Ponte Cansalamone. Approfondimento tecnico.

L’incarico affidato dal comune di Sciacca al RTP di Messina è rivolto esclusivamente ad una verifica statica e sismica per una possibile riapertura temporanea del ponte e nella relazione non sono state eseguite valutazioni di sicurezza nelle normali condizioni di esercizio. Infatti, i progettisti utilizzano degli scenari di carico “ridotti” che prevedono una sola corsia di transito e un’azione sismica assimilata ad un’opera provvisoria Vn=10anni (applicata in genere per ponteggi, palchi o per strutture in fase costruttiva, piuttosto che per ponti, per i quali la norma prevede una vita nominale 5/10 volte maggiore) e una classe d’uso Cu=III (vietandone di fatto l’uso come via di comunicazione di importanza strategica ai fini di protezione civile). Ad oggi, dunque, non si dispone delle reali condizioni di sicurezza del ponte, non si conoscono gli interventi necessari da effettuare e nemmeno i costi per una reale apertura definitiva.

Le analisi strutturali e le verifiche di sicurezza del ponte eseguite dai progettisti incaricati dal Comune certificano l’inadeguatezza sismica dello stesso anche nei riguardi di azioni notevolmente ridotte (una sola corsia, Vn=10anni e Cu=III cat.), ma al contempo suggeriscono un cavillo normativo per consentire una deroga alle già ridotte azioni sismiche assunte, limitandone l’uso temporale al massimo per due anni. Il ponte, dunque, possiede solo i requisiti statici e non ha alcuna sicurezza sismica anche per uso temporaneo.

Si riporta di seguito testualmente un estratto dalla relazione dei tecnici incaricati: Il viadotto nel suo complesso mostra un comportamento accettabile per condizioni statiche in quanto tutti i parametri statici sono soddisfatti in presenza di carico ridotto su una sola corsia per mezzi non superiori a 3.50 ton. Lo stesso nei confronti delle azioni sismiche presenta carenze in termini strutturali sui fusti delle pile (Figura 2) e geotecnici nei confronti della insufficiente capacità portante dei pali di fondazione (Figura 3). Facendo riferimento a quanto riportato nelle NTC 2018 § 2.4.1, si specifica che le azioni sismiche sono state eseguite considerando una vita nominale di 10 anni prescritta per costruzioni temporanee e provvisorie. La stessa norma precisa che “le verifiche sismiche per opere di Tipo 1 – opere temporanee e provvisorie – si possono omettere qualora tali condizioni permangano per meno di 2 anni”.

 

Il progetto preliminare elaborato dal Genio Civile di Agrigento, in base al quale sono stati finanziati 2.93Mln, propone un intervento che sostanzialmente prevede la trasformazione degli impalcati da semplici travi appoggiate a travate continue, nonché una serie di interventi accessori per migliorare gli appoggi e i pulvini. Le valutazioni eseguite dai progettisti incaricati dal Comune, anche se con azioni ridotte, evidenziano già altre ed ulteriori criticità che riguardano l’inadeguatezza di tutte delle fondazioni, l’insufficienza dell’armatura delle pile e l’instabilità della pila 8, per risolvere i quali si propongono interventi diversi da quelli previsti nel progetto preliminare. Pertanto, si può asserire che gli interventi necessari per una riapertura temporanea del ponte non sono in linea con quanto previsto nel progetto preliminare.

 

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