E’ l’agronoma Federica Argentati il primo assessore designato della giunta Cancelleri

Il primo assessore designato della possibile giunta 5stelle presentato oggi in conferenza stampa all’Ars dal candidato presidente della Regione. Argentati: “Agricoltura, una Ferrari che marcia come una 500. Fiscalità di vantaggio, pubblicità dei prodotti e utilizzo razionale dei fondi comunitari per farla correre”. Cancelleri: “Donna tenace e competente. Settore trainante per l’isola: non a caso partiamo da qui”

“L’Agricoltura? Una Ferrari che marcia come una 500, quando non è costretta a rimanere ai box . Con l’aiuto di tutte le filiere produttive, dei dirigenti, funzionari ed impiegati regionali e dei migliori tecnici riusciremo a farla correre come dovrebbe”. Federica Argentati, agronomo classe ’65, assessore designato all’Agricoltura per un’eventuale giunta a 5stelle non ha dubbi: “L’Agricoltura, assieme al Turismo, dovrebbe essere uno dei motori trainanti della Sicilia, ma invece non lo è, anzi, spesso rischia di diventarne la palla al piede, con terreni agricoli abbandonati e persone in fuga dal settore. Dobbiamo invertire la tendenza. Formule magiche non ne esistono, ma ricette parecchie, che bisogna mettere in pratica con l’aiuto di tutti, e quando dico tutti mi riferisco alle numerose filiere produttive del settore, ma anche alla burocrazia regionale, ai tanti dirigenti, funzionari ed impiegati che devono essere coinvolti nella politica di rilancio del settore”.

La Argentati, casella numero 1 nello scacchiere di governo 5 stelle ad essere occupata, è stata presentata oggi ai giornalisti dal candidato del Movimento alla presidenza della Regione, Giancarlo Cancelleri. “Siamo partiti da qui – ha detto Cancelleri – non a caso. Dobbiamo partire proprio dall’agricoltura, che per quanto riguarda la Sicilia, può essere assimilata alla più grande impresa di turismo del mondo. Occorre dare attenzione alle imprese, queste infatti non possono diventare grandi se la politica non ha attenzione per loro. Si è investito male, poco e confusamente. Andando in tutte le direzioni non siamo andati da nessuna parte, senza capire quale fosse la giusta rotta. Ripartiamo dalla terra, dalla salvaguardia dei prodotti della nostra terra, dalla necessità di ridare la possibilità alle imprese siciliane di comprare macchinari, di disporre di liquidità. Dobbiamo riuscire ad avere delle regole che possano permettere di competere a livello europeo cosa che al momento non è. Mi riferisco ai trattati di libero scambio, alla guerra mai finita su arance, olio”.

Nel corso della sua introduzione Cancelleri ha anche esaltato la centralità dell’ufficio regionale di Bruxelles, “che non va smantellato, ma potenziato”. “Ho sentito più volte dire da tutti che è uno spreco. Non non va chiuso, anzi. I trattati di libero scambio non giovano certamente al Mezzogiorno d’Italia. È stato uno scambio non alla pari. Dobbiamo farli cambiare, abbiamo subìto l’ostruzionismo dei grandi gruppi. In Europa creeremo il lobbista pubblico. Il lobbista del cittadino, lo farà in nome e per conto delle istituzioni siciliane. I nostri imprenditori avranno un ufficio dedicato per incontrare buyers”.

Della Argentati Cancelleri la ha evidenziato la tenacia e la competenza, fattori che hanno guidato la scelta. Federica Argentati vanta una profonda conoscenza del settore agricolo e delle sue problematiche. Dopo varie esperienze lavorative sia nel settore dell’impresa privata che in quello della ricerca scientifica, con svariate esperienze in campo nazionale ed internazionale, e approdo finale ai vertici del Distretto produttivo Agrumi di Sicilia, di cui è presidente. “I problemi – ha detto in conferenza stampa – sono noti: costi alti della produzione, scarsa redditività delle aziende, insufficienza delle risorse idriche, scarso rispetto dell’ambiente e della salute del consumatore, scarso sfruttamento delle risorse comunitarie, abbandono dei terreni, scarsa conoscenza dei nostri prodotti fuori dall’isola. Le soluzioni ci sono, ma bisogna sbracciarsi da subito per metterle in pratica”.

E nel programma del Movimento 5 Stelle, che il designato assessore ha sposato ed integrato , soluzioni ce ne sono parecchie e alcune anche a portata di mano. “Penso – dice – ad una adeguata campagna di comunicazione per lanciare i nostri prodotti fuori dall’isola. Il rapporto costo beneficio sarebbe notevole. Non ci vogliono risorse enormi e nelle pieghe del bilancio regionale si possono certamente individuare”. “ E’ necessario – ha continuato l’assessore designato – anche conoscere con esattezza la qualità e la quantità delle nostre produzioni ed ottenere la tracciabilità in etichetta per tutti i trasformati che, nel rispetto dei marchi di qualità UE, rafforzerebbe la prevista istituzione del marchio di qualità regionale (Qualità Sicura Sicilia) ed esalterebbe il valore della tracciabilità e la certificazione di tutti prodotti effettivamente ottenuti nell’isola. Ma le vere scommesse sono l’aumento delle redditività delle aziende, mediante anche il taglio dei costi che esse sostengono, ed una reale spinta all’aggregazione attraverso una serie di azioni quali l’ottenimento di una fiscalità di vantaggio attraverso l’applicazione della condizione di insularità già riconosciuta alla Sicilia e la spinta all’applicazione delle legge 33 del 2009 per agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative per le aziende aderenti ai Distretti Produttivi. E ancora l’ottimizzazione dell’uso delle risorse comunitarie mediante la rimodulazione dei bandi del PSR destinati all’ammodernamento delle aziende”.

“Centrale – ha affermato la Argentati – è anche la soluzione delle problematiche relative alle insufficienti risorse idriche, causate dalla gestione delle risorse stesse, ma pure dalle pessime condizioni delle condutture e delle dighe. È un problema che cercherò di attenzionare con grande costanza se dovessi essere io a gestire il settore nei prossimi anni”. Infine la pesca. “Qui – dice la Argentati – cercheremo ad esempio, di limitare i punti di debolezza del settore, come l’incidenza del costo energetico e la carenza di infrastrutture (aree attrezzate, mercati ittici) guardando con maggiore interesse alla possibilità di sfruttare rapporti di collaborazione con i Paesi in cui gli allevamenti a mare sono casi di eccellenza e promuovere la vocazione turistica anche di questo importante comparto strettamente connesso con l’agricoltura e la gestione dell’ambiente”.

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Agricoltura in crisi, il M5S: “Non diremo no all’ennesima pezza, ma urge riforma seria dei consorzi di bonifica”

La proposta del deputato Cinquestelle Mangiacavallo: “I costi per gli agricoltori dovrebbero essere quasi azzerati e i costi dell’acqua per uso irriguo andrebbero parificati con quelli delle altre Regioni”.

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“Cimino, Cascio e Panepinto stanno cercando di mettere una pezza a un danno causato proprio dal governo che sostengono. Di pezza in pezza sono gli agricoltori ad essere rimasti con le pezze nel sedere. Tutti sanno che è stato il governo Crocetta, con tutta la maggioranza che lo sostiene, ad introdurre, in una delle precedenti finanziarie, lo stanziamento incerto di somme destinate ai consorzi di bonifica e poi imporre ai consorzi di rivalersi sulle imprese agricole”. Così il deputato 5Stelle dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo che condanna da tempo questa scelta scellerata, “abbiamo anche proposto più volte emendamenti soppressivi di quel famigerato art.47, sistematicamente bocciato da commissione e Aula”.

La tesi del M5S è che non dovevano essere ridotte le risorse destinate ai consorzi di bonifica prima di aver riformato gli stessi per evitare, cosa poi avvenuta, ricadute dirette sull’asse primario dell’economia siciliana, ovvero l’agricoltura.

“I costi per gli agricoltori – continua il deputato del Movimento 5 Stelle – dovrebbero essere quasi azzerati e i costi dell’acqua per uso irriguo andrebbero parificati con quelli delle altre Regioni direttamente concorrenti. Non si può pensare di favorire l’esportazione dei nostri prodotti gravando i costi di produzione e non si può pensare di far ripartire economicamente la Sicilia affossando l’agricoltura”.

“Fatte queste premesse, – conclude Mangiacavallo – non diremo no a questa ennesima pezza, sostenendo la proposta Cimino, Cascio, Panepinto, in attesa però di una riforma seria dei consorzi di bonifica che porteremo avanti insieme agli agricoltori, nei loro interessi e negli interessi della collettività”.

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Guerra all’olio tunisino dall’Ars, Mangiacavallo (M5S) interpella la Regione e annuncia una mozione

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I Cinquestelle non ci stanno, “l’olio extravergine di oliva rappresenta uno dei prodotti portanti del settore agricolo siciliano e la scelta relativa all’immissione in commercio di altre 35 mila tonnellate di olio tunisino nel nostro Paese non è tollerabile”, lo dice il deputato all’Ars del Movimento 5 Stelle dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo che adesso interpella il presidente Crocetta e l’assessore alle Attività produttive. La battaglia dei Cinquestelle a tutela delle produzioni agricole nazionali non si arresta e sta toccando tutte le istituzioni rappresentative. Il parlamentare a Palazzo dei Normanni annuncia anche una mozione a riguardo firmata da tutti i 14 deputati M5S.

Alla Tunisia – afferma Mangiacavallo – era già stata concessa la possibilità di immettere nel mercato italiano una quota pari a 54 mila tonnellate di olio di oliva, generando un effetto negativo per il mercato dell’extravergine; le ulteriori 35 mila tonnellate non faranno altro che appesantire una situazione già al limite. In effetti, – continua – come dimostrato, la misura non aiuta di certo i produttori tunisini ma, al contrario, è utile soltanto a qualche imprenditore spregiudicato che mediante le importazioni di oli a basso prezzo riesce a lucrare a scapito dei produttori e dei consumatori siciliani”.

Dalla Regione facciano sentire forte la voce dei siciliani, – conclude Mangiacavallo – non possiamo permettere di perdere altri importanti pezzi della nostra economia”. Attraverso l’atto parlamentare, il Cinquestelle vuole sapere, quindi, quali iniziative intendano assumere assessorato e presidente in sede nazionale e comunitaria allo scopo di porre fine ai danni che l’olivicoltura e l’agricoltura siciliana in generale continuano a subire.

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“Acqua agli agricoltori, un imperativo categorico”. Dal M5S all’Ars due emendamenti al Bilancio per ripristinare i fondi ai consorzi di bonifica

Mangiacavallo e Cancelleri: “Occorre rilanciare l’economia siciliana ripartendo dall’agricoltura”.

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“Riformare i consorzi di bonifica per renderli più efficienti e ampliare la platea di competenze e servizi destinati ai produttori agricoli”. Passano da queste esigenze, condivise un po’ da tutti nel settore agricoltura, i due emendamenti presentati all’assestamento di Bilancio dal M5s all’Ars, che mirano a ripristinare i fondi per i consorzi.

“Occorre tornare indietro immediatamente – afferma Matteo Mangiacavallo – e restituire il ‘maltolto’. Per questo motivo abbiamo presentato atti che puntano ad abrogare le norme che recentemente aveva introdotto Baccei. Sia quella che toglie risorse ai consorzi di bonifica, in maniera indiscriminata e senza alcuna programmazione, sia quella che impedisce di erogare l’acqua per uso irriguo, oltre i servizi consortili, in tutti i casi di morosità. La Sicilia deve ripartire dall’agricoltura, troppo penalizzata in questi anni di governo Crocetta”.

“Il tema dei consorzi – afferma Giancarlo Cancelleri – era un discorso che avevamo avviato circa due anni fa. Il governo, non solo non ha messo mani alla riforma ma ha proceduto a tagliare i fondi destinati agli stessi. Tutto ciò è assurdo. Se prima non riformiamo i consorzi di bonifica, non regolamentiamo le spese e tagliamo gli sprechi, come facciamo a stabilire di quanto ridurre i finanziamenti? Invece, in una Regione amministrata al contrario avviene il contrario di tutto. Prima si tagliano i finanziamenti ai consorzi e poi, forse, si farà una riforma. Il risultato? La ricaduta sul mondo agricolo, che appare vessato dai consorzi che finiscono per aumentare i costi ai produttori agricoli e non erogare l’acqua agli utenti morosi”.

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Mangiacavallo (M5S): “Occorre rilanciare l’economia siciliana ripartendo dall’agricoltura”

Presentati due emendamenti all’assestamento di bilancio per ripristinare i fondi destinati ai consorzi di bonifica e garantire l’acqua agli agricoltori.

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Si è svolta mercoledì 16 settembre, presso la commissione Attività produttive all’Ars, l’audizione dei soggetti interessati alle problematiche del consorzio di bonifica AG 3, richiesta dal deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo.

Queste le sue dichiarazioni circa le richieste di pagamento della differenza dei canoni dell’acqua per uso irriguo, avanzate dall’ente nei confronti degli agricoltori: “L’assessorato regionale all’agricoltura aveva assunto verbalmente, in più occasioni, impegni precisi nei confronti del consorzio di bonifica AG3 per il finanziamento  della somma necessaria a coprire la differenza tariffaria introdotta nel 2009 – dichiara Mangiacavallo – ma questi impegni sono stati disattesi dopo i primi anni. I consorzi, dunque, nelle ultime settimane si sono regolati di conseguenza per non restare le vittime sacrificali dei tagli imposti dall’assessore al bilancio durante la finanziaria”.

 “Su questi ultimi vorrei puntare l’attenzione – continua il deputato del M5S – perché dimostrano la cecità politica, ben più di grave di una classica miopia, di questa giunta regionale. Come si può pensare di rilanciare l’economia siciliana se si sottraggono risorse al suo asse portante, ovvero l’agricoltura? E lo hanno fatto non certo una ma diverse volte. Ad ogni finanziaria tolgono risorse ai coltivatori per dirottarle su forestali e precari. Una vera e propria guerra tra poveri”.

 “Occorre tornare indietro immediatamente – conclude Mangiacavallo – e restituire il “maltolto”. Per questo motivo abbiamo presentato, già in assestamento di bilancio, un emendamento che punta ad abrogare le norme che recentemente aveva introdotto Baccei. Sia quella che toglie risorse ai consorzi di bonifica, in maniera indiscriminata e senza alcuna programmazione, sia quella che impedisce di erogare l’acqua per uso irriguo, oltre i servizi consortili, in tutti i casi di morosità. La Sicilia deve ripartire dall’agricoltura, troppo penalizzata in questi anni di governo Crocetta”.

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Platani, Verdura e Magazzolo. Tre interrogazioni M5S approdano in Ars. L’assessore Caleca in audizione rassicura: “Ci stiamo attivando per risolvere il problema causato dalle piogge”

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E’ stata oggetto di discussione, oggi all’ARS, in III commissione Attività produttive, l’ennesima inondazione che ha colpito in questi giorni le campagne dell’Agrigentino, in particolare quelle di Ribera e del suo hinterland.

L’audizione, richiesta dal deputato regionale M5S Matteo Mangiacavallo, ha messo a confronto gli agricoltori con le istituzioni locali e regionali. L’assessore Caleca, intervenuto in risposta alle istanze dei coltivatori dei comuni coinvolti dal recente nubifragio, ha annunciato d’aver indetto un tavolo tecnico per la giornata di martedì prossimo, 10 Marzo, alla presenza di rappresentanti del genio civile, del corpo forestale, dell’ESA e delle amministrazioni locali al fine di programmare interventi straordinari sugli argini dei fiumi per quanto accaduto di recente, e di prevenzione sui rischi idrogeologici della zona per i prossimi mesi. L’assessore regionale all’agricoltura ha inoltre assicurato che i suoi uffici stanno verificando e valutando i danni rappresentati dagli agricoltori e dagli amministratori locali al fine di dichiarare al più presto lo stato di calamità naturale.

“Sono rincuorato dalle parole dell’assessore – ha commentato Matteo Mangiacavallo – la Regione non è riuscita a prevenire quello che ogni anno è un disastro annunciato, adesso, quantomeno, si sta attivando per il presente e per il futuro. Ho presentato, in questi giorni, tre interrogazioni per chiedere notizie sullo stato di Magazzolo, Verdura e Platani. Ho chiesto quali progetti aveva previsto il genio civile di Agrigento per prevenire questi ed altri danni. Stiamo verificando anche le responsabilità di Enel nelle recenti esondazioni dei torrenti. L’acqua non ha estirpato soltanto le colture ma ha fatto danni anche agli impianti. E qualcosa in più, certamente, poteva essere fatto, invece che aspettare di piangerci addosso“.

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Esondazione Platani – Il M5s chiede Audizione di agricoltori e governo regionale. Si terrà il 5 marzo all’Ars

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Dell’ennesima inondazione che ha colpito in questi giorni le campagne dell’agrigentino, in particolare quelle del riberese e i suoi aranceti, se ne discuterà all’ARS il prossimo 5 marzo.

Il deputato regionale M5S Matteo Mangiacavallo ha chiesto e ottenuto un’audizione in III commissione Attività produttive, alla presenza delle Istituzioni locali, degli agricoltori e del governo regionale.

Alla ribalta della cronaca c’è ancora il fiume Platani e gli altri torrenti che, in più parti, hanno rotto gli argini inondando non solo gli agrumeti ma anche i vigneti, gli uliveti e i pescheti. Il tavolo tecnico servirà a fare un punto della situazione sulle conseguenze dei violenti nubifragi che si sono abbattuti sulla provincia di Agrigento e sulle procedure inerenti al potenziale stato di calamità naturale.

Commenta Matteo Mangiacavallo: “Siamo vicini agli agricoltori che stanno vivendo il disagio delle piogge stagionali anche perché molti dei danni che oggi lamentano potevano essere evitati agendo in tempo, come anche noi avevamo richiesto. Mi viene da dire che “piove sul bagnato” dei terreni tassati dall’IMU agricola voluta dal governo Renzi. La Regione siciliana, che non è riuscita a prevenire quanto accaduto, si faccia adesso carico di fronteggiare il problema“.

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Il grido del M5s: in pericolo le imprese agricole e l’economia isolana tutta

A rischio la campagna irrigua siciliana per l’anno in corso, ancora nessuna copertura finanziaria per i lavoratori appartenenti alle Garanzie occupazionali. Il deputato Cinquestelle Matteo Mangiacavallo chiede che venga stralciato e discusso subito in Aula l’articolo “Salva aziende agricole siciliane”.

Mentre governo e aula hanno già salvato le imprese perlopiù con sede legale fuori dal territorio regionale, attraverso il tanto discusso ddl 500 “Salvaimprese”, le vere imprese siciliane, quelle agricole, asse portante e prevalente dell’economia della nostra Regione, manifestano tutta la loro sofferenza”. Così il deputato del Movimento cinque stelle all’Ars Matteo Mangiacavallo denuncia il rischio in cui incorre l’avvio della campagna irrigua per l’anno in corso. Tutto questo per via del fatto che la copertura finanziaria prevista per il personale attualmente in servizio risulta essere insufficiente e che manca la copertura sia normativa che finanziaria per l’avvio dei lavoratori appartenenti alle Garanzie occupazionali. “Il comparto delle Garanzie occupazionali – continua Mangiacavallo – è costituito da lavoratori precari da quasi un ventennio ma che grazie alla loro stagionale opera hanno garantito una tranquillità alle nostre imprese agricole”.

Il parlamentare Cinquestelle invia, quindi, una richiesta al presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone: “Per tentare di salvare il salvabile occorre accelerare i tempi di approvazione di almeno una parte del DDL 724 fermo in commissione bilancio. Stralciare l’art. 6 (Salva aziende agricole siciliane) , sì da poterlo discutere ed approvare immediatamente in aula, in tempi celeri e prima che sia troppo tardi”; detta urgenza, peraltro, è emersa ancor più evidente in seguito ad un incontro che il deputato M5s ha avuto con le organizzazioni sindacali di Flai-Cgil, Fai-Cisl E Filbi-Uil, lo scorso 2 Maggio 2014 presso gli uffici del Gruppo parlamentare del M5S sul tema dei consorzi di bonifica siciliani.

Se il governo e l’aula dovessero restare ciechi e sordi di fronte a tale richiesta, – conclude Mangiacavallo – parecchie colture sarebbero compromesse in maniera irreparabile, arrecando un notevole danno alle nostre imprese agricole ed all’intera economia della nostra isola”.

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Campagne al collasso senz’acqua, tantissime colture a rischio. M5S: “La norma sui consorzi di bonifica subito in aula”

Il deputato Mangiacavallo: “Stralciamo dalla Finanziaria-bis la norma sui consorzi di bonifica e approviamola subito. La legge di stabilità avrebbe dovuto avere la precedenza sul mutuo che serve a pagare le imprese del Nord”. Palmeri: “Cerchiamo di limitare i danni e diamo risposte a tutto il comparto agricolo”.

Campagne al collasso senz’acqua e tantissime varietà ortofrutticole che rischiano di sparire dalla tavola dei siciliani.

Tra le pieghe dei ritardi della Finanziaria c’è il futuro incerto di tantissime famiglie che lavorano nei campi e di tantissime colture siciliane.

La semina di tante varietà che dovevano essere piantate ai primi di aprile – afferma il deputato Matteo Mangiacavallo – è stata rinviata a causa della mancanza di fondi previsti in Finanziaria per fare partire la campagna irrigua. Coi tempi dilatati che si sono dati governo e parlamento e con quello perso da Crocetta e dalla sua maggioranza in rimpasti e nomine assessoriali, rischiano di rimanere soffocate le istanze di tanti imprenditori agricoli e piccoli coltivatori siciliani che aspettano l’acqua per irrigare i propri campi. Con questi ritardi stiamo provocando un danno enorme all’economia siciliana, fondata prevalentemente sull’agricoltura. Si aspettava l’acqua per gli inizi di aprile, non ci sarà prima di giugno. È una vergogna”.

Il Movimento 5 Stelle – dice Mangiacavallo – aveva chiesto al governo d anticipare l’arrivo in aula delle finanziaria-bis al mutuo miliardario, che rischia di imprigionare per trent’anni il futuro dei siciliani e perlopiù serve a pagare imprese del Nord, ma non ci ha ascoltato nessuno. Ora i nodi vengono al pettine. Cerchiamo di salvare il salvabile, quantomeno in agricoltura, stralciando dall’impalcatura della Finanziaria la norma sui consorzi di bonifica, per portarla immediatamente in aula“.

I danni per l’agricoltura – afferma la deputata Valentina Palmeri – ormai ci sono. Cerchiamo di limitarli al minimo, dando risposte ad alcuni dei tanti problemi che attanagliano il settore, come quello delle reti di distribuzione obsolete o delle tariffe elevate, solo per citare qualche esempio. Passata l’emergenza si potrà prendere in considerazione il riutilizzo in agricoltura delle acque reflue, opportunamente trattate”.

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Movimento 5 Stelle Sicilia – Sviluppo – Agricoltura

AGRICOLTURA

[important]Vi ricordiamo che il Programma è in continua evoluzione e costante miglioramento e mira ad essere più esaustivo grazie ai numerosi suggerimenti che ci giungono da tutti voi e che speriamo continuiate a fornirci ai nostri contatti info@sicilia5stelle.it e movimento5stellesciacca@gmail.it.[/important]

1- Blocco delle imposte e contributi e sospensione immediata delle cartelle esattoriali con successivo pagamento rateale senza interessi e lotta all’abusivismo nel settore produttivo-commerciale.

2- Minore pressione burocratica delle attività agricole e riduzione degli oneri fiscali e amministrativi.

3- Passaggio graduale all’agricoltura biologica, sinergica o in permacultura, disincentivando l’utilizzo di prodotti chimici e incentivando le produzioni che non ne fanno uso. Recupero delle varietà locali e incentivi per gli operatori che le adottano.

4- Incentivazione dell’allevamento basato su razze locali e sul rispetto degli animali.

5- Creazione di una rete di produttori, secondo forme associative e cooperative, che permettano di raggiungere una massa critica necessaria per competere in modo efficace sia nel mercato interno contro i distributori di prodotti non locali sia, se la produzione lo consente, in quello estero, puntando sulla qualità del prodotto; promozione della filiera corta e dell’acquisto a chilometro zero: dal produttore locale all’acquirente locale, in modo da ridurre i passaggi e i costi di trasporto così da mantenere basso il prezzo finale.

6- Soddisfare la domanda locale con le produzioni locali e destinare le eccedenze e le eccellenze al mercato estero supportando le aziende che esportano o che decidono di specializzarsi in tali mercati. Recupero delle colture dimenticate per la conquista dei mercati esteri.

7- Attivazione delle zone franche rurali e montane anche tenendo conto del modello francese delle Zones de Revitalisation Rurale. Rimboschimento delle montagne ove necessario e utilizzo delle stesse per finalità turistiche e ricreative, nel rispetto della natura.

8- Distruzione per incenerimento dei residui vegetali dovuti ad interventi colturali, interventi fitosanitari, di potatura, ripulitura o da altri interventi agricoli e forestali consentito esclusivamente nell’ambito dei terreni coltivati. E’ fatto obbligo che il materiale triturato e le ceneri siano reimpiegate nel ciclo colturale come sostanze concimanti o ammendanti tramite distribuzione e che devono essere, inoltre, rispettate le norme antincendi boschivi indicando le prescrizioni e le relative sanzioni in caso di inosservanza.

9- Costituzione di regolamenti del verde tesi a ricostituire un buon apporto di biodiversità e opportuni ripari per specie avicole e per fauna locale sui bordi dei campi a coltivazione intensiva.

10- Creare realtà imprenditoriali locali di lavorazione del sughero a ciclo sostenibile, cioè senza scarti ed incentivare campagne per il riciclo dei tappi da sughero, i quali verranno reimpiegati nell’industria dei coibentati: il risultato della triturazione del sughero, con l’aggiunta di colle naturali è la base per creare panelli per isolamenti termo-acustici.

11- Ripristino dei finanziamenti agricoli a tassi agevolati attualmente inesistenti.

12- Investire fortemente in una strategia di comunicazione utilizzando tutti i canali disponibili, per informare i cittadini e aiutarli a cambiare le loro abitudini d’acquisto dei prodotti agroali-mentari verso un modello più salutare ed economicamente valido unitamente ad un sistema di tracciabilità sicuro e certificato dall’amministrazione pubblica (per non gravare sul produttore) controllato dalle forze dell’ordine anche sotto il profilo della qualità fitosanitaria.

13- Creazione di un marchio DOC per i prodotti agricoli del territorio siciliano e sensibilizzazione del consumatore finale in tal senso con campagne di promozione a livello Nazionale ed Europeo utilizzando i fondi comunitari relativi.

14- Eliminazione dei premi per chi abbandona i terreni coltivati (es. ritiro dei seminativi per 20 anni, trasformazione di seminativi in pascoli permanenti) e incentivazione, invece, delle realtà contadine che mantengono in stato efficiente l’azienda e il territorio. Incentivi orientati alla produzione e alla tutela e conservazione del territorio tradizionale (agrumeti – vigneti- semina-tivi- ecc.).

15- Uso efficace, efficiente e non clientelare, dei fondi dei Programmi Operativi Regionali e di quelli relativi al Piano di Sviluppo Rurale, uso che deve dipendere dalle necessità degli operatori del settore e delle strategie di crescita di lungo termine dell’economia siciliane tali da realizzare l’indipendenza produttiva alimentare, l’autonomia del comparto dalla congiuntura dei mercati non locali e un reddito di lungo termine per tutti gli operatori.

16- Le associazioni Regionali dei Produttori Agricoli e Florovivaistici devono partecipare ai tavoli di programmazione presso l’Assessorato delle Risorse Agricole e su ogni disegno di legge regionale concernente il settore dell’agricoltura dovrà essere acquisito il parere di tali organizzazioni. Il parere pur non vincolante dovrà essere acquisito e diventerà parte integrante dei lavori.

17- Incentivare la nascita di mercatini agricoli a chilometro zero in ogni comune per garantire qualità e salubrità dei prodotti e risparmio delle famiglie. Per la tutela dei prodotti oltre al rispetto dei disciplinari previsti è fondamentale che vi sia una normativa che impedisca la realizzazione di impianti inquinanti e insalubri, inceneritori, centrali termoelettriche) e la chiusura graduale di quelle esistenti, nelle zone di produzione dei prodotti tipici.

18- Ristrutturazione degli organismi di controllo delle derrate alimentari al loro ingresso nel territorio siciliano ed attivare la tracciabilità e rintracciabilità di tutti i prodotti e dei loro derivati.

19- Incentivare la nascita di mense pubbliche e private con prodotti ecocompatibili e a chilometro zero, soprattutto per gli asili, le scuole, gli ospedali, enti pubblici e aziende. Promozione del consumo di prodotti siciliani nelle famiglie e nelle istituzioni (per es. mense scolastiche, ospedali, eccetera).

20- Avviare progetti, con la collaborazione di Regione e Comuni, per realizzare orti urbani in pieno campo o in serra, nelle scuole primarie e secondarie e nel territorio comunale e per la frui-zione della popolazione più anziane e dei disabili.

21- Riforma dell’Assessorato alle risorse agricole ed alimentari – sburocratizzazione e meritocrazia – carichi di lavoro ed incentivi al raggiungimento di obiettivi predefiniti – Formazione continua dei dirigenti e funzionari.

22- Presenza presso ASP provinciali di un tecnico diplomato o laureato in scienze agrarie o equi-valenti al fine di garantire la giusta professionalità sul controllo e ispezione per le attività di produzione primaria alimentare.

23- Prevedere da parte di ciascun Comune la presenza nella pianta organica della figura di un tecnico agrario(diplomato o laureato) e un numero congruo di operatori del verde per garantire la gestione ottimale delle zone a verde e dell’arredo urbano.

24- Obbligo di inserimento nei Piani Regolatori Generali di zone a verde urbano e benessere della collettività nei riguardi dei rumori e inquinamento da traffico per mezzo della realizzazione di barriere verdi anti rumore con assorbimento di smog.

25- Detassare tutti gli immobili strumentali all’attività agricola (magazzini, case di abitazione di residenza principale del coltivatore diretto e/o IAP).

26- Cambiare la legge del 1929 sulla trasformazione del latte d’asina (attualmente il produttore può vendere solo al minuto e non all’ingrosso).

27- Costituzione di Unità Operative specializzate nel settore florovivaistico utilizzando professionalità esistenti e immobili esistenti (presso SOAT o Condotte Agrarie) e quindi senza aggravio di costo per l’Amministrazione Regionale (attualmente tali professionalità formate in campo si stanno perdendo per l’utilizzo in altri settori non agricoli e mortificando il relativo personale).

28- Attivare dei progetti di specializzazione pratica di coltivazione florovivaistica, rivolte alle Scuole Agrarie e Universitarie da espletare presso le aziende del territorio. Tale formazione darà acquisizione di crediti per gli studenti che parteciperanno oltre ad interventi formativi presso scuole elementari con alcune ore di lezione settimanale che trattino cultura florovivai-stica e risanamento ambientale. I corsi saranno tenuti da insegnanti delle stesse scuole all’uopo formati sulle materie florovivaistiche con esami finali.

29- Elaborare dei Piani sul trasporto per diminuire le distanze che separano le produzioni siciliane dai mercati del centro Europa o comunque del consumatore finale. Utilizzare tutte le risorse per lo stato di Insularità.

30- Riforma e riorganizzazione dei Consorzi di Bonifica e adeguamento del costo dell’acqua all’andamento del mercato utilizzando le economie risultanti da un ottimizzazione della rete, la riduzione della spesa corrente, l’adeguamento di incarichi e relative indennità.

31- Istituire un centro di ricerche interuniversitario per lo studio di nuove varietà vegetali. Utilizzando professionalità esistenti e/o a tal uopo formate e avvalendosi delle tecnologie presenti nelle Scuole Agrarie o nell’Università, il centro si occuperà di ricercare novità varietali per terri-torio di interesse e per zone vocate: agrumi, vigneti, floricoltura, seminativi e di individuare le colture più adatte o più remunerative.

[warning]Per finanziare la campagna elettorale del MoVimento 5 Stelle Sicilia
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