ARO: quanto ha pagato il Comune di Sciacca per un servizio incompleto?

Dopo circa sette mesi di attesa è stato finalmente firmato il contratto definitivo con le ditte vincitrici del bando per la concessione dei servizi previsti dal piano ARO. Adesso aspettiamo impazienti che vengano avviati tutti i servizi previsti, primo fra tutti il porta a porta nella maggior parte dei quartieri della nostra città. Oggi, tuttavia, vogliamo fare un piccolo passo indietro analizzando cosa è accaduto nei sette mesi trascorsi, augurandoci di non dovere costatare ancora una volta che i cittadini sono chiamati a pagare conti troppo salati. La tassa a cui ci riferiamo è la TARI, sulla quale avevamo già scoperto con una nostra interrogazione un errore sul calcolo dell’aliquota variabile e sulla quale dobbiamo tornare per capire i dettagli dell’incremento del 14,52% previsto per il prossimo anno, che andrà a coprire i disastri economici di una cattiva gestione della cosa pubblica, a fronte di un servizio nettamente peggiorato.

Purtroppo non ci entusiasma assistere al gioco delle parti nel quale i partiti tradizionali si alternano, dall’opposizione alla maggioranza, scambiandosi continue accuse sulle responsabilità, ma preferiamo piuttosto concentrarci sui fatti, per verificare e proporre eventuali suggerimenti perché i cittadini paghino il giusto per il servizio che ricevono.

Ricordiamo che la TARI è un tributo destinato a finanziare sia i costi del CONFERIMENTO in discarica che i costi della RACCOLTA dei rifiuti, servizio, quest’ultimo, gestito sin dai primi di maggio, con un contratto d’affidamento in procedura d’urgenza, dalle ditte SEA-BONO SLP vincitrici del bando del Piano ARO. Ma se da un lato è ormai noto che i costi per il CONFERIMENTO in discarica sono aumentati, a causa di un aumento delle tariffe di conferimento e alle difficoltà connesse all’uso della discarica Saraceno-Salinella e ad una raccolta differenziata che stenta a decollare, dall’altro lato è giusto che il sindaco chiarisca se i costi della RACCOLTA dei rifiuti siano invece diminuiti.

Ad oggi infatti non appare chiaro quanto è dovuto alle ditte, che da maggio gestiscono il servizio di raccolta dei rifiuti, considerato che la SEA-BONO SLP non ha avviato tutti i servizi previsti dal piano ARO e per i quali erano state stanziate delle somme ben precise. Tra quelli non avviati ricordiamo, primo fra tutti, la raccolta dei rifiuti porta a porta in gran parte della città, ma anche alcuni dei rimanenti come la raccolta differenziata spinta degli sfalci e delle potature dei privati, il compostaggio di comunità, la raccolta dei rifiuti urbani pericolosi, la raccolta degli ingombranti porta a porta, l’installazione dei sistemi di videosorveglianza mobili contro l’abbandono dei rifiuti, l’oasi dog e l’installazione di dispenser con i sacchetti per la raccolta degli escrementi degli animali, nonché la fornitura alle utenze di bidoni per la differenziata, di sacchetti biodegradabili per la frazione organica, dei nuovi contenitori per la raccolta di prossimità, degli innovativi contenitori muniti di dispositivo di controllo degli accessi e tanto altro ancora. Tutti servizi che, insieme all’attivazione di una campagna di comunicazione mirata prevista sin dal primo giorno di avvio del contratto e mai attivata, avrebbero consentito un incremento della raccolta differenziata fino al 65% e una riduzione dei rifiuti biodegradabili in discarica dell’82% come riportato nell’offerta tecnica dell’impresa aggiudicatrice dell’appalto.

E’ dunque palese, come evidenziato il 22 Agosto in un nostro comunicato, che le ditte SEA-BONO SLP abbiano condotto nei sette mesi trascorsi un servizio parziale rispetto a quanto pattuito dal contratto di affidamento, determinando un bassissimo livello di raccolta differenziata con maggiori conferimenti in discarica e pertanto una maggiorazione dei costi per tutti noi cittadini.

Alla luce delle osservazioni sopraesposte il M5S di Sciacca, tramite i suoi portavoce Teresa Bilello e Alessandro Curreri, chiede all’amministrazione di utilizzare gli importi previsti per i servizi dell’ARO non erogati per ridurre l’incremento previsto della TARI, augurandoci di non subire oltre al danno pure la beffa di dover pagare per intero un servizio parziale e di essere sanzionati dalla Regione per la modesta percentuale di raccolta differenziata raggiunta.

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TARI, M5S di Sciacca: “L’Amministrazione come intende procedere con i rimborsi?”

I Consiglieri comunali del M5S di Sciacca, Teresa Bilello e Alessandro Curreri, hanno presentato ieri, 20 novembre, un’interrogazione a risposta orale, in merito alle modalità di rideterminazione della TARI, alla restituzione della quota variabile sulle pertinenze non dovuta e alle azioni in ambito di recupero delle entrate.

Recentemente, su interrogazione presentata dal parlamentare nazionale del M5S Giuseppe L’Abbate, il sottosegretario all’Economica Pier Paolo Baretta ha infatti chiarito che le pertinenze di un immobile vanno escluse dal computo della quota variabile della TARI, a differenza di quanto invece computato da diversi Comuni, ivi compreso quello di Sciacca. Inoltre è stata pubblicata sempre ieri una circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze secondo la quale è “corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell’utenza domestica”, dando praticamente il via libera alle domande di rimborso a partire dal 2014.

Alla luce di quanto sopra, i Consiglieri del M5S chiedono come si intenda procedere nella rideterminazione degli importi della TARI, sia per gli esercizi finanziari trascorsi che per quelli futuri, e, al contempo, quali siano le modalità di restituzione ai cittadini delle quote erroneamente riscosse.

Sia in caso di rimborso o di decurtazione dai futuri versamenti, al fine di evitare sofferenze delle casse comunali ed eventuali aumenti della TARI, i Consiglieri del M5S chiedono se si voglia dare priorità al recupero delle somme evase, dando accesso, alla specifica task force istituita, alle banche dati comunali (anagrafe residenti, tributi) e a quelle esterne (utenti servizio elettrico, banca dati affitti, catasto, etc.) mediante opportuna convenzione con gli enti preposti.

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Scopri se hai pagato più del dovuto la tassa sui rifiuti (TARI)

di Giuseppe L’Abbate, portavoce MoVimento 5 Stelle alla Camera

Ad ottobre 2016 ho presentato una interrogazione parlamentare per sollevare il problema dell’errato calcolo della “quota variabile” della Tari, la tassa sui rifiuti. La Tari, infatti, si compone di due quote: una fissa, in funzione dei metri quadri degli immobili, e una variabile che dovrebbe cambiare in funzione del quantitativo reale di rifiuti prodotto ma che, in mancanza di strumentazioni adeguate, i Comuni calcolano in rapporto ai componenti dell’utenza.

Quel che è accaduto è che, per quanto concerne le pertinenze (ovvero i garage, i box, le cantine, le mansarde, le soffitte, etc..), tanti Comuni hanno inserito nel conteggio anche la quota variabile per ognuna di esse: quindi una famiglia composta da 4 persone diveniva magicamente di 5 se possedeva un box, di 6 se deteneva anche una cantina, di 7 se vi era anche una soffitta nella propria utenza domestica. Basta un esempio, preso da una bolletta di un contribuente a far comprendere la portata dei possibili rimborsi: circa 70 euro l’anno pagati ingiustamente dal 2014, in pratica quasi 300 euro totali! Un errore sollevato anche da Il Sole 24 ORE ma che ha avuto un chiarimento solamente dopo la risposta alla mia interrogazione data dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.

Per verificare se nel tuo Comune la Tari è stata calcolata in maniera errata ti basterà, pertanto, prendere una bolletta della tassa rifiuti e controllare se oltre all’utenza “domestica” principale sono presenti altre voci “domestica – accessorio” e se è presente il valore “tariffa variabile”. Qualunque cifra riportata è, dunque, ILLEGITTIMA.

Per fare ricorso, sarà sufficiente protocollare o inviare per raccomandata a/r, al Comune che ti ha richiesto il pagamento in eccesso in questi anni, un modulo con la copia delle bollette pagate ingiustamente. Trascorsi 90 giorni, se non si è ottenuta risposta o se è stato esplicitato un diniego, puoi fare ricorso alla Commissione tributaria locale.

Qui trovi il MODULO FAC-SIMILE da presentare al tuo Comune. Se non ci riesci, inviami la tua bolletta in privato e ti risponderò appena possibile!

Intanto, per trovare tutti i materiali e fare i dovuti approfondimenti leggi qui:
Per la Tari i cittadini pagano più del dovuto
Il Governo boccia i Comuni sul calcolo della Tari
L’errato calcolo della Tari
Scopri quanto hai pagato in più di Tari

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#Sicilia: impianti di compostaggio rifiuti non realizzati e 90 milioni spariti – #SceglieteilFuturo #CancelleriPresidente #M5S

Di Vilma Moronese, Vincenzo Maurizio Santangelo

In Sicilia la raccolta differenziata finisce pari pari in discarica, questo è quello che abbiamo verificato facendo un sopralluogo alla discarica di Trapani che raccoglie i rifiuti di 21 comuni, compresa la parte umida. Mancano gli impianti di compostaggio e le discariche sono sature. Nella regione vi è solo il 12,6 % di raccolta differenziata e cioè al di sotto dell’obiettivo di legge del 15% previsto come target da raggiungere nel 1999, come si evince dal rapporto ISPRA 2016. Si contano inoltre solo 15 impianti di compostaggio, in cui la quantità totale autorizzata di rifiuti è di 293.007 tonnellate, ma i rifiuti trattati sono poco più della metà. Attualmente gli impianti di compostaggio attivi sarebbero solo 8.

Come si è arrivati a questa situazione drammatica? Per il superamento dell’emergenza rifiuti nella Regione il governo ha nominato nel 2010 un commissario delegato che era l’allora presidente Raffaele Lombardo. Con una delibera CIPE furono stanziati 200 mln di euro a valere sui fondi FAS 2007-2013. L’obiettivo da raggiungere era il 35% di raccolta differenziata entro il 2011. Obiettivo che non è stato raggiunto.

Ma non finisce qui: dal programma di Lombardo emerge che furono destinati oltre 90 mln di euro all’incremento del sistema impiantistico della frazione organica dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata. Di quei 90 mln in particolare 37 milioni di euro dovevano essere impegnati per impianti a breve termine da realizzare e completare entro il 31 dicembre 2012. E circa 58 milioni per impianti a medio termine da fare entro il 31 dicembre 2013. Ad oggi, nulla di tutto questo ci risulta essere stato compiuto, e pertanto abbiamo presentato una interrogazione parlamentare a firma dei portavoce in Senato Vilma Moronese e Vincenzo Santangelo rivolta al ministro Galletti con la richiesta di intervenire e di farci sapere se, e come, siano stati spesi questi 90 milioni di soldi pubblici.

Vogliamo vederci chiaro su tutta la gestione dei rifiuti in Sicilia, anche dopo questa ispezione accompagnati dalla portavoce all’Ars Valentina Palmeri. Già nel 2015 abbiamo interrogato la Regione per sapere che fine avessero fatto i fondi CIPE stanziati, senza ottenere risposta, adesso presentiamo in Senato una interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente. Nel frattempo sull’incapacità della regione nella gestione dell’emergenza rifiuti è intervenuta anche l’ANAC con una delibera del 2016.

Diciamo basta a questo scellerato modo di fare, basato solo sul conferimento in discarica. Il MoVimento 5 stelle vuole riciclare tutto, e lo faremo senza inceneritori se riusciremo a vincere le prossime elezioni in Sicilia. È necessario cambiare subito tutto. Monitoreremo la situazione siciliana, perché il rischio che si corre è che possa arrivare una nuova infrazione europea per la disastrosa gestione del ciclo dei rifiuti, così come è successo già per la Regione Campania. Se accadrà a causa dei partiti, e della mala gestione di chi ha governato per anni la regione, i cittadini si ritroveranno doppiamente puniti: dal punto di vista ambientale, e da quello economico.

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#M5S, Angelo Parisi assessore designato ai Rifiuti. L’ingegnere convinto sostenitore delle rinnovabili #SceglieteilFuturo #CancelleriPresidente #Sicilia

Il quinto nome della giunta pentastellata, in caso di vittoria di Cancelleri, è quello di un 45enne ingegnere ambientale, che cinque anni fa si è avvicinato al Movimento. Consulente della deputata regionale Angela Foti, ha contribuito a redigere il programma dei pentastellati in un settore in cui promettono una rivoluzione.

Di SALVO CATALANO

È Angelo Parisi l’assessore designato del Movimento cinque stelle ai Rifiuti. Ingegnere ambientale di Leonforte e laureato all’Università di Catania, il 45enne tecnico poco mediatico è la figura che Giancarlo Cancelleri ha scelto per guidare uno dei dipartimenti più delicati e su cui i pentastellati annunciano una rivoluzione, nel caso di vittoria. Il candidato alla presidenza ha approfittato ieri delle tappe in provincia di Enna, a Troina Piazza Armerina, per annunciare la nomina dell’ingegnere di Leonforte.

«Bisogna smetterla di considerare i rifiuti un problema – sono le prime parole di Parisi dopo la nomina – questi devono diventare quello che sono: una risorsa da sfruttare anche per creare nuovi posti di lavoro. E le discariche lentamente devono essere dismesse, fino a sparire completamente entro il 2050. I rifiuti devono assumere un percorso circolare che li porti ad essere riutilizzati. Il recupero della materie come i metalli e le plastiche non solo porterà a minore occupazione di spazi nelle discariche che vanno inesorabilmente verso l’esaurimento, ma potranno essere fonte di guadagno e occupazione. Come la raccolta porta a porta, che va incentivata al massimo».

Parisi si è avvicinato al Movimento già cinque anni fa e ha avuto modo di collaborare sia alla stesura del programma di Cancelleri che a numerose iniziative in giro per la Sicilia. Fa parte del comitato Cetri, il Circolo Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale, un’associazione nata nel 2010 composta da cittadini ed esperti in vari settori delle scienze economiche, tecniche e sociali «che condividono – si legge sul sito – la visione di un nuovo modello energetico distribuito, interattivo e democratico come proposto da Jeremy Rifkin nelle sue varie opere, riassunte ed organicamente organizzate nel suo ultimo libro La Terza Rivoluzione Industriale». All’interno del Cetri spende in particolare le sue qualifiche di progettista di impianti fotovoltaici ed esperto di modelli economici innovativi per le Fonti di energie rinnovabili.

Proprio per queste sue specificità, nel 2016 è stato consulente a pagamento della deputata regionale Angela Foti. In quell’occasione, insieme ad altri professionisti, ha contribuito a redigere il documento Sicilia post carbon, che sintetizza le linee programmatiche del Movimento in tema di energia e rinnovabili. «C’è stata sin da subito una perfetta coincidenza dei nostri principi ispiratori – spiega Foti – in particolare condividiamo l’approccio per cui l’energia è un diritto democratico naturale, così come lo sono l’acqua e il cibo». Parisi ha anche collaborato, durante la campagna elettorale di Ugo Forello per le Amministrative di Palermo, al piano energetico per il capoluogo.

L’ingegnere è il quinto assessore designato da Cancelleri, segue al ragioniere comisano Salvo Corallo, alle Infrastrutture; all’avvocato Giampiero Trizzino all’Ambiente, all’agronoma Federica Argentatiall’Agricoltura e all’informatico, ex sindaco di Licata, Angelo Cambiano agli Enti locali. 

Fonte: meridionews.it

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Il vuoto a rendere è legge grazie al MoVimento 5 Stelle

di MoVimento 5 Stelle

Dopo 4 anni e decine e decine di tentativi, finalmente ci siamo. Oggi diventa operativa una misura per ora sperimentale voluta, strappata coi denti ed ottenuta dal MoVimento 5 Stelle: il vuoto a rendere. Il governo ha deciso di attuarla nella versione più blanda possibile, ma non ci scoraggiamo. Faremo di tutto affinchè questa sperimentazione sia un successo. Ma abbiamo bisogno di tutti voi, dei cittadini, degli attivisti, di tutti i portavoce e dei nostri sindaci.

Tutto nasce da una proposta di legge a prima firma Stefano Vignaroli, poi diventata un emendamento nel Collegato ambientale. Infine, dopo due anni e numerosi pressing, il ministro Galletti ha firmato il regolamento. Il vuoto a rendere approvato non riguarderà direttamente il consumatore finale, che non dovrà fare nulla, né pagare alcuna cauzione.

Il sistema prevede in via sperimentale per la durata di un anno e su base volontaria del singolo esercente una cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo, dunque riguarda il “consumo fuori casa”. Qualcuno rimarrà deluso, ma ricordiamo che, a differenza di decenni fa, il consumo fuori casa (bar, alberghi o ristoranti) oggi ha un grosso fatturatoed è sempre in continuo aumento. E di conseguenza lo spreco ambientale di bottiglie di birra e acqua è davvero rilevante.

Ad aderire alla sperimentazione dovrà essere dunque l’esercente che dovrà pagar la cauzione iniziale ai produttori di acqua e birra e rendere indietro al produttore (attraverso il distributore) l’imballaggio utilizzato dal cliente che consuma nella propria attività commerciale. Il cliente avrà la garanzia che, consumando dall’esercente che aderisce all’iniziativa, quell’ imballaggio tornerà al produttore per essere riutilizzato. Gli esercizi commerciali aderenti al sistema “vuoto a rendere” saranno riconoscibili dal cliente attraverso un logo esposto che lo stesso Ministero fornirà. Vogliamo sottolineare l’importanza della parola “riutilizzo”. A differenza delle tanto citate e sognate macchinette nei supermercati, che sono finalizzate solamente al riciclo qui si sta parlando di riutilizzo, gerarchicamente più importante e virtuoso del riciclo.

Sia ben chiaro non ci stiamo inventando nulla e qualche produttore, come ad esempio la Peroni, già lo effettua questo tipo di vuoto a rendere, ma in quantità e modalità molto limitate. Questa sperimentazione punta a renderlo sistematico e poi estenderlo ad altre bevande. Per quanto riguarda il materiale dell’imballaggio, la legge non lo limita al vetro, ma essendo finalizzato al riutilizzo, attualmente solo il vetro è pronto a garantirlo.

Il vero difetto di questa legge è che il Governo non si è degnato di riconoscere alcun incentivo per invogliare gli esercenti ad aderire. L’esercente dovrebbe pagare dunque una cauzione, compilare dei moduli e trattenere i vuoti in attesa del distributore, senza nemmeno avere uno sconto TARI o di altro tipo. Sarebbe questa la misura ideale per incentivare gli esercenti: dover gestire e ritirare una tonnellata in meno di vetro fa risparmiare soldi al comune. Perché non dividere questo risparmio con l’esercente e con il distributore, terminali di questo processo virtuoso?

I sindaci 5 Stelle quindi, ecco cosa possono fare. Ma una parte importante è riservata anche ai nostri attivisti e portavoce in consiglio comunale: infatti alleghiamo qui uno schema di ordine del giorno oppure di mozione (in modo tale che possa essere presa in considerazione anche dai consiglieri M5s che sono all’opposizione) per la sperimentazione del sistema del vuoto a rendere.

Anche se la sperimentazione del vuoto a rendere durerà un anno che andrà dal 7 febbraio 2018 per concludersi il 6 febbraio 2019, occorre quindi fare in fretta in quanto l’adesione alla sperimentazione sarà monitorata. Dunque, affinché sia un successo bisogna fare in modo che gli esercenti aderiscano fin da subito.

Il nostro impegno continuerà per far sì che la sperimentazione possa essere un successo!

Fonte: www.ilblogdellestelle.it

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Il M5S di Sciacca ha presentato una mozione di indirizzo sul vuoto a rendere

Nella città di Sciacca assistiamo al perdurare dell’emergenza rifiuti, aggravata da una raccolta differenziata che stenta a decollare e da una serie di atteggiamenti incivili che deturpano il decoro della nostra città, con l’abbandono sistematico di bottiglie e rifiuti dinanzi alle stesse attività commerciali che somministrano cibo e bevande.

Il M5S ha tratto spunto dalla sperimentazione varata dal Ministero dell’Ambiente con apposito regolamento adottato il 3 Luglio del 2017 (decreto n. 142) che prevede, in via sperimentale, per gli esercizi commerciali e i distributori l’istituto del vuoto a rendere, pratica ambientale utilissima per ridurre a zero i rifiuti derivanti dall’utilizzo di imballaggi, lattine, bottiglie etc..

Poiché il regolamento ministeriale non prevede alcuna forma di agevolazione per le attività commerciali che parteciperanno alla sperimentazione, al fine di favorire le adesioni alla filiera del sistema del vuoto a rendere e diffondere la cultura del riutilizzo secondo la strategia “Rifiuti Zero” per cui ci battiamo da anni, il M5S intende impegnare l’Amministrazione di Sciacca a varare una serie di incentivi economici per tutti gli esercenti che aderiranno all’iniziativa.

Riteniamo che alcune agevolazioni, come ad esempio la riduzione di TARI o COSAP per servizi all’esterno, possano aiutare a diffondere la cultura del riciclo e del riutilizzo aiutando la formazione di una nuova coscienza ambientale nella città di Sciacca e contribuendo a risolvere in maniera definitiva la disastrosa gestione dei rifiuti.

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ARO, molto cARO e poco chiARO

Mentre l’emergenza rifiuti grava come un pesante macigno sulla nostra città, in un’estate calda, afosa, nel pieno dell’alta stagione, con le vie del centro che pullulano di visitatori e turisti, con un’amministrazione che affannosamente cerca risposte e soluzioni all’esterno, ovvero da un governo regionale PD che pur ha un grosso margine di responsabilità nella vicenda rifiuti, c’è una grande e sconcertante verità di cui nessuno parla e che i cittadini devono sapere: non è stato stipulato alcun contratto tra il Comune di Sciacca e l’impresa aggiudicataria del servizio ARO.

Ebbene sì, la città deve sapere che, pur essendo trascorsi ben oltre sei mesi dall’aggiudicazione definitiva del servizio ARO all’ATI – SEA Servizi Ecologici Ambientali Srl e Bono SLP Srl (Determinazione dirigenziale N. 08 Del 09/01/ 2017 del 3° SETTORE UFFICIO ECOLOGIA URBANA), ad oggi non c’è alcuna traccia della stipula del contratto. Eppure si tratta di un appalto della “modica” cifra di 24.529.671,03€ che impegna il Comune di Sciacca e quindi i suoi cittadini a versare quasi 3.5 milioni di euro all’anno per sette anni. Si tratta dei denari di onesti cittadini saccensi che non possono essere tenuti all’oscuro di ciò che accade e per quale servizio stanno pagando, considerati gli innumerevoli disagi e disservizi cui abbiamo assistito negli ultimi mesi.

E’ legittimo allora chiedersi:

  • perché tenere i cittadini all’oscuro di questa sconcertante verità, cosa è successo?
  • perché, nonostante siano abbondantemente scaduti i tempi previsti dalla legge, il contratto non è stato ancora firmato?

Secondo quanto appreso dall’esame della documentazione agli atti e direttamente dagli uffici comunali, non potendo, per motivi ancora ignoti alla città, procedere con la firma del contratto, il Comune ha voluto scongiurare il pericolo di un’emergenza sanitaria affidando a maggio alla stessa ditta aggiudicataria dell’appalto (Determinazione dirigenziale N. 189 Del 04/05/ 2017del 3° SETTORE UFFICIO ECOLOGIA URBANA), in via d’urgenza, il servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani differenziati e indifferenziati compresi quelli assimilati e altri servizi di igiene pubblica nel territorio del Comune di Sciacca.

Ci chiediamo allora:

  • perché la precedente amministrazione non ha provveduto nel maggio 2017 direttamente, e come previsto dalla legge, alla stipula del contratto invece di ricorrere ad un affidamento in via d’urgenza?
  • quali sono i servizi che la ditta con l’affidamento in via d’urgenza è tenuta ad erogare tra quelli proposti nell’offerta tecnica e previsti nel Capitolato Speciale d’Appalto?
  • in mancanza del contratto, com’è garantito oggi il servizio alla città e chi vigila sulla sua corretta applicazione?
  • e soprattutto, quale prezzo stanno pagando i cittadini saccensi?

Altra cosa che alla maggior parte dei cittadini sarà sfuggito o avranno dimenticato è che il Comitato civico per la trasparenza dei costi per la raccolta dei rifiuti ha presentato nei confronti del Comune un ricorso di merito, ancora pendente al TAR, per l’annullamento della delibera del 15 marzo 2016 con la quale il Consiglio comunale approvava il Piano ARO evidenziando numerose e palesi contraddittorietà, illogicità e incoerenze al suo interno. Tali criticità, e possibilmente altre ancora, furono rilevate dagli stessi 13 consiglieri dell’ex minoranza, tra cui diversi presenti ancora nell’attuale amministrazione, che votarono contro quella delibera nel consiglio del 15 marzo 2016.

In questa vicenda il Movimento 5 Stelle reclama assoluta trasparenza e chiede all’attuale Amministrazione, ora che la minoranza è diventata maggioranza, un immediato chiarimento dei dubbi e delle contraddizioni legate al corretto avvio del servizio, nonché la risoluzione delle criticità evidenziate per il bene della città e dei suoi cittadini.

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​TARI 2017 – La ricetta di Ignazio Bivona: patata bollente per la prossima Amministrazione e cavoli amari per i Cittadini

​Leggendo i verbali della II Commissione consiliare del Comune di Sciacca, pubblicati in questi giorni, sorgono spontanee un paio di domande. I costi relativi alla pulizia delle spiagge e ai lavori di scerbatura saranno sostenuti con la Tari? Chiederselo è lecito considerando il fatto che due dirigenti comunali hanno opinioni differenti sull’argomento. Il dott. Rapisardi afferma infatti che tali costi non saranno parte integrante della tariffa poiché saranno coperti da risorse legate al Bilancio, il dott. Carlino sostiene invece che gli stessi, essendo parte del piano finanziario dell’Aro, sono imputabili alla Tari. Chi dei due avrà ragione?

Chiediamo agli organi di informazione di far luce sull’argomento, dirimendo la confusione regnante tra gli uffici e interpellando l’Assessore al ramo. La questione è infatti fondamentale per poter capire fin da subito quale potrà essere l’effettivo costo del servizio che noi Cittadini dovremo pagare.

Ciò che appare certo, sempre dai verbali della seconda commissione e dagli interventi dell’assessore Ignazio Bivona, è che la Tari dovrà aumentare per effetto dei maggiori costi sostenuti per l’emergenza rifiuti (circa 700 mila euro) e in conseguenza del DL78/2015, il quale impone di calcolare tra le componenti di costo della tassa sui rifiuti anche “gli eventuali mancati ricavi relativi a crediti risultati inesigibili”. Il famoso 40% di mancato incasso sarà dunque coperto da un innalzamento della tariffa. Ci sarà quindi un 60% di Saccensi che pagherà la Tari due volte?

Vorremmo capire qualcosa in più circa la ricetta di questo “minestrone indigesto” preparato dall’assessore Bivona, così come vorremmo comprendere perché quando viene intervistato in TV non dice ai suoi concittadini come stanno esattamente le cose. Forse l’Assessore è cosciente che la patata bollente passerà alla prossima Amministrazione ma correttezza e trasparenza impongono che i cittadini sappiano adesso perché i cavoli amari saranno tutti per loro.

Assemblea M5S Sciacca

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Il piano rifiuti di Crocetta è illegittimo, lo dice l’Unione europea, il M5S e Legambiente presentano ricorso al TAR contro l’ordinanza regionale 5/rif

“Crocetta avvelenerà i siciliani con la scusa dell’emergenza. Il suo piano rifiuti risulta illegittimo, a dirlo è proprio l’Unione europea da noi interpellata”. Così il deputato del Movimento 5 Stelle, ex presidente della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino. Il ricorso presentato ieri al TAR dal M5S, congiuntamente a Legambiente, evidenzia le illegittimità dell’Ordinanza 5/rif e le violazione delle normativa vigente delle disposizioni in essa contenuta.

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“Sono palesi – afferma Trizzino – le violazioni delle norme che disciplinano il potere di emanare le ordinanze contingibili ed urgenti (come la 5Rif) da parte del presidente della Regione. Si rilevano, ancora, le pericolose violazioni in materia di Valutazione ambientale strategica (VAS), laddove l’ordinanza dispone deroghe al procedimento di formazione del piano regionale rifiuti, che soggiace a precise norme non solo nazionale ma soprattutto di rango europeo. Norme, queste ultime, che non possono essere aggirate o derogate mediante l’utilizzo di una mera ordinanza”.

“Si è evidenziato, – continua il parlamentare Cinquestelle – come vengono disposti interventi correttivi in materia di imposte sui rifiuti di competenza esclusiva dello stato e che esulano dai limiti imposti dall’art. 3bis del Testo unico ambientale all’uso delle ordinanze contigibili ed urgenti”.

“Le disposizioni impugnate e presenti nell’ordinanza 5Rif, dunque, operano al di fuori di quel sistema di garanzie e limitazioni in cui si vede correttamente esercitato il cosiddetto ‘potere derogatorio’, ex art. 191 D.lgs. 152/2006 e su cui si sarebbero dovute fondare le scelte operate dal Governo regionale”.

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