Mangiacavallo (M5S): “Le Terme di Sciacca usate ancora una volta per scopi elettorali”

Le Terme di Sciacca diventano un tema caro alla politica soprattutto in prossimità di scadenze elettorali. In questi giorni Panepinto e Lo Bello, esponenti e candidati del PD per le prossime elezioni regionali, che con Crocetta chiusero le Terme nel 2015, tornano sull’argomento per annunciare un imminente decreto per la concessione dei beni al Comune di Sciacca. Lo Bello annuncia che lunedì prossimo consegnerà personalmente in giunta l’atto che trasferisce le Terme al Comune di Sciacca, Panepinto afferma che mercoledì prossimo l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei, consegnerà le Terme di Sciacca al Sindaco.

Peccato che ad oggi, nonostante sia trascorso più di un mese dalla sottoscrizione di un atto notarile che ha sancito il transito di una parte del patrimonio termale dalla Terme di Sciacca Spa alla Regione Siciliana, concretamente non sia ancora avvenuto alcun passaggio formale previsto dal predetto atto. Pertanto è più che lecito il dubbio che si tratti di annunci con finalità meramente elettorali.

“E’ una mancanza di rispetto verso l’intelligenza di tutti i Saccensi – dichiara Mangiacavallo, deputato regionale del M5S – ed è chiaro pure ai bambini che, per l’ennesima volta, le Terme di Sciacca sono utilizzate con finalità meramente elettorali. C’è chi si ricorda della loro esistenza solo nei periodi antecedenti le elezioni, diffondendo annunci dall’inconfondibile carattere propagandistico”.

“Siamo in balia di smanie elettorali. – continua Mangiacavallo – Questi frenetici stati di agitazione degli esponenti di governo regionale prima hanno fatto perdere al Comune di Sciacca le stufe, che sono rimaste alla società in liquidazione, e adesso faranno pervenire i beni restanti al Comune sulla fiducia, dato che ancora il passaggio di consegne tra Regione Siciliana e Terme di Sciacca Spa non si è concluso. Inoltre rimangono del tutto poco chiari quali saranno l’oggetto e i termini del decreto di concessione che sarà sottoscritto in fretta e furia prima del 5 novembre”.

“Si tratta dunque dell’ennesima colossale operazione propagandistica del governo Crocetta e dei suoi interlocutori locali – conclude il parlamentare saccense – che con ‘grande esperienza’ e ‘abilità’ cacciano fuori l’argomento Terme durante la campagna elettorale per le regionali, così come avevano fatto qualche mese fa durante quella per le amministrative. La competenza di questi stessi signori invece sparisce come neve al sole nel momento in cui si comincia a parlare di riaprire gli stabilimenti termali”.

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TAVOLO POLITICO-TECNICO BOCCIATO DALLA MAGGIORANZA SULLA SCELTA DEI TECNICI, MA I TECNICI SI PROPONGONO SPONTANEAMENTE!

La nostra proposta di istituire un tavolo politico-tecnico non ha convinto la maggioranza che sin da subito ha voluto vedere, nella scelta dei tecnici che avrebbero dovuto farne parte, solamente un problema piuttosto che un’opportunità di coinvolgimento della società civile e di quelle competenze necessarie per il raggiungimento di scelte sagge e condivise.

Tuttavia è sicuro che la proposta 5 stelle ha raggiunto la sensibilità di alcuni noti professionisti saccensi che in forma spontanea in questi giorni hanno dato la disponibilità per effettuare in maniera gratuita quel lavoro di analisi e studio preliminare che il M5S aveva individuato come fondamentale per la riapertura e il rilancio dei beni termali chiusi ormai da ben 3 anni.

Dunque da un lato abbiamo una maggioranza sorda, che in continuità con la politica portata avanti in questi anni dai propri colleghi alla Regione, antepone gli interessi dei partiti a quelli dei cittadini e propone come soluzione una commissione speciale assolutamente inconcludente, senza obiettivi precisi, utile a buttare fumo negli occhi.

Dall’altro lato, con la proposta di un tavolo di lavoro avente carattere decisionale perché presieduto dal Sindaco e chiaramente orientato al raggiungimento di obiettivi concreti, ci sono il M5S e la società civile che, con una visione comune, vedono nella partecipazione e nel coinvolgimento delle giuste competenze tecniche e politiche la soluzione per risollevare le Terme e la città tutta.

Lasciamo ai nostri concittadini il compito di trarre le dovute conclusioni.

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TERME DI SCIACCA – M5S: “BOCCIATA LA NOSTRA MOZIONE. AMMINISTRAZIONE E MAGGIORANZA SCELGONO LA POLITICA INVECE CHE I CITTADINI”

Ieri è stata discussa e bocciata la mozione del gruppo consiliare del M5S di Sciacca che puntava all’istituzione di un tavolo tecnico-politico per discutere e risolvere la questione “Terme”, dalla stesura del bando ai termini di affidamento e gestione. Si sarebbe trattato di un tavolo decisionale che avrebbe visto la presenza di tecnici incaricati alla redazione della manifestazione di interesse pubblico, dei cittadini, ovvero della società civile e delle associazioni, e infine dell’amministrazione, nelle persone del sindaco e dell’assessore al ramo. Il sindaco avrebbe dovuto presiedere il tavolo, assumersi le responsabilità declamate in campagna elettorale ed effettuare le scelte alla luce del sole e in piena trasparenza, davanti alla cittadinanza.

La nostra proposta però non è piaciuta al Sindaco e alla sua maggioranza che, aggrappandosi alla scusa che “il metodo di selezione dei tecnici non era precisato”, hanno scelto di proseguire con l’idea, ancora parecchio vaga, di costituire una commissione di studio, formata da soli consiglieri comunali (scelti come e sulla base di quali competenze nel settore non è dato sapere), senza alcun potere decisionale e pertanto non produttiva. La maggioranza sceglie la melina e l’Amministrazione sceglie di non assumersi le proprie responsabilità.

Prendiamo atto che anche stavolta la politica viene preferita ai cittadini. Vigileremo perché non abbiamo più tempo da perdere e vogliamo le Terme aperte e subito, perché non vogliamo passare da una politica regionale, distratta, improvvisata e inconcludente ad una politica locale priva di idee e per giunta confuse.

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LETTERA APERTA ALLA SINDACA DI SCIACCA FRANCESCA VALENTI SULLA VICENDA TERME DI SCIACCA

Molti dubbi, poche certezze e, soprattutto, l’ombra che l’improvvisazione con la quale il governo Crocetta ha gestito tutta la questione “Terme di Sciacca” possa transitare, insieme ai beni in concessione, all’amministrazione comunale saccense. Ovviamente ci auguriamo di no, ma le dichiarazioni sull’argomento della nostra prima cittadina non ci lasciano ben sperare e l’assenza di programmazione sul futuro della gestione non sono un buon segnale. I cittadini sono stanchi dei giochi di certi politicanti e vogliono conoscere la verità.

Pochi giorni fa, a Palermo, è stato sottoscritto un atto davanti al Notaio tra Terme di Sciacca Spa e Regione Siciliana per la restituzione dell’usufrutto residuo e il ricongiungimento dei beni, tra i quali però non risultano annoverati alcuni elementi pregiati, tra i quali le stufe di San Calogero. Pertanto, ammesso che la Regione abbia l’intenzione di concedere al Comune di Sciacca anche le stufe, si dovrebbero attendere circa due mesi, tempo necessario per l’accatastamento degli immobili mancanti, per poi redigere un nuovo inverosimile atto notarile tra Terme di Sciacca Spa e Amministrazione regionale.

La verità è che il governo Crocetta, l’amministrazione Valenti e la maggioranza che la sostiene non possono lasciar trascorrere questi due mesi di attesa per un motivo ben preciso. Il 5 Novembre si svolgeranno le elezioni regionali e il testimone passerà al nuovo governo e, nel caso di attesa, la giunta Crocetta, l’amministrazione Valenti e i partiti che le sostengono non potranno intestarsi la concessione di parte dei beni termali al Comune di Sciacca come risultato da potersi vendere in campagna elettorale.

E’ questa la verità che bisogna dire ai saccensi. La sindaca non ha nulla da attendere, come invece dichiara. Le stufe non faranno parte della concessione tra Regione Siciliana e Comune di Sciacca perché la volontà dei partiti, ancora una volta, prevale su quella dei cittadini.

Noi del M5S, in linea di continuità con quanto hanno fatto i nostri rappresentanti all’Assemblea Regionale Siciliana, Matteo Mangiacavallo in primis, durante questi 5 anni fallimentari di governo Crocetta, lotteremo affinché anche i beni termali, che rimarranno esclusi dalla concessione per “esigenze elettorali” dei partiti di maggioranza che sostengono Crocetta e Valenti, possano essere inclusi all’insediamento del nuovo governo regionale per diventare parte integrante di un’offerta che oggi si presenta tristemente e incredibilmente monca.

Intanto, oggi, il M5S di Sciacca, con la speranza di ottenere risposte basate integralmente su verità, sincerità e trasparenza, chiede al Sindaco di Sciacca, Prof.ssa Francesca Valenti, quanto segue:

  • se ritiene opportuno comunicare, per necessaria trasparenza nei confronti dei cittadini che ricordano ancora lo slogan elettorale “con me il sindaco sei tu”, quali saranno i termini della concessione che il Comune di Sciacca sottoscriverà con la Regione Siciliana nei prossimi giorni;
  • se non ritiene alquanto improbabile avere fede nelle dichiarazioni in salsa elettorale dell’assessore regionale Baccei sulla riapertura delle Terme di Sciacca prima della prossima estate, visto che le stufe rimarranno sicuramente chiuse, che gli impianti dello stabilimento termale richiedono investimenti per una seria manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • se ha idea di come ottenere le risorse economiche necessarie per la gestione e la manutenzione degli impianti del complesso termale;
  • se non ritiene inoltre inopportuno festeggiare in pompa magna, come peraltro già ha annunciato, la firma della concessione di solo una parte dei beni termali dato che il pezzo più pregiato, le stufe di San Calogero, non ne farà parte e riaprire il solo albergo delle Terme con piscina annessa non vorrà dire “riaprire le Terme”.

Il M5S di Sciacca

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TERME DI SCIACCA, LE STUFE RESTANO ALLA SOCIETA’ IN LIQUIDAZIONE. MANGIACAVALLO (M5S): “RICONGIUNGIMENTO FARLOCCO DEI BENI. GLI INTERESSI ELETTORALI PREVALGONO SU QUELLI DEI CITTADINI”

Non è ancora arrivato il giorno in cui il patrimonio termale viene restituito al Comune di Sciacca, anche se in concessione, ma è arrivato il giorno in cui sta per avvenire il ricongiungimento dei beni presso la Regione Siciliana. Ricongiungimento farlocco, visto che parte degli immobili nonché, udite bene, tutti i mobili di proprietà e in usufrutto delle Terme di Sciacca Spa resteranno nella disponibilità dell’attuale proprietario.

Oggi pomeriggio, infatti, la Regione Siciliana e la Società Terme di Sciacca in liquidazione si vedranno per sottoscrivere un atto in cui non saranno inclusi il Motel Agip e i due alberghi di San Calogero (il grande e il piccolo) con annesse stufe. Questi ultimi beni, dunque, non potranno transitare in concessione al Comune di Sciacca. Viene smentita così l’amministrazione Valenti che aveva parlato di “bando unico”, adesso monco.

Interviene sull’argomento il deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo che in questi anni ha seguito personalmente l’intera vicenda.

“Per l’ennesima volta le Terme vengono utilizzate per scopi elettorali e vengono anteposte le esigenze dei partiti a quelle dei cittadini. – commenta Mangiacavallo – Sarebbe bastato un mese, tempo tecnico occorrente per sistemare i problemi di accatastamento degli immobili di San Calogero, stufe comprese, e produrre un inventario dei mobili di tutte le altre strutture, per ottenere il ricongiungimento di tutto il patrimonio e il transito completo al Comune di Sciacca. Ma il PD regionale, il governo Crocetta e chi lo sostiene a livello locale, amministrazione compresa, a quanto pare non possono attendere. Hanno l’urgente bisogno di chiudere il passaggio prima del prossimo 5 novembre per intestarsi un risultato più che discutibile, da vendersi in campagna elettorale. Trovo questo modo di ragionare vergognoso e irrispettoso nei confronti della città”.

“Per quanto in maniera raffazzonata tentino di spiegare ai cittadini saccensi che il passaggio da Regione a Comune di parte dei beni, e non di tutti, sia un risultato di cui vantarsi – continua Matteo Mangiacavallo – dimenticano di ricordare che le Terme di Sciacca, aperte da sempre, sono chiuse da tre anni per mano di questo stesso governo. Abbiamo lavorato cinque anni per arrivare al ricongiungimento completo dei beni e questa operazione viene vanificata poiché non si può attendere oltre data l’imminenza delle elezioni regionali. Ve le immaginate le Terme di Sciacca senza le stufe? Il risultato di anni di cattiva gestione politica è sotto gli occhi di tutti. La politica deve rimanere fuori dalla Terme. Non può essere accettato un passaggio in cui la politica regionale cede spazio alla politica locale perché sarebbe la continuazione di una gestione fallimentare”.

“In quest’ottica, il gruppo consiliare del M5S di Sciacca aveva avanzato una proposta al Consiglio Comunale – conclude Mangiacavallo – che prevede la creazione di un tavolo tecnico politico per stabilire un percorso e definire un futuro per le Terme di Sciacca condiviso con la città. Tavolo, che a differenza della commissione proposta dalla maggioranza, deve essere presieduto dall’amministrazione comunale che ha assunto l’onere di prendere le decisioni e deve essere partecipato dalla società civile e dai professionisti. Vogliamo che le decisioni siano prese, in piena trasparenza, davanti a tutti i cittadini. E a chi pensa che i nostri consiglieri sono ingenui, rispondo che ci vedono molto bene perché vedono oltre e leggono anche i loro cattivi pensieri. Per questo non gli consentiremo di fare a Sciacca quello che hanno fatto in Regione Siciliana per tanti, troppi anni”.

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Terme di Sciacca, Valenti preferisca il metodo alle chiacchiere

Guardiamo con grande preoccupazione il comportamento di una maggioranza che continua a barcollare nel buio e a non mostrare idee chiare su come affrontare l’iter che dovrà portare alla riapertura delle Terme.

L’8 settembre i consiglieri di maggioranza hanno comunicato in conferenza dei capigruppo di non condividere la mozione del M5S e hanno chiesto, al posto del tavolo tecnico/politico, la costituzione di una “commissione speciale” formata da soli politici con lo scopo di “condurre un’analisi sulla situazione termale”.

Ci chiediamo allora: chi vogliono prendere in giro? Quali dovrebbero essere i vantaggi concreti per la città di un tavolo cosi costituito?

La città si trova pertanto davanti a due proposte.

Da un lato, la proposta dei consiglieri di maggioranza d’istituire una “commissione speciale” di soli politici, come se i disastrosi risultati dovuti alle ingerenze della politica nel passato non fossero sufficienti. Più che di una proposta, in realtà, si tratta di un’idea vaga, senza un obiettivo chiaro e senza un metodo definito. Una mera e preoccupante perdita di tempo che, a tre anni dalla chiusura delle Terme, quest’Amministrazione non si può più permettere.

Dall’altro, una proposta concreta, puntuale, dotata di metodo, di programmazione degli obiettivi da raggiungere e con un’indicazione chiara delle fasi da percorrere. Il tavolo, per il M5S, ha un obiettivo preciso: la definizione delle linee guida per la stesura del bando di affidamento. Linee guida che possono essere fornite solo da un attento studio da parte di tecnici e professionisti di settore e che devono garantire, prima di tutto, la salvaguardia degli interessi dei cittadini saccensi. Vogliamo impedire il verificarsi di quel “comportamento anti-economico” che ha caratterizzato la gestione del complesso termale per troppi anni in passato, con conseguenze catastrofiche per le Terme e per l’economia della nostra città.

Ecco perché è necessario che attorno a questo tavolo si riuniscano il sindaco Valenti, l’Assessore al Turismo e/o l’eventuale Assessore delegato al Termalismo, un rappresentante per ogni coalizione politica (in rappresentanza dell’intera città), e i tecnici necessari nelle varie fasi dell’iter.

Per la scelta di questi ultimi riteniamo che debbano essere coinvolti gli ordini professionali al fine di uscire dai confini delle scelte politiche ed aprirsi al territorio.

Ed è proprio l’ apertura verso la società civile una delle principali differenze tra la proposta del M5S e la controproposta dei consiglieri di maggioranza, che invece preferiscono ancora una volta optare per una soluzione “chiusa” e relegata alla sola componente politica.

Infine, il M5S propone un metodo concreto che si articola in tre fasi: una fase di censimento per l’individuazione dei tempi e dei costi necessari per far ripartire le strutture; una fase di elaborazione dell’idea business durante la quale si creano interlocuzioni con associazioni di settore e operatori nazionali ed esteri del mercato del turismo termale e si individua la migliore delle idee business possibili per le Terme di Sciacca; una fase di stesura del bando e del piano marketing necessario per “vendere” il nostro prodotto e creare un pacchetto “appetibile” e suscettibile di “manifestazioni d’interesse”.

Chiediamo al sindaco Valenti di mettere in pratica quanto affermato in campagna elettorale e utilizzare dunque il giusto metodo di lavoro: quello basato sulla programmazione di obiettivi chiari, sulla definizione di team di lavoro competenti e professionali e sul controllo dei risultati ottenuti.

Noi del M5S siamo pronti a collaborare, ma solo con l’impiego di metodo e competenze adeguate.

Infine, ci aspettiamo che il sindaco Valenti faccia gli interessi della città, chiedendo all’assessore Baccei le risorse finanziare necessarie per mettere il Comune di Sciacca nelle condizioni di avviare questo iter ed avere, quindi, chances credibili.

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TERME DI SCIACCA – A BREVE IL PASSAGGIO TRA REGIONE E COMUNE? MANGIACAVALLO (M5S): “NESSUNO PARLI DI VITTORIA FINCHÉ LE TERME NON SARANNO RIAPERTE”

Le Terme di Sciacca sono l’argomento caldo di questi giorni. Se n’è parlato durante la campagna elettorale delle amministrative e se ne parlerà ancora, anche perché a breve dovrebbe avvenire il processo di riunificazione del patrimonio termale presso la Regione Siciliana e successivamente la concessione dei beni al Comune di Sciacca. Il condizionale è d’obbligo quando si parla di governo Crocetta. Se ne parlerà anche in Consiglio comunale dove sarà discussa una mozione presentata dal M5S di Sciacca che punta all’istituzione di un tavolo tecnico-politico per arrivare, in tempi brevi, alla stesura di un bando per l’affidamento della gestione. Sulla questione interviene anche il deputato regionale Matteo Mangiacavallo.

Ho sentito i funzionari della Regione che dicono di avere tutto pronto – dichiara Mangiacavallo – anche se, a mio avviso, prima di chiudere la partita del ricongiungimento dei beni termali, ci sono diverse carte da mettere a posto, soprattutto se si vogliono fare le cose per bene. Ho l’impressione che l’Amministrazione regionale, che ha visto sempre le Terme di Sciacca come un problema e mai come una risorsa e che le ha chiuse a Marzo 2015, ora se ne voglia liberare per intestarsi un tanto ridicolo quanto squallido risultato politico.

I cittadini di Sciacca non si fanno prendere in giro – continua il deputato saccense – e sanno benissimo che questo passaggio, per il quale ho lavorato anch’io da anni, non sarà quello conclusivo. Se la Regione dovesse tener fede, per una volta, ai tempi che si è data, sarà una “palla avvelenata” che Baccei lancerà dritta al Comune. Ma il Comune è pronto a gestire le sorti del patrimonio termale? Non si sa. Noi del M5S abbiamo presentato una proposta che segna un percorso che può essere portato avanti e che speriamo possa essere votata in Consiglio comunale. Nel frattempo nessuno gridi vittoria finché le Terme non saranno riaperte”.

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Terme, la solita politica degli annunci. Noi del M5S siamo pronti a collaborare ma con onestà e trasparenza.

Era l’8 giugno 2017 quando, in piena campagna elettorale, il candidato sindaco del centrodestra Calogero Bono dichiarava alla città “Tra poche settimane i beni delle Terme verranno affidate al Comune […] Noi non facciamo chiacchiere!

L’11 luglio è il turno della coalizione di centrosinistra: per mezzo di comunicato stampa il sindaco Francesca Valenti comunica alla città che entro il 31 luglio le Terme torneranno in concessione al Comune di Sciacca.

Oggi, 3 agosto, le Terme sono ovviamente chiuse, non sono ancora state date in concessione al Comune di Sciacca, i tempi non sono stati rispettati, anzi ulteriormente dilatati, e nessuno ne parla: né il centrodestra né il centrosinistra!

Sembra che il modo di agire di certa politica sia sempre lo stesso: si preferiscono gli annunci pomposi ai fatti concreti.

Noi non chiediamo “bacchette magiche” per risolvere i problemi, ma prima di tutto trasparenza e lealtà nei confronti dei cittadini saccensi che non possono essere più tenuti all’oscuro sul reale stato delle cose.

Ebbene, per poter riaprire il complesso termale i tempi sono ancora lunghi. Questa è la realtà. I passi da seguire, alcuni dei quali incompleti, altri neanche avviati, sono principalmente tre:

  • Ricongiungimento dei beni in usufrutto alla Società Terme Spa alla Regione;
  • Atto di concessione dei beni termali al Comune di Sciacca;
  • Pubblicazione dei bandi di affidamento per la gestione degli stessi.

Nell’esclusivo interesse della nostra città, il M5S ha già avviato un’iniziativa concreta, presentando una mozione, che verrà probabilmente discussa in aula nel prossimo Consiglio, per la costituzione di un tavolo tecnico e politico, il cui primo obiettivo sarà definire un “metodo” di lavoro adeguato, affrontando la questione della definizione dei bandi d’affidamento con competenza e professionalità e, soprattutto, lontano dai giochi di spartizioni politiche del passato.

Tante sono le proposte che leggiamo sui giornali o sui social network in questi giorni sul futuro delle Terme, alcune elaborate solo sulla base di opinioni personali; noi crediamo che sia assolutamente necessaria la programmazione degli obiettivi e la definizione degli strumenti di controllo dei risultati, lo sviluppo di un business plan che dimostri con numeri e fatti concreti quale sia la soluzione migliore per la futura gestione del complesso termale.

Basta con la politica degli annunci, è ora di mettersi al lavoro. Noi siamo pronti.

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Terme di Sciacca, tra dieci giorni il ritorno in concessione al Comune ma i cancelli resteranno chiusi. Serve programmazione, ecco la proposta del M5S

L’11 luglio abbiamo appreso dal sindaco Francesca Valenti che il Comune di Sciacca sarebbe tornato nella disponibilità del suo patrimonio termale entro la fine del corrente mese. Tuttavia la drammatica verità è che, anche qualora ciò accadesse, le Terme rimarranno ancora chiuse perché, a meno di dieci giorni dalla tanto attesa restituzione, nessuno parla di bandi d’affidamento e, peggio ancora, nessuna forza politica né la città sono state interpellate dall’Amministrazione per definire le modalità e i termini della loro gestione.

Ci chiediamo se l’amministrazione ci stia lavorando in modo isolato. Ma se cosi fosse, il fatto sarebbe ancora più grave: il futuro delle Terme non può essere deciso da un gruppo ristretto di politici di “maggioranza” a porte chiuse.

Non condividiamo nemmeno la dichiarazione del sindaco Valenti di voler attendere aiuto dalla Regione per la definizione dei bandi, sia perché proprio la Regione siciliana nel recente passato ha dimostrato di non esserne in grado sia perché le Terme appartengono al nostro territorio e spetta a Sciacca deciderne il futuro.

Ancora una volta, in continuità con la politica del passato, notiamo una totale assenza di programmazione: ad oggi sembra mancare una strategia d’azione a breve e lungo termine, sembra mancare l’idea dei passi necessari per la definizione di un bando ragionato e studiato per il bene esclusivo della città.

Noi del M5S riteniamo che occorra definire e pianificare una “strategia di rilancio” in grado di sfruttare al meglio le potenzialità del complesso termale da un punto di vista turistico (e quindi di rilancio economico della città), pur rispettandone le caratteristiche peculiari e salvaguardando gli interessi dei cittadini. Servono uno studio del mercato e un’analisi degli aspetti economico-finanziari relativi alla gestione. Servono un gruppo di lavoro ad hoc e una pianificazione degli obiettivi da raggiungere che devono essere condivisi con la città poiché le Terme sono dei saccensi.

Rassicurare la città sulla riacquisizione del complesso termale senza pianificarne la gestione non è sufficiente. Se è questo il “metodo” di cui parlava il centrosinistra in campagna elettorale, noi del M5S non lo condividiamo e ci facciamo pertanto promotori di una proposta.

Chiediamo, nell’immediato, la costituzione di un tavolo di lavoro politico e tecnico per un’analisi attenta sul piano marketing, operativo e finanziario del progetto “Terme di Sciacca” e la conseguente definizione degli obiettivi da raggiungere e delle linee guida necessarie per la stesura del bando di gestione.

Basta con le chiacchiere e le idee approssimate: occorrono organizzazione, strategia mirata e programmazione a lungo termine. Noi del M5S siamo pronti a collaborare e a dare il nostro contributo, ma non staremo ancora a guardare mentre quei cancelli restano chiusi.

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Terme di Sciacca, il M5S vigilerà con attenzione sull’operato di chi ne prometteva il rilancio e invece le ha chiuse

Apprendiamo dalla stampa che l’Assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei, in un incontro con il sindaco Francesca Valenti ha confermato che entro fine luglio il Comune di Sciacca ritornerà in possesso del suo inestimabile patrimonio termale. Lo stesso ha poi rassicurato che la Regione Siciliana collaborerà con la nostra amministrazione per la stesura del bando che porterà alla riapertura delle Terme.

L’annosa questione delle Terme di Sciacca, che costituisce per la nostra città una spina nel fianco ormai da troppi anni, sembrerebbe così giungere (il condizionale è d’obbligo) a un momento di svolta. L’argomento ci sta particolarmente a cuore, non solo perché è stato uno dei temi centrali della recente campagna elettorale con le amministrative di Sciacca, ma perché costituisce anche uno di quei punti fermi da cui il M5S vuole iniziare il suo lavoro di forza politica di opposizione. Il Movimento, con i suoi due portavoce al consiglio comunale, vigilerà su questa vicenda con tenacia e ostinazione affinché le promesse fatte ai cittadini non rimangano mere e fuligginose chiacchiere elettorali, ma si trasformino in fatti concreti con soluzioni reali ma soprattutto a vantaggio dell’intera collettività.

Noi saccensi siamo stanchi di essere presi in giro da un governo a guida PD che doveva rilanciare le Terme ma che le ha fatte chiudere, che ha perso 5 anni per trovare una soluzione alla vicenda e che continua a promettere che tutto si concluderà a breve. Cara Valenti, siamo fiduciosi ma non siamo ingenui!

L’azione dei nostri consiglieri si innesterà nel percorso politico già intrapreso in sede regionale dai nostri portavoce e da oggi rafforzerà l’incisività della nostra battaglia per la riapertura della struttura termale. Vogliamo a tal proposito evidenziare che i deputati pentastellati, dinanzi alla cecità del governo regionale, hanno continuato incessantemente a lavorare per salvaguardare il nostro patrimonio termale. In tale ottica hanno chiesto il ricongiungimento del patrimonio in capo alla Regione mediante cessione dell’usufrutto sui beni, di cui godeva la SPA in liquidazione e che impediva la pubblicazione dei bandi per l’affidamento, hanno sollecitato la predisposizione dall’allaccio fognario ed hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti per chiedere la condanna dei responsabili dell’insensata chiusura della struttura senza una preventiva adeguata preparazione degli impianti.

Attenderemo con impazienza i fatti. Al primo agosto!

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