Video | In #Sicilia possiamo cambiare un sistema: prepariamoci al rush finale! #SceglieteilFuturo #M5S #CancelleriPresidente

di Alessandro Di Battista

Ciao a tutti, manca davvero poco al voto del 5 novembre, alle prossime elezioni in Sicilia. Sono elezioni importantissime, possiamo veramente cambiare un sistema lì e sarà una battaglia all’ultimo voto. Per cui mi rivolgo a tutti gli attivisti, ai nostri sostenitori: dateci una mano, fatevi il mazzo in queste ultime ore, andate casa per casa, non dobbiamo sprecare nessun volantino (e sapete quanto noi stiamo attenti ai soldi per stamparli).

Dobbiamo far capire – casa per casa – che abbiamo un programma, che siamo gli unici capaci di tagliare i privilegi, di ridurre osceni sprechi, e mettere tutti questi denari nelle priorità, che per noi sono la sanità, i trasporti, le politiche sul lavoro. Siamo gli unici capaci di andare dove occorre andare e ridiscutere, magari proprio con un presidente della regione del MoVimento 5 Stelle, alcuni trattati che hanno massacrato pescatori e agricoltori siciliani. Aiutateci a far capire che chi vota centro-sinistra in realtà vota Musumeci, perché tanto loro non vincono, e chi vota Musumeci in realtà vota impresentabili, vota cuffariani, vota Lombardiani, insomma occorre cambiare.

Riflettiamo sul fatto che prima di Crocetta, che è stato un fallimento totale, gli ultimi due presidenti della regione Sicilia erano stati Lombardo -condannato per voto di scambio- e Cuffaro, finito in carcere per favoreggiamento se non sbaglio a cosa nostra.

Abbiamo veramente la possibilità di farcela, di cambiare. Ci crediamo tantissimo. Io nei prossimi giorni verrò in Sicilia, verrò e mi farò l’ultima settimana alla grande insieme a Luigi, insieme a Giancarlo, ma non ce la facciamo se ognuno non si assume la propria responsabilità. Online, Facebook, social network vanno benissimo, ma dobbiamo parlare, dobbiamo sorridere alle persone, dobbiamo far capire che abbiamo a cuore l’isola e fargli capire che c’è una possibilità, un possibile cambiamento enorme che può partire dalla Sicilia, dove avete visto gli inciuci osceni che fanno: impresentabili, candidati arrestati, che fanno campagna elettorale agli arresti domiciliari.

Ma poi questo cambiamento può arrivare dovunque, per cui davvero mi rivolgo ancora a tutti i nostri sostenitori, casa per casa, porta a porta, nel modo giusto con educazione, con il sorriso, parlando dei programmi, di idee.  Facendogli capire che abbiamo già rinunciato ai vitalizi, che ci siamo già tagliati gli stipendi, che abbiamo già fatto battaglie su battaglie per il bene collettivo e l’interesse generale. È una questione di voto su voto, e ce la possiamo fare. Ma dobbiamo fare uno sforzo finale importantissimo, perché veramente sarà questione di battaglia all’ultimo voto. Forza ragazzi. E coraggio.

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ECCO TUTTE LE TAPPE DEL TOUR IN SICILIA #SCEGLIETEILFUTURO. PASSATE PAROLA E RAGGIUNGETECI!

OGGI 23 ottobre
Ore 15:30 Misterbianco
via Giordano Bruno 124 – Piazza XXV Aprile – Piazza Mazzini
Ore 18:00 Paternò
Via Vittorio Emanuele
Ore 21:00 Acireale
Largo Giovanni XXIII (Sotto L’arco del Vescovo)

24 ottobre
Ore 18:00 Caltagirone
Piazza Municipio
Ore 21:00 Enna
Piazza Vittorio Emanuele

27 ottobre
Ore 15:30 Villafranca Tirrena
Ore 18:00 Milazzo
Piazza Caio Duilio?
Ore 21:00 Messina
Piazza Cairoli

28 ottobre
Ore 16:00 fino alle 23:00 Catania Day
Pomeriggio a Catania in compagnia dei portavoce regionali, nazionali ed europei
Ore 18:00 Augusta
Piazza Duomo
Ore 21:00 comizio a Catania
Piazza Università

29 ottobre
Ore 9:00 fino alle 22:00 Palermo Day
Intera giornata a Palermo in compagnia dei portavoce regionali, nazionali ed europei

30 ottobre
Ore 21:00 Trapani

31 ottobre
Ore 18:00 Alcamo
Corso VI Aprile (attraverso Piazza Ciullo d’Alcamo)
Ore 21:00 Sciacca

1 novembre
Ore 21:00 Agrigento
Piazza Cavour

2 novembre
Ore 18:00 Niscemi
Ore 21:00 comizio a Caltanissetta

3 novembre
Ore 21:00 comizio finale a Palermo
Piazza Verdi

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Che fine ha fatto il tappetino del parco giochi del Museo del Carnevale?

Con l’intervento di alcuni genitori, che nel fine settimana si sono lamentati delle precarie condizioni del tappetino del parco giochi annesso al Museo del Carnevale alla Perriera, l’argomento è tornato più che mai d’attualità, a maggior ragione perché un intervento in tal senso era atteso e dello stesso aveva dato annuncio l’Amministrazione, salvo poi verificare che tutto è rimasto così com’è sempre stato.

Non più tardi di un mese fa il M5S di Sciacca, con una serie di iniziative e soprattutto autotassandosi, aveva raccolto una somma di denaro che aveva messo a disposizione proprio del parco giochi della Perriera e, in particolare, per l’acquisto del tanto discusso tappetino che oltre a creare condizioni di pericolo, per lo stato in cui attualmente si trova, rende pressochè impossibile la fruizione di giochi e giostre da parte dei bimbi.

La risposta dell’amministrazione Valenti alla disponibilità e volontà manifestata dal M5S di acquistare il tappetino era stata in estrema sintesi un “Grazie! Ma ci pensiamo noi!”. Tuttavia verifichiamo, a distanza di oltre un mese, che nessun tappetino è stato sostituito e registriamo, con dispiacere, i disagi dei genitori che tornano a manifestarsi. Ci chiediamo dunque, legittimamente, che fine abbia fatto il tappetino che l’Amministrazione si era impegnata a fornire. Ed invitiamo tutti ad aderire all’ideale di una politica dell’azione, più efficiente, più veloce e più vicina ai bisogni veri delle persone.

Con l’occasione, il M5S di Sciacca rinnova l’appuntamento con l’inaugurazione della nuova sede di Piazza Marconi, prevista oggi pomeriggio alle ore 18.30. E’ un punto di incontro messo a disposizione di attivisti e cittadini per confrontarsi in vista delle elezioni regionali fissate per il prossimo 5 novembre, per fornire informazioni sul programma regionale del M5S, sulle modalità di voto, ecc..

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Se voti Musumeci, vince Miccichè – #SceglieteilFuturo #M5S #CancelleriPresidente #Sicilia

di Giancarlo Cancelleri

In questi giorni sto girando in lungo e in largo la Sicilia per presentare il nostro programma di governo. Ci incontriamo con i cittadini nelle piazze che sono sempre piene di entusiasmo e affetto. Ieri tra una tappa e l’altra ho letto che Musumeci ha fatto appello agli elettori del centrosinistra. Mi sono fatto una sonora risata e mi sono rimesso in marcia.

La situazione è questa. Musumeci sta perdendo buona parte dei suoi elettori perchè non tollera la presenza degli impresentabili arrestati e condannati nelle sue liste, ma soprattutto non sopportano il fatto che dietro di lui si nasconda Miccichè che è il vero candidato presidente visto che qualche settimana fa ha detto di avere già pronti 18 nomi per gli assessorati. Miccichè è solo uno di quelli che Musumeci si porta dietro e che hanno devastato la nostra terra. Dietro di lui c’è anche Cuffaro, Genovese e addirittura gente che fino a ieri stava dentro il governo Crocetta. Il peggio degli ultimi 15 anni della Sicilia. E se i suoi stanno decidendo di non votarlo, figurarsi se i cittadini che in passato hanno votato centrosinistra daranno il voto a lui per far vincere Miccichè.

Perché, e questo è bene che si sappia, se voti Musumeci vince Miccichè. Con la schiera di impresentabili condannati e arrestati e portandosi dietro l’accozzaglia di politicanti che ha distrutto la Sicilia, in totale assenza di un programma, Musumeci ha perso qualsiasi credibilità. Con il disperato appello al centrosinistra però perlomeno ci regala una risata e di questo gli va dato atto. Sono l’unico candidato presidente che presenta un programma, o meglio, un progetto per il futuro della Sicilia e sono l’unico a non dover affrontare l’imbarazzo degli impresentabili perchè le nostre liste sono linde e pulite come la mia camicia bianca. Il 29 ottobre Lucia Annunziata ha invitato tutti i candidati presidenti a partecipare a un confronto sui programmi in diretta televisiva sulla RAI. Spero che tutti i candidati accettino e che Musumeci smetta finalmente di scappare e si confronti sulla dialettica faccia a faccia da uomo, piuttosto che limitarsi agli insulti a distanza, che a me non scalfiscono, ma che lo fanno vedere per quello che è: un uomo nervoso e preoccupato. Spero che questa domenica riesca a rilassarsi.

Noi continuiamo a viaggiare. Alle 12 con Luigi Di Maio saremo a Vittoria, alle 15.30 a Francofonte, poi faremo tappa a Priolo (patria del sindaco candidato e arrestato, ora dimessosi) e infine chiuderemo la giornata alle 21 in piazza a Siracusa. Non ci fermiamo mai! E’ una corsa all’ultimo voto per non far tornare Miccichè e tutti quelli che hanno distrutto la Sicilia. Ci vediamo in piazza. #SceglieteIlFuturo!

ECCO LE TAPPE DEL TOUR IN SICILIA #SCEGLIETEILFUTURO. PASSATE PAROLA E RAGGIUNGETECI!

22 ottobre
ore 12:00 Vittoria
incrocio Via Cavour con Via Milano, Vittoria – c/o Isola Pedonale
Ore 15:30 Francofonte
Piazza Dante Alighieri
Ore 18:00 Priolo
Piazza Vittime del Femminicidio (Ex-Piazza Reno)
Ore 21:00 Siracusa
Piazza Santa Lucia, 96100 Siracusa SR, Italia

23 ottobre
Ore 15:30 Misterbianco
via Giordano Bruno 124 – Piazza XXV Aprile – Piazza Mazzini
Ore 18:00 Paternò
Via Vittorio Emanuele
Ore 21:00 Acireale
Largo Giovanni XXIII (Sotto L’arco del Vescovo)

24 ottobre
Ore 18:00 Caltagirone
Piazza Municipio
Ore 21:00 Enna
Piazza Vittorio Emanuele

27 ottobre
Ore 15:30 Villafranca Tirrena
Ore 18:00 Milazzo
Piazza Caio Duilio?
Ore 21:00 Messina
Piazza Cairoli

28 ottobre
Ore 16:00 fino alle 23:00 Catania Day
Pomeriggio a Catania in compagnia dei portavoce regionali, nazionali ed europei
Ore 18:00 Augusta
Piazza Duomo
Ore 21:00 comizio a Catania
Piazza Università

29 ottobre
Ore 9:00 fino alle 22:00 Palermo Day
Intera giornata a Palermo in compagnia dei portavoce regionali, nazionali ed europei

30 ottobre
Ore 21:00 Trapani

31 ottobre
Ore 18:00 Alcamo
Corso VI Aprile (attraverso Piazza Ciullo d’Alcamo)
Ore 21:00 Sciacca

1 novembre
Ore 21:00 Agrigento
Piazza Cavour

2 novembre
Ore 18:00 Niscemi
Ore 21:00 comizio a Caltanissetta

3 novembre
Ore 21:00 comizio finale a Palermo
Piazza Verdi

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Mangiacavallo (M5S): “Le Terme di Sciacca usate ancora una volta per scopi elettorali”

Le Terme di Sciacca diventano un tema caro alla politica soprattutto in prossimità di scadenze elettorali. In questi giorni Panepinto e Lo Bello, esponenti e candidati del PD per le prossime elezioni regionali, che con Crocetta chiusero le Terme nel 2015, tornano sull’argomento per annunciare un imminente decreto per la concessione dei beni al Comune di Sciacca. Lo Bello annuncia che lunedì prossimo consegnerà personalmente in giunta l’atto che trasferisce le Terme al Comune di Sciacca, Panepinto afferma che mercoledì prossimo l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei, consegnerà le Terme di Sciacca al Sindaco.

Peccato che ad oggi, nonostante sia trascorso più di un mese dalla sottoscrizione di un atto notarile che ha sancito il transito di una parte del patrimonio termale dalla Terme di Sciacca Spa alla Regione Siciliana, concretamente non sia ancora avvenuto alcun passaggio formale previsto dal predetto atto. Pertanto è più che lecito il dubbio che si tratti di annunci con finalità meramente elettorali.

“E’ una mancanza di rispetto verso l’intelligenza di tutti i Saccensi – dichiara Mangiacavallo, deputato regionale del M5S – ed è chiaro pure ai bambini che, per l’ennesima volta, le Terme di Sciacca sono utilizzate con finalità meramente elettorali. C’è chi si ricorda della loro esistenza solo nei periodi antecedenti le elezioni, diffondendo annunci dall’inconfondibile carattere propagandistico”.

“Siamo in balia di smanie elettorali. – continua Mangiacavallo – Questi frenetici stati di agitazione degli esponenti di governo regionale prima hanno fatto perdere al Comune di Sciacca le stufe, che sono rimaste alla società in liquidazione, e adesso faranno pervenire i beni restanti al Comune sulla fiducia, dato che ancora il passaggio di consegne tra Regione Siciliana e Terme di Sciacca Spa non si è concluso. Inoltre rimangono del tutto poco chiari quali saranno l’oggetto e i termini del decreto di concessione che sarà sottoscritto in fretta e furia prima del 5 novembre”.

“Si tratta dunque dell’ennesima colossale operazione propagandistica del governo Crocetta e dei suoi interlocutori locali – conclude il parlamentare saccense – che con ‘grande esperienza’ e ‘abilità’ cacciano fuori l’argomento Terme durante la campagna elettorale per le regionali, così come avevano fatto qualche mese fa durante quella per le amministrative. La competenza di questi stessi signori invece sparisce come neve al sole nel momento in cui si comincia a parlare di riaprire gli stabilimenti termali”.

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Riforma totale della sanità in #Sicilia: tempi certi per visite e esami #M5S #CANCELLERIPRESIDENTE #SCEGLIETEILFUTURO

di Giancarlo Cancelleri

La Sanità in Sicilia va riformata completamente. Va rivista la rete ospedaliera, vanno riviste le piante organiche, e abbiamo bisogno di più personale. Però c’è una cosa che mi indigna particolarmente, ovvero le lunghe attese da parte dei cittadini per delle visite o degli esami, in questo modo si costringono i siciliani a rivolgersi al settore privato, e con grande sacrificio devono dare fondo ai propri risparmi pur di avere immediatamente esami importanti che dovrebbero essere garantiti dalla Regione.

Questa è un’ingiustizia, io non voglio vivere in una Regione del genere, io non voglio essere il Presidente di una Regione del genere, allora l’idea è questa: chiunque dovrà fare una visita dovrà farla in tempi certi e ragionevoli all’interno delle strutture pubbliche o convenzionate con il sistema sanitario regionale, altrimenti potrà anche rivolgersi alle strutture private a pagamento, ma a pagare questa volta dovrà essere la Regione Siciliana.

Garantire la salute dei cittadini dovrebbe essere la priorità per chi si candida alla Presidenza della Regione, e per me questa è una priorità.

Il 5 novembre dobbiamo scegliere di cambiare la nostra terra, il 5 novembre dobbiamo scegliere una regione che inizia a preoccuparsi della salute dei cittadini, dobbiamo scegliere la vita, dobbiamo scegliere il cambiamento, in sintesi: dobbiamo scegliere il futuro.

#SceglieteilFuturo #CancelleriPresidente

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Merkel ordina, Berlusconi esegue: prima muoia la #Sicilia, poi l’#Italia

di MoVimento 5 Stelle Europa

Il copione è sempre il medesimo: Merkel ordina, Berlusconi esegue. Con un voto shock Forza Italia e PD, uniti più che mai, hanno rafforzato il Regolamento di Dublino (che assegna oggi al primo Paese di approdo le responsabilità legate all’accoglienza). Chiunque affermi il contrario vi sta prendendo in giro. Nessun migrante economico sbarcato in Italia verrà ricollocato negli altri Paesi membri. Merkel e Macron lo avevano detto e oggi Forza Italia e PD con il loro voto eseguono. La commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni ha votato la riforma del regolamento che altro non è, per l’Italia, una gabbia dalla quale i migranti molto difficilmente potranno uscire.

La Sicilia paga il prezzo più alto. Con 70.671 migranti sbarcati dall’inizio dell’anno si è superato ogni limite. I centri di accoglienza sono nel caos più totale. I sindaci di alcuni Comuni più esposti come Lampedusa e Pozzallo hanno lanciato degli allarmi, finora rimasti inascoltati. Sono molti i casi denunciati di migranti scomparsi, soprattutto fra i minori. Il piano di Minniti siglato con la Libia è fuffa: ha tentato di mettere il problema sotto un tappeto con un accordo siglato con la Libia ma il risultato è stato solo quello di spostare la rotta più a ovest, verso la Tunisia. I siciliani sanno bene di chi sono le responsabilità di tutto questo.

Quella di oggi è quindi una stretta di mano che vale più di mille parole. L’intesa tra Angela Merkel e il centrodestra italiano non è mai mancata nel corso di questo decennio: ma attenzione, non stiamo parlando di accordi politici bilaterali che giovano alle reciproche economie e società. Tutt’altro, la storia ci ha insegnato che la propensione alla genuflessione dell’era berlusconiana ha consegnato l’Italia al macello macroeconomico, con i tedeschi liberi di produrre export senza limite a danno delle piccole e medie imprese italiane. Quelle che il “grande imprenditore di Arcore” avrebbe dovuto difendere (essendo il self-made man che tutti conosciamo).

E poi, abbassamento delle tasse e alleanza con Merkel sono due concetti che non stanno insieme, lo sanno anche i muri. A Bruxelles l’Italia è considerata uno Stato “impantanato” – per usare un eufemismo -, e la Sicilia una regione allo sbando economico, sociale e politico. Alla stregua della Grecia, bisognosa delle cure che i falchi dell’austerità (guidati dagli alleati europei del centrodestra) non vedono l’ora di confezionare. Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, infatti, Forza Italia in Europa è alleata, nello stesso gruppo politico e convergente nei voti con i falchi dell’austerità tedeschi del PPE. Berlusconi sta alla Merkel come Musumeci sta a Berlusconi.

Del leader del centrodestra non interessano più i molteplici processi giudiziari in cui è coinvolto, ma il modo e il menefreghismo con cui ha consegnato l’Italia alla serie B del Continente. Nel corso dei suoi Governi in Europa si prendevano decisioni fondamentali, ciecamente avallate a livello nazionale e mai realmente discusse in sede di Consiglio, dove il Cavaliere e i suoi ministri erano seduti. Dall’immigrazione col regolamento di Dublino, con cui proprio oggi si è scritta l’ennesima beffa per l’Italia, all’economia con il Fiscal Compact. Votato e voluto dal Governo Berlusconi-Lega rischia entro la fine dell’anno di entrare nel quadro giuridico UE grazie alla miopia del centrosinistra, al potere praticamente dal 2012 in poi. Gli stessi che oggi vogliono sembrare euroscettici sono stati complici consenzienti del disastro odierno.

Ma a far ridere ancor più della stretta di mano tra Silvio Berlusconi e Angela Merkel sono però gli alleati del Cavaliere. La Lega Nord come può giustificare un’alleanza a livello nazionale quando il suo segretario, Matteo Salvini, è seduto all’estrema opposizione di tutto ciò che rappresenta oggi Forza Italia al Parlamento europeo? Per non parlare di Giorgia Meloni e dei suoi Fratelli d’Italia… Stiamo parlando di un corto circuito politico che non desta scalpore solo perché l’Italia è totalmente disabituata a considerare l’Unione Europea come strategicamente rilevante. Proprio Salvini, almeno a livello mediatico (perché le sue presenza nelle commissioni parlamentari si contano su una mano) si è battuto contro ogni decisione presa dal Parlamento europeo in questi anni: partendo dalla concessione del MES alla Cina, arrivando all’olio tunisino, passando per le crisi bancarie, alla riforma della governance degli istituti di credito, la concessione del glifosato e, naturalmente, la gestione della crisi migratoria. Temi che il PPE (quindi Forza Italia) ha spinto in direzione tedesca.

Le eccellenze italiane, anche nei settori agroalimentari, sono state martoriate dalle folli scelte fatte da questi signori del nulla. Pensiamo solo all’ultimo caso, quello eclatante del pesticida glifosato. Noi crediamo che debba essere bandito da subito anche per l’effetto che ha avuto sulle attività produttive dei nostri agricoltori, quelli che dovevano essere tutelati dai grandi statisti del Governo. Sono loro le vittime silenziose di queste scelte. Il glifosato usato in preraccolta consente a paesi come il Canada di esportare i loro prodotti a prezzi estremamente competitivi che distruggono il settore produttivo in paesi come l’Italia. Negli ultimi dieci anni più della metà delle aziende che producevano grano duro sono sparite nel Sud.

Siamo schifati dinanzi a una così grande nullità politica e alla totale mancanza di dignità a livello umano. Le mosse della vecchia politica sulla legge elettorale, assieme alle manovre a livello europeo confermano che il sistema politico italiano è ancora totalmente marcio alle fondamenta. Starà solo ai cittadini italiani, che mantengono ancora pochi diritti, spezzare le catene che ci relegano alla serie B della storia. Noi possiamo continuare a lottare e a informarvi ogni giorno, ma solo voi avete il diritto di rivendicare la libertà. Potete iniziare a farlo dalla Sicilia, il 5 novembre, quando sarete chiamati a scegliere tra Giancarlo Cancelleri e il vecchio centrodestra che vi abbiamo descritto. Tra il futuro e un passato che ci ha distrutto, ridotto in macerie ma che ancora non ci ha tolto la speranza.

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In #Sicilia è corsa all’ultimo voto #M5S #CANCELLERIPRESIDENTE #SCEGLIETEILFUTURO

di Giancarlo Cancelleri

In Sicilia fino al 5 novembre sarà una corsa all’ultimo voto. Sto girando la Sicilia ormai da anni, ma in questi giorni da quando è iniziato il nostro #SceglieteIlFuturo Tour sento un’aria diversa. Le piazze che ci hanno accolto mi hanno sorpreso. Sono arrivate tantissime persone fin dalla prima e cittadini con cui ho parlato mi hanno detto che ora credono in noi, che questa volta è il momento per cambiare. O ora o mai più. Ce la possiamo fare e loro lo sanno. Anche i sondaggi non riescono più a nascondere quello che sta succedendo. Oggi ne è uscito uno che ci dà in testa, per la prima volta (è stato realizzato da Kleix per Marketing in Politica). Io non credo ai sondaggi, ma credo alle piazze che vedo e credo alle persone che incontro. I siciliani hanno capito il gioco di Musumeci, che è solo una foglia di fico dietro cui si nascondono impresentabili arrestati e condannati e tutti quei politici che hanno già governato e davastato la Sicilia: Miccichè, Cuffaro, Genovese, Lombardo and co.

Dobbiamo impegnarci tutti. La lotta è ardua e impari. Abbiamo contro una schiera di impresentabili che sono stati imbarcati nelle liste di centro destra e centro sinistra solo perché sono i classici portatori di voti. Io e Luigi abbiamo chiesto l’intervento di monitoraggio dell’OSCE, ma il governo si è rifiutato con delle scuse risibili di richiedere ufficialmente che venissero in Sicilia. Abbiamo un sistema mediatico nazionale che non parla degli impresentabili, che hanno relegato la notizia di un candidato arrestato al livello dell’invasione delle zanzare. Noi dobbiamo reagire e l’arma che abbiamo è il voto libero e pulito. Ognuno di voi avrà parenti, amici o conoscenti in Sicilia. Chiamateli, scrivetegli, incontrateli! Raccontate loro quanto è importante il voto del 5 per liberare la Sicilia e proiettarla finalmente nel futuro.

Questa elezione potrebbe essere decisa per una manciata di voti e non possiamo permetterci il lusso di non fare tutto quanto è nelle nostre disponibilità, perché poi lo rimpiangeremo per sempre. La lista del MoVimento 5 Stelle è l’unica linda e pulita come la mia camicia. Siamo gli unici ad avere un programma (qui puoi scaricare il pdf completo e qui trovi le pillole di sintesi). Siamo gli unici ad avere la credibilità per portarlo a termine perché abbiamo dimostrato che facciamo quello che diciamo. Abbiamo detto che ci saremo tagliati lo stipendio e che avremmo rinunciato al vitalizio e lo abbiamo fatto. Siamo stati gli unici ad averlo fatto!

Io continuo ad andare in giro per incontrare i cittadini. Voi dateci una mano per come riuscite. Abbiamo bisogno del vostro aiuto in questa corsa all’ultimo voto. #SceglieteIlFuturo!

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#Sicilia, ti voglio bene. Ma adesso svegliati! – #M5S #CANCELLERIPRESIDENTE #SCEGLIETEILFUTURO

di Luigi DI Maio

Negli ultimi due mesi e mezzo ho passato la maggior parte del mio tempo in Sicilia.
Me ne sono innamorato. Ho percorso almeno 7000 km insieme a Giancarlo Cancelleri e ho incontrato i cittadini di almeno 150 comuni. Ho conosciuto migliaia di persone e l’ho girata veramente tutta, per farci conoscere e raccontare il nostro programma. Quando ti innamori di una persona, impari ad amare le sue qualità ma anche i suoi difetti, ami la sua personalità con anche tutte le sue contraddizioni. Ti ci arrabbi quando fa sempre gli stessi errori, perché gli vuoi bene.

Per la Sicilia è lo stesso. I Siciliani sono un popolo di un ottimismo inossidabile e una accoglienza ineguagliabile, ma anche un popolo che non ha saputo riconoscere i suoi aguzzini politici riconsegnandogli incautamente per decenni la loro Regione e il suo Statuto speciale, vera arma usata contro di loro.

Quando percorro le strade Siciliane, resto sempre incantato dalla bellezza del suo paesaggio: è come se rivedessi in una sola isola tutte le cose belle che avevo visto in giro per il mondo, dopo anni ed anni di viaggi.

In ogni dove c’è uno spettacolo da ammirare e per cui restare incantati. Ma mentre ne resto incantato, mi chiedo pure come sia possibile che sia l’ultima regione per occupazione giovanile, la prima per rischio povertà, l’ultima per tasse riscosse e da sola non mette insieme i turisti della città di Rimini.

La colpa è sicuramente della politica che ha usato quella Regione come un bancomat, ma la responsabilità è anche di chi ha scelto quella classe dirigente per troppo tempo.
Non punto il dito contro nessuno. Tutti facciamo errori. In primis io.

Ma adesso è il momento di rialzarsi e soprattutto smetterla con le scuse.

Vi voglio bene e ve lo dico da Campano (regione subito dopo la vostra per indici negativi): essere disoccupati non è una buona scusa per cedere al voto di scambio. Avere un figlio senza lavoro non è un buon motivo per dire “votiamo tutti l’onorevole perché mi ha promesso che lo sistema”. Avere avuto un favore perché non potevate vantare un diritto in ospedale per un vostro caro, non è un buon motivo per svendersi il diritto al voto. “Non ho mai avuto niente dalla politica” non è una buona ragione per astenersi e non votare. Continuando così otterrete solo e sempre lo stesso risultato: stare sempre peggio.
È il momento di destarsi.

Siciliani, il 5 novembre avete una grande occasione di riscatto. Mandiamo a casa i nostri aguzzini politici e iniziamo la rimonta di una regione che sta precipitando. Non lasciamo la Sicilia da sola con gli impresentabili: ANDATE A VOTARE IN MASSA E SCEGLIETE IL FUTURO!

Sicilia, ti voglio bene ma adesso svegliati!

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Non lasciamo la Sicilia da sola con gli impresentabili di sempre: andiamo a votare #CANCELLERIPRESIDENTE

di Giancarlo Cancelleri

Il voto del 5 novembre è un voto fondamentale, per la mia regione e per tutta l’Italia. I siciliani hanno la possibilità di cacciare quelli che l’hanno devastata per anni (i vari Miccichè, Cuffaro, Genovese) e che ora si nascondono dietro foglie di fico come Musumeci che non fa nulla se non quello che gli viene detto: non può neppure scegliersi gli assessori! E sarà fondamentale il voto dei siciliani perché se succederà qua, potrà succedere in tutta Italia.

Siamo molto preoccupati per la regolarità di queste elezioni, come abbiamo già detto. Nelle liste di Musumeci e Micari ci sono ‘impresentabili’, indagati e condannati e, da ultimo, anche un arrestato. Fra questi ci sono personaggi che si sarebbero macchiati proprio di reati legati al voto. Penso, ad esempio alla condanna per corruzione elettorale o al processo per voto di scambio di due dei candidati che appoggiano Musumeci. Queste premesse possono pregiudicare il voto e i diritti dei siciliani.

Per questo abbiamo chiesto la presenza di osservatori dell’Osce alle elezioni del 5 novembre in Sicilia. Abbiamo scritto al direttore dell’ufficio Osce per le istituzioni democratiche e i diritti umani. Il nostro portavoce alla commissione esteri alla Camera, Emanuele Scagliusi, ha interrogato in merito il ministro dell’Interno nel question time di oggi. Il ministro Marco Minniti ha fatto spallucce, sostenendo che gli osservatori Osce non vengono inviati per elezioni locali ma solo per quelle a carattere generale, che siano, quindi, parlamentari o presidenziali. Al ministro però ha risposto il nostro Alessandro Di Battista e l’ha inchiodato alle sue ‘balle’: gli osservatori Osce, infatti, sono stati inviati in Albania e in Ucraina per le amministrative del 2015. Non solo, è impegno degli osservatori quello di vigilare su procedimenti elettorali svolti a un livello inferiore a quello nazionale come si evince dal “Documento di Copenaghen“.

Dunque, prendiamo atto che al Governo non interessa nulla del regolare svolgimento delle elezioni in Sicilia, nonostante le terrificanti premesse che abbiamo illustrato e che denunciamo da giorni. Quasi ci viene da pensare che per loro va tutto bene così. Di quello che succede qua non interessa neppure ai media nazionali, che complici dei partiti, non hanno neppure riportato la notizia del candidato arrestato. Ai siciliani non resta che un’unica possibilità per difendersi dal voto controllato e dall’indifferenza del Governo italiano e non lasciare la Sicilia da sola con gli impresentabili di sempre. Bisogna andare a votare in massa e scegliere chi ha le mani libere per portare la Sicilia nel futuro: il MoVimento 5 Stelle.

Di seguito trovate il testo del Question Time che abbiamo presentato al governo e della magistrale risposta di Alessandro Di Battista al ministro Minniti. Diffondete il più possibile!

Question Time di Emanuele Scagliusi per chiedere all’OSCE di monitorare le elezioni del 5 novembre in Sicilia

Al Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale

Premesso che:
– le elezioni regionali siciliane del 5 novembre sono un momento di vitale importanza per la comunità territoriale interessata e per l’intera Nazione;
– la presenza di diversi candidati “impresentabili” – ricompresi nelle liste che sostengono gli aspiranti presidenti della giunta regionale sia della coalizione di centrodestra che di centrosinistra – desta particolare preoccupazione ai fini della regolarità del voto;
– vi sono personaggi colpiti da accuse gravissime. Solo per citare le più eclatanti: un notaio sotto processo con l’accusa di aver rogato atti pubblici falsi per favorire una organizzazione criminale; adulterazione delle acque; frode nell’esercizio del commercio; falsa testimonianza; estorsione. Nei giorni scorsi un candidato è stato addirittura arrestato;
– l’aspetto più preoccupante è che vi sono anche numerosi casi di candidati sotto inchiesta per reati legati specificamente al procedimento elettorale: molti sono colpiti da accuse come truffa aggravata, corruzione elettorale e voto di scambio. Si tratta di situazioni che tipicamente conducono a una atmosfera di intimidazione nei confronti della cittadinanza che turba il regolare svolgimento della competizione elettorale;
– casi preoccupanti di inquinamento del procedimento elettorale si verificano da tempo in Italia e nulla lascia presagire che le imminenti elezioni siciliane, data la loro primaria rilevanza anche dal punto di vista nazionale, saranno libere da inquinamenti estranei alle logiche proprie di una competizione in un Paese democratico;
– soprattutto alla luce di quanto sino ad ora esposto, l’attività di monitoraggio elettorale costituisce una componente fondamentale della politica dell’Unione europea ed essa ha avuto e ha a oggetto eventi elettorali di tutti i Paesi, a prescindere dal loro tasso di sviluppo democratico, come avvenuto recentemente in Stati Uniti e in Gran Bretagna;
– preme segnalare, infine, che a luglio 2016 con decisione unanime, i 57 Paesi membri dell’Osce hanno conferito all’Italia la presidenza per l’anno 2018. Sarebbe importantissimo anche in vista dell’anno di presidenza italiana dare l’esempio e far monitorare le elezioni siciliane, visto che il nostro paese sarà già impegnato ad ospitare il 24 e 25 ottobre, proprio a Palermo, una conferenza OSCE che avrà come tema il Mediterraneo.

Si chiede:

se il Governo non ritenga di adottare tempestivamente iniziative, anche normative, per avanzare all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) la richiesta di invio di osservatori elettorali in occasione delle prossime elezioni regionali siciliane del 5 novembre, al fine di assicurare la loro presenza presso gli uffici elettorali di sezione

Risposta di Alessandro Di Battista al ministro Minniti

Ministro Minniti lei non può scaricare tutta la responsabilità sulla Regione Sicilia, lei è ministro dell’Interno è responsabile della legalità della sicurezza sul nostro Paese, e non può ignorare quello che sta avvenendo in Sicilia e in tutta Italia. Nello specifico in Sicilia voglio ricordare che gli ultimi due presidenti della regione prima del presidente Crocetta sono stati Cuffaro e Lombardo. Cuffaro è stato condannato in via definitiva per favoreggiamento aggravato all’associazione mafiosa, Lombardo è stato condannato a 2 anni di carcere per voto di scambio. Il voto di scambio è un cancro enorme e nelle liste che sostengono il candidato Musumeci ci sono una serie di impresentabili tra cui il sindaco di Priolo che è stato da poco arrestato e fa campagna elettorale dagli arresti domiciliari. E’ qualcosa di vergognoso. Se ci fosse volontà politica e ci fosse reale certezza del pericolo di inquinamento delle prossime elezioni siciliane, lei come Ministro dell’Interno potrebbe parlare, potrebbe chiedere anzi dovrebbe chiedere una missione di monitoraggio da parte dell’OSCE. Lei poc’anzi ha detto che l’OSCE non si occupa di elezioni inferiori alle nazionali, mi duole smentirla esiste il documento di Copenhagen del 1990attraverso il quale gli stati membri dell’OSCE si sono impegnati, leggo testualmente, a promuovere la presenza di osservatori, di monitoraggio delle elezioni anche ad un livello inferiore a quello nazionale. Tanto è vero che recentemente sono state monitorate le elezioni amministrative in Albania e Ucraina nel 2015.
Quindi è soltanto questione di volontà politica, ministro. Noi siamo estremamente preoccupati, il voto di scambio è un dramma, cambiano soltanto le tariffe tra nord e sud. Ci sono cittadini costretti, purtroppo la povertà non dovrebbe giustificarlo mai ma spinge alcuni cittadini a vendersi il proprio voto per un pacco di pasta, un buono spesa di 50 euro. E’ suo dovere riuscire ad adottare qualsiasi misura necessaria per far sì che le elezioni, che sono elezioni amministrative regionali ma sono estremamente importanti anche su scala nazionale, le ultime elezioni prima delle prossime elezioni politiche, siano al riparo da inquinamenti. Gli ultimi due presidenti condannati e anche arrestati, uno finito in carcere per reati gravissimi, dimostrano la possibilità che c’è di inquinamento delle prossime elezioni siciliane, e lei come ministro responsabile della legalità sul territorio ne deve tenere conto.

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Video | E’ ora di una ”due diligence” per la Regione Siciliana

La prima cosa che farò da presidente della Regione, dopo aver eliminato i vitalizi, le pensioni da privilegiati e dimezzato gli stipendi degli onorevoli siciliani, sarà quella di avviare una ”due diligence” con la Corte dei Conti, cioè un controllo approfondito sul bilancio della Regione. Se qualcuno in questi anni ha mentito ai siciliani dovrà prendersi le proprie responsabilità davanti alla legge. In Sicilia tutto ció non è mai stato fatto ed è giunto il momento di farlo, è giunto il momento di mettere le cose a posto. Giancarlo Cancelleri

di Pietrangelo Buttafuoco

Dopo buttanissima Sicilia, strabuttanissima Sicilia, e neppure ci potevo credere. Spero, speravo e spererò, di essere contraddetto dei fatti rispetto a quello che si vede, a quello che capita davanti agli occhi, a quello che accade in questa meravigliosa terra qual è la Sicilia, che è diventata, si è confermata, e ahinoi temo possa continuare a essere, la fogna del potere. Il luogo di tutti i trasformismi, ma anche il garbuglio dietro la quale si nascondono tutte le imposture.

Abbiamo lasciato alle spalle l’impostura della rivoluzione affidata a Rosario Crocetta, il più incredibile dei governatori che si potessero immaginare per quella terra che è comunque il luogo di Pirandello, di Camilleri, il luogo di tutte le contraddizioni, il luogo di tutte le grandezze, della raffinatezza di pensiero di Giovanni Gentile, condensata in un’istantanea: in una fotografia -sarebbe il caso di farla vedere- dove lui è nudo come un sirenetto a coprire il pisellino con il giornale di carta, vanta e decanta una inimmaginabile bellezza dell’isola. Ecco, questo è stato il destino di questa terra che era buttanissima nel pittoresco, strabuttanissima quando non si vede la possibilità di cominciare a costruire un futuro.

Il vero dramma di questa terra, il vero rovello della Sicilia, è quello di rassegnarsi a un destino ancora una volta uguale a quello che avevamo lasciato dei libri di scuola. Quando ai tempi di Verre, con Cicerone che scriveva, raccontava dei saccheggi, raccontava di quello che era diventato il lucrare della corruzione, raccontava qualcosa che si è confermato nella storia recente, quando di questa meravigliosa terra se n’è fatto il granaio elettorale di satrapie lontana e vicine. Di una casta, quella casta con le sarde, che ha confermato se stessa attraverso i gabelloti del potere.

E quindi strabuttanissima, perché ahimé ahinoi ahivoi non sarà attraverso un passaggio elettorale che la Sicilia potrà trovare un futuro, non sarà attraverso i meccanismi attuali, ma attraverso la consapevolezza di un fatto rivoluzionario, che è quello di porre la questione a un ascolto il più eclatante possibile. Giusto in questo periodo, quando abbiamo assistito a quello che è accaduto in Catalogna, a quello che accade continuamente attraverso le mille piccole patrie che reclamano un’identità, uno spazio, trovare la conferma dell’inutilità di quello che è stato elargito a suo tempo da Umberto II di Savoia: lo statuto speciale siciliano. L’autonomia è la cosa più bella che ci possa essere, ancora più bella è l’indipendenza, ma bisogna meritarsele, bisogna guadagnarsele, bisogna saperle costruire con un atto e un fatto di maturità. Cosa che la Sicilia nei lunghi anni (pensate, è il collaudo più antico rispetto alle altre storie, perché appunto è un atto del Regno d’Italia che prosegue nella Repubblica Italiana) ha confermato di non funzionare, semplicemente non funzionando.

Quando ci sarà un nuovo governo per la Regione Siciliana, e un nuovo governo ci sarà, un nuovo presidente con la nuova giunta, con un nuovo Parlamento, la prima azione politica, il primo atto fondativo di questa nuova stagione, dovrebbe essere, anzi è urgente che sia, soltanto una decisione: quella di predisporre la “due diligence”, cioè la gestione fallimentare della cosa pubblica.

Non c’è altra possibilità che seguire l’esempio di Detroit, e poi il segreto della politica è nel copiare le cose che funzionano. Detroit era combinata se non peggio, come La Sicilia: è una metropoli, una megalopoli nell’orizzonte contemporaneo, totalmente travolta dalla corruzione, dall’inefficienza, dallo sfascio della propria burocrazia. Bene, la decisione fu quella di adoperarsi nella “due diligence”, cioè nella gestione fallimentare, perché in Sicilia è inconcepibile reggere la politica con il ricatto del consenso. In Sicilia è necessario attraversare le forche caudine delle storie più spinose, perché bisogna comunque sfasciare mille clientele, perché bisogna comunque irrompere la dove i fortilizi di antiche conventicole hanno stabilito logiche di potere altrimenti impossibili da smantellare con un semplice percorso elettorale.

C’è bisogno di un commissariamento lungo e più lungo possibile. Certo secondo la Costituzione non si può fare, potrebbe durare solo tre mesi e indire nuove elezioni. Sì tutto giusto, ma quello che serve è una consapevolezza, aprire un dibattito, chiedere a Roma di ridiscutere il titolo V della Costituzione e cambiare la faccia della storia. Perché c’è un orologio, è l’orologio della storia che segna i passaggi fondamentali.

Va bene, l’altra volta è capitato a Barcellona in Catalogna, a un certo punto s’è sfasciato qualcosa. Ma poi c’è il l’urto di realtà, e l’urto di realtà è molto più forte di quanto possa essere l’orologio della storia, perché con un atto di decisione politica stabilisce quello che le carte geografiche non riescono a contenere, e significa che questa mia meravigliosa terra disperatissima, buttanissima, strabuttanissima, è comunque quella che ha il buco di bilancio più spaventoso, è quella che ha i tassi disoccupazione più alti, è quella che in assoluto ha il maggior numero di ragazzi costretti a scapparsene via. E’ quella il cui prodotto interno lordo regionale, badate bene, è inferiore a quello che la Sicilia aveva nell’immediato dopoguerra, quando le case erano bombardate, c’erano gli sfollati per strada. Questa è la realtà siciliana, ahinoi fatta anche di fame, fame vera, che la propaganda politicante non vuole raccontare. Per cui una presa di coscienza forte, fortemente politica, perché la politica non passa solo attraverso le elezioni: la politica è sempre un atto di coscienza pubblica, collettiva, civica.

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