Cancelleri (M5S): “Riesumazione delle Province solo per creare nuove poltrone. Se andremo al governo le aboliremo noi, salvaguardando servizi e dipendenti”

“Altro che stipendi dei dipendenti, manutenzione di scuole e strade, l’unica cosa che riesce a trovare la quadra tra questa squinternata maggioranza e sterile opposizione è la poltrona. La riesumazione delle Province, con annessi consiglieri provinciali e gettoni di presenza, ha solo ed esclusivamente questa chiave di lettura”.

Commenta così, il “vergognoso voto” in commissione Affari istituzionali all’Ars di tutti i partiti tranne il M5S che reintroduce la componente politica elettiva nei liberi consorzi e nelle città metropolitane.

“L’abolizione delle province senza se e senza ma, la salvaguardia dei dipendenti e la totale rivitalizzazione dei servizi al cittadino in tutto il territorio siciliano – afferma Cancelleri – saranno tra le priorità del M5S, qualora dovesse governare questa Regione. Lo faremo in tempi strettissimi. Con una legge che abbiamo già scritto”.

“Questa operazione – commenta il deputato Salvatore Siragusa, componente M5S della Commissione Affari Istituzionali dell’Ars – è solo una manovra di bassa clientela elettorale per consentire ai portatori di voti dei deputati regionali di potere continuare a sperare in uno strapuntino politico lautamente retribuito, che poco ha a che vedere con la democrazia”.

Share

I liberi consorzi dei Comuni saranno nove, non di più. I livelli occupazionali non saranno scalfiti.

A Caltanissetta i capigruppo di PD, PDL e UDC insieme a M5S per fare il punto sulla riforma delle Province.

Caltanissetta, 26 luglio 2013 – “I liberi consorzi saranno nove, e saranno aderenti agli attuali assetti di contiguità territoriale tra i capoluoghi ed i relativi comuni. Fuori discussione la creazione di consorzi quali quello di Gela, Messina o ancora di atri carrozzoni“. Così’ il capogruppo all’Ars, Giancarlo Cancelleri, in occasione del dibattito sulla riforma dell’abolizione delle province, tenutosi poche ore fa a Caltanissetta.

Al dibattito hanno preso parte anche il capogruppo dell’Udc Firetto, quello del Pd, Gucciardi e quello del Pdl, D’Asero. “I sindaci – ha aggiunto Cancelleri – sono l’avamposto di quello che deve diventare una bella e nuova realtà. Saranno infatti chiamati a rappresentare le istanze dei propri territori, dialogando quotidianamente con gli amministratori ed i cittadini di un’area che conoscono già, potendo però intervenire direttamente. È una riforma che fa paura – ha proseguito il capogruppo M5S – ma apre una stagione di discussione e confronto che fa solo bene. Non ci devono spaventare i cambiamenti. A livello nazionale stanno cominciando a svuotare di competenze le Province alla luce di una riforma costituzionale ben più netta di quella che parte dal nostro Parlamento“.

Sul fronte personale i 4 deputati hanno insistito sul fatto che le competenze delle Province nelle Province sono una risorsa da mantenere: morale i livelli occupazionali non subiranno flessione. “Forse la nostra riforma – ha aggiunto Cancelleri – cade in un momento sfortunato, dato che mancano all’appello oltre 110 milioni di trasferimenti da parte dello Stato, trasferimenti che poco hanno a che fare con la nostra riforma, ma per i quali chiediamo al presidente Crocetta di andare a Roma a reclamare tali somme”.

Il confronto tra le forze politiche, e quindi iniziative come quella odierna ed ancor di più il confronto in Parlamento – ha dichiarato il deputato M5S Salvatore Siragusa – sono sicuramente il metodo migliore per raggiungere l’obiettivo di una riforma dell’ente di area vasta che sia realmente funzionale ed al servizio dei cittadini“.

Share

Il M5S e l’abolizione delle province in Sicilia

“Gli articoli di giornale dimostrano chiaramente che questo Governo e questo Parlamento Siciliano non volevano fare una seria abolizione delle province ma volevano semplicemente riformare gli enti provinciali non tagliando i costi della politica, l’intervento del M5S è stato invece fermo e netto: aboliamo le province! Facciamo questa scelta coraggiosa perché è questo il momento giusto per farlo. Abbiamo tenuto la barra del timone dritta e riportato sui binari giusti la discussione. Ieri sera, finalmente la votazione, a fronte di una lunga discussione dove abbiamo approvato questo disegno di legge che riduce le province semplicemente a liberi consorzi di comuni senza più le elezioni. Vorremmo investire il risparmio, che si otterrebbe dall’eliminazione della casta politica, nella piccola e media impresa coerentemente col nostro programma e coerentemente con le attività che già svolgiamo e con i soldi che già versiamo nel microcredito per le microimprese. Siamo convinti che solo da questo, il motore della Sicilia, può ripartire l’economia e la dignità del Popolo Siciliano. Voglio anche puntualizzare che da questa operazione non verrà licenziato nessuno, tutti i dipendenti verranno inseriti nei consorzi dei comuni in base alle competenze e all’esperienze che hanno maturato. La parte che verrà eliminata è la Casta politica che fin’ora ha solamente mangiato e marciato su questa situazione. Noi l’avevamo come punto del programma, e possiamo dire che abbiamo ottenuto una bella vittoria non tradendo la fiducia dei nostri elettori.”

Giancarlo Cancelleri, Capogruppo M5S all’ARS

Share

Province, ecco come si cambia

Città metropolitane, consorzi di Comuni, elezioni di secondo grado, nuove competenze: ecco tutto quello che c’è da sapere sulla riforma che l’ARS dovrà varare entro fine anno.

PALERMO – Province addio, arrivano i consorzi di Comuni. La riforma, dopo il sì di oggi alla legge che sospende le elezioni, dovrà essere discussa e votata dall’ARS nei prossimi mesi. La legge approvata da Sala d’Ercole fissa al 31 dicembre 2013 il limite ultimo per varare la nuova normativa che introduca l’era dei consorzi e delle città metropolitane.

Al posto delle attuali nove Province nasceranno 12-13 liberi consorzi, che non gestiranno spesa ma saranno enti di programmazione su aree territoriali da almeno 150 mila abitanti. A presiederli saranno sindaci indicati dalle assemblee di amministratori (si parla di elezione indiretta di secondo grado) senza alcuna indennità aggiuntiva; gli enti accorperanno le funzioni di Ato, distretti turistici, Srr. Queste le linee sulle quali il governo regionale di Rosario Crocetta sta lavorando per definire il progetto di riforma delle Province.

Fuori dai consorzi resteranno le città metropolitane di Palermo, Catania e Messina.

Ogni consorzio avrà un comune capofila (quello col maggior numero di abitanti); oltre alle attuali nove aree, secondo Crocetta, si potrebbero aggiungere i consorzi di Caltagirone, Marsala e nelle aree dei Peloritani e dei Nebrodi. Il rischio, paventato da alcuni critici della riforma, è che la moltiplicazione dei consorzi si spinga ben oltre.

Secondo Crocetta, la cancellazione delle indennità di presidenti, assessori e consiglieri provinciali, porterà a un risparmio di dieci milioni di euro l’anno.

Ancora da chiarire i dettagli del futuro dei 6.500 dipendenti delle attuali Province, ma anche quali competenze rimarranno in capo ai nuovi organismi, considerando che oggi le Province riscuotono le tasse automobilistiche e si occupano della manutenzione di scuole e strade interne.

Intanto, i Consigli provinciali in scadenza (otto su nove scadono a maggio) saranno sostituiti da un commissario straordinario nominato dal presidente della Regione, d’intesa con l’assessore alle Autonomie locali. Anche i commissari nominati dal governo Lombardo saranno sostituiti: un comma della legge votata dall’Ars prevede la loro decadenza immediata.

Mercoledì 20 Marzo 2013 – di Salvo Toscano

Fonte: livesicilia.it

Share

Alt alle Province, M5S incassa il successo e guarda avanti. Cancelleri: “Ora risposte ai lavoratori e alle piccole imprese”

“Crocetta dica quello che vuole, ma sul voto siamo stati determinanti”

Dopo lo stop al Muos, l’alt alle Province.  Il gruppo del MoVimento Cinque Stelle all’ARS festeggia un nuovo  grande risultato.  Addirittura “epocale”,  lo definisce il capogruppo Giancarlo Cancelleri.

Siamo i primi  in Italia – dice – ad abolire questo inutile carrozzone. Finalmente da ogni parte del Paese  si guarderà alla Sicilia  come un esempio virtuoso e non come ad una fiera degli sprechi e degli inutili stipendifici. L’abolizione delle Province è merito soprattutto nostro, che abbiamo riportato il dibattito sulla giusta strada, quando il governo sembrava optare per una riforma differente, che anziché abolire l’ente lo rinforzava. E sul voto, a differenza di quanto dice Crocetta, siamo stati determinanti”.

Sull’abolizione delle Province hanno lavorato spesso nell’ombra, in commissione Affari Istituzionali, i deputati SiragusaCappello e Troisi, ora soddisfatti  per l’importante traguardo.

Credo  – commenta Salvatore Siragusa – che sarà sempre più difficile per i detrattori dipingerci come inesperti o addirittura incapaci. Più che alle chiacchiere ci stiamo affidando ai fatti, che, mi pare,  parlino sempre di più un linguaggio a Cinque Stelle. Non si dimentichi  pure che siamo stati gli unici a tagliare i nostri emolumenti e a gettare le basi per la creazione di un fondo per il microcredito destinato alle imprese”.

La soppressione delle Province comporterà un risparmio di circa 50 milioni di euro l’anno, ma non è solo tra le pieghe dei bilanci che si potranno scovare i benefici dell’operazione.

I nuovi consorzi di Comuni, che nelle nostre intenzioni sostituiranno le Province – dice Cappello – dovranno essere più vicini ai cittadini, con cui questi dovranno raccordarsi per dare risposte a bisogni concreti. E tutto ciò senza creare contraccolpi al personale. La riforma, infatti, non dovrà sopprimere nemmeno un posto di lavoro”.

Tagliato un traguardo, i deputati Cinque Stelle puntano ora a dare risposte concrete ai bisogni della gente.

Bisogna pensare alla gente – dice Cancelleri – che è disperata. Il dibatto politico verte sul doppio voto di genere,  sulla soppressione del simbolo dei partiti dalla scheda del sindaco e amenità varie. I problemi di cui occuparsi sono ben altri. Si pensi alle famiglie, che non sanno più a che santo votarsi, alle piccole imprese che arrancano e spessissimo chiudono, all’economia che deve assolutamente ripartire in qualche modo. Tutto il resto, ora, è aria fritta”.

Share

Addio alle Province, esulta il M5S. Cancelleri: “Siamo un modello per tutta l’Italia”.

Manca la formalità del voto finale, ma i deputati del Movimento 5 Stelle possono già brindare ad un altro grande successo, dopo lo stop al MUOS: le Province appartengono già al passato.

Siamo un modello per l’Italia”, commenta a caldo il capogruppo, Giancarlo Cancelleri. “La Sicilia è la prima regione che cancella le province. Siamo passati da ultimi della classe a pionieri nella lotta contro gli sprechi e agli enti inutili”.

Il deputato Giorgio Ciaccio sottolinea un altro aspetto positivo della bocciatura delle Province: “E’ la prima vera applicazione – dice – dello Statuto siciliano nella sua forma più pura”.

Se questo è il massimo che il partito delle Province e degli sprechi può mostrare, attraverso l’ostruzionismo in Aula – commenta Francesco Cappello – i siciliani possono dormire sonni tranquilli”.

Questo risultato – afferma Salvatore Siragusa – è l’ennesima dimostrazione che il Movimento 5 Stelle è tutt’altro che protesta, ma proposta concreta e serissima”.

Nelle prossime ore vi forniremo contributi video e video interviste relative all’odierna seduta parlamentare.

Share

M5S: “Abolizione Province e reddito di solidarietà in dirittura d’arrivo grazie al nostro operato”

Cancelleri: “La messe di consensi arrivataci della gente ha spinto Crocetta ad uscire allo scoperto”. Siragusa: “E’ la prova che non siamo un’armata Brancaleone”.

“Due vittorie di tappa targate Movimento Cinque Stelle”. Non usa perifrasi il capogruppo all’ARS Giancarlo Cancelleri nel definire il ddl della giunta Crocetta che manda in pensione le Province e istituisce il reddito minimo di solidarietà. “E’ universalmente noto – afferma – che questi sono due dei punti fondanti del nostro programma, che tutti hanno avuto modo di ascoltare in sede di campagna elettorale. Evidentemente la messe di voti che ha raccolto il Movimento ha spinto Crocetta a venire allo scoperto e  a sposare i nostri progetti”.

L’abolizione delle Province, da noi sempre propugnata, senza se e senza ma – afferma il deputato Salvatore Siragusa – è la dimostrazione  che il Movimento Cinque Stelle non è quell’armata Brancaleone che i nostri detrattori ci vogliono fare apparire. Anzi, il provvedimento può costituire un esempio virtuoso che in tutta Italia può essere preso a modello”.

Share

Sulle Province è già scontro. I grillini: “Un errore il rinvio”.

Il governo ha deciso di rinviare di un anno le elezioni provinciali. Gli enti verranno commissariati “nell’attesa di creare i liberi consorzi”, spiega Crocetta. Ma il Movimento cinque stelle insorge: “Chi parla di rivoluzione dovrebbe avere più coraggio e abolire subito questi carrozzoni”.

Giovedì 28 Febbraio 2013 – di Accursio Sabella

Eppure, fino a un paio di settimane fa, le Province sembrava andassero bene a tanti. A cominciare dal presidente della Regione che non solo ha scartato l’idea di abolirle, ma addirittura il 31 gennaio scorso ha deliberato in giunta di anticipare di oltre un mese la data delle elezioni prevista per fine maggio. Decidendo, di fatto, di andare al voto senza nemmeno intervenire sulla riduzione di giunte e Consigli. Prima di accorgersi, però, che in quei giorni l’Assemblea regionale sarà in piena bagarre per l’approvazione del bilancio. E allora, nuova delibera. Del 5 febbraio stavolta. “Abbiamo scherzato: si vota il 26 e il 27 maggio”. Una scelta contro la quale è piombato anche un ricorso al Tar dell’ex assessore Armao: “Illegittimo andare al voto senza prima aver ridotto i costi”, ha denunciato. Ma nemmeno quella decisione della giunta ha messo la parola fine sulla questione. Ieri in prima commissione all’Ars, ecco il colpo di scena: il governo sarebbe intenzionato a votare tra un anno. Nel 2014. Commissariando nel frattempo le nove giunte e i nove consigli provinciali. “Esistono – ha puntualizzato il presidente Crocetta – i liberi consorzi dei comuni che possono essere un riferimento per gli organismi di secondo livello che ne manterrebbero la titolarità. Questa proposta – aggiunge – consentirebbe un risparmio notevole, si potrebbero inglobare nei consorzi Ato, Srr, Iacp etc. La costituzione di nuovi consorzi, consentirebbe ai comuni di rimpinguare tra l’altro un personale che è carente. Su tutto questo credo si possa lavorare con l’Ars ed evitare – ha concluso – di approvare una legge come quella di Monti che non riduce i costi ma burocratizza ulteriormente le province”. “La danza del gambero”, così il capogruppo del Pdl Francesco Scoma ha definito sarcasticamente “la nuova marcia indietro del governo”.

Il “giorno delle Province” sarà il 6 marzo. Quel giorno all’Ars è calendarizzata la discussione sull’ente. E quel giorno potrebbe approdare a Sala d’Ercole il ddl che chiederà la proroga di un anno del voto. Un testo al quale sta febbrilmente lavorando il presidente della prima commissione Marco Forzese, “ma di concerto col governo, ovviamente – spiega – nell’ottica dell’abbattimento dei costi della politica, che è quello che ci chiedono gli elettori. Ma la riforma che noi abbiamo in mente, e che dovrà riguardare soprattutto l’abolizione di enti come gli Iacp o i Consorzi di Bonifica, ha bisogno di tempo. Per questo, sposteremo di un anno il voto. Nel frattempo, le Province verranno commissariate”. Al contrario di quanto richiesto dal Movimento cinque Stelle: “Perché dobbiamo perdere ancora del tempo? – chiede il capogruppo Giancarlo Cancelleri – le scelte sono ormai mature. Abbiamo la grande occasione di essere d’esempio per il resto d’Italia. Daremo battaglia all’Ars. Per noi la discussione non è affatto chiusa”. Una posizione che non preoccupa Forzese, che “di concerto col governo”, come detto, lavorerà alla proroga, nonostante tutto. “La posizione dei grillini? – dice Forzese, che fa parte del gruppo dei Democratici e riformisti a sostegno di Crocetta – la rispetto, ma è una posizione essenzialmente demagogica. Evidentemente, e lo capisco, il Movimento cinque stelle agisce sulla scia del grande consenso elettorale ricevuto alle ultime Politiche”. “Vedremo – replica Cancelleri – chi ha davvero coraggio. È facile riempirsi la bocca della parola ‘rivoluzione’. Se vuoi cambiare davvero le cose, devi dimostrarlo con i fatti. Noi – prosegue Cancelleri – vorremmo sfruttare il successo delle Politiche? Ma se abbiamo deciso, coerentemente con quello che pensiamo delle Province, di non presentarci nemmeno alle prossime elezioni… Invece chi parla – conclude – preferisce che tutto resti in piedi e che per un anno vengano commissariati gli enti, le partecipate, tutti i carrozzoni”.

“E lì piazzeranno tutti i trombati delle ultime elezioni”, incalza l’ex vicepresidente dell’Ars Santi Formica. “Mi sono fatto sentire in Commissione. Questa proposta di proroga – insiste – non ha alcun senso. Noi abbiamo già presentato il nostro disegno di legge, che prevede un abbattimento dei costi del 20%. Ma abbiamo anche avanzato una nuova proposta”. In pratica, l’opposizione si sarebbe detta pronta a cedere al governo la delega per l’abolizione di enti e funzioni che attualmente fanno capo alle Province. “Il vero spreco – spiega Formica – non sono certamente i consigli o le giunte provinciali, che costano 4,5 euro l’anno a cittadino. Bisogna abolire i carrozzoni. E noi abbiamo detto: andiamo a votare, e il governo entro 180 giorni intervenga, su delega del Parlamento, per l’abolizione degli enti collegati alle Province. Anche perché, l’Ars rischia di andare incontro a un rischio evidente”. Il rischio, insomma “che, magari col voto segreto – spiega Formica – possa venire respinto il ddl che prevede la proroga. A quel punto, non ci sarebbe il tempo per cambiare la legge prima dell’indizione dei comizi, che arriverebbe a fine marzo. E la Sicilia finirebbe per tenersi le Province così come sono”.

Fonte: livesicilia.it

Share

Il M5S presenta all’ARS il DDL per l’abolizione delle province in Sicilia

Il cittadino a 5 stelle Matteo Mangiacavallo spiega in cosa consiste il DDL per l’abolizione delle province.

“Il 13 febbraio 2013 abbiamo presentato il disegno di legge per l’abolizione delle province in Sicilia. Con il decreto legge n. 9 del 6 marzo 1986 venivano istituite le province regionali, mai previste dallo Statuto siciliano. Con l’abrogazione dell’ordine politico, risultato un inutile ‘stipendificio’, noi vogliamo istituire i liberi consorzi di comuni, previsti dall’articolo 15 dello Statuto siciliano, che non incidono sulla spesa pubblica e quindi non gravano nelle tasche dei Cittadini.

Il disegno di legge è visibile sulla pagina personale del cittadino a 5 stelle Matteo Mangiacavallo ospitata sul sito dell’ARS e accessibile tramite questo link.

Share