima volta non glielo consentiamo. Lo capisce anche un bambino che siamo in campagna elettorale e che l’incontro di ieri con relative dichiarazioni dell’assessore servivano per lavare le coscienze di un governo regionale, simbolo di incapacità e improvvisazione, e di chi lo sostiene a Sciacca. Sembra l’asfalto elettorale di chi ripara le buche delle strade solo a fine mandato”.

“Ieri non è accaduto nulla di nuovo – continua il deputato regionale del M5S – non si è chiusa alcuna liquidazione e non è stato restituito alcun bene alla Regione. E’ stato definito, per l’ennesima volta, un percorso e ci vorrà ulteriore tempo per completarlo. Il commissario liquidatore procederà con la restituzione dell’usufrutto e man mano, dopo aver saldato i debiti, completerà la chiusura della società. Ma annunciare ai quattro venti ciò che ancora non è, per consentire a qualcun altro di fregiarsi, in piena campagna elettorale, di una riapertura delle Terme è l’ennesimo schiaffo al buonsenso dei cittadini che non possiamo sopportare. L’unico modo per cancellare le loro vergogne non è un comunicato stampa ma andarsene prima possibile, e possibilmente in silenzio”.

“Le Terme di Sciacca sono state oggetto di lottizzazione politica per troppi anni – conclude Matteo Mangiacavallo – e sono state usate impropriamente in tutte le campagne elettorali, compresa quella attualmente in corso. Noi del M5S non possiamo consentirglielo ancora. E’ stato tracciato un percorso che porterà alla liquidazione della società, alla riunificazione dei beni e alla concessione al Comune. Staremo addosso ai signori della Regione affinché questo processo, che dura già da troppi mesi, si concluda in tempi rapidi. Dopodiché, la politica stia lontana dalle Terme di Sciacca”.

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