TAVOLO POLITICO-TECNICO BOCCIATO DALLA MAGGIORANZA SULLA SCELTA DEI TECNICI, MA I TECNICI SI PROPONGONO SPONTANEAMENTE!

La nostra proposta di istituire un tavolo politico-tecnico non ha convinto la maggioranza che sin da subito ha voluto vedere, nella scelta dei tecnici che avrebbero dovuto farne parte, solamente un problema piuttosto che un’opportunità di coinvolgimento della società civile e di quelle competenze necessarie per il raggiungimento di scelte sagge e condivise.

Tuttavia è sicuro che la proposta 5 stelle ha raggiunto la sensibilità di alcuni noti professionisti saccensi che in forma spontanea in questi giorni hanno dato la disponibilità per effettuare in maniera gratuita quel lavoro di analisi e studio preliminare che il M5S aveva individuato come fondamentale per la riapertura e il rilancio dei beni termali chiusi ormai da ben 3 anni.

Dunque da un lato abbiamo una maggioranza sorda, che in continuità con la politica portata avanti in questi anni dai propri colleghi alla Regione, antepone gli interessi dei partiti a quelli dei cittadini e propone come soluzione una commissione speciale assolutamente inconcludente, senza obiettivi precisi, utile a buttare fumo negli occhi.

Dall’altro lato, con la proposta di un tavolo di lavoro avente carattere decisionale perché presieduto dal Sindaco e chiaramente orientato al raggiungimento di obiettivi concreti, ci sono il M5S e la società civile che, con una visione comune, vedono nella partecipazione e nel coinvolgimento delle giuste competenze tecniche e politiche la soluzione per risollevare le Terme e la città tutta.

Lasciamo ai nostri concittadini il compito di trarre le dovute conclusioni.

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TERME DI SCIACCA – M5S: “BOCCIATA LA NOSTRA MOZIONE. AMMINISTRAZIONE E MAGGIORANZA SCELGONO LA POLITICA INVECE CHE I CITTADINI”

Ieri è stata discussa e bocciata la mozione del gruppo consiliare del M5S di Sciacca che puntava all’istituzione di un tavolo tecnico-politico per discutere e risolvere la questione “Terme”, dalla stesura del bando ai termini di affidamento e gestione. Si sarebbe trattato di un tavolo decisionale che avrebbe visto la presenza di tecnici incaricati alla redazione della manifestazione di interesse pubblico, dei cittadini, ovvero della società civile e delle associazioni, e infine dell’amministrazione, nelle persone del sindaco e dell’assessore al ramo. Il sindaco avrebbe dovuto presiedere il tavolo, assumersi le responsabilità declamate in campagna elettorale ed effettuare le scelte alla luce del sole e in piena trasparenza, davanti alla cittadinanza.

La nostra proposta però non è piaciuta al Sindaco e alla sua maggioranza che, aggrappandosi alla scusa che “il metodo di selezione dei tecnici non era precisato”, hanno scelto di proseguire con l’idea, ancora parecchio vaga, di costituire una commissione di studio, formata da soli consiglieri comunali (scelti come e sulla base di quali competenze nel settore non è dato sapere), senza alcun potere decisionale e pertanto non produttiva. La maggioranza sceglie la melina e l’Amministrazione sceglie di non assumersi le proprie responsabilità.

Prendiamo atto che anche stavolta la politica viene preferita ai cittadini. Vigileremo perché non abbiamo più tempo da perdere e vogliamo le Terme aperte e subito, perché non vogliamo passare da una politica regionale, distratta, improvvisata e inconcludente ad una politica locale priva di idee e per giunta confuse.

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NUOVO INCONTRO TRA MANGIACAVALLO E VENUTI. TRA I TEMI AFFRONTATI LE CRITICITA’ DEL P.S. DELL’OSPEDALE DI SCIACCA

Si è svolto questa settimana un nuovo incontro tra il deputato regionale Matteo Mangiacavallo e il commissario straordinario dell’ASP di Agrigento. A seguire hanno avuto luogo altri incontri tra l’Ing. Venuti e i responsabili dell’Ospedale di Sciacca, il dott. Migliazzo e la dott.ssa Dubolino.

Durante questo nuovo incontro, che segue quello svoltosi la scorsa settimana per fare un primo punto della situazione sulle criticità legate al personale e le problematiche strutturali dei nosocomi provinciali, alla luce della drammatica situazione in cui versano diversi reparti dell’Ospedale Giovanni Paolo II, Pronto Soccorso e Cardiologia in primis, il portavoce del M5S ha chiesto immediate e pronte risposte.

Sono state avanzate soluzioni in ordine anche all’annoso problema delle zanzare e quello, più recente, legato al potenziamento dei poliambulatori per garantire le vaccinazioni. Si è parlato inoltre di igiene e appalti per la pulizia degli esterni, di sicurezza e di sorveglianza negli ospedali, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno interessato proprio l’ospedale saccense.

Il Commissario Venuti ha preso impegni precisi con il parlamentare Matteo Mangiacavallo che vigilerà per tornare a farsi sentire, anche con l’Assessore regionale, qualora i tempi non venissero rispettati e le risposte attese non arrivassero urgentemente.

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LETTERA APERTA ALLA SINDACA DI SCIACCA FRANCESCA VALENTI SULLA VICENDA TERME DI SCIACCA

Molti dubbi, poche certezze e, soprattutto, l’ombra che l’improvvisazione con la quale il governo Crocetta ha gestito tutta la questione “Terme di Sciacca” possa transitare, insieme ai beni in concessione, all’amministrazione comunale saccense. Ovviamente ci auguriamo di no, ma le dichiarazioni sull’argomento della nostra prima cittadina non ci lasciano ben sperare e l’assenza di programmazione sul futuro della gestione non sono un buon segnale. I cittadini sono stanchi dei giochi di certi politicanti e vogliono conoscere la verità.

Pochi giorni fa, a Palermo, è stato sottoscritto un atto davanti al Notaio tra Terme di Sciacca Spa e Regione Siciliana per la restituzione dell’usufrutto residuo e il ricongiungimento dei beni, tra i quali però non risultano annoverati alcuni elementi pregiati, tra i quali le stufe di San Calogero. Pertanto, ammesso che la Regione abbia l’intenzione di concedere al Comune di Sciacca anche le stufe, si dovrebbero attendere circa due mesi, tempo necessario per l’accatastamento degli immobili mancanti, per poi redigere un nuovo inverosimile atto notarile tra Terme di Sciacca Spa e Amministrazione regionale.

La verità è che il governo Crocetta, l’amministrazione Valenti e la maggioranza che la sostiene non possono lasciar trascorrere questi due mesi di attesa per un motivo ben preciso. Il 5 Novembre si svolgeranno le elezioni regionali e il testimone passerà al nuovo governo e, nel caso di attesa, la giunta Crocetta, l’amministrazione Valenti e i partiti che le sostengono non potranno intestarsi la concessione di parte dei beni termali al Comune di Sciacca come risultato da potersi vendere in campagna elettorale.

E’ questa la verità che bisogna dire ai saccensi. La sindaca non ha nulla da attendere, come invece dichiara. Le stufe non faranno parte della concessione tra Regione Siciliana e Comune di Sciacca perché la volontà dei partiti, ancora una volta, prevale su quella dei cittadini.

Noi del M5S, in linea di continuità con quanto hanno fatto i nostri rappresentanti all’Assemblea Regionale Siciliana, Matteo Mangiacavallo in primis, durante questi 5 anni fallimentari di governo Crocetta, lotteremo affinché anche i beni termali, che rimarranno esclusi dalla concessione per “esigenze elettorali” dei partiti di maggioranza che sostengono Crocetta e Valenti, possano essere inclusi all’insediamento del nuovo governo regionale per diventare parte integrante di un’offerta che oggi si presenta tristemente e incredibilmente monca.

Intanto, oggi, il M5S di Sciacca, con la speranza di ottenere risposte basate integralmente su verità, sincerità e trasparenza, chiede al Sindaco di Sciacca, Prof.ssa Francesca Valenti, quanto segue:

  • se ritiene opportuno comunicare, per necessaria trasparenza nei confronti dei cittadini che ricordano ancora lo slogan elettorale “con me il sindaco sei tu”, quali saranno i termini della concessione che il Comune di Sciacca sottoscriverà con la Regione Siciliana nei prossimi giorni;
  • se non ritiene alquanto improbabile avere fede nelle dichiarazioni in salsa elettorale dell’assessore regionale Baccei sulla riapertura delle Terme di Sciacca prima della prossima estate, visto che le stufe rimarranno sicuramente chiuse, che gli impianti dello stabilimento termale richiedono investimenti per una seria manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • se ha idea di come ottenere le risorse economiche necessarie per la gestione e la manutenzione degli impianti del complesso termale;
  • se non ritiene inoltre inopportuno festeggiare in pompa magna, come peraltro già ha annunciato, la firma della concessione di solo una parte dei beni termali dato che il pezzo più pregiato, le stufe di San Calogero, non ne farà parte e riaprire il solo albergo delle Terme con piscina annessa non vorrà dire “riaprire le Terme”.

Il M5S di Sciacca

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Imposta di soggiorno: il M5S chiede all’Amministrazione come intende spenderla e quale sia la sua “vision” della città

Con l’approssimarsi della terza scadenza per il versamento dell’imposta di soggiorno, prevista per ottobre, il M5S intende riaprire il dibattito su un tema di capitale importanza per la città che è stato al centro, più di altri, della recente campagna elettorale a Sciacca e sul quale anche l’attuale amministrazione si è più volte espressa: l’imposta di soggiorno.

Premesso che per legge lo scopo del gettito derivante dall’imposta di soggiorno è quello di “finanziare interventi a sostegno delle strutture ricettive, interventi di manutenzione, fruizione di beni culturali ed ambientali nonché dei relativi servizi pubblici locali” è d’obbligo evidenziare che, nell’ultimo bilancio, rispetto al gettito totale dell’imposta, pari a 656.000 euro, 302.000 euro ossia una quota pari al 46% del totale, sono stati impegnati soltanto nel finanziamento del Carnevale trascurando tanti, tantissimi, aspetti degni di attenzione, connessi al turismo.

Il M5S ha più volte manifestato di essere assolutamente favorevole alla realizzazione di un evento come il Carnevale di Sciacca ma la manifestazione, tuttavia, non può gravare per tali importi sulle casse comunali specialmente se si considera che 302.000 euro è la solo parte di costo gravante sull’imposta di soggiorno mentre l’evento nel suo complesso ha avuto un costo addirittura superiore, di circa 377.000 euro.

A fronte di ciò il bilancio previsionale 2017 dell’imposta di soggiorno, redatto in base al rendiconto del 2016, destina alla cultura appena 5.000 euro e solo 2.000 euro alle manifestazioni sportive mentre restano fuori tutta una serie di servizi connessi al turismo, al decoro ed alla fruibilità della città, del suo patrimonio artistico-monumentale e ceramico che sono assolutamente imprescindibili per una città che voglia definirsi turistica o comunque ambire ad esserlo.

Ci chiediamo quindi quale sia la vision dell’amministrazione Valenti su questo fronte: operare in continuità con il passato oppure imboccare la strada del cambiamento, attraverso una pianificazione diversificata, lungimirante e partecipata del gettito dell’imposta, rispettando quanto detto in campagna elettorale? Quale è la politica di sviluppo turistico che questa amministrazione vuole portare avanti? Che ruolo e che peso avrà il Carnevale nell’impegno di spesa di questa imposta, cruciale per lo sviluppo economico della città?

Inoltre, poiché la scelta della destinazione di spesa dell’imposta è condizionata per legge alla concertazione ed alla consultazione delle “associazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive”, ci chiediamo se l’amministrazione Valenti abbia provveduto a convocare ed ascoltare gli operatori del settore e in che modo intenda gestire nel tempo il dialogo con gli stessi.

Con la conversione in legge del decreto 24 aprile 2017 n. 50, l’imposta di soggiorno è stata inoltre esclusa dal novero dei tributi sottoposti al blocco degli aumenti. Ci chiediamo, dal momento che questa amministrazione ha reso noto di voler aumentare la tariffa, se abbia sul punto raccolto i pareri degli operatori di settore.

Ci pare appena il caso di ricordare, infine, che gli interventi finanziabili con il gettito dell’imposta di soggiorno vanno previsti nel bilancio di previsione del Comune in materia di turismo e che dunque ne seguono le sorti e i tempi.

 

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E’ l’agronoma Federica Argentati il primo assessore designato della giunta Cancelleri

Il primo assessore designato della possibile giunta 5stelle presentato oggi in conferenza stampa all’Ars dal candidato presidente della Regione. Argentati: “Agricoltura, una Ferrari che marcia come una 500. Fiscalità di vantaggio, pubblicità dei prodotti e utilizzo razionale dei fondi comunitari per farla correre”. Cancelleri: “Donna tenace e competente. Settore trainante per l’isola: non a caso partiamo da qui”

“L’Agricoltura? Una Ferrari che marcia come una 500, quando non è costretta a rimanere ai box . Con l’aiuto di tutte le filiere produttive, dei dirigenti, funzionari ed impiegati regionali e dei migliori tecnici riusciremo a farla correre come dovrebbe”. Federica Argentati, agronomo classe ’65, assessore designato all’Agricoltura per un’eventuale giunta a 5stelle non ha dubbi: “L’Agricoltura, assieme al Turismo, dovrebbe essere uno dei motori trainanti della Sicilia, ma invece non lo è, anzi, spesso rischia di diventarne la palla al piede, con terreni agricoli abbandonati e persone in fuga dal settore. Dobbiamo invertire la tendenza. Formule magiche non ne esistono, ma ricette parecchie, che bisogna mettere in pratica con l’aiuto di tutti, e quando dico tutti mi riferisco alle numerose filiere produttive del settore, ma anche alla burocrazia regionale, ai tanti dirigenti, funzionari ed impiegati che devono essere coinvolti nella politica di rilancio del settore”.

La Argentati, casella numero 1 nello scacchiere di governo 5 stelle ad essere occupata, è stata presentata oggi ai giornalisti dal candidato del Movimento alla presidenza della Regione, Giancarlo Cancelleri. “Siamo partiti da qui – ha detto Cancelleri – non a caso. Dobbiamo partire proprio dall’agricoltura, che per quanto riguarda la Sicilia, può essere assimilata alla più grande impresa di turismo del mondo. Occorre dare attenzione alle imprese, queste infatti non possono diventare grandi se la politica non ha attenzione per loro. Si è investito male, poco e confusamente. Andando in tutte le direzioni non siamo andati da nessuna parte, senza capire quale fosse la giusta rotta. Ripartiamo dalla terra, dalla salvaguardia dei prodotti della nostra terra, dalla necessità di ridare la possibilità alle imprese siciliane di comprare macchinari, di disporre di liquidità. Dobbiamo riuscire ad avere delle regole che possano permettere di competere a livello europeo cosa che al momento non è. Mi riferisco ai trattati di libero scambio, alla guerra mai finita su arance, olio”.

Nel corso della sua introduzione Cancelleri ha anche esaltato la centralità dell’ufficio regionale di Bruxelles, “che non va smantellato, ma potenziato”. “Ho sentito più volte dire da tutti che è uno spreco. Non non va chiuso, anzi. I trattati di libero scambio non giovano certamente al Mezzogiorno d’Italia. È stato uno scambio non alla pari. Dobbiamo farli cambiare, abbiamo subìto l’ostruzionismo dei grandi gruppi. In Europa creeremo il lobbista pubblico. Il lobbista del cittadino, lo farà in nome e per conto delle istituzioni siciliane. I nostri imprenditori avranno un ufficio dedicato per incontrare buyers”.

Della Argentati Cancelleri la ha evidenziato la tenacia e la competenza, fattori che hanno guidato la scelta. Federica Argentati vanta una profonda conoscenza del settore agricolo e delle sue problematiche. Dopo varie esperienze lavorative sia nel settore dell’impresa privata che in quello della ricerca scientifica, con svariate esperienze in campo nazionale ed internazionale, e approdo finale ai vertici del Distretto produttivo Agrumi di Sicilia, di cui è presidente. “I problemi – ha detto in conferenza stampa – sono noti: costi alti della produzione, scarsa redditività delle aziende, insufficienza delle risorse idriche, scarso rispetto dell’ambiente e della salute del consumatore, scarso sfruttamento delle risorse comunitarie, abbandono dei terreni, scarsa conoscenza dei nostri prodotti fuori dall’isola. Le soluzioni ci sono, ma bisogna sbracciarsi da subito per metterle in pratica”.

E nel programma del Movimento 5 Stelle, che il designato assessore ha sposato ed integrato , soluzioni ce ne sono parecchie e alcune anche a portata di mano. “Penso – dice – ad una adeguata campagna di comunicazione per lanciare i nostri prodotti fuori dall’isola. Il rapporto costo beneficio sarebbe notevole. Non ci vogliono risorse enormi e nelle pieghe del bilancio regionale si possono certamente individuare”. “ E’ necessario – ha continuato l’assessore designato – anche conoscere con esattezza la qualità e la quantità delle nostre produzioni ed ottenere la tracciabilità in etichetta per tutti i trasformati che, nel rispetto dei marchi di qualità UE, rafforzerebbe la prevista istituzione del marchio di qualità regionale (Qualità Sicura Sicilia) ed esalterebbe il valore della tracciabilità e la certificazione di tutti prodotti effettivamente ottenuti nell’isola. Ma le vere scommesse sono l’aumento delle redditività delle aziende, mediante anche il taglio dei costi che esse sostengono, ed una reale spinta all’aggregazione attraverso una serie di azioni quali l’ottenimento di una fiscalità di vantaggio attraverso l’applicazione della condizione di insularità già riconosciuta alla Sicilia e la spinta all’applicazione delle legge 33 del 2009 per agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative per le aziende aderenti ai Distretti Produttivi. E ancora l’ottimizzazione dell’uso delle risorse comunitarie mediante la rimodulazione dei bandi del PSR destinati all’ammodernamento delle aziende”.

“Centrale – ha affermato la Argentati – è anche la soluzione delle problematiche relative alle insufficienti risorse idriche, causate dalla gestione delle risorse stesse, ma pure dalle pessime condizioni delle condutture e delle dighe. È un problema che cercherò di attenzionare con grande costanza se dovessi essere io a gestire il settore nei prossimi anni”. Infine la pesca. “Qui – dice la Argentati – cercheremo ad esempio, di limitare i punti di debolezza del settore, come l’incidenza del costo energetico e la carenza di infrastrutture (aree attrezzate, mercati ittici) guardando con maggiore interesse alla possibilità di sfruttare rapporti di collaborazione con i Paesi in cui gli allevamenti a mare sono casi di eccellenza e promuovere la vocazione turistica anche di questo importante comparto strettamente connesso con l’agricoltura e la gestione dell’ambiente”.

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Terme di Sciacca, Valenti preferisca il metodo alle chiacchiere

Guardiamo con grande preoccupazione il comportamento di una maggioranza che continua a barcollare nel buio e a non mostrare idee chiare su come affrontare l’iter che dovrà portare alla riapertura delle Terme.

L’8 settembre i consiglieri di maggioranza hanno comunicato in conferenza dei capigruppo di non condividere la mozione del M5S e hanno chiesto, al posto del tavolo tecnico/politico, la costituzione di una “commissione speciale” formata da soli politici con lo scopo di “condurre un’analisi sulla situazione termale”.

Ci chiediamo allora: chi vogliono prendere in giro? Quali dovrebbero essere i vantaggi concreti per la città di un tavolo cosi costituito?

La città si trova pertanto davanti a due proposte.

Da un lato, la proposta dei consiglieri di maggioranza d’istituire una “commissione speciale” di soli politici, come se i disastrosi risultati dovuti alle ingerenze della politica nel passato non fossero sufficienti. Più che di una proposta, in realtà, si tratta di un’idea vaga, senza un obiettivo chiaro e senza un metodo definito. Una mera e preoccupante perdita di tempo che, a tre anni dalla chiusura delle Terme, quest’Amministrazione non si può più permettere.

Dall’altro, una proposta concreta, puntuale, dotata di metodo, di programmazione degli obiettivi da raggiungere e con un’indicazione chiara delle fasi da percorrere. Il tavolo, per il M5S, ha un obiettivo preciso: la definizione delle linee guida per la stesura del bando di affidamento. Linee guida che possono essere fornite solo da un attento studio da parte di tecnici e professionisti di settore e che devono garantire, prima di tutto, la salvaguardia degli interessi dei cittadini saccensi. Vogliamo impedire il verificarsi di quel “comportamento anti-economico” che ha caratterizzato la gestione del complesso termale per troppi anni in passato, con conseguenze catastrofiche per le Terme e per l’economia della nostra città.

Ecco perché è necessario che attorno a questo tavolo si riuniscano il sindaco Valenti, l’Assessore al Turismo e/o l’eventuale Assessore delegato al Termalismo, un rappresentante per ogni coalizione politica (in rappresentanza dell’intera città), e i tecnici necessari nelle varie fasi dell’iter.

Per la scelta di questi ultimi riteniamo che debbano essere coinvolti gli ordini professionali al fine di uscire dai confini delle scelte politiche ed aprirsi al territorio.

Ed è proprio l’ apertura verso la società civile una delle principali differenze tra la proposta del M5S e la controproposta dei consiglieri di maggioranza, che invece preferiscono ancora una volta optare per una soluzione “chiusa” e relegata alla sola componente politica.

Infine, il M5S propone un metodo concreto che si articola in tre fasi: una fase di censimento per l’individuazione dei tempi e dei costi necessari per far ripartire le strutture; una fase di elaborazione dell’idea business durante la quale si creano interlocuzioni con associazioni di settore e operatori nazionali ed esteri del mercato del turismo termale e si individua la migliore delle idee business possibili per le Terme di Sciacca; una fase di stesura del bando e del piano marketing necessario per “vendere” il nostro prodotto e creare un pacchetto “appetibile” e suscettibile di “manifestazioni d’interesse”.

Chiediamo al sindaco Valenti di mettere in pratica quanto affermato in campagna elettorale e utilizzare dunque il giusto metodo di lavoro: quello basato sulla programmazione di obiettivi chiari, sulla definizione di team di lavoro competenti e professionali e sul controllo dei risultati ottenuti.

Noi del M5S siamo pronti a collaborare, ma solo con l’impiego di metodo e competenze adeguate.

Infine, ci aspettiamo che il sindaco Valenti faccia gli interessi della città, chiedendo all’assessore Baccei le risorse finanziare necessarie per mettere il Comune di Sciacca nelle condizioni di avviare questo iter ed avere, quindi, chances credibili.

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TERME DI SCIACCA – A BREVE IL PASSAGGIO TRA REGIONE E COMUNE? MANGIACAVALLO (M5S): “NESSUNO PARLI DI VITTORIA FINCHÉ LE TERME NON SARANNO RIAPERTE”

Le Terme di Sciacca sono l’argomento caldo di questi giorni. Se n’è parlato durante la campagna elettorale delle amministrative e se ne parlerà ancora, anche perché a breve dovrebbe avvenire il processo di riunificazione del patrimonio termale presso la Regione Siciliana e successivamente la concessione dei beni al Comune di Sciacca. Il condizionale è d’obbligo quando si parla di governo Crocetta. Se ne parlerà anche in Consiglio comunale dove sarà discussa una mozione presentata dal M5S di Sciacca che punta all’istituzione di un tavolo tecnico-politico per arrivare, in tempi brevi, alla stesura di un bando per l’affidamento della gestione. Sulla questione interviene anche il deputato regionale Matteo Mangiacavallo.

Ho sentito i funzionari della Regione che dicono di avere tutto pronto – dichiara Mangiacavallo – anche se, a mio avviso, prima di chiudere la partita del ricongiungimento dei beni termali, ci sono diverse carte da mettere a posto, soprattutto se si vogliono fare le cose per bene. Ho l’impressione che l’Amministrazione regionale, che ha visto sempre le Terme di Sciacca come un problema e mai come una risorsa e che le ha chiuse a Marzo 2015, ora se ne voglia liberare per intestarsi un tanto ridicolo quanto squallido risultato politico.

I cittadini di Sciacca non si fanno prendere in giro – continua il deputato saccense – e sanno benissimo che questo passaggio, per il quale ho lavorato anch’io da anni, non sarà quello conclusivo. Se la Regione dovesse tener fede, per una volta, ai tempi che si è data, sarà una “palla avvelenata” che Baccei lancerà dritta al Comune. Ma il Comune è pronto a gestire le sorti del patrimonio termale? Non si sa. Noi del M5S abbiamo presentato una proposta che segna un percorso che può essere portato avanti e che speriamo possa essere votata in Consiglio comunale. Nel frattempo nessuno gridi vittoria finché le Terme non saranno riaperte”.

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REGIONALI – SCIACCA: L’UNICA CERTEZZA E’ LA CANDIDATURA DI MATTEO MANGIACAVALLO PER IL M5S

Mentre il Centro Destra prepara la “grande accozzaglia” guidata da Musumeci, il Centro Sinistra scarica il proprio presidente Crocetta provando, senza pudore, a far dimenticare 5 anni fallimentari.

È chiaro che in Sicilia per i partiti tradizionali esiste un unico avversario da battere: il Movimento 5 Stelle.

A Sciacca, a due mesi dal voto e nel silenzio dei partiti impegnati probabilmente nel classico “gioco dei pesi”, abbiamo una sola certezza, la ricandidatura del deputato regionale uscente Matteo Mangiacavallo con la lista del Movimento 5 Stelle.

Dopo 5 anni di opposizione, proposte e impegno per il territorio, il Movimento 5 Stelle è pronto per governare dimostrando che, dove i partiti hanno già fallito, una buona politica per la Sicilia esiste e può essere portata avanti.

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INCONTRO ALL’ASP DI AGRIGENTO TRA IL DEPUTATO REGIONALE MATTEO MANGIACAVALLO E IL COMMISSARIO VENUTI

A sinistra Matteo Mangiacavallo, portavoce all’ARS del M5S, e a destra Gervasio Venuti, commissario dell’ASP di Agrigento

Si è svolto ieri un incontro tra il deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo e il neo commissario dell’ASP di Agrigento, l’ing. Gervasio Venuti.

Si è trattato di un confronto cordiale e amichevole durante il quale il parlamentare saccense ha chiesto chiarimenti circa lo stato di precarietà della dirigenza medica degli ospedali agrigentini e le soluzioni che il commissario intende adottare per risolvere tutte le criticità presenti, incluse quelle strutturali di alcuni nosocomi, per le quali da tempo sono previsti precisi investimenti da parte dell’ASP.

Ho avuto una prima buona impressione del dott. Venuti – afferma Matteo Mangiacavallo – e ciò alimenta in me la speranza che possa agire in linea di discontinuità con chi lo ha immediatamente preceduto. Ho chiesto informazioni su come intende procedere per far fronte a problemi ormai cronicizzati legati alla carenza di personale, ai rinnovi contrattuali e alle assunzioni, allo stato dei nostri ospedali, passando dalle zanzare agli ascensori non funzionanti. Ci rivedremo nei prossimi giorni per fare un nuovo punto della situazione“.

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