PONTE CANSALAMONE, M5S: “L’AMMINISTRAZIONE VUOLE ‘INFINOCCHIARE’ I COMITATI? VEDIAMOCI DA CROCE”

Quando un oste voleva rifilare un vino non eccelso ai propri clienti, prima portava loro del finocchio. E se le pietanze che aveva intenzione di servire non erano proprio freschissime anzi un po’ rancide, le ricuoceva condendole con abbondante finocchio. Così i sapori autentici venivano coperti dall’infida verdura e gli infinocchiati mangiavano, bevevano ed erano tutti contenti.

Questi esempi della tradizione da cui la parola, forse, nasce, possono essere presi a paradigma dell’infinocchiamento: una disonestà furbastra ignobile per chi la trama e certo non lusinghiera per il tonto che ci casca.

Non vogliamo pensare che il metodo dell’infinocchiamento sia quello che l’amministrazione comunale saccense abbia deciso di applicare durante l’incontro avvenuto nella giornata di ieri coi Comitati di quartiere, che sicuramente però ne sono immuni.

L’amministrazione saccense dice di aver ascoltato i Comitati, che proponevano la viabilità alternativa in attesa di un intervento risolutivo, ma contropropone loro, come unica soluzione, la stessa “solfa”, quella di finanziare l’apertura temporanea del ponte. Riferisce inoltre alla città che tale scelta era già pianificata mentre la proposta dei Comitati, al momento, non avrebbe alcuna copertura finanziaria.

Così però non è perché, come riferitoci dal deputato regionale Matteo Mangiacavallo a seguito di un colloquio avuto con il Commissario Maurizio Croce, anche la proposta dei Comitati (e dunque del M5S) aveva ottenuto un parere di sostenibilità economica. In poche parole, l’amministrazione, pur di perorare la causa della riapertura temporanea (e per massimo due anni) del Ponte Cansalamone, blocca soluzioni più utili e sicure per la nostra città, ugualmente finanziabili con gli stessi fondi.

Appare chiaro, adesso, il perché il M5S non è stato invitato all’incontro coi Comitati. L’assessore al ramo e il sindaco non volevano un contraddittorio con qualcuno che potesse confutare la tesi pro soluzione temporanea. E ciò sinceramente ci dispiace anche perché immaginavamo un incontro in cui si potesse discutere e non prendere atto di decisioni già prese.

Nel frattempo riceviamo dall’amministrazione comunale un invito per un incontro, fissato per mercoledì 19 dicembre alle ore 10.30. Ovviamente da svolgere tra noi del M5S di Sciacca e l’amministrazione. Stavolta sono i Comitati ad essere esclusi.

Siccome noi vogliamo essere operativi e desideriamo che le riunioni possano essere proficue, produttive ed inclusive, abbiamo chiesto al nostro portavoce Matteo Mangiacavallo di sentire il commissario Maurizio Croce e fissare con lui, e con i Comitati, un incontro per la stessa data e per la stessa ora, alla presenza dell’amministrazione che, vista la convocazione inoltrataci, dovrebbe essere libera da impegni. Maurizio Croce è disponibile, adesso speriamo che l’amministrazione accolga questa nostra controproposta che, specifichiamo, non contiene vino infinocchiato.

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Alessandria della Rocca, ieri attivisti e portavoce del M5S dell’Agrigentino hanno discusso di viabilità, sanità, ambiente e molto altro

Ieri e’ stata una bellissima giornata ad Alessandria della Rocca. Insieme ai portavoce e agli attivisti della provincia di Agrigento abbiamo parlato di viabilità, di sanità, di ambiente, di reddito di cittadinanza e molto altro ancora.

Proprio Alessandria della Rocca fa parte di un territorio dove le infrastrutture versano in una situazione disastrosa. Basti pensare alla strada che la collega a Ribera, a San Biagio Platani o a Cattolica Eraclea. Un territorio dove oltre al problema viabilità è grave anche l’assenza di un punto nascite, venuto meno due anni fa a causa del decreto Lorenzin.

La nostra provincia è stata per troppo tempo fanalino di coda nelle classifiche di vivibilità. Vogliamo invertire la marcia! Noi portavoce continueremo a lavorare senza sosta e a mantenere i contatti con il territorio e i Meetup.

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Un report sulle infrastrutture e sulla viabilità del nostro territorio sarà presentato al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

In queste settimane con i tecnici del M5S di Sciacca e il prezioso supporto di professionisti esterni, abbiamo preparato un report sulle infrastrutture e sulla viabilità del nostro territorio, ponte Cansalamone incluso.

Il nostro lavoro verrà presentato e discusso nel corso della prossima riunione con il ministro Danilo Toninelli che si terrà a Roma mercoledi 26/9.

Il territorio ha fame di infrastrutture. Siamo convinti che sia necessario intervenire sulle esistenti, ma anche programmarne la nascita di nuove. Ecco perché il nostro studio se da un lato segnala le opere che necessitano di manutenzione urgente dall’altro individua le infrastrutture che potrebbero essere utili per lo sviluppo socio-economico della nostra città e del suo hinterland.

Non sarà facile, ma ce la metteremo tutta. Vi terremo aggiornati.

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Niente soldi per le strade agrigentine, Di Caro e Mangiacavallo: “Musumeci intervenga”

L’ira dei deputati regionali Di Caro e Mangiacavallo: “Strade in quasi totale stato di abbandono nonostante le nostre reiterate segnalazioni, rimaste lettera morta. Musumeci intervenga”.

“Assurdo, ignorate le nostre interrogazioni, mentre qui si rischia la vita” denunciano i parlamentari regionali. “Manti stradali quasi inesistenti, pieni di buche e avvallamenti, con sieri rischi per
l’incolumità degli automobilisti. Lo stato delle strade dell’Agrigentino è, per usare un
eufemismo disastroso. Ma La Regione sembra non accorgersene tant’è che, a dispetto
delle numerose interrogazioni dei deputati regionali M5S, non sembra assolutamente
volere correre ai ripari”.

“La prova lampante – affermano, visibilmente contrariati, i deputati regionali Giovanni Di
Caro e Matteo Mangiacavallo – è il fatto che le strade della nostra provincia sono state
del tutto escluse dagli stanziamenti annunciati nei giorni scorsi dalla Regione per la
viabilità secondaria. Dei 45 milioni stanziati non arriverà nemmeno un euro
nell’Agrigentino per cercare di mettere quantomeno in sicurezza alcuni degli importanti
assi viari che da anni versano in totale stato di abbandono. Le tantissime nostre
interrogazioni con cui abbiamo denunciato i vari casi di pericolosità sono state
completamente ignorate”.

“Dalle nostre parti si rischia la vita ogni giorno – sottolinea Di Caro – e abbiamo potuto
constatarlo de visu nel corso del nostro recentissimo tour sulle incompiute siciliane.
Musumeci intervenga e riveda gli stanziamenti”. L’elenco delle strade pericolose e fortemente malmesse nell’Agrigentino è quasi infinito. Di seguito i due deputati indicano le situazioni più gravi, finite negli atti parlamentari indirizzati all’assessore Falcone, ma rimasti lettera morta.

“Penosa – dicono i due portavoce – è la situazione delle strade che servono i comuni di
Cianciana, Alessandria della Rocca, San Biagio Platani, Bivona, Santo Stefano Quisquina
e che permettono di arrivare in poco tempo alla costa zona Eraclea Minoa, Montallegro,
Realmonte (scala dei Turchi), Siculiana e Porto Empedocle. La strada provinciale 32
Cianciana – Ribera da tempo immemore permane in uno stato di di quasi totale
abbandono; idem o quasi per la strada provinciale 45 Montevago – Salaparuta, e per la
provinciale 3 Crocca – Sant’Anna. Pessima anche la situazione della SP 75 Siculiana –
Montallegro, della SP 14 Racalmuto – Montedoro e della strada provinciale 19 San
Biagio Platani – Raffadali”.

“Si tratta – affermano Di Caro e Mangiacavallo – di strade quasi impercorribili,
pericolosissime e che spesso costituiscono le uniche vie di accesso ai paesi della
provincia sempre più isolata e dimenticata da questo governo regionale”.

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Trasporto pubblico su gomma. La denuncia M5S: In Sicilia, mai una gara d’appalto e affidamenti diretti dagli anni ‘30

La deputata regionale Stefania Campo incalza Musumeci. La Sicilia regala 157 milioni ad alcune ditte e fa concorrenza a se stessa. Mettere subito ordine al comparto.

Stefania Campo, portavoce all’ARS del M5S

“In Sicilia non si sono mai svolte gare ordinarie per il rilascio delle concessioni alle ditte che si occupano del trasporto pubblico su gomma per conto della Regione Siciliana. Le ditte che gestiscono tali servizi hanno ricevuto le concessioni addirittura negli anni ‘30. Una situazione tutt’altro che normale”. A denunciarlo è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo che annuncia una serie di azioni parlamentari per incalzare il governo regionale a mettere ordine nel comparto. “Ho voluto approfittare della pausa lavorativa di questo mese – spiega la deputata Campo – per fotografare nel dettaglio una questione di grande interesse e che merita grande attenzione da parte di una politica che invece è rimasta sempre sorda. Mi riferisco al trasporto pubblico, regionale e locale, che scontenta abitualmente tutti i pendolari ed è ancora peggiore nei mesi estivi, quando scontenta anche i turisti che vorrebbero andare da una parte all’altra dell’Isola, ma che giocoforza, sono costretti a fare i conti con tutta una serie di disagi derivanti da tempi d’attesa e di percorrenza di tratte che, altrove, vengono coperte in tempi assolutamente minori”.

“Prendendo i bus di mezza Sicilia – spiega Campo – cercando le coincidenze orarie, ipotizzando normalissimi tragitti turistici e studiando le carte del Piano Integrato delle Infrastrutture e della Mobilità, vigente dal giugno 2017, ci si accorge, con estrema evidenza, che il tutto conduce ad una serie di incredibili e assurde scoperte, prima fra tutte, quella che in Sicilia le tratte del trasporto pubblico su gomma non sono mai state assegnate attraverso gare d’appalto. Sembra incredibile ma è così. Le ditte che gestiscono il trasporto pubblico, hanno ricevuto le concessioni addirittura nel 1939 e nel 1964. Ho scoperto inoltre che in Sicilia non si sono mai svolte gare ordinarie per il rilascio delle concessioni alle ditte che si occupano del trasporto su gomma per conto della Regione Siciliana. Tali concessioni, vecchie rispettivamente di 70 e 55 anni, nel 2005 furono trasformate dal governo Cuffaro in contratti di affidamento provvisorio (quindi ben 14 anni fa). Ebbene, tali contratti di affidamento provvisorio con il ‘sicilianista’ governo Lombardo, nel 2009, sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2015 e che anche il ‘rivoluzionario’ governo Crocetta, come tutti i suoi predecessori, ha prorogato nuovamente i contratti provvisori fino al 31 dicembre 2017. Sempre il governo Crocetta, ancora nel 2017, ri-prorogò servizi e privilegi alle stesse ditte, fino al 3 dicembre 2019”. La deputata regionale, esamina poi i dati del servizio costi e benefici per i passeggeri, mettendoli a paragone con quelli di altre regioni italiane di pari dimensioni.

“La Regione Siciliana – sottolinea Stefania Campo – a fronte di un servizio scarso, inefficiente, antiquato, realizzato con mezzi in gran parte sporchi, malfunzionanti, obsolescenti e da rottamare, ha elargito la somma di ben circa 74 milioni di euro solo per il trasporto pubblico extraurbano (a parte, quindi, altri 82 milioni per il trasporto urbano). La Regione Siciliana garantisce direttamente, tramite l’AST, solo il 24% delle percorrenze, mentre da decenni finanzia profumatamente la SAIS Trasporti, la SAIS Autolinee e l’Interbus che gestiscono, insieme, un ulteriore 24%. Sempre per non farsi mancare nulla, ‘mamma Regione’ mantiene in vita altre ben 79 aziende disseminate in tutto il territorio siciliano, scoordinate fra loro, con tratte non coincidenti, facendo inutile e dannosa competizione alla ferrovia, accavallando orari di partenza dei propri bus con quelli dei treni stessi e costringendo i propri utenti a viaggiare in condizioni, a volte, a dir poco sconvolgenti.

“La Regione – spiega ancora la deputata – nonostante l’enormità della spesa (in totale 157 milioni), del numero di concessionari (83), degli anni passati dalle prime ed ingiustificabili proroghe (14 anni) e della inesistenza di gare dal 1939, comunque, nonostante tutto ciò, riesce scandalosamente a garantire un numero di corse pari solo a meno della metà di quelle della Regione Lombardia, solo un terzo rispetto a quelle di Roma e meno di un terzo rispetto addirittura alla Regione Marche”.

“Altro aspetto non secondario – spiega ancora la deputata –  è che la Regione non ha mai recepito la legge nazionale che impone di parametrare i rimborsi alle aziende private esclusivamente per compensare i bassi ricavi; finora invece le corse vengono pagate dalla Regione (circa un euro a chilometro) e i concessionari, cioè le aziende, incassano anche i biglietti. Fortunatamente tale “sistema” ha una scadenza improrogabile, fissata dalle disposizioni contenute nel Regolamento 1370/2007 dell’Unione Europea. Entro la data del 3 dicembre 2019 infatti si dovrà procedere all’affidamento dei servizi di trasporto su gomma mediante (finalmente) l’espletamento di procedure concorsuali aperte. Quindi niente più proroghe, contratti di affidamento provvisori, concessioni datate 1939 ed altre cose simili. Ma a quella data, non solo a nostro parere, il governo Musumeci dovrà arrivare in tempo ma dovrà anche essere capace di ridisegnare il sistema complessivo della mobilità nella nostra Isola. Stavolta – conclude la portavoce Ars – ne va veramente del nostro futuro, del futuro di un settore economico “strategico” come quello del turismo e del futuro dei tanti giovani che stanno scommettendo sul loro rimanere in Sicilia puntando proprio su questo definitivo decollo”.

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INCONTRO TRA MANGIACAVALLO (M5S), AUTOLINEE GALLO, RAPPRESENTANTI DEI PENDOLARI E L’ALTRASCIACCA. DEFINITI RISULTATI RAGGIUNTI E IMPEGNI ASSUNTI

Da qualche settimana la Autolinee Gallo Srl, che ha in gestione il servizio di trasporto pubblico di persone lungo la tratta Palermo-Sciacca-Ribera,ha adottato il nuovo sistema di bigliettazione con prenotazione dei posti, venendo incontro alle richieste avanzate nel tempo dall’associazione L’AltraSciacca, fattasi portavoce di diversi utenti, al fine di risolvere alcune criticità che si presentavano a causa del sovraffollamento di alcune corse, specialmente quelle dei lavoratori pendolari. Alle richieste si e’ aggiunta da tempo anche la voce dell’onorevole Matteo Mangiacavallo che ha sempre avuto a cuore il problema dei numerosissimi pendolari e studenti che si avvalgono del servizio svolto dalla Autolinee Gallo. Oggi, anche grazie all’intervento dell’associazione ASSTRA S​icilia​, questo nuovo sistema e’ in funzione ed eliminera’ buona parte dei disagi che l’utenza ha subito in questi anni, disagi che sono anche da imputare ad una legislazione regionale obsoleta e ai continui tagli ai finanziamenti contrattuali subiti dall’azienda per mancanza di risorse nel bilancio regionale.

Come tutte le novita’, l’entrata in vigore della bigliettazione con prenotazione, introdotta ad esclusivo carico di costo organizzativo dell’azienda anche se non contrattualmente dovuto, ha causato un minimo di scompiglio e destato qualche preoccupazione tra gli stessi, in special modo tra chi non ha dimestichezza con gli strumenti informatici, anche perche’ la gestione della tratta Palermo-Sciacca-Ribera prevede stazionamenti intermedi, come quello al Bivio Gulfa, e fermate multiple all’interno di una stessa citta’ risultando oggettivamente complessa. In queste ultime settimane, pero’, grazie all’intervento mediatore dell’onorevole Matteo Mangiacavallo, di ASSTRA SICILIA, alla disponibilita’ dei responsabili della Autolinee Gallo, di alcuni componenti de L’AltraSciacca e dei rappresentanti dei pendolari si e’ innescata una proficua collaborazione che ha condotto al superamento di alcune criticità che si sono presentate da quando il nuovo sistema e’ entrato in funzione, a tal punto che gli utenti hanno cominciato a riscontrare i vantaggi di cui un sistema di prenotazioni funzionante ed efficiente e’ portatore intrinseco.

​Ricordiamo che adesso è possibile prenotare i posti, modificare l’orario di una corsa almeno un’ora prima della partenza indicata sul biglietto anche online, acquistare pacchetti da 5 o 6 corse A/R (carnet di titoli di viaggio), in alternativa all’abbonamento settimanale e con scadenza entro 30gg dalla data di acquisto, cui va associata la prenotazione specificando data e orari di interesse mediante procedura online sul sito web della Autolinee Gallo.

​Ieri si e’ svolta una nuova riunione con lo scopo di perfezionare il sistema e di renderlo ancora piu’ flessibile. L’esito della riunione​,​ svoltasi con spirito di massima collaborazione​,​ da parte di tutti e’ stato senz’altro positivo e si è fiduciosi che a breve gli utenti potranno fruire di un servizio notevolmente migliorato.​ ​In particolare e’ stato chiesto di ridurre l’intervallo di tempo entro cui non e’ piu’ consentito il cambio orario da 60 a 30 minuti prima dell’ora indicata sul biglietto, richiesta che l’azienda si e’ impegnata ad evadere nei prossimi giorni, unitamente a quella dell’introduzione del nuovo regolamento di viaggio. Ulteriori richieste di implementazione sono state avanzate all’azienda che si è riservata di verificarne l’attuazione dal punto di vista normativo e tecnico, nonché in termini di copertura dei costi.

La riunione si è chiusa in un clima di reciproca collaborazione, riconoscendo all’azienda anche il grande sforzo in termini economici affrontato in questi anni, sia per il rinnovo del parco rotabile che organizzativo, pur nell’ambito dei continui tagli subiti dalla Regione e nel grande clima d’incertezza determinatosi per le nuove riduzioni ai finanziamenti recentemente comunicati.​ ​Si è fiduciosi che le ulteriori novità possano comunque essere raggiunte e che continuerà il dialogo avviato.

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Disagi dei pendolari Palermo-Sciacca-Palermo, iniziative del M5S

Nuovi disservizi sulla tratta Palermo-Sciacca-Palermo e soliti disagi per pendolari e cittadini fruitori del servizio di trasporto pubblico gestito dalla Autolinee Gallo Srl.

La dettagliata segnalazione dell’associazione di promozione sociale L’AltraSciacca è diventata una interpellanza parlamentare a firma del deputato saccense Matteo Mangiacavallo e di tutto il gruppo del Movimento Cinque Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana tramite cui si chiede un intervento all’Assessorato Regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità.

Un’interrogazione dal contenuto identico sarà presentata dai consiglieri Bilello e Curreri per interessare il Sindaco di Sciacca alla soluzione di questa annosa vicenda che ha sempre visto il M5S in prima linea.

Al contempo, sempre da parte di Matteo Mangiacavallo, è stata chiesta la convocazione urgente di un’audizione presso la IV Commissione Ambiente e Territorio dell’ARS, alla presenza dell’Assessore regionale di competenza, dei responsabili della ditta Autolinee Gallo Srl, dell’associazione L’AltraSciacca e del Comitato pendolari Sciacca-Palermo-Sciacca.

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Ponte crollato in #Sicilia, dopo sei anni pendolari ancora senza treni! #SceglieteIlFuturo #CancelleriPresidente #M5S

di MoVimento 5 Stelle

Da quando nel 2011 è crollato il ponte della tratta ferroviaria Gela-Caltagirone, usata ogni giorno da migliaia di pendolari siciliani, né il Governo né la Regione Siciliana ad oggi hanno fatto nulla. Lo ha appena ammesso lo stesso Ministero dei Trasporti che, rispondendo al question time promosso in Commissione dal deputato 5 stelle Diego De Lorenzis, ‘ha manifestato la disponibilità ad avviare un tavolo di confronto con RFI e Regione Siciliana’.

Dopo sei anni di immobilismo da parte dei vari Governi di destra e di sinistra che si sono susseguiti, il Ministero dei Trasporti aveva bisogno di essere interrogato dal MoVimento 5 Stelle per produrre una semplice dichiarazione d’intenti? Questa risposta è offensiva per i cittadini e per un servizio essenziale come quello del trasporto pubblico.

Lo abbiamo visto nei giorni scorsi con i nostri occhi durante il tour del MoVimento 5 Stelle per le elezioni regionali in Sicilia: una ferrovia letteralmente spezzata dal crollo di un ponte, evidentemente mal progettato, che serviva centinaia di studenti, lavoratori e turisti ogni giorno e la cui definitiva demolizione, a detta del Ministero dei Trasporti, è costata finora quasi 2 miliardi di euro. Una vergogna senza fine. Il Governo ci ha inoltre risposto che la messa a norma dell’infrastruttura è stimata all’incirca in 90 milioni di euro.

Delrio, così come Renzi e Berlusconi, resuscitano periodicamente progetti di grandi opere inutili come il Ponte sullo Stretto che costano decine di miliardi di euro ai contribuenti italiani ma poi non riescono mai a trovare poche decine di milioni per ripristinare un ponte utilissimo in aree scarsamente infrastrutturate che ne hanno necessità immediata. Questo è l’emblema della malapolitica, in Sicilia come nel resto d’Italia. Ecco cosa hanno prodotto sei anni di partitocrazia: disservizi, sprechi e disagi. E’ ora di mandarli a casa e scegliere un Governo a 5 stelle!

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Zero fondi per i trasporti: così i partiti massacrano la #Sicilia – #M5S #CANCELLERIPRESIDENTE #SCEGLIETEILFUTURO

Dei 24 miliardi stanziati per i trasporti europei, zero è destinato alla Sicilia che però è una delle regioni più povere d’Europa e una di quelle più bisognose di infrastrutture.

I politici bussano alla porta dei siciliani solo per chiedere il voto durante la campagna elettorale. Poi, una volta chiuse le urne, di loro se ne fregano. Un esempio? Dei 24 miliardi stanziati per i trasporti europei, zero è destinato alla Sicilia che però è una delle regioni più povere d’Europa e una di quelle più bisognose di infrastrutture.

Il Connecting Europe Facility (CEF), il meccanismo per collegare l’Europa, è un programma di finanziamenti diretti della Commissione Europea attraverso il quale vengono finanziate le infrastrutture di trasporti europee. La programmazione 2014-2020 prevede stanziamenti per 24 miliardi di euro (di cui già assegnati circa 22,5 miliardi) destinati interamente al settore dei trasporti, (marittimo, stradale, ferroviario, aviazione). Alla Sicilia, che fa parte del corridoio scandinavo-mediterraneo, nessun fondo è stato assegnato.

La selezione avviene su base competitiva dei progetti che presentino un elevato valore aggiunto europeo. Possono presentare i progetti imprese private, enti pubblici, società a capitale misto. Gli Stati Membri coordinano e approvano preventivamente la presentazione dei progetti prima di inviarli alla Commissione. Se il Sud è abbandonato la colpa è soprattutto dei partiti di centrodestra e centrosinistra che (mal)governano da anni il nostro Paese.

Ecco una panoramica di quello che la Sicilia ha perso finora:

CEF trasporti 2014
Pubblicata l’11 settembre 2014, stanziati 11,93 miliardi di euro ripartiti sia sul programma di lavoro multi-annuale (11 miliardi) che su quello annuale (930 mil €).
Nessun progetto presentato in Sicilia.

CEF trasporti 2015
Pubblicata il 5 novembre 2015, stanziati 7,6 miliardi di euro per progetti di interesse comune (Bandi di Coesione e Bandi Generali). Risultati annunciati l’8 luglio 2016.
Nessun progetto presentato in Sicilia.

CEF trasporti 2016
Pubblicata il 13 ottobre 2016, stanziati 1,9 miliardi di euro per progetti di interesse comune. Risultati annunciati l’8 luglio 2017 (Bandi di Coesione e Bandi Generali).
Nessun progetto presentato in Sicilia.

CEF trasporti 2017

Pubblicata l’8 febbraio 2017 (scadenze 14 luglio 2017 e 30 novembre 2017). Stanziato 1 miliardo di euro. In attesa dei risultati.

Fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/

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Pillole di programma – Strade, Infrastrutture e Trasporti – #M5S #Sicilia #CancelleriPresidente #SceglieteilFuturo

Se la Sicilia dovesse realizzare solo una minima parte delle strade e delle infrastrutture di cui ha bisogno, sarebbe un gigantesco ed eterno cantiere. Secondo un recentissimo censimento del Ministero delle Infrastrutture solo le incompiute nella nostra isola sono 142, con il corredo di una valanga di finanziamenti già stanziati. Per non parlare delle strade da riattivare e riparare. Il crollo del viadotto sulla A19 di un paio di anni fa, che spaccò in due la Sicilia, è ancora nei ricordi di tutti siciliani. Stato e Regione, come succede spesso in queste occasioni, sonnecchiarono a lungo mentre i siciliani tribolavano e le imprese andavano a rotoli. La nostra “trazzera”, si ricorderà, fu un utilissimo e provvidenziale tampone al disastro; ma il privato che si sostituisce alle istituzione assenti, ovviamente, non può essere la regola.
Per questo occorre un piano serio e certo di interventi sul versante infrastrutture, come è contemplato nel nostro programma di governo. La legislazione siciliana pertanto deve orientarsi in direzione del completamento e potenziamento del sistema trasportistico siciliano, sia per garantire il diritto, costituzionalmente garantito, alla mobilità, sia per incentivare lo sviluppo economico e territoriale. Di fondamentale importanza è poi, per un’isola come la nostra, assicurare la continuità territoriale, ovvero la capacità di garantire un servizio di trasporto che non penalizzi i cittadini residenti in territori meno favoriti.

Questi, in sintesi, i punti principali del programma del Movimento 5 stelle.

• Efficientamento di tutte le infrastrutture stradali, siano esse autostrade, strade provinciali o strade statali (mediante accordi specifici con Anas) attraverso il completamento delle strutture ancora sospese e l’ammodernamento di quelle esistenti.

• Risanare il Consorzio per le Autostrade Siciliane (Cas) ed evitare la fusione con Anas, cosa che comporterebbe non solo la rinuncia per il Cas a introitare i ricavi dei pedaggi autostradali, ma anche la rinuncia alla gestione degli appalti di progettazione e costruzione dei tratti le cui concessioni sono gestite attualmente dal consorzio stesso.

• Cooperazione con BEI – Banca Europea per gli investimenti – attraverso un protocollo, per l’avvio di piani di investimento infrastrutturali con partner internazionali realmente necessari al territorio della regione.

• Completamento e realizzazione di nuovi interventi di rilievo. Cito solo a titolo esemplificativo alcune opere, come la chiusura dell’anello autostradale Castelvetrano-Gela, il completamento del tratto Rosolini-Modica, lo sblocco delle procedure per l’avvio dell’autostrada Catania- Ragusa, il completamento della Palermo-Agrigento, il ripristino e la messa in sicurezza delle strade che attraversano le zone colpite da dissesto idrogeologico.

• L’avvio di interventi mirati al completamento o alla realizzazione ex-novo di tutte le infrastrutture ferroviarie necessarie per aderire alla programmazione comunitaria in materia (esempio il ripristino della linea ferroviaria Alcamo-Trapani, il raddoppio della linea ferroviaria Messina-Catania, e della linea Catenanuova Termini Imerese, la velocizzazione delle tratte ferroviarie Catania-Palermo e Palermo-Agrigento).

• La realizzazione di un sistema intermodale di trasporti. La previsione di interventi strutturali per incentivare la mobilità dolce/sostenibile. Azioni volte ad incentivare la mobilità elettrica potenziando, tra l’altro, la rete di rifornimento per i mezzi elettrici e sollecitando i comuni a dotarsi di un numero crescente di veicoli elettrici.

• Avvio di tutte le politiche volte alla tutela del principio di continuità territoriale. Riorganizzazione delle infrastrutture portuali di competenza regionale. Stipula di contratti di servizio per garantire trasporti pubblici gratuiti per i disoccupati. Avvio di azioni tese al miglioramento e al trasporto aereo (migliore accessibilità agli aeroporti, rivisitazione delle rotte delle compagnie aeree, potenziamento dell’aeroporto di Comiso).

È fondamentale inoltre, come accennato in premessa, risolvere con lo Stato le questioni relative agli appalti e gli eccessivi ribassi.

C’è tanto da fare; il 5 novembre abbiamo la possibilità di dare un nuovo volto a questa terra. Di darle il futuro che si merita. Il 5 novembre,#SceglieteilFuturo!

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