Differenziata: pari a zero la quantita’ di vetro riciclata a Sciacca

Ha dell’assurdo quello che il consigliere comunale del M5S Teresa Bilello è riuscita ad appurare: la quantità di vetro riciclato nel 2018 a Sciacca è pari a zero.

“La Sindaca e l’assessore al ramo spieghino ai cittadini che fine ha fatto il nostro vetro e perché gli sforzi dei cittadini a differenziare non vengono premiati”, è quanto afferma il consigliere che ha anche presentato un’interrogazione ufficiale pretendendo dunque una risposta nelle sedi opportune.

Ricordiamo che il vetro, una volta raccolto, dovrebbe essere selezionato e venduto alle aziende che aderiscono al consorzio di filiera al fine di essere recuperato e riciclato.

Mediante l’accesso agli atti presentato da Teresa Bilello, è venuto fuori che le ditte SEA-BONO che gestiscono la raccolta dei rifiuti non riciclano il vetro nonostante il porta a porta sia ormai operativo in quasi tutta la città.

Dunque che fine fa il nostro vetro? E’ chiaro che per la città si configurano danni economici e ambientali enormi.  Danni che come al solito pagheranno i cittadini onesti, gli stessi che devono sopportare un rincaro della TARI di quasi il 20%.

Infatti il vetro non riciclato diventa “sovvallo”, ossia materiale di scarto che va in discarica a spese del comune. Da qui il danno economico.

Riciclare il vetro, inoltre, consente di risparmiare materie prime, energia ed emissioni di CO2. Da qui il danno ambientale.

Ma non finisce qui. Esaminando gli atti sembra, che non vengano neppure smaltite pile e farmaci. Forse perché sono solo dei costi per le ditte? Forse perché non sono stati distribuiti i contenitori appositi?

Alla luce dei fatti è giusto chiedersi se il metodo di raccolta multimateriale sia il migliore in termini di risparmio economico e salvaguardia ambientale.

Qualcosa dunque non funziona a dovere. Il M5S lo denuncia da tempo e i dati confermano i nostri sospetti.

Adesso le risposte spettano alla Sindaca e al nuovo assessore Carmelo Brunetto. I cittadini attendono impazienti.

Una cosa è certa la Valenti è stata brava a riciclare gli assessori… ma non il vetro.

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Randagismo, M5S Sciacca: non c’e’ piu’ tempo da perdere!

Vogliamo ricordare alla professoressa Valenti che “il sindaco è autorità sanitaria locale”. In questa veste, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica.

Il randagismo a Sciacca è un’emergenza. E allora cosa aspettare?

La sindaca Valenti deve disporre azioni indifferibili, immediate e urgenti senza attendere che il neo assessore finisca di studiare la materia. Piuttosto convochi le associazioni animaliste, i dirigenti dell’ASP e tutte le forze politiche che, come la nostra, in questi 15 mesi hanno affrontato il problema.

Nel breve termine l’unica soluzione al problema è riattivare il ciclo di cattura-sterilizzazione-reimmissione sul territorio. Secondo gli atti in nostro possesso non c’è nessun ostacolo affinchè ciò avvenga. In caso alternativo la Sindaca parli alla città e dica come stanno le cose.

Ma si pensi anche a gettare le basi per affrontare il problema con soluzioni a lungo termine partendo proprio dal dare trasparenza alla gestione del servizio di custodia appaltato ai rifugi convenzionati.

Valenti agisci. Hai tutti i poteri per farlo. Non aspettare.

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Il M5S è preoccupato perché il governo cittadino non mostra alcuna capacità di azione, programmazione e pianificazione relativamente alle Terme

Interveniamo oggi su un argomento sul quale avremmo preferito non dire nulla, abituati come siamo a concentrarci più sugli obiettivi da raggiungere per il bene della città, piuttosto che sui comunicati stampa da divulgare per tessere eventuali nostre lodi. Un modo di operare, ne siamo consapevoli, ben differente rispetto a quanto ci ha abituato la classe politica tradizionale, locale e regionale. Tuttavia, visto il goffo tentativo di alcuni di screditare il lavoro fatto dal nostro gruppo, ci sentiamo in dovere di spiegare quanto accaduto.

Lunedi 6 agosto, si è svolta a Palermo una riunione tra l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, e il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti. Oggetto della riunione: la revisione del dossier tecnico del verbale di consistenza preparata dal Comune di Sciacca, dopo la bocciatura da parte degli uffici della Regione.

Come era ovvio aspettarsi, l’Assessore Armao invita alla riunione tecnici e funzionari regionali. L’Amministrazione, invece, si presenta con uno stuolo di operatori politici, neanche un tecnico, tra l’altro non tutti ufficialmente invitati dall’Assessore. Erano infatti presenti: la sindaca Valenti, l’assessore all’urbanistica ed edilizia Settecasi, il presidente della Commissione Terme Di Paola, l’onorevole Catanzaro, l’ onorevole Lupo e l’ex onorevole Cusumano.

Al fine di dare un taglio operativo all’incontro sulle Terme, il nostro portavoce all’ARS Matteo Mangiacavallo ha ritenuto invece opportuno coinvolgere Teresa Bilello, portavoce al Consiglio Comunale di Sciacca e membro della Commissione Speciale Terme, e Viviana Rizzuto, ingegnere e attivista del M5S autrice, all’interno del laboratorio Terme del M5S di Sciacca, dello studio che ha portato alla realizzazione del cronoprogramma, inviato alla sindaca Valenti qualche giorno prima della riunione e discusso nel corso della riunione stessa.

Il M5S di Sciacca, pertanto, ha avuto l’occasione di interloquire con gli uffici, di ribadire in riunione quanto sia necessario gestire la problematica Terme come un vero e proprio progetto da portare avanti con un “cronoprogramma” condiviso e con una precisa “timeline”, ovvero concordare esattamente CHI fa COSA e QUANDO. Un metodo trasparente, dove vengono messe nero su bianco le varie attività che ciascun attore deve portare avanti, in modo da evitare i fiumi di comunicati stampa ai quali Comune e Regione ci hanno abituati in questi 10 lunghi mesi durante i quali, a giorni alternati, qualcuno dei due ribadiva: “tutto bloccato per colpa dell’altro.” Un metodo che presuppone una pianificazione delle risorse a monte. Perché è ovvio che se il Comune di Sciacca non ha le risorse umane e finanziarie per portare a termine determinate attività propedeutiche alla concessione dei beni, è giusto che se ne discuta in riunione e che queste vengano eventualmente chieste alla Regione. Un metodo, quindi, che offre la base di partenza per capire dove si vuole andare e con quali risorse.

E, come si può facilmente evincere dal verbale scaturito in seguito alla riunione, anche se nessuno cita i contributi del M5S di Sciacca, si sono “magicamente” fissati, compiti e scadenze.

Ma noi non siamo quelli del “ve l’avevamo detto”, “è merito nostro”, del comunicato stampa immediato per tessere le nostre lodi. Siamo anzi piuttosto cauti. Preferiamo i risultati per la città, al gossip. Siamo semplicemente stanchi dell’immobilismo in cui l’incompetenza a volte, la strafottenza altre, della classe politica tradizionale ci ha paralizzati per anni. Siamo stanchi di lamentele e di comunicati “scarica barile” che non portano a nulla. Siamo attivisti, semplicemente e dignitosamente cittadini attivisti. Non siamo né alla ricerca di “vetrine”, né di “passerelle”. Ecco perché ad oggi non era uscito alcun comunicato del M5S, e non sarebbe neanche uscito se alcune testate giornalistiche saccensi non avessero tentato di gettare ombre sul nostro lavoro da cittadini in movimento.

Semmai, ad oggi, il dato di fatto di cui pochi parlano, è che abbiamo un’Amministrazione comunale che si fa trascinare dalla Regione poiché non detiene idee utili per il futuro ed il rilancio delle Terme. Un governo cittadino che non mostra dunque alcuna capacità di azione, programmazione e pianificazione. E di questo noi del M5S siamo parecchio preoccupati. Non si può chiedere il patrimonio termale in affidamento, o meglio concessione, se non si sa come lo si vuol gestire o affidare a terzi. Con buona pace di chi millanta risultati raggiunti e manifesta soddisfazione, mentre si perde tempo prezioso e le Terme rimangono chiuse.

Noi del M5S non ci stiamo e, lontani dal gossip saccense, a testa bassa, con umiltà e amore per la nostra città, mettiamo a disposizione le nostre competenze professionali per uscire da questo stato di immobilismo in cui la politica ci ha cacciati. Il metodo oggi è stato fornito.

Trascorso il termine del 30 settembre fissato nel verbale del 6 Agosto, il M5S di Sciacca è pronto a manifestare contro i ritardi della Regione e/o di questa amministrazione comunale.

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Un anno di ARO: nuovi quartieri discarica, mancata estensione del porta a porta e premialità perse. Adesso facciamo i conti!

E’ passato un anno dall’entrata in vigore del piano ARO. La percentuale della raccolta differenziata,  benché aumentata, oggi non raggiunge ancora la soglia del 65% che era prevista sin dal sesto mese di avvio del servizio, né a maggior ragione quella del 86% prevista a conclusione del primo anno.

Questo è un primo fallimento e purtroppo i nodi da sciogliere sono ancora tanti.

Partiamo dal fenomeno della nascita dei nuovi quartieri discarica. Con l’avvio parziale del porta a porta, alcune zone della città, dove invece il porta a porta non è partito, si sono trasformate in discariche a cielo aperto. Diverse le cause di questa situazione, una fra tutte la mancata consegna a domicilio dei mastelli, che, se fosse avvenuta, avrebbe permesso non solo di preparare tutti i cittadini a una corretta differenziata, ma avrebbe inoltre garantito più facilmente di scovare gli evasori della TARI, gli stessi che ora, pur di sfuggire ai controlli, non ritirano i mastelli e gettano l’immondizia dove ancora è possibile.

Ma a conclusione del primo anno di contratto è anche ora di fare i conti. Il tempo dell’attesa è terminato cari Sindaco Valenti e Assessore Mandracchia. E’ giunto finalmente il momento di mettere a conoscenza la città, vessata da un aumento della TARI dell’11%, di come questa Amministrazione intenda compensare un anno di mancanze delle ditte e di come intenda rivalersi su di esse per quegli oneri che abbiamo pagato per intero, anche in presenza di un servizio parziale.

Non basta! I cittadini vogliono anche sapere se il porta a porta verrà esteso come promesso. A sentire l’Assessore Mandracchia l’Amministrazione si sarebbe dovuta presto accordare con le ditte per mantenere il porta a porta in località non fornite dal servizio nel piano ARO, come la Foggia o San Marco.  Si tratterebbe di un baratto di servizi, operazione in cui in cambio del servizio porta a porta  dovremo rinunciare ad altri servizi ritenuti non fondamentali (da chi poi?).

Premesso che siamo assolutamente favorevoli al mantenimento del porta a porta nelle contrade che ormai da anni sono abituate alla differenziata, vogliamo però che l’Amministrazione informi il Consiglio con conti alla mano. Perché le domande sorgono spontanee. Chi ha deciso che per mantenere il porta a porta in alcune località dobbiamo rinunciare a dei servizi compresi nel piano ARO ed eventualmente chi decide quali? Davvero la raccolta porta a porta ha un costo maggiore rispetto a quella di prossimità e di quanto? Siamo sicuri che la raccolta con i mastelli costa di più dell’acquisto e della gestione di nuovi cassonetti che vanno lavati periodicamente e svuotati mediante dei costosissimi autocompattatori?

Ancora poche certezze dunque, tranne una: Sciacca è stata esclusa dalle sovvenzioni previste nella Finanziaria 2018 per i Comuni ricicloni. Vediamo se riusciremo nell’impresa il prossimo anno!

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Terme di Sciacca, le dimissioni di Cinzia Deliberto dimostrano lo stato confusionale e l’inconcludenza della Giunta e della maggioranza che la sostiene


Ci dispiace pronunciare la frase antipatica per eccellenza, ma l’avevamo detto e con cognizione di causa.

Le dimissioni del consigliere comunale Cinzia Deliberto da componente e presidente della Commissione speciale sulle Terme certificano la totale inutilità di questo ente politico fortemente voluto dalla stessa maggioranza di cui la stessa Deliberto fa parte. La commissione e’ stata istituita a dicembre dello scorso anno, ma si e’ riunita la prima volta soltanto meno di due mesi fa, senza aver mai mostrato un’anima. Il M5S ha deciso di farne parte con un suo componente per osservarne le modalita’ di lavoro.

Siamo convinti che la nostra proposta, bocciata dalla maggioranza che governa la citta’, di istituire un tavolo tecnico-politico con il coinvolgimento di tecnici esperti appartenenti alla societa’ civile avrebbe sicuramente prodotto soluzioni concrete rispetto al nulla prodotto dalla commissione speciale, fornendo quelle risposte che oggi ci sono chieste anche dalla Regione Siciliana e contribuendo alla fuoriuscita dal pantano in cui siamo immersi.

La Giunta di citta’ e la sua maggioranza oggi appaiono inconcludenti e senza idee. Ci chiediamo quali siano le loro proposte concrete per il futuro delle nostre Terme. Intanto, sarebbe opportuno che il consigliere Simone Di Paola, tra i principali sostenitori della commissione speciale, si assumesse le sue responsabilita’ proponendosi come presidente della stessa. E mentre tutto tace dal Comune di Sciacca, la Regione Siciliana procede per la sua strada la cui destinazione rimane ignota ai piu’ e, soprattutto, non si sa quando mai sara’ raggiunta.

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M5S SCIACCA: “IMPOSTA DI SOGGIORNO E ATTIVITÀ TURISTICHE. QUALE PROGRAMMAZIONE?”

Ci troviamo puntuali di fronte all’appuntamento con la stagione estiva e ci chiediamo come la nostra città si stia preparando ad affrontarla visto che non ci risultano in corso interventi programmatici destinati alla gestione di tutte le più note emergenze e necessità  legate al turismo.

Procediamo con ordine.

Siamo ai primi di maggio, ed in barba ad ogni decantata logica di programmazione amministrativa, osserviamo anzitutto che non si è ancora riunita la Commissione sull’Imposta di Soggiorno che, per legge, in base all’art. 14, co. 4 del relativo regolamento, deve riunirsi prima dell’approvazione del bilancio di previsione.

Tale commissione, che dovrebbe includere anche i rappresentanti delle associazioni di categoria, ha il compito di individuare le priorità alle quali destinare il gettito dell’imposta di soggiorno che ha lo scopo di “finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali”.

Partendo dalla constatazione di  fatto che gli introiti dell’imposta di soggiorno ammontano, per il 2018, a circa 1 milione di euro e che a Sciacca esordisce già in questi giorni la stagione turistica, riteniamo che vada fatta una pianificazione attenta, oculata e intelligente delle spese da finanziarie alla luce di alcune ataviche priorità che anche quest’anno rischiano di creare problemi a cittadini e turisti oltre ad un inevitabile danno di immagine.

Vogliamo ricordarne alcune:

  • è necessario provvedere immediatamente alla pulizia della città, con scerbatura e manutenzione in particolare con riferimento agli accessi al mare che in questi giorni si presentano sporchi e degradati;
  • occorre predisporre un servizio di bus navetta che colleghi le aree ricettive della città con le spiagge, il centro storico e le principali emergenze monumentali, delle quali, neanche a dirlo, va garantita l’apertura destinando delle risorse ad un apposito piano;
  • occorre valorizzare ed implementare i percorsi turistici urbani che le strutture ricettive possano proporre ai turisti per organizzare il loro intrattenimento in città, alla scoperta della stessa, ed evitando il loro girovagare disorganizzato ed alla ricerca di “cose da vedere” che poi, spesso, si trovano chiuse o inaccessibili;
  • occorre prevedere alcuni interventi specifici per garantire l’apertura e fruibilità del Museo del Carnevale alla Perriera e del relativo parco giochi che, come ormai ci siamo abituati a constatare, sono aperti ad intermittenza pur costituendo uno dei pochi punti di socialità e cultura della zona.
  • da più parti, specie dai quartieri periferici della città, ci giungono lamentele da parte dei titolari di B&B, circa la scarsa illuminazione delle strade la cui percorrenza di notte, specie per i turisti che si muovono a piedi, diventa poco sicura;
  • occorre pensare ad un palinsesto di animazione della città sfruttando le risorse locali e non dimenticando che non si può programmare un calendario che interessi sostanzialmente metà del mese di luglio e il mese di agosto perché, a Sciacca, la stagione turistica parte proprio in questi giorni e gli eventi da mettere in cartellone devono puntare anche a destagionalizzare il turismo quindi a prolungarsi oltre il mese di agosto
  • è avvertita più che mai la necessità di garantire una città pulita e libera dai rifiuti che specialmente nella stagione estiva sono un vero flagello. C’è il timore che un’emergenza rifiuti mal gestita, in piena estate, possa cagionare alla città, già enormemente provata dalla vicenda dei randagi di Muciare, un ulteriore danno d’immagine che proprio non possiamo permetterci.

Ci chiediamo infine quale spazio abbia, per questa amministrazione, la  cultura partendo dalla promozione della ceramica fino ad arrivare alla valorizzazione del patrimonio artigianale, storico, religioso e monumentale, ricordando che da più parti è stato suggerito al sindaco di destinare parte delle risorse risparmiate con la fuoriuscita del comune dal CUPA proprio alla cultura.

È indispensabile dunque sapere quando l’amministrazione comunale intenda convocare la commissione per l’imposta di soggiorno e, soprattutto, come intende destinare il milione di euro, circa, del gettito dell’imposta stessa.

Alla luce anche delle notizie degli ultimi giorni, riteniamo opportuno che l’amministrazione comunichi quali somme in particolare saranno destinate al “carnevale estivo” che, voci di corridoio, preannunciano piuttosto costoso per le casse comunali.

Chiaramente quelle sopra elencate sono alcune delle necessità sulle quali si potrebbe intervenire con un sensato utilizzo dell’imposta di soggiorno ma non esauriscono la lista. Il M5S ritiene che sia arrivato il momento di mettere a frutto questo strumento con una trasparente e programmata utilizzazione delle sue risorse, rispetto alla quale auspichiamo risposte concrete.

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Mangiacavallo (M5S): “Bene decisione Ati contro Girgenti acque, è quello che vogliono gli agrigentini. Ora barra dritta verso la rescissione”

Bene decisione Ati contro Girgenti acque, è quello che vogliono gli agrigentini. Si prosegua su questa strada”. In soldoni è questo il commento del deputato regionale M5S all’Ars, Matteo Mangiacavallo, sulla decisione dell’Ati (Assemblea territoriale idrica) di avviare l’iter di contestazione delle inadempienze a Girgenti acque, il primo passo, in sostanza, sulla strada della risoluzione del contratto dei comuni del’Agrigentino con l’ente.

Avevo esortato i sindaci, negli scorsi giorni, a compiere un atto di coraggio, – dice il deputato – oggi plaudo alla volontà, espressa in maniera unanime dai presenti, di agire verso la risoluzione anticipata del contratto con la Girgenti Acque. È un importante passo avanti al quale ne dovranno seguire altri e d’ora in avanti sarà necessario un polso decisamente fermo. In questi dieci anni di battaglie per l’acqua pubblica le ho viste e le ho sentite veramente tutte”.

Non ho preso visione dell’atto sottoscritto dall’ATI di Agrigento – prosegue Mangiacavallo – ma ho capito che si tratta di una sorta di diffida ad adempiere, l’avvio di un iter serio di contestazione della gestione privata del servizio Idrico. Mi auguro che i tempi siano brevi e che si possa giungere al risultato che tutta la popolazione agrigentina spera. In alternativa, ricordo che rimangono sempre in piedi tutti i presupposti per applicare la clausola risolutiva espressa prevista dalla Convenzione. Disservizi, disagi all’utenza e inadempienze sono il mix che Girgenti Acque ha prodotto in questi anni e il grande numero di depuratori sequestrati in provincia sono la certificazione che la parola “fine” deve essere scritta al più presto. Nessuno pensi ad altre gestioni private nella nostra provincia per il dopo Girgenti Acque”.

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Il M5S ESPRIME APPREZZAMENTO PER L’INIZIATIVA DEL COMITATO PER LA SANITÀ: “UNITI RESTITUIAMO CENTRALITÀ E AUTONOMIA ALL’OSPEDALE DI SCIACCA”

Accogliamo con piacere l’iniziativa del Comitato per la Sanità di Sciacca di coinvolgere le Istituzioni, a partire dalla Sindaca Valenti, in una battaglia che ci deve vedere uniti, a prescindere dal colore politico, nell’obiettivo di restituire finalmente al presidio ospedaliero di Sciacca centralità e autonomia organizzativa e di gestione dei servizi sanitari.

Nel mese di marzo, il nostro deputato all’ARS Matteo Mangiacavallo ha presentato in VI Commissione legislativa “Sanità” il DDL n. 207 intitolato “Norme istitutive delle aziende ospedaliere territoriali” chiedendo l’istituzione di Aziende Ospedaliere Territoriali, non più coincidenti con gli ambiti territoriali delle ex province.

Si tratta di un’iniziativa che viene richiesta dal territorio, Sciacca è distante da Agrigento quanto da Palermo e Trapani e, visto il bacino di utenza del nostro ospedale, che abbraccia parti di tre province diverse, deve aspirare a un ruolo maggiormente centrale.

Come affermato questa mattina dall’avvocato Cucchiara, presidente del Comitato per la Sanità di Sciacca, la battaglia per una buona sanità pubblica è una battaglia di civiltà e non deve avere colore politico.

La salute è un diritto di tutti, tuteliamolo!

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Mafia, appello M5S: una follia togliere scorta a familiari Ignazio Cutrò

I deputati agrigentini all’Ars Mangiacavallo e Di Caro al prefetto: “Si riconsideri tale scelta”.

Chi ha dato il proprio contributo alla lotta alla mafia deve essere tutelato dallo Stato. Togliere la scorta al testimone di giustizia Ignazio Cutrò è una scelta che non condividiamo assolutamente e che speriamo venga al più presto rivista. A tal proposito vorremmo incontrare a breve il prefetto di Agrigento per comprendere la ratio secondo la quale viene tolta qualsiasi forma di tutela ai familiari di Cutrò, specie all’indomani di intercettazioni nelle quali dei mafiosi locali lasciavano intendere di colpire, appena lo Stato si fosse stancato di proteggere il testimone di giustizia e la sua famiglia”. A dichiararlo sono i deputati agrigentini del Movimento 5 Stelle all’Ars Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro, in merito alla decisione di togliere la scorta ai familiari di Cutrò da parte dell’Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale del Ministero dell’Interno ed il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, che fa capo alla Prefettura di Agrigento. “Porteremo il caso – spiegano i deputati – all’attenzione della commissione antimafia all’Ars, quando questa verrà costituita. Nel frattempo, confidando nella sensibilità del prefetto di Agrigento, auspichiamo che la scelta venga riconsiderata. Nel frattempo, segnaliamo l’accaduto ai colleghi di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica per avere risposte dal nuovo Governo, appena questo – concludono – si sarà insediato”.

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Piano ARO, Il Sindaco ammette che le ditte da 10 mesi non fanno il loro dovere ed erogano, incontrastate, dei servizi parziali

A vedere l’intervista rilasciata dal Sindaco lo scorso 7 aprile si rimane sbigottiti. Ve la riproponiamo in fondo a questo articolo.

Pensavamo che la campagna #vediamociChiARO servisse per informare i cittadini e invece sta rendendo edotta l’amministrazione comunale in carica.

Grazie alla nostra segnalazione dello scorso venerdì, il Sindaco si accorge finalmente che le ditte dovevano consegnare i mastelli direttamente nelle case dei cittadini. Lo dice chiaramente nell’intervista di RMK TV.

E’ chiaro: il contratto non lo ha davvero letto nessuno dei componenti di questa amministrazione. Non lo ha letto in special modo neppure l’assessore al ramo.

Adesso la Valenti dichiara di voler diffidare le ditte, mettendo in evidenza forti contraddizioni in seno alla maggioranza. Sì, perché criticando l’operato delle ditte, di fatto, il sindaco critica la sua stessa amministrazione che era l’unica a dover vigilare sul contratto.

Dunque la Valenti, paradossalmente, si mette all’opposizione di se stessa e delle scelte della sua parte politica sconfessando l’operato dell’assessore Mandracchia.

Ma si rileva un altro aspetto inquietante che il M5S evidenzia sin dallo scorso Agosto.

Il Sindaco ammette che le ditte da 10 mesi non fanno il loro dovere ed erogano, incontrastate, dei servizi parziali. Ma allora, perché mai questa amministrazione ha deciso di pagarle per intero?

Perché mai si è deciso di aumentare la TARI senza prima rivalersi sulle ditte?

Voi avreste mai pagato il vostro idraulico o il vostro elettricista per intero, prendendo pure i soldi dalla paghetta dei vostri figli, se non soddisfatti del servizio offerto?

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