Il vuoto a rendere è legge grazie al MoVimento 5 Stelle

di MoVimento 5 Stelle

Dopo 4 anni e decine e decine di tentativi, finalmente ci siamo. Oggi diventa operativa una misura per ora sperimentale voluta, strappata coi denti ed ottenuta dal MoVimento 5 Stelle: il vuoto a rendere. Il governo ha deciso di attuarla nella versione più blanda possibile, ma non ci scoraggiamo. Faremo di tutto affinchè questa sperimentazione sia un successo. Ma abbiamo bisogno di tutti voi, dei cittadini, degli attivisti, di tutti i portavoce e dei nostri sindaci.

Tutto nasce da una proposta di legge a prima firma Stefano Vignaroli, poi diventata un emendamento nel Collegato ambientale. Infine, dopo due anni e numerosi pressing, il ministro Galletti ha firmato il regolamento. Il vuoto a rendere approvato non riguarderà direttamente il consumatore finale, che non dovrà fare nulla, né pagare alcuna cauzione.

Il sistema prevede in via sperimentale per la durata di un anno e su base volontaria del singolo esercente una cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo, dunque riguarda il “consumo fuori casa”. Qualcuno rimarrà deluso, ma ricordiamo che, a differenza di decenni fa, il consumo fuori casa (bar, alberghi o ristoranti) oggi ha un grosso fatturatoed è sempre in continuo aumento. E di conseguenza lo spreco ambientale di bottiglie di birra e acqua è davvero rilevante.

Ad aderire alla sperimentazione dovrà essere dunque l’esercente che dovrà pagar la cauzione iniziale ai produttori di acqua e birra e rendere indietro al produttore (attraverso il distributore) l’imballaggio utilizzato dal cliente che consuma nella propria attività commerciale. Il cliente avrà la garanzia che, consumando dall’esercente che aderisce all’iniziativa, quell’ imballaggio tornerà al produttore per essere riutilizzato. Gli esercizi commerciali aderenti al sistema “vuoto a rendere” saranno riconoscibili dal cliente attraverso un logo esposto che lo stesso Ministero fornirà. Vogliamo sottolineare l’importanza della parola “riutilizzo”. A differenza delle tanto citate e sognate macchinette nei supermercati, che sono finalizzate solamente al riciclo qui si sta parlando di riutilizzo, gerarchicamente più importante e virtuoso del riciclo.

Sia ben chiaro non ci stiamo inventando nulla e qualche produttore, come ad esempio la Peroni, già lo effettua questo tipo di vuoto a rendere, ma in quantità e modalità molto limitate. Questa sperimentazione punta a renderlo sistematico e poi estenderlo ad altre bevande. Per quanto riguarda il materiale dell’imballaggio, la legge non lo limita al vetro, ma essendo finalizzato al riutilizzo, attualmente solo il vetro è pronto a garantirlo.

Il vero difetto di questa legge è che il Governo non si è degnato di riconoscere alcun incentivo per invogliare gli esercenti ad aderire. L’esercente dovrebbe pagare dunque una cauzione, compilare dei moduli e trattenere i vuoti in attesa del distributore, senza nemmeno avere uno sconto TARI o di altro tipo. Sarebbe questa la misura ideale per incentivare gli esercenti: dover gestire e ritirare una tonnellata in meno di vetro fa risparmiare soldi al comune. Perché non dividere questo risparmio con l’esercente e con il distributore, terminali di questo processo virtuoso?

I sindaci 5 Stelle quindi, ecco cosa possono fare. Ma una parte importante è riservata anche ai nostri attivisti e portavoce in consiglio comunale: infatti alleghiamo qui uno schema di ordine del giorno oppure di mozione (in modo tale che possa essere presa in considerazione anche dai consiglieri M5s che sono all’opposizione) per la sperimentazione del sistema del vuoto a rendere.

Anche se la sperimentazione del vuoto a rendere durerà un anno che andrà dal 7 febbraio 2018 per concludersi il 6 febbraio 2019, occorre quindi fare in fretta in quanto l’adesione alla sperimentazione sarà monitorata. Dunque, affinché sia un successo bisogna fare in modo che gli esercenti aderiscano fin da subito.

Il nostro impegno continuerà per far sì che la sperimentazione possa essere un successo!

Fonte: www.ilblogdellestelle.it

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Università: consegnate al Miur le vostre firme per abbassare le tasse!

Alla vigilia dell’approdo in Aula della Proposta di legge M5S, che avverrà il 18 luglio, una delegazione di parlamentari M5S si è recata al ministero dell’Istruzione.

abbassa tassa

ROMA, 6 luglio 2016 – “Questa mattina abbiamo portato al Miur le oltre 10 mila firme raccolte tra gli studenti universitari italiani che hanno sostenuto la nostra proposta di legge durante l’Unitour, promosso dal MoVimento 5 Stelle negli scorsi mesi. La Pdl prevede tasse più basse fin da subito per le fasce medie di reddito e la “no tax area”, zero tasse, per le famiglie di quegli studenti che non raggiungono i 15 mila euro di reddito all’anno. Abbiamo deciso di compiere ora questa azione perché è nella giornata odierna che in commissione Cultura partirà l’iter conclusivo della nostra Pdl, che approderà in Aula il 18 luglio. Dopo il clima di condivisione e di collaborazione che si è instaurato nelle ultime settimane con governo e maggioranza, auspichiamo che i lavori possano procedere in un clima di accordo e che non ci siano ripensamenti dell’ultimo momento, legati solamente all’opportunità politica”.

Così i parlamentari del MoVimento 5 stelle, che hanno portato una loro rappresentanza davanti al ministero dell’Istruzione guidata dai capigruppo di camera e Senato.

“Avremmo voluto consegnare le firme direttamente al ministro Giannini e avere con lei un breve colloquio per parlare della nostra proposta e dell’approccio che intende avere il Governo ma, nonostante da giorni le chiedessimo un breve appuntamento, ciò non è stato possibile a causa di un continuo cambio di orario da lei proposto per l’incontro. Abbiamo comunque consegnato le firme degli studenti al capo di Gabinetto del ministero.

Adesso è tempo di passare dai buoni propositi alle azioni: il Pd e la maggioranza hanno l’occasione di votare una legge che risponde alle necessità di migliaia di studenti e famiglie italiane, per le quali la voce di spesa “tasse per lo studio” è diventata insostenibile, e rappresenta la soluzione più efficace rispetto al calo di 65 mila matricole in soli 10 anni. Per metterla in pratica sono sufficienti 90 milioni di euro, soldi già accantonati deal governo nel bilancio dello Stato. Dunque a questo punto serve solo una cosa: la volontà politica. Li aspettiamo alla prova dei fatti”.

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M5S: “Col doppio voto di genere rischio di controllo sugli elettori”

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I parlamentari spiegano il loro “no” alla norma. Appello ai movimenti femministi: “Battetevi non per questa legge, ma affinché i partiti diano spazio alle donne nelle loro liste”.

“Non battetevi per il voto di genere, ma affinché i partiti diano spazio alle donne nelle loro liste”.
E’ chiara la posizione del Movimento 5 stelle sul doppio voto di genere, bocciato dai parlamentari 5 stelle in commissione Affari istituzionali all’Ars.

Alla base del “no” alla norma ci sono numerosi motivi, in primis l’aumento esponenziale del controllo del voto e il rischio di elezione di candidati “fantocci” (sia uomini che donne), solo perché collegati ad un candidato forte.

“E’ una discriminazione al contrario”, dicono i deputati 5 stelle. “Inserire corsie preferenziali solo in base al sesso significa preferire il genere al merito, che deve essere sempre la bussola per le scelte. Il M5S è la prova lampante del fatto che non c’è bisogno di strumenti del genere per far entrare le donne nelle istituzioni, lo testimonia l’infornata di sindaci donne nella recente tornata elettorale. La scarsa partecipazione delle donne in politica non è un problema di norme, ma culturale e di mancanza di servizi sociali che consentano alle donne di impegnarsi per la cosa pubblica” ⁠⁠⁠

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M5S: “La legge sull’acqua non si tocca. Lo Stato rispetti il parlamento regionale e lo statuto”

I deputati del gruppo parlamentare all’Ars reagiscono con forza alle crescenti ingerenze romane negli affari siciliani: “Vogliono sottrarci l’autonomia e ridurre lo statuto a carta straccia. Il governo Crocetta non lo permetta o ne risponderà ai cittadini”.

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“La legge sull’acqua non si tocca. Lo Stato non può pretendere di fare il bello e il cattivo tempo nelle cose siciliane, calpestando l’autonomia della Regione. Deve imparare a rispettare lo Statuto e il Parlamento. Per questo l’Ars non deve assolutamente rimettere mano alla legge. Anzi, il governo Crocetta si prepari a resistere davanti ad un ricorso alla Corte Costituzionale”.

E’ chiarissima la linea del Movimento 5 Stelle all’Ars di fronte all’ennesima “pretestuosa impugnativa, che coplisce al cuore l’autonomia della Regione e svuota di significato il parlamento siciliano”. “Non possiamo assolutamente tollerare – dicono i deputati Francesco Cappello, Matteo Mangiacavallo, Sergio Tancredi e Giampiero Trizzino – questa ennesima ingerenza dello Stato, che in soli dieci minuti ha vanificato tre anni di lavoro. Questo governo dimostri quello che non ha mia fatto finora, mostri di avere una briciolo di spina dorsale e rigetti qualsiasi proposta di modifica che punta solo ad allineare la nostra legge  a quella nazionale che ha ignorato del tutto il referendum del 2011. La nostra riforma andava nel solco espresso dalla volontà popolare, non possiamo assolutamente permettere che lo Stato ci obblighi a cambiare rotta”.

“Anche le impugnative su appalti e liberi consorzi – affermano i deputati – sono pretestuose, di matrice squisitamente politica più che tecnica. Piegarsi ai dicktat romani sarebbe creare un pericolosissimo precedente e autorizzare la riduzione dello Statuto a carta straccia. Cosa che non possiamo permettere. E se qualcuno lo farà dovrà risponderne ai siciliani”.

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M5s: ferma al palo la legge regionale sull’esenzione Irap, le imprese giovanili e femminili nella morsa delle “menzogne all’italiana”

Il Movimento 5 Stelle presenta un ddl ed un’interpellanza per sbloccare gli effetti della L.R. n.11 del 2011, ancora ferma a causa di un decreto del presidente del Consiglio dei ministri mai emanato. Il primo firmatario, il Cinquestelle Matteo Mangiacavallo: “Venga attuata una volta per tutte l’esenzione Irap quinquennale così da dare ossigeno alle attività produttive siciliane”.

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Numerose imprese siciliane hanno avviato la loro attività nel 2011 e 2012, sulla scorta di una agevolazione fiscale per l’imprenditoria giovanile e femminile contenuta nella legge regionale n. 11 del 12 luglio 2011. Quest’ultima prevede, almeno nelle carte, l’esenzione dall’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive), per cinque anni consecutivi, per tutte le imprese giovani e femminili siciliane. “La legge, tuttavia, non ha mai preso piede, – denunciano i deputati all’Ars del Movimento 5 Stelle – resta praticamente una lettera morta. E questo solo perché manca un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, necessario ai termini di legge per la fissazione dell’inizio dell’agevolazione”.

Una volta tanto che la nostra regione partorisce una buona legge – afferma il deputato M5s Matteo Mangiacavallo, primo firmatario di un ddl e di una interpellanza che intendono sbloccare lo status quo – ci pensa direttamente il governo nazionale a mortificare le nostre attività produttive”. “Attraverso l’interpellanza – continua Mangiacavallo – chiediamo a Crocetta di assumere tutte le iniziative affinché il governo nazionale emani il tanto atteso decreto”.

Attraverso il ddl, invece, il deputato Cinquestelle e componente della commissione Attività produttive propone direttamente una modifica alla legge regionale nella parte in cui rinvia al DPCM, prevedendo in sostituzione l’emanazione di un decreto da parte dell’assessore regionale alle Attività produttive nel quale vengano indicati modalità e termini per l’esenzione Irap. “Si tratta di un utile strumento di supporto all’economia siciliana, – conclude Mangiacavallo – oltre che rappresentare un incentivo per dar vita a nuove realtà imprenditoriali. Ovviamente, non vanno dimenticate tutte quelle imprese che, proprio sulla scorta della legge, avevano dato vita alle loro attività e si trovano, oggi, travolti da un pantano di confusione e sotto la morsa delle menzogne all’italiana”.

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La prima legge elettorale scritta dai cittadini

“La legge elettorale del Movimento 5 Stelle, costruita insieme, sul blog, è realtà. È un fatto storico, un fatto unico, abbiamo dimostrato che la democrazia diretta può essere attuata in sostituzione della democrazia rappresentativa; non più delega in bianco ma i cittadini possono partecipare direttamente alla costruzione delle leggi. Lo abbiamo fatto con la legge elettorale: 40.000 cittadini iscritti al blog hanno contribuito alla costruzione, passo dopo passo, di tutti gli articoli della legge elettorale. Questa legge elettorale dà per la prima volta ai cittadini il vero potere di decidere. I cittadini potranno, come avete deciso, come abbiamo deciso, scegliere i propri candidati con la preferenza. Non ci saranno più le coalizioni non ci sarà più un premio di maggioranza. Ciò significa che gli eletti, rappresentanti della sovranità popolare in Parlamento, dipenderanno dai cittadini e non più dal capo politico.

Questo lo abbiamo ottenuto inserendo accanto alle preferenze positive (perché, come potete vedere, queste sono le due schede: la prima scheda, quella alla mia sinistra, è la scheda dove si voterà la forza politica. Qui si potrà segnare la forza politica e si potrà anche cancellare – per una o due volte – dei candidati impresentabili), il cosiddetto voto negativo. Come vi ricorderete abbiamo, in una delle otto votazioni, scelto il panachage, cioè due schede: una si vota il partito, l’altra il voto di preferenza. Una volta segnata una X su una forza politica, se all’interno dei candidati ci saranno degli impresentabili, dei collusi con la mafia, della gente che ha speso troppo per la campagna elettorale e quindi si è troppo esposta e che non piace ad un elettorato consapevole ed intelligente, lo potremo cancellare. E sapete che cosa comporta questo? Che i partiti saranno obbligati ad inserire gente credibile, onesta e competente e questo perché il vostro voto negativo comporta la cancellazione di una porzione di voto. In questo caso ci sono 10 candidati, se voi cancellate uno di questi candidati significa che la forza politica votata perderà un decimo del voto e la conseguenza diretta è semplicissima: i partiti e le forze politiche non potranno mettere in lista cosiddetti ‘impresentabili’ altrimenti i cittadini gli faranno perdere voti. Il potere quindi torna in mano ai cittadini e gli eletti dovranno rispondere ai cittadini. L’altra conseguenza, ancora più importante, è una delle nostre battaglie ovvero sia il vincolo di mandato. Ebbene noi inseriamo il vincolo di mandato senza modificare la Costituzione. Sapete come lo facciamo? Col fatto che se l’eletto non mantiene le promesse in Parlamento i cittadini non lo voteranno più e non potrà più fare politica perché non ha mantenuto le promesse.

Oggi sapete tutti che con quella schifezza del ‘porcellum’ e con quel iper schifezza dell’Italicum la rielezione di un parlamentare, di un politico, dipende esclusivamente dal capo. Noi abbiamo eliminato i premi di maggioranza, eliminato le coalizioni, i partiti si presentano da soli, i partiti piccoli sono obbligati ad unirsi altrimenti – con il sistema che abbiamo votato – saranno svantaggiati, quindi abbiamo ottenuto anche l’effetto e l’obiettivo della governabilità sana e, di conseguenza, gli eletti: o rispondono a quello che hanno promesso, continuano a parlare con i cittadini, continuano a spiegare le loro decisioni e portare in Parlamento le istanze e i desideri dei cittadini, oppure la politica per loro non sarà più una professione. Questo veramente è un momento straordinario, questo è il più grande successo del Movimento 5 Stelle, è il più grande e sublime esempio di partecipazione diretta, di democrazia diretta. In alto i cuori.”

Vito Crimi e Danilo Toninelli

Fonte: beppegrillo.it

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Sì dall’Ars all’albergo diffuso. Arriva dalla Sicilia la prima legge in Italia del M5S

Dopo aver fatto il pieno di parlamentari regionali il Movimento 5 Stelle firma una legge autonoma. La Rocca: “Faremo rinascere i centri storici”. Trizzino: “Dai giovani «inesperti» arriva la prima legge di iniziativa parlamentare”.

Dopo numerosi rinvii e un nuovo passaggio in commissione, arriva finalmente il “sì” dall’Aula all’albergo diffuso. Con questa legge la Sicilia scrive un’altra pagina di storia del Movimento Cinque Stelle. E’ nell’isola, infatti, che, norme della Finanziaria a parte, si “battezza” la prima legge targata M5S. Dopo aver eletto il più grosso numero di parlamentari regionali e “brevettato” il modello Sicilia, l’isola fa registrare un altro primato: la prima legge “italiana”del Movimento.

La legge, che arriva dopo le importanti norme inserite nella legge di stabilità, quali le royalties petrolifere, le tariffe sulle acque minerali e il micro-credito, è pure la prima legge di iniziativa parlamentare di questa legislatura e vede come prima firmataria Claudia La Rocca.

L’albergo diffuso è un nuovo modo di concepire l’ospitalità, complementare al turismo tradizionale, che rilancia la fruibilità dei centri storici delle città e dei paesi e pone le basi per nuova occupazione.

La legge punta a dislocare gli alloggi per i turisti nelle abitazioni del centro storico e dei borghi marinari e rurali, garantendo a pochi metri da essi la presenza di locali adibiti a spazi comuni per gli ospiti (ricevimento, sale comuni, bar, punto ristoro).

I vantaggi principali dell’albergo diffuso – afferma Claudia La Rocca – sono il recupero del patrimonio edilizio dei centri storici per ricavarne degli alloggi per i turisti e l’argine allo spopolamento dei piccoli comuni, spesso lontani dai circuiti turistici tradizionali. La nascita degli alberghi diffusi punta inoltre a creare nuove opportunità occupazionali”.

In un difficile momento storico come questo – continua La Rocca – è necessario dare un segnale di novità, di idee che guardino sia allo sviluppo, sia alla sostenibilità. Inoltre il nostro territorio deve puntare sul turismo per la sua rinascita. Come Movimento promuoviamo l’ospitalità diffusa, espressione del concetto di turismo sostenibile. L’iter di questa legge, proposto in maniera trasversale anche da altre forze politiche, dimostra che in parlamento si può lavorare bene su progetti che guardano il bene comune. Colgo l’occasione per ringraziare il dott. Giancarlo Dall’Ara, promotore in Italia dell’albergo diffuso, nonché presidente dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi, il dott. Michele Esposto, i responsabili degli alberghi diffusi di Scicli e Modica e tutti gli attivisti che hanno messo a disposizione le loro professionalità per il miglioramento del testo”.

L’albergo diffuso – si legge nella premessa dell’atto parlamentare – accoglie il turista facendolo immergere nelle atmosfere autentiche della vita dei piccoli borghi e centri storici, aiutandolo a conoscere abitudini e usanze originarie, a vivere la quotidianità locale e a degustare prodotti enogastronomici tipici. Inoltre guarda alla salvaguardia dell’ambiente, al recupero urbanistico, alla valorizzazione delle tradizioni, dando al tempo stesso opportunità occupazionali e imprenditoriali, con ricadute positive sulle attività commerciali esistenti, nonché sui centri commerciali naturali”.

Nella stesura del ddl, come avviene per tutti gli atti presentati dal gruppo parlamentare M5S, sono stati coinvolti cittadini ed attivisti.

Questa legge – afferma Giampiero Trizzino, presidente della commissione che ha incardinato il ddl (la commissione Ambiente che ha la delega al Turismo) – non è importante solo perché norma l’albergo diffuso, ma perché il riconoscimento giuridico di questo istituto consente di attingere ai fondi europei, cosa sui cui focalizzeremo la nostra attenzione. Un’altra cosa che tengo a far notare è che i giovani «inesperti» della politica sono i primi, e finora gli unici – tra tutti e 90 i deputati dell’Ars – ad aver fatto una legge parlamentare in questa legislatura. Non è auto-celebrazione, ma i fatti parlano da soli”.

Questo – afferma il capogruppo M5S Giancarlo Cancelleri – è un provvedimento che favorisce la creazione dei posti di lavoro attraverso lo sviluppo del turismo e delle buone pratiche di decrescita. Servirà a far ripartire l’economia anche nelle piccole realtà che, grazie a questa legge, potranno dotarsi di veri e propri impianti di ricezione senza però dover spendere enormi capitali per la costruzione di mastodontici hotel. La ricchezza sta nei centri storici e riscoprirla e valorizzarla è un dovere di chi fa le leggi”.

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Microcredito, canoni cave, acque, taglio auto blu. Pioggia di sì agli emendamenti 5 Stelle

Via libera pure pure all’estensione delle competenze dei forestali, alle royalties sugli idrocarburi e all’aumento degli stanziamenti per il contrasto della violenza sulle donne.

Cancelleri, “Buone norme, ma l’ex Tabella H è una vergogna. Costituiremo un gruppo di lavoro per passare ai raggi X tutte le società beneficiare dei contributi”.

Fondo per il microcredito, taglio delle auto blu, aumento delle competenze per i forestali. E ancora canoni e tasse su idrocarburi, acque, cave e combustibili.

Il Movimento 5 Stelle porta a casa parecchi risultati in nome dei siciliani. Tutte le battaglie portate in Aula dai deputati del Movimento, infatti, sono state fatte in nome dell’ambiente, della spending review e delle piccole imprese. Voto contrario dei deputati sulla vergognosa ex tabella H “che elargisce soldi pure a società che organizzano veglioni”.

Microcredito

Il fiore all’occhiello della Finanziaria è certamente il fondo per il microcredito, che parte con una dotazione tutt’altro che indifferente: un milione e mezzo di euro per il 2013, cui andrà aggiunta la somma versata volontariamente ogni mese dai deputati 5 Stelle, che a fine anno dovrebbe incrementare di circa un milione di euro il fondo.

“La filosofia che ha ispirato la nostra Finanziaria – spiega il deputato Francesco Cappello – è stata animata da una doppia azione, che da un lato mirava a reperire le risorse, vedi gli emendamenti sulle cave, le acque e sulle royalties petrolifere, e dall’altro a trovare gli strumenti per aiutare le imprese. Il microcredito è uno di questi. Speriamo che altre forze politiche trovino il modo di contribuire a farlo crescere, visto che fino ad oggi nessuno ha mandato il benché minimo segno in tal senso”.

Per noi – afferma soddisfatto il deputato Salvatore Siragusa – il microcredito è un punto di partenza e non d’arrivo. Abbiamo in cantiere altri progetti che mirano a dare un calcio alla crisi e respiro alle aziende”.

La palla passa ora al governo, che dovrà emanare il decreto attuativo, che consentirà alle imprese di usufruire dei prestiti.

Gli importi finanziabili, comunque, non potranno superare i 20.000 euro.

Auto blu

Approvata pure la riduzione del parco auto. Un emendamento del governo ha accolto gran parte delle richieste dei deputati Cinque Stelle e vieta agli enti sottoposti al controllo della Regione l’utilizzo di auto di rappresentanza. L’uso della auto blu, invece, è consentito solo al presidente della Regione e agli assessori.

Centrato, quindi, uno degli obiettivi tanto cari al Movimento, “anche se – afferma Giancarlo Cancelleri – il provvedimento non va visto tanto nell’ottica del risparmio, quanto in quella di un restyling dell’etica”.

Il taglio non avrà ripercussioni negative nel settore occupazionale.

La diminuzione delle auto – ha detto Cancelleri – non dovrà causare alcun licenziamento”.

Forestali

È legge pure l’ampliamento delle competenze per i forestali che potranno essere impiegati nella cura e diserbo delle aree archeologiche, dei siti di importanza comunitaria, delle zone speciali di conservazione, per la pulizia del demanio marittimo, di fiumi, torrenti, del verde di scuole pubbliche, università, musei, ospedali, e del verde pubblico di proprietà dei Comuni.

Cave

Passa la linea del Movimento che prevede il varo di canoni per l’attività estrattiva delle cave.

Il canone sarà comunque dimezzato rispetto a quanto previsto. I proprietari di cave pagheranno per il 2013 da 0,25 a 0,40 centesimi a metro cubo, in relazione al tipo di materiale estratto. Le tariffe saranno raddoppiate nel 2014.

Ci possiamo ritenere soddisfatti per il risultato ottenuto – affermano i deputati 5 Stelle – soprattutto in considerazione dell’opposizione trasversale che si è palesata in aula. Ribadiamo che è necessario puntare su un modello di sviluppo sostenibile, quindi il riciclo degli inerti ed il recupero dell’esistente per quanto riguarda l’edilizia. Come affermato in aula, i canoni proposti dal governo sono bassi rispetto ad alcune regioni italiane, come Campania e Marche, e molto distanti da paesi come la Gran Bretagna. Quindi li reputiamo sopportabili. Dire che si metterà in crisi il settore è una strumentalizzazione, dobbiamo guardare al futuro e alla sostenibilità. Teniamo inoltre a sottolineare che gli impianti di riciclaggio degli inerti hanno ricadute occupazionali positive. La Sicilia deve dimostrare di voler cambiare”.

Il riciclo degli inerti, come sabbia e ghiaia, proposto dal Movimento si inserisce nel solco di precise direttive europee e ministeriali. Cosa che, ad esempio, avviene già in Veneto, dove la pratica viaggia intorno ad una media dell’80 per cento.

Acque e idrocarburi

La linea che mira a disincentivare il saccheggio della Sicilia passa anche per le acque e gli idrocarburi.

L’estrazione delle acque finora ha prodotto un effettivo introito per la regione siciliana di poche centinaia di migliaia di euro nell’ultimo triennio a fronte dei 2 milioni e mezzo previsti. “Praticamente si è finora regalata l’acqua – affermano i Cinque Stelle – che, è opportuno ricordarlo, un bene comune”.

L’emendamento dei quindici parlamentari stellati che ha avuto via libera in Aula prevede un aumento del canone relativo sia agli ettari utilizzati che all’acqua estratta, con sconti per chi imbottiglia in vetro o per chi pratica la politica del vuoto a rendere.

Quest’ultimo – sottolinea il deputato Claudia La Rocca – è un aspetto importantissimo, se si pensa che in Italia l’acqua in bottiglie di plastica comporta l’uso di 365 mila tonnellate di PET, che comportano enormi costi di smaltimento, considerando che in regioni come la nostra non esiste un sistema di riciclo dei rifiuti efficiente”.

Vantaggi per la Sicilia arriveranno anche con il sì dell’Aula sul fronte degli idrocarburi. Il raddoppio delle royalties e l’eliminazione della franchigia porteranno al raddoppio delle entrate per la Sicilia, che passeranno dagli attuali quasi 19 milioni di euro a circa 38 milioni.

 

La ratio principale dell’emendamento dei deputati del Movimento non è comunque quella di fare cassa, ma di disincentivare l’attività estrattiva.

 

Violenza sulle donne

 

Sì all’aumento degli stanziamenti ai fini dell’applicazione della L.R. 3/12 per il contrasto alla violenza sulle donne.

 

Tabella H, il Movimento passerà ai raggi x tutti gli enti finanziati

 

Una sorta di commissione di inchiesta interna al Movimento si metterà al lavoro per passare ai raggi x tutti gli enti finiti nel calderone dell’ex tabella H, contro la quale i deputati del Movimento, in linea con la loro condotta e con quanto dichiarato in Aula, hanno votato contro.

 

“Questo – afferma Cancelleri – a differenza di tanti altri deputati, che pubblicamente l’hanno condannata e poi hanno votato a favore, mostrando il doppio volto di questo Parlamento. Siamo a favore degli enti che operano nel sociale e nel settore della cultura e per quei cittadini che una politica miope ha reso di serie B, ma rifiutiamo una logica che sottrae risorse alla collettività per premiare enti e società che, ad esempio, organizzano veglioni. Avvieremo un gruppo di lavoro interno per passare ai raggi x tutte le società beneficiare dei contributi”.

 

Sulla questione ex tabella H sono intervenuti in Aula anche i deputati Antonio Venturino, Gianina Ciancio e Angela Foti, che hanno contestato aspramente i criteri per l’assegnazione dei contributi.

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Il microcredito è legge, esulta ll Movimento 5 Stelle

Il fondo destinato alle microimprese potrà contare su un milione e mezzo di euro, cui va aggiunto un ulteriore milione messo a disposizione dai deputati stellati

Il microcredito è legge. E’ stato approvato l’emendamento alla legge di stabilità, presentato dai deputati del Movimento 5 Stelle che istituisce un fondo destinato a finanziare le microimprese.

Uno dei principali cavalli di battaglia del Movimento ha tagliato finalmente il traguardo.

Anche se – afferma soddisfatto il portavoce Salvatore Siragusa – per noi è un punto di partenza e non d’arrivo. Abbiamo in cantiere altri progetti che mirano a dare un calcio alla crisi e respiro alle aziende”.

Il fondo avrà una dotazione di partenza non indifferente: un milione e mezzo di euro per il 2013, cui va aggiunta la somma versata volontariamente ogni mese dai deputati 5 Stelle, che a fine anno dovrebbe ammontare a circa un milione di euro.

La filosofia che ha ispirato la nostra Finanziaria – spiega il portavoce Francesco Cappello – è stata animata da una doppia azione, che da un lato mirava a reperire le risorse, vedi gli emendamenti sulle cave, le acque e sulle royalties petrolifere, e dall’altro a trovare gli strumenti per aiutare le imprese. Il microcredito è uno di questi. Speriamo che altre forze politiche trovino il modo di contribuire a farlo crescere, visto che fino ad oggi nessuno ha mandato il benché minimo segno in tal senso”.

La palla passa ora al governo, che dovrà emanare il decreto attuativo che consentirà alle imprese di usufruire dei prestiti.

Gli importi finanziabili, comunque, non potranno superare i 20.000 euro.

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Un posto tra i grandi elettori alla base dell’accordo destra-sinistra all’ARS?

Cancelleri: “Lo abbiamo saputo dalla stampa. Sarebbe una vero inciucio

Ci sarebbe il posto nella pattuglia siciliana dei grandi elettori che andrà in trasferta a Roma per eleggere il Presidente della Repubblica dietro l’accordo  destra-sinistra sul voto alla legge sulla doppia preferenza di genere. Questo, almeno, secondo quanto pubblicato da Blog Sicilia che che lo scrive chiaramente nell’occhiello di un pezzo: “I voti del Pdl scambiati con un posto fra i grandi elettori”.

Secondo la ricostruzione del blog, il posto spettante al Movimento Cinque Stelle sarebbe stato barattato con il via libera a Roma per Cascio, cioè, colui che ha avanzato la richiesta di stralcio dell’art. 1 dal resto della legge che ha poi permesso di approvare la sola preferenza di genere e cassare tutto il resto.

Se questa ricostruzione fosse vera – afferma il capogruppo del Movimento cinque Stelle, Giancarlo Cancelleri – sarebbe la prova dell’inciucio che abbiamo ampiamente denunciato già subito dopo la votazione in Aula. Da come si erano svolti i lavori avevamo nettamente capito che qualcosa non quadrava. Avevamo presentato un emendamento, eravamo pronti a migliorare la legge, eravamo pronti a discutere, poi, a metà della seduta, i lavori si sono interrotti. Deputati del Pdl si sono incontrati con quelli del Pd, sono tornati in Aula e hanno votato assieme. E Pensare che i guasti della legge li avevamo fatti notare perfino a Crocetta, che ci aveva promesso cambiamenti, visto che la legge nei termini con cui stava andando in Aula, prefigurava il voto di scambio. Dopo il cambio di rotta ci siamo chiesti quale sarebbe stata la contropartita. Ora basterà aspettare l’Aula di lunedì per capire se effettivamente in gioco c’era il posto di grande elettore”.

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