PRESENTATO DAL M5S UN DDL CHE ISTITUISCE L’AZIENDA OSPEDALIERA DI SCIACCA – MANGIACAVALLO E MARINELLO: “COSÌ SI PUÒ GARANTIRE UN’OFFERTA SANITARIA MIGLIORE E UN RUOLO PIÙ CENTRALE DEL NOSTRO TERRITORIO”

Si comincerà presto a parlare di AOT, ovvero di Aziende Ospedaliere Territoriali, in VI commissione legislativa ARS. E’ stato presentato infatti, nello scorso mese di Marzo il DDL n.207, intitolato “Norme istitutive delle aziende ospedaliere territoriali”, su iniziativa del vice presidente della Commissione salute ed affari sociali, Francesco Cappello, dei deputati regionali Matteo Mangiacavallo e Nunzio Di Paola e di tutto il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’ARS.

A 9 anni dall’approvazione della riforma del sistema regionale sanitario, appare necessario e non più differibile una revisione della legge 5/2009 ed in particolare della parte che riguarda l’organizzazione delle aziende sanitarie provinciali (ASP), oggi, assolutamente, inadeguate ad offrire una risposta alla domanda di sanità dei Siciliani. La proposta, pertanto, è quella di istituire le Aziende Ospedaliere Territoriali non più coincidenti con gli ambiti territoriali delle ex provincie.

Da anni il territorio e le popolazioni dell’hinterland saccense rivendicano nei confronti dell’ex capoluogo di provincia, Agrigento, un ruolo più centrale e non più periferico attraverso il riconoscimento di una propria autonomia nella gestione dei servizi sanitari. L’idea è quella di istituire un’Azienda Ospedaliera Territoriale che comprenda il PO Giovanni Paolo II di Sciacca e l’Ospedale di Ribera, come il PO Gravina di Caltagirone ed il PO Basso Ragusa di Militello nonché il PO Vittorio Emanuele di Gela e gli Ospedali di Niscemi e Mazzarino.

I suddetti presidi ospedalieri condividono tutti la medesima condizione di “perifericità” nell’ambito delle rispettive ASP di Agrigento, Catania e Caltanissetta e solo in questo modo possono legittimamente ambire ad ottenere una propria autonomia organizzativa e gestionale essendo in particolar modo Sciacca, come Gela e Caltagirone per i servizi sanitari offerti ed omogeneità territoriale assolutamente complementari. L’ambizione è quella di riportare al centro della politica sanitaria l’Ospedale ed il territorio e ciò può essere conseguito solo attraverso la istituzione delle aziende ospedaliere territoriali.

E’ una iniziativa che viene richiesta dal territorio – afferma il deputato Matteo Mangiacavallo. – Sciacca è distante da Agrigento quanto da Palermo e Trapani e, visto il bacino di utenza del nostro Ospedale, che abbraccia parti di tre province diverse, deve aspirare ad un ruolo maggiormente centrale. Dopo l’avvio della discussione in commissione, verificheremo se ci sono margini per estendere dell’AOT su Castelvetrano”.

Non mancherà anche il mio impegno – dichiara il neo senatore del M5S Rino Marinellocome, spero, non mancherà quello dei parlamentari degli altri schieramenti politici. E’ una battaglia che non deve vederci contrapposti ma per la quale, speriamo, ci sia massima convergenza tra le forze politiche presenti nel territorio agrigentino”.

Nelle prossime settimane il M5S avvierà una campagna di sensibilizzazione dei cittadini delle città interessate dalla proposta riforma sul tema.

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Rifiuti, M5S Sciacca presenterà mozione perché l’Amministrazione si impegni a controllare che le ditte Bono-Sea paghino con puntualità gli stipendi


l M5S interviene oggi sulla difficile situazione dei netturbini a Sciacca che non ricevono regolarmente il proprio meritato stipendio.

Ci sono cinque punti da chiarire – dicono dal laboratorio ARO/Ambiente/Rifiuti del M5S- sugli scioperi dei netturbini e sulla società SRR:
1. È fondamentale garantire ai lavoratori uno stipendio puntuale, perché è nel rispetto del lavoratore che si offre un importante servizio alla città prima di tutto, e perché eventuali scioperi provocherebbero disagi notevoli all’intera cittadinanza.
2. È definitivamente possibile garantire almeno la mensilità base, senza straordinari e contributi.
3. È impossible che le ditte coinvolte non assicurino le mensilità nascondendosi dietro ad un mancato trasferimento del Comune, dato che il Comune è in regola avendo 30 giorni per sanare la fatturazione di Gennaio. E anche ammesso, per ipotesi, che il Comune sia in ritardo con i trasferimenti, ci chiediamo dove risieda il rischio d’impresa che possa impedire l’anticipo delle somme ai lavoratori.
4. Il Comune deve definitivamente farsi garante dei diritti dei suoi cittadini e intervenire presso la SRR, sulla velocità/modalità delle fatturazioni per garantire puntualmente la mensilità base ai lavoratori calati nel Piano Aro.
5. Il Sindaco non deve chiedere ausilio e vicinanza agli altri comuni della SRR, per le seguenti ragioni:
• il Comune possiede il 31% della società SRR;
• il Sindaco ha 40 voti (1 voto ogni 1.000 abitanti);
• finora abbiamo fatto controllare la SRR(e la Sogeir) ai piccoli comuni, che hanno scelto un presidente che attualmente è stato coinvolto in una indagine pesantissima.
I giochi di Sogeir, Sogeir Impianti, SRR e dei commissari alle spalle dei lavoratori e della nostra città devono cessare.
Il M5S non si ferma alla denuncia. Nei prossimi giorni presenterà una mozione per impegnare l’amministrazione comunale ad accertarsi che la ditta, che gestisce un servizio di pubblica utilità, sia puntuale nei pagamenti verso i propri dipendenti, i cui scioperi hanno ricadute importanti su tutta la cittadinanza.
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SCIACCA, I GETTONI DI PRESENZA DEL M5S FINANZIANO PERCORSO VITA PER TUTTI I CITTADINI

Link al progetto

Il M5S ha presentato ieri una nuova proposta a costo zero per la città che si aggiunge alle tante altre proposte già presentate a questa Amministrazione nei mesi passati.

“Il M5S non è solo opposizione – afferma il consigliere comunale del M5S Teresa Bilello – ma vuole essere prima di tutto una forza di cambiamento propositiva e cerchiamo di dimostrarlo con i fatti. Ricordiamo il nostro progetto sulla ZTL o la proposta di istituire il tavolo tecnico/politico sulle Terme, il Canile Online per incentivare le adozioni e ancora il tappetino del parco giochi. Proposte che ahimè sono rimaste ad oggi inascoltate da quest’amministrazione che ha optato per altre soluzioni, che non si sono certamente rivelate di successo”.

La proposta prevede la realizzazione di un percorso vita all’interno dell’area del Museo del Carnevale. Un progetto che verrà finanziato interamente con i gettoni di presenza al consiglio comunale.

“È un progetto per la città che verrebbe finanziato dalla città stessa – continua Bilello – attraverso l’utilizzo dei gettoni di presenza al consiglio comunale.”.

Si tratta di un percorso lungo 1700m circa che prevede una serie di tappe distanziate tra loro di un centinaio di metri. Dopo una prima tappa di riscaldamento, le successive indicano ognuna un diverso tipo di esercizio, da eseguire a corpo libero. Ogni postazione è caratterizzata dalla presenza di un cartello che spiega dettagliatamente come eseguire correttamente l’esercizio e per quante volte, in funzione dell’età e del livello di preparazione dell’atleta. Le varie stazioni, si raggiungono correndo a bassa – media velocità, respirando profondamente per recuperare in vista della successiva sosta di lavoro. Un training che, prevedendo un continuo salire e scendere delle pulsazioni, pur mantenendole sempre nella fase aerobica, rafforza il sistema cardiocircolatorio e permette di bruciare molte calorie, specie quelle provenienti dalle riserve di grasso.

“L’idea di realizzare un percorso vita – conclude il consigliere comunale Teresa Bilello – nasce dalla semplice osservazione che quest’area della città, la Perriera, è stata scelta spontaneamente dai cittadini per praticare sport liberamente all’aria aperta. Adesso ci auguriamo che l’Amministrazione accolga questa ennesima proposta e ci lasci realizzare questo piccolo servizio per la città.”

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Terme di Sciacca, M5S presenta emendamento in finanziaria

Il deputato saccense Matteo Mangiacavallo: “Serve percorso comune tra Governo regionale e cittadini”.

Il M5S annuncia oggi la presentazione in Commissione Bilancio ARS di un emendamento alla finanziaria, a firma dei deputati Angela Foti e Matteo Mangiacavallo ed approvato in terza Commissione, col quale si obbliga la Regione Siciliana a completare la concessione dei beni termali ai Comuni di Acireale e Sciacca. Ad intervenire è il parlamentare saccense Matteo Mangiacavallo: “Si tratta di una modifica alla norma che offriva la possibilità alla Regione di concedere i beni termali ai Comuni di appartenenza. E’ una iniziativa, però, occorre dirlo, che non trova i favori del governo regionale. Ho avuto infatti un’interlocuzione con l’assessore Armao che non è d’accordo al trasferimento in concessione dei beni dalla Regione al Comune di Sciacca. Noi, che abbiamo avviato, nel corso degli ultimi 5 anni, un percorso diverso, dobbiamo essere pronti anche a questa evenienza”.

Il M5S di Sciacca – continua Mangiacavallo – un anno fa, aveva avanzato una proposta al sindaco per l’istituzione di un tavolo tecnico politico, stilando un crono-programma da mettere in atto per trovare soluzioni alla vicenda Terme, ma quell’idea non ha avuto seguito. Oggi, con piacere, noto che altre forze politiche condividono quel percorso ed è il momento giusto per rilanciarlo a livello regionale”.

Come saccense, ciò che voglio e che perseguirò a livello politico – conclude il deputato regionale Matteo Mangiacavallo – sono soluzioni concrete per riaprire le Terme prima possibile. Se l’assessore Armao rimane dell’idea che deve essere la Regione a pubblicare il bando per l’affidamento della gestione, allora occorre avviare subito quel tavolo di concertazione tecnico-politico nella nostra città, alla presenza di tutti gli interlocutori principali. Sciacca deve avere un ruolo di primo piano e i cittadini saccensi non possono essere esclusi dalle scelte – conclude il deputato – che riguardano le nostre Terme.

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WiFi4EU – Wi-fi gratuito per gli europei

La Commissione Europea ha finalmente lanciato il bando per promuovere le connessioni wi-fi gratuite per i cittadini negli spazi pubblici come parchi, piazze, edifici pubblici, biblioteche, musei e centri sanitari in tutta l’Europa.

Il bando WI-FI4EU uscirà il 15 MAGGIO 2018 ed è già possibile per gli Enti locali registrarsi attraverso questo portale https://goo.gl/4PKkJj.

La registrazione è il passo preliminare che consentirà ai Comuni di partecipare al bando e ottenere il voucher.

I comuni che vogliono partecipare al bando devono:

  1. REGISTRARSI sul portale https://www.wifi4eu.eu/#/home. Senza la registrazione non sarà possibile partecipare al bando.
  2. PRESENTARE la propria candidatura, a partire dal 15 Maggio 2018 alle ore 13:00, per avere un voucher WiFi4EU. Solo i Comuni precedentemente registrati potranno presentare la propria candidatura.

I voucher saranno assegnati secondo la modalità “a sportello” (“first-come, first-served”), cioè in base all’ordine di arrivo della richiesta. Sarà quindi fondamentale la data e l’orario di inoltro della candidatura.

Il voucher coprirà i costi materiali e di installazione degli hotspot Wi-fi.

Ai beneficiari spetterà impegnarsi per pagare i costi per la connessione e il mantenimento dell’infrastruttura per offrire una connessione Wi-fi libera e di alta qualità per almeno 3 anni.
L’ammontare del voucher equivale a 15.000 euro per ciascuna municipalità.

A questo link trovate l’elenco dei Comuni italiani ammessi a partecipare: https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/list-eligible-entities-wifi4eus-first-call .

Per maggiori informazioni sul bando, collegatevi alla pagina del nostro portavoce a Bruxelles Ignazio Corrao o cliccate qui per le domande e le risposte elaborate dalla Commissione per chiarire tutti gli aspetti dell’iniziativa https://goo.gl/yMrhba .

#M5S #WiFi4EU

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PROGETTO TRASPARENZA RANDAGISMO

In seguito ai tristi avvenimenti di contrada Muciare e spenti i riflettori dei media, riteniamo sia necessario che si continui a lavorare sia per mantenere alta l’attenzione sul tema sia per risolvere il grande problema del randagismo, seppure a piccoli passi successivi. A nostro avviso è necessario mettere in atto provvedimenti che in maniera strutturale possano consentire di risolvere definitivamente il problema nel lungo periodo, ma attuare anche piccole azioni immediate.

La prima questione da risolvere, così come evidenziato dalla Amministrazione, dalle associazioni animaliste e dallo stesso governatore Musumeci, è di trovare il modo di incentivare le adozioni per fare spazio nei canili che attualmente risultano stracolmi. Il canile deve essere una tappa temporanea per ciascun animale, in cui deve rimanere per un breve periodo prima di essere adottato.

Durante la riunione informale svoltasi lo scorso 18 febbraio, presso l’aula consiliare del Comune di Sciacca, il M5S aveva suggerito una soluzione che sappiamo essere stata accolta dall’amministrazione Valenti. Il laboratorio 5 stelle ha pertanto elaborato un progetto, cui abbiamo assegnato l’epiteto TRASPARENZA, che si pone due obiettivi:

  • garantire ai cittadini la necessaria trasparenza sul servizio erogato dalle ditte che gestiscono i canili convenzionati;
  • incentivare le adozioni aprendo i canili al territorio e, perché no, al mondo, attuando quanto di fatto prescritto dalla legge regionale n. 15 del 2 luglio 2000 che afferma testualmente che queste strutture vanno aperte al pubblico al fine di incentivare le adozioni.

La nostra idea è che i canili siano non solo aperti al territorio ma anche alla grande platea della rete Internet, realizzando una sorta di canile online contenente tutte le schede anagrafiche degli animali, comprensive di foto, oltre che di tutte le informazioni e i regolamenti utili a chi li vuole adottare.

Il progetto prevede anche il coinvolgimento di associazioni animaliste e dei cittadini e può essere realizzato in tempi brevi e a costo zero, utilizzando i dati di cui il Comune di Sciacca già dispone.
Tale strumento rimarrebbe a disposizione delle associazioni animaliste che potrebbero promuovere le adozioni in tutta Italia mediante il lavoro dei loro volontari .

Sarebbe un bell’esempio di trasparenza amministrativa che darebbe lustro alla città in seguito alla triste vicenda che ha messo in cattiva luce, in maniera ingiustificata, tutta la nostra comunità e, inoltre, attiverebbe la partecipazione dei cittadini che, sentendosi parte attiva potrebbero dare il loro contributo, di idee.

Ritenendo questo un piccolo passo in avanti, sappiamo anche quanto sia fondamentale mettere in atto tutte le altre azioni fondamentali che ci consentano di uscire dall’emergenza perenne, incrementando le sterilizzazioni, attuando maggiori controlli, maggiore informazione e coinvolgimento delle associazioni animaliste fino alla creazione di un moderno rifugio aperto alla città. Sono idee che ritroviamo nella proposta di Mizzica che ci sentiamo di appoggiare e sostenere pubblicamente.

Come non mai questo tema necessita la partecipazione e l’unione di tutte le forze. Insieme possiamo farcela!

Link al documento di presentazione

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TERME DI SCIACCA, M5S: “TUTTO BLOCCATO PER COLPA DEL COMUNE. L’AMMINISTRAZIONE CHIEDA SCUSA PER LA FARSA DA CAMPAGNA ELETTORALE”

A 6 mesi dalla farsa politica da campagna elettorale inscenata dal PD per annunciare il trasferimento dei beni termali al Comune di Sciacca, abbiamo chiesto e ottenuto dalla Regione il verbale dell’incontro avvenuto il 13 dicembre 2017 presso l’Assessorato regionale all’Economia durante il quale il Comune di Sciacca si era impegnato a svolgere le attività necessarie per la redazione e la verifica dello stato di conservazione e manutenzione degli immobili appartenenti al patrimonio termale, sotto la supervisione della Regione Siciliana.

Questa operazione è partita giusto ieri, 14 marzo 2018, a distanza di tre mesi da quell’incontro. Non è pertanto la Regione perdere tempo prezioso ma il Comune di Sciacca, e mentre lo fa invoca pure l’intervento della Regione.

A farci scoprire la magagna è stata la stessa prima cittadina che in questi giorni aveva sollecitato la Regione a completare l’iter di un passaggio mai avvenuto. Infatti, il contratto di concessione stipulato il 25 ottobre 2017 tra Regione Siciliana e Comune di Sciacca obbliga le parti soltanto dopo che lo stesso sarà approvato e reso esecutivo a norma di legge, previa acquisizione in consistenza dei beni, oggetto dell’accordo. Tutto ciò non è ancora avvenuto.

Due giorni fa, in Assemblea Regionale Siciliana, il deputato regionale Matteo Mangiacavallo, che aveva gia’ indirizzato una nota al dipartimento competente, ha incontrato l’assessore Armao cui ha chiesto verbalmente di accelerare il processo per il trasferimento anche dei beni siti sul monte San Calogero, ottenendo rassicurazioni sulla disponibilità degli uffici regionali a seguire il Comune di Sciacca anche nella stesura del bando di affidamento.

Ci dissociamo da chi, come fa la CGIL, vorrebbe tornare indietro e vorrebbe restituire finanche la gestione del bando alla Regione Siciliana, che in questi anni ha mostrato totale disinteresse verso un bene così prezioso come le Terme di Sciacca. Sarebbe come certificare l’incapacità di questo sindaco e della sua amministrazione. Noi del M5S vogliamo le Terme riaperte e vogliamo che il Comune di Sciacca abbia un ruolo di primo piano. Ma si dia una mossa e faccia le cose in fretta.

Nel frattempo, questo lo pretendiamo, il PD, che oggi invoca la Regione, chieda scusa per quella festa elettorale di 6 mesi fa che oggi risuona come una beffa, che va oltre il danno delle Terme chiuse da ormai tre anni.

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RIFIUTI E TARI, M5S: AMMINISTRAZIONE E DITTA GIOCANO ALLO SCARICABARILE, MENTRE AI CITTADINI ARRIVA LA STANGATA

Quello che temevamo è accaduto. La città di Sciacca non solo sta già pagando per un servizio di raccolta dei rifiuti a tariffa piena a fronte di una parziale erogazione dei servizi pattuiti con la ditta SEA-BONO SLP in fase di gara, ma a breve si vedrà anche aumentata la Tari del 14.52%. Minori i servizi ricevuti, maggiore la pressione fiscale. Come dire, la beffa oltre il danno!

La ditta SEA-BONO SLP tenta di avviare il PORTA A PORTA dopo oltre 9 mesi dall’avvio dell’appalto.

Non era interesse dell’Amministrazione fare pressing perché venisse avviato immediatamente il porta a porta che avrebbe determinato un aumento del livello di raccolta differenziata con minori conferimenti in discarica e pertanto una diminuzione dei costi per tutti noi cittadini?

Ci chiediamo dove sia stata l’Amministrazione in questi 9 mesi in cui avrebbe dovuto controllare e vigilare sull’operato della ditta aggiudicataria di un appalto di milioni di euro.

E ci chiediamo dove si trovi l’Amministrazione ancora oggi visto che, mentre la città subisce un aumento della tassa sui rifiuti, la ditta continua a trascurare altri servizi fondamentali compresi nel piano ARO.

Come segnalato più volte in passato dal M5S, tali servizi, insieme all’attivazione di una campagna di comunicazione mirata prevista sin dal primo giorno di avvio del contratto e fino ad oggi non ancora attivata, avrebbero consentito un incremento della raccolta differenziata fino al 65% al fine di conferire nelle discariche una quantità minima di scarti (-82%) e quindi ridurre la tariffa.

Già nel dicembre 2017 il M5S chiedeva all’Amministrazione di utilizzare gli importi previsti per i servizi dell’ARO non erogati per ridurre l’incremento previsto della TARI.

Oggi, dopo nove mesi, si preferisce invece adottare la strategia dello scaricabarile: la responsabilità è della Regione, della ditta e, in ultimo, dei cittadini che, come sempre, oltre al danno subiranno pure la beffa di pagare per intero un servizio parziale, di trovarsi la città di tanto in tanto sommersa dai rifiuti e, forse, di essere sanzionati dalla Regione per la modesta percentuale di raccolta differenziata raggiunta. Perché alla fine è sempre più facile dimostrare che la colpa è dei cittadini!

Per questi motivi il M5S dice NO all’aumento della Tari!

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M5S: Sciacca perde ancora un finanziamento. Il Comune spieghi il perché dell’ennesima bocciatura

Abbiamo appreso nelle ultime ore che il Comune di Sciacca non è stato ammesso ai finanziamenti messi a bando dalla Regione per la “viabilità interaziendale e strade rurali per l’accesso ai terreni agricoli e forestali” con il PSR Sicilia 2014/2020. Mentre sono stati ammessi diversi comuni della provincia tra cui Ribera, Menfi, Canicattì e Montevago, quest’ultimo aggiudicandosi addirittura quasi un milione di euro grazie ad alcuni progetti seguiti dall’architetto Giuseppe Neri, attuale assessore ai lavori pubblici presso il comune di Sciacca.

È stato reso noto che il Comune di Sciacca, sotto l’amministrazione Di Paola, aveva presentato un progetto per un importo di 400.000 euro che sembra non sia stato ammesso al finanziamento per la mancanza di alcuni nulla osta. Il progetto riguardava la sistemazione della strada del Nadore, arteria rurale molto transitata ed in pessime condizioni e la sua concretizzazione avrebbe avuto quindi grande importanza per le tante attività agricole che insistono nella zona.

Purtroppo, in questo come in altri casi, assistiamo alla bocciatura del comune e delle attività dei suoi uffici che perdono opportunità preziose che altri comuni, diligentemente, guadagnano. Ma aldilà del fatto che, nel caso di specie, mancassero due nulla osta, ci chiediamo come possa il comune farsi trovare impreparato davanti ad occasioni come questa. Come mai si arrivi in ritardo con gli adempimenti necessari richiesti da bando e ci si permetta, con tale “leggerezza”, di perdere chances come questa per permettere alla città di migliorarsi e progredire o quantomeno non seguitare in un degrado strutturale che, alla luce di risorse sempre più esigue per i comuni, può essere arginato solo con la loro abilità ad intercettare le risorse messe a disposizione dall’Europa.

Che cosa non ha funzionato questa volta? Come giudica l’amministrazione una simile defaillance e come intende evitare che insuccessi del genere si ripetano in futuro?

Restiamo fiduciosi in attesa di una risposta ma prima ancora speranzosi di non dover più assistere a “bocciature” del genere che Sciacca non può più permettersi!

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La fantastica storia di Piera Aiello in Parlamento con il MoVimento 5 Stelle: la mafia ha perso

Di Roberto Galullo

Sul suo profilo Facebook Piera Aiello, 51 anni di Partanna (Trapani), ha ringraziato i siciliani per aver dimostrato, con la matita, che quella cappa che premeva sul cielo della Sicilia «è stata soffiata via da una corrente inarrestabile di speranza e onestà». Il 30 luglio 1991 Piera Aiello ha dovuto lasciare la Sicilia. Il 4 marzo 2018, scrive, “sono tornata da cittadina libera, con lo scopo di far riscoprire a tutti noi, siciliani, quel fresco profumo di libertà che ostacolerà il puzzo di compromesso morale”.

La storia di Piera Aiello, testimone di giustizia, che potrà riavere pubblicamente indietro il suo volto dopo aver messo faccia e cuore per il M5s con il quale ha raccolto 77.950 voti, quasi il 52% dei voti nel collegio uninominale di Marsala, si incrocia a filo doppio con quella di Paolo Borsellino.

Piera era la moglie di Nicola Atria, figlio del boss don Vito, ucciso il 18 novembre 1985 a soli nove giorni da matrimonio. Nicola – «immischiato nello spaccio di droga, che girava armato e che quando provavo a dirgli di smettere con questa vita lui mi picchiava», ha raccontato tante volte Piera – venne ucciso il 24 giugno 1991 sotto gli occhi della moglie. Quel giorno lei, nel ristorante aperto da soli tre giorni, si salvò per miracolo. Il marito neanche si accorse di morire, passando dalla vita alla morte in pochi secondi, ammazzato a colpi di fucile a canne mozze.

Piera non ci pensò due volte. Denunciò gli assassini e da quel giorno la sua vita non fu, né poteva essere, più la stessa. Una scelta naturale per chi rifiutava la cultura mafiosa, sigillata dal fatto che qualche mese prima dell’omicidio del marito aveva partecipato ad un concorso per diventare agente di polizia. Nicola Atria non fu contrario. «Mi disse che poteva far comodo, dopo tutto, un poliziotto in famiglia, ma quando gli dissi che se non si sistemava la testa, lui sarebbe stato il primo che avrei sbattuto in galera, quel giorno, per l’ennesima volta, mi picchiò».

Un amico carabiniere e l’allora sostituto procuratore di Sciacca, Morena Plazzi, la condussero a Terrasini per conoscere il Procuratore capo di Marsala, Paolo Borsellino.

Dopo quell’incontro Borsellino, scrive Piera Aiello sul suo profilo Facebook, «non rappresentò solo il magistrato che si occupava delle mie testimonianze, ma diventò un amico, un padre a cui aggrapparsi nei momenti di sconforto (e sono stati tanti!)». Fu Borsellino a convincere Piera Aiello a ricevere il contributo che lo Stato eroga ai testimoni di giustizia e che lei non voleva. «Borsellino si fece una gran risata – scrive ancora Piera – dicendomi di prenderli perché io ero diventata una collaboratrice di giustizia, cioè ero sotto tutela dello Stato e dovevo considerare quest’ultimo come un padre che mi manteneva». Quando iniziò a collaborare non c’era il servizio centrale di protezione ma l’Alto commissariato, alle cui carenze Borsellino cercava di sopperire «dandoci qualche soldo per arrivare alla fine del mese».

Poi il silenzio di una donna costretta a vivere con un’altra identità fuori dalla Sicilia, costretta persino a usare il codice fiscale di un’amica per le ricevute fiscali. Un silenzio che uccide, lei stessa ricorda. Dal 1991 al febbraio ‘97 per lo Stato era solo un fantasma. La situazione si sbloccò in meglio per lei solo nel febbraio ‘97, dopo le pressioni dell’Associazione Rita Atria, di don Luigi Ciotti e di Rita Borsellino.

Lo stesso silenzio e la stessa solitudine spinsero la cognata Rita Atria, una settimana dopo la strage di via D’Amelio in cui perse la vita Borsellino con gli uomini della scorta e alla quale si era legata come una figlia ad un padre, a suicidarsi lanciandosi dal settimo piano di un palazzo a Roma, dove viveva in segreto.

Piera Aiello, che il 10 dicembre 2016 è stata nominata presidente onorario dell’associazione antimafie e antiracket “Paolo Borsellino onlus” e il 23 maggio 2017 è stata eletta Presidente dell’associazione antimafie e antiracket “La verità vive! Onlus” si è sentita chiedere tante volte perché si è candidata con il Movimento 5 Stelle e la risposta è sempre la stessa: «In questo preciso momento della politica è l’unico movimento che mi dà fiducia, ha gli stessi miei ideali, ossia, verità, giustizia, legalità, trasparenza. È un movimento giovane, con idee innovative e concrete, che pensa di fare il bene dei cittadini con concretezza, che non fa false promesse come tanti hanno fatto. E’ un movimento che non ha paura di nulla e di nessuno, che non scende a compromessi, proprio come me, sicuramente io e il movimento porteremo la questione testimoni di giustizia alla luce, con la mia voce, ossia la voce di chi ha vissuto da 26 anni le fatiche che un testimone affronta, i disagi, le negazioni, esule dal proprio paese, la Sicilia».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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