Zero fondi per i trasporti: così i partiti massacrano la #Sicilia – #M5S #CANCELLERIPRESIDENTE #SCEGLIETEILFUTURO

Dei 24 miliardi stanziati per i trasporti europei, zero è destinato alla Sicilia che però è una delle regioni più povere d’Europa e una di quelle più bisognose di infrastrutture.

I politici bussano alla porta dei siciliani solo per chiedere il voto durante la campagna elettorale. Poi, una volta chiuse le urne, di loro se ne fregano. Un esempio? Dei 24 miliardi stanziati per i trasporti europei, zero è destinato alla Sicilia che però è una delle regioni più povere d’Europa e una di quelle più bisognose di infrastrutture.

Il Connecting Europe Facility (CEF), il meccanismo per collegare l’Europa, è un programma di finanziamenti diretti della Commissione Europea attraverso il quale vengono finanziate le infrastrutture di trasporti europee. La programmazione 2014-2020 prevede stanziamenti per 24 miliardi di euro (di cui già assegnati circa 22,5 miliardi) destinati interamente al settore dei trasporti, (marittimo, stradale, ferroviario, aviazione). Alla Sicilia, che fa parte del corridoio scandinavo-mediterraneo, nessun fondo è stato assegnato.

La selezione avviene su base competitiva dei progetti che presentino un elevato valore aggiunto europeo. Possono presentare i progetti imprese private, enti pubblici, società a capitale misto. Gli Stati Membri coordinano e approvano preventivamente la presentazione dei progetti prima di inviarli alla Commissione. Se il Sud è abbandonato la colpa è soprattutto dei partiti di centrodestra e centrosinistra che (mal)governano da anni il nostro Paese.

Ecco una panoramica di quello che la Sicilia ha perso finora:

CEF trasporti 2014
Pubblicata l’11 settembre 2014, stanziati 11,93 miliardi di euro ripartiti sia sul programma di lavoro multi-annuale (11 miliardi) che su quello annuale (930 mil €).
Nessun progetto presentato in Sicilia.

CEF trasporti 2015
Pubblicata il 5 novembre 2015, stanziati 7,6 miliardi di euro per progetti di interesse comune (Bandi di Coesione e Bandi Generali). Risultati annunciati l’8 luglio 2016.
Nessun progetto presentato in Sicilia.

CEF trasporti 2016
Pubblicata il 13 ottobre 2016, stanziati 1,9 miliardi di euro per progetti di interesse comune. Risultati annunciati l’8 luglio 2017 (Bandi di Coesione e Bandi Generali).
Nessun progetto presentato in Sicilia.

CEF trasporti 2017

Pubblicata l’8 febbraio 2017 (scadenze 14 luglio 2017 e 30 novembre 2017). Stanziato 1 miliardo di euro. In attesa dei risultati.

Fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/

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Pillole di programma – Strade, Infrastrutture e Trasporti – #M5S #Sicilia #CancelleriPresidente #SceglieteilFuturo

Se la Sicilia dovesse realizzare solo una minima parte delle strade e delle infrastrutture di cui ha bisogno, sarebbe un gigantesco ed eterno cantiere. Secondo un recentissimo censimento del Ministero delle Infrastrutture solo le incompiute nella nostra isola sono 142, con il corredo di una valanga di finanziamenti già stanziati. Per non parlare delle strade da riattivare e riparare. Il crollo del viadotto sulla A19 di un paio di anni fa, che spaccò in due la Sicilia, è ancora nei ricordi di tutti siciliani. Stato e Regione, come succede spesso in queste occasioni, sonnecchiarono a lungo mentre i siciliani tribolavano e le imprese andavano a rotoli. La nostra “trazzera”, si ricorderà, fu un utilissimo e provvidenziale tampone al disastro; ma il privato che si sostituisce alle istituzione assenti, ovviamente, non può essere la regola.
Per questo occorre un piano serio e certo di interventi sul versante infrastrutture, come è contemplato nel nostro programma di governo. La legislazione siciliana pertanto deve orientarsi in direzione del completamento e potenziamento del sistema trasportistico siciliano, sia per garantire il diritto, costituzionalmente garantito, alla mobilità, sia per incentivare lo sviluppo economico e territoriale. Di fondamentale importanza è poi, per un’isola come la nostra, assicurare la continuità territoriale, ovvero la capacità di garantire un servizio di trasporto che non penalizzi i cittadini residenti in territori meno favoriti.

Questi, in sintesi, i punti principali del programma del Movimento 5 stelle.

• Efficientamento di tutte le infrastrutture stradali, siano esse autostrade, strade provinciali o strade statali (mediante accordi specifici con Anas) attraverso il completamento delle strutture ancora sospese e l’ammodernamento di quelle esistenti.

• Risanare il Consorzio per le Autostrade Siciliane (Cas) ed evitare la fusione con Anas, cosa che comporterebbe non solo la rinuncia per il Cas a introitare i ricavi dei pedaggi autostradali, ma anche la rinuncia alla gestione degli appalti di progettazione e costruzione dei tratti le cui concessioni sono gestite attualmente dal consorzio stesso.

• Cooperazione con BEI – Banca Europea per gli investimenti – attraverso un protocollo, per l’avvio di piani di investimento infrastrutturali con partner internazionali realmente necessari al territorio della regione.

• Completamento e realizzazione di nuovi interventi di rilievo. Cito solo a titolo esemplificativo alcune opere, come la chiusura dell’anello autostradale Castelvetrano-Gela, il completamento del tratto Rosolini-Modica, lo sblocco delle procedure per l’avvio dell’autostrada Catania- Ragusa, il completamento della Palermo-Agrigento, il ripristino e la messa in sicurezza delle strade che attraversano le zone colpite da dissesto idrogeologico.

• L’avvio di interventi mirati al completamento o alla realizzazione ex-novo di tutte le infrastrutture ferroviarie necessarie per aderire alla programmazione comunitaria in materia (esempio il ripristino della linea ferroviaria Alcamo-Trapani, il raddoppio della linea ferroviaria Messina-Catania, e della linea Catenanuova Termini Imerese, la velocizzazione delle tratte ferroviarie Catania-Palermo e Palermo-Agrigento).

• La realizzazione di un sistema intermodale di trasporti. La previsione di interventi strutturali per incentivare la mobilità dolce/sostenibile. Azioni volte ad incentivare la mobilità elettrica potenziando, tra l’altro, la rete di rifornimento per i mezzi elettrici e sollecitando i comuni a dotarsi di un numero crescente di veicoli elettrici.

• Avvio di tutte le politiche volte alla tutela del principio di continuità territoriale. Riorganizzazione delle infrastrutture portuali di competenza regionale. Stipula di contratti di servizio per garantire trasporti pubblici gratuiti per i disoccupati. Avvio di azioni tese al miglioramento e al trasporto aereo (migliore accessibilità agli aeroporti, rivisitazione delle rotte delle compagnie aeree, potenziamento dell’aeroporto di Comiso).

È fondamentale inoltre, come accennato in premessa, risolvere con lo Stato le questioni relative agli appalti e gli eccessivi ribassi.

C’è tanto da fare; il 5 novembre abbiamo la possibilità di dare un nuovo volto a questa terra. Di darle il futuro che si merita. Il 5 novembre,#SceglieteilFuturo!

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La proposta sulla ZTL del M5S Sciacca

Leggi lo studio preliminare del M5S sulla ZTL nel centro storico di Sciacca

Il M5S intende intervenire con concretezza e metodo su un argomento di grande importanza per una città, come Sciacca, che vuole puntare sul turismo: la definizione e la regolamentazione di una zona a traffico limitato.

La ZTL dev’essere vista, prima di tutto, come una scelta culturale per limitare i danni dell’inquinamento atmosferico, salvaguardare il centro storico e renderlo più fruibile a saccensi e turisti. Si tratta di un progetto che non può essere improvvisato o approcciato per tentativi come fatto fino ad oggi.

Per venire incontro alle esigenze di commercianti, residenti, turisti e visitatori in generale, non è possibile individuare come soluzione del problema la semplice chiusura al traffico per fasce orarie, ma va predisposto un insieme di azioni coordinate che conducano tutte verso l’obiettivo finale: l’istituzione di una ZTL che sia un vantaggio per la città e non più un “problema”.

Il nostro tavolo di lavoro si è pertanto riunito in queste settimane insieme a tecnici e alcuni commercianti del centro storico ed ha eseguito un approfondito studio sulla tematica ZTL, valutato diverse soluzioni, elaborato proposte concrete e soprattutto un’adeguata metodologia di applicazione di queste per non creare disagi alla città.

La proposta del M5S nei riguardi della ZTL si può riassumere nei seguenti punti:

  1. Suggeriamo all’Amministrazione la creazione di un “tavolo di confronto ZTL” costituito dalla giusta rappresentanza di forze dell’ordine, residenti, commercianti le cui esigenze devono essere ascoltate e prese in considerazione al fine di trovare una soluzione condivisa e negli interessi di tutti.
  2. Mettiamo a disposizione del tavolo di confronto un documento contenente:
    • uno studio sui servizi a corredo della ZTL che vanno previsti al fine di garantire il successo del progetto (individuazione aree nuovi parcheggi, pass residenti, istituzione di nuovi collegamenti con mezzi pubblici…);
    • una metodologia da seguire per l’attivazione graduale della ZTL. (Una ZTL che racchiuda l’intero centro storico attivata prima ancora che si riesca ad offrire ai cittadini tutti i servizi a corredo, creerebbe un disservizio tale da generare caos tra residenti, commercianti e visitatori del centro storico. Indichiamo e illustriamo, pertanto, un metodo di intervento per step successivi);
    • L’individuazione di un’area del centro minimale da trasformare in ZTL permanente che possa essere da punto di partenza per un’estensione futura a tutto il centro storico.

Le nostre proposte sono state raccolte e pubblicate sul nostro sito www.sciacca5stelle.it. Trattandosi di un documento aperto a modifiche e/o integrazioni, chiediamo ai cittadini di partecipare con idee e commenti scrivendo all’indirizzo email movimento5stellesciacca@gmail.com.

Ancora una volta, l’obiettivo del M5S Sciacca è quello di collaborare negli interessi della Città. Noi siamo pronti.

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M5S: “Sempre più isolati i Comuni dell’Agrigentino”

Scorrimento veloce Palermo–Agrigento, i lavori si fermeranno a Manganaro, per completare l’opera vanno reperiti nuovi fondi. Stamattina l’audizione a Palazzo dei Normanni chiesta dai Cinquestelle.

“Tagliata fuori la provincia di Agrigento, sempre più isolata e distante dagli altri capoluoghi siciliani. E’ un quadro sconfortante quello che emerge dall’audizione di oggi in IV commissione all’Ars, con oggetto il completamento dello scorrimento veloce Palermo – Agrigento”. Lo dice il deputato del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo che, insieme al collega parlamentare Giampiero Trizzino, aveva chiesto di sentire l’assessore alle Infrastrutture e il dirigente del dipartimento, nonché i vertici dell’Anas, proprio sugli stanziamenti finanziari previsti per il completamento dell’opera e, quindi, sull’esclusione dalla lista delle opere di interesse nazionale.

“Nonostante le rassicurazioni da parte dell’assessorato sul fatto che la fuoriuscita dal piano delle opere strategiche non comprometterà i lavori già in corso, – afferma Mangiacavallo – lascia molte perplessità e molta amarezza, invece, che buona parte del tratto non abbia ancora una storia certa”. “Durante l’audizione di oggi, – continua il deputato – sono state date garanzie soltanto rispetto ai tempi e finanziamenti per il completamento dei lotti da Palermo fino a Bolognetta e da Bolognetta a Manganaro. Invece, nessun finanziamento e nessuna scadenza certa per completare la Palermo-Agrigento di cui si parla ormai da circa 20 anni; sulle carte della Regione leggiamo solamente ‘risorse da reperire’”.

Il parlamentare 5Stelle è critico anche riguardo il tratto che dovrebbe essere completato, quello che va da Palermo a Bolognetta, e che verrà consegnato, comunque, con due anni di ritardo. “Sette anni di lavori, interruzioni continue e strade inutilizzabili, – conclude Mangiacavallo – tutto questo per avere soltanto una corsia in più. L’attuale strada a due corsie, dalla quale passano oltre 22 mila macchine al giorno, passerà infatti a tre corsie. In pratica, anni di vitaccia per viaggiatori, pendolari e turisti, per un’opera che somiglia sempre di più ad un ‘topolino partorito dalla montagna’”.

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Bloccate i bandi per la vendita dei tratti dell’ex tracciato ferroviario Castelvetrano-PortoEmpedocle!

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L’Assemblea M5S di Sciacca, apprende grazie alla denuncia effettuata dalle associazioni Sicilia in Treno e L’AltraSciacca che ben 4 tratti dell’ex tracciato ferroviario della linea Castelvetrano-PortoEmpedocle, ricadenti nel nostro territorio, saranno venduti a privati attraverso dei bandi pubblici che saranno esperiti il prossimo 2 Dicembre.

Questi tratti della ex ferrovia sono importanti per lo sviluppo turistico della nostra città. Ricordiamo infatti il progetto sviluppato dal Comune di Sciacca per la riconversione della tratta ferroviaria in Greenway, l’individuazione della tratta in oggetto come strategica nel piano di mobilità dolce della Regione Siciliana, nel progetto europeo Eurovelo e nel progetto italiano Ciclopiste del Sole, e l’individuazione come misura strategica nel prossimo quadriennio di sviluppo degli investimenti facenti capo all’Unione Europea.

Si ricordano inoltre i numerosi decreti e leggi nazionali che mirano al riutilizzo delle tratte dismesse come piste ciclabili con la cessione gratuita delle aree di sedime alle amminitrazioni comunali.
Si segnala infine una grave anomalia nei bandi di vendita, con l’omessa dichiarazione come destinazione urbanistica delle sede ferroviaria come ex ferrovia/strada turistica.

Per tali motivi il nostro rappresentante regionale Matteo Mangiacavallo presenterà un’interpellanza urgente al Governo regionale per annullare la vendita  e per attivare la cessione a titolo gratuito al Comune di Sciacca dell’intera tratta ferroviaria che attraversa il nostro territorio.

Chiediamo inoltre al Sindaco del Comune di Sciacca di fare fronte comune attivando gli uffici Comunali per chiedere con urgenza alla Ferservizi di annullare i bandi.

Se nulla verrà fatto perderemo un’ulteriore occasione di sviluppo del nostro territorio.

Assemblea M5S di Sciacca

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Ponte sullo Stretto, M5S: “Pacco per il sud, Ponte per il nord”

Ponti e pensioni per tutti, così Renzi e Crocetta avviano la fase dei miracoli da referendum. Nella guerra dei numeri, i portavoce fanno un elenco di alcune delle infrastrutture siciliane disastrate.

renzi-crocetta-marionetta

100 mila posti di lavoro, un ponte nuovo nuovo per lo Stretto, pensioni maggiorate di 80 euro e tanti altri miracoli numerici da referendum sono già depositati nel cappello magico del presidente del Consiglio Renzi, avallato anche questa volta dal presidente della Regione Siciliana Crocetta che sostiene ‘non ci metteremo di traverso’”. Così, in questa guerra di numeri, come fosse una partita di monopoli, si inseriscono i deputati all’Ars del Movimento 5 Stelle che, invece, hanno chiari altri dati, purtroppo già sotto gli occhi di tutti: “7 miliardi di euro l’anno sono i contenziosi con lo Stato ai quali Crocetta, in totale autonomia, ha rinunciato; 10 miliardi di euro occorrono per completare la rete viaria siciliana, ferma agli anni ’70; rete ferroviaria ferma all’anno zero, nessun investimento e tagli mostruosi. Tanta è la preoccupazione in casa PdRenzi per questo referendum, la si riconosce dal lezzo dalle numerose bugie che il premier sta già mettendo in campo”.

Renzi non ha avuto nemmeno il buon gusto di cambiare mantra rispetto a tutti i suoi predecessori”, afferma il capogruppo all’Ars dei Cinquestelle Matteo Mangiacavallo. Interviene anche la portavoce del Messinese Valentina Zafarana: “E’ chiaro e inequivocabile il NO al Ponte sullo Stretto già costato oltre 600 milioni agli italiani. Come se non bastasse, Renzi, Crocetta e l’intero Pd dimenticano, forse, l’insostenibilità progettuale, tecnica, ambientale ed economica dell’Opera, supportata da diversi studi scientifici”.

E concludono i 14 parlamentari Cinquestelle siciliani, che dispensano persino un suggerimento al presidente del Consiglio: “Adesso vada a fare la sua campagna referendaria al Nord perché le Regioni del sud sono stanche di sentirsi prendere in giro”.

Intanto sull’inutilità del ponte, la deputata Claudia Mannino annuncia una interrogazione alla Camera, nella quale sarà inserita la “fuffa” del patto per il Sud e delle promesse senza copertura finanziaria. “Nel piano delle infrastrutture strategiche – dice – il ponte non c’è più, cosi come nell’ultima legge obiettivo non vi era alcuna copertura finanziaria”. Tra le altre cose che per la deputata dovrebbero avere la precedenza sul ponte ci sono, ad esempio, le obsolete e insufficienti reti ferroviarie siciliane (oggetto di una interrogazione presentata alla Camera dalla Mannino, dalle deputate siciliane Lorefice e Cancelleri e da altri parlamentari nazionali). L’atto parlamentare accende i riflettori sulle enormi carenze delle rete siciliana, che solo nella misura del 13 per cento ha il doppio binario, con svariati chilometri di linee non elettrificate e con treni in servizio molto vecchi.

In conclusione, impossibile sarebbe elencare tutte le strade interrotte, quelle incomplete e i lavori promessi, finanziati e mai iniziati in Sicilia. Ma i deputati M5S fanno, comunque, l’elenco di alcune opere infrastrutturali disastrate e abbandonate. Tra queste, la Pa-Ag, tra semafori, crollo del ponte Scorciavacche e lavori interrotti, percorrerla è un calvario; la Siracusa-Gela doveva essere finita nel ’76. Nel palermitano: sp 2, sp4, sp 4 bis, sp 44, sp 45, sp 107, sp 27, sp 133, sp 24 Caltavuturo-Scillato, sp8 Caltavuturo-Valledolmo, ss120 da Cerda fino a Tremonzelli, Scillato-Collesano, poi da Collesano a Campofelice di Roccella, Sclafani Bagni-Alia, interrotte, franate e in condizioni pietose. Per non parlare della ss 624, la statale Palermo Sciacca, con i suoi innumerevoli dossi sui ponti. E ancora la fantomatica Nord-Sud; la statale 640 Caltanissetta-Agrigento; la Caltanissetta-Mussomeli. Nell’Ennese: la SP4 interrotta tra Valguarnera e Piazza Armerina da una ventina di anni e la ss121 divenuta un colabrodo; e ancora la Palermo-Mazara, con i piloni da consolidare che rischiano di collassare. Nella provincia di AG ci sono state segnalate in dissesto (e conseguentemente abbiamo provveduto ad interrogare) queste strade provinciali: 17, 21, 24, 26, 44, 45, 6, 32 e 34. La strada provinciale 29 Trapani-Salemi; la ss 27 Poggioreale – Santa Margherita Belice; e a Siracusa SP tra Palazzolo e Giarratana.

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M5S: “Viadotto Himera agibile da tempo. Ora risarcimenti per le aziende”

ponte-himera

“La riapertura della carreggiata sul ponte Himera è la prova che quello che dicevamo da sempre era corretto. Il tratto autostradale era agibile, ne andava testata subito la staticità, dopo aver abbattuto la carreggiata collassata. Chi ha sbagliato paghi e, soprattutto, risarcisca le imprese siciliane per gli enormi danni subiti inutilmente”. Attacca a testa bassa il M5s all’Ars dopo l’annuncio di Renzi per una cosa di cui “dovrebbe vergognarsi” e che, “evidentemente, non conosce nemmeno a grandi linee”.

“Non si spiegano altrimenti – dice il deputato Giancarlo Cancelleri – le fantomatiche 4 corsie che, in Sicilia, esistono solo nella sua testa, assieme al Gottardo italiano. La corsa ad infinocchiare gli italiani è uno sport che il premier pratica con costanza ed abnegazione, ma non sempre è destinata a regalare soddisfazioni. Quando si corre troppo i capitomboli sono dietro l’angolo. E questo siciliano, mi sa tanto, che sarà molto rovinoso. Oltre al danno dell’ignavia e dell’imperizia, i siciliani non possono tollerare la beffa della presa per i fondelli”.

Per questo Il M5s metterà al lavoro il suo staff legale, che cercherà di capire chi e come dovrà risarcire le imprese e la Sicilia per “danni gravissimi, ma in gran parte evitabili”. “I tempi impiegati per mettere una pezza a questo sfacelo – dice il deputato Stefano Zito – sono ingiustificabili e questo ha gonfiato le perdite e i danni alle imprese e alla Sicilia. I test sulla carreggiata andavano fatti subito dopo l’abbattimento della carreggiata danneggiata,cosa che andava pure nettamente anticipata rispetto ai tempi inaccettabili tenuti. Lo abbiamo sempre detto”.

A suffragare i suggerimenti del M5s era stata anche l’Università di Palermo e in particolare il professore Vincenzo Liguori, docente della facoltà di ingegneria che, come lui stesso ha affermato, si era messo a disposizione per le prove di staticità, ma senza successo: “Siamo stati ignorati”, ha detto il professore. Per cercare di “ricucire” in temi brevi la Sicilia Il M5S regionale, in collaborazione con alcuni deputati nazionali e alcuni professionisti del meetup di Caltanissetta, aveva redatto anche un dettagliato progetto riconosciuto dall’università di Palermo migliore rispetto a quello statale, ma anche questo era stato ignorato

“Tutto questo – chiosa Cancelleri -non può passare sotto silenzio. Andremo a fondo. Siamo in attesa ancora di capire chi dovrà pagare anche per quanto accaduto. Ricordiamo inoltre che sul fronte frana, cosa che ha causato tutto ciò, non è stato fatto praticamente nulla”.

Fonte: livesicilia.it

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Sicilia in ginocchio, gli autotrasportatori sempre più disperati: “Per colpa dell’assenza di infrastrutture perdiamo 300 euro al giorno per ogni mezzo”

La viabilità al collasso provoca danni incalcolabili all’economia di questa regione, i nostri prodotti diventano poco competitivi sui mercati nazionali ed internazionali. Il M5S all’Ars ha incontrato le sigle dell’Autotrasporto siciliano: “Faremo luce sulle inadempienze. Stiamo predisponendo richieste di accesso agli atti, interrogazioni parlamentari e soprattutto accogliamo le proposte delle sigle al fine di portare avanti nuove metodologie di trasporto”.

autotrasportatori

“Siamo quasi giunti ad un punto di non ritorno, la Sicilia rischia di essere esclusa dai mercati nazionali ed internazionali, agroalimentari e non solo”. Lo dice il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars Giorgio Ciaccio, subito dopo aver incontrato le sigle dell’Autotrasporto siciliano che compongono la Consulta regionale. All’incontro che si è tenuto ieri mattina nei locali del gruppo parlamentare M5S all’Ars hanno partecipato diversi rappresentanti delle sigle di autotrasportatori, e, appunto, i deputati regionali Cinquestelle Giorgio Ciaccio e Matteo Mangiacavallo.

Gli autotrasportatori hanno evidenziato i problemi derivanti dalla gravissima situazione in cui versa la viabilità siciliana e con essa il trasporto merci su gomma. Dal tavolo sono emerse le criticità del settore e le gravi inadempienze dell’attuale governo e di quelli che lo hanno preceduto. “Il comparto e la filiera delle esportazioni vivono una crisi di non facile soluzione – continua Ciaccio – e a pagarne lo scotto è soprattutto l’agricoltura, con un aumento significativo dei costi dei prodotti sui mercati internazionali, resi poco competitivi”. “La situazione drammatica delle strade ed autostrade siciliane – aggiunge l’attivista Cinquestelle Giuseppe Sicilia, anche lui presente all’incontro –  è sotto gli occhi di tutti. Ogni ditta perde mediamente 300 euro al giorno per ogni mezzo”.

Il Movimento 5 Stelle si impegna sin da subito a predisporre tutti i passaggi necessari a gettare luce sulle inadempienze. “Stiamo già predisponendo le richieste di accesso agli atti, – conclude il deputato saccense Matteo Mangiacavallo – interrogazioni parlamentari e, soprattutto, collaboreremo con tutte le sigle dell’Autotrasporto siciliano al fine di portare avanti nuove metodologie di trasporto che possano rendere competitivo il mercato siciliano”. Le idee messe sul tavolo vanno dal potenziamento della viabilità primaria e secondaria, degli interporti, mai avvenuto o fatto alla solita vecchia maniera inconcludente, alla realizzazione fattiva delle autostrade del mare e a un riassetto degli organi rappresentativi del comparto.

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Strade provinciali disastrate, pioggia di interrogazioni all’Ars targate M5S

L’invito al Ministro Alfano: “Venga a percorrere le strade della sua stessa provincia prima di parlare di Ponte sullo Stretto, in Sicilia mancano le infrastrutture di base”. Così il primo firmatario, il deputato Cinquestelle Mangiacavallo che sta inoltrando tante interrogazioni quante sono le strade al collasso.

strade-provinciali-1

Sono la Sp24 e la Sp26, o la Sp44 e la Sp45, giusto per citarne alcune, le strade interessate dall’azione condotta dal deputato M5S dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo. Il parlamentare Cinquestelle chiede l’intervento urgente del governo regionale e presenta così tante interrogazioni quante sono ad oggi le strade provinciali al collasso.

Mangiacavallo parte con la sua provincia, quella di Agrigento appunto. “Mi sono trovato a percorrere la Sp 24, –afferma il deputato M5S – che collega Cammarata alla SS 189 Palermo-Agrigento, giusto pochi giorni fa. Già un anno fa avevamo segnalato allo stesso governo regionale lo stato disastroso in cui si trovava. Non abbiamo ancora ricevuto risposte”. “Ho avuto modo di constatare che la situazione – aggiunge – è ulteriormente peggiorata e lo stato del manto stradale è in condizioni pessime. Con la collaborazione degli attivisti dei Meetup di San Giovanni Gemini e Cammarata, che hanno realizzato un dossier fotografico, ho deciso di interrogare ancora una volta l’assessore al ramo”.

strade-provinciali-2Trovo assurdo – continua Mangiacavallo – che si continui a parlare di Ponte sullo Stretto quando in Sicilia mancano le infrastrutture di base. Esistono strade ridotte a trazzere e la nostra trazzera che funge da strada. Mentre le arterie principali sono interrotte dalle frane, le strade provinciali dimostrano l’incapacità amministrativa di chi doveva provvedere alla loro manutenzione e se n’è disinteressato per anni“.

Inviterei Alfano, e tutti coloro che vogliono collegare la Sicilia alla Calabria con grandi opere, – conclude il deputato – a percorrere la Sp24 o la Sp26, o la Sp44, o ancora la Sp45, giusto per citarne alcune, che sono tutte della sua provincia, prima di pensare al ponte. Inoltreremo tante interrogazioni quante sono queste strade, giusto per capire quanto tempo deve passare ancora prima di vedere in chi governa l’interesse per le piccole opere, quelle che servono ai cittadini, quelle che sono utili nel quotidiano, quelle che spesso salvano la vita della gente“.

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La trazzera è servita – #TrazzEraOra – #M5S – #Sicilia

Inaugurata la scorciatoia di Caltavuturo finanziata dal Movimento 5 stelle con le indennità mensili. Permetterà di aggirare la A19. “Certo, ci saranno limitazioni, ma farà risparmiare un sacco di tempo”.

#TrazzEraOra - La Regia Trazzera che unisce la Sicilia - Via dell'Onesta' - #M5s  (8)

E’ stata inaugurata oggi, per essere aperta al traffico domani, la scorciatoia di Caltavuturo (Palermo) che servirà a bypassare l’interruzione della A19, dopo la chiusura di un tratto dell’autostrada a causa del cedimento di due piloni all’altezza di Scillato.

La trazzera è stata finanziata con 300 mila euro devoluti dai deputati regionali del Movimento 5 stelle, che hanno utilizzato le indennità rifiutate mensilmente. Alla cerimonia, in un clima di festa con canti e cibo, parlamentari siciliani e nazionali, attivisti del M5s, i sindaci dei comuni del circondario e semplici cittadini.

“Da Guinness dei primati, o quasi, i tempi per la realizzazione: 50 giorni dall’annuncio, 37 dall’avvio della prima ruspa”, spiegano i grillini. “A un mese dall’avvio dei lavori, l’opera, finanziata con i soldi che mensilmente restituiscono i deputati del Movimento 5 stelle è quindi una realtà e farà tirare un grandissimo sospiro di sollievo alle decine di migliaia di automobilisti che con enorme fatica sono costretti ad inerpicarsi sulle montagne di Polizzi per passare dalla Sicilia orientale a quelle occidentale e viceversa”.

L’arteria finanziata dal Movimento è la sistemazione di una regia trazzera, riportata in vita da due imprese del luogo nei giorni immediatamente successivi al crollo del ponte. Il tratto è lungo circa un chilometro e largo cinque metri e mette in comunicazione la statale 643 con la provinciale 24, che a loro volta immettono agli svincoli di Scillato e Tremonzelli. La scorciatoia è stata realizzata in calcestruzzo, con canali di gronda e guardrail ed un impianto semaforico (il primo nella storia di Caltavuturo) posto a ridosso della trazzera, dove la circolazione avverrà a senso unico alternato.

“Certo – dicono i deputati -, ci saranno delle limitazioni, come il limite di velocità a 20 chilometri orari e l’inibizione alla circolazione ai mezzi pesanti, superiori alla tre tonnellate e mezzo. Da qui a dire che potranno circolare solo trattori e mezzi agricoli, come ha voluto far credere qualcuno, ce ne corre. Questa strada è nettamente più agevole, e meno pericolosa di quella per Polizzi, che attualmente percorre chi si sposta da Palermo verso Catania e viceversa. Non è certo la soluzione definitiva al problema dell’autostrada, questo ci teniamo a sottolinearlo, ma sarà certamente una valvola di sfogo, considerato che consentirà agli automobilisti di risparmiare chilometri e tempi di percorrenza (si prevedono almeno 40 minuti in meno rispetto al giro di Polizzi)”.

Fonte: lasiciliaweb.it

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