Video | In #Sicilia possiamo cambiare un sistema: prepariamoci al rush finale! #SceglieteilFuturo #M5S #CancelleriPresidente

di Alessandro Di Battista

Ciao a tutti, manca davvero poco al voto del 5 novembre, alle prossime elezioni in Sicilia. Sono elezioni importantissime, possiamo veramente cambiare un sistema lì e sarà una battaglia all’ultimo voto. Per cui mi rivolgo a tutti gli attivisti, ai nostri sostenitori: dateci una mano, fatevi il mazzo in queste ultime ore, andate casa per casa, non dobbiamo sprecare nessun volantino (e sapete quanto noi stiamo attenti ai soldi per stamparli).

Dobbiamo far capire – casa per casa – che abbiamo un programma, che siamo gli unici capaci di tagliare i privilegi, di ridurre osceni sprechi, e mettere tutti questi denari nelle priorità, che per noi sono la sanità, i trasporti, le politiche sul lavoro. Siamo gli unici capaci di andare dove occorre andare e ridiscutere, magari proprio con un presidente della regione del MoVimento 5 Stelle, alcuni trattati che hanno massacrato pescatori e agricoltori siciliani. Aiutateci a far capire che chi vota centro-sinistra in realtà vota Musumeci, perché tanto loro non vincono, e chi vota Musumeci in realtà vota impresentabili, vota cuffariani, vota Lombardiani, insomma occorre cambiare.

Riflettiamo sul fatto che prima di Crocetta, che è stato un fallimento totale, gli ultimi due presidenti della regione Sicilia erano stati Lombardo -condannato per voto di scambio- e Cuffaro, finito in carcere per favoreggiamento se non sbaglio a cosa nostra.

Abbiamo veramente la possibilità di farcela, di cambiare. Ci crediamo tantissimo. Io nei prossimi giorni verrò in Sicilia, verrò e mi farò l’ultima settimana alla grande insieme a Luigi, insieme a Giancarlo, ma non ce la facciamo se ognuno non si assume la propria responsabilità. Online, Facebook, social network vanno benissimo, ma dobbiamo parlare, dobbiamo sorridere alle persone, dobbiamo far capire che abbiamo a cuore l’isola e fargli capire che c’è una possibilità, un possibile cambiamento enorme che può partire dalla Sicilia, dove avete visto gli inciuci osceni che fanno: impresentabili, candidati arrestati, che fanno campagna elettorale agli arresti domiciliari.

Ma poi questo cambiamento può arrivare dovunque, per cui davvero mi rivolgo ancora a tutti i nostri sostenitori, casa per casa, porta a porta, nel modo giusto con educazione, con il sorriso, parlando dei programmi, di idee.  Facendogli capire che abbiamo già rinunciato ai vitalizi, che ci siamo già tagliati gli stipendi, che abbiamo già fatto battaglie su battaglie per il bene collettivo e l’interesse generale. È una questione di voto su voto, e ce la possiamo fare. Ma dobbiamo fare uno sforzo finale importantissimo, perché veramente sarà questione di battaglia all’ultimo voto. Forza ragazzi. E coraggio.

Ps: sostienici con una donazione —> http://www.giancarlocancelleri.it/donazioni/

ECCO TUTTE LE TAPPE DEL TOUR IN SICILIA #SCEGLIETEILFUTURO. PASSATE PAROLA E RAGGIUNGETECI!

OGGI 23 ottobre
Ore 15:30 Misterbianco
via Giordano Bruno 124 – Piazza XXV Aprile – Piazza Mazzini
Ore 18:00 Paternò
Via Vittorio Emanuele
Ore 21:00 Acireale
Largo Giovanni XXIII (Sotto L’arco del Vescovo)

24 ottobre
Ore 18:00 Caltagirone
Piazza Municipio
Ore 21:00 Enna
Piazza Vittorio Emanuele

27 ottobre
Ore 15:30 Villafranca Tirrena
Ore 18:00 Milazzo
Piazza Caio Duilio?
Ore 21:00 Messina
Piazza Cairoli

28 ottobre
Ore 16:00 fino alle 23:00 Catania Day
Pomeriggio a Catania in compagnia dei portavoce regionali, nazionali ed europei
Ore 18:00 Augusta
Piazza Duomo
Ore 21:00 comizio a Catania
Piazza Università

29 ottobre
Ore 9:00 fino alle 22:00 Palermo Day
Intera giornata a Palermo in compagnia dei portavoce regionali, nazionali ed europei

30 ottobre
Ore 21:00 Trapani

31 ottobre
Ore 18:00 Alcamo
Corso VI Aprile (attraverso Piazza Ciullo d’Alcamo)
Ore 21:00 Sciacca

1 novembre
Ore 21:00 Agrigento
Piazza Cavour

2 novembre
Ore 18:00 Niscemi
Ore 21:00 comizio a Caltanissetta

3 novembre
Ore 21:00 comizio finale a Palermo
Piazza Verdi

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Riforma totale della sanità in #Sicilia: tempi certi per visite e esami #M5S #CANCELLERIPRESIDENTE #SCEGLIETEILFUTURO

di Giancarlo Cancelleri

La Sanità in Sicilia va riformata completamente. Va rivista la rete ospedaliera, vanno riviste le piante organiche, e abbiamo bisogno di più personale. Però c’è una cosa che mi indigna particolarmente, ovvero le lunghe attese da parte dei cittadini per delle visite o degli esami, in questo modo si costringono i siciliani a rivolgersi al settore privato, e con grande sacrificio devono dare fondo ai propri risparmi pur di avere immediatamente esami importanti che dovrebbero essere garantiti dalla Regione.

Questa è un’ingiustizia, io non voglio vivere in una Regione del genere, io non voglio essere il Presidente di una Regione del genere, allora l’idea è questa: chiunque dovrà fare una visita dovrà farla in tempi certi e ragionevoli all’interno delle strutture pubbliche o convenzionate con il sistema sanitario regionale, altrimenti potrà anche rivolgersi alle strutture private a pagamento, ma a pagare questa volta dovrà essere la Regione Siciliana.

Garantire la salute dei cittadini dovrebbe essere la priorità per chi si candida alla Presidenza della Regione, e per me questa è una priorità.

Il 5 novembre dobbiamo scegliere di cambiare la nostra terra, il 5 novembre dobbiamo scegliere una regione che inizia a preoccuparsi della salute dei cittadini, dobbiamo scegliere la vita, dobbiamo scegliere il cambiamento, in sintesi: dobbiamo scegliere il futuro.

#SceglieteilFuturo #CancelleriPresidente

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Video | E’ ora di una ”due diligence” per la Regione Siciliana

La prima cosa che farò da presidente della Regione, dopo aver eliminato i vitalizi, le pensioni da privilegiati e dimezzato gli stipendi degli onorevoli siciliani, sarà quella di avviare una ”due diligence” con la Corte dei Conti, cioè un controllo approfondito sul bilancio della Regione. Se qualcuno in questi anni ha mentito ai siciliani dovrà prendersi le proprie responsabilità davanti alla legge. In Sicilia tutto ció non è mai stato fatto ed è giunto il momento di farlo, è giunto il momento di mettere le cose a posto. Giancarlo Cancelleri

di Pietrangelo Buttafuoco

Dopo buttanissima Sicilia, strabuttanissima Sicilia, e neppure ci potevo credere. Spero, speravo e spererò, di essere contraddetto dei fatti rispetto a quello che si vede, a quello che capita davanti agli occhi, a quello che accade in questa meravigliosa terra qual è la Sicilia, che è diventata, si è confermata, e ahinoi temo possa continuare a essere, la fogna del potere. Il luogo di tutti i trasformismi, ma anche il garbuglio dietro la quale si nascondono tutte le imposture.

Abbiamo lasciato alle spalle l’impostura della rivoluzione affidata a Rosario Crocetta, il più incredibile dei governatori che si potessero immaginare per quella terra che è comunque il luogo di Pirandello, di Camilleri, il luogo di tutte le contraddizioni, il luogo di tutte le grandezze, della raffinatezza di pensiero di Giovanni Gentile, condensata in un’istantanea: in una fotografia -sarebbe il caso di farla vedere- dove lui è nudo come un sirenetto a coprire il pisellino con il giornale di carta, vanta e decanta una inimmaginabile bellezza dell’isola. Ecco, questo è stato il destino di questa terra che era buttanissima nel pittoresco, strabuttanissima quando non si vede la possibilità di cominciare a costruire un futuro.

Il vero dramma di questa terra, il vero rovello della Sicilia, è quello di rassegnarsi a un destino ancora una volta uguale a quello che avevamo lasciato dei libri di scuola. Quando ai tempi di Verre, con Cicerone che scriveva, raccontava dei saccheggi, raccontava di quello che era diventato il lucrare della corruzione, raccontava qualcosa che si è confermato nella storia recente, quando di questa meravigliosa terra se n’è fatto il granaio elettorale di satrapie lontana e vicine. Di una casta, quella casta con le sarde, che ha confermato se stessa attraverso i gabelloti del potere.

E quindi strabuttanissima, perché ahimé ahinoi ahivoi non sarà attraverso un passaggio elettorale che la Sicilia potrà trovare un futuro, non sarà attraverso i meccanismi attuali, ma attraverso la consapevolezza di un fatto rivoluzionario, che è quello di porre la questione a un ascolto il più eclatante possibile. Giusto in questo periodo, quando abbiamo assistito a quello che è accaduto in Catalogna, a quello che accade continuamente attraverso le mille piccole patrie che reclamano un’identità, uno spazio, trovare la conferma dell’inutilità di quello che è stato elargito a suo tempo da Umberto II di Savoia: lo statuto speciale siciliano. L’autonomia è la cosa più bella che ci possa essere, ancora più bella è l’indipendenza, ma bisogna meritarsele, bisogna guadagnarsele, bisogna saperle costruire con un atto e un fatto di maturità. Cosa che la Sicilia nei lunghi anni (pensate, è il collaudo più antico rispetto alle altre storie, perché appunto è un atto del Regno d’Italia che prosegue nella Repubblica Italiana) ha confermato di non funzionare, semplicemente non funzionando.

Quando ci sarà un nuovo governo per la Regione Siciliana, e un nuovo governo ci sarà, un nuovo presidente con la nuova giunta, con un nuovo Parlamento, la prima azione politica, il primo atto fondativo di questa nuova stagione, dovrebbe essere, anzi è urgente che sia, soltanto una decisione: quella di predisporre la “due diligence”, cioè la gestione fallimentare della cosa pubblica.

Non c’è altra possibilità che seguire l’esempio di Detroit, e poi il segreto della politica è nel copiare le cose che funzionano. Detroit era combinata se non peggio, come La Sicilia: è una metropoli, una megalopoli nell’orizzonte contemporaneo, totalmente travolta dalla corruzione, dall’inefficienza, dallo sfascio della propria burocrazia. Bene, la decisione fu quella di adoperarsi nella “due diligence”, cioè nella gestione fallimentare, perché in Sicilia è inconcepibile reggere la politica con il ricatto del consenso. In Sicilia è necessario attraversare le forche caudine delle storie più spinose, perché bisogna comunque sfasciare mille clientele, perché bisogna comunque irrompere la dove i fortilizi di antiche conventicole hanno stabilito logiche di potere altrimenti impossibili da smantellare con un semplice percorso elettorale.

C’è bisogno di un commissariamento lungo e più lungo possibile. Certo secondo la Costituzione non si può fare, potrebbe durare solo tre mesi e indire nuove elezioni. Sì tutto giusto, ma quello che serve è una consapevolezza, aprire un dibattito, chiedere a Roma di ridiscutere il titolo V della Costituzione e cambiare la faccia della storia. Perché c’è un orologio, è l’orologio della storia che segna i passaggi fondamentali.

Va bene, l’altra volta è capitato a Barcellona in Catalogna, a un certo punto s’è sfasciato qualcosa. Ma poi c’è il l’urto di realtà, e l’urto di realtà è molto più forte di quanto possa essere l’orologio della storia, perché con un atto di decisione politica stabilisce quello che le carte geografiche non riescono a contenere, e significa che questa mia meravigliosa terra disperatissima, buttanissima, strabuttanissima, è comunque quella che ha il buco di bilancio più spaventoso, è quella che ha i tassi disoccupazione più alti, è quella che in assoluto ha il maggior numero di ragazzi costretti a scapparsene via. E’ quella il cui prodotto interno lordo regionale, badate bene, è inferiore a quello che la Sicilia aveva nell’immediato dopoguerra, quando le case erano bombardate, c’erano gli sfollati per strada. Questa è la realtà siciliana, ahinoi fatta anche di fame, fame vera, che la propaganda politicante non vuole raccontare. Per cui una presa di coscienza forte, fortemente politica, perché la politica non passa solo attraverso le elezioni: la politica è sempre un atto di coscienza pubblica, collettiva, civica.

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[Video] | Il voto è un diritto/dovere di ogni Cittadino. Il voto è del Cittadino. Esercitatelo sempre in totale libertà.

Per il prossimo turno di ballottaggio delle Amministrative 2017 del Comune di Sciacca non possiamo permetterci di lasciarvi liberi per un semplice motivo: LIBERI, per noi, lo siete già. E da liberi vi abbiamo già trattato proponendovi un voto per VOI. Non vi abbiamo “fissato”, “scortato”, “stalkerizzato”, non vi abbiamo aspettato davanti i seggi elettorali, a braccia conserte, non vi abbiamo promesso lavori e “avvicinamenti”. Votate e votate in libertà dopo aver considerato i programmi, la serietà, la credibilità dei due contendenti. Noi, Alessandro Curreri e Teresa Bilello, saremo i vostri portavoce, i portavoce di tutti, vigili e propositivi. Saremo i terminali di un lavoro di squadra, della rete, della cittadinanza. A riveder le stelle, #Sciacca!

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[Video] Mistretta al Forum di Risoluto.it: “La prima cosa che farò se eletto? Chiedere all’Ati la risoluzione del contratto con Girgenti Acque”

“Il mio primo atto se sarò eletto? Chiedere la convocazione dell’Ati e invocare la risoluzione del contratto con Girgenti Acque”. È stato questo uno dei passaggi salienti dell’intervista a Domenico Mistretta durante il secondo dei Forum con i candidati a sindaco che si è svolto nella sede di Risoluto.it. Rispondendo alle domande di Massimo D’Antoni, Giuseppe Pantano e Giovanna Venezia, Mistretta ha evidenziato la necessità di approvare immediatamente il bilancio di previsione 2017, di cui il Comune di Sciacca è sprovvisto. “Ringraziamo per la cortesia l”amministrazione Di Paola che non ci ha lasciato lo strumento finanziario”, ha polemizzato l’aspirante primo cittadino del Movimento Cinque Stelle, ricordando che questo è un adempimento indispensabile, perché la legge adesso prevede, per i comuni inadempienti, la decadenza sia del Consiglio, sia del Sindaco. “Rischiamo di far tornare i cittadini alle urne entro tre mesi”, ha aggiunto Mistretta. Il candidato a sindaco ha inoltre contestato l’associazione tra il Movimento Cinque Stelle e il concetto di voto di protesta: “Noi abbiamo tante idee. Calogero Bono dice che solo lui sa dove mettere le mani? Allora mi domando perché, in questi ultimi cinque anni, la coalizione che lo sorregge non lo abbia fatto”. Mistretta ha poi contestato la previsione, all’interno del PRG, della trasformazione del vecchio ospedale in centro per accoglienza per immigrati. “Sono perplesso, perché da un lato parliamo di rilancio termale, e dall’altro lato prevediamo, a pochi metri dalle Terme, una struttura che è sì opportuno realizzare, perché per me è un segno di civiltà, ma non certo trasformando quell’edificio, perché non è questo il biglietto da visita da dare a chi arriva a Sciacca”. Infine il candidato a sindaco del Movimento Cinque Stelle ha parlato della sua estrazione culturale: “Sono stato socialista, come mio padre, come lo fu mio nonno. Ma oggi, per me, destra e sinistra non esistono più”, ha aggiunto Mistretta. Rivelando che, alle elezioni del 2009, votò per Vito Bono. “Era inevitabile, anche perché è il mio medico curante”, ha scherzato Domenico Mistretta.

Fonte: risoluto.it

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Video – La campagna del M5S per il NO al referendum costituzionale #IoDicoNo #IoVotoNo

#IoDicoNo. Questo lo slogan del Movimento Cinquestelle che ha promosso un’iniziativa, nell’ambito della campagna referendaria in vista del quesito confermativo del 4 dicembre sulla riforma costituzionale approvata in Parlamento. Uno slogan che vede i parlamentari regionali grillini in giro per le piazze siciliane. Matteo Mangiacavallo, capogruppo del Movimento Cinquestelle all’ARS.

Grillini che comunque non portano avanti solo la campagna per dire no al referendum costituzionale del 4 dicembre. Il loro è anche un messaggio per ribadire di essere pronti a governare, come conferma Matteo Mangiacavallo.

Fonte: rmk.it

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A Palermo il 24 e 25 settembre per il nostro futuro #Italia5Stelle

di Chiara Appendino

Il 24 e 25 settembre si terrà la terza edizione di Italia 5 Stelle a Palermo. Come gli altri anni sarò presente, un po’ emozionata quest’anno perché per la prima volta parteciperò come sindaca, e sarà una bella occasione per conoscersi, fare due parole, e parlare del futuro delle nostre città e del nostro Paese. Quindi vi invito ad esserci, e ringrazio anche tutti coloro che stanno lavorando sodo, i volontari, per far si che questo grade evento si possa realizzare. Ci vediamo a Palermo il 24 e il 25. Sostieni Italia 5 Stelle con una donazione!

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CORRUZIONE: ITALIA SUL PODIO EUROPEO. L’INTERVISTA

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L’Italia è, dopo la Bulgaria, il Paese più corrotto d’Europa. A livello mondiale si posiziona al 61esimo posto. Bisogna fare presto con provvedimenti più incisivi, perché gli scandali Mafia Capitale e Trivellopoli, purtroppo, non sono isolati. Il Movimento 5 Stelle ha un piano per il contrasto della corruzione in Italia e in Europa. I corrotti riciclano mazzette e tangenti all’estero, così come fa la criminalità organizzata.

Abbiamo intervistato Sergio Valentini di Transparency International, l’associazione che ogni anno stila la classifica sulla corruzione.

Che cosa è Transparency International?

Transparency International è la più importante organizzazione per il contrasto alla corruzione nel mondo. In Italia è attiva dal 1993 e stila la classifica di percezione della corruzione, ma anche quelle di chi paga le tangenti e l’effettivo livello di corruzione. Il nostro obiettivo è quello di avere una idea di come i Paesi si muovono nel contrasto della corruzione da un anno all’altro. Vogliamo dare consigli e provocare dei miglioramenti.

Come si calcola il livello di corruzione in ogni Paese?

Bisogna distinguere fra l’indice di percezione della corruzione e l’indice di effettivo del pagamento della corruzione stessa. Questa è calcolato per metà sulla base di interviste e commenti di opinion makers, persone che lavorano nel campo amministrativo, per l’altra metà sulla base di analisi che vengono fatte con un metodologia identica in tutto il mondo. Queste due classifiche in Italia non coincidono, ma quello che è peggio in Europa non sono le stesse. Quattro Paesi europei che sono fra i migliori dieci Paesi con il più basso indice di percezione percepita, sono fra i primi 10 posti dei Paesi che pagano più tangenti al mondo. La corruzione è una tassa sulla povertà. Chi paga la mazzetta ha più soldi di chi la riceve. Facciamo dei nomi: Svizzera, Olanda, Germania e Gran Bretagna sono fra i primi posti assoluti per pagamenti di tangenti.

Come si posiziona l’Italia in questa classifica?

Male. È il penultimo Paese dell’Unione europea. È pressoché stabile come posizionamento negli ultimi anni, prima però peggiorava, dunque ci sono segnali di miglioramento. Va sottolineato che, da un punto di vista legislativo, l’Italia è nel contrasto alla corruzione molto avanti. Bisogna fare una differenza fra l’obbligo di legge e quella che è la percezione della corruzione in Italia e dell’Italia nel mondo.

All’Italia serve un piano speciale contro la corruzione?

Probabilmente all’Italia serve una applicazione rigorosa delle leggi esistenti. Che poi ci sia una sottovalutazione della criminalità in tutta Europa è un dato di fatto visto che ogni Paese la misura e la verifica in modo diverso. E devo ammettere che l’iniziativa del Movimento 5 Stelle porta all’attenzione la transazionalità delle filiere criminali.

Cosa bisogna fare?

Quello che manca oggi è un serio sistema di reporting che tuteli chi lancia l’allarme, che in inglese si chiama whisteblowing, i cosiddetti lanciatori di allerta. Chi ha il coraggio di parlare, anche se in passato ha avuto dei problemi, deve essere protetto dalle ritorsioni. Questo oggi in Italia non è credibile.

Come deve essere protetto il whisteblower?

Con l’anonimato assoluto. Con la possibilità di fornire dati oggettivi e inoppugnabili e consentendo di avere un sistema di doppio controllo – il sistema di check and balance britannico – perché a volte chi riceve la segnalazione è implicato. Di norma chi ẻ più in alto conosce meglio le dinamiche corruttive di chi è in basso.
ECCO LE PROPOSTE DEL M5S PER COMBATTERE LA CORRUZIONE E LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA.

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