Agorà a 5 stelle a Sciacca – Piazzale delle Terme, domenica 21 maggio, ore 10:00

Agorà a 5 stelle domenica prossima a Sciacca. Si svolgerà nel piazzale delle Terme alle ore 10:00. Saranno presenti i portavoce all’ARS del M5S Francesco Cappello, componente della Commissione VI “Servizi Sociali e Sanitari”, Salvatore Siragusa, componente della Commissione III “Attività Produttive” e Matteo Mangiacavallo, componente Commissione I “Affari Istituzionali”. Parteciperanno anche il candidato a sindaco di Sciacca del M5S, Domenico Mistretta, e i candidati al Consiglio comunale per le elezioni amministrative del prossimo 11 giugno, nonche’ gli assessori designati. Si parlerà di ospedale e sanità, di terme e acqua pubblica e di legge elettorale. Sarà pure l’occasione per esporre alcune delle idee dei nostri candidati sul futuro di Sciacca. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.

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Registri tumori in Sicilia allo sbaraglio, alcuni mai partiti. Mangiacavallo (M5S): “Ritardo inaccettabile, sono già passati tre anni nel silenzio”

sanità

“I registri tumori in Sicilia che fine hanno fatto?”. Lo chiede il deputato del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo che ha presentato ben sei atti parlamentari negli ultimi tre anni, ottenendo in risposta solo “lunghi silenzi”. Scatta così l’ennesima denuncia sulla mancata promulgazione del registro tumori di Agrigento e sulle anomalie e malfunzionamenti della maggior parte dei registri in Sicilia. Adesso il parlamentare Cinquestelle presenta una formale richiesta di chiarimenti al Dipartimento di prevenzione della salute e chiede di conoscere lo stato di avanzamento dei lavori, la raccolta e l’analisi dei dati e le relative tempistiche per la pubblicazione degli stessi.

“Il ritardo è divenuto inaccettabile, – afferma Mangiacavallo – i siciliani hanno percezione di un aumento vertiginoso dei casi di tumore legati a fattori ambientali ma, al momento, lo strumento che potrebbe dare queste risposte, il registro tumori appunto, resta fermo al palo”.

Il M5S, in contatto con il comitato “Registro dei tumori subito” e con l’avvocato Silvia Sazio impegnata da anni nella stessa causa, si è già attivato a diversi livelli. Oltre agli atti parlamentari presentati a Palazzo dei Normanni, infatti, anche il gruppo di attivisti di Racalmuto ha avanzato un’istanza all’Asp di Trapani per sollecitare il funzionamento del registro. La stessa istanza sarà presentata da tutti i meetup dell’Agrigentino. “Faremo sentire forte la pressione su chi appare del tutto disinteressato, – conclude il deputato – e a tutti coloro che hanno ritenuto ingiustamente che questo fosse un argomento secondario”.

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Mangiacavallo (M5S): “Fermata la distruzione delle sacche di sangue cordonale all’ospedale di Sciacca”

Dopo la chiusura delle sale operatorie del reparto di emodinamica, ieri il deputato Cinquestelle ha incontrato l’assessore Gucciardi che ha promesso una visita a breve nel nosocomio saccense.

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Un reparto di emodinamica senza sale operatorie, una carenza di personale praticamente atavica, e numerose sacche di sangue cordonale distrutte; queste, e altre, le problematiche vissute all’interno dell’ospedale di Sciacca, al centro dei riflettori proprio in questi giorni. Ieri il deputato del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo ha incontrato l’assessore alla Salute Gucciardi, elencando i numerosi disservizi; “mi ha assicurato – afferma Mangiacavallo –  che dopo l’approvazione delle piante organiche, in programma per la fine di questo mese, fatto che dovrebbe risolvere parte dei problemi che riguardano la gestione del personale, verrà a Sciacca per verificare le altre questioni denunciate in merito al nosocomio seccense”.

Intanto, durante l’incontro con il parlamentare Cinquestelle, l’assessore Gucciardi, preso atto e condividendo la gravità della situazione, ha già intimato al direttore generale Ficarra di bloccare la distruzione delle sacche di sangue cordonale, in attesa di capire meglio quello quanto sta accadendo. “In questi mesi, – denuncia Mangiacavallo – si è consumato, nel silenzio più assoluto, un fatto molto grave. Per ordini “che arrivano dall’alto”, si è proceduto alla distruzione di quelle famose sacche che, ricorderete, erano state al centro di una polemica quando l’assessore regionale alla Salute era Lucia Borsellino. Quelle sacche di sangue, donato da donne provenienti da ogni dove, non potevano essere utilizzate per fini medici”.

“Adesso però, – sostiene Mangiacavallo – dopo aver approvato una legge regionale in Ars che regolamenta le bio-banche di ricerca, e tra esse quella di Sciacca, le sacche di sangue possono essere utilizzate per fini sperimentali. Ecco il paradosso, la Bio-Banca di Sciacca ottiene l’accreditamento e viene riconosciuta, adesso più che mai a livello internazionale, eppure si continuava ad ordinare la distruzione delle sacche”. Le motivazioni che avrebbero portato allo stato dell’arte, a quanto pare, sarebbero riconducibili alla spesa affrontata dall’Asp per la conservazione delle sacche. “Una motivazione ridicola – conclude il deputato – rispetto all’importanza che riveste la Bio-Banca del sangue cordonale di Sciacca, adesso in particolar modo, in termini di ricerca scientifica, oltre che terapeutici. Vigileremo per essere certi che Ficarra blocchi questo scempio, così come chiesto dallo stesso assessore, e presenteremo atti parlamentari affinché la procedura non venga mai più ripetuta”.

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Esito dell’incontro tra il nuovo direttore dell’ASP di Agrigento e Matteo Mangiacavallo (M5S)

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“E’ durata circa un’ora la mia conversazione nonché visita istituzionale al nuovo direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Agrigento, dott. Salvatore Lucio Ficarra.

Dopo i saluti e gli auguri per il nuovo incarico ho voluto farmi portavoce delle istanze dei numerosi cittadini saccensi e con essi le associazioni, i comitati civici e i rappresentanti della politica locale che in queste ultime settimane, visto l’aggravarsi della situazione in essere, si stanno mobilitando, stanno protestando e stanno sottoscrivendo la petizione popolare per impedire che l’Ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca possa subire un depotenziamento o, addirittura, rischiare la soppressione. Appare chiaro che la struttura ospedaliera saccense si trova a fronteggiare una situazione senza precedenti: mancanza di anestesisti, di personale medico in genere, con reparti che chiudono o che non si potenziano. La gente che sta manifestando lo fa per tutelare il proprio diritto alla salute e occorre dimostrare alle comunità locali che non vi è alcuna intenzione di emarginare la struttura ospedaliera saccense. Sono queste le risposte che ho chiesto al direttore nella mia premessa.

Il dott. Ficarra mi ha immediatamente rappresentato che non sussiste alcun rischio per l’ospedale di Sciacca e che è suo interesse quello di smentire categoricamente ogni voce che paventi la chiusura o il ridimensionamento di quel presidio ospedaliero; voci che non fanno altro che generare un pericoloso, quanto inutile, allarme sociale.

Ho concordato con lui che chi cavalca a fini speculativi le problematiche del nosocomio saccense contribuisce esclusivamente a creare un danno di immagine.

Con questa mia nota, allora, colgo l’occasione per girare alla politica, che ruota attorno all’argomento, l’invito ad evitare squallide passerelle o interventi finalizzati ad acquisire esclusivamente visibilità. Occorre stringersi attorno ad una struttura, che rappresenta l’eccellenza per tutto l’hinterland e il suo bacino d’utenza evitando, giusto nel tentativo di evidenziare le problematiche che l’attanagliano, di farla apparire come inefficiente ed inadeguata. Esistono criticità che dovranno essere affrontate e risolte, soprattutto nell’immediato, ma l’Ospedale di Sciacca, il suo personale e i suoi medici rappresentano l’eccellenza di un sistema sanitario che stenta a funzionare.

Diverse sono state le questioni che ho voluto porre all’attenzione del nuovo direttore generale dell’ASP di Agrigento. Tra queste, in primis, quella relativa alla carenza di organico in determinate unità nevralgiche e in secondo luogo, ma non meno importanti, quelle legate alle vicende della Banca del Cordone ombelicale di Sciacca, all’attenzione, mi è stato rassicurato, dell’assessore regionale alla salute, e dell’apertura di un centro di riabilitazione ambulatoriale presso il Maugeri, argomento che il dott. Ficarra dovrà approfondire nei prossimi giorni, prima di poter procedere ulteriormente.

Sul fronte della carenza di personale non si può non tenere conto che le criticità dell’azienda saccense trovano origine nel decreto Balduzzi che, innestandosi in un sistema ospedaliero già compromesso dal mancato avvio delle procedure concorsuali del 2009, ha avuto un effetto dirompente sulla consistenza della pianta organica ospedaliera. Lo stesso decreto, infatti, stabilisce che le aziende sanitarie non possono procedere alla copertura di eventuali posti vacanti se prima non viene completato il procedimento di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale e non vengano riassorbiti eventuali esuberi accertati in esito alla suddetta procedura.

Com’è noto a tutti, benché sia in fase di definizione, il decreto relativo alla nuova rete ospedaliera regionale non è stato ancora emesso e pertanto appare impossibile procedere a nuove assunzioni prima della sua pubblicazione poiché sarebbe come cercare di riempire un contenitore di cui non si conosce la capienza.
In questo contesto critico, una circolare assessoriale datata 24 giugno 2014 ha prorogato i contratti a tempo determinato per ulteriori dodici mesi dando una, seppur flebile, boccata di ossigeno che non rappresenta certo la cura alla patologia del fenomeno ma di certo appare un primo passo verso la soluzione.

L’ASP di Agrigento, come riferitomi dal dott. Ficarra, nel frattempo, pubblicherà un bando per il reclutamento di “specializzandi” (comunque in procinto di conclusione del percorso di specializzazione) al fine da garantire la futura occupazione dei posti vacanti proprio perché uno dei maggiori problemi che si profilano all’orizzonte (ossia subito dopo la pubblicazione della rete ospedaliera) è proprio l’assenza di un numero di medici specializzati tali da consentire la copertura delle carenza di organico.

E’ stato un incontro che ho voluto affrontare con spirito collaborativo e che mi ha moderatamente rassicurato. Ho avuto coscienza di aver sicuramente interloquito con una persona preparata e determinata a cui, visti i pochi giorni dal suo insediamento, occorre dare il giusto tempo e la necessaria serenità per poter rendersi conto e agire conseguentemente. Mi aspetto, riponendo in lui fiducia massima, una pronta soluzione a tutte le problematiche rappresentate.”

Matteo Mangiacavallo (M5S)

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SRR AGRIGENTO: Un film già visto

Le diatribe politiche che hanno caratterizzato l’ultima assemblea della SRR “Agrigento Ovest” è, a nostro avviso, un “film già visto”, l’evidente dimostrazione di quanto la politica abbia prodotto in questi anni caratterizzati dal clientelismo e dall’inefficienza amministrativa e politica.

Mentre i partiti litigano per affidare la gestione dei rifiuti a questo o a quell’altro soggetto noi del Meetup Sciacca a 5 Stelle preferiamo evidenziare il malfunzionamento di un sistema che grava pesantemente sulle spalle dei cittadini che sono male informati e abbandonati a loro stessi, i quali hanno visto aumentare la Tarsu (tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) esponenzialmente in questi ultimi anni senza benefici aggiuntivi o un effettivo miglioramento del servizio.

Durante la settimana precedente al Carnevale abbiamo denunciato l’esistenza di una vera e propria “
terra dei fuochi” saccense sotto al viadotto all’uscita di Sciacca in direzione Palermo, abbiamo documentato la presenza di quintali di amianto sotto forma di serbatoi o elementi di copertura, gomme d’auto, elettrodomestici, sfabbricidi, contenitori in plastica per oli, e chissà quali altri rifiuti pericolosi per le colture (uliveti) nelle vicinanze e per gli utenti che vi transitano.

Ad oggi nulla è stato fatto in merito e nessuna risposta ci è giunta dall’Amministrazione Di Paola.
In aggiunta oggi denunciamo un’altra discarica abusiva, segnalataci dai titolari di un noto maneggio sito in località San Giorgio a Sciacca. A ridosso dell’ingresso del predetto maneggio sono riversati rifiuti di vario genere tra cui: frigoriferi, lavastoviglie, mobili, copertoni ed una grande quantità di onduline in eternit lesionate e sbriciolate e cisterne in eternit.

I titolari del maneggio ci fanno sapere che quella zona è spesso interessata dall’abbandono di rifiuti di vario genere che rimangono intere stagioni sotto le intemperie, impastandosi letteralmente col terreno circostante. Tale situazione di degrado ambientale è stata più volte segnalata alle autorità competenti senza avere mai una risposta.
Quanto scoperto configura gravissimi reati ambientali che, probabilmente, coinvolgono non soltanto singoli incivili cittadini, ma anche imprese dell’ultima ora, dedite allo smaltimento ‘fai da te’. Su tali circostanze auspichiamo che le autorità competenti possano fare luce.

Il Meetup Sciacca 5 stelle torna a chiedere all’Amministrazione Comunale di prendere immediati provvedimenti per il risanamento delle aree segnalate, contestualmente, di sporgere denuncia contro ignoti, presso le autorità competenti, per i gravi reati ambientali rilevabili, nella speranza che questa volta le nostre non siano parole al vento.

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La ‘terra dei fuochi’ di Sciacca

Anche la nostra ridente e spensierata cittadina ha la sua ‘Terra dei fuochi’. Non parliamo di un’area nascosta e irraggiungibile che possa sfuggire all’occhio ‘attento’ della nostra Amministrazione o alla SOGEIR (sono presenti alcuni cassonetti nelle vicinanze) bensì di un’intera trazzera, a pochi passi dal centro abitato, in cui rifiuti pericolosi di ogni genere giacciono alla luce del sole, sparsi lungo i bordi della carreggiata.

È bastato un semplice sopralluogo, sotto il viadotto all’uscita di Sciacca in direzione Palermo, per documentare la presenza di quintali di amianto sotto forma di serbatoi o elementi di copertura, gomme d’auto, elettrodomestici, sfabbricidi, contenitori in plastica per oli, e chissà quali altri rifiuti pericolosi per le colture (uliveti) nelle vicinanze e per le persone che vi transitano.

Quanto scoperto configura gravissimi reati ambientali che, probabilmente, coinvolgono non soltanto singoli privati, ma anche imprese dell’ultima ora, dedite allo smaltimento ‘fai da te’. Su tali circostanze auspichiamo che le autorità competenti possano fare luce.

Temiamo che quella scoperta sia soltanto una delle tante discariche abusive, nata dalla scarsa sensibilità ambientale che purtroppo ancora ci contraddistingue, e sfuggita al controllo di chi ha la responsabilità di tutelare il nostro territorio e la salute dei suoi abitanti.

Il Meetup Sciacca 5 stelle chiede all’Amministrazione Comunale di prendere immediati provvedimenti per il risanamento dell’area in questione e, contestualmente, di sporgere denuncia contro ignoti presso le autorità competenti per i gravi reati ambientali rilevabili.

Meetup Sciacca 5 stelle – M5S

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Muos, commissione al lavoro senza l’esperto della Regione. Zucchetti: “E’ una presa in giro”

I risultati sono già scritti. Diranno che la gente non corre pericoli”.

La commissione dell’Istituto superiore di Sanità  è una presa in giro. I risultati posso anticiparli fin d’ora: diranno che per la salute della popolazione non c’è il minimo rischio”.

Massimo Zucchetti, il docente del Politecnico di Torino, esperto di protezione dalle radiazioni  che era stato chiamato  dalla Regione e dal presidente della commissione Ambiente dell’Ars a far parte della commissione che valuterà gli effetti nocivi del Muos sulla salute dei cittadini, invita  tenere altissima la guardia sulle analisi, per le quali si starebbe già lavorando “senza nessuna trasparenza”  e senza la sua collaborazione.

Ho saputo che la Commissione dell’Istituto Superiore della Sanità si è già riunita, ma nessuno me ne ha dato comunicazione, sebbene avrei dovuto farne parte. I componenti sono  esperti del solo Istituto superiore di Sanità, notoriamente negazionisti al massimo livello sugli effetti dei campi elettromagnetici. Li abbiamo sempre avuti contro nei lavori che abbiamo fatto in passato e non c’è alcun dubbio che  i risultati a cui arriveranno sono scontatissimi, al punto che mi sento di anticiparli:  allo stato dell’arte non risulta in letteratura alcuna prova di correlazione dimostrabile fra campi elettromagnetici ed effetti sulla salute. Quindi non vi è il minimo rischio per la popolazione”.

Per correre ai ripari  Zucchetti e il presidente della commissione Ambiente dell’Ars, il deputato del Movimento Cinque Stelle Giampiero Trizzino, hanno  studiato la contromossa: una contro-commissione con esperti di primissimo livello che produrrà una propria  relazione da opporre a quella ufficiale fornita dall’istituto superiore di Sanità.

Da Roma  – afferma Trizzino – si sono impegnati  a bloccare i lavori se i risultati delle analisi della loro Commissione saranno anche minimamente negativi. E’ ovvio che a questo punto non possiamo più fidarci e che per noi faranno fede soltanto i risultati della relazione che produrrà la nostra contro-commissione”.

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I dodici tir affondati (e dimenticati) al largo di Capo Zafferano

Affondati 4 mesi fa, il M5S lancia un appello alla Regione per recuperarli. Una potenziale bomba ecologica ad una ventina di chilometri dalla costa palermitana.

Da quasi quattro mesi 12 tir giacciono dimenticati al largo di Capo Zafferano, a circa a due miglia nord est, dove si trovano in seguito a quanto accaduto il 9 dicembre scorso, quando un traghetto – partito da Livorno alla volta del capoluogo siciliano – appartenente all’azienda “Grimaldi” e denominato “Euro Cargo Cagliari”, trovatosi in balia della burrasca riversò in mare una dozzina di autoarticolati e di rimorchi.

I tir, due dei quali contenevano generi alimentari e pacchi di varia natura, mentre uno era vuoto, si trovano ancora lì, in un tratto di mare con una profondità di 500 metri: ma adesso, quando sono trascorsi più di 100 giorni, qualcosa si muove e la vicenda torna finalmente d’attualità tra i banchi della politica. A riportarla alla ribalta è Salvatore Siragusa, deputato del Movimento 5 Stelle, che lancia un appello alla Regione: “Si recuperino al più presto i tir affondati al largo di Capo Zafferano”, ha sottolineato l’esponente M5S chiedendo alla giunta Crocetta, di trovare un modo per disinnescare “una grande, potenziale, bomba ecologica”.

“Studieremo – ha detto Siragusa – un atto politico che impegni il Governo a muoversi per risolvere il problema che, oltre a compromettere l’ambiente, rischia di penalizzare particolarmente i pescatori del luogo, che già in qualche caso hanno visto danneggiate le loro attrezzature dai mezzi adagiati sul fondo”.
In attesa di risposte concrete da Palazzo d’Orleans Siragusa, assieme ad un altro collega del Movimento 5 Stelle, Matteo Mangiacavallo, ha sollevato il problema dei tir nel corso di un incontro all’Ars con una delegazione di pescatori di Porticello. Nell’occasione, sono stati anche affrontati le difficoltà che da tempo sta attraversando la categoria.

Fonte: Italpress – Corriere del Mezzogiorno

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MUOS, firmato dalla Regione il documento di revoca delle autorizzazioni

Trizzino: “E’ il coronamento di una lunga lotta”. Cancelleri: “Felici ma aspettiamo di vederlo”.

La più bella sorpresa dentro l’uovo di Pasqua per gli abitanti di Niscemi e per il Movimento 5 Stelle arriva dall’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente. L’assessore  Mariella Lo Bello ha firmato il provvedimento di revoca delle autorizzazioni per la realizzazione dell’impianto satellitare americano del MUOS.

Esulta il Movimento, anche se la guardia rimane sempre altissima.

Siamo contenti – afferma il capogruppo M5S all’ARS Giancarlo Cancelleri – ma lo saremo ancora di più quando vedremo con i nostri occhi il documento firmato”.

Soddisfattissimo dell’epilogo della vicenda il Presidente della Commissione Ambiente all’ARS, Giampero Trizzino, che della questione MUOS, assieme ai deputati del Movimento, ha fatto uno dei capisaldi della lotta dentro e fuori Palazzo dei Normanni.

Va dato atto al presidente Crocetta – dice Trizzino – del grandissimo coraggio dimostrato con un atto così impegnativo che noi del Movimento, assieme ai comitati, abbiamo inseguito con feroce determinazione. Ora tutte le opere all’interno della base americana diventano illegittime e pertanto non possono proseguire. Siamo comunque certi che il Presidente della Regione si adopererà perché questo provvedimento venga fatto rispettare”.

Adesso – prosegue  Trizzino – l’attenzione va rivolta alla Commissione che dovrà studiare i dati dell’impianto esistente”.

La firma del documento di revoca è l’ultimo atto di una battaglia nella quale il Movimento Cinque Stelle non si è certo risparmiato. Per fermare l’installazione delle parabole USA, infatti,  Trizzino ha portato in trasferta a Niscemi i lavori della Commissione Ambiente e per tre volte i deputati del Movimento hanno fatto mancare il numero legale in Aula durante la votazione del Dpef per tenere alta l’attenzione sulla questione USA. Per bloccare le opere statunitensi i deputati M5S hanno anche presentato una mozione votata all’unanimità dall’ARS.

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Ars: approvata la mozione Terna del M5S – Zafarana: Governo ora faccia rivedere il progetto

Valentina Zafarana

Il Governo dovrà convincere Terna a rivedere il progetto sull’elettrodotto della Valle del Mela. Ha avuto il via libera dall’ARS la mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle che impegna il governo a diffidare la società dal completamento dei lavori in corso e a provvedere all’interramento dell’elettrodotto in galleria schermata per le zone Aerca e zona protezione speciale al fine di salvaguardare il diritto alla salute delle popolazioni del luogo e le caratteristiche ambientali.

Questa mozione – ha detto Valentina Zafarana, prima firmataria del documento approvato dall’ARS – non vuole ostacolare la realizzazione del progetto, mira soltanto a impegnare il governo ad operarsi perché vengano superate le criticità ambientali e sanitarie che riguardano l’area di Pace del Mela e la zona di protezione speciale Monti Peloritani”.

L’esaustiva esposizione della mozione della deputata a cinque stelle ha messo in luce in Aula tutte le criticità del progetto Terna. Queste le principali: mancanza della verifica di ottemperanza, il frazionamento del progetto in contrasto con le norme di impatto ambientale (che impone una valutazione unitaria del progetto), la mancata attenzione al principio di precauzione (che dice che in caso di rischio grave ed irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire motivo per differire l’adozione di misure adeguate ed effettive), la presenza nell’area di aspetti sanitari ad elevato rischio di crisi ambientale (per l’emissione inquinante nell’atmosfera da parte delle industrie presenti nel territorio) e, infine, l’incompatibilità col piano paesaggistico di parte della provincia di Messina.

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