RANDAGISMO, DALL’AMMINISTRAZIONE VALENTI SOLO CHIACCHIERE E VANE PROMESSE

“Dopo quasi un anno dall’orribile strage di Muciare il problema randagismo è fermo al palo. Le uniche novità sono nuove aggressioni ai cittadini e le conseguenti denunce al Comune e la presenza di oltre 350 cani organizzati in branchi e in netto aumento rispetto all’anno precedente.” . E’ quanto afferma Teresa Bilello riprendendo un tema che il M5S affronta sin dai primi giorni del suo ingresso in consiglio comunale.

Era forse questa la “terapia d’urto” con la quale la Sindaca giustificava l’azzeramento della sua giunta?  È questo il modo con cui l’amministrazione intende, ancora una volta, risolvere alcuni degli annosi problemi che affliggono la nostra città, tra cui il randagismo? Immobilismo e attesa di una manna dal cielo che mai arriverà. Oggi, ancora una volta se ce ne fosse bisogno, i fatti dimostrano che il Sindaco è capace solo di promesse a cui non riesce a dare seguito.

“Eppure, a volte, basterebbe semplicemente avere l’umiltà di ascoltare le proposte che arrivano dai cittadini, avanzate dalle associazioni e dalle altre forze politiche. “ – continua la Bilello – “Del randagismo, infatti, ci siamo occupati a lungo fornendo all’amministrazione, come è nostra abitudine, proposte concrete e fattive che come sempre sono rimaste chiuse nei cassetti.” 

Oggi, ancora una volta, vogliamo ricordare alla professoressa Valenti che “il sindaco è la massima autorità sanitaria locale” e in questa veste, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili e urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica.Il randagismo a Sciacca è un’emergenza. E allora cosa aspettare? Che si verifichi un nuovo caso Muciare?

 “Voglio dunque ancora una volta sollecitare la Valenti” – conclude Teresa Bilello –  “a disporre azioni #indifferibili, #immediate e #urgenti senza perdere altro tempo perché, come evidenziato dal M5S e confermato in un’intervista anche dal dott. Izzo, responsabile degli allevamenti dell’Asp di Agrigento, l’unica soluzione al momento per iniziare ad arginare il problema è riattivare il ciclo di cattura-sterilizzazione-reimmissione sul territorio. ”Conoscendo però il modus operandi di questa amministrazione, il sindaco, piuttosto che agire, preferirà addossare le colpe a qualcun altro. Chissà chi sarà questa volta il “fortunato”.

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PONTE CANSALAMONE, M5S: “L’AMMINISTRAZIONE VUOLE ‘INFINOCCHIARE’ I COMITATI? VEDIAMOCI DA CROCE”

Quando un oste voleva rifilare un vino non eccelso ai propri clienti, prima portava loro del finocchio. E se le pietanze che aveva intenzione di servire non erano proprio freschissime anzi un po’ rancide, le ricuoceva condendole con abbondante finocchio. Così i sapori autentici venivano coperti dall’infida verdura e gli infinocchiati mangiavano, bevevano ed erano tutti contenti.

Questi esempi della tradizione da cui la parola, forse, nasce, possono essere presi a paradigma dell’infinocchiamento: una disonestà furbastra ignobile per chi la trama e certo non lusinghiera per il tonto che ci casca.

Non vogliamo pensare che il metodo dell’infinocchiamento sia quello che l’amministrazione comunale saccense abbia deciso di applicare durante l’incontro avvenuto nella giornata di ieri coi Comitati di quartiere, che sicuramente però ne sono immuni.

L’amministrazione saccense dice di aver ascoltato i Comitati, che proponevano la viabilità alternativa in attesa di un intervento risolutivo, ma contropropone loro, come unica soluzione, la stessa “solfa”, quella di finanziare l’apertura temporanea del ponte. Riferisce inoltre alla città che tale scelta era già pianificata mentre la proposta dei Comitati, al momento, non avrebbe alcuna copertura finanziaria.

Così però non è perché, come riferitoci dal deputato regionale Matteo Mangiacavallo a seguito di un colloquio avuto con il Commissario Maurizio Croce, anche la proposta dei Comitati (e dunque del M5S) aveva ottenuto un parere di sostenibilità economica. In poche parole, l’amministrazione, pur di perorare la causa della riapertura temporanea (e per massimo due anni) del Ponte Cansalamone, blocca soluzioni più utili e sicure per la nostra città, ugualmente finanziabili con gli stessi fondi.

Appare chiaro, adesso, il perché il M5S non è stato invitato all’incontro coi Comitati. L’assessore al ramo e il sindaco non volevano un contraddittorio con qualcuno che potesse confutare la tesi pro soluzione temporanea. E ciò sinceramente ci dispiace anche perché immaginavamo un incontro in cui si potesse discutere e non prendere atto di decisioni già prese.

Nel frattempo riceviamo dall’amministrazione comunale un invito per un incontro, fissato per mercoledì 19 dicembre alle ore 10.30. Ovviamente da svolgere tra noi del M5S di Sciacca e l’amministrazione. Stavolta sono i Comitati ad essere esclusi.

Siccome noi vogliamo essere operativi e desideriamo che le riunioni possano essere proficue, produttive ed inclusive, abbiamo chiesto al nostro portavoce Matteo Mangiacavallo di sentire il commissario Maurizio Croce e fissare con lui, e con i Comitati, un incontro per la stessa data e per la stessa ora, alla presenza dell’amministrazione che, vista la convocazione inoltrataci, dovrebbe essere libera da impegni. Maurizio Croce è disponibile, adesso speriamo che l’amministrazione accolga questa nostra controproposta che, specifichiamo, non contiene vino infinocchiato.

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Mangiacavallo e Di Caro (M5S): “Dopo interdittiva antimafia si commissari Girgenti acque in attesa di risoluzione del contratto”

“Commissariamento di Girgenti acque in attesa della risoluzione del contratto”.

È quanto chiedono i deputati M5S all’Ars dell’Agrigentino, Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro, alla luce dell’interdittiva antimafia disposta dal prefetto di Agrigento.

“L’ATI di Agrigento– dicono i due parlamentari – non perda tempo e proceda alla definizione dell’iter di risoluzione del contratto o alla immediata revoca della concessione, alla luce di quanto previsto dall’articolo 94 dal codice antimafia”.

“Da anni – concludono i parlamentari – chiediamo la risoluzione del contratto per le reiterate e gravi inadempienze di Girgenti Acque, ma la politica ha sempre fatto orecchie da mercante e non ha mai prodotto un atto concreto. Ora non ci sono più scuse. È ora di dire basta”.

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L’Amministrazione di Sciacca invisibile anche sull’argomento Carnevale

Dov’è la “terapia d’urto” tanto decantata dalla sindaca Valenti? Dov’è il “cambiamento” da lei promesso in campagna elettorale?

Anche quest’anno il bando è pressoché identico a quello degli anni precedenti. Nessuna innovazione viene data a questa manifestazione dall’altissimo potenziale turistico e artigianale. Forse il problema è che per poter “cambiare”, occorre non cambiare i visi sulle poltrone, ma la “mentalità” di chi vi siede.

Il Carnevale non è e non può essere solo “salsiccia, festa, balli e musica”. Il Carnevale per Sciacca è “opportunità di sviluppo”. Oggi purtroppo è solo una risorsa non sfruttata. Occorre migliorarsi ed innovare.

Ad oggi, non abbiamo un comitato/fondazione/associazione del Carnevale con cui l’amministrazione possa trovare una sinergia per la crescita culturale di questa manifestazione. Non abbiamo capannoni, fulcro essenziale per le nostre maestranze che attualmente lavorano in condizioni precarie senza le più elementari dotazioni di sicurezza. Eppure, nonostante ciò, riescono a realizzare opere meravigliose; figuriamoci cosa riuscirebbero a produrre se dotati di strutture idonee. Capannoni che potrebbero, tra l’altro, diventare luoghi di attrazione durante la costruzione dei carri e volendo anche per tutto l’anno per dare impulso alla destagionalizzaione del Turismo saccense.

Così come assurdo appare che si tenga marginale alla festa il Museo del Carnevale nonostante si siano spesi di recente circa 700.000 euro. Non abbiamo promozione, marketing e merchandising. Non abbiamo infopoint e neppure un sito Internet ufficiale all’altezza di questa manifestazione.

Mancano tante cose, ma l’amministrazione Valenti, impegnata per la seconda volta ad organizzare la manifestazione, dimostra ancora tanta inesperienza, con zero idee e zero contributi innovativi, come si evince dal bando appena emesso. A parte l’assessore di turno, sembra non sia cambiato nulla.

Il Sindaco Valenti si ripete spendendo ancora più del 40% della nostra imposta di soggiorno, frutto del lavoro di chi ha investito nel turismo a Sciacca negli anni, per una manifestazione senza alcun ritorno economico reale per la città.

Siamo esattamente come 30anni fa. Occorre dire BASTA!

Occorre smettere di ragionare con la becera mentalità dei “politici” che negli anni hanno visto nel Carnevale semplicemente una golosa possibilità di raccogliere consensi (secondo l’antico e discutibile metodo del panem et circenses), e iniziare ad abbracciare una mentalità imprenditoriale. Ovvero trasformare il Carnevale da intrattenimento paesano a vera risorsa turistica per un’intera città.

Fino a quando ciò non accadrà, fino a quando l’amministrazione comunale NON sarà in grado di generare introiti col Carnevale, o quantomeno fare in modo che il Carnevale si autofinanzi da solo, Sciacca non si potrà più permettere “feste” dal costo di 350mila euro.

Del resto, non abbiamo nulla da “inventare”. Basterebbe semplicemente guardare alle realtà carnascialesche virtuose e già esistenti e lasciarsi ispirare. O semplicemente copiare. Ma a Sciacca, non siamo in grado di fare neanche quello. E il Carnevale, e la città tutta, ne pagano puntualmente le conseguenze.

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TERME DI SCIACCA, IL CENTRO ACCUMULO ACQUE NON ERA STATO TRASFERITO ALLA REGIONE – M5S: “I TEMPI PER IL BANDO SI DILATANO ANCORA. SIAMO SICURI CHE QUESTA SIA LA SOLUZIONE GIUSTA?

Il 6 agosto scorso il M5S aveva presenziato alla costituzione del gruppo di lavoro tra Regione Siciliana, Comune di Sciacca e Società “Terme di Sciacca” in liquidazione. Da allora, quando per la verifica della consistenza dei beni era stata fissata la scadenza del 30 settembre, l’intera città di Sciacca è rimasta all’oscuro di tutto, salvo sapere, per bocca della sindaca Francesca Valenti, che tale scadenza era stata postergata poiché la Regione stava provvedendo alla regolarizzazione catastale degli immobili.

Per fare luce sullo stato dell’arte dei lavori di questo tavolo e sulla stesura del bando, il deputato regionale Matteo Mangiacavallo ha interpellato nelle scorse settimane l’Assessorato Regionale dell’Economia. Dalla risposta ottenuta qualche giorno fa abbiamo scoperto che la nostra città non era stata adeguatamente informata su due punti molto importanti:

  • Non è vero che il Comune di Sciacca aveva “terminato i suoi compiti”, al contrario avrebbe dovuto completare la documentazione tecnica relativa ad ogni singolo immobile e agli impianti presenti negli stessi con la certificazione urbanistica ed ambientale, oltre la sicurezza ed idoneità dei locali, unitamente all’elenco di quelli eventualmente mancanti. L’Amministrazione comunale era in ritardo su questo punto, tanto che per l’invio di tale documentazione è stata sollecitata in data 25 ottobre 2018. Non sappiamo se ad oggi abbia ancora provveduto.
  • Il Centro Accumulo Acque, essenziale per il funzionamento degli impianti termali, non era stato trasferito dalle Terme di Sciacca Spa alla Regione Siciliana e, di conseguenza, non è stato ancora oggetto della concessione al Comune di Sciacca. Come dire, viene concessa la Ferrari senza il motore.

Per superare quest’ultimo nodo la Regione dovrà acquisire il “centro accumulo acque”, previa la stima immobiliare del bene chiesta all’Agenzia dell’Entrate in data 10 ottobre 2018. E tale problema ritarderà ancora di qualche mese la pubblicazione del bando, tenuto conto del tempo richiesto per la valutazione dell’immobile e di quello che trascorrerà affinché la Regione lo acquisisca. Ricordiamo inoltre che il bando non comprenderà il complesso presente sul Monte San Calogero (piccolo e grande albergo e le stufe vaporose).

“Siamo davvero sicuri che il bando sia la soluzione giusta? – torna a chiedersi oggi il parlamentare saccense Matteo Mangiacavallo – E se questo bando, monco delle stufe, visto da Regione e Comune come la panacea di tutti i mali, o forse come la soluzione più breve per scaricare il “problema a terzi”, dovesse andare deserto, quale piano alternativo è stato previsto? Il rischio concreto è che tutto venga lasciato al caso, come sempre”.

“Il M5S sollecita la sindaca sin dal suo insediamento – conclude la consigliera comunale Teresa Bilello – e chiede a gran voce, da sempre, quali idee abbia l’Amministrazione saccense per il futuro delle Terme di Sciacca. Anche questo non ci è dato saperlo”.

E il dubbio legittimo è che queste idee non vengano esposte perché non ci sono.

QUI LA DOCUMENTAZIONE CITATA

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Randagismo, M5S Sciacca: non c’e’ piu’ tempo da perdere!

Vogliamo ricordare alla professoressa Valenti che “il sindaco è autorità sanitaria locale”. In questa veste, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica.

Il randagismo a Sciacca è un’emergenza. E allora cosa aspettare?

La sindaca Valenti deve disporre azioni indifferibili, immediate e urgenti senza attendere che il neo assessore finisca di studiare la materia. Piuttosto convochi le associazioni animaliste, i dirigenti dell’ASP e tutte le forze politiche che, come la nostra, in questi 15 mesi hanno affrontato il problema.

Nel breve termine l’unica soluzione al problema è riattivare il ciclo di cattura-sterilizzazione-reimmissione sul territorio. Secondo gli atti in nostro possesso non c’è nessun ostacolo affinchè ciò avvenga. In caso alternativo la Sindaca parli alla città e dica come stanno le cose.

Ma si pensi anche a gettare le basi per affrontare il problema con soluzioni a lungo termine partendo proprio dal dare trasparenza alla gestione del servizio di custodia appaltato ai rifugi convenzionati.

Valenti agisci. Hai tutti i poteri per farlo. Non aspettare.

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Il M5S è preoccupato perché il governo cittadino non mostra alcuna capacità di azione, programmazione e pianificazione relativamente alle Terme

Interveniamo oggi su un argomento sul quale avremmo preferito non dire nulla, abituati come siamo a concentrarci più sugli obiettivi da raggiungere per il bene della città, piuttosto che sui comunicati stampa da divulgare per tessere eventuali nostre lodi. Un modo di operare, ne siamo consapevoli, ben differente rispetto a quanto ci ha abituato la classe politica tradizionale, locale e regionale. Tuttavia, visto il goffo tentativo di alcuni di screditare il lavoro fatto dal nostro gruppo, ci sentiamo in dovere di spiegare quanto accaduto.

Lunedi 6 agosto, si è svolta a Palermo una riunione tra l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, e il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti. Oggetto della riunione: la revisione del dossier tecnico del verbale di consistenza preparata dal Comune di Sciacca, dopo la bocciatura da parte degli uffici della Regione.

Come era ovvio aspettarsi, l’Assessore Armao invita alla riunione tecnici e funzionari regionali. L’Amministrazione, invece, si presenta con uno stuolo di operatori politici, neanche un tecnico, tra l’altro non tutti ufficialmente invitati dall’Assessore. Erano infatti presenti: la sindaca Valenti, l’assessore all’urbanistica ed edilizia Settecasi, il presidente della Commissione Terme Di Paola, l’onorevole Catanzaro, l’ onorevole Lupo e l’ex onorevole Cusumano.

Al fine di dare un taglio operativo all’incontro sulle Terme, il nostro portavoce all’ARS Matteo Mangiacavallo ha ritenuto invece opportuno coinvolgere Teresa Bilello, portavoce al Consiglio Comunale di Sciacca e membro della Commissione Speciale Terme, e Viviana Rizzuto, ingegnere e attivista del M5S autrice, all’interno del laboratorio Terme del M5S di Sciacca, dello studio che ha portato alla realizzazione del cronoprogramma, inviato alla sindaca Valenti qualche giorno prima della riunione e discusso nel corso della riunione stessa.

Il M5S di Sciacca, pertanto, ha avuto l’occasione di interloquire con gli uffici, di ribadire in riunione quanto sia necessario gestire la problematica Terme come un vero e proprio progetto da portare avanti con un “cronoprogramma” condiviso e con una precisa “timeline”, ovvero concordare esattamente CHI fa COSA e QUANDO. Un metodo trasparente, dove vengono messe nero su bianco le varie attività che ciascun attore deve portare avanti, in modo da evitare i fiumi di comunicati stampa ai quali Comune e Regione ci hanno abituati in questi 10 lunghi mesi durante i quali, a giorni alternati, qualcuno dei due ribadiva: “tutto bloccato per colpa dell’altro.” Un metodo che presuppone una pianificazione delle risorse a monte. Perché è ovvio che se il Comune di Sciacca non ha le risorse umane e finanziarie per portare a termine determinate attività propedeutiche alla concessione dei beni, è giusto che se ne discuta in riunione e che queste vengano eventualmente chieste alla Regione. Un metodo, quindi, che offre la base di partenza per capire dove si vuole andare e con quali risorse.

E, come si può facilmente evincere dal verbale scaturito in seguito alla riunione, anche se nessuno cita i contributi del M5S di Sciacca, si sono “magicamente” fissati, compiti e scadenze.

Ma noi non siamo quelli del “ve l’avevamo detto”, “è merito nostro”, del comunicato stampa immediato per tessere le nostre lodi. Siamo anzi piuttosto cauti. Preferiamo i risultati per la città, al gossip. Siamo semplicemente stanchi dell’immobilismo in cui l’incompetenza a volte, la strafottenza altre, della classe politica tradizionale ci ha paralizzati per anni. Siamo stanchi di lamentele e di comunicati “scarica barile” che non portano a nulla. Siamo attivisti, semplicemente e dignitosamente cittadini attivisti. Non siamo né alla ricerca di “vetrine”, né di “passerelle”. Ecco perché ad oggi non era uscito alcun comunicato del M5S, e non sarebbe neanche uscito se alcune testate giornalistiche saccensi non avessero tentato di gettare ombre sul nostro lavoro da cittadini in movimento.

Semmai, ad oggi, il dato di fatto di cui pochi parlano, è che abbiamo un’Amministrazione comunale che si fa trascinare dalla Regione poiché non detiene idee utili per il futuro ed il rilancio delle Terme. Un governo cittadino che non mostra dunque alcuna capacità di azione, programmazione e pianificazione. E di questo noi del M5S siamo parecchio preoccupati. Non si può chiedere il patrimonio termale in affidamento, o meglio concessione, se non si sa come lo si vuol gestire o affidare a terzi. Con buona pace di chi millanta risultati raggiunti e manifesta soddisfazione, mentre si perde tempo prezioso e le Terme rimangono chiuse.

Noi del M5S non ci stiamo e, lontani dal gossip saccense, a testa bassa, con umiltà e amore per la nostra città, mettiamo a disposizione le nostre competenze professionali per uscire da questo stato di immobilismo in cui la politica ci ha cacciati. Il metodo oggi è stato fornito.

Trascorso il termine del 30 settembre fissato nel verbale del 6 Agosto, il M5S di Sciacca è pronto a manifestare contro i ritardi della Regione e/o di questa amministrazione comunale.

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Un anno di ARO: nuovi quartieri discarica, mancata estensione del porta a porta e premialità perse. Adesso facciamo i conti!

E’ passato un anno dall’entrata in vigore del piano ARO. La percentuale della raccolta differenziata,  benché aumentata, oggi non raggiunge ancora la soglia del 65% che era prevista sin dal sesto mese di avvio del servizio, né a maggior ragione quella del 86% prevista a conclusione del primo anno.

Questo è un primo fallimento e purtroppo i nodi da sciogliere sono ancora tanti.

Partiamo dal fenomeno della nascita dei nuovi quartieri discarica. Con l’avvio parziale del porta a porta, alcune zone della città, dove invece il porta a porta non è partito, si sono trasformate in discariche a cielo aperto. Diverse le cause di questa situazione, una fra tutte la mancata consegna a domicilio dei mastelli, che, se fosse avvenuta, avrebbe permesso non solo di preparare tutti i cittadini a una corretta differenziata, ma avrebbe inoltre garantito più facilmente di scovare gli evasori della TARI, gli stessi che ora, pur di sfuggire ai controlli, non ritirano i mastelli e gettano l’immondizia dove ancora è possibile.

Ma a conclusione del primo anno di contratto è anche ora di fare i conti. Il tempo dell’attesa è terminato cari Sindaco Valenti e Assessore Mandracchia. E’ giunto finalmente il momento di mettere a conoscenza la città, vessata da un aumento della TARI dell’11%, di come questa Amministrazione intenda compensare un anno di mancanze delle ditte e di come intenda rivalersi su di esse per quegli oneri che abbiamo pagato per intero, anche in presenza di un servizio parziale.

Non basta! I cittadini vogliono anche sapere se il porta a porta verrà esteso come promesso. A sentire l’Assessore Mandracchia l’Amministrazione si sarebbe dovuta presto accordare con le ditte per mantenere il porta a porta in località non fornite dal servizio nel piano ARO, come la Foggia o San Marco.  Si tratterebbe di un baratto di servizi, operazione in cui in cambio del servizio porta a porta  dovremo rinunciare ad altri servizi ritenuti non fondamentali (da chi poi?).

Premesso che siamo assolutamente favorevoli al mantenimento del porta a porta nelle contrade che ormai da anni sono abituate alla differenziata, vogliamo però che l’Amministrazione informi il Consiglio con conti alla mano. Perché le domande sorgono spontanee. Chi ha deciso che per mantenere il porta a porta in alcune località dobbiamo rinunciare a dei servizi compresi nel piano ARO ed eventualmente chi decide quali? Davvero la raccolta porta a porta ha un costo maggiore rispetto a quella di prossimità e di quanto? Siamo sicuri che la raccolta con i mastelli costa di più dell’acquisto e della gestione di nuovi cassonetti che vanno lavati periodicamente e svuotati mediante dei costosissimi autocompattatori?

Ancora poche certezze dunque, tranne una: Sciacca è stata esclusa dalle sovvenzioni previste nella Finanziaria 2018 per i Comuni ricicloni. Vediamo se riusciremo nell’impresa il prossimo anno!

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Terme di Sciacca, le dimissioni di Cinzia Deliberto dimostrano lo stato confusionale e l’inconcludenza della Giunta e della maggioranza che la sostiene


Ci dispiace pronunciare la frase antipatica per eccellenza, ma l’avevamo detto e con cognizione di causa.

Le dimissioni del consigliere comunale Cinzia Deliberto da componente e presidente della Commissione speciale sulle Terme certificano la totale inutilità di questo ente politico fortemente voluto dalla stessa maggioranza di cui la stessa Deliberto fa parte. La commissione e’ stata istituita a dicembre dello scorso anno, ma si e’ riunita la prima volta soltanto meno di due mesi fa, senza aver mai mostrato un’anima. Il M5S ha deciso di farne parte con un suo componente per osservarne le modalita’ di lavoro.

Siamo convinti che la nostra proposta, bocciata dalla maggioranza che governa la citta’, di istituire un tavolo tecnico-politico con il coinvolgimento di tecnici esperti appartenenti alla societa’ civile avrebbe sicuramente prodotto soluzioni concrete rispetto al nulla prodotto dalla commissione speciale, fornendo quelle risposte che oggi ci sono chieste anche dalla Regione Siciliana e contribuendo alla fuoriuscita dal pantano in cui siamo immersi.

La Giunta di citta’ e la sua maggioranza oggi appaiono inconcludenti e senza idee. Ci chiediamo quali siano le loro proposte concrete per il futuro delle nostre Terme. Intanto, sarebbe opportuno che il consigliere Simone Di Paola, tra i principali sostenitori della commissione speciale, si assumesse le sue responsabilita’ proponendosi come presidente della stessa. E mentre tutto tace dal Comune di Sciacca, la Regione Siciliana procede per la sua strada la cui destinazione rimane ignota ai piu’ e, soprattutto, non si sa quando mai sara’ raggiunta.

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M5S SCIACCA: “IMPOSTA DI SOGGIORNO E ATTIVITÀ TURISTICHE. QUALE PROGRAMMAZIONE?”

Ci troviamo puntuali di fronte all’appuntamento con la stagione estiva e ci chiediamo come la nostra città si stia preparando ad affrontarla visto che non ci risultano in corso interventi programmatici destinati alla gestione di tutte le più note emergenze e necessità  legate al turismo.

Procediamo con ordine.

Siamo ai primi di maggio, ed in barba ad ogni decantata logica di programmazione amministrativa, osserviamo anzitutto che non si è ancora riunita la Commissione sull’Imposta di Soggiorno che, per legge, in base all’art. 14, co. 4 del relativo regolamento, deve riunirsi prima dell’approvazione del bilancio di previsione.

Tale commissione, che dovrebbe includere anche i rappresentanti delle associazioni di categoria, ha il compito di individuare le priorità alle quali destinare il gettito dell’imposta di soggiorno che ha lo scopo di “finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali”.

Partendo dalla constatazione di  fatto che gli introiti dell’imposta di soggiorno ammontano, per il 2018, a circa 1 milione di euro e che a Sciacca esordisce già in questi giorni la stagione turistica, riteniamo che vada fatta una pianificazione attenta, oculata e intelligente delle spese da finanziarie alla luce di alcune ataviche priorità che anche quest’anno rischiano di creare problemi a cittadini e turisti oltre ad un inevitabile danno di immagine.

Vogliamo ricordarne alcune:

  • è necessario provvedere immediatamente alla pulizia della città, con scerbatura e manutenzione in particolare con riferimento agli accessi al mare che in questi giorni si presentano sporchi e degradati;
  • occorre predisporre un servizio di bus navetta che colleghi le aree ricettive della città con le spiagge, il centro storico e le principali emergenze monumentali, delle quali, neanche a dirlo, va garantita l’apertura destinando delle risorse ad un apposito piano;
  • occorre valorizzare ed implementare i percorsi turistici urbani che le strutture ricettive possano proporre ai turisti per organizzare il loro intrattenimento in città, alla scoperta della stessa, ed evitando il loro girovagare disorganizzato ed alla ricerca di “cose da vedere” che poi, spesso, si trovano chiuse o inaccessibili;
  • occorre prevedere alcuni interventi specifici per garantire l’apertura e fruibilità del Museo del Carnevale alla Perriera e del relativo parco giochi che, come ormai ci siamo abituati a constatare, sono aperti ad intermittenza pur costituendo uno dei pochi punti di socialità e cultura della zona.
  • da più parti, specie dai quartieri periferici della città, ci giungono lamentele da parte dei titolari di B&B, circa la scarsa illuminazione delle strade la cui percorrenza di notte, specie per i turisti che si muovono a piedi, diventa poco sicura;
  • occorre pensare ad un palinsesto di animazione della città sfruttando le risorse locali e non dimenticando che non si può programmare un calendario che interessi sostanzialmente metà del mese di luglio e il mese di agosto perché, a Sciacca, la stagione turistica parte proprio in questi giorni e gli eventi da mettere in cartellone devono puntare anche a destagionalizzare il turismo quindi a prolungarsi oltre il mese di agosto
  • è avvertita più che mai la necessità di garantire una città pulita e libera dai rifiuti che specialmente nella stagione estiva sono un vero flagello. C’è il timore che un’emergenza rifiuti mal gestita, in piena estate, possa cagionare alla città, già enormemente provata dalla vicenda dei randagi di Muciare, un ulteriore danno d’immagine che proprio non possiamo permetterci.

Ci chiediamo infine quale spazio abbia, per questa amministrazione, la  cultura partendo dalla promozione della ceramica fino ad arrivare alla valorizzazione del patrimonio artigianale, storico, religioso e monumentale, ricordando che da più parti è stato suggerito al sindaco di destinare parte delle risorse risparmiate con la fuoriuscita del comune dal CUPA proprio alla cultura.

È indispensabile dunque sapere quando l’amministrazione comunale intenda convocare la commissione per l’imposta di soggiorno e, soprattutto, come intende destinare il milione di euro, circa, del gettito dell’imposta stessa.

Alla luce anche delle notizie degli ultimi giorni, riteniamo opportuno che l’amministrazione comunichi quali somme in particolare saranno destinate al “carnevale estivo” che, voci di corridoio, preannunciano piuttosto costoso per le casse comunali.

Chiaramente quelle sopra elencate sono alcune delle necessità sulle quali si potrebbe intervenire con un sensato utilizzo dell’imposta di soggiorno ma non esauriscono la lista. Il M5S ritiene che sia arrivato il momento di mettere a frutto questo strumento con una trasparente e programmata utilizzazione delle sue risorse, rispetto alla quale auspichiamo risposte concrete.

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