TERME DI SCIACCA – M5S: “BOCCIATA LA NOSTRA MOZIONE. AMMINISTRAZIONE E MAGGIORANZA SCELGONO LA POLITICA INVECE CHE I CITTADINI”

Ieri è stata discussa e bocciata la mozione del gruppo consiliare del M5S di Sciacca che puntava all’istituzione di un tavolo tecnico-politico per discutere e risolvere la questione “Terme”, dalla stesura del bando ai termini di affidamento e gestione. Si sarebbe trattato di un tavolo decisionale che avrebbe visto la presenza di tecnici incaricati alla redazione della manifestazione di interesse pubblico, dei cittadini, ovvero della società civile e delle associazioni, e infine dell’amministrazione, nelle persone del sindaco e dell’assessore al ramo. Il sindaco avrebbe dovuto presiedere il tavolo, assumersi le responsabilità declamate in campagna elettorale ed effettuare le scelte alla luce del sole e in piena trasparenza, davanti alla cittadinanza.

La nostra proposta però non è piaciuta al Sindaco e alla sua maggioranza che, aggrappandosi alla scusa che “il metodo di selezione dei tecnici non era precisato”, hanno scelto di proseguire con l’idea, ancora parecchio vaga, di costituire una commissione di studio, formata da soli consiglieri comunali (scelti come e sulla base di quali competenze nel settore non è dato sapere), senza alcun potere decisionale e pertanto non produttiva. La maggioranza sceglie la melina e l’Amministrazione sceglie di non assumersi le proprie responsabilità.

Prendiamo atto che anche stavolta la politica viene preferita ai cittadini. Vigileremo perché non abbiamo più tempo da perdere e vogliamo le Terme aperte e subito, perché non vogliamo passare da una politica regionale, distratta, improvvisata e inconcludente ad una politica locale priva di idee e per giunta confuse.

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Terme di Sciacca, M5S: “Solo annunci da campagna elettorale, ennesima vergogna a danno dei cittadini saccensi”

Il deputato 5Stelle all’Ars Mangiacavallo: “L’unico modo per cancellare le loro vergogne non è un comunicato stampa ma andarsene prima possibile, e possibilmente in silenzio”.

Si è svolto ieri a Palermo un incontro tra l’assessore regionale al Bilancio Baccei, il commissario liquidatore delle Terme di Sciacca Carlo Turriciano e i dirigenti generali dei dipartimenti regionali Finanze e Funzione Pubblica. Sugli esiti di tale riunione interviene il parlamentare saccense del M5S Matteo Mangiacavallo.

“Noi saccensi abbiamo sopportato di tutto in questi quattro anni e mezzo – dichiara Mangiacavallo – dal bando non rinnovato ai minibandi che non abbiamo mai visto, dalla sfilata di onorevoli e assessori che volevano rilanciare le terme alla loro definitiva chiusura, dalle soluzioni che non arrivavano mai a quelle last minute, ma farci prendere in giro per l’ennesima volta non glielo consentiamo. Lo capisce anche un bambino che siamo in campagna elettorale e che l’incontro di ieri con relative dichiarazioni dell’assessore servivano per lavare le coscienze di un governo regionale, simbolo di incapacità e improvvisazione, e di chi lo sostiene a Sciacca. Sembra l’asfalto elettorale di chi ripara le buche delle strade solo a fine mandato”.

“Ieri non è accaduto nulla di nuovo – continua il deputato regionale del M5S – non si è chiusa alcuna liquidazione e non è stato restituito alcun bene alla Regione. E’ stato definito, per l’ennesima volta, un percorso e ci vorrà ulteriore tempo per completarlo. Il commissario liquidatore procederà con la restituzione dell’usufrutto e man mano, dopo aver saldato i debiti, completerà la chiusura della società. Ma annunciare ai quattro venti ciò che ancora non è, per consentire a qualcun altro di fregiarsi, in piena campagna elettorale, di una riapertura delle Terme è l’ennesimo schiaffo al buonsenso dei cittadini che non possiamo sopportare. L’unico modo per cancellare le loro vergogne non è un comunicato stampa ma andarsene prima possibile, e possibilmente in silenzio”.

“Le Terme di Sciacca sono state oggetto di lottizzazione politica per troppi anni – conclude Matteo Mangiacavallo – e sono state usate impropriamente in tutte le campagne elettorali, compresa quella attualmente in corso. Noi del M5S non possiamo consentirglielo ancora. E’ stato tracciato un percorso che porterà alla liquidazione della società, alla riunificazione dei beni e alla concessione al Comune. Staremo addosso ai signori della Regione affinché questo processo, che dura già da troppi mesi, si concluda in tempi rapidi. Dopodiché, la politica stia lontana dalle Terme di Sciacca”.

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TERME DI SCIACCA – MANGIACAVALLO (M5S): “ECCO LA SOLUZIONE”

Il deputato regionale del M5S inoltra una nota all’assessore Baccei presentando la sua proposta di soluzione della vertenza Terme. Chiesta anche un’audizione in Commissione Bilancio all’ARS.

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E’ notizia di questi giorni l’autorizzazione e il finanziamento, da parte della Regione Siciliana, dei lavori di realizzazione dell’allaccio fognario, necessari per la riapertura dello stabilimento e del Grand Hotel delle Terme di Sciacca, nonché per l’emanazione dei mini-bandi relativi all’affidamento temporaneo della gestione di ambedue le strutture. Il deputato saccense Matteo Mangiacavallo non si accontenta e va oltre. Ha inoltrato quest’oggi, infatti, una nota all’assessore Baccei con la quale sottopone all’attenzione del governo regionale la proposta del M5S per risolvere la vertenza Terme. Chiesta anche un’audizione in Commissione Bilancio all’ARS per avere un riscontro immediato.

“Qualcuno, leggendo le mie dichiarazioni, dirà che ho scoperto l’acqua calda – dichiara Mangiacavallo – ma se la soluzione è così semplice, perché non prenderla in considerazione? Sappiamo che le Terme di Sciacca SpA si trovano attualmente in stato di liquidazione e che l’obiettivo finale che noi tutti ci siamo posti è quello di ricongiungere l’intero patrimonio alla Regione Siciliana. Affinché ciò avvenga, la Terme di Sciacca SpA dovrà rinunciare agli anni residuali di usufrutto (dei beni di proprietà della Regione Siciliana), che sono quasi venti. Per procedere in tal senso, si attende dapprima la vendita dei beni di proprietà delle Terme di Sciacca SpA per soddisfare in primis i creditori terzi. Quindi, riepilogando, prima si vende, poi si restituisce l’usufrutto e si procede alla chiusura della procedura di liquidazione. Nel frattempo si fanno i mini-bandi”.

“Noi sosteniamo invece – continua Mangiacavallo – di valutare la possibilità di procedere invertendo i passaggi. Perché la Terme di Sciacca SpA non restituisce subito l’usufrutto residuale, compensando così i debiti contratti con la Regione Siciliana, in attesa di vendere i beni di sua proprietà? In questo modo, non sarebbe il commissario liquidatore a dover fare i bandi (tra l’altro mini-bandi e per un periodo limitato di tempo), ma ad emetterli potrebbe essere direttamente la Regione Siciliana procedendo con una manifestazione di evidenza pubblica per l’affidamento trentennale della gestione dei beni termali”.

“Qualcuno dirà che ciò non è possibile – conclude Mangiacavallo – perché ci sono i creditori che incalzano. Ma sappiamo benissimo che l’usufrutto, anche se parte del capitale e garanzia per i debitori, non rappresenta liquidità utile spendibile per soddisfare i creditori terzi ma potrebbe essere necessario e sufficiente per chiudere la partita coi debiti che riguardano la Regione Siciliana. Quest’ultima, essendo proprietaria, rimane comunque garante della quota residuale debitoria. La parte del capitale, quella di proprietà delle Terme di Sciacca SpA, sarebbe congrua infine a chiudere i conti coi debitori terzi, Comune di Sciacca, Girgenti Acque, Enel e altri fornitori”.

Con la nota inoltrata all’assessore Baccei, si ipotizza anche un diverso scenario per il futuro: le Terme di Sciacca SpA potrebbero concludere la vendita dell’ex Motel Agip al Comune di Sciacca, creditore ed interessato all’acquisto, la Regione Siciliana potrebbe essere autorizzata, con apposita norma, presentata dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’ARS, all’acquisto delle piscine Molinelli e al trasferimento, sempre con legge regionale, dei beni termali dalla Regione Siciliana al Comune di Sciacca. Non si tratta di sogni di un saccense ma di possibilità concrete che il deputato regionale sottopone al governatore Crocetta e al suo assessore al bilancio.

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M5S all’Ars contro i nuovi tagli ai posti letto ospedalieri: “Governo succube di Roma, Gucciardi venga in commissione”

I deputati 5stelle annunciano battaglia contro il nuovo colpo alla sanità siciliana: “Salterebbe tutto, concorsi compresi. Se l’esecutivo pensa di fare finta opposizione alle direttive capitoline solo per far passare le scadenze elettorali, si sbaglia di grosso”.

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“Una rimodulazione che non ci convince affatto e che potrebbe rappresentare un colpo mortale al cuore della già comatosa sanità siciliana. Gucciardi venga a spiegare in commissione” .

Il movimento 5 stelle all’Ars reagisce con veemenza al paventato nuovo taglio di quasi 600 posti letto nell’isola. “Un taglio – dicono Francesco Cappello e Giorgio Ciaccio, componenti della commissione Sanità di palazzo dei Normanni – che potrebbe costare carissimo, perché le piante organiche e le nuove assunzioni sono state modulate anche sui posti letto che ora potrebbero saltare”.

Le assicurazioni arrivate a mezzo stampa dall’assessore alla Sanità, che ha affermato di non di non voler assecondare le direttive romane non convincono il M5S.

Ormai – affermano i due deputati – è diventato un copione rodatissimo: Roma dispone e Crocetta esegue senza battere ciglio. E’ un saccheggio continuo e generalizzato, che sta condannando alla povertà la Sicilia. Non vorremmo che l’opposizione di Gucciardi all’annunciato taglio dei posti letto sia finta e finalizzata soltanto a fare passare il periodo elettorale in modo da consentire al governo di sventolare sotto il naso degli elettori un pugno di posti di lavoro, in gran parte finti e che dopo le urne rischiano di assottigliarsi ancora di più. Se così fosse hanno sbagliato i conti”.

“Vogliamo certezze – dicono Cappello e Ciaccio –, la settimana prossima chiederemo al presidente della commissione Sanità di convocare Gucciardi. Con l’occasione chiederemo anche del perché al Civico nasce una unità di ginecologia oncologica, che a tutto sembra rispondere tranne che alla necessità di coprire vuoti esistenti e di dare risposte ai cittadini”.

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Audizione all’Ars su Resort Torre Salsa, M5S: “Ci assicureremo vengano rispettate tutte le prescrizioni della Sovrintendenza”

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“Il progetto, attualmente, è in fase di revisione secondo gli adempimento prescritti della Sovrintendenza di Agrigento, tutto questo prima di passare allo step successivo. Per quanto ci riguarda, manterremo i riflettori puntati e vigileremo sulla riformulazione del progetto, assicurando che l’ambiente e il paesaggio, nonché la stessa riserva, vengano rispettati“. Così i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars Matteo Mangiacavallo e Giancarlo Cancelleri che avevano richiesto la convocazione dell’audizione tenutasi in IV commissione Ambiente e territorio, in merito al progetto che vedrebbe la realizzazione di un resort di lusso a due passi dalla riserva dell’Agrigentino di Torre Salsa.

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Mangiacavallo (M5S): “Occorre rilanciare l’economia siciliana ripartendo dall’agricoltura”

Presentati due emendamenti all’assestamento di bilancio per ripristinare i fondi destinati ai consorzi di bonifica e garantire l’acqua agli agricoltori.

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Si è svolta mercoledì 16 settembre, presso la commissione Attività produttive all’Ars, l’audizione dei soggetti interessati alle problematiche del consorzio di bonifica AG 3, richiesta dal deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo.

Queste le sue dichiarazioni circa le richieste di pagamento della differenza dei canoni dell’acqua per uso irriguo, avanzate dall’ente nei confronti degli agricoltori: “L’assessorato regionale all’agricoltura aveva assunto verbalmente, in più occasioni, impegni precisi nei confronti del consorzio di bonifica AG3 per il finanziamento  della somma necessaria a coprire la differenza tariffaria introdotta nel 2009 – dichiara Mangiacavallo – ma questi impegni sono stati disattesi dopo i primi anni. I consorzi, dunque, nelle ultime settimane si sono regolati di conseguenza per non restare le vittime sacrificali dei tagli imposti dall’assessore al bilancio durante la finanziaria”.

 “Su questi ultimi vorrei puntare l’attenzione – continua il deputato del M5S – perché dimostrano la cecità politica, ben più di grave di una classica miopia, di questa giunta regionale. Come si può pensare di rilanciare l’economia siciliana se si sottraggono risorse al suo asse portante, ovvero l’agricoltura? E lo hanno fatto non certo una ma diverse volte. Ad ogni finanziaria tolgono risorse ai coltivatori per dirottarle su forestali e precari. Una vera e propria guerra tra poveri”.

 “Occorre tornare indietro immediatamente – conclude Mangiacavallo – e restituire il “maltolto”. Per questo motivo abbiamo presentato, già in assestamento di bilancio, un emendamento che punta ad abrogare le norme che recentemente aveva introdotto Baccei. Sia quella che toglie risorse ai consorzi di bonifica, in maniera indiscriminata e senza alcuna programmazione, sia quella che impedisce di erogare l’acqua per uso irriguo, oltre i servizi consortili, in tutti i casi di morosità. La Sicilia deve ripartire dall’agricoltura, troppo penalizzata in questi anni di governo Crocetta”.

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Ddl Acqua pubblica approvato in Commissione Ambiente, grande la soddisfazione del M5S: “Fuori il lucro, no alla mercificazione dell’acqua”

Il presidente della IV commissione Trizzino (M5S): “Abbiamo chiesto tempi brevi perché il commissariamento è alle porte, il testo andrà in Aula già la prossima settimana”.

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E’ giunto ieri il SI dalla Commissione Ambiente e territorio all’Ars al ddl n.455 – discipline in materia di risorse idriche, col solo voto contrario del deputato di FI Giorgio Assenza. Esprimono grande soddisfazione il presidente della IV Commissione Giampiero Trizzino e le due deputate componenti della stessa commissione Angela Foti e Valentina Palmeri, tutti parlamentari M5S che continuano, senza riserve, a difendere il carattere pubblico del servizio idrico. “Tariffa unica, quantitativo minimo vitale e una disciplina agevolata per i meno abbienti” – interviene così la Cinquestelle Valentina Palmeri che spiega le battaglie su cui il Movimento non intende assolutamente cedere. “Adesso attendiamo il passaggio in Aula – aggiunge il presidente Trizzino – che avverrà già la prossima settimana. Abbiamo chiesto tempi brevissimi per l’approvazione visto il rischio di commissariamento alle porte”. Interviene anche la deputata Angela Foti: “Nonostante il parere negativo da parte degli uffici del dipartimento regionale, – conclude – questo ddl contiene uno dei principi su cui non intendiamo derogare: Fuori il lucro, No alla mercificazione dell’acqua”.

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Ddl Acqua pubblica, questa mattina l’ok in commissione Bilancio all’Ars. La soddisfazione del M5S

Continua l’iter per la pubblicizzazione dell’acqua in Sicilia. Il presidente della commissione Ambiente Giampiero Trizzino (M5S): “Il disegno va approvato entro luglio, stiamo lottando contro il tempo perché il commissariamento è alle porte”. Interviene anche la deputata Cinquestelle Valentina Palmeri: “Basta rallentamenti, adesso dobbiamo pensare solo agli interessi dei siciliani”.

La IV Commissione è convocata per giovedì 16 luglio, a quel punto il testo sarà trasmesso in conferenza Capigruppo e, quindi, discusso in Aula martedì 21 luglio.

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La nostra battaglia per l’approvazione di una legge per l’acqua pubblica in Sicilia ha incassato questa mattina anche il parere favorevole della commissione Bilancio; i componenti, infatti, hanno espresso voto favorevole all’unanimità”. Grande la soddisfazione dei deputati M5S Giampiero Trizzino, presidente della commissione Ambiente e territorio, e Valentina Palmeri, componente della stessa Commissione. “Non è stato semplice – afferma Valentina Palmeri – dal momento in cui abbiamo dovuto fare i conti con il parere del ragioniere generale Sammartano, il quale poneva, comunque, solo qualche criticità sulla quantificazione dei costi del personale e sull’accantonamento dello 0,2% dei ricavi del servizio per la creazione di un fondo per i meno abbienti, per l’alleggerimento della bolletta di queste categorie di utenti”. “Si tratta di criticità – aggiunge – che saranno facilmente superabili con degli emendamenti ad hoc”. Interviene anche il presidente Trizzino, che sottolinea: “Dalla nostra, continueremo a difendere instancabilmente la tariffa per i meno abbienti”. “Il dirigente generale del dipartimento regionale Acqua e rifiuti Armenio, invece, – continua Palmeri – non presentandosi in commissione, ha inviato una nota con la quale poneva un mare di criticità che si riassumevano nel concetto dell’incostituzionalità del concetto di “servizio pubblico” e soprattutto della parte dove noi ribadiamo che il servizio idrico non ha connotazione di servizio “a rilevanza economica”. Considerazioni – precisa la parlamentare M5S – che comunque non entravano nel merito della scelta della commissione Bilancio. Adesso bisogna pensare solo al bene dei siciliani”. In conclusione, il deputato Giampiero Trizzino rende noti i prossimi passaggi di questo ddl: la IV Commissione, infatti, è convocata per giovedì 16 luglio, a quel punto il testo sarà trasmesso in conferenza Capigruppo e, quindi, discusso in Aula martedì 21 luglio: “Stiamo lottando contro il tempo perché il commissariamento è alle porte”.

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Legge sull’acqua esitata in IV Commissione Ars. Le dichiarazioni dei deputati Palmeri e Mangiacavallo: “E’ stata una vera e propria corsa ad ostacoli”

A commento della seduta di Commissione Ambiente svoltasi ieri, che ha esitato l’intero testo della legge di iniziativa parlamentare per il riordino del servizio idrico integrato in Sicilia  (legge che adesso passa il vaglio della Commissione Bilancio per un parere rispetto alla copertura delle norme aventi carattere finanziario) queste le dichiarazioni dei due deputati M5S Valentina Palmeri e Matteo Mangiacavallo, la prima componente proprio della IV Commissione.

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Nella norma uscita dalla IV commissione – afferma Valentina Palmeri – sono rimasti molti dei principi che difendiamo tenacemente da più di due anni, come i 50 litri gratuiti giornalieri per cittadino, gli enti di diritto pubblico come scelta gestionale, forme partecipative democratiche dei cittadini, la coincidenza degli ambiti territoriali ottimali con i bacini idrogeografici piuttosto che con le province, il ciclo chiuso dell’acqua nei processi industriali, ecc. Una battaglia, comunque, che purtroppo rischia di essere vanificata dai continui tentativi di stravolgimento del testo operati da altre forze politiche, tentativi, temo, che continueranno sia in commissione bilancio che in aula. Siamo riusciti a fare entrare nuove norme nel testo che spingono fortemente verso una gestione pubblica, come il concetto che l’acqua è bene pubblico “privo di rilevanza economica”, e quello che non si possono fare guadagni sull’acqua ma si deve ottenere il “pareggio di bilancio”: l’equilibrio, ovvero che sul computo della tariffa non deve essere recuperato il capitale investito secondo una visione capitalistica finalizzata al guadagno, ma si devono calcolare i soli costi necessari all’espletamento del servizio. Inoltre abbiamo introdotto la previsione delle protezioni catodiche alle condutture di adduzione in acciaio, allo scopo di prevenire, risparmiando notevolmente, le perforazioni delle stesse dovute ai processi di ossidazione“.

Interviene anche il parlamentare Mangiacavallo: “Usciamo da questa seduta soddisfatti per l’esito ma sconfortati ancora una volta per l’atteggiamento del governo regionale. Abbiamo approvato questa legge, per diversi aspetti innovativa su scala nazionale, col voto contrario dell’assessore all’Energia. Contrario all’impianto normativo di una legge per un ritorno dell’acqua pubblica in Sicilia e contrario finanche ai principi sanciti dallo Statuto siciliano. L’atteggiamento remissivo di Crocetta e dei suoi assessori nei confronti dei dictat renziani e dalle imposizioni che arrivano dal Decreto Sblocca Italia sono disarmanti. Invece che lottare col parlamento che tenta di legiferare in ossequio alla nostra autonomia, tanto declamata, si schiera apertamente con privatizzatori e privati, contro un ritorno alla gestione pubblica dell’acqua. Tutto questo è sconcertante per noi del M5S che certamente non abbiamo votato questo presidente ma lo deve essere anche per tutti coloro che, avendogli dato fiducia, stanno verificando come le tante promesse e i proclami della campagna elettorale si stanno scontrando con l’evidenza dei fatti“.

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Agrigento. Ripristinato il finanziamento regionale al Cupa grazie al M5S. In discussione anche due emendamenti aggiunti sulle Terme di Sciacca e sul Toscanini di Ribera

matteo_mangiacavallo_m5sApprezzato ieri in commissione bilancio, con l’impegno del governo regionale a trovare opportuna copertura finanziaria, l’emendamento presentato dal parlamentare Matteo Mangiacavallo e sottoscritto dal gruppo del M5S all’ARS, per ripristinare il finanziamento al Cupa di Agrigento e agli altri sei poli distaccati siciliani. Quest’anno il governo Crocetta aveva, infatti, previsto uno stanziamento di circa 4 milioni e trecento mila contro i circa 5 milioni e centomila dello scorso anno. L’emendamento aumenta di 800 mila euro i fondi diretti ai consorzi universitari.

Ulteriori emendamenti, presentati dal deputato saccense, saranno valutati nelle prossime ore dalla II commissione legislativa Ars. Due sono gli aggiuntivi che riguardano la provincia di Agrigento, col primo si cerca di finanziare l’Istituto musicale “Arturo Toscanini” di Ribera per garantirne l’offerta formativa nell’anno in corso; attraverso il secondo, come annunciato da Mangiacavallo più volte negli scorsi mesi, si intende garantire una gestione transitoria ordinaria alle Terme di Sciacca revocando lo stato di liquidazione dell’azienda autonoma e trasferendo ad essa beni e servizi attualmente in dotazione alle Terme di Sciacca Spa in liquidazione.

Anche sul mini bando di affidamento temporaneo di 8 mesi di parte del patrimonio termale – commenta Matteo Mangiacavallo – come il Grand Hotel e le piscine, il governo regionale sta perdendo troppo tempo. La stagione, si può dire, è già iniziata e Crocetta continua a cincischiare. Il mio emendamento guarda al futuro. L’attuale stato di liquidazione sta depauperando il valore delle Terme di Sciacca e non ce lo possiamo permettere, vogliamo garantire una gestione ordinaria alle Terme fin quando non sarà pubblicata una manifestazione di interesse degna di tale nome“. “Anche stavolta, purtroppo, – conclude il deputato regionale del M5S – ho il sospetto che lo stesso emendamento non verrà preso in considerazione da questo governo, come è stato per coloro che l’hanno preceduto; d’altronde, a questo governo non piacciono proposte serie ma preferisce “campare alla giornata”. Si accorgeranno più avanti, con buona pace dei saccensi, che non esistono soluzioni allo stato attuale di crisi finanziaria della struttura, se non quella di un ritorno al passato. Il ritorno all’azienda autonoma, infatti, è l’unica possibilità attraverso la quale la Regione può risanare i debiti e rilanciare le Terme. Dopodiché, la politica dovrebbe fare armi e bagagli e lasciare i beni a chi sa e può gestirli al meglio; è ormai evidente che la politica delle lottizzazioni partitiche ha fallito“.

Questi gli emendamenti presentati:

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