“Acqua, PD ipocrita: vota per il ddl governativo e scarica le colpe sul M5S”

Lettera aperta del presidente Trizzino sul ddl sull’acqua.

Se l’ipocrisia avesse valore il Pd avrebbe risolto i suoi problemi economici.

Giano bifronte al suo cospetto è l’ultimo dei dilettanti, specie per quanto i suoi deputati hanno fatto vedere sul fronte del ddl sull’acqua, dove il partito si è esibito in pubbliche dichiarazioni che fanno a cazzotti con le sue carbonare manovre.

Morale, la confusione che hanno artatamente creato sul tema è tantissima, con l’unico, malcelato, scopo di scaricare le colpe sulla commissione Ambiente e sul Movimento Cinque Stelle.

Fare chiarezza, pertanto, su quello che i siciliani, in questi giorni, stanno subendo in materia di acqua è fondamentale. Far conoscere la verità di quello che accade dentro le stanze di palazzo dei Normanni è una delle nostre prerogative, tanto più se si tratta di temi delicati come quello sulla gestione del servizio idrico, e soprattutto, quando l’unica verità che i vecchi partiti sanno dare è quella utile alla loro bandiera.

Il ddl di iniziativa popolare sulla riforma del servizio idrico è parcheggiato da anni dentro i cassetti del parlamento siciliano. Il precedente governo Lombardo non è stato in grado di trattarlo, eppure il partito che sosteneva quel governo, oggi, lo invoca a gran voce. C’è da chiedersi perché non lo abbia fatto prima! Ma soprassediamo.

Durante l’ultima campagna elettorale Crocetta, affiancato dai fedeli del Pd, sbandiera l’acqua pubblica come punto fondamentale del suo programma. Vince le elezioni. Si insedia, con la maggioranza del Pd, e inizia il nuovo governo all’insegna della rivoluzione…

La commissione che presiedo, all’indomani dell’insediamento all’Ars, decide unanimemente di incardinare i disegni di legge in materia di servizio idrico. Ce ne sono ben quattro: quello di iniziativa consiliare, quello di iniziativa popolare e due parlamentari tra cui quello dell’On. Panepinto (Pd). La commissione, a maggioranza, opta per quest’ultimo.

Siamo a gennaio e già da subito la commissione avvia una serie di tavoli tecnici per studiare la situazione in cui versano gli ATO e i relativi soggetti gestori. Si tratta di un lavoro che dura circa sei mesi, al temine dei quali la commissione e il governo Crocetta vengono chiamati a depositare gli emendamenti al ddl.

Il governo Crocetta, anziché depositare emendamenti al ddl, deposita un disegno di legge ex novo, spiazzando la commissione e i deputati che la compongono, soprattutto quelli del Pd!

A questo punto entra il gioco il caos! Il Pd non sa come difendere il SUO governo, che in barba allo stesso Pd presenta un disegno di legge completamente diverso dal suo. E non sa come difendere il SUO assessore (Dottor Marino) che si scontra con il primo firmatario del vecchio ddl, l’On. Panepinto, anche lui del Pd! Insomma, la solita storia alla quale assistiamo da anni: il Pd è incapace di governare anche se stesso, dimostrando di non riuscire ad avere dialogo nemmeno con il SUO governo!

Qual è la soluzione migliore per il Pd per uscire indenne dal pantano? Scaricare il barile, sic et simpliciter! Il Pd rilascia dichiarazioni dalle quali si evince che il ddl del SUO governo sarebbe stato scelto discrezionalmente dal presidente della commissione!

Alibi perfetto? No! Basta, infatti, consultare i verbali della commissione e, soprattutto, basta leggere il regolamento interno del parlamento siciliano, per capire che Il ddl del governo Crocetta, così come qualunque altro disegno di legge, non è scelto dal presidente della commissione discrezionalmente, ma è scelto con votazione a maggioranza dei suoi componenti. Così è stato fatto per il ddl governativo sull’acqua.

Dai verbali si legge chiaramente che la maggioranza dei componenti della commissione (deputati del Pd compresi!) hanno optato per il ddl del governo.

Dai verbali si legge anche che il suo presidente (cioè io!), così come Valentina Palmeri (M5S), si sono espressi contro, a difesa dei lavori precedentemente svolti dalla commissione.

Un presidente di commissione non si può arrogare il diritto di scegliere in autonomia. Il ruolo del presidente non è quello del dittatore che si impone sugli altri. Il presidente coordina il lavoro della commissione, mantenendo un ruolo super partes.

Insomma se il Pd voleva fare confusione c’è proprio riuscito! Peccato che questa volta la confusione è a scapito dei siciliani, anche di quelli che ad ottobre l’hanno votato.

Ma non finisce qui. Oggi l’ultimo capitolo della telenovela: in commissione il Pd, non contento della confusione creata, chiede l’ennesimo rinvio per parlare col SUO governo. Siamo alla frutta.

 

Giampiero Trizzino
Presidente Commissione Ambiente all’Ars
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Crollo ponte Verdura – I deputati agrigentini scrivono a Crocetta

I parlamentari regionali Salvatore Cascio, Margherita La Rocca Ruvolo, Matteo Mangiacavallo, Vincenzo Fontana, Salvatore Lo Giudice, Giovanni Panepinto, Calogero Firetto e Michele Cimino hanno scritto la seguente lettera al presidente della Regione Crocetta, mettendo in evidenza i numerosi disservizi e i notevoli disagi originatisi per via dell’interruzione della strada statale 115 a causa del crollo del ponte sul fiume Verdura e chiedendo misure speciali di Protezione Civile a tutela della comunita’.

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Appello di Gaziano ai 5 Stelle contro il rigassificatore

Mi complimento ancora con voi per la bella vittoria che porta un autentico vento di rinnovamento in Sicilia. E l´iniziativa di non accettare il rimborso spese di un milione e mezzo di euro dimostra che il M5S non fa demagogia ma rispetta gli impegni presi.

Come vi ho già accennato nella mail del 30 ottobre ho la necessità di coordinare con voi un´azione politica forte per scongiuarare l´ignominia per noi Siciliani tutti della costruzione di un rigassificatore da 8 miliardi di mc. sotto la Valle dei Templi di Agrigento, patrimonio Unesco.

Per fortuna oggi non siamo più soli, c´è il M5S a darci una mano. Grillo e Cancelleri sono stati molti chiari al riguardo nel comizio di Piazza Stazione ad Agrigento e questo ci conforta e ci dà speranza di vincere la battaglia che conduciamo da più di 5 anni.

Sono sicuro, sicurissimo che non si scorderanno dell´impegno preso pubblicamente.Gradirei avere un vostro contatto al più presto per cominciare a coordinare un´efficace iniziativa di contrasto all´ignobile progetto.Mi permetto di dare questo mio messaggio per conoscenza ai media perché conoscano l´apporto che voi certamente darete alla nostra lotta.

Con i più cari saluti,

Gaetano Gaziano

Presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento”

Fonte: laltraagrigento.it

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M5S, dalla Sicilia lettera aperta ai consiglieri regionali neo-eletti

Domenica 18 Novembre 2012

Chi scrive questa lettera – che vi proponiamo in forma integrale anche se ridotta per motivi di spazio – è Giuseppe Luca, in qualità di membro di ASASI-Associazione Scuole Autonome Sicilia.

Il messaggio recapitato al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo è interessante ed è uno schietto invito alla speranza.

“Signori ‘cittadini’, da eletti vi fregerete del titolo di Onorevole… Siamo stati invitati a chiamarvi “cittadini” perché dite che siete e vorreste essere come tutti noi, vicini a noi, con i problemi quotidiani di ogni cittadino. Vogliamo, però, ricordarvi che entrando a far parte dei decisori politici della nostra Isola, resterete come noi, ma le vostre responsabilità saranno diverse e più gravi e serie delle nostre.

Perché possiate diventare “cittadini onorevoli” è necessario che dimentichiate la fase destruens costellata con slogan del tipo: tutti a casa per cambiare, per passare subito alla fase costruens che si dovrà sostanziare di provvedimenti utili per il promesso cambiamento. Ricordatevi che i vostri slogan, se restano semplici parole, non avranno nulla di diverso degli altri politici che siederanno con voi sulle poltrone del Parlamento siciliano. La traversata a noto dello Stretto di Messina del vostro ispiratore, la marcia sull’Etna, le passeggiate per le nostre strade, gli infiniti annunzi, se non si tradurranno in provvedimenti concreti resteranno semplici fatti mediatici che presto saranno portati via dalle correnti dello stretto.

Ricordatevi che non vogliamo più sentire politici trasformati in venditori ambulanti di parole che tentano di narcotizzarci con la nenia del “tutti a casa”, del ‘cambiamento’ e della ‘rottamazione‘.

Condividiamo la vostra decisione di non fare alcun “inciucio”, di non scendere a compromessi ma di approvare ogni provvedimento da chiunque presentato a condizione che sia funzionale alla crescita della nostra isola. Attivatevi, perciò, presto anche perché il neo-eletto Presidente rifiuti “inciuci” ma apra le porte a chi vuole cambiare concretamente.

L’ASASI (Associazione scuole autonome della Sicilia) nata per sostenere l’autonomia delle nostre scuole e migliorare il servizio, pone subito alla vostra attenzione tre priorità per evitare il totale collasso della scuola siciliana causato dalla miopia dei governi che si sono succeduti specialmente in questi ultimi anni: approvazione di un testo di legge sul diritto allo studio e alla formazione del quale solamente la nostra Regione ne è priva; investimenti straordinari per gli interventi di messa in sicurezza, manutenzione e adeguamento degli edifici scolastici; immediato rispetto dell’art. 3 della legge n. 23 dell’11/01/1996 che obbliga i comuni e le province siciliane a fornire il materiale di pulizia, i registri per i docenti e quant’altro previsto dalla citata legge.

Signori “cittadini”, noi crediamo nel miglioramento qualitativo dell’istruzione e della formazione come volano per la crescita e la democrazia della nostra Isola e, preso atto delle vostre promesse, abbiamo il diritto di risposte concrete e voi avete il dovere di darcele se volete salvare la scuola dal default e diventare “cittadini onorevoli”.

Molti credono che voi sarete i taumaturghi in grado di guarire le grosse ferite che i precedenti “poco”onorevoli hanno inflitto alla Sicilia, per noi è più ragionevole pensare che voi potreste aiutare quanti, animati di buona volontà, vogliono essere “veri” onorevoli.

L’ASASI dichiara la piena disponibilità alla collaborazione, offre il contributo dell’esperienza acquisita sul campo e attraverso il nostro settimanale-online “La Letterina” che raggiunge più di quarantamila lettori, monitorerà i vostri interventi apprezzandone i contenuti finalizzati alla migliore qualità della scuola ma eserciterà il proprio diritto all’indignazione e alla critica per scelte non coerenti con le finalità istituzionali”.

Fonte: prismanews.net

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ACQUA PUBBLICA: lettera dei cittadini del Movimento 5 Stelle

Pubblichiamo la seguente lettera scritta dai nostri Portavoce eletti all’assemblea Siciliana ed inoltrata ieri al Presidente  della Regione Siciliana Rosario Crocetta.

Ill.mo Signor. Presidente,

Facciamo seguito, con la presente, alla richiesta inoltrata alla SV nella giornata di ieri dal comitato agrigentino dei sindaci per l’acqua pubblica, in rappresentanza dei Comuni di Alessandria della Rocca,  Bivona, Burgio, Camastra, Cammarata, Cianciana, Joppolo Giancaxio, Menfi, Montevago, Palma di Montechiaro, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, Santa Elisabetta, Santa Margherita Belice, Santo Stefano di Quisquina.

I sottoscritti, neoparlamentari eletti nella lista del Movimento Cinque Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana, intendono sostenere suddetta richiesta di revoca del decreto assessoriale n. 1412 del 28.08.2012 a firma dell’Assessore regionale per l’Energia e per i Servizi di pubblica utilità e del Dirigente generale del Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti e le acque, con il quale il funzionario Teresa Restivo è stata nominata Commissario ad acta in sostituzione delle amministrazioni di questi Comuni.  Con il decreto in questione trasmesso il 31 agosto scorso si richiedeva di procedere alla consegna dei relativi acquedotti, reti e impianti afferenti ai Servizio idrico integrato  alla società di gestione “Girgenti Acque S.p.A.”.

La maggioranza dei siciliani, che con il referendum del 12 e 13 giugno 2011 si è pronunziata contro la privatizzazione del servizio idrico integrato e contro la previsione normativa di un obbligo per gli enti locali di privatizzare tutti i Servizi pubblici Locali, attende un forte segnale da parte nostra, così noi, neo-deputati in Sicilia, non intendiamo deluderla.

La gestione attraverso società private (con o senza la partecipazione pubblica) ha tutelato finora l’interesse dei soli soci ai dividendi e non quello dei cittadini, pertanto non possono essere gli stessi a pagare il debito causato da una cattiva gestione dovuta alla incapacità e noncuranza dei nostri amministratori.

In attesa di prefigurare, anche insieme alle forze politiche a Lei vicine, un reale disegno di ripubblicizzazione del servizio idrico, che tenda alla gestione diretta da parte dei Comuni e che preveda strumenti per la partecipazione diretta ed effettiva dei cittadini nelle scelte gestionali, oltre che di pianificazione e programmazione, La ringraziamo sentitamente ed anticipatamente  per l’attenzione che vorrà riservare a queste missive.

Le porgiamo cordiali saluti ed auguri di buon lavoro.

I cittadini del Movimento 5 Stelle presso l’Assemblea Regionale Siciliana

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Cancelleri risponde alle polemiche scaturite da un articolo de “La Repubblica Palermo”

Caltanissetta, 23 ottobre 2012

In relazione all’articolo di stampa pubblicato su La Repubblica Palermo in data 23 Ottobre 2012 dal titolo: “Dimissioni in bianco e soldi al movimento ‘grillini’ di Sicilia in nome della disciplina”, ci corre l’obbligo di segnalare alcune imprecisioni a nostro avviso fuorvianti e lesive per l’immagine del Movimento 5 Stelle. Nel “catenaccio” di suddetto articolo è infatti scritto: “Dovranno versare in beneficenza al movimento la parte eccedente ilcompenso di 2500 Euro, altrimenti via a casa“.

L’articolo, come segnalato a Repubblica inizialmente anche con un contatto telefonico intercorso tra l’Ufficio Stampa del Candidato alla Presidenza della Regione Giancarlo Cancelleri al giornalista autore del pezzo, rischia di diffondere il messaggio mendace che il compenso dei Deputati del Movimento 5 Stelle percepito dalla Regione Siciliana andrà al movimento stesso per attività interne o come fondo cassa. Niente di più errato, se si considera che il Programma del Movimento e le linee programmatiche su cui si basa tanto l’attività di Campagna Elettorale quanto l’attività parlamentare prevede, come da apposito contratto sottoscritto il 5 Settembre 2012, quanto segue: “Il Sottoscritto Giovanni Carlo Cancelleri in qualità di candidato presidente della Regione Sicilia per il Movimento 5 Stelle mi impegno a fare in modo che gli eletti del Movimento 5 Stelle ricevano uno stipendio non superiore a 5 mila Euro lordi mensili e che l‘eccedenza sarà restituita alla Regione”. Sempre il 5 Settembre 2012 Beppe Grillo e Giancarlo Cancelleri firmano un patto analogo che riguarda questa volta il rifiuto di rimborsi elettorali: “Il Sottoscritto Giovanni Carlo Cancelleri in qualità di candidato presidente della Regione Siclia per il Movimento 5 Stelle mi impegno perchè i contributi pubblici – i cosiddetti rimborsi elettorali – rimangano allo Stato e non saranno ricevutio gestiti da parte della lista a cui appartengono”. In sostanza gli  esponenti del Movimento 5 Stelle, se eletti all’Assemblea Regionale Siciliana, l’eccedenza superiore ai 5 mila Euro lordi non la percepiranno nemmeno e si impegnano a restituirla direttamente alla Regione, i soldi quindi non vanno ne’ al Movimento ne’ in “azioni di beneficenza” come riporta un virgolettato di una attivista peraltro non diffuso in maniera ufficiale dall’Ufficio Stampa del Movimento.

Per quanto riguarda la questione dimissioni in bianco, anche queste riportate da un virgolettato raccolto dal giornale in questione senza l’ufficialità dell’Ufficio Stampa del Movimento in Sicilia, questa la posizione di Cancelleri: “Noi non abbiamo mai parlato di dimissioni in bianco. I candidati hanno periodicamente facoltà di rimettere il mandato nelle mani degli elettori, nel corso di riunioni pubbliche che si concludono con una votazione, abbiamo fatto firmare un impegno a rispettare questa regola da parte dei candidati del Movimento 5 Stelle. Sappiamo benissimo che si tratterebbe di una pratica incostituzionale quella delle dimissioni in bianco, questa polemica è scaturita da un articolo fuorviante di Repubblica Palermo che ha scritto una notizia errata”.

Sulla base di tali documentazioni pare chiaro quindi che il messaggio che traspare dall’articolo recante la firma del giornalista di Repubblica Palermo è inesatto e fuorviante. Dopo aver diffuso una nota di richiesta di rettifica al suddetto giornale, e ritenendo tale articolo come un semplice refuso del giornalista autore, considerandolo un semplice incidente di percorso di una testata la cui autorevolezza non è minimanente in discussione, intendiamo rivolgere invece l’attenzione agli attacchi di alcuni competitors partitici, ritenendoli meramente strumentali ed animati da semplice disinformazione.

L’Ufficio Stampa del Portavoce Movimento 5 Stelle Giancarlo Cancelleri

Marco Benanti

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Lettera aperta del M5S Sicilia al governo Monti

“I candidati  del Movimento 5 Stelle Sicilia hanno ben chiara la grave situazione dei bilanci in cui versa l’isola, ma non hanno alcuna intenzione di consegnare l’agenda politica della Regione Siciliana nelle mani di Bruxelles né del Fondo Monetario Internazionale, che farebbero pagare questa crisi soltanto ai cittadini e non ai reali esecutori finanziari e politici del grave stato sociale ed economico in cui versa il paese.  Abbiamo osservato e rilevato che si stanno perseguendo i dettami prefissati dal FMI e che state avallando con il consenso dei partiti a Roma.

Stiamo guardando attentamente ciò che sta accadendo in stati come la Grecia e la Spagna con le imposizioni della Troika che mirano ai tagli indiscriminati alla sanità e agli altri servizi sociali, interventi sulle pensioni, riduzione dei dipendenti pubblici e degli stipendi, tagli ai sussidi per la disoccupazione, nuove imposizioni fiscali e altre austerità giustificate da parole come “spread” , “mercati finanziari”, “Fiscal Compact”  e “Fondo Salva Stati/ESM”.

Non siamo disposti a permettere che siano i cittadini e la piccola e media imprenditoria a pagare per le “scellerate” scelte economiche decise a Bruxelles da un’élite di banchieri e votate a Roma dai nostri politici  da destra a sinistra , in Italia come in Europa.

Il Movimento 5 Stelle non ha alcuna intenzione di consegnare la Sicilia in mano  a dei “burattini” politici in quanto siamo coscienti che i veri “burattinai” sono gli stessi partiti che da Roma votano la fiducia al suo governo nel Parlamento Italiano, nonostante fingano pubblicamente di avere opinioni diverse sulle politiche di austerità che iniziano a colpire  soprattutto le fasce più deboli. I parlamentari hanno concesso al vostro Governo di introdurre modifiche costituzionali come il principio del pareggio di bilancio a tutti i livelli della pubblica amministrazione, imponendo in tal senso pesanti limiti al potere politico regionale.

Abbiamo appreso che si intende realizzare, in coerenza con la bozza della legge di attuazione del pareggio di bilancio in Costituzione, una Commissione Fiscale che porterebbe perfino ad un controllo ex ante dei bilanci regionali i cui limiti dell’ingerenza politica sui poteri dei rappresentanti politici democraticamente eletti dal popolo non sono ben definiti.

Siamo perfettamente a conoscenza del fatto che l’attuale rappresentanza politica debba chiaramente essere sostituita, il Movimento 5 Stelle si vuole schierare dalla parte di quei siciliani che abbiano intenzione di riappropriarsi della propria autonomia nel rispetto dei vincoli costituzionali. Non abbiamo alcuna intenzione di favorire i poteri economici speculativi che sono alla base del fallimento di cui è stata vittima una regione come la Sicilia che, se ben amministrata con il nostro programma, sarebbe in grado di risollevarsi senza le ingerenze di Bruxelles e di Roma che avete votato.

I siciliani sono perfettamente a conoscenza del fatto che il mancato sviluppo del loro territorio è dettato da una classe politica corrotta, dal clientelismo, dagli sprechi di denaro pubblico, dall’accentramento del potere economico nella mani di entità societarie che stanno spingendo gli interessi a favore dei grandi mercati e non dalla parte del popolo e delle piccole e medie imprese che sono state il motore vitale di questa regione e dell’Italia.

Cari membri del Governo Monti, nonostante la credibilità che voi professate per mezzo dei media al Popolo italiano e siciliano, il Movimento 5 Stelle Sicilia non  permetterà di consegnare la nostra splendida Regione nella mani delle banche e dei forti poteri economici, di cui voi in questo momento state perseguendo i pieni interessi, grazie anche ai vostri “vassalli” ben mascherati dai partiti di destra e di sinistra in Sicilia, come in Italia.”

I Firmatari: 

Cancelleri Giancarlo – Candidato Portavoce alla Presidenza dell’ARS

Giulivi Mauro, La Rocca Claudia, Ciaccio Giorgio, Trizzino Giampiero, Busalacchi Samanta, Di Benedetto Chiara, Siragusa Salvatore, Lupo Francesco, Ricciardi Riccardo, Lanzafame Salvatore, Paradiso Stefano Alessio, Sardisco Giovanni, Negrì Marco, Campanella Francesco, Fiore Gabriella, Lupo Loredana, Calderone Maddalena, Vetro Alessandro, Foti Angela, Cappello Francesco, Montesanto Agata, Raciti Santina Lucrezia, Bertorotta Ornella, Mauceri Claudio, Currò Tommaso, Mazza Alfio, Duro Gregorio, Nipitella Marco, Allegra Isidoro, Interlicchia Rita, Sapienza Giuseppe, Finocchiaro, Emanuele, Nicotra Angelo, Ciancio Gianina, Zafarana Valentina, Bonanno Caterina, Forestiere Giusi, Russo Leonardo, Saija Maria, Villarosa Alessio, D’Uva Francesco, Fanara Carlo, Mannelli Massimiliano, Laspada Alberto, Nuciforo Gaetano, Giannì Emma, Zagarrio Giuseppe, Di Caro Giovanni, Mangiacavallo Matteo, Dalli Cardillo Emanuele, Palmeri Valentina, Troisi Sergio, Piazza Giacomo, Tancredi Sergio, Ragusa Mario, Santangelo Vincenzo Maurizio, Tremamondo Laura, Zito Stefano, Marzana Maria, Anzalone Roberto, Lauria Teresa, Di Silvestro Antonino, D’Amico Filippo, Ferreri Vanessa, Lorefice Marialucia, Fornaro Dario, Botta Valentina, Lo Monaco Giuseppe, Bognanni Mirko, Venturino Antonio, Lanza Francesco, De Luca Maria Carmela.

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Lettera aperta al Capo dello Stato: “Giovani in campo”

Lettera aperta al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano

Salve sig. Napolitano,

chi Le scrive è una giovane, palermitana.

Ho visto e ascoltato il suo discorso tenuto a Palermo presso l’aula Bunker, ieri 23 Maggio, per il ventennale della strage di Capaci. Ho apprezzato e condiviso pienamente il messaggio da Lei rivolto ai giovani e giovanissimi, l’ho ritenuto davvero molto importante. La sua commozione è stata la mia, il suo incoraggiamento mi è sembrato sincero e mosso da reale convinzione e fiducia nelle nuove generazioni. Forse la stessa fiducia che ripongo io nella mia generazione perché tocco con mano quella carica, quella sensibilità e quella generosità cui Lei ha fatto cenno nel suo discorso. Ho visto e vedo miei coetanei, e ancor più giovani, ribellarsi al lassismo ereditato dalle loro famiglie, adolescenti che alla discoteca preferiscono una serata a Cinisi per conoscere e ricordare Peppino Impastato; giovani famiglie che dall’estero tornano a casa, a Palermo, perché è qui che vogliono crescere i propri figli e qui vogliono donare loro ciò che questa terra, e nessun’altra al mondo, ha da insegnare; vedo giovani, a volte giovanissimi, imprenditori che completamente soli provano a crearsi delle opportunità di lavoro da sé, quotidianamente intrappolati dalla burocrazia e ancor peggio dalla disillusione dei “più adulti”; vedo bambini delle periferie degradate della città con situazioni familiari delicate spiegare con dovizia di particolari cos’è la mafia, ma ancor meglio cos’è la mentalità mafiosa e la candida e triste ammissione di dovere fare ricorso ad essa sottolineando però di sapere che “è sbagliato” e che “fa del male alla gente”; vedo giovani laureati, continuamente frustrati dall’impossibilità di potere mostrare e affermare le proprie capacità, dire “Ma io da qui non me ne vado lo stesso. Andare via è troppo facile”. Quanto coraggio c’è in queste parole?

Alcuni la chiamano incoscienza, altri la chiamano pigrizia, altri perfino pazzia. Io vedo solo forza, determinazione ed un altissimo grado di consapevolezza, forse il più grande regalo di Falcone e Borsellino.

Come da Lei suggerito sto completando con impegno la mia formazione e il mio apprendistato civile insieme ad  altri più o meno giovani palermitani, facendoci forza gli uni gli altri, tenendo sempre alto l’obiettivo per non cadere nella facile tentazione del primo aereo che ci porti via da qui.  Ci hanno chiuso porte e finestre, ci hanno voluto tenere fuori, ma siamo scesi lo stesso in campo proprio perché consapevoli che se non portiamo noi avanti il rinnovamento della politica non lo farà mai nessuno. Come dice Lei, l’Italia ne ha davvero bisogno.

In questi anni ci siamo fatti portatori di quelle idee e quei principi per noi imprescindibili perché ci sia vera democrazia, perché questo possa a pieno diritto ritenersi un Paese libero e perché venga onorata finalmente la nostra Costituzione. Abbiamo voluto dare un indirizzo alla politica, palesare il cammino che noi giovani e meno giovani italiani vogliamo cominciasse a intraprendere il nostro Paese, che altro non è che il cammino della legalità, della trasparenza, del rispetto e della tutela delle regole, delle leggi e dei diritti di tutti i cittadini per un pacifico e virtuoso convivere. Cos’altro potremmo desiderare?

E l’abbiamo fatto nel 2007, io avevo 22 anni, con uno degli strumenti messi a disposizione dalla Repubblica Italiana, una proposta di legge di iniziativa popolare per portare la volontà dei cittadini direttamente all’interno del parlamento perché fosse discussa. Erano tre semplici proposte altamente condivisibili, una tra tutte l’eliminazione di persone condannate in via definitiva dai ruoli istituzionali. Che segnale era questo se non il bisogno e la volontà di essere rappresentati dal meglio della società, ovvero da persone oneste, almeno incensurate nella carta?

A Palermo raccogliemmo 12.000 firme in una sola giornata e non so quante altre giornate abbiamo impiegato per la certificazione e i vari iter burocratici previsti sempre nel massimo rispetto delle regole, ragazzi impegnati giorno e notte, una mobilitazione continua ma col sorriso sulle labbra, fieri di portare avanti delle proposte che avrebbero potuto migliorare la nostra politica o rappresentare almeno un modello o un segnale chiaro proveniente dal popolo. Fummo completamente ignorati, ma non solo, anche insultati ed etichettati. Prima finestra sbattuta in faccia.

Restammo in campo però, anzi ci riprovammo subito dopo, stavolta con uno strumento più potente, la raccolta firme per un referendum per impedire il finanziamento pubblico all’editoria, ritenuto infatti un inutile sperpero di denaro pubblico a fronte di un servizio alquanto scadente, visto e considerato che l’Italia è giudicata Paese “semi-libero”  in termini di libertà di stampa (rapporto Freedom House). Molte più firme da raccogliere e ce l’abbiamo fatta anche in questo caso, ma anche stavolta ignorati e, come sempre, insultati. Porta sbattuta in faccia. 

Nel frattempo restammo chiaramente in campo provando ad aprire altri piccoli spiragli, tra le tante attività portate avanti, riuscimmo ad ottenere, ad esempio, l’autorizzazione dal consiglio comunale di Palermo a fare le riprese video e pubblicarle online in modo che tutti i palermitani potessero vedere come lavoravano i propri rappresentanti. E poi decine e decine le iniziative sulla legalità, mafia, ambiente, sviluppo, cultura, ecc… che ci hanno portato a conoscere tante altre belle realtà tutte palermitane che ci hanno permesso di restare qui, hanno dato un senso al nostro stare insieme, uniti contro le difficoltà, per dare il nostro concreto contributo in questa terra per un vero cambiamento. I sacrifici e il peso di tutto questo sono sempre passati in secondo piano perché il progetto si è presentato molto più ambizioso:  trasformare le parole in fatti. E con il tempo i risultati non si sono fatti attendere troppo: il cambiamento non solo lo abbiamo ricercato ma lo abbiamo assimilato. Abbiamo cambiato i nostri modi di vivere, di pensare, di relazionarci, siamo sempre noi ma abbiamo migliorato le nostre abitudini quotidiane, delle nostre case, delle nostre famiglie, abbiamo imparato tanto gli uni dagli altri anche da un capo all’altro del Paese, ci siamo fatti umili, ci siamo lasciati aiutare, abbiamo aiutato, abbiamo fatto esperienza della solidarietà, del mettersi in gioco, del litigare anche ma in modo costruttivo, della cooperazione disinteressata, della condivisione soprattutto del sapere e delle conoscenza, della gratuità, abbiamo sognato il nostro mondo ideale e a pezzi lo stiamo realizzando, mattone dopo mattone.  In poche parole abbiamo fatto Politica, quella politica che sogniamo un giorno di vedere in parlamento dove al centro dell’attenzione di tutti c’è la comunità e il suo benessere, solo questo.

Siamo rimasti in campo, anzi questo campo lo conosciamo già molto bene e difficilmente ci tireremo ormai indietro, anzi siamo diventati sempre più forti, convinti che se ci vogliono tenere fuori e chiuderci porte e finestre allora dobbiamo aprircele da soli. E così abbiamo fatto, il MoVimento Cinque Stelle raccoglie tutti questi giovani scesi già in campo affinchè possano aprire quelle porte e finestre da troppo tempo sprangate. Ne avremmo volentieri fatto a meno se la politica e i partiti avessero ascoltato e tenuto in considerazione le nostre istanze,  se avessero quanto meno aperto un dibattito in merito, se ci avessero chiesto la nostra opinione, se si fossero almeno impegnati a cambiare e ridare dignità a questo Paese, una voglia di dignità gridata ormai da più parti. Ma non l’hanno fatto, e tuttora non lo stanno facendo. E allora abbiamo deciso di scendere completamente in campo e provarle tutte, farci portatori noi stessi in prima persona dei nostri valori nelle istituzioni, in primis legalità e trasparenza come salta all’occhio da qualunque nostra regola, idea, o proposta. Candidati incensurati, rapporto diretto tra cittadini e istituzioni, eletti che rimettono il mandato ogni 6 mesi per sottoporlo a verifica degli elettori,  bilancio partecipativo, wi-fi libero, rifiuto dei rimborsi elettorali, ecc… cosa sono questi se non la messa in pratica dei nostri desideri?

E allora caro presidente Lei mi confonde, perché quei giovani, cui rivolge quel meraviglioso e accorato appello – scendere in campo per il rinnovamento della politica – quando poi lo fanno sul serio, non trovano da parte sua sostegno , appoggio o frasi di incoraggiamento e gratificazione. Nell’aula Bunker ha affermato che l’Italia ce ne sarà grata ma il presidente della Repubblica invece dà del demagogo a colui che ha fatto in modo che questi giovani scendessero davvero in campo  e paragona noi addirittura al movimento dell’Uomo Qualunque. E’ necessaria una rigenerazione dei partiti, e siamo d’accordo, lo gridiamo da anni, nessuno pensa che i partiti in sé siano il male o degli strumenti da debellare, è il modo in cui vengono usati che è da rivoluzionare. Chi lo potrebbe fare non lo fa e non ha alcuna intenzione di farlo, allora siamo scesi in campo con uno strumento nuovo, rivoluzionario, quello che è il Movimento Cinque Stelle, che possa fornire finalmente il giusto stimolo per questo auspicato e disperato bisogno di palingenesi.

Questa mia lettera quindi solo per dirLe che il suo appello è stato accolto prima ancora che lo pronunciasse, che molti giovani sono già in campo anche se Lei non li vede, molti nell’Italia meridionale che a rallentatore sta seguendo la scia del cambiamento,  che anche qui stiamo cercando di forzare quelle porte e finestre di cui ci ha parlato. Io Le rivolgo l’appello di una cittadina giovane, palermitana, siciliana, italiana che a Capaci e in via d’Amelio ci passa ogni giorno: ci guardi con occhi nuovi, scenda in profondità e non si accontenti della superficie, metta da parte Beppe Grillo e raccolga la sostanza, i nostri contenuti e le nostre idee, quelli dei giovani già scesi in campo.

Giulia Di Vita, giovane palermitana


Palermo, 24 Maggio 2012
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