È ora di cambiare l’Italia!

Nella foto le regioni in giallo sono quelle dove il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica.

Di seguito la lettera di Luigi Di Maio a Repubblica

Gentile direttore,

come ho avuto modo di dire a caldo commentando i risultati, con il voto del 4 marzo è iniziata la Terza Repubblica, che sarà la Repubblica dei Cittadini. La portata di questo voto è immensa e segna uno spartiacque con tutto quello che è venuto prima. Forse ancora non ne apprezziamo del tutto l’importanza, soprattutto per quanto inciderà sugli anni a venire. Ma una cosa è sicura. Da qui non si torna più indietro. Il voto ha ormai perso ogni connotazione ideologica. I cittadini non hanno votato per appartenenza o per simpatia, hanno votato per mettere al centro i temi che vivono nella propria quotidianità e per migliorare la propria qualità di vita. La narrazione del “va tutto bene” non ha retto di fronte alla realtà vissuta dagli italiani. Dieci milioni di poveri non possono essere ignorati. 30 miliardi di sprechi non possono non essere eliminati. Una tassazione folle per le imprese non può non essere ritoccata. La sicurezza nelle città giorno e notte non può non essere garantita. La disoccupazione, soprattutto giovanile, non può continuare a dilagare. Questo è il messaggio che arriva forte e chiaro dalle urne.

Non è stato un voto ideologico, così come non è stato un voto di protesta. E’ stato un voto programmatico e i punti principali sono quelli sinteticamente ricordati sopra. Abbiamo ascoltato il Paese e messo al centro del dibattito elettorale questi temi, proponendo non solo le ricette, ma anche le persone che possono realizzarle. Mi riferisco ai professori, professionisti e manager che ho inserito nella nostra proposta di squadra di governo e che abbiamo presentato agli italiani, come promesso, prima del voto. Per questo i cittadini hanno deciso di darci fiducia regalandoci un risultato storico: hanno finalmente visto un progetto, al quale chi vuole può partecipare, e i mezzi e le persone per realizzarlo. Mi piace sottolineare che siamo l’unica forza politica nazionale che ha ottenuto un grandissimo risultato al sud (con punte del 50%), ma anche molto ben radicata al nord: siamo primi in Piemonte (oltre il 27%), Emilia-Romagna (27%), Liguria (30%), Valle d’Aosta dove per la prima volta con il 25% eleggiamo una parlamentare donna, e la seconda in Veneto (oltre il 24%), Friuli (oltre il 24%), Lombardia (oltre il 22%) e Trentino Alto Adige (19.5%).

Sento tutta la responsabilità di fronte a questa apertura di credito da parte dei cittadini e non intendo sottrarmi agli oneri che ne derivano. Ho detto in ogni città dove sono stato in campagna elettorale che il governo per noi si sarebbe potuto fare in base a convergenze sui temi ed è la linea che intendo portare avanti in totale trasparenza di fronte ai cittadini e al capo dello Stato. Tutte le forze politiche devono manifestare responsabilità in tal senso. Non è possibile che ora inizino teatrini, che si avviino giochi di palazzo e strategie alla House of Cards. Adesso è il momento di fare le cose che aspettiamo da 30 anni e lo si può fare solo cambiando metodo. La politica deve smetterla di essere arrogante e deve iniziare ad essere umile. Tre sono gli ingredienti che suggeriamo in base alla nostra esperienza: 1) partecipazione, 2) ascolto, 3) trasparenza.

Nella Terza Repubblica, la Repubblica dei cittadini, i cittadini devono essere coinvolti nei processi decisionali, devono essere ascoltati mentre le decisioni vengono eseguite e devono essere messi al corrente dei risultati di ciò che si fa. Solo in questo modo tornerà l’amore e la passione per la politica. Politica da anni vuol dire cose brutte: corruzione, prepotenza, sprechi, privilegi, conflitti d’interesse, voltagabbana, tradimenti, casta, poltrone, soldi, clientele, tangenti, speculazione, bugie. Basta! “Politica vuol dire realizzare” disse Alcide De Gasperi. Politica per noi sarà realizzare il programma che abbiamo presentato agli elettori. Politica sarà mantenere gli impegni. Politica sarà onestà.

Per decenni i partiti hanno messo al centro i loro interessi, per decenni la formazione dei governi è avvenuta con il bilancino per accontentare gli appetiti dell’uno e dell’altro. L’obbiettivo erano sempre e soltanto le poltrone, mai gli interessi dei cittadini. Questo è il passato. Ora i tempi sono maturi per mettere al centro i temi che interessano i cittadini, il loro bene, la qualità della loro vita. Li hanno lasciati ai margini, noi ora i cittadini li rimettiamo al centro. Il governo sarà con chi, insieme a noi, è pronto a fare la stessa cosa. È una “rivoluzione copernicana” della politica che il MoVimento 5 Stelle invoca da sempre e per la quale i cittadini ci hanno dato un mandato chiaro. “Partecipa. Scegli. Cambia.” era quello che abbiamo chiesto ai cittadini, loro hanno partecipato e hanno scelto. Ora insieme abbiamo la storica occasione di cambiare l’Italia. Io non voglio perderla e chi ha scelto di ostacolare a tutti i costi il cambiamento faccia pure, ma sappia che non si può fermare il vento con le mani e che noi nonostante tutto cambieremo l’Italia.

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La fantastica storia di Piera Aiello in Parlamento con il MoVimento 5 Stelle: la mafia ha perso

Di Roberto Galullo

Sul suo profilo Facebook Piera Aiello, 51 anni di Partanna (Trapani), ha ringraziato i siciliani per aver dimostrato, con la matita, che quella cappa che premeva sul cielo della Sicilia «è stata soffiata via da una corrente inarrestabile di speranza e onestà». Il 30 luglio 1991 Piera Aiello ha dovuto lasciare la Sicilia. Il 4 marzo 2018, scrive, “sono tornata da cittadina libera, con lo scopo di far riscoprire a tutti noi, siciliani, quel fresco profumo di libertà che ostacolerà il puzzo di compromesso morale”.

La storia di Piera Aiello, testimone di giustizia, che potrà riavere pubblicamente indietro il suo volto dopo aver messo faccia e cuore per il M5s con il quale ha raccolto 77.950 voti, quasi il 52% dei voti nel collegio uninominale di Marsala, si incrocia a filo doppio con quella di Paolo Borsellino.

Piera era la moglie di Nicola Atria, figlio del boss don Vito, ucciso il 18 novembre 1985 a soli nove giorni da matrimonio. Nicola – «immischiato nello spaccio di droga, che girava armato e che quando provavo a dirgli di smettere con questa vita lui mi picchiava», ha raccontato tante volte Piera – venne ucciso il 24 giugno 1991 sotto gli occhi della moglie. Quel giorno lei, nel ristorante aperto da soli tre giorni, si salvò per miracolo. Il marito neanche si accorse di morire, passando dalla vita alla morte in pochi secondi, ammazzato a colpi di fucile a canne mozze.

Piera non ci pensò due volte. Denunciò gli assassini e da quel giorno la sua vita non fu, né poteva essere, più la stessa. Una scelta naturale per chi rifiutava la cultura mafiosa, sigillata dal fatto che qualche mese prima dell’omicidio del marito aveva partecipato ad un concorso per diventare agente di polizia. Nicola Atria non fu contrario. «Mi disse che poteva far comodo, dopo tutto, un poliziotto in famiglia, ma quando gli dissi che se non si sistemava la testa, lui sarebbe stato il primo che avrei sbattuto in galera, quel giorno, per l’ennesima volta, mi picchiò».

Un amico carabiniere e l’allora sostituto procuratore di Sciacca, Morena Plazzi, la condussero a Terrasini per conoscere il Procuratore capo di Marsala, Paolo Borsellino.

Dopo quell’incontro Borsellino, scrive Piera Aiello sul suo profilo Facebook, «non rappresentò solo il magistrato che si occupava delle mie testimonianze, ma diventò un amico, un padre a cui aggrapparsi nei momenti di sconforto (e sono stati tanti!)». Fu Borsellino a convincere Piera Aiello a ricevere il contributo che lo Stato eroga ai testimoni di giustizia e che lei non voleva. «Borsellino si fece una gran risata – scrive ancora Piera – dicendomi di prenderli perché io ero diventata una collaboratrice di giustizia, cioè ero sotto tutela dello Stato e dovevo considerare quest’ultimo come un padre che mi manteneva». Quando iniziò a collaborare non c’era il servizio centrale di protezione ma l’Alto commissariato, alle cui carenze Borsellino cercava di sopperire «dandoci qualche soldo per arrivare alla fine del mese».

Poi il silenzio di una donna costretta a vivere con un’altra identità fuori dalla Sicilia, costretta persino a usare il codice fiscale di un’amica per le ricevute fiscali. Un silenzio che uccide, lei stessa ricorda. Dal 1991 al febbraio ‘97 per lo Stato era solo un fantasma. La situazione si sbloccò in meglio per lei solo nel febbraio ‘97, dopo le pressioni dell’Associazione Rita Atria, di don Luigi Ciotti e di Rita Borsellino.

Lo stesso silenzio e la stessa solitudine spinsero la cognata Rita Atria, una settimana dopo la strage di via D’Amelio in cui perse la vita Borsellino con gli uomini della scorta e alla quale si era legata come una figlia ad un padre, a suicidarsi lanciandosi dal settimo piano di un palazzo a Roma, dove viveva in segreto.

Piera Aiello, che il 10 dicembre 2016 è stata nominata presidente onorario dell’associazione antimafie e antiracket “Paolo Borsellino onlus” e il 23 maggio 2017 è stata eletta Presidente dell’associazione antimafie e antiracket “La verità vive! Onlus” si è sentita chiedere tante volte perché si è candidata con il Movimento 5 Stelle e la risposta è sempre la stessa: «In questo preciso momento della politica è l’unico movimento che mi dà fiducia, ha gli stessi miei ideali, ossia, verità, giustizia, legalità, trasparenza. È un movimento giovane, con idee innovative e concrete, che pensa di fare il bene dei cittadini con concretezza, che non fa false promesse come tanti hanno fatto. E’ un movimento che non ha paura di nulla e di nessuno, che non scende a compromessi, proprio come me, sicuramente io e il movimento porteremo la questione testimoni di giustizia alla luce, con la mia voce, ossia la voce di chi ha vissuto da 26 anni le fatiche che un testimone affronta, i disagi, le negazioni, esule dal proprio paese, la Sicilia».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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Politiche 2018: M5S, 53 eletti in Sicilia

Valanga voti ai 5 Stelle manda in tilt sistema elettorale.

Sono 53 tra deputati e senatori i portavoce del Movimento 5 Stelle eletti a Montecitorio (36)  e Palazzo Madama (17). Il Movimento 5 Stelle, in Sicilia, ha di fatto più che raddoppiato, nella tornata elettorale delle Politiche 2018, il numero di voti ottenuti alle regionali di quattro mesi fa. Nonostante la bassa affluenza registrata nell’isola, il Movimento si attesta ancora una volta la prima forza politica dell’Isola con una media regionale che sfiora il 50% . Non solo,  in alcuni comuni i Cinquestelle hanno raggiunto oltre il 70% dei consensi. Il Movimento 5 Stelle in Sicilia ha scritto una pagina di storia che inaugura di fatto l’inizio della “Terza Repubblica”, quella dei cittadini. Una valanga di voti che ha mandato in tilt persino il sistema elettorale, facendo emergere tutte le criticità di una legge, il Rosatellum, scritta ad arte per fermare il Movimento 5 Stelle. Intanto in queste ore a Caltanissetta si è tenuto un incontro tra i neo eletti ed i deputati del gruppo Parlamentare dell’Assemblea Regionale Siciliana.

A seguire l’elenco degli eletti.

CAMERA DEI DEPUTATI UNINOMINALE

SICILIA 1

SICILIA 1 – SICILIA 01
  • Collegio uninominale 01 – Palermo – Resuttana- San Lorenzo Leonardo Salvatore Penna detto Aldo
  • Collegio uninominale 02 – Palermo – Libertà – Giorgio Trizzino
  • Collegio Uninominale 03 – Palermo – Settecannoli  – Roberta Alaimo
SICILIA 1 – SICILIA 02
  • Collegio Uninominale 05 – Bagheria – Vittoria Casa
  • Collegio Uninominale 06 – Monreale  – Giuseppe Chiazzese detto Mongiovi’
  • Collegio Uninominale 08 – Marsala  – Piera Aiello
SICILIA 1 – SICILIA 03
  • Collegio Uninominale 04 – Gela  Dedalo Cosimo Gaetano Pignatone Detto Dedalo Pignatone
  • Collegio Uninominale 07 – Agrigento  – Michele Sodano
  • Collegio Uninominale 09 – Mazara Del Vallo  – Vita Martinciglio

SICILIA 2

SICILIA 2 – SICILIA 01
  • Collegio uninominale 01 – Messina – Francesco D’Uva ( Eletto anche al plurinominale)
  • Collegio Uninominale 02 – Barcellona Pozzo Di Gotto – Alessio Mattia Villarosa  (Eletto anche al plurinominale)
  • Collegio Uninominale 03 – Enna – Andrea Giarrizzo
SICILIA 2 – SICILIA 02
  • Collegio uninominale 04 – Acireale  – Giulia Grillo (Eletta anche al plurinominale)
  • Collegio Uninominale 05 – Catania  – Laura Paxia
  • Collegio Uninominale 06 – Misterbianco –  Simona Suriano  (Eletta anche al plurinominale)
SICILIA 2 – SICILIA 03
  • Collegio uninominale 07 – Paternò  – Eugenio Saitta
  • Collegio Uninominale 08 – Ragusa  – Marialucia Lorefice (Eletta anche al plurinominale)
  • Collegio Uninominale 09 – Avola  – Maria Marzana (Eletta anche al plurinominale)
  • Collegio Uninominale 10 – Siracusa –  Paolo Ficara

CAMERA DEI DEPUTATI PLURINOMINALE

SICILIA 1

SICILIA 01 –  SICILIA 1-01
  • Adriano Varrica
  • Valentina D’Orso
SICILIA 01- SICILIA 1-02
  • Antonio Lombardo
  • Caterina Licatini
  • Davide Aiello
SICILIA 01 – SICILIA 1- 03
  • Azzurra Pia Maria Cancelleri
  • Filippo Giuseppe Perconti
  • Rosalba Cimino

SICILIA 2

SICILIA 2 – 01
  • Alessio Mattia Villarosa (*)
  • Angela Raffa
  • Francesco D’Uva (Potrebbe subentrare Antonella Papiro).
SICILIA 2 – SICILIA 2 – 02
  • Giulia Grillo (*)
  • Santi Cappellani
  • Simona Suriano (Potrebbe subentrare Luciano Cantone)
SICILIA 2 – SICILIA 2 – 03
  • Marialucia Lorefice (Potrebbe subentrare Filippo Scerra)
  • Gianluca Rizzo
  • Maria Marzana  (*)

SENATO DELLA REPUBBLICA

SENATO UNINOMINALE

SICILIA 01 – SICILIA 01
  • Palermo –  Resuttana – Stanislao Di Piazza detto Steni
  • Palermo – Bagheria –  Loredana Russo
  • Marsala – Francesco Mollame Detto Franco
  • Agrigento  – Gaspare Antonio Marinello Detto Rino
  • Gela – Pietro Lorefice
SICILIA 02 – SICILIA 02
  • Messina  – Grazia D’Angelo
  • Acireale – Tiziana Carmela Rosaria Drago in Stivala
  • Catania  – Nunzia Catalfo  (Eletto anche al plurinominale)
  • Siracusa – Giuseppe Pisani detto Pino

SENATO PLURINOMINALE

SICILIA 01
  • Antonella Campagna
  • Vincenzo Santangelo Detto Maurizio
  • Cinzia Leone
  • Fabrizio Trentacoste
SICILIA 02
  • Mario Michele Giarrusso
  • Nunzia Catalfo (*)
  • Cristiano Anastasi
  • Barbara Floridia

(*) Data l’elezione di tutti i candidati della lista, il seggio resta attribuito al M5S.  Si tratta in totale di 3 Seggi alla Camera dei Deputati e 1 al Senato della Repubblica.  

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M5S Sicilia in festa. Zafarana: “Risultato epocale, abbiamo scritto la storia. È la dimostrazione che la politica dal basso si può fare”

La capogruppo del M5S all’Ars: “Mandati a casa tanti brontosauri della politica. Questo non è un voto di protesta, i siciliani ci hanno dato fiducia: ci faremo in quattro per non deluderli”.

“Non ci dubbi, è stato un risultato epocale, abbiamo scritto un’esaltante pagina di storia”. Il capogruppo M5S all’Ars, Valentina Zafarana, commenta a freddo, in questo modo, l’incredibile risultato ottenuto dal M5S in Sicilia.“Abbiamo sfiorato il 50 per cento dei consensi, con percentuali enormi in alcuni comuni come Priolo Gargallo, dove siamo andati oltre al 71 per cento, e Raffadali, nella terra di Totò Cuffaro, vicinissima al 70 per cento. Abbiamo sfondato anche nel Messinese, nella terra di Genovese. Abbiamo portato dentro le istituzioni 53 cittadini, mandando a casa tanti brontosauri della politica, a dimostrazione che la politica dal basso, fuori dalle segreterie di partito, si può fare, eccome. E, si badi bene, questo non è solo un voto di protesta, i siciliani, soprattutto, hanno dato fiducia al nostro programma e alle nostre idee, ci faremo in quattro per non deluderli”. Soddisfattissimi ovviamente, anche tutti gli altri deputati a sala d’Ercole, tempestati in questi giorni dalle telefonate dei simpatizzanti che volevano felicitarsi per le incredibili proporzioni del voto.
“La Sicilia – dicono – si conferma uno degli assi portanti del Movimento, e siamo fiduciosi che troverà enorme vantaggio da un eventuale esecutivo nazionale a 5stelle, che certamente rimedierà a tanti torti subiti dall’ isola nel passato, quando è stata praticamente ignorata. Noi, dal canto nostro, ci sentiamo obbligati a dare ancora di più all’Ars, dove siamo determinatissimi a lasciare il segno, ancora di più rispetto alla scorsa legislatura. Musumeci è avvisato, finora il suo governo ha brillato per la sua inconsistenza e per le esternazioni indecenti e insopportabili di Sgarbi, cosa che la lasciato evidenti tracce dentro le urne”.

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M5S, Il Futuro in Programma

20 PUNTI PER LA QUALITÀ DELLA VITA

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VIA SUBITO 400 LEGGI INUTILI

Stop alla giungla delle leggi, meno burocrazia per imprese e cittadini. L’obiettivo è rendere la vita dei cittadini, delle famiglie e delle imprese più semplice, con l’abolizione di 400 leggi inutili. Le prime le abbiamo già individuate: sono gli studi di settore, il redditometro e lo spesometro. Proponiamo l’istituzione di Comitato Parlamentare di Controllo e una Commissione di Studio per procedere a una ricognizione delle norme vigenti, verificare gli effetti delle leggi già approvate e quindi decidere modificarle o abrogarle. Per disboscare ‘giungla normativa italiana” raccoglieremo le leggi per materia, elaborando testi unici.

SMART NATION: NUOVO LAVORO E LAVORI NUOVI

Qualità della vita significa meno burocrazia, migliori servizi pubblici e più opportunità di lavoro e impresa. Per riuscire a centrare l’obiettivo proponiamo investimenti in nuove tecnologie, nuove figure professionali, internet delle cose, auto elettriche, digitalizzazione Pa. Si tratta di investimenti ad alto moltiplicatore occupazionale.

REDDITO DI CITTADINANZA: RIMETTIAMO L’ITALIA AL LAVORO

Il reddito di cittadinanza è una misura di sostegno al reddito non assistenziale che ha l’obiettivo di garantire alle persone che vivono sotto la soglia di povertà un reddito minimo di avere una vita dignitosa e ricollocarsi nel mondo del lavoro. L’erogazione della misura è condizionata a una serie di obblighi relativi alla formazione, alla riqualificazione e al reinserimento nel mondo del lavoro e nel contesto sociale: se questi impegni non vengono rispettati si perde per sempre il diritto al beneficio. In Italia i beneficiari del reddito sono circa 9 milioni di persone (2 milioni 789 mila famiglie). Il costo complessivo stimato dall’Istat per attivare nel primo anno la misura è di 17 miliardi di euro (14,9 mld per il sostegno al reddito e 2,1 mld per rafforzare le politiche attive del lavoro e i Centri per l’impiego. Il M5S ha già individuato le coperture e sono state più volte dichiarate ammissibili dalle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Esempi di sostegno economico alle famiglie. Single: 780 euro netti al mese; coppia di pensionati o giovani: 1.170 euro netti al mese; coppia con 1 figlio minori di 14 anni: 1.404 euro netti al mese; coppia con 2 figli minori di 14 anni: 1.638 euro netti al mese; coppia con 2 figli maggiori di 14 anni: 1.950 euro netti al mese.

PENSIONE DI CITTADINANZA: MAI PIÙ SOTTO I 780 EURO

La pensione di cittadinanza è contenuta nel ddl sul reddito di cittadinanza. In questo caso, però, il beneficiario è una persona che non è più in età lavorativa, e dunque non sarebbe costretto a rispettare gli obblighi relativi all’inserimento nel mondo del lavoro. La copertura economica è quella indicata per il reddito di cittadinanza. La misura è rivolta ai pensionati che non arrivano a percepire la pensione minima ed è pari a 780 euro netti al mese per tutti pensionati che vivono da soli; 1.170 euro netti al mese per una coppia di pensionati.

MENO TASSE, PIÙ QUALITÀ DELLA VITA

Riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese che pesa ancora per il 42,9% del Pil. Lo faremo approvando un pacchetto completo, che prevede la riduzione delle aliquote Irpef per tutte le fasce di reddito favorendo in particolare la classe media. Niente tasse per redditi fino a 10 mila euro. Manovra choc per piccole e medie imprese (con la riduzione del cuneo scale e dell’Irap). Abolizione degli studi di settore, dello split payment, dello spesometro e di Equitalia. Inversione dell’onere della prova: il cittadino è onesto fino a prova contraria.

TAGLI AGLI SPRECHI E AI COSTI DELLA POLITICA: 50 MILIARDI CHE TORNANO AI CITTADINI

Con lo stop a pensioni d’oro, vitalizi, privilegi, sprechi della politica e opere inutili, riorganizzazione delle partecipate, spending review della spesa improduttiva otteniamo a regime un risparmio di 50 mld di euro. Approveremo subito un provvedimento per commisurare la pensione di ex parlamentari ed ex consiglieri regionali ai contributi effettivamente versati, così come accade per il resto dei cittadini. Il M5S ha dimostrato che è possibile perché è l’unica forza politica che è entrata in Parlamento dimezzandosi i propri stipendi e rinunciando al vitalizio. Grazie a questi tagli ha restituito oltre 90 milioni di euro di cui 37,3 mln tra Camera, Senato e consigli regionali (24,8 mln in parlamento e 12,4 mln nelle regioni).

SICUREZZA E LEGALITÀ

Vogliamo assumere 10 mila nuovi agenti nelle forze dell’ordine, tra cui 5 mila nella polizia; costruire due nuove strutture carcerarie e dire basta ad amnistie, indulti, depenalizzazioni, leggi ad personam e depotenziamento delle norme penali. Proponiamo l’equiparazione delle rappresentanze dei Vigili del Fuoco a quelle dei Corpi dello Stato. Il costo degli interventi è di 2,2 miliardi di euro così ripartiti: un miliardo per l’assunzione di 10 mila nuovi agenti; 1,2 mld di euro per i vigili del fuoco di 1,2. La sicurezza passa anche dagli investimenti in cyber security e intelligence.

STOP AL BUSINESS DELL’IMMIGRAZIONE

La proposta contempla l’assunzione di 10 mila professionisti (psicologi, mediatori culturali, assistenti legali, educatori e altre figure specializzate) per rendere più veloce ed efficiente le procedure per valutare se un migrante ha diritto o meno a stare in Italia, da inserire nelle commissioni territoriali. Proponiamo, altresì, il superamento del regolamento di Dublino perché il meccanismo di redistribuzione dei migranti deve essere automatico e obbligatorio, potenziando la cooperazione internazionale finalizzata anche alla stipula di trattati per i rimpatri.

TUTELA DEI RISPARMI DEI CITTADINI

I salvataggi bancari degli ultimi anni sono stati realizzati sulla pelle di decine di migliaia di piccoli azionisti e risparmiatori. Il M5S intende risarcire gli obbligazionisti subordinati retail che si sono visti azzerare le obbligazioni acquistate. A questo si aggiunga la creazione della Procura nazionale per i reati bancarie e la riforma bancaria “Glass Steagall act”. Per attuare queste proposte servono poco meno di 400 milioni di euro. La copertura arriva dalle polizze dormienti e dai fondi “mis-selling” (“vendita fraudolenta”).

LA SANITÀ SI PRENDE CURA DI TE

Basta tagli. Proponiamo l’aumento delle risorse per la Sanità Pubblica e riduzione sostanziale delle liste di attesa per tutti gli esami medici. In Italia ci sono circa 11 milioni di persone che nel 2016 hanno rinunciato a curarsi almeno una volta per mancanza di risorse economiche o per le liste d’attesa troppo lunghe. Proponiamo il superamento del 6,5% del Pil per la spesa sanitaria pubblica, l’aumento degli investimenti in prevenzione e sulla digitalizzazione, l’incremento del Fondo non autosufficienze; 10 mila assunzioni; interventi in formazione e ricerca scientifica, lotta alla corruzione e agli sprechi, stop ai ticket sanitari.

17MLD PER AIUTARE LE FAMIGLIE CON FIGLI

Proponiamo l’applicazione del modello francese per aiutare le famiglie: rimborsi per asili nido, pannolini e baby sitter. Il M5S pensa alla costruzione di un welfare familiare serio. Si tratta di riorganizzare i sostegni per il babysitting e per l’acquisto dei prodotti dell’infanzia; e ancora l’introduzione Iva agevolata per prodotti neonatali, per l’infanzia e per la terza età e l’innalzamento dell’importo detraibile per assunzione di colf e badanti e delle indennità di congedo parentale (dal 30% all’80% della retribuzione) e di maternità (dall’80 al 100%).

BANCA PUBBLICA PER GLI INVESTIMENTI

Creazione di una Banca pubblica per gli investimenti per piccole imprese, agricoltori e famiglie, erogando credito paziente a tassi agevolati. Il capitale iniziale su cui far leva per i prestiti sarà di 10 miliardi di euro e il credito verrà indirizzato in settori strategici (abitazione, adeguamento sismico degli edifici, mobilità sostenibile, cultura, energia e ambiente, nuove filiere produttive).

LOTTA A CORRUZIONE, MAFIE E CONFLITTI D’INTERESSE

Il pacchetto di misure prevede la riforma della prescrizione; l’utilizzo delle intercettazioni, anche quelle informatiche, per i reati di corruzione; la celebrazione dei reati di mafia in tutte le 26 sedi di Corte d’Appello; modifiche all’articolo 416 ter sul voto di scambio politico- mafioso, eliminando l’attuale previsione secondo la quale il reato è da escludere sempre, qualora non vengano provati i cosiddetti metodi intimidatori tipici mafiosi, e ancora introduzione del DASPO (cioè l’interdizione perpetua dai pubblici incarichi) per i condannati in via definitiva per reati di corruzione. Il M5S propone di aumentare le pene per tutti i reati di corruzione e contro la PA e l’istituzione della figura di “agenti sotto copertura” per i reati di corruzione.

UNA GIUSTIZIA RAPIDA, EQUA ED EFFICIENTE

Il pacchetto di proposte prevede la riduzione della durata dei processi, utilizzando come modello quello previsto per i processi di Lavoro, che si caratterizza per avere tempi più brevi e celeri rispetto ai procedimenti ordinario, e l’introduzione dello strumento processuale della class action per tutelare i cittadini da abusi e frodi consumate a loro danno da lobby e poteri forti. Una giustizia rapida ed efficiente attira maggiori investimenti, quindi maggiori entrate per lo Stato. Il M5S prevede 4 miliardi di investimenti a legislatura per ricerca e innovazione legati alla cyber security e l’assunzione di 5 mila amministrativi e 1.400 magistrati per rendere più efficiente e rapido il comparto.

GREEN ECONOMY. ITALIA 100% RINNOVABILE

Spingere la raccolta differenziata domiciliare di qualità e tariffa che consenta pagare di meno a chi produce meno rifiuti indifferenziati, serve innanzitutto a creare decine di migliaia di posti di lavoro. Stimiamo la creazione di circa 200mila posti di lavoro dall’economia del riciclo rifiuti; 17mila nuovi posti di lavoro per ogni miliardo di euro investito nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica. L’obiettivo principale è ridurre fortemente il tasso di consumo di suolo fino a portarlo a zero entro il 2030. Per raggiungere questo obiettivo occorre puntare sulla riqualificazione dell’esistente e utilizzare al meglio le aree già urbanizzate. Proponiamo l’uscita dalle fonti fossili entro il 2050 e di raggiungere l’obiettivo di un milione di auto elettriche, a partire dalla riconversione dei mezzi di trasporto del comparto pubblico.

RIDUZIONE DEL RAPPORTO DEBITO PUBBLICO/PIL DI 40 PUNTI IN 10 ANNI

Proponiamo la riduzione di spese improduttive, tagli agli sprechi, lotta alla grande evasione. Sono i pilastri della strategia di lacrime e sangue e austerity seguita finora. La proposta contempla investimenti pubblici produttivi, finanziati in parte anche a deficit, e riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese, riducendo così il rapporto debito/Pil. Interventi di spending review intelligente e lotta senza quartiere alla grande evasione fiscale.

SUPERAMENTO DELLA COSIDDETTA BUONA SCUOLA

La riforma della “Buona scuola” è stata un fallimento. La formazione obbligatoria prevista per i docenti nella Buona Scuola non è mai partita, la “supplentite” è rimasta tale (in particolare rispetto ai docenti di sostegno), e c’è il problema che riguarda soprattutto la mobilità dei docenti che a causa dell’algoritmo “impazzito” del ministero dell’Istruzione ha comportato che decine di migliaia di docenti siano stati spostati immotivatamente da Nord a Sud e viceversa. Proponiamo un piano assunzioni razionale in base al fabbisogno delle scuola; l’incremento dalla spesa pubblica per l’istruzione scolastica e l’abolizione del precariato

VALORIZZAZIONE E TUTELA DEL MADE IN ITALY

Creazione del ministero del Turismo separato da quello dei Beni Culturali e una maggiore tutela dei beni culturali. Sono le prime due proposte del M5S per valorizzare le bellezze del Belpaese che ogni anno attraggono migliaia di visitatori e turisti. Se il Made in Italy fosse un brand l’Italia sarebbe al terzo posto su scala globale. E dal momento che i nostri prodotti sono ricercatissimi, sinonimo di lusso ed eccellenza all’estero e rappresentano un forte attrattore per i turisti stranieri, per promuovere le eccellenze italiane creeremo Italia.it, la piattaforma e-commerce per i prodotti made in Italy nel mondo. Per tutelare i prodotti italiani e il brand Made in Italy, il M5S intende salvaguardare la qualità dei prodotti italiani minacciati dai trattati internazionali.

INVESTIMENTI PRODUTTIVI: 50 MLD NEI SETTORI STRATEGICI

Per rilanciare l’Italia, proponiamo un piano da 50 miliardi di euro in cinque anni in investimenti pubblici produttivi. I settori su cui puntare sono: green economy, bonifiche, rete idrica, rete elettrica, adeguamento sismico, mobilità pulita e sostenibile, dissesto idrogeologico, riqualificazione urbanistica, edilizia scolastica e sanitaria, banda ultra larga, infrastrutture immateriali. Si tratta di interventi in comparti che, a differenza delle grandi opere inutili, creano centinaia di migliaia di posti di lavoro e non offendono il territorio.

SUPERAMENTO DELLA LEGGE FORNERO

Il M5S ha promesso il superamento della riforma Fornero sulle pensioni. Oggi c’è troppa flessibilità in ingresso del mondo del lavoro e troppa rigidità in uscita. Stiamo lavorando alle seguenti proposte: si va in pensione dopo 41 anni di contributi versati (quota 41) oppure se la tra età anagrafica ed età contributiva equivale (quota 100). E staffetta generazionale; estensione della categoria dei lavori usuranti tramite la creazione di un “Osservatorio sul lavoro usurante”. Opzione donna.

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Inaugurazione del Comitato elettorale del M5S a Sciacca lunedì 19 febbraio 2018

Lunedì 19 febbraio sarà inaugurato a Sciacca in Piazza Marconi 14 il Comitato elettorale del M5S. L’appuntamento è fissato per le ore 19:00 e sarà l’occasione per i cittadini di incontrare e conoscere meglio il portavoce candidato M5S al Senato della Repubblica Gaspare Marinello. “In vista delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo, – afferma Matteo Mangiacavallo, deputato all’ARS del M5S, che sarà presente all’inaugurazione – lo spazio d’incontro resterà aperto per consentire al pubblico di documentarsi sui punti principali del programma nazionale del MoVimento, sulle modalità di voto e sulle attività in corso.

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Scopri se hai pagato più del dovuto la tassa sui rifiuti (TARI)

di Giuseppe L’Abbate, portavoce MoVimento 5 Stelle alla Camera

Ad ottobre 2016 ho presentato una interrogazione parlamentare per sollevare il problema dell’errato calcolo della “quota variabile” della Tari, la tassa sui rifiuti. La Tari, infatti, si compone di due quote: una fissa, in funzione dei metri quadri degli immobili, e una variabile che dovrebbe cambiare in funzione del quantitativo reale di rifiuti prodotto ma che, in mancanza di strumentazioni adeguate, i Comuni calcolano in rapporto ai componenti dell’utenza.

Quel che è accaduto è che, per quanto concerne le pertinenze (ovvero i garage, i box, le cantine, le mansarde, le soffitte, etc..), tanti Comuni hanno inserito nel conteggio anche la quota variabile per ognuna di esse: quindi una famiglia composta da 4 persone diveniva magicamente di 5 se possedeva un box, di 6 se deteneva anche una cantina, di 7 se vi era anche una soffitta nella propria utenza domestica. Basta un esempio, preso da una bolletta di un contribuente a far comprendere la portata dei possibili rimborsi: circa 70 euro l’anno pagati ingiustamente dal 2014, in pratica quasi 300 euro totali! Un errore sollevato anche da Il Sole 24 ORE ma che ha avuto un chiarimento solamente dopo la risposta alla mia interrogazione data dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.

Per verificare se nel tuo Comune la Tari è stata calcolata in maniera errata ti basterà, pertanto, prendere una bolletta della tassa rifiuti e controllare se oltre all’utenza “domestica” principale sono presenti altre voci “domestica – accessorio” e se è presente il valore “tariffa variabile”. Qualunque cifra riportata è, dunque, ILLEGITTIMA.

Per fare ricorso, sarà sufficiente protocollare o inviare per raccomandata a/r, al Comune che ti ha richiesto il pagamento in eccesso in questi anni, un modulo con la copia delle bollette pagate ingiustamente. Trascorsi 90 giorni, se non si è ottenuta risposta o se è stato esplicitato un diniego, puoi fare ricorso alla Commissione tributaria locale.

Qui trovi il MODULO FAC-SIMILE da presentare al tuo Comune. Se non ci riesci, inviami la tua bolletta in privato e ti risponderò appena possibile!

Intanto, per trovare tutti i materiali e fare i dovuti approfondimenti leggi qui:
Per la Tari i cittadini pagano più del dovuto
Il Governo boccia i Comuni sul calcolo della Tari
L’errato calcolo della Tari
Scopri quanto hai pagato in più di Tari

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